02C K Soluzioni elettrolitiche

Soluzioni elettrolitiche
►Le soluzioni elettrolitiche sono la classe più diffusa di conduttori
ionici e comprendono soluzioni acquose, soluzioni non acquose e
miste di soluti ionofori o ionogeni
► Il solvente è generalmente caratterizzato da un certo carattere
polare (elevata costante dielettrica)
► I soluti ionofori sono solidi ionici (ed se. NaCl)
► Quando un cristallo ionico è posto in un solvente, le forze
elettrostatiche vengono ridotte, in relazione al valore delle costante
dielettrica del solvente
ε è la costante dielettrica (o permettività)
ε° Costante dielettrica del vuoto = 1 (in unità cgs)
ε La costante dielettrica dell’acqua =78 (in unità cgs)
► I soluti ionogeni sono sostanze con legame covalente (ad es. HCl)
Soluti ionofori
Dissociazione di una sostanza ionica
Specie chimica
AgI
BaSO4
PbSO4
I2
Ca(OH)2
TlCl
Na2Ba4O7
Na2C2O4
NaHCO3
K2SO4
Grammi in
100g di acqua
3.1*10-7
2.5*10-4
4.0*10-3
2.0*10-2
1.7*10-1
0.35
2.8
3.8
9.6
11.0
Specie chimica
CuSO4
KNO3
NaCl
CuCl2
ZnSO4
CaBr2
KI
AgF
NH4NO3
AgNO3
Grammi in
100g di acqua
20.5
31.6
36.0
43.5
54.5
143
144
190
191
222
Tutti i SALI sono
elettroliti forti
(totalmente
dissociati in ioni)
Soluti ionogeni
Dissociazione di una sostanza molecolare
HCl(g) → H+(aq) + Cl-(aq)
Elettroliti
AB
A+ + BGrado di dissociazione α è la frazione di mole che all’equilibrio ha subito
dissociazione
α : 1 = n°mol dissociate: n°mol iniziali
AB
A+ + B-
Per una mole di AB
1-α
α
α
Per n moli di AB
n (1 – α)
nα
nα
Il numero totale delle particelle, all'equilibrio, sono: Ntot = n (1 - a) + na + na
Indicando con ν il numero di particelle che provengono dalla dissociazione di una singola
molecola si ha:
Ntot = n - nα + ν nα
Ntot = n (1 - α + να)
Ntot = n [ 1 + α (ν −1)]
Ntot = n [ 1 + α (ν −1)]
[1 + α (n -1)] = Fattore di dissociazione
Per α = 0
Ntot = n
Per α = 1
Ntot = ν n
Per 0 ≤ α ≤ 1
soluto non elettrolita
elettrolita forte
Ntot = n [ 1 + α (ν -1)]
elettrolita debole
AB
A+ + B-
Per una mole di AB
1-α
α
α
Per n moli di AB
n (1 – α)
nα
nα
In termini di concentrazione n°/V si ha:
C(1-α)
Cα
Cα
!
!" H + #$ !" A % #$ C! & C! C! 2
K eq =
=
=
C (1% ! ) 1% !
[ AB]
Il grado di dissociazione ionica
cresce con il diminuire della
concentrazione dell’elettrolita
debole fino a raggiungere il
valore limite α=1 quando C=0
Meccanismi di trasporto degli ioni in soluzioni acquose
Il movimento degli ioni sotto l’azione di un gradiente di potenziale
elettrico può avvenire con due meccanismi:
► Movimento a salto
► Moto viscoso
Movimento a salto
Come i sali fusi anche le soluzioni mantengono un certo grado di cristallinità con un
ordine a corto raggio
Le soluzioni possono essere considerate come dei solidi altamente disordinati e
ricchi di difetti
Movimento dello ione H+ tra le molecole di acqua
La migrazione con movimento a salto avviene se le dimensioni dello ione solvatato
sono sufficientemente piccole da permettere il suo accomodamento nelle cavità
difettive
La struttura elettronica dello ione e del solvente devono permettere un
accomodamento dello ione nelle posizioni di salto sia dal punto di vista sterico che
dei legami
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Moto viscoso
► Il moto di uno ione può essere assimilato al moto di una sfera di raggio r che,
avanzando con velocità v in un mezzo continuo di viscosità η , incontra una resistenza:
Fr = R ! v = 6# r" ! v
Dove R=6πrη è la resistenza che incontra lo ione che si muove con velocità unitaria nel
mezzo viscoso (Equazione di Stokes)
► La formula è valida solo quando il raggio dello ione è sufficientemente grande
rispetto alla struttura molecolare del solvente (ipotesi di un mezzo continuo)
► La mobilità ionica (velocità dello ione quando il gradiente di campo elettrico è
unitario) risulta:
In cui ris è il raggio dell’entità che si muove solidalmente, cioè il raggio dello ione
solvatato. Se questa ipotesi è verificata risulta:
All'aumentare della temperatura si ha un aumento della mobilità ionica e quindi della
conduttività (quest’ultima varia di circa il 2% per ogni grado, intorno a 25°C): un
aumento di temperatura, comporta una diminuzione sia della viscosità del solvente che
del grado di idratazione degli ioni (ris)
= costante al variare della temperatura (regola di Walden).
Si deduce che la temperatura influenza nella stessa misura, ma in senso contrario,
la mobilità degli ioni e la viscosità della soluzione.
La regola di Walden potrà essere scritta in termini di conducibilità equivalente ionica λi
La verifica o meno della regola di Walden serve come criterio discriminante tra gli ioni che
si muovono con moto viscoso e gli ioni che si muovono con moto a salto
La mobilità ionica dipende anche dalla concentrazione del soluto
Ad elevata concentrazione si stabiliscono delle interazioni di
carattere elettrostatico ione-ione o di carattere dativo (con
formazione di complessi) che in generale tendono a far diminuire la
mobilità ionica
A diluizione infinita (concentrazione tendente a zero) si può
assumere che gli ioni siano delle entità isolate che si possono
muovere in modo indipendente.
Si è soliti indicare questa condizione contrassegnando le varie
grandezze con questo simbolismo:
(µi°, λi°, Λ°, ti°)
Conducibilità specifica e conducibilità equivalente
in cui
v+z+ = v-z-
Indicando con α il grado di dissociazione dell'elettrolita binario, e indicando con N il
numero totale di molecole di Bv+Av- contenute in 1 cm3 di soluzione, αN sono la
frazione dissociata e la carica elettrica contenuta in 1 cm3 associata ai cationi e agli
anioni risulta:
N+ = v+aNez+
ed
N- = v-aNezLa quantità di elettricità trasportata in 1 secondo quando il gradiente di
potenziale elettrico è unitario (1 V/cm) risulta rispettivamente:
q+ = v+αNez+ µ+
e
q_ = v-αNez- µIl numero totale N di molecole di Bv+Av- in 1 cm3 è uguale alla concentrazione C (in
moli/cm3) moltiplicata per il numero di Avogadro. D'altra parte la carica elementare
dell'elettrone moltiplicata per il numero di Avogadro è uguale ad 1 F (96487
coulomb). Risulta dunque: q+ = v+CαFz+ µ+ ;
q- = v-CαFz- µ- ,
Conducibilità specifica
X = v+CαF z+ (µ+ + µ-) = v-CαF z- (µ-+ µ-)
con X espressa in Ω-1cm-1, e C in mol/cm3
La conducibilità specifica dipende dalla concentrazione, sia direttamente sia
tramite il valore del grado di dissociazione, e dalla mobilità. Questi ultimi
tendono a diminuire con l'aumentare della concentrazione, per cui la curva della
conducibilità specifica in funzione della concentrazione tende a presentare un
massimo
Conducibilità equivalente
La conducibilità specifica di una soluzione è poco significativa riguardo alle proprietà di
trasporto del soluto, perché fa intervenire un fattore arbitrario, la concentrazione.
Per effettuare dei confronti tra la proprietà di trasporto di diversi soluti, ci si
dovrebbe riferire ad una concentrazione costante, espressa in equivalenti per cm3; in
ogni caso, ad un numero costante di cariche elettriche positive e negative che possono
potenzialmente derivare dalla dissociazione del sale in ioni.
Λ=αF(µ++µ-)
cioè
definita come quantità di elettricità trasportata in 1
secondo dalla soluzione contenente 1
grammoequivalente di elettrolita binario, che sia
posta tra due piani distanti 1 cm e tra i quali sia
applicata la differenza di potenziale di 1 volt
(gradiente unitario).
Variazione della conducibilità equivalente Λ con la concentrazione nel caso di un
elettrolita debole (e.g. acido acetico) e di un elettrolita forte (e.g. cloruro di potassio).
A diluizione infinita α → 1 ed µi → µi° (µi°>µi); risulta pertanto conducibilità
equivalente Λ° a diluizione infinita (Λ° > Λ):
Λ°= F(µ+° + µ-°) = λ+° + λ-°
Legge della migrazione indipendente degli ioni di Kohlrausch
Differenze fra le conduttanze equivalenti a diluizione infinita (a 25 °C) di coppie di
elettroliti con uguale catione ed anione diverso, e con uguale anione e catione diverso.
Coppie di
elettroliti con
uguale catione
e anioni diversi
Λ°
Δ Λ°
Coppie di
elettroliti con
uguale
catione e
anioni diversi
Λ°
Ω-1 cm2 eq-1
Ω-1 cm2
eq-1
Δ Λ°
KNO3
KCl
144.9
149.8
4.9
KNO3
LiNO3
144.9
110.1
34.8
LiNO3
110.1
115.0
4.9
KClO3
138.1
103.3
34.8
149.8
115.0
34.8
151.6
116.8
34.8
LiCl
NaNO3
NaCl
LiClO3
121.5
126.4
4.9
144.8
149.7
4.9
NH4NO3
NH4Cl
Legge della migrazione indipendente
degli ioni di Kohlrausch
KCl
LiCl
KBr
LiBr
Dalla relazione che ci dà la conducibilità equivalente [Λ=αF(µ++µ-)] e
dalla relazione della conducibilità equivalente limite [Λ°= F(µ+° + µ-°)]
si ottiene:
In cui α si chiama fattore di conducibilità e coincide con il grado
di dissociazione per le soluzioni diluite.
Dalle misure di conducibilità si può ricavare la costante di
equilibrio delle reazioni chimiche.
Misura sperimentale del KW
Conducibilità dell’acqua a T=18°C
Sono noti
χ = 3.84*10-8 Ω-1cm-1
λo+ = 315 Ω-1cm2 ; λo- = 174 Ω-1cm2 ; Λ° = 489 Ω-1cm2
Si consideri l’elettrolita H2O nel solvente acqua
H2O
H+ + OH-
In acqua gli ioni H+, come tutti gli ioni, sono solvatati ma in particolare in acqua il
protone reagisce con una molecola e da luogo allo ione “idronio” H3O+
Per soluzioni molto diluite tutti gli elettroliti sono elettroliti forti e quindi Λ = Λ°
"0 =
! 1000
N
Essendo l’acqua un elettrolita uno-univalente si ha: [H3O+] = [OH-] = 8*10-8
A 25°C il prodotto ionico dell’acqua vale KW = 1. 0*10-14
M. Pasquali
Conducibilità delle soluzioni elettrolitiche
Le soluzioni elettrolitiche sono dei conduttori di seconda specie; I conduttori elettrolitici
quando non intervengono fenomeni di polarizzazione seguono la legge di Ohm
V=R I
Unità di misura Ω (ohm)
- dove con ρ si indica la resistenza specifica ed è una caratteristica del
materiale ( W cm )
- l è la lunghezza del conduttore
- S è la sezione del conduttore
Conduttanza o conducibilità
Conducibilità specifica Ω-1cm-1
Unità i misura W-1
Sistema sotto misura
χ
L
S
L/S
Schema di un ponte di Kohlrausch per la misura della conducibilità
delle soluzioni elettrolitiche
R1 sistema di resistenze note e variabili
BE resistenza a calibro costante il cui
valore dipende dalla lunghezza quindi
dalla posizione di C
T strumento che rileva il passaggio di
corrente nel ramo DC
A
generatore di corrente alternata
Quando nel ramo DC non passa corrente vuol dire che il potenziale in D è
uguale a quello in C e quindi:
I1R = I2R2
I1R1 = I2R3
Ionogeni
Ionofori
Conducibilità Equivalente
La conducibilità equivalente è la conducibilità misurata tra due elettrodi tra i quali vi è un
volume di soluzione che contiene un equivalente di elettrolita.
N : 1000 (cm3) = 1 eq : Veq
Ω-1cm-1 cm3 eq-1
Λ = (Ω-1cm2 eq-1)
Peso equivalente per un elettrolita
Indicando l'elettrolita nella generica forma:
AmBn
m An+ + n Bm-
Peq =
KCl
K+ + Cl-
PF
m!n
m=1, n=1
Peq = PF/1
BaCl2
Ba2+ + 2Cl-
m=1, n=2
Peq = PF/2
FeCl3
Fe3+ + 3Cl-
m=1, n=3
Peq = PF/3
H4SiO4
4H + + (SiO4)4 -
m=4, n=1
Peq = PF/4
Fe2(SO4)3
2Fe3+ + 3(SO4)2-
m=2, n=3
Peq = PF/6
g
PF
N=
Valenz = n° mol ! Valenz. = M ! Valenz.
1 litro soluz. 1 litro soluz.
Attività delle soluzioni elettrolitiche
Attività = Concentrazione attiva
a = attività
a=f C
f = coefficiente di attività
C = concentrazione molare
A diluizione infinita
a=C
Per determinare " f " dobbiamo introdurre il concetto di Forza Ionica come misura
dell'intensità del campo elettrico generato dagli ioni presenti in soluzione.
Debye e Hückel
Davies
Per ϕ < 0.1 si ha:
Per ϕ > 0.1 si ha:
Guggenheim e Bates Per ϕ > 0.1 si ha:
-Dalla forza ionica
f dipende da:
-Dalla valenza dello ione
-Dalla natura del solvente
-Dalla temperatura
Coefficiente di attività medio di un elettrolita
AmBn
m An+ + n Bm-
Per ϕ < 0.1 si ha:
z+ e z- sono i valori assoluti delle cariche degli ioni;
A è una costante che contiene i diametri ionici effettivi.
Per ϕ > 0.1 si ha: