4.1 Diritto al cibo Simone Vezzani Dipartimento di Economia CON IL PATROCINIO DI Il tema di Expo 2015, “Nutrire il pianeta”, sollecita mondo accademico e società civile ad una riflessione sulla tematica – densa anche di implicazioni etiche e geopolitiche – della sicurezza alimentare globale. Sviluppatosi quale parte del più ampio diritto degli individui ad uno standard di vita adeguato, il diritto al cibo trova riconoscimento in numerosi strumenti internazionali sui diritti umani, così come in alcune delle più recenti costituzioni nazionali, in Africa come in America latina. Esso si è affermato come diritto della persona di accedere a un cibo adeguato sufficiente, sicuro, idoneo a soddisfare i bisogni nutrizionali e culturalmente appropriato. Su scala globale, la riduzione della povertà associata alla crescita economica dei Paesi ad economia emergente, ha portato negli ultimi due decenni a un parziale ridimensionamento del fenomeno della denutrizione (The State of the Food Insecurity in the World, 2014). Ciononostante la comunità internazionale è ancora lontana da raggiungere l’obiettivo fissato dai Millennium Goals (1° obiettivo, target 1:C) e la sperequazione nell 'accesso alle risorse alimentari continua a manifestarsi nella sua drammaticità. Mentre la produzione agricola mondiale sarebbe sufficiente a sfamare l’intera umanità, più di 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Anche nei Paesi industrializzati, sia pur in modo diversi, il diritto a un cibo salubre è un diritto negato alle fasce più deboli delle popolazioni duramente colpite dalla crisi economica. Il mio intervento ripercorrerà l’evoluzione del significato e dei limiti del diritto alla sicurezza alimentare, muovendo da un’analisi degli approfonditi studi condotti nell’ambito delle Nazioni Unite dallo Special Rapporteur on the Right to Food. Principale oggetto di indagine sarà il tema dell’effettività del diritto in esame nell’ambito della comunità internazionale e di alcune esperienze nazionali.
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