TP 2 B - San Giusto Martire

I N F O R M A Z I O N I:
Oggi (12/04) alle 20.30 nella Cappella di San Michele si terrà un incontro
per coloro che si preparano al matrimonio, le coppie giovani e le giovani
madri sul tema: Il parto e l’allattamento. Invitiamo cordialmente!
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Il Tempo Pasquale è il momento più appropriato per amministrare il
Sacramento del Battesimo. Questo sacramento sarà conferito ancora
Domenica 3 maggio alle 11.45.
Presentazioni oppure ulteriori informazioni dai sacerdoti.
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Prossimo sabato e domenica nella Cattedrale avranno luogo le riunioni del
Sinodo Diocesano.
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Lunedì (13/04) alle 18.45 nella Casa Parrocchiale si terrà un incontro per
i genitori dei bambini che si preparano alla Prima Comunione.
Come infatti il pane fa bene al corpo, così anche il Verbo giova
immensamente all'anima.
Perciò non guardare al pane e al vino eucaristici come se fossero
semplici e comuni elementi. Sono il corpo e il sangue di Cristo,
secondo l'affermazione del Signore. Anche se i sensi ti fanno
dubitare, la fede deve renderti certo e sicuro.
Bene istruito su queste cose e animato da saldissima fede, credi che
quanto sembra pane, pane non è, anche se al gusto è tale, ma corpo
di Cristo. Credi che quanto sembra vino, vino non è, anche se così si
presenta al palato, ma sangue di Cristo. Di queste divine realtà già in
antico David diceva nei Salmi: «Il pane che sostiene il suo vigore e
l'olio che fa brillare il suo volto» (Sal 103, 15). Ebbene sostieni la tua
anima, prendendo quel pane come pane spirituale, e fa' brillare il
volto della tua anima.
Voglia il cielo che con la faccia illuminata da una coscienza pura,
contempli la gloria del Signore, come in uno specchio, e proceda di
gloria in gloria, in Cristo Gesù, Signore nostro. A lui onore, potestà e
gloria nei secoli dei secoli. Amen.
SAN GIUSTO
Notiziario della Parrocchia
2° Domenica di Pasqua B, 12 - 18 aprile 2015
Tel. 040 309666, http://www.sangiustomartire.it
Unicredit, IBAN: IT32 O020 0802 2300 0001 3281 505
Dalle «Catechesi» di Gerusalemme
Il pane del cielo e la bevanda di salvezza
«Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e,
dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo:
Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. E preso il calice rese
grazie, e disse: Prendete e bevete; questo è il mio sangue» (1 Cor
11,23). Poiché egli ha proclamato e detto del pane: «Questo è il mio
corpo», chi oserà ancora dubitare? E poiché egli ha affermato e
detto: «Questo è il mio sangue» chi mai dubiterà, affermando che
non è il suo sangue?w
Perciò riceviamoli con tutta certezza come corpo e sangue di Cristo.
Nel segno del pane ti vien dato il corpo e nel segno del vino ti vien
dato il sangue, perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, tu
diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. Avendo ricevuto in noi
il suo corpo e il suo sangue, ci trasformiamo in portatori di Cristo,
anzi, secondo san Pietro, diventiamo consorti della natura divina. Un giorno Cristo, disputando con i Giudei, disse: Se non mangiate la
mia carne e non bevete il mio sangue, non avrete in voi la vita (cfr.
Gv 6, 53). E poiché quelli non capirono nel giusto senso spirituale le
cose dette, se ne andarono via urtati, pensando che li esortasse a
mangiare le carni. C'erano anche nell'antica alleanza i pani dell'offerta, ma poiché
appartenevano all'Antico Testamento, ebbero termine. Nel Nuovo
Testamento c'è un pane celeste e una bevanda di salvezza, che
santificano l'anima e il corpo.
(Segue a p. 4)
Spinti dalla gratitudine per il perdono dei peccati e per il dono della
vita nuova che ci dà il Risorto anche a San Giusto usciamo dall’edificio
della chiesa con il Vangelo!
2° DOMENICA DI PASQUA / B
Dagli Atti degli Apostoli (4,32-35)
L’Autore sacro, sotto ispirazione divina, ci presenta in breve un
quadro concreto dei primi passi della Chiesa degli inizi. La presenza
del Risorto era evidente, come pure la sua forza e capacità di
trasformare i credenti in lui: “La moltitudine di coloro che erano
diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno
considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro
tutto era comune... Nessuno infatti tra loro era bisognoso”.
Se oggi noi cristiani non viviamo più così, è perché la nostra poca
fede impedisce a Gesù di manifestarsi in noi con potenza!
Salmo responsoriale (Sal 117)
Rit. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per
sempre.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (5,1-6)
Giovanni ripresenta “il segreto” dell’amore vicendevole così evidente
nella Chiesa primitiva: "Chiunque è stato generato da Dio vince il
mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede”.
Se amo veramente tutti è perché ho posto la mia fede in Cristo
risorto che mi ha rigenerato; il mio non amore, invece, dimostra che
Cristo non è ancora la mia unica speranza!
A partire dal domenica 19 aprile!
Dal vangelo secondo Giovanni (20,19-31)
Gesù, dopo essere apparso agli apostoli "la sera di quel giorno, il
primo della settimana", riappare "otto giorni dopo", quando in casa
"c'era con loro anche Tommaso", assente la prima volta. Tommaso
non aveva creduto che Cristo era risorto; Gesù ritorna per
manifestarsi a lui:
"Disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda la mie mani; tendi
la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo ma
credente!»". Abbassiamoci anche noi con Tommaso e mettiamo la
nostra mano nel fianco di Gesù. L'umiltà ci farà gridare: "Mio Signore
e mio Dio!".