AGRICOLTURA ROMENA: PRIMA PER NUMERO DI AZIENDE

AGRICOLTURA ROMENA: PRIMA PER NUMERO DI AZIENDE, OTTAVA PER PRODUZIONE
MA PENULTIMA PER PRODUTTIVITA NELLA UE
La Romania ha registrato nel 2014 una produzione agricola di quasi 15,5 miliardi di Euro in valore,
quasi il 4 % della produzione totale dell’UE (392,3 miliardi di euro), all’ottavo posto della
graduatoria che vede la Francia in prima posizione, (con una produzione di 70,5 miliardi di Euro, il
18 % della produzione agricola dell‘UE e una produttività di 2.530 euro/ettaro), e poi via via la
Germania (con produzione di 51 miliardi di Euro, il 13 % del totale e produttività 3.050 euro/ettaro),
l’Italia (con 48,3 miliardi di Euro, il 12,3 % del totale e 3.770 euro/ettaro), la Spagna (41,1 miliardi
di Euro, il 10,47% del totale e 1.734 euro/ettaro), la Gran Bretagna (30,57 miliardi di Euro, 7,8%
del totale) e l’Olanda (con 26,7 miliardi di Euro).
Fra i Paesi ex comunisti, solo la Polonia ha avuto una produzione agricola superiore (22,5 miliardi
di Euro, il 5,75% del totale), mentre Bulgaria, Ungheria e R. Ceca hanno avuto produzioni inferiori
(di 3,8 miliardi, 7,5 miliardi e rispettivamente 4,7 miliardi di Euro).
I Paesi Bassi (Olanda) sono invece primi per produttività, con circa 14.800 euro/ettaro che dal
milione e 800 mila ettari di terreno agricolo ha registrato una produzione di 26,7 miliardi di Euro (il
6,8 % del totale). I Paesi bassi sono inoltre il secondo principale esportatore di prodotti agroalimentari del mondo, dopo gli Stati Uniti, con uno export di 75,4 miliardi di Euro nel 2012 (secondo
il Ministero del Commercio dei Paesi Bassi).
Nonostante una estesa superficie di terreni agricoli (13,3 milioni di ettari), l’agricoltura romena ha
una bassa produttività ad ettaro, di soli 1.160 euro/ettaro, rispetto ad altri Paesi vicini (Polonia
1.560 euro/ettaro, Ungheria 1.660 euro/ettaro e R. Ceca 1.380 euro/ettaro). L’unico Paese con una
produzione media inferiore e’ la Bulgaria con solo 850 euro/ettaro.
Dal punto di vista della struttura di produzione, i prodotti vegetali hanno rappresentato il 52 % della
produzione agricola dell’UE, i prodotti zootecnici hanno coperto il 43 %, mentre i servizi e le attività
connesse hanno contribuito con il 5 %.
La Romania ha un’agricoltura squilibrata, con il 73 % della produzione rappresentata da
produzione vegetale (di cui il 25 % sono colture di cereali e il 29 % colture di ortofrutta), il 26 % da
zootecnia e il 6 % da servizi e attività connesse.
Come contributo della produzione vegetale all’interno della produzione agricola, la Romania e’ al
primo posto in UE con il 73%, seguita dalla Grecia con il 69 %, Bulgaria con il 65 % e Croazia con
il 62 %, mentre l’allevamento degli animali e’ l’attivita’ principale in Irlanda (con il 70 % della
produzione agricola), Danimarca (con il 63 %) e Finlandia (con il 60 %).
Nella graduatoria dei Paesi produttori di cereali dell’UE, la Romania si e’ piazzata quinta con 20,9
milioni di tonnellate, il 7 % della produzione di cereali (305,7 milioni di tonnellate).
L’Italia invece, e’ prima nella produzione di pomodori. Ha realizzato oltre un terzo (il 35 %) della
produzione di pomodori dell’UE (di 14,9 milioni di tonnellate), con 5,2 milioni di tonnellate,
superando la Spagna (3,8 milioni di tonnellate e 25 % della produzione), il Portogallo (1,2 milioni di
tonnellate e 8%) e la Grecia (1 milioni di tonnellate e 7%).
Per quanto riguarda le superfici agricole, quella utilizzata in Romania è diminuita nel 2013 di quasi
un milione di ettari rispetto al 2002.
La Romania mantiene comunque il più alto numero di aziende agricole nell'Unione Europea, ma
con dimensioni molto più limitate rispetto alla media UE (Istituto Nazionale di Statistica della
Romania).
Il paese dispone di 13,1 milioni di ettari, che rappresentano il 7,6% della superficie agricola
utilizzata nell'Unione Europea, mentre la superficie non utilizzata si stima attorno al milione di
ettari.
Superano la Romania la Francia con 27,8 milioni di ettari (16%), la Spagna con 23,75 milioni di
ettari (13,6%), il Regno Unito, con 16,8 milioni di ettari (9,7%), la Germania, con 16,7 milioni di
ettari (9,6%) e la Polonia, con 14,4 milioni di ettari (8,3%).
La Romania ha 3,63 milioni di aziende agricole, ossia un terzo del numero totale dell'UE (il
31,5%), mentre l’Italia il 13,2%, la Polonia il 12,3% e la Spagna l’8,1%. Il loro numero è diminuito
del 6% dal 2010.
La dimensione media di una azienda romena è di 3,6 ettari, quattro volte inferiore rispetto alla
media UE, che è di 14,2 ettari, superando solo Cipro e Malta. La Repubblica Ceca ha la più grande
superficie agricola media dell’UE, di 152,4 ettari, seguita dalla Gran Bretagna con 90,4 ettari, la
Slovacchia con 77,5 ettari, la Danimarca con 62,9 ettari, il Lussemburgo con 59,6 ettari, la
Germania con 55,8 ettari e la Francia con 54 ettari. Anche l’Italia si trova sotto la media europea,
ventunesima posizione, con una media di 7,9 ettari. Fra i paesi limitrofi, l’Ungheria ha una media di
8,1 ettari, mentre la Bulgaria fa meglio della Romania, con 12,1 ettari, anche se resta sotto la
media europea.
Nella struttura della superficie agricola utilizzata, in Romania il 63% e’ composto da terreni agricoli,
il 33,7% da pascoli e fienaie, il 2,3% da colture permanenti (come vitigni e alberi da frutta) e l’1,2%
da giardini. A livello UE, il terreno arabile occupa in media circa il 60 %, i pascoli e le fienaie il 34
%, le colture permanenti il 6,1% e i giardini lo 0,2%.
La Romania e’ il più grande produttore di granoturco e di girasole dell’UE con oltre un quarto della
superficie totale comunitaria, mentre per la coltivazione del grano si trova in quinta posizione dopo
Francia, Germania, Polonia e Spagna. Nel 2013 le colture di granoturco occupavano 2,21 milioni di
ettari, (+8,9% rispetto al 2010) e quelle di grano 2,38 milioni di ettari (+6,5%).
(Fonte: Hotnews, Mediafax, Romania Libera, Nine O’Clock, INS, Eurostat)