LETTERA APERTA A NURSIND ED I.P.A.S.V.I. Premetto che il mio è

LETTERA APERTA A NURSIND ED I.P.A.S.V.I.
Premetto che il mio è solo uno sfogo e non vuole essere un attacco a nessuno, semmai vuole essere
uno spunto di riflessione per chi, ad oggi, rappresenta la professione infermieristica a livello
dirigenziale e mediatico oltre a tutti i colleghi infermieri.
Chi scrive è un infermiere ventottenne laureato nel novembre 2011 presso l’Università Federico II di
Napoli, dipendente pubblico dell’ASL AL dal gennaio 2013, ed iscritto all’O.S. Nursind Alessandria,
da poco più di un anno, ricoprendo anche la carica di delegato aziendale.
Da qualche tempo ormai ho iniziato a concentrare la mia attenzione oltre ai problemi della professione
infermieristica anche alla diatriba costante Nursind-IPASVI.
L’I.P.A.S.V.I. che è un ente pubblico non economico a cui tutti gli infermieri sono obbligati ad
iscriversi per esercitare la professione, con sostanzialmente una duplice finalità quella di tutela del
cittadino che riceve assistenza infermieristica e quella dell’infermiere nell’essere tutelato nella
propria professionalità; è l’ente di rappresentanza della professione infermieristica a cui tutti gli
infermieri fanno riferimento.
Nursind invece è un’organizzazione Sindacale della confederazione CGU-CISAL, ed è il sindacato
delle professioni infermieristiche nato nel 1998, a cui gli infermieri possono decidere di iscriversi.
Esso ha raccolto nel corso degli anni una massiccia adesione da buona parte degli infermieri.
Anche se con finalità diverse ma comunque complementari tra loro, rivestono una particolare
importanza nel continuo processo evolutivo della professione.
Per la qual cosa non riesco a spiegarmi il perché di continue lotte a suon di articoli e dichiarazioni, di
libri bianchi e di videomessaggi, di interpretazioni di norme sull’anticorruzione a dimostrazione di
una maggior eticità rispetto all’altro, quasi come se la loro fosse una competizione. Cosa alquanto
strana considerato che i due enti, come già ho detto pocanzi, sono complementari.
Non riesco nemmeno a spiegarmi i continui attacchi di Nursind alla Federazione Nazionale
I.P.A.S.V.I. nella figura della Senatrice Annalisa Silvestro, nonché presidente della stessa
Federazione. Addirittura la questione coinvolge laureati non Infermieri, come nel caso del Dott. Ivan
Cavicchi, tecnico di radiologia, succesivamente laureato in Sociologia, ed esperto di politiche
sanitarie. Il Dr Cavicchi, in un articolo pubblicato da Il MANIFESTO del 26/07/2014 ove vi è un
botta e risposta tra la Presidente IPASVI e lo stesso Dr Cavicchi, oltre a chiedere il reddito percepito
dalla Senatrice Silvestro, afferma “Lo scopo della mia battaglia, cara presidente, non è «creare
discredito e offese», non sono proprio il tipo, ma è dare una mano a 420 mila infermieri a liberarsi da
sfruttamenti, servitù, mortificazioni…”. Ora che io infermiere per migliorare la mia reputazione, le
mie condizioni lavorative e tutto ciò che concerne la mia professione, debba essere aiutato da un
sociologo, come si suol dire “parliamone un attimo”, ma non accetto in qualità di infermiere che un
non infermiere si permetta di giudicare l’operato in termini di crescita professionale del massimo
esponente della professione infermieristica italiana, rivolgendo alla stessa le seguenti parole: “Se ne
faccia una ragione, Presidente, Lei ha fallito ed è tempo che tolga il disturbo”. Se ha fallitolo
decidiamo noi infermieri…… a tal proposito chiedo al dott. Cavicchi, di non preoccuparsi per me, in
quei 420 mila infermieri, spero che Lei non abbia contato anche me. I più complottisti degli infermieri
potrebbe pensare che Nursind attacca IPASVI per cavalcare l’onda di disagio degli infermieri in
questo particolare momento di crisi che si ripercuote anche sulla sanità con turni massacranti e
mancato riconoscimento sociale per screditare l’operato di IPASVI negli anni, così da poter avere
buone chances di vittoria presentando proprie liste a quelle che sono ormai le imminenti votazioni
IPASVI provinciali. D’altro canto bisogna anche precisare che l’IPASVI non è stata proprio immobile
in questi anni, è vero che magari si poteva fare qualcosa in più, ma bisogna pur considerare che la
professione infermieristica è spesso osteggiata da quella medica, così come descrive la Senatrice
Silvestro in un articolo del Quotidiano Sanità del 21/01/2011, e che quindi non è sempre semplice
raggiungere degli obiettivi. A ciò bisogna aggiungere l’importanza del passaggio da Collegio ad
Ordine, anche come riconoscimento del processo evolutivo di formazione degli infermieri, passaggio
che a quasi 15 anni dal Corso di Laurea in Infermieristica, non è ancora avvenuto, causa il blocco
dell’attuazione della legge 43/2006, così come commenta la Presidente Silvestro alla rivista Agora
n°32 del lontano Ottobre 2006.
Sempre sul Quotidiano Sanità del 14/06/2013 si illustra il DDL Silvestro-Bianchi, che ha come
finalità tra le altre il passaggio da Collegio ad Ordine per gli Infermieri. Da ciò si evince il ruolo
centrale che ha avuto la Presidente Silvestro, e la sua carica di Senatrice del Partito Democratico
dell’attuale governo. Oltre all’importanza della Stessa, nel acceso dibattito sulle competenze avanzate
dell’infermiere.
Per cui in seguito alla delibera dell’Autorità anticorruzione presieduta dal magistrato Raffaele
Cantone, spero vivamente che la Senatrice scelga di restare Senatrice e di rinunciare all’IPASVI.
Abbiamo bisogno di infermieri in Parlamento, da sempre occupato da altri professionisti.
Al tempo stesso sul blog infermieristico, cui rimando il link dell’articolo completo
http://thedailynurse.eu/blog/2014/10/29/supereroi/
Si evince una circolare dell’allora ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, circolare N.
11/2010 OGGETTO: art. 53, comma 1 bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001 – requisiti per il
conferimento di incarichi di direzione del personale nelle pubbliche amministrazioni. A seguito della
quale, l’autore dell’articolo Dott. Inf. Claudio Torbinio afferma:” Attendiamo se così fosse una scelta
da parte della Senatrice Silvestro ma altrettante dimissioni attendiamo da Saverio Andreula,
Presidente del Collegio di Bari e Dirigente Sindacale Fials da molto più di due anni e da Stefano
Giglio Consigliere del Collegio di Udine e Dirigente Nursind”.
Poltrone che vanno e poltrone che vengono, gli infermieri hanno bisogno di cambiamento della
professione e non di lotta per la conquista della poltrona.
Detto ciò bisogna comunque dare atto a Nursind dell’iniziativa libro bianco di IPASVI, che di fatto
ha avuto un ruolo di pressione notevole nella pubblicazione della sezione trasparenza nel sito Ipasvi.
E sempre a Nursind bisogna dare atto dell’attenzione che gli infermieri ora dedicano a determinate
attività di IPASVI. Lo sciopero organizzato il 3 novembre e la relativa manifestazione in Piazza
Montecitorio a Roma, rappresentano una significativa scelta degli infermieri di volere un
cambiamento. Peccato che in un clima ostile creatosi a seguito della diatriba su descritta, allo sciopero
parteciperanno solo gli infermieri Iscritti a Nursind. Cosa sarebbe successo se Nursind ed IPASVI
avessero creato un clima sereno di confronto come fine ultimo la crescita della professione, e quindi
a questo sciopero oltre ad aderire gli infermieri iscritti Nursind, avrebbero aderito anche quelli
riconducibili ad altre sigle sindacali e anche quelli non riconducibili a nessuna? Non credete che uno
sciopero appoggiato da IPASVI, avrebbe avuto molte più adesioni, al punto che non si sarebbe dovuta
chiedere l’autorizzazione di Piazza Montecitorio, che al massimo può contenere circa 400
manifestanti, ma di Piazze romane ben più capienti?
Il sindacato infermieristico è troppo importante per la professione. Auspico un clima molto più disteso
tra Nursind ed IPASVI, al fine di raggiungere quei grandi traguardi che la professione merita, che
NOI INFERMIERI MERITIAMO.
Lì, FRATTAMAGGIORE, 31/10/2014
IN FEDE
Iscritto Nursind Alessandria
Dott. In. Cristiano Domenico Ciro