30.01.2015 La pattuglia

SINDACATO UNITARIO PERSONALE UNIFORME
SINDACATO CARABINIERI UNITO DIFESA OLTRANZA
La pattuglia
Vado spesso in macchina e, con un occhio sempre vigile alla guida, osservo quello che mi circonda: dal
paesaggio ai monumenti, ed anche, purtroppo, dal degrado del nostro paese alla sporcizia che in Sicilia
offende la dignità di tutti, alle persone che in ogni angolo si fermano a discutere su qualsiasi argomento.
Mentre andavo verso Palermo, il conducente della macchina, che mi stava davanti, ha gettato il
sacchetto dell’immondizia dal finestrino. Ho suonato con il clacson, ho superato l’inquinatore e dopo qualche
metro mi sono fermato presso alcuni cassonetti dei rifiuti. Anche l’inquinatore si è fermato. È venuto presso
di me e si è scusato per aver lanciato l’immondizia dal finestrino. Mi ha detto che anche lui era un difensore
dell’ambiente e che il sacchetto gli era sfuggito di mano. Stava dicendo chiaramente una bugia. Comunque
era tornato indietro, aveva raccolto il sacchetto, che poi ha gettato nei cassonetti. Bisogna accontentarsi.
Fino a che qualche Capo del governo non interpreta l’art. 52 della Costituzione, che recita che è sacro
dovere del cittadino difendere la Patria, nel senso che occorre innanzitutto difendere il territorio della
Patria, così ponendo fine ai comportamenti di quei mascalzoni che buttano indisturbati i rifiuti dappertutto.
I danni che costoro causano all’ambiente sono ingenti. Me nessuno li arresta in flagranza o li fotografa per
denunciarli alle autorità, come se quel danno non li riguardasse. In questo campo occorre essere molto
severi e gettare in galera gli inquinatori, senza pietà alcuna! Andando più avanti ho trovato tre carabinieri
ad un posto di blocco. Erano inappuntabili sotto ogni punto di vista. Questa è l’eccezione in un paese dove
tutto è scassato e dove quasi tutto non funziona. Loro erano lì, precisi ed efficaci, per far rispettare le
regole di uno Stato, che sta crollando a pezzi. Se gli altri cittadini si comportassero come loro, invece di
infischiarsene se gli altri rubano e devastano e facessero il loro dovere con solerzia e buona volontà, forse
questo Paese potrebbe salvarsi. Sono sceso dall’autovettura e ho fatto i complimenti a questi tre cittadini in
armi, che davano il buon esempio. Mi hanno riconosciuto per averli difesi contro un potere becero e
arrogante e mi hanno stretto energicamente la mano. Nonostante io sia in pensione da circa 8 anni, loro
ancora riconoscono in me l’impegno profuso a loro favore. Mi hanno confidato che, nonostante questo loro
zelo, lo Stato è patrigno con essi, giungendo persino ad indagarli per piccole mancanze, mentre si assolvono
inquinatori e criminali dai colletti bianchi. Mi hanno chiesto anche di ricevere quelle tutele che gli altri
cittadini hanno, ritenendo ormai il COCER una barzelletta e i loro superiori quasi del tutto assenti quando
essi necessitano soprattutto di assistenza nei momenti di maggiore bisogno. Ho detto loro di essere
pazienti in quanto con il cambiamento dei vertici dell’Arma, molte cose saranno viste sotto una luce diversa.
E la nostra organizzazione non sarebbe stata a guardare. Mentre mi allontanavo, li ho guardati dallo
specchio retrovisore. Sono tornati ad espletare il loro dovere come lo fanno da sempre, da oltre duecento
anni.
Palermo, 27 gennaio 2015
Il Presidente
Gen. Antonio Pappalardo
SUPU (Sindacato Unitario Personale in Uniforme), S.C.U.D.O. Carabinieri (Sindacato Carabinieri Unito
per la Difesa ad Oltranza), Corso Vittorio Emanuele II, 154
00186 ROMA, Tel. 06/89024969; Fax: 06/45677908;
e-mail:[email protected]; sito: www.sindacatosupu.it;
e-mail: [email protected]; sito: www.scudocarabinieri.org
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