Asset Allocation Mensile

Asset Allocation Mensile
Novembre 2014
CLIMA DI MERCATO IN SINTESI
● Le banche centrali si muovono in direzioni opposte
● I mercati azionari rimbalzano dopo la flessione
● Asset allocation: sovrappeso sulle azioni e sulle
obbligazioni investment grade
ASSET ALLOCATION IN SINTESI
L’andamento dell’economia statunitense è rimasto più o meno
in linea con il trend seguito dalla fine della recessione a metà
2009, ossia la crescita è stata più debole che nelle precedenti
fasi di espansione, ma comunque relativamente solida. La
prima stima del PIL del terzo trimestre (+3,5%) è stata
superiore alle aspettative. La domanda privata interna (escluse
le scorte) è stata un po’ meno sostenuta, con un incremento
annualizzato del 2,3%, dopo il 3,8% del trimestre precedente,
poiché è rallentata la crescita dei consumi privati (+1,8%) e
degli investimenti (+1,0%).
US real GDP
Multi-asset
Active weights
Oct-14
Nov-14
Equities
Duration
Investment grade
High yield
Emerging market debt
Real estate
Commodities
Δ active
weight
7.5
5.0
2.5
0.0
-2.5
-5.0
-7.5
-10.0
(%-point contribution to growth)
08
09
Consumption
Net export
10
11
12
Government
Inventories
13
14
Investment
GDP (% yoy)
Source: Datastream, BNPP IP
ANALISI DEI MERCATI
Economia
Segnalando la fine degli acquisti di asset, la Fed ha avviato il
processo di normalizzazione della sua politica monetaria, che
prevede di condurre in modo molto prudente, fornendo al
tempo stesso uno scenario leggermente più ottimistico sul
Riservato esclusivamente agli investitori professionali
Asset Allocation Mensile | Novembre 2014 – 2
mercato del lavoro in una fase in cui i salari evidenziano i primi
segnali di accelerazione e la fiducia dei consumatori migliora.
Nell’eurozona, le indagini presso i responsabili degli acquisti e
quelle della Commissione europea si sono stabilizzate a
ottobre, dopo diversi mesi di flessione. L’indice PMI composito
(ossia relativo sia al settore manifatturiero che a quello dei
servizi) per l’area euro nel suo complesso si è pertanto
attestato a 52,2 contro 52 a settembre, il minimo da inizio
anno, e quasi 54 a luglio. La stima preliminare ha mostrato un
lieve aumento dell’inflazione allo 0,4% a ottobre rispetto al
corrispondente periodo dell’anno precedente.
Eurozone HICP
(% yoy)
4
che le elezioni presidenziali sono alle spalle in Brasile,
potrebbero essere avviate le riforme.
Mercati azionari1
A ottobre il nervosismo e l’attività delle banche centrali hanno
segnato nuovi massimi. I mercati hanno subito un crollo
spettacolare a metà mese, ma hanno anche registrato un
rapido recupero. L’indice MSCI AC World, in calo del 6% tra la
fine di settembre e il 16 ottobre, ha chiuso il mese in territorio
positivo (+0,6% in dollari). I mercati emergenti hanno anch’essi
registrato guadagni rispetto alla fine di settembre (+1,1% per
l’indice MSCI Emerging Markets espresso in dollari), trainati
dall’Asia.
3
1800
2
1
0
MSCI World (ex EM) & MSCI EM
1600
ECB target
1400
-1
1200
00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14
HICP
1000
HICP-core
Source: Datastream, BNPP IP
Dato l’ulteriore calo dei prezzi dell’energia, l’inflazione
dovrebbe rimanere contenuta nei prossimi mesi, e la
successiva accelerazione dei prezzi legata al miglioramento
atteso dell’economia sarà frenata da un ampio output gap. La
trasmissione di una politica monetaria molto accomodante
all’economia tramite il canale del credito dovrebbe migliorare,
grazie alle diverse misure annunciate dalla BCE. In Giappone,
il miglioramento della produzione industriale di settembre ha
confermato la ripresa dell’attività manifatturiera che era
emersa dalle indagini. Il recupero è stato lento e rimane timido,
ma gli investimenti produttivi dovrebbero aumentare. I consumi
dovrebbero rimanere modesti a causa della debolezza dei
salari. Il 31 ottobre la BoJ ha deciso di accelerare il ritmo dei
suoi acquisti di titoli di Stato. Le esportazioni dai mercati
emergenti non mostrano ancora segni di una chiara
accelerazione anche in quelle economie che storicamente
sono state le più sensibili all’attività economica mondiale. Le
indagini sul settore manifatturiero rimangono incoraggianti in
Asia e un improvviso rallentamento è improbabile
nell’economia cinese. L’Europa emergente (in particolare la
Russia) e l’America latina sembrano meno solide, ma adesso
800
01/12 05/12 09/12 01/13 05/13 09/13 01/14 05/14 09/14
MSCI World
MSCI EM
Source: Datastream, BNPP IP
La rapidità di questi movimenti, sia al ribasso che al rialzo,
suggerisce un’intensa attività da parte degli hedge fund. Infatti,
se il nervosismo degli investitori potrebbe essere dovuto alla
pubblicazione di dati economici alquanto deludenti agli inizi del
mese, in particolare nell’eurozona, e alla revisione al ribasso
delle stime sulla crescita globale, non vi sono stati
cambiamenti di rilievo nell’economia nell’arco di qualche
settimana. Analogamente, la fine del quantitative easing della
Fed (annunciata il 29 ottobre) non rappresenta una sorpresa e
la normalizzazione dei tassi ufficiali rimane un processo lento e
graduale. La sorpresa (positiva) è venuta dalla Bank of Japan,
che il 31 ottobre ha annunciato che avrebbe incrementato la
propria base monetaria a 80.000 miliardi di yen (dai 60-70.000
miliardi indicati in precedenza). Questo annuncio ha contribuito
a dar luogo a un vigoroso rally dei principali indici azionari a
fine mese. Frattanto, la stagione delle trimestrali sta
evidenziando risultati piuttosto soddisfacenti negli Stati Uniti e
Ove non diversamente specificato, tutti gli indici sono in valuta
locale.
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più eterogenei in Europa nel caso di alcune grandi imprese. E,
infine, la valutazione completa dei bilanci delle banche
dell’eurozona è alquanto rassicurante. Le azioni hanno
registrato un andamento molto volatile, anche durante la fase
di rialzo. La solidità dell’economia statunitense e l’analisi
leggermente più favorevole della Fed hanno spinto in territorio
positivo la performance mensile degli indici. All’interno
dell’indice S&P 500 (+2,3%), i settori difensivi (consumi
discrezionali, salute e utilities) hanno messo a segno le
maggiori sovraperformance. Il calo maggiore ha interessato il
settore energetico, spinto al ribasso dal calo dei prezzi del
petrolio (-11,6% in un mese per il WTI). Nell’eurozona,
nonostante il rally osservato nella seconda metà del mese, gli
indici hanno chiuso il periodo in netto calo (-3,5% per
l’Eurostoxx 50), a causa del peggioramento degli indicatori
economici (in particolare in Germania). Grazie alla spinta della
decisione della BoJ e degli annunci da parte del fondo
pensione pubblico GPIF, che ha innalzato la sua ponderazione
obiettivo per le azioni giapponesi (dal 12 al 25%), il Nikkei 225
ha guadagnato l’1,5% durante il mese (dopo essere salito del
4,8% il 31 ottobre). Ove non diversamente specificato, tutti gli
indici sono in valuta locale.
Mercati obbligazionari
A ottobre i titoli di Stato americani hanno perlopiù seguito
l’andamento delle azioni. Una flessione spettacolare dei
rendimenti obbligazionari a lungo termine ha quindi spinto il
rendimento del T-Note decennale sotto il 2,15% alla chiusura
del 15 ottobre, in reazione all’improvvisa flessione delle azioni.
Nel corso di questa seduta, il rendimento ha subito variazioni
senza precedenti (-35 pb), scendendo brevemente sotto
l’1,90%. La pubblicazione di dati sulle vendite al dettaglio
inferiori in aggiunta a indicatori piuttosto deludenti (indice ISM
sul settore manifatturiero e indagini regionali) ha destato dubbi
sulle effettive condizioni dell’economia statunitense e indotto
gli investitori a credere che la Fed potrebbe rinviare la
normalizzazione della sua politica monetaria. Speculazioni
sulla fiducia di Janet Yellen nelle prospettive di crescita hanno
in parte rassicurato gli operatori. La flessione è stata tale da
giustificare una correzione al rialzo, che è poi arrivata a fronte
di indicatori più solidi (produzione industriale, fiducia dei
consumatori e crescita del PIL) e di un rally dei mercati
azionari. La diagnosi piuttosto ottimistica della Fed nel
comunicato del FOMC ha spinto gli investitori ad aspettarsi un
inizio leggermente più ravvicinato dell’inasprimento della
politica monetaria. Il T-note a due anni è sceso allo 0,31% il 15
ottobre, chiudendo il mese allo 0,49%, ossia 8 pb in meno
rispetto a fine settembre.
Two-year government bond yield
0.6
0.5
0.4
0.3
0.2
0.1
0.0
-0.1
01/12 05/12 09/12 01/13 05/13 09/13 01/14 05/14 09/14
US
Germany
Source: Datastream, BNPP IP
Il rendimento decennale è sceso al 2,34% il 31 ottobre (-15 pb
in un mese). Le obbligazioni europee hanno contribuito al netto
ribasso di metà mese: il rendimento del Bund decennale ha
toccato un nuovo minimo storico allo 0,76% il 15 ottobre (dopo
aver sfiorato lo 0,70% nell’intraday). Le intenzioni della Grecia
di uscire dai programmi di assistenza prima del previsto hanno
preoccupato gli investitori, esercitando forti pressioni al rialzo
sui rendimenti greci a lungo termine, che si sono estese ai
mercati periferici e hanno indotto gli investitori a cercare rifugio
nel mercato tedesco nel contesto di un’economia europea
ancora debole e di un’inflazione molto bassa.
Successivamente l’andamento del mercato è tornato alla
normalità. Il rendimento del Bund decennale ha chiuso il mese
allo 0,84% (-11 pb), il rendimento italiano al 2,35% (+2 pb) e
quello spagnolo al 2,08% (-6 pb). Il mercato del credito è stato
penalizzato dal venir meno della propensione al rischio a metà
mese. Come per altre asset class, le variazioni sono state
molto improvvise ma di breve durata, in particolare nel
segmento high yield, in cui gli spread hanno toccato un
massimo da inizio 2014 sia negli Stati Uniti che in Europa, per
poi tornare a contrarsi. Le obbligazioni investment grade in
Europa hanno rapidamente recuperato le perdite di metà
ottobre.
CLIMA DI MERCATO
La volatilità del mercato non è ancora tornata ai bassi livelli
dell’estate, ma è diminuita. La correzione del mercato da metà
settembre a metà ottobre è stata perlopiù recuperata, con una
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Asset Allocation Mensile | Novembre 2014 – 4
ripresa trainata dagli Stati Uniti. L’indice azionario S&P 500 ha
persino chiuso ottobre a un massimo storico. Anche le azioni
europee e giapponesi hanno guadagnato terreno, mentre
quelle dei mercati emergenti hanno sottoperformato. I
rendimenti obbligazionari sono saliti di più negli USA che in
Germania, mentre sono scesi in Giappone. Abbiamo
incrementato la nostra esposizione al rischio a inizio mese
tramite un’esposizione long alle azioni globali e alle
obbligazioni societarie investment grade europee.
Central bank balance sheets
(Index, January 2008 = 100)
600
500
400
300
200
100
0
08
09
US
10
11
Eurozone
12
13
UK
14
Japan
Source: Datastream, BNPP IP
Dinamiche contrastate
Attualmente i mercati si trovano confrontati con dinamiche
molto contrastate. I timori per la crescita che hanno provocato
la recente correzione dei mercati azionari ci sembrano
eccessivi. L’espansione statunitense ha rallentato nel terzo
trimestre rispetto al ritmo esuberante del secondo, ma si è
comunque attestata a un solido 3,5% annualizzato sul
trimestre precedente. Questo dato è probabilmente troppo
ottimistico ma il principale messaggio è che l’economia
statunitense continua ad andare bene. L’economia
dell’eurozona appare decisamente più debole. I dati sulla
crescita nel terzo trimestre devono ancora essere pubblicati,
ma l’economia ha evidenziato chiare difficoltà. Ciò detto, vi
sono segnali che indicano un miglioramento della crescita. Il
Giappone ha avuto difficoltà a riacquistare slancio dopo la
pesante caduta del secondo trimestre, mentre la crescita in
Cina sembra ancora rallentare. In altre parti dell’Asia
l’espansione è relativamente poco entusiasmante. Trai i BRIC,
l’India ha perso parte del suo smalto, poiché il processo di
riforma è più lento del previsto, mentre la Russia e il Brasile
sono in recessione.
Le prospettive economiche sono contrastanti e lo stesso può
dirsi per le politiche monetarie. Nel concludere il suo
programma di acquisti di asset, la Federal Reserve è stata più
restrittiva del previsto nel formulare le sue previsioni,
spingendo i mercati ad aspettarsi un inizio anticipato dei rialzi
dei tassi. Noi crediamo che il primo aumento dei tassi sarà
effettuato alla fine del secondo trimestre del prossimo anno.
La BCE è ancora occupata ad attuare nuove misure di politica
monetaria. Il programma di acquisto di asset-backed securities
(ABS) e covered bond potrebbe non raggiungere il suo
obiettivo ed essere quindi esteso alle obbligazioni societarie.
Riteniamo che acquisti di titoli di Stato siano meno probabili,
sebbene le chance che ciò accada siano aumentate con il
procedere della disinflazione. La Bank of Japan ha sorpreso i
mercati con un aumento in tempi più brevi del previsto del suo
programma di acquisti di attività. Questa mossa non cambia lo
scenario. L’impatto del QE sull’economia reale è stato finora
limitato. Tuttavia, il deprezzamento dello yen giapponese, e il
suo impatto sulle esportazioni, va monitorato. Le banche
centrali brasiliana e russa hanno entrambe innalzato i tassi (di
150 pb in Russia, un incremento superiore alle aspettative), il
che rappresenta una mossa coraggiosa in entrambi i casi data
la debolezza delle rispettive economie.
Riteniamo che il recente calo dei prezzi del petrolio sia
complessivamente positivo, in quanto fa aumentare il potere
d’acquisto. Ma l’impatto ribassista su un’inflazione complessiva
già bassa potrebbe alimentare timori di deflazione in alcune
parti dell’economia mondiale.
Aumento del rischio nella nostra asset allocation
Ritenendo che il clima di mercato fosse eccessivamente
negativo, abbiamo assunto un’esposizione lunga alle azioni
globali, nonché alle azioni americane rispetto a quelle europee
e alle obbligazioni societarie investment grade europee. Dopo
l’ulteriore correzione dei mercati azionari, abbiamo
incrementato la nostra posizione lunga sulle azioni. Le azioni
americane hanno recuperato più rapidamente di quelle
europee, grazie a risultati economici migliori e a un’ottima
stagione delle trimestrali. Successivamente abbiamo
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Asset Allocation Mensile | Novembre 2014 – 5
monetizzato i profitti sul nostro sovrappeso su azioni
statunitensi contro azioni europee.
La nostra sovraponderazione delle obbligazioni societarie
investment grade europee è in gran parte legata alla politica
monetaria. I nuovi acquisti di asset della BCE potrebbero
determinare riallocazioni dei portafogli a scapito di ABS e
covered bond i cui prezzi sarebbero già stati spinti al rialzo
dalla BCE e a favore delle obbligazioni corporate. La BCE
potrebbe iniziare ad acquistare direttamente queste
obbligazioni, favorendo in tal modo quest’asset class.
Eurozone option-adjusted corporate spread
160
(basis points)
500
140
450
120
400
100
350
80
300
60
250
Jan-13 Apr-13 Jul-13 Oct-13 Jan-14 Apr-14 Jul-14 Oct-14
Investment-grade (lhs)
High-yield (rhs)
Source: Bloomberg, BNPP IP
Quando si è presentata l’opportunità, abbiamo chiuso il nostro
sottopeso di duration tattico sui Treasury USA. Attualmente,
non ravvisiamo trend di breve periodo per i rendimenti
obbligazionari. Questi ultimi sono forse bassi date le
prospettive di crescita, ma la bassa inflazione e la politica
monetaria estremamente accomodante dovrebbero avere un
chiaro effetto calmierante sui rendimenti.
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Asset allocation2
Active weights
Multi-asset
Oct-14
Nov-14
Δ active
weight
Fixed income
Active weights
Oct-14
Nov-14
Δ active
weight
Euro Govies
Equities
Euro Govies AAA
Duration
Euro Short Dated
Investment grade
Corporate bonds (EUR)
High yield
Euro Inflation Linked
High Yield (EUR)
Emerging market debt
High Yield (USD)
Real estate
Emerging Bonds USD
Commodities
Emerging Bonds Local Ccy
Active weights
Equities
Oct-14
Nov-14
Δ active
weight
Foreign exchange
Active weights
Oct-14
Nov-14
Δ active
weight
AUD
European large caps
CAD
European small caps
CHF
US large caps
DKK
US small caps
EUR
Japan
GBP
Emerging markets
HKD
JPY
Active weights
Real estate
Oct-14
Nov-14
Δ active
weight
European Real Estate
NOK
NZD
SEK
SGD
US Real Estate
USD
Asian Real Estate
EM FX
* Nell’ambito delle valute siamo sovrappesati sul CAD rispetto alla NZD e al
JPY e sovrappesati sull’MXN rispetto a GBP, AUD e NZD.
KEY
Overweight:
Increase:
Neutral:
No change:
Underweight:
Decrease:
Lo scenario in sintesi

Gli acquisti di asset della Fed si sono conclusi a ottobre. Il primo rialzo dei tassi avverrà non prima del primo trimestre 2015, ma
più probabilmente nel secondo. Il cauto tapering della Fed e il miglioramento delle prospettive riducono il rischio legato a una
normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti. Agendo gradualmente, la Fed intende evitare improvvisi rialzi dei
rendimenti a più lungo termine.

La fragile ripresa dell’Europa è stata penalizzata dalle tensioni geopolitiche, ma l’economia non entrerà in recessione. Il
miglioramento dei fondamentali in alcuni paesi periferici e la tenuta di Germania e Regno Unito eviteranno che ciò accada.
L’impatto negativo delle politiche fiscali si sta esaurendo. La BCE ha contenuto i rischi sistemici, ma il sostegno delle politiche
monetarie è ancora necessario. Le pressioni ribassiste sui prezzi dovrebbero lentamente venir meno. I principali rischi sono
l’assenza di crescita e di riforme in alcuni Stati membri dell’area euro. I rendimenti obbligazionari rimarranno bassi per un lungo
periodo.

Il tasso di crescita tendenziale in Cina è diminuito e vi sono rischi al ribasso legati ai settori immobiliare e finanziario. La crescita in
altri mercati emergenti è modesta nel confronto storico.

Liquidità e politica monetaria favorevole per le azioni, ma solo i segmenti sottovalutati del mercato sono interessanti. Migliori
opportunità a più lungo termine in alcuni mercati del reddito fisso.
Le tabelle illustrano le posizioni nette rispetto al benchmark all’interno del portafoglio modello della strategia MAS. I giudizi su una singola asset
class non vanno considerati isolatamente ma nel contesto del portafoglio nel suo complesso.
* Il rischio di duration è gestito in modo indipendente dall’allocazione nel reddito fisso sottostante utilizzando futures su titoli di Stato.
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Azioni
Sovrappeso
Posizione modificata. Continuiamo a ritenere il ciclo economico globale complessivamente negativo, con prospettive favorevoli per gli
Stati Uniti controbilanciate dalle difficoltà dell’eurozona, del Giappone e delle economie emergenti a riacquistare slancio. La politica
monetaria ha un impatto positivo, specie dopo le nuove misure di stimolo adottate nell’area euro e in Giappone. Cosa ancora più
importante, abbiamo ritenuto esagerata la correzione di settembre e ottobre. Abbiamo quindi aperto una posizione di sovrappeso agli inizi
di ottobre, ampliandola verso la metà del mese. Sempre a inizio ottobre, abbiamo sovrappesato le azioni statunitensi rispetto a quelle
europee, ma abbiamo monetizzato i profitti quando le azioni USA hanno sovraperformato, in parte grazie a un’ottima stagione dei risultati.
Azioni small cap
Sottopeso
Posizione invariata. Siamo sottopesati sulle small cap europee rispetto alle large cap. Le società a bassa capitalizzazione sono più
esposte alla debolezza dell’economia europea, mentre le large cap dovrebbero beneficiare del rafforzamento della crescita al di fuori
dell’Europa. Consideriamo inoltre le small cap europee relativamente sopravvalutate. Adesso che il ciclo di M&A ha rallentato, le small cap
dovrebbero beneficiare meno della possibilità di divenire target di acquisizioni. Il momentum e i fattori stagionali sono negativi, a nostro
avviso.
Titoli di Stato
Duration neutrale
Nessuna variazione. I rendimenti obbligazionari sono rimasti bassi in Germania e negli Stati Uniti. La revisione al ribasso delle aspettative
d’inflazione, la crescita deludente e le prospettive di tassi ufficiali bassi spiegano in gran parte il livello dei rendimenti nell’eurozona. Non
ravvisiamo alcuna tendenza ben definita nei rendimenti, il che si traduce nella nostra posizione di duration neutrale. I rendimenti sembrano
bassi rispetto alla crescita anticipata, ma la disinflazione e una politica monetaria estremamente accomodante impediscono aumenti
significativi, a nostro giudizio. Abbiamo chiuso il sottopeso di duration tattico negli Stati Uniti presente nei nostri portafogli multi-asset
flessibili.
Obbligazioni societarie investment grade
Sovrappeso
Posizione modificata. La BCE non acquisterà obbligazioni societarie investment grade direttamente, ma i suoi acquisti di asset-backed
securities e covered bond potrebbero spingere gli investitori a riallocare i propri portafogli a favore di quest’asset class. L’istituto di
Francoforte potrebbe persino acquistare obbligazioni investment grade direttamente in un momento successivo. Il sostegno diretto o
indiretto della BCE dovrebbe più che compensare le valutazioni poco attraenti, a nostro avviso.
Obbligazioni high yield
Sovrappeso
Posizione invariata. Abbiamo una posizione di modesto sovrappeso. Ci aspettiamo che i tassi di default nel segmento europeo
rimangano generalmente bassi. La politica monetaria ultra-accomodante della BCE dovrebbe anch’essa avere un impatto positivo.
Giudichiamo favorevolmente il rendimento cedolare. Il tapering della Fed potrebbe fare aumentare i rendimenti, ma dal momento che
abbiamo assunto una posizione di sovrappeso rispetto ai titoli di Stato, che in genere hanno una duration molto più lunga, eventuali
aumenti dei rendimenti dovrebbero essere coperti.
Obbligazioni emergenti
Neutrale
Posizione invariata. Lo scenario economico per i mercati emergenti è poco favorevole e la prospettiva di un inasprimento della politica
monetaria statunitense pesa sulle valute emergenti e sugli spread di questa regione. In questa fase non ravvisiamo un catalyst forte in
grado di invertire la tendenza, e preferiamo quindi restare neutrali.
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Asset Allocation Mensile | Novembre 2014 – 8
Immobiliare quotato
Neutrale
Nessuna variazione. Giudichiamo favorevolmente alcuni fondamentali del settore immobiliare statunitense ed europeo, come il calo dei
tassi di sfitto e la limitata attività di costruzione. Riteniamo tuttavia che quest’asset class sia sopravvalutata in Europa e vulnerabile a un
rialzo dei rendimenti negli Stati Uniti. Dal momento che abbiamo chiuso la nostra posizione di sottopeso sull’immobiliare europeo rispetto
alle azioni europee, abbiamo adesso un’esposizione neutrale a quest’asset class.
Materie prime
Neutrale
Posizione invariata. Siamo complessivamente neutrali, ma sovrappesiamo il petrolio rispetto ai metalli industriali. Sebbene le quotazioni
petrolifere siano diminuite nonostante il rischio geopolitico in Medio Oriente, ci aspettiamo ancora che tale rischio spinga i prezzi al rialzo,
con un impulso aggiuntivo proveniente dal pricing power del cartello dell’OPEC e dal basso livello delle scorte. Riteniamo che i mercati dei
metalli industriali siano già caratterizzati da un eccesso di offerta e che l’ulteriore offerta attesa sarà difficilmente assorbita alla luce della
modesta crescita mondiale. Una ripresa dei prezzi dei metalli non sembra imminente.
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Nota
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