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“TUTTI IN FORMA: JUNIOR”
Gli studi parlano chiaro: i bambini italiani sono tra i più “poltroni” d’Europa. Nel 2011, il 22% di
loro non praticava infatti nessuno sport: percentuale che aumenta quasi di un punto ogni anno. Sono
quindi troppo sedentari: preferiscono passare sempre più tempo davanti a videogiochi e internet. È
indubbio che adottare fin dalla prima infanzia un corretto stile di vita, con un’attività fisica regolare,
diventa un elemento indispensabile per prevenire non solo l’aumento eccessivo del peso, ma anche
molte altre patologie come: diabete, ipertensione, allergie, osteoporosi ecc. Non solo: nello sviluppo
di un bambino lo sport rappresenta un’occasione di crescita, una scuola di vita che insegna valori
importanti come saper vivere bene in gruppo, confrontarsi con le proprie abilità, imparare a
prendere decisioni e rispettare le regole.
Ma l’esercizio fisico è soltanto uno dei pilastri di una crescita sana. L’alimentazione rappresenta un
altro aspetto fondamentale, perché deve iniziare fin da subito ad essere corretta. Ad esempio,
l’allattamento è uno dei momenti più importanti nella vita di una persona: nutrire il proprio figlio al
seno è un fantastico gesto d’amore. Si crea un rapporto unico con il piccolo, di mutuo scambio e di
conoscenza: il latte materno è inoltre l’alimento perfetto per tutto il primo anno di vita. I genitori
vedranno così il bambino crescere e a dubbi, timori, gioie ed emozioni della prima infanzia, se ne
accompagneranno presto degli altri: la febbre, i dentini, l’ingresso nel mondo scolastico, le nuove
amicizie, i primi voti e la curiosità di un mondo tutto da esplorare. Il tempo passerà veloce e
l’adolescente prenderà il posto del ‘bimbo’. Inizierà a reclamare la sua indipendenza, si chiuderà
probabilmente in se stesso, affronterà i primi amori. Il suo corpo subirà trasformazioni
profondissime, che alimenteranno nuovi dubbi. L’importante è essere pronti a rispondere a ogni sua
domanda, accompagnandolo verso l’età adulta con una presenza discreta e mai invasiva.
Questo libro cerca, pur nell’ovvia ristrettezza di spazi, di mettere sotto la lente di ingrandimento le
tappe della crescita, dal rientro a casa dopo il parto all’inizio della pratica sportiva, passando per le
tematiche legate allo sviluppo sessuale, ai problemi di alcol, fumo e droghe, all’affettività, ecc. Un
breve viaggio in un mondo incredibile, ricco di futuro e speranze, in cui tutti siamo stati ‘turisti’ e di
cui rimangono probabilmente bellissimi ricordi. Un aiuto pensato per genitori, zii e nonni, ma non
solo: anche gli stessi ragazzi potranno trovare tante informazioni utili, soprattutto sugli argomenti
che solitamente più li imbarazzano. Per diventare “Il ritratto della salute”, infatti, è necessario non
perdere tempo, ponendo solide basi fin da subito.
Buona lettura
“TUTTI IN FORMA: SENIOR”
L’Italia è il paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di
12 milioni di persone. Nel 2011, secondo l’ISTAT, in Italia vivevano 147,2 anziani ogni 100
ragazzi (da 0 a 14 anni), un dato che ci collocava al secondo posto europeo per indice di vecchiaia,
dietro soltanto alla Germania (154%), mentre la media degli altri Stati è circa 111 ogni 100. Negli
ultimi anni, la percentuale di popolazione anziana è andata sempre aumentando, con una tendenza
che non mostra segni di arresto: tra il 2002 e il 2011 l’indice, su base nazionale, ha registrato un
+13,1%. Nell’arco di cinquant’anni, dunque, la fascia d’età sopra i 65 anni rappresenterà ben il 34%
della popolazione italiana. L’invecchiamento rappresenta una sfida a tutti i livelli. Pur essendo un
processo inevitabile, può essere ritardato con una strategia mirata, che punta sul mantenersi in
attività sia attraverso il movimento fisico che l’allenamento mentale, evitando in primo luogo
l’isolamento. L’obiettivo, oltre al benessere individuale, è conservare una buona salute per non
gravare sulla spesa sanitaria, che oggi - per una persona di oltre 75 anni - è di 11 volte superiore
rispetto a un giovane.
L’HEALTHY AGEING. OVVERO, INVECCHIARE IN FORMA
Negli ultimi tre decenni la disabilità (cioè non essere in grado di muoversi da una stanza all’altra,
lavarsi, vestirsi, mangiare, ecc.) negli over65 è calata al 16%. Nonostante la qualità di vita sia
migliorata, un settantenne nel nostro Paese deve comunque affrontare una serie di problemi.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il 20% vive da solo, la metà riceve aiuto per svolgere le
principali attività quotidiane, il 60% dichiara difficoltà economiche e ogni anno si verificano fra i
tre e i quattro milioni di incidenti domestici. E poi ci sono le questioni legate alla salute. Sette su 10
soffrono di dolore cronico, il 14% non vede bene, il 18% ha problemi di udito. Il 64% degli anziani
convive con almeno una malattia cronico-degenerativa (patologie cardiovascolari, tumori, diabete,
ecc.). Oltre il 65% degli ultrasessantacinquenni, infine, non pratica nessun tipo di esercizio fisico
quotidiano e ben il 70% passa oltre 3 ore al giorno davanti alla tv. La Commissione Europea ha
recentemente individuato nel cosiddetto healthy ageing (invecchiamento attivo) una delle priorità
che i governi devono affrontare. L’obiettivo finale è ridurre di almeno 2 anni, entro il 2020, la
disabilità che accompagna gli ultimi 10-15 anni di vita degli anziani.
LA DURATA DELLA VITA DIPENDE ANCHE DAI GENITORI? IN PARTE SÌ
I fattori ereditari sono importanti: la lunghezza della vita dipende dai geni per un 20-40%. Così
come alcune malattie legate all’invecchiamento (es. disturbi cardiovascolari o tumori): queste
almeno sono le nostre conoscenze oggi. Ma per vivere a lungo i geni non bastano, bisogna seguire
anche uno stile di vita sano ed equilibrato. Per spiegare questo fenomeno esiste il “caso Sardegna”.
Nell’isola vivono oltre 200 dei circa 4.000 ultracentenari italiani. Gli esperti spiegano questa
straordinaria longevità con la genetica e la dieta rurale sarda, basata su formaggi e latte di ovini
allevati allo stato brado, verdure dell’orto, frutta e molto pesce fresco. A fare la differenza è anche
la qualità dell’ambiente e della vita. Chi passa le sue giornate in tranquillità e vicino ad amici e
familiari in un paese dell’Ogliastra vive con tutta probabilità più a lungo di chi ha un’esistenza
frenetica in una grande, inquinata e caotica metropoli.
Buona lettura