RICORDI Ildi Pizzi diario L’album dei ricordi, in immagini e parole, del fotografo di Life, National Enquirer, People e… Pocket. Nella storica notte del 20 luglio 1969, quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna, mi trovavo nel deserto al confine tra Giordania e Arabia Saudita. Ero lì su incarico della Fao, che mi aveva commissionato un servizio sugli insediamenti dei beduini. Seguii le fasi dell’allunaggio al fianco di un funzionario Fao, tutti e due seduti davanti a un’enorme radio satellitare che si chiamava Zenit. Con noi c’era anche un beduino, che nella sua vita (la faccia coperta di rughe sembrava una carta geografica!) ne aveva viste tante. Ma l’arrivo dell’uomo sulla Luna era troppo anche per lui. Sicché, quando provai a convincerlo che quello che stavano dicendo alla radio era vero, mi guardò come se fossi pazzo e poi mi mandò a quel paese, in una lingua per me incomprensibile (ma il gesto era molto chiaro). Due anni dopo, a Roma, incrociai Aldrin che usciva dal Number One, il locale notturno di via Lucullo. Ubriaco, col bicchiere in mano, mi guardò come se fossi… un lunatico. Poi salì in macchina e mi fece il gestaccio che non mancai di fotografare. Quello scatto, che ripropongo in queste pagine, fece il giro del mondo. Passano venticinque anni e lo ritrovo in Sardegna, in compagnia della moglie, in una festa su una barca. Con lo stesso livello etilico della volta scorsa, ma abbastanza lucido da raccogliere i ricordi, mi si avvicina e esclama: “It was you! It was you!”. E si mette a ridere, come me d’altra parte. Era come un cerchio che si chiudeva. E diventammo anche amici. l Umberto Pizzi Buzz Aldrin Roma 1971 18 19 pocketmagazine pocketmagazine
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