Altiero Spinelli fonds

.........
' •..-.J·
L'ultim~aRi~~~ijf~~Medi pens iero di Altiero Spinelli è ap parsa
gr uppò di militanti d el la sinistra it a liana per un'azione comune
rivo~ta
a dare un apporto di idee e di proposte alla definizione
di una politica della sinistra europea e alla elaborazione di una
piattaforma pro grammaflca co mune.
vw
Spinelli approva 1 l'iniziativaoTra i rilievi che egli faceva ce
n'è uno ch e mette conto di ricordare: la mancata autocritica per
AH
UE
le posizioni prese in anni più e meno remoti nei co nfronti del prQ
blema europeoo
Non era un riconoscimento che egli chiedeva
wx~ocwxpìwxwRwRwRwtwxwgpw
WR11zxwMwìwxd:i.w~rnr~w:If
della validità delle sue anttiche ragioni
EU
e del ruolo di profeta,di pioniere e di capo che egli aveva avuto
HA
nella battaglia per l'Europa.Quel ruolo egli sapeva di averlo couquistato e il suo virile orgoglio di CO!Ilbattente non è mai scaduto
E
nella vanitàoL'autocr±±ica ,per lui,in questo caso,aveva il senso
AH
U
di una operazione di vasto respiro che immettesse nella cultura
poli tic a italiana -e non solo italiana- i temi di natura etica, sto-·
rica,dottrinale,giuridica,WEWx~HwXWxWX~wxwxw~wiwmwxWXwxw
politi- 1
EU
ca,dei quali l'europe ismo si è alimentato e qi quali egli stesso
per poco meno di mezzo secolo ha dato un contributo di idee e di
HA
esperienze che attende ancora in larga misura di essere scoperto
fuori degli amuienti del federalismo
m~litanteo
L'idea degli Stati Uniti d'Europa nacque nell'isola di Ventote ne tra il 1940 e il 1941 dalla collaborazione di
NN
tre giovani an-
'
tifascisti,tutti e tre in vari a misura eretici rispetto alle corren1
l
-~
ti id e ali e politiche dalle qua li avevanb preso le mosse~ Eugenio
Colorni,s oci al .i sta,filoso f o,amico di Leibniz più che Mamr- Iv1arx ;Er- l.
nesto
Rossi, xìX±RxMxoc±x~g±
liberale,allievo di Luigi Einaudi e
l
fi glio prediletto di Gaetano Salvernini; Spinelli,comQnista a sedici anni,galeotto a venti,temperarnento rigore e stile di rivoluz ionario pro f essionale,espulso dal partito comunista per il suo riget- ~
l
2
to deci s o e r ecis o dell a dottr ina e del la prat ica dello s talinismo .
Il pr i mo impulso
v t~ne
loro dalla scoperta dì un vecchio opu-
scolo di E-inaudi ch e dalla serrat a cri tic a della idea e del fatto
dell a Società delle Nazioni dedu c eva la necessità storica di un
ordinamento federa l istico dell'Europa.Era stato
naudi a far pervenire a Rossi i classici
~poi
lo stesso Ei -
pensiero federalisti
del~
d
co .Nacque così ,nel momento più b-uio della guerra) il Hanifesto di
\1
AH
UE
Ventot ene.
Negli ann i tr a l e du e gu erre pro positi federalistici si erano
.
·' pa esl. e c onaL..l
-l.~~)
.
t l.
· Il~ il.hanl' f es t o 11 d"l
es pr es s l. ln
plu
sl erano reglsL..ra
-l.
RxXN Rossi e Spinelli segna nella storia del l 'europeis mo una f9se
EU
nuova o
ch e esso ca la in una situaz io -
HA
La pr i ma r agione st a n el fatt o
n e - qu ell a dell a guerra- s egnata dalla crisi dello st at o n a zi ona l e
1\-u..Lu....- ~ ~n..v.M '-'-'~
t' ~~
,~
anche n el l 'etica che vi si c onnet t e: per la prima volta XxxX±HRR
AH
U
E
nella stori a dell'Europa ~~~i±XNRa le linee dei fronti non coin
cidono con qu ell e delle frontiere,p a ssano all'int erno di ciascun
paese divi dendo fascisti e antifas c isti.In wWV1wwir'Jl tutto ilm mondo
EU
della Res i s t en za -ivi co mpre sa la Germania nazista- si accerldono
~li
HA
te rnporanei t à impressionanti focolai di di europeis..mo federalisti :& o .
l
uomini di Ventotene sono i Vltimi ,_ma non sono soli ()Il loro te-
sto è forse il più organico e il più trascinante ma l'ethos politico è dovunque lo stessoo
La seconda ragione è che da questo momento il federalismo cessa
d'ess ~E e vagheggi amento illuminato did~~~idell a politica o
di politici aperti all'utopismo p er diventare programma di azi one
politica immediata.Gli Stati uniti d'Europa vanno costruiti subito ,
sulle rovine della guerra,grazie alla iniziativa audace di una mi- :
noran za rivoluzionaria - di ferro come i bolscevichi dell'ottobre
rosso- che conquisti al proprio disegno
h
grandi"fami glie poli ti -
3
che " eu:ropeetle grandi m2.a se popol a ri, e crei il fatto co;:1piuto
i
pri ma che :s:±zrì.Kaxli:t:M:n il f .ronte della cons e rvazione ,arroccato
intorno agli stati nazionali o a quanto ne resta,possa ricostituiE !
l
si e restaurare il vecchio sistema che ha kK già dato all'Europa
e al mondo due guerre
disastrose~
· L'ipotesi risulterà
fallaceo~ggx±NXXRKÌXÌR
Errore veniale,com-
mentava Spinelli: anche il Vangelo è concepito nellò spirito di
~
mondo;anche Marx era convinto
AH
UE
chi crede immiuente la fine del
che la nascita della società dei liberi e degli eguali fosse scrit
ta a scad en za fireve nel
wwwwwwwwww~
libro del destino umanooHa ri
l::'~ ~r~~
cevuto però conferma dai fatticéheiJ.- ·s'istema degli stati naziona-
diale,in un a fase di crisi
EU
li ottocenteschi era entrato in Europa,con la seconda guerra monpRWXWR W±wxaxpRWXWxWIWRVRWXW~WX~
che
HA
non ne consentiva più la restaurazlione integrale,che poneva xìXNx
all'ordine del gi orno il problema del nuovo assetto da dare all'Eu.
l
AH
U
E
-
E' di qui che la richiesta di Spinelli di un'autocrtt&ca delle t
sinistra trae la sua ragion d'essere in sede storica e,insierne,la
sua legittimità e la sua validitàin sede ±~t~~~wi:~w±w±wxw«w:aw
illwwwwJ1wilzWW1ilww ~Quello che egli alle sinistre ha chiesto non è il
EU
.l
t;"L(;
HA
pentito riconoscimento degli errori commessi,ma un ripensamento
tZc.P__0.::.l..l._:_lt-- \!':?- _)
é(ìj_-- ~tlitti
rà a
termini del problema, senza di che anche l'azione continue
rimanere ~ wRN±RlWXWMWa~xWXWaWX d~scontinua
e
incerta,micidi~J
mente lent a rispetto al ritmo frenetico e vorticoso tRììR con cui
si muovono le cose.
In altra occasione ho p a rlato x±NXE io stesso,a
to ~w«WNw~w~wiwwwwwxwmwEWR~wxwmx
~~±E
proposi t
~
delle rnaggio 1 rappr e sentan ze
storich e del movimento op eraio europeo,quell a socialista e quella
comunista,di due internazionalismi
~adicalmente diverso~
sba g liati~. anche
se con segno
l
Il soci alismo de mocratico ,nato e rimasto europeo, si è affaccia-,
4
to suJ.la scena della storia agitando l a bandiera di un .inte r nazio nalismo xNoca±NwWX sinceramente e nobilmente pacifista,andato in
frantumi di fronte allo scoppio della prima guerra mondialeoNon fu
sua colpa l'es9 ere rimasto soverchiato da una coalizione di forze
troppo potenti perchè vi si potess e opporsi con successooFu sua
c a ren za non aver c a lato
±xxx- dutante
la guerra,e soprattutto,dopo
l a guerra/il proprio internazionalismo nella realtà europea per
IJ~±
più disa-
AH
UE
tentare di dare una propria impronta alla pace: l e
strose sconf itte son o quelle che ae guono battagl ie non date o-Fu su2.
carenza non avere i dentificato per tempo nel fascismo un fenomeno
tendenzi a_lmente europeo, l' 2vervi contrapposto una barr iera Iaax±
EU
verb al e e c artacea di buoni sentimenti,l'avervi oppo-sto un p:lcifi -
HA
srno remissivo e passivo ch e non salvò l'on ore e non evità l a gue!
raoE' stata sua c arenza, dopo la seconda guerra mondiale ,l'essere
privo di ogni idea costrutti va ci rea l' avvenire del conti andato a rimorchio del processo di i ntegrazione
~m±
AH
U
nente,l'essere
E
:--~ p parso
promosso da altre
C--Nvu~_)
forze,l'essere~
incerto e diviso rispetto al
problema dell'unità politica dell'Europa,con mot ivazi oni ch e nell 2
EU
maggior parte dei casi oscillano tra il provincialismo e il massi
malismo,mentre l'internazionalismo si RfXNRèR effonde solo in
aiJ~r
HA
apprezzabili ma impotenti attestati di solidarietà con tutti i per
seguitati e gli affamati della terrao .
E' esistito invece -e sarebb e il caso di dire purtroppo- un
incisivo,rnonolitico
intern~ionalisrno
tutto e solo nella fedeltà
li~
-cornunista,che si è espresso
ferrea ai dogmi del partito-guida
e dello stamo-guida,nel culto di Stalin,nell'accettazione acritice
di tutte le aberrazioni ideali e pratiche dello stalinismoo
QggìWÌWXWNWRWNW~W~W~NWX~ÌWxNR~XWXWXaSWÌWÌWXWÌNÌ~EWIDWNWXpRW
E' eertarnente vero ch e fatti nuovi si sono verificati e si van
no verificandooFerrnenti vitali si manifestano in tutt.O
~-
1
5
il mov j_ r;i ento soci a l i s t a. i.nte-rnaz io nale. I comunisti ital i ani , per
parte loro s i dichiarano s olennemente part e int egrante d ella sinistra
e uro~f3ao
IVla gli
ef fe ~ti
dell a mancat a autocritica -in altri termini di
-,
!
un a r evisi one s toricame nte e ge ogr3.ficamente uniàaTia d e ll e dramma !
.
tiche e contraddittore esp erienz e della sinistra europ ea in tutte !
l
1e s eu componenti- rest ano e diventano fattori d i organica d ebo le~ !
AH
UE
za nell'azione po l itic a o3 s i s te tra cultura storica e cultura poli.
tica un nesso inscindib ile che si rompe quando il processo d l
.
l
xx~~
rip ens amento critico s i in t errompe per cui l a storia diventa f ilo l
.
de n el pragmatis mo del
EU
i f ermenti vitali della tradizione di-e1lntano inerti,la politica
YÌRIR
vive r e alla giorna ta,teorizzand o alla
HA
brava il fatto co mpiutoo
se~
o.__ ..v--<...~
eEte;QJ.tesct.o che Spinelli ci ha chi e sto 1- un a ope razi.one cul tu <aal e
E
che si a anche riscoperta e immissione nel circolo della cultura po ~
(
AH
U
litica del ricchissmmo patrimonio id eale dell'europeismo democrati ~
ocN±x
co e federalistico,dei motivi
storici e dottrinali di critica !
EU
dello stato nazionale,d ei motivi etici di rigetto dell a ragion di
stato,dei motivi politici di
rifi~to
della politica di
potenza~
l
l
'l
l
!
che la:s soci a l dèmocrazia ha privato
l
HA
dei motivi teorici della necessità del superamento di un marxismo
il comunismo ha cristallizzato nel
tutta una problematica,nei cui
in Italia ha eretto un
de~
dogmatismo~
conf~onti
mqw0~wwww ·
suo nerbo dialettico,che
tutta una tematica,
la cultura di sinistra
muro finora senza brecceoLa
tr~
l
l
dizione federali sta,nonosta:nte l'impegno tenace e co s tante dei suo.i,
mili tanti, è rimasta racchiusa nel suo ghettooEletto da unx grande
.l.k
Jtl .0 'r .vt\oJ_o
AJ)-Jv
part i t o po polare e di massa, il parti t o comunista,Spinelli
~
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·
maw:twxw:z.w~ ne ha ricevuto moderato sostegno nella sua battaglie
.
.
~
,c~L:'y>-<-~"-' ~idealmente
·1"'
1 .A/'A/'--
J
~
wWwWwwWwj
e
~ politicamente
isolato.
lllhi vorrà d are a Spinelli una ris p osta di opere non avrà
vi t a
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6
facileoL a cultura ufficiale dei partiti non a.mR il nuovo: si nutre
di "pastoni" e di dibattiti
le militante è
:SI{Ill
televisivio~a
figura dell'intellettu_§;
j
diventata anacronist~~~ il gusto per la scoperta
intellettuale creatrice di fatti politici appartiene a una
wRwxwawoc~iwNwìWNwxfauna
IXXXà
che si va s empre più diradando.
Ci sarebbe da rimanerne socraggiati se non si pensassea~ii~
giovani che a f in un'isola di deportazione mentre l'Inghilterra
di fede nell'avvenire libero
AH
UE
era sola a resistere alla furia nazista concepivano il loro atto
L*ExxN~~ dei
digevano il loro appello mentre
ì±E~
popoli d'Europa,che re-
l'orda nazista dilagava,
senza incontrare ostacoli nella steppa russa.
EU
La lunga battaglia iniziata allora è ogg i a un punto a:-iticooMa
le avanguardie decise a darla esistono,sono collegate tra loro,
potenziale di sviluppo
HA
si sentono interpreti di una necessità
che,~
storica~sono
cariche di un
ove la volontà non manchi,potrà
l
ll
1
E
acquistare una forza irresistibileo
AH
U
Spinelli ha ±E: dato per titolo alla sua autobiografia "Come ho
tentato di diventare saggio"oE 1 la storia del come e del perchè,
EU
per sua e per nostra fortuna,saggio egli non è diventato se per
saggezza oc si intende olimpico distacco dalle basse cose degli
HA
uominioSulla sua barba da profeta fino all'ultimo giorno ha brilla:
to una sguardo che esprimeva la volontà creativa del rivoluzionario vero che vuole abbattere perchè sa che cosa edificareo
L'autocritica che egli ci ha chiest8;J · è concepita in questo
sp iri to: i ruderi di una vecchiacultura sono da abbattere perchè
{(_
-th\~t)~'
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~~
abbiamo già ~~~trr per costruirne una nuovao
-L-
..... .,;a ..
UE
UE
HA
EU
AH
L
A BIOGRAFIA di Al-'
tiero Spinelli è biografia dell'Europa che poteva es_l
sere e non è stata. I momenti!
di entusiasmo e di stanchez-1
za, di speranza e di delusione,,
di azione e di riflessione nella .
vita politica del «grande ani-l
matore» corrispondono alle
alterne vicende del così detto!
«processo di unificazione eu-[
ropea», alle aperture e alle soluzioni di compromesso, allt1
iniziative di rilancio e allei
battute d'arresto. Nella con .
nessione degli stati d'animo e
dei fatti è la chiave storica del
libro di Edmondo Paolini:
Altiero Spine/li - appunti pe
una biografia.
Ma l'accostamento rivela il
contrasto di fondo tra i prin
cipi che avrebbero dovuto!
promuovere l'integrazione,'
anche politica, e le scelte al
ternative al progetto origina .
le, Ed è questo il significato
politico dell'opera, nella quale si riflette la passione europeistica di Paolini, oltre a
una competenza specifica,
dovuta alle funzioni di primo
piano che lo impegnano nel
Consiglio dei Comuni e delle
Regioni d'Europa, nel Movimento federalista e nell'Associazione della stampa euro-
AH
;tera
l'ul:rine
1
• In
penollaàtto
lo si
eda. diche
·bia.dre-
Da Ventotene all'Europa
di MAURIZIO MONTEFOSCHI
l
pea. Competenza e passione
del resto già dimostrate in altri suoi notevoli saggi. Al lettore attento non può sfuggire,
infatti, la partecipazione alla
battaglia di Spinelli, sfortunata, ma non meno valida.
Una partecipazione che, tuttavia, nulla toglie all'obiettività di Paolini nel ripercorrere l'accidentato iter di un'ipo-
EU
~uali
Letturel Una biografia di Altiero Spinelli
HA
'·Si
oria
lui
vercon
' peo, la
così,
Jciafon, guene\lenive, ap,iva'ava.
vità
~i di
ma1uall sagicati
tetica Europa federale. Il rapporto affettivo con la famiglia Spinelli gli ha consentito,
anzi, di accedere agli scritti
inediti, ai frammenti di diario rimasti nel cassetto e dunque di arricchire la documentazione. Per inquadrare meglio, in un contesto internazionale più ampio l'Europa
che non è stata, occorreva ap-
profondire il pensiero del
«padre» dell'Europa che poteva essere.
Battaglia, dicevamo. E vogliamo sottolineare il singolare perché la coerenza di Altiero Spinelli accomuna in un
ciclo unico la pluralità delle
iniziative portate avanti con
immutata tecnica. Nel progetto di trattato che avrebbe
dovuto istituire l'Unione europea (1984) rivive infatti lo
spirito federalista del Manifesto di Ventotene ( 1941)
ideato e redatto insieme a Ernesto Rossi con l'apporto di
Eugenio Colorni e di altri
confinati.
L'obiettivo
un'Europa libera, unita, sovranazionale - rimane lo
stesso, anche se cambia la
strategia nella diversità delle
ipotesi di mobilitazione delle
forze politiche e popolari per
realizzare un'idea «ormai diffusa>> tra la fine degli anni 40
e l'inizio dei 60: un abiettivo
delineato con chiarezza nella
fondazione del Movimento
federalista, uno scopo da raggiungere sia pure per gradi,
compatibilmente con le resi.stenze dei governi nazionali.
Sì che Spinelli, commissario
della Cee dal 1970 al '76 e,
successivamente, fino all'86
parlamentare europeo, non
perde di vista l'ideale meta
operando in quella «cìttadella comunitaria» che certamente non rientrava, così com'era, nel suo «grande disegno».
Naturalmente, il libro di Pao. lini è l'elogio del personaggio.
Ma un elogio ben diverso
dalla corale ammirazione
post mortem che perfino i
gollisti europei del dopo De
Gaulle, spendono generosamente. Certo, Altiero Spinelli, non è più lo scomodo europeista da tenere a freno. E,
pertanto, gli si possono a.ttribuire tutti i meriti, anche
quello di aver ideato un progetto tanto ardito che, bocciato dai governi, è valso a
sollecitare la riduttiva soluzione di ricambio del mercato unico «Europa '92». Nella
Comunità dei paradossali
compromessi tutto è possibile. Si può anche ignorare che
la Conferenza intergovernativa, convocata ufficialmente
per far avanzare il progetto di
trattato istitutivo dell'Unione europea, aveva in reltà lo
scopo di affossarlo. Ma i federalisti irriducibili non disarmano. E si preparano a
nuove sfide. E' la continuità
del messaggio di Spinelli, che
Paolini ripropone nel suo libro.
Edmondo Paolini
Altiero Spinelli
Il mulino, 306 pagine, 25.000
lire
l
LA SPE
DI SPI ELLI
E L'IMPEGNO DEl FEDERALISTI
di Gabriele F'anizzi
E
HA
EU
AH
UE
Il 23 maggio 1986 Altiero Spinulli lasciava una grande eredità politica e morale a tutte le ~orze che concorsero in Europa alla rinascita della libertà e della democrazia dopo la
tragedia fascista e nazista.
Una eredità che ancora deve e :;:sere appieno valutata nei
suoi termini, civilmente rivqluzionari, di superamento delle
anguste dimensioni,nazionafi osta ~;olo ad un processo di piena affermazione della de~ocrazia, di espansione delle libertà, di sviluppo della giustizia.
Uno dei compiti dei federalisti è quello di stimolare le forze politiche e sindacali, gli impremditori, le organizzazioni
culturali e scientifiche, le istituzio01i, insomma tutte le forze
vive della società europea, perché~ compiano il salto di qualità necessario per concorrere allo risoluzione dei grandi problemi del mondo (dal rapporto nord-sud a quello est-ovest;
dalle questioni della fame a quelle della pace; dalla tutela
dell'ambiente allo sfruttamento r.ier fini pacifici degli spazi
sottomarini e del cosmo): dalla aHuale Comunità europea intergovernativa alla Federazione degli Stati europei, attraverso l'Unione europea.
Per questo obiettivo Altiero Spinelli dedicò nel Parlamento
europeo tutte le sue energie.
EU
AH
U
più facile di come effettivamente era stato e sarebbe stato.
Razionalità e pragmatismo
erano e sarebbero stati il motore ed il regolatore del processo di costruzione dell'Unione Europea.
Altiero Spinelli sarebbe dovuto tornare a Ventotene per
inaugurare uno dei seminari di
forma zione federalista. voluti
dalla regione Lazio con apposita legge e condotti dal Movimento federalista Europeo;
avrebbe dovuto partecipare ai
XVI Stati Generali del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa del maggio 1986 a
Berlino, dove migliaia di poteri regionali e locali, l'indomani
della firma del cosiddetto Atto
Unico di Lussemburgo, ribadirono la volontà di costruire
!' Unione Eurooea, secondo le
linee del progètto di Trattato
del 14 febbraio 1984.
Avrebbe constatato due
realtà importanti per la costruzione dell'Europa che egli
aveva prospettato . .
La prima, il Seminario di
formazione dei giovani che ogni anno giungono in Ventotene da tutte le Regioni italiane
e dai Paesi membri della Comunità Europea in numero di
150, volto ca fornire strumenti
di conoscenza e di ragionamento estranei alla pratica
formativa delle scuole nazionali : la chiave interpretativa
dei fe omeni mondiali non
può essere forgiata dalla cultura nazionalista ma deve essere
il risultato di materiali e di
metodi adeguati alle dimensioni planetarie degli stessi fenomeni (insomma, il mare non
si può vuotare con una conchiglia).
La seconda, il CCRE. la organizzazione europea dei poteri regionali e locali che dal
1951 si batte per gli Stati Uniti
d ' Europa e che, forte dell'adesione di decine di migliaia di
Regioni, Enti intermed i e Comuni, costituisce la garanzia
che la costruzione europea avrà basi popolari dalle qual i
potrà scaturi re un processo di
crescita democratica, di sviluppo delle libertà, di adeguamento della giustizia.
HA
Mi piace ricordare Altiero
Spinelli l'ultima volta che
venne a Ventotene, nell'ottobre 1981, per celebrare il quarantennale del Man~{esto per
una Europa libera ed unita.
Da poco era stato avviato il
procedimento che condusse il
Parlamento Europeo, il 14
febbraio 1984, all'approvazione del progetto di Trattato che
istituisce l'Unione Europea.
Egli illustrò ai federalisti
convenuti in Ventotene le difficoltà del cammino intrapreso
ed insieme la necessità di percorrerlo.
L'iniziativa del Parlamento
europeo avrebbe posto gli Stati
nazionali di fronte alla possibilità di compiere un salto di
qualità per la costruzione di
una Comunità sovrannazionale, da una parte; dall'altra sareb!}e stata 12 !T!anifestazione
migliore per far comprendere
ai cittadini europei, oltre che
agli Stati nazionali, che il Parlamento Europeo non è una istituzione inutile. Esso, nonostante i Trattati di Roma del
1957 non gli conferiscano adeguati poteri, ha la capacità di
assumere l'iniziativa costituente e di porre gli Stati nazionali
di fronte alle loro responsabilità, nei riguardi dei cittadini
europei in primo luogo, ma
non solo di essi .
Altiero Spinelli ribadì le sue
note valutazioni circa la crisi
dei poteri degli Stati nazionali,
non commensurabili con le
dimensioni delle problematiche della vita contemporanea;
si soffermò sul problema delle
forze con le quali costruire una
realtà istituzionale nuova, affatto diversa da quella degli
Stati nazionali, gli Stati Uniti
d'Europa; prospettò le tappe
del procedimento che, dopo gli
auspicabili successi nel Parlamento Europeo, si sarebbero
dovute superare nei singoli
Stati nazionali ; distinse il ruolo delle istituzioni , delle forze
politiche tradizionali, dei movimenti (del-Movimento Federalista Europeo).
La sua lucida e pacata esposizione, anche quando si riferiva al passato, a quello che aveva vissuto e concorso a costruire, faceva apparire tutto
l giovani, i poteri regionali e
locali , i cittadini, il Parlamento Europeo; e, poi, le forze vive delle società europee, operanti nei settori di attività economica ed in quelli dei servizi, nei centri di ricerca, di
base ed applicata, nelle Università - nelle scuole in generale - e nelle altre sedi ove si
produce cultura: sono, queste,
realtà trascurate dalle forze politiche tradizioanli negli aspetti per i quali sono disponibili a
mobilitarsi, a riscoprire il gusto della azione politica, a rischiare pre rinnovare una società, quella europea, che si attarda su schemi inadeguati rispetto alla dinamica planetaria.
·
Altiero Spinelli, nella sua
militanza europea, non volle
essere vincolato da adesioni ai
partiti politici, strumenti democratici distorti ctal fodero
nazionale e spesso arrugginiti
nelle parti operative, nonostante consumati nelle impugnature.
·La crisi delle democrazie
nazionali europee (nei loro aspetti istituzionali e politici),
materializzata da milioni di
disoccupati, evidenziata da
una permanente sbalternità
dei Paesi europei agli Stati Uniti d'America, all'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, al Giappone, e dalla
impotenza di fronte al crescente divario fra chi distrugge ricchezza e chi muore di fame,
difficilmente sarà risolta da
confronti angusti su terreni aridi preché marginali rispetto
agli alvei delle dinamiche contemporanee.
Altiero Spinelli, forse , aveva
sperato che nel secolo XX, a
quel modo che nel XIX aveva
trionfato la dimensione nazionale degli Stati, si concludesse
un processo di aggregazione
sovrannazionale degli Stati
dell'Europa occidentale fondato sulla esperienza positiva
della lotta di liberazione dal
fascismo e dal nazismo, affermatisi anche in virtù della esaltazione della illimitatezza
delle sovranità nazionali .
La speranza di Altiero Spinelli è pe r noi stimolo all'azione. ·
Le prossime elezioni e uro-
pee ·del 1989 sono una tappa
importante, dalla quale dipenderà, insieme alla sorte del
Parlamento Europeo, la possibilità di prospettare ai Governi nazionali, in modi nuovi rispetto al 1984, ancora una volta un salto di qualità, dalla attuale Europa intergovernativa
alla Unione Europea.
Il breve tempo, di qui al
1989, deve essere impiegato
per materializzare quel fronte
democratico europeo, già proposto dal CCRE negli Stati generali di Roma nel 1964, che
nei fatti è presente nella società europea ma non. trova espressione nelle forme e nei
modi propr\ delle forze politiche tradizionali.
Aggregare le forze vive della
società europea con una decisa
azione per attribuire al Parlamento Europeo, attraverso un
referendum contestuaie aiie elezioni del 1989, .un mandato
costituente per l'Unione Europea: questo il compito che si è
prefisso il CCRE, anche attraverso una campagna di mobilitazione dei cittadini e dei poteri regionali e locali per la
compilazione
di
novelli
cahiers de doleances (quaderni
di protesta e di proposta), per
concorrere a preparare le condizioni per il civile salto di
qualità del 1989, rivoluzionario allo stesso modo che quello
violento della
rivoluzione
francese del 1789.
Nel 1787 la Convenzione di
Filadelfia varò la Costituzione
federale, attraverso la quale il
primo nucleo di tredici Stati
nazionali si costituì in Stati
Uniti d'America.
Il bicentenario di quell'importante avveni.mento storico,
che sancì anche dal punto di
vista istituzionale la novità
degli Stati Uniti d 'America rispetto alla vecch ia Europa, sia
di sprone ulteriore per percorrere la strada che porta, intanto, all'Un ione Europea.
Le parole conclusive del
Manifesto di Ventotene sono
attuali : la via da percorrere non
è facile né sicura. Ma deve essere percorsa. e lo sarà.
• Vicepresidente del consiglio re·
giona/e del Lazio e membro della
giunta esecutiva de/f 'AJCCRE
Altiero Spinelli
mogHe Ursula, le tlgtle Sara, Barbara,
en•;.:a. Sltvl• lo r lcordano agli amici e a
1ttl coloro che hanno condiviso la sua
J.tuglla !l'et un'Europa unita e corag.
osa . - La camera ardente è allestita
ella sede ron1ana del Parlamento euroeo In vi~ IV hovembr" 1 .&9. - l funerali
yranno luogo luned) 26 maggio alle ore
0 .30 In pJa:ua Montecltorlo. - Roma,
l maggio 1986.
-------
Indimenticabile e lrrlpetlblle figura di europe-o , profeta e protagonista del disegno storico d i una Europa unita. - Bru ...
xaUu, 23 maggio 19B6.
Barbara e Il figlio Altlero non dlmentlneranno mal l'ImpOrtanza che ha avuto,
Il presidente della commissione delle
Comunità Europ-.e, Jacoues Oelors, Il
vice presidente Lorenzo Natali , l "on . Car·
lo Ripa di Meana , gli altri commissari
partecipano con profondo cordoglio la
scomparsa di
Altiero Spinelli
-Roma, 23 maggio 1986 .
Roberto Allbonl , Massimo Bonannl,
; tannl Bonvlcinl e Stefano Sllvestrl rlcor~ ano
come un maestro
Altiero Spinelli
tlr gehoeren zum Geschlecht, das aus
oem Dunkeln lns Helle strebt. - Roma,
! l maggio 19B6.
Massimo Plnchera saluta
Altiero Spinelli
: Ile si allontana troncando Il filo di un
La lunga difficile lntl!nsa Intelligente
lotta per la democrazia, per l'unità euro·
pea, per la cooperazione pacifica fra 1>0·
poli di
Francesca e Laura non dlmentlche-
·anno
Altiero Spinelli
- Mlano, 23 maggio 1986.
Le Edizioni Adelphl partecipano con
:ommozlone al dolore di Renata Cotornl
iofflto, e di tutta la sua famiglia, per la
.comparsa dell'amorosa figura paterna
:Il
Altiero Spinelli
!semplo luminoso di vita inter-amente
::tedlcata agli Ideali di civile concordia fra l
>apoll.- Milano, 23 maggio 1986.
~arteclpano
~
al lutto :
Giulia Arborio Mella.
Piero Bertoluccl .
Carlo Bianchi.
Fleur e Roberto Calasso.
Nlno e Paolo Cappelletti.
Camilla Colli.
Luciano e Anna Foà.
Federico Golderer.
Gilda Granzotto.
Mate Lambertl.
Gabriella Lu:uanl.
Elena e Carlo Pasqulnl.
Lucia e Giuseppe Pontlggla.
Anna Ravano .
VIrgilio Somalnl.
Nadla Venegonl.
Bianca e Alberto Zevl.
Luciano. Anna e Augusto Foà sono
affettuosamente vicini a Renata. a sua
madre Ursula, e alle sorelle, nel dolore
per 1.;. scomparsa di
Altiero Spinelli
-MUano, 23 maggio 19B6.
Piero Bertoluccl è oggi particolarmente vtctno alla urlsslma Renata nel suo
dolore per la scomparsa del padre
HA
EU
(.
Partecipano al lutto:
Paolo, Teresa Palese.
Antonella Azzaronl, Maurizio d'Amore, Mlmmo Laclrlgnola, Salvo Lombardo
e Paolo Valentino sono affettuosamente
vicini a Barbara e alla famiglia per la
scomparsa di
La sezione di Roma del MFE partecipa
al lutto del suo presidente, Ursula Hlrshmann e delle figlie per la scomparsa di
Altiero Spinelli
che con tenacia e coraggio ha concepito Il
disegno della Federazione Europea e lo
ha tenacemente perseguito oltre: ogni
ostacolo , fiducioso fino all'ultimo elle
quest' opera sara Infine: portata a compia
mento . - Roma, 2.& maggio 19B6.
Il Clfe partecipa al lutto della famiglia e
di tutti l federalisti per la scomparsa di
Altiero Spinelli
-Milano, 23 maggio 19B6.
Silvia e Wllly Schwarz con Laura, Clara
e Susanna , profondamente dolenti. sono
vicini ad Ursula e alle sue figlie , accompagnando con gratitudine e fraterno affet ..
tollloro uro
l soci della Associazione •Il MuJino• nel
ricordo di un'esperienza culturale e civile
comune, partecipano commossi la morte
di
Altiero Spinelli
-
MU..no, 23 maggio 19B6.
Altiero Spinelli
Carlo e Ada Vassallo con Claudia,
Clllara e Giulia, vicini con l'affetto di
sempre a Renata . esprimono a tutti l
familiari Il loro dolore per la perdita di
-Bologna, 2.& maggio 1986.
La società editrice •Il Mulino• si unisce
al dolore del familiari per la scomparsa di
Altiero Spinelli
Altiero Spinelli
-Pavia, lo& maggio 19B6.
-Bologna, 2.& maggio 1986.
Arturo Guatellle Potolo Valentino , profondamente colpiti , piangono la scomparsa di
La presidenza. la segreteria , Il tesorlea
re , Il ConslgUo nazionale , l sod e l collaboratori dell'Alce re partecipano al dolore del familiari e al lutto di quanti In
Altiero Spinelli
Altiero Spinelli
Roberto e Fieur Calasso partecipano
con affetto e commozione al dolore di
Renata Colornl, e della sua famiglia, per
la scomparsa di
Altiero Spinelli
Altiero Spinelli
-Milano, 23 maggio 1986.
H/tu stehe /eh
lch k;,nn nlcht anders
Gott helte mlr
VIrgilio per
Altiero
-Roma, 23 maggio 1986.
Il sindaco Carlo Tognoll , la Giunta e n
Consiglio comunale partecipano con pro fondo cordoglio l• scomparsa del
hanno sempre ravvisato un esempio di
te:n111ce antifascismo, di coerente fe-dera·
llsmo e di Infaticabile azione, nel Parlamento Europeo e nella società, per l'Unione dell'Europa al servizio della pace.
_-:-Roma, 2.& maggio 19B6.
Bino Olivi e Giancarlo Chevallard. commossi, sono vicini alla famiglia nel ricordo
di
Altiero Spinelli
-Milano, 23 maggio 1986 .
u sezione di Roma del Mie partecipa
al lutto del suo presidente Ursula Hlr-sch·
manne delle figlie per la scomparsa di
Tommaso e Fiorella Padoa-Schloppa
ricordAnO con animo commosso
Altiero Spinelli
Altiero Spinelli
e sono vicini al dolore di Ursula e della
famiglia . - Roma, 2.& maggio 1986.
Eugenio, Antonio e Paola con Luisa e
Pietro partecipano al grande dolore di
Renata e Carlo per la scomparsa di
Altiero Spinelli
-Milano, 23 maggio 19B6.
Anna Ravano è vicina alla cara amica
Renata per la perdita del padre
Altiero SJ)inelli
e si uniscono al dolore della famiglia. MUano, 23 maggio 19B6.
-Milano, 23 maggio 19B6.
-
Altiero Spinelli
che con Indomito coraggio da Ventotene
a Strasburgo ha Indicato la owia da seguire
per realizzare la Federazione Europea.. Roma, 2.& maggio 19B6.
AH
-
5
per l ' Europa unita e federale Iniziata con
Il manifesto di Ventotene scritto con
Ernesto Rossi e perseguita con lndoma ..
bile tenacia per oltre un quarantennio.Roma, 23 maggio 19B6.
EU
Renata e Carlo Bofflto con Francesca,
• aura , Vittorio, Marta e Sara rlcorderanlO sempre con amore l'esempio e gli
nsegnamentl di
MUano, 23 maggio 19B_6 .
f
1
che con tenacia e coraggio ha concepito Il
disegno della Federazione europea e lo 1
ha coerentemente per-seguito oltre ogni
ostacolo , fiducioso fino all ' ultimo che
questa opera sarà Infine portata a compimento.- Roma, 2.& m~llgl_o 19B6 .
_ _ _ _ _ _ _.....;::.;;,...;__ _ _~ll
'ti'
Il presidente e l'ufficio di presidenza
del Parlamento europeo partecipano con
profonda commozione al lutto per la
scomparsa dell '
on. Altiero Spinelli
l Federalisti piangono la morte di
Altiero Spinelli
fondatore del Movimento Feder'a ttsta
Europeo e si Impegnano a contlnuare le
lotte per la Federazione Europea secon·
do le linee tracciate nel manifesto di
Ventotene . - Milano, 23 maggio 1986.
presidente della commissione lstltuzlonate. - La camera ardente è stata alle stlta p resso l'ufficio d'Informazione per
l'Italia d el Parl amento europeo , via IV
novembre , 149 • 1° p lano ... Roma . Roma, 2.& maggi o 19B6.
,
La Sezi one di Milano rende omaggio ad
Altiero Spinelli
fondatore del Mov imento Federalista
Europeo a Milano 1127-28 agosto 19.&3.
-Milano, 23 maggio 19B6.
Altiero
rimarrai per sempre vivo nel nostro gran·
de amore. - Eva Carl o Giulia Montefor te . - Roma, 23 maggio 1986.
Il comitato direttivo , la direzione e Il
personale dell'Istituto Affari Internazio nali partecipano la morte di
prof. Altiero Spinelli
Anna Maria . Giancarlo e Giovanna. Aldo e Chicchi Plnchera ricordano comossl
l 'amico
già commJssarlo europeo alla ricerca tec nologica e fondatore del Movimento federalista europeo. - Milano, 23 maggio
1986.
Altiero
Altiero Spinelli
e sono vicini con affetto a U.rsula e
famiglia. - Roma, 23 maggio 1986.
presidente onorario e fondatore dell ' Istituto- Roma, 2.& maggio 1986.
PARLEMENT EUROPEEN
Altiero Spinelli
Antonio Padoa Schloppa ne ricorda con
commozione Il grande esempio di coerenza e l'impulso determinante dato con
lucldlù ed energia eccezionali per oltre
Quarant'anni. diilla cella del carcere all'aulii del Parlamento di Strasburgo , al
processo di uniflciizlone europea . - MIlano, 23 maggio 1986 .
Altiero Spinelli
HA
Alberto , Lisa Mortara e figli .
Nel momento doloroso della scompar di
~:t'i~~lfa edf~~~:~~~~~d:l~~~?~f:."'~1 ~~~!
UE
,arteclpano al lutto:
-
si t conclusa ma sulla via da lui aperta
con Ernesto Rossi e Eugenio Colornl
camminano le nuove generulonl dell'Europa libera . Gli amici federalisti di
sempre Arlaldo Banfl, Bruno e Teresa
Cal:ul, Alberto Mortara, Alta Rolller lo
ricordano.- MNano, 23 maggio 19B6 .
sa
Ada Rossi, Marco Pannella, Emma Bo nlno, Ollvler Oepuls, G iovanni Negri, Angioia Bandlnelli. Gianfranco Spadaccla,
Massimo Teodorl piangono
Altiero Spinelli
nonno Altiero
-Milano, 23 maggio 19B6.
Altiero Spinelli
rtcordandone con grande affetto l'alto
Insegnamento. la fede e la passione per
l ' Europa. Roma-MI&ano, 23 maggio
19B6.
l'Ispiratore , Il protagonista e Il militante
della lotta per la Federazione Europea . Nel plangerne la scomparsa, quando più
che mal sarebbe suta necessaria ed Indispensabile la sua opera per la reallzzazlo·
ne dell'Europa unita e federale, si Impegnano al compito, divenuto sempre più
arduo, di prosegulrne anch'essi l 'azione
per Il ragglunglmento di questo grande
obiettivo di libertà, di giustizia e di pace.
-Roma, 23 maggio 19B6.
Altiero
-Roma, 23 maggio 19B6.
L ' ufficio per ;' Italia della Commissione
delle Comunlt~ europee partecipa la
scomparsa di
Altiero Spinelli
Carlo e Marina Ripa di Meana sono
affettuosamente vicini a Ursula, Renata.
Barbara e Sara nel ricordo del carissimo
Altiero Spinelli
ed Inchina le sue bandiere nel r icordo
delle tante comuni battaglie e net rlcon fermato Impegno per l'unione europea.
- Roma, 2.& maggio 19B6.
Il Partito Radicale ed l Parlamentari
Radicali salutano In
parlamentare europeo, già membro della
Commissione esecutiva e ne ricordano le
grande figura di europeo, l'Intera vita
dedicata alla causa della libertà e della
Federazione europea. Brua•Uu, 2l
maggio 19B6.
etto. -
Pawia, 23 maggio 19B6.
Partecipano al lutto:
Luigi V . Malocchi.
Ello Cannlllo .
Alberto Malocchi.
Massimo Malcovatl.
Guido Montani.
Giuseppe Rossi.
Francesco Rossollllo .
Franco Spoltore.
Darlo Velo .
Giovanni Vigo,
Altiero Spinelli
Ualogo profondo mal Interrotto e con
lalla abbraccia Ursula con Immenso afMU..no, 23 maggio 1986.
co . -
Altiero Spinelli
arteclpano al lutto:
- Giovanni Flrmlan .
- Giuliano Banfl .
- Gena Mlnettl.
ne avrà sempre. nella toro vita
Altiero Spinelli
e ne ricor-da l'altissimo mao lstero polltf·
Il Movimento europeo parteci pa con
dolor e la scomparsa dell'antifascista di
Ventotene e grande europeiSti!
AH
U
l
Mario Albertlnl partecipa con profon·
~a commozione al dolore della famig lia
per la scomparsa di
Carlo Ripa di Meana . Rlccardo Peris slch . Gerardo Mombelll. Enrica Varese,
Alberto Nlnottl, Walter De Klerck , Fabrizio Bar baso. Marco Santopk\to. Pier
Daniele h4ozzettl Monterumlcl, Carla
Crose tto . Lucia e Gianfranco Rocca, Nadlne Olffrang , Isabella Grappasonnl, Gabriella Carpanese, Tlna Jacobelll, Fausta
Corda. Paola Marcheno, Mlrellle De Stacllelskl , Vllmo Vettorata , Stefania Senesl
esprimono Il loro grande dolore per la
scomparsa di
E
Il 23 maggio 19B6 si è spento a Roma
JOUANAL
Oir~ct•ol'l G ·,.. · .
.
·
.
e !!rate de l ll'lformatJon et des Aelat1ons Publiques
OATE
~--
-·
PE-t-2.:
ADA ROSSI , MARCO PANNELLA,
EMMA BONINO. OLIVIER DEPUIS.
GIOVANNI NEGRI. ANGIOLO BANDINELLI. GIANFRANCO SPADACCIA, MASSIMO TE ODORI piangono
ALTI ERO SPINELLI
maestro e compagno dell'indispensabile battaglia di libertà , di giustizia, di pace per l'Europa unita e federale iniziata con il manifesto di
Ventotene scritto con Ernesto Rossi e perseguita con indomabile tenacia per oltre un quarantennio.
Roma, 24 maggio 1986.
La Sezione di Roma del N.F.E. partecipa al lutto del suo Presidente
UASULA HIRSHMANN e delle figlie
per la scomparsa di
ALTIERO SPINELLI
che con tenacia e coraggio ha concepito il disegno della Federazione
Europea e lo ha tenacemente perseguito oltre ogni ostacolo, fiducioso
fino all'ultimo che quest'opera sarà
infine portata a compimento.
Roma , 24 maggio 1986.
che con tenacia e coraggio ha concepito il disegno della Federazione
europea e lo ha coerentemente perseguito oltre ogni ostacolo, fiducioso fino all 'ultimo che questa opera
sarà infine portata a compimento.
Bruxelles, 23 maggio 1986.
CARLO e MARINA RIPA DI MEANA
sono affettuosamente vicini a URSULA , RENA T A , BARBARA e SA RA nel ricordo del canss1mo
Il Presidente e l'Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo partecipano con profonda commozione al
lutto per la scomparsa deii'On.
Roma. 23 maggio 1986.
Il Comitato Direttivo , la Direzione e il
Personale dell'ISTITUTO AFFARI
INTERNAZIONALI partecipano la
morte d1
Presidente della Commissione Istituzionale.
La camera ardente è stata allestita
presso l'Ufficio d 'Informazione per
l'Italia del Parlamento europeo - Via
IV Novembre, 149- 1" piano-Roma .
ALTIERO SPINElll
Presidente Onorario e fondatore
dell'Istituto.
Roma , 24 maggio 1986 .
EU
ALTIERO SPINELLI
ALTIERO SPINELLI
indimenticabile ed irripetibile figura
di europeo . profeta e protagonist a
nel d1segno storico d1 una Europa
unita .
ALTIERO
AL TI ERO SPINELLI
La Sezione di Roma del MFE partecipa al lutto del suo Presidente URSULA HIRSCHMANN e delle figlie
per la scomparsa di
PAOLA M A ACH CLLO . M IREILLE DE
ST ACHELSKI. VILMO VETTORA TA, STEFANIA SENESI esprimono
il loro grande dolore per la scomparsa di
E
Roma. 24 maggio 1986.
Roma , 24 maggio 1986.
AH
U
l'Europa unita e federale . ai impegnano al compito, divenuto sempre
più arduo, di proseguime anch 'essi
l'azione per il raggiungimento di
questo grande obiettivo di libertl!i,
di giustizia e di pace .
Roma, 24 maggio 1986.
FRANCO SIRCANA e LAURA RADICONCINI si uniscono commossi al
dolore di chi piange la scomparsa di
HA
Roma , 24 maggio 1986.
l Soci della Associazione IL MULINO, nel ricordo di un' esperienza
culturale e civile e comune , partecipano commossi la morte dell'amico
ALTIERO SPINELLI
Maestro di vita , cittadino d'Europa .
UE
Roma. 24 maggio 1986 .
AL TI ERO SPINELLI
AH
Bologna, 24 maggio 1986.
La Societl!i Editrice IL MULINO si
unisce al dolore dei familiari per la
scomparsa di
ALTIERO SPINELLI
TOMMASO e FIORELLA PADOA SCHIOPPA ricordano con animo
commosso
ALTIERO SPINELLI
e sono vicini al dolore di URSULA e
della famiglia .
HA
EU
Bologna, 24 maggio 1986.
Roma, 24 maggio 1986.
ALTI ERO
rimarrai sempre vivo nel nostro
grande amore . EVA , CARLO, GIULIA MONTEFORTE.
Roma, 24 maggio 1986.
ALTIERO SPINELLI
L' Associazione Stampa Europea
esprime proprio cordog lio por la
scomparsa di
ALTIERO SPINELLI
S tt O
socjo on o rarjo
hanno sempre ravvisato un esempio di tenac·e antifascismo, di coerente federalismo e di infaticabile
.azione, nei Parlamento Europeo e
nella società, per l' Unione dell'Europa al servizio della pace.
_ _ _.L..OQIIlll~ 23 maooin
PARLEMENT EUROPEEN
Oir~ctlon Gén .
La Presidenza , la Segreteria, il Tesoriere, il Consiglio nazionale, i soci
e i collaboratori dell' AICCRE partecipano al dolore dei famigliari e al
lutto di quanti in
1 ~AR
JOUANAL
,
~rala di! l lnforma11on l!t des Aelations Pubfiques
DATE
~--
.·
PE-i-24
Un sogno chiamato Europa
In ricordo di Altiero Spinelli 1
SonQ stati presentati a Mi-
E
lano due libri postumi di Altiero SpineUi: «Come ho
fatto a diventare saggio» e
«Discorsi al Parlamento
europeo», editi dal Molino.
Per l'occasione pubblichiamo un ricordo del fondatore
del movimento federalista
europeo,
recentemente
scomparso.
GIANFRANCO DRAGHI
HA
EU
AH
UE
HA
EU
AH
U
Mi aveva scritto: «Credo di
avere tre o quattro anni per
portare avanti ancora la battaglia per l'Europa: la guerra
non la vedrò finire ma la nuova battaglia, se il Parlamento
Europeo mi seguirà nella mia
proposta, la combatterò ... ». Il
Parlamento Europeo l'ha seguito ma la morte l'ha colto
!asciandoci privi di quella forza coraggiosa, di quella tenacia indomabile, di quel reali- .
smo lucido e consapevole che
faceva di Altiero Spine.lli la testa di ariete per la costruzione
europea, e uno dei piiì !ungimiranti, certo il più lungimirante uomo politico europeo ~
in questi ultimi anni ne era
stata riconosciuta la grandezza. Spinelli è stato un uomo di
poche parole, sobrio e secco,
nella migliore tradizione me- Altiero Spinelli, profeta dell' Europa
morialistica e politica europea
ed americana: per. niente fu- patica Stube a un memorabile ca, nel mio letto, parlandomi
moso, sempre preciso; mi ri- convegno dei federalisti men- dello yoga a testa in giù che
cordo subito dopo la guerra la tre mangiavamo, robusto e si- faceva ogni mattina. Quando
grande impressione che mi .fe- curo: me lo ricordo a Roma a alla fine degli anni Cinquanta
ce: non prometteva successi Piazza Navona insieme ad insieme ad altri amici stamimmediati a chi credeva nella Ursula, sua ammirevole colla- pammo i Quade'rni della crisi,
pace e nell'Europa: promette- boratrice e compagna, allora rivista di cultura e politica feva battaglie lunghe. Sono sta- affascinante ancor giovane deralista, avendo come motto
te più lunghe del previsto, co- donna dai magnifici capelli due citazioni molto esplicite,
me è più penosamente lunga ramati, autrice anche di picco- una di Gandhi una di Altiero
la storia della pace nel mondo li intensi commoventi cam- Spine.lli, Spinelli rise e mi disse
dopo le speranze della fine mei-ricordi della vita berline- col suo simpatico accento daldella guerra. Non si è mai sco- se, usciti molto tempo fa su l'erre romana: «Ma non sono
raggiato a ogni sconfitta, e ha Tempo presente, me lo ricordo ancora morto come Gandhi».
ripreso le fila abilmente: il suo parlarmi delle sue figlie con Me lo ricordo sempre uomo
carisma al Parlamento Euro- cuore tenero di padre: me. lo senza pretese e con quella sipeo deve averlo riempito di ricordo a casa sua in Clivo curezza che dà essere nel proonesta e sicura soddisfazione Rutario scherzoso e diretto, prio centro di vita e di espein questi ultimi anni: in uno quando mi raccontava come, rienza.
dei suoi ultimi discorsi aveva per difendere qualcuno, forse Nel finale commovente di «lo
detto citando Paolo di Tarso Pertini che era con lui, dalle Ulisse, come ho tentato di di«certamen certavi cursum botte dei fascisti, menò pugni ventare saggio», insierpe storia
consummavi». Purtroppo l'ha e fu arrestato e messo coi fa- racconto poesia grande arco
consumato prima di vedere la scisti in un cellulare e come ·luminoso di una vita, uno di
sua nuova battaglia in corso. l'avesse scampata per miraco- quei libri unici che testimoniaHa gettato le fondamenta, ha lo; me lo ricordo a casa mia in no di un uomo unico, quando
proposto le idee.
Costa San Giorgio dormire si avvia verso la nuova vita liMe lo ricordo negli anni Cin- mezz'oretta al pomeriggio tra· bera, dice che cominciare la
~uanta a Bolzano in una simun treno e una riunione politi- battaglia per una grande idea
solo con pochi amici era esaltante; ora non siamo più pochi con lui e anche se la sua
perdita è insostituibile la storia ha brusche svolte e riprese:
e l'opinione pubblica, più dei
politici, è matura per un nuovo mondo federato e pacifico,
pena il genocidio: anche questo Altiero ci ha insegnato e
l'aveva presente; e oggi l'orrenda nube di Chernobyl dimostra come solo una misura
comunitaria nuova, una vera
misura europea può caricarsi
dei. compiti europei verso l'unione federale mondiale.
Se la malattia del nostro tempo è la depressione che poi si
veste di cinismo razionalizzante, di cecità pratica, Altiero Spinelli sentiva i dolori e le
tristezze, le amarezze, ma il
suo comportamento e il suo
messaggio era di cura della depressione: era l'azione. Era in
tal modo insieme capace di
passione e di distacco. Era,
come direbbero gli orientali e
come gli piacerebbe, nel Wu
Wei. Perchè solo con un muoverei mirato e nel contempo libero entriamo nella· dinàmica
positiva della vita.
Voglio ripeterlo: uomo coraggiosissimo perché ha lottato
quasi tutta la sua vita, come
un toro o leone, da solo, per
l'idea in cui credeva, sfidando
l'incomprensione, l'ironia e il
lezzo ·idiota dei cinici del
buoncostume. .. E in questo
sta un'altra fascia della sua
grandezza, ed è riuscito ad essere saggio, di quella saggezza
che ci propone dei compiti
precisi, riconducendoci non
alle ideologie non alle chiacchiere, ma a quello che possiamo fare qui per migliorare la
nostra convivenza in ~erra, e
per questo è stato un uomo
dei nuovi tempi anticipatamente: e adesso che lo piango
sia come amico che come uomo che come saggio che come
politico, sento però la sua voce che mi dice: avanti, adesso,
con tenacia con coraggio con
pazienza facendo capire agli
altri le nostre ragioni seguendo le loro ragioni e indirizzandole nella direzione giusta,
adesso bisogna ricominciare.
Sì, Altiero, bisogna ricominciare.
Tavola rotonda : "IL PROGETTO E UROPEO DI ALTIERO SPINELLI"
P a la zzo dei Notai - Bologna - 30 marzo 1987
BOLOGNA ....- •Il progetto
europeo d/ Alt/ero Splnelll>>'.è Il titolo di una tavola
rotonda. .che. s/1/ene oggi
alle 17 a Palazzo del N~
tal, . In .'•occasione : della ·. ·
pubbllcazlòne·~:del libri ,·
dell'e'f',t:..opel•ts ~ompar!' ·
so \da...poco:·r~DI~cQ.rsl al; .
;.Patlam~nto. · ;· -ep,ropeo•,
uCome'•ho-rtentaloJ;dl;ldl· '
•. ventar~ •Ìiggloii·:" , ... ..La
goccia,\ e 1~.-;foccfB.'f (~uni .
.editi.- d.l. Mu(lno), · Uu/IL . ·1
~ mo, .~uLa 'gqpt:fa·. enla; r~· '
. J.: cla,», second11)!11rl~ .·dell~;: .
·h· sue memorlel~B 'ust:.lto;da . t·.'
'( pOche , sf!.tt.lì:nanf!.\ :All'In~;: ;
r pohtro;parteclpa.no .f.tsr/11 · ·
. Luisa · ;passa,magnago; (, 4 .
Mlchele_··p lt•rellff , A?~(cOf· , '
Panne/la, C,ar/o.•-Riea , di ~ •
l
"'!.e~~:.!J~n,~to;!a~J!h~f.(· .~·
...~ :.!·· ~;·,·;::...:~t·\;', 1.,)_' ,: ·~-~< '
HA
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AH
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HA
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. --~,--~~
'{.
Da "Il Rest? del Carlino" del 29 .e 30. 3. 1987
Tavola rotonda: "IL PROGETTO EUROPEO DI ALTIERO SPINELLI" ·
Palazzo dei Notai - Bologna - 30 marzo 1981
HA
EU
AH
U
E
'
Da "L 'Unità", del 29. 3. 87
. •
1
Solog'rìa, ·ìunedì 30 marz4,"ç>re 17
.~;Sala
dei Notai;t; Palazzo dei Notai.
·, ·i'·~ ~· ;.~: :': .,~: :! v~a de;, ~:gnatt~ri ..1',:
·, , ,:. ·.:: ·
AH
..
HA
EU
•
~·
UE
-------
f.
Discorsi al. Parlamento europeo ·· ~:
. . Come ho tentatQ d!~~n.tare .saggio. La goccia ~.la roccia
!
'
........
.,
~~ "~~;-)~:~~~l
·
•
.' . - ..~
· . Intervengono
•... -'\:';·
~·'
;
'
•
-
~
<" :"
Maria Luisa c&ssanmagn~go . Michele Cifarelli
.
Pier Virgilio .Dastoli · Marco Pannella.
Carlo Ripa di Meana .. Renato Zanghen
.
,;
Da "La Repubblica" del 29. 3. 87
Da ''La :ijepubblica''
29.3.87
14 EUROP~ISCHES PARLAMENT
AH
U
E
men zugunsten von Komitees, die aus
Beamten des zweites Gliedes bestiinden, die jederzeit die Kommission in
die Hande des Rates spielen konnten.
Aul3erdem s.e i es durch die De-factoBeibehaltung des sogenannten Luxemburger
Kompromisses immer
noch moglich, die .Gemeinschaft zu
lahmen. Forderungen des Europaischen Parlamentes konnten nur einstimmig angenommen werden; und
,.dafiir erwartet der Rat noch, da13 wir
uns bei ihm bedanken".
HA
EU
.Der Berichterstatter und Vorsitzende
d es lnstitutionellen ·Ausschusses, Altiero Spinelli, beklagte in der Reformdebatte, daB .der Berg nur ein Mauschen geboren habe, daB auBerdem
noch tot sei." Er akzeptierte schlieBIich die .kritische Nichtablehnung mit Protest" durch das EP - aber er
lieB deutli~h werden , daB er den
Kampf um die Europaische Union
nicht aufgeben werde.
UE
(Fortsetzung von Seite 13)
, ... nur ein totes
Miiuschen geboren"
HA
EU
AH
Mit der am 16. und 17. Dezember
1985- im Verfolg der Gipfelkonferenz
von Luxemburg - von den Aul3enministern der Mitglièdstaaten endgiiltig
formulierten ,.Einheitlichen Europaischen Akte" befal3te sich im Namen
des Institutionellen Ausschusses als
Berichterstatter
der
italienische
Linksunabhangige Altiero Spinelli.
Er konne si eh vol"Stellen, so .Spinelli
einleitend, wie grol3 die Verlegenheit
des Ratsprasidenten gewesen sei, als ·
er die Ergebnisse vorlegte und dabei
erkliiren mul3te, dal3 der Berg nur ein
Mauschen geboren habe, dal3 iiberdies
tot geboren sei. Die Gemeinschaft sei
ein politischer Corpus, dessen Gesetze
giiltiges Recht seien. Das Parlament
mochte aber, dal3 diese Gemeinschaft
auf Demokratie begriindet werde. Das
Parlament sei Vertreter der Biirger,
der Rat Vertreter der Staaten. Deshalb
hiitten beide an der Ausarbeitung der
Akte beteiligt werden sollen. Die Staaten, d~ h. ihre Diplomaten hatten aber
die Vertreter der Biirger in arroganter
Form iibergangen. Die Vorlagen des
Europaischen Parlaments· seien ,.europaisch" gewesen, die Ausarbeitungen
der Regierungskonferenz aber seien
nur eine Summe von nationalen Gesichtspunkten. Der Rat habe sein Monopol als Oligarchie gesichert, das
heil3t, die Rechte blieben allein in den
Handen von Beamten. Was den nationalen Parlamenten weggenommen
worden sei, wiirde nicht dem Europaischen Parlament zufallen.
Auch der Kommission habe man
durch die Akte Befugnisse weggenom-
Der ·Institutionelle Ausschu13, der
mit den Ergebnissen der Akte nicht
zufrieden sein konne, bate um ein
Mandat, dafiir Sorge tragen zu konnen, da13 das Thema Europaische
Union auf dem Tisch bleibe, und zwar
durch die Ausarbeitung einer neuen
Strategie.
Die Kommission habe auch Griinde
unzufrieden zu sein mit den Ergebnissen der Regierungskonferenz, erklarte
in seiner Stellungnahme Kommissionspriisident J acques Delors. Er
denke aber, es sei doch ein Schritt vorwarts getan worden, vor allem angesichts der Schwierigkeiten einer Gemeinschaft ZU ZWOlft.
Zum Problem der Verwirklichung
des Binnenmarktes habe er selbst Vorbehalte formuliert. Er sei aber erstaunt iiber die Haitung gewisser Lander. Er verstehe, da13 manche Lander
ihre hohen·Standards, z. B. im Umweltschutz beibehalten wollten und darin
unterstiitze sie die Kommission. Aber
anderen Landern sei nicht klar zu machen, da13 die Wiihrungspolitik wichtig
sei fiir die Wirtschaftspolitik, denn nur
aufgrund des Europaischen Wahrungssystems habe .es die Annaherung der
Wirtschaften gegeben. Was diel Rechte
des Parlaments angehe, seien die Vorschliige der Kommission und der belgischen Delegation vie! weitgehender
gewesen, aber leider sei es nicht moglich gewesen, sie bei den anderen Landern durchzusetzen.
Auch Kommissionsprasident Jacques
Delors zeigte seine Unzufriedenheit.
uWl die Einheitliche Europaische
Al:e in der Debatte sehr deutlich,
. wobei er besonders bedauerte, daB
in der zentralen Wahrungsfrage kein
Fortschritt erzielt worden sei.
Ieri pomeriggio una tavola rotonda sul grande europeista
'·
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m. a.
NELLA FOTO: Altiero Spinelli
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. Dunque questo •La goccia e la roccia• pubblicato è un primo abbozzo di introduzione,
più un centinaio di cartelle non ancora definite (curate da Edmondo Paolini).
Da un lato l'ufficialità dei discorsi parlamentari, il suo •credo• europeista, dall'altro
nel privato dei diari un ritratto, la storia di
un uomo che è anche storia di una generazione.
•Pochi come lui - afferma Paolini nella
prefazione de La goccia nella roccia - hanno
saputo conservare, anche nel fare politica, la
schiettezza e la virtù tanto lucida quando _
umana. E noi del Mulino ce ne siamo accorti
presto. È stato per noi una presenza importante con la sua lezione di pathos razionale
di chiarezza ruvida ed intrepida».
Non è casuale che di Spinelli si sia parlato
a Bologna: il parlamentare fu eletto come
indipendente nella lista comunista, fu docente della John Hopkins per 4 anni e, agli
inizi degli anni '60, contribuì al lavoro del
Mulino.
HA
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,_
l-
BOLOGNA - Si è svolta ieri all'Istituto
Gramsci di Bologna la tavola rotonda su «<l
progetto Européo di Altiero Spinellb promossa dal Movimento Federalista Europeo e
dall'Istituto Gramsci.
Occasione dell'iniziativa sono i due-testi di
recente editi da •Il Mulino•: si tratta di «Discorsi al Parlamento europeo• e di «Come ho
tentato di diventare saggio. La goccia e la
roccia•.
Alla tavola rotonda hanno partecipato
Maria Luisa Cassamagnago, Michele Ciffarelli, Spadaccia, Carlo Ripa di Meana, Renato Zangheri e Pier Virgilio Dattoli. Era presente anche Ursula Hirschman, moglie di
Spinelli.
Spinelli, uno dei grandi europeisti morto
un anno fa, a 30 anni dalla nascita della Cee
si presenta ancora decisamente attuale.
Nel marzo 1984 già •Il Mulino• pubblicò il
primo volume delle sue memorie a cui avrebbe dovuto fare seguito il secondo «La gocci,a e
la roccia• alla cui stesura Spinelli stava attendendo a margine della sua attività politica, quando la morte lo colse.
E
Federalisti e ((Gramsci»
hanno ricordato Spine/li
p~
Carta politica della Comunità europea
COMUNITA
EUROPEE
EEuropa dei Dodici
In occasione dell'adesione alla Codel Portogallo e della Spagna,
è uscita una nuova carta politica della
Comunità europea.
Vi è raffigurata la Còmunità con i
suoi dodici Stati membri e le rispettive
regioni e unità amministrative. Formato: 75x105 cm, scala 1: 4.000.000 (1cm
= 40 km), 12 colori.
In un apposito riquadro figurano 105
grafici, che forniscono alcuni dati di
base sui dodici Stati membri e sulla
Comunità nel suo insieme e raffronti
fra la Comunità , gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica.
La carta è edita daii'.Ufficio delle
pubblicazioni ufficiali delle Comunità
europee (BP 1003, Lussemburgo,
Granducato del Lussemburgo).
Le carte sono in vendita al prezzo di
Lit. 7.500 + IVA presso :
LIBRERIA SCIENTIFICA
Lucio de Biasio AEIOU
Via Meravigli, 16
20123 MILANO
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50121 FIRENZE
Tel. 57 97 51
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LA RIVOLUZIONE TELEVISIVA
Intervista con Carlo Ripa di Meana • Dopo Chernobyl • L'Europa contro l'apartheid • Identikit del
video europeo • Ricordo di Altiero Spinelli • Donne in musica
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PER
CHIEDERE
COMUNITÀ
EUROPEE
SCRIVERE
ALLA
COMMISSIONE DELLE
COMUNITÀ
EUROPEE
VIA POLI29
00187 ROMA
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NR. 7/8
WGLIO-AGOSTO
1986
ANNO
XXXII
SPEDIZIONE
IN ABBONAMENTO
POSTALE
GR. 111-70%
MENSILE
I Trattati di Roma non riconoscono alla
Comunità una competenza specifica in
materia culturale e quindi quanto è stato
fatto finora ha avuto, per così dire, un carattere tangenziale. Possiamo comunque
informarla che dal 1975 la Comunità ha
destinato 17 milioni di Ecu (l Ecu vale circa 1.480 lire) alla difesa e conservazione di
tesori artistici europei sotto forma di sovvenzioni speciali o di contributi del Fondo
regionale o di prestiti della Banca europea
per gli investimenti (Bei). Dal 1984 le sovvenzioni sono state sostituite da aiuti a
progetti pilota. Tra il 1980 e il 1984 la Comunità ha sovvenzionato una ventina di
progetti per complessivi 1,7 milioni di
Ecu, la maggior parte dei quali - l milione - destinata al restauro del Partenone.
Dal 1975 il Fondo regionale ha versato
comp~essivamente 9,1 milioni di Ecu per
partecipare alla conservazione di siti e
monumenti di interesse turistico.
Ha ragione. Per un errore tipografico la
bandiera è stata invertita. La disposizione
corretta è quella illustrata nella didascalia: tutte le stelle hanno una punta diretta
verso l'alto; le due punte in basso sono
parallele alla base del vessillo. È questo il
risultato che otterrà capovolgendo la pagina.
Amore per gli animali
• Mi ha indignato il tono di supponenza con cui il giornale che leggo ha dato
notizia della decisione della Comunità
con cui è stata aumentata la superficie
delle gabbie destinate alle galline di batteria... Anche l'amore per gli animali, come
tutte le cose, comincia dal basso.
F.L: - Forlì •
Le ricapitoliamo, come ci chiede, i termini della decisione. La superficie minima delle stie per le galline di batteria è
portata, a decorrere dal 1988, a 450 cm 2
contro i 400 cm2 dell'attuale media europea. Due precisazioni. Queste norme sa-
Sondaggio fra i lettori
• Nonostante la vostra perentoria asserzione, non ho ricevuto la cartolina riprodotta nel retro di copertina dei vostri
ultimi numeri...
P.D. - Liegi •
Il lettore che ci scrive da Liegi e tutti gli
altri che ci hanno inviato lettere di analogo tenore dall'estero (alcuni ritagliando e
compilando la cartolina raffigurata in
quarta di copertina e non ricevuta) possono stare tranquilli: il loro abbonamento
non verrà disdetto. Ecco come stanno le
cose. La cartolina con cui abbiamo chiesto ai nostri lettori di confermarci il loro
interesse a ricevere "Comunità Europee"
è stata per il momento inviata solo ai lettori italiani. È per essi che vale la regola:
mancata risposta = cancellazione dell'abbonamento. Per i lettori residenti all'estero il sondaggio avverrà invece in un
secondo momento. Ci scusiamo con i lettori di non aver precisato questo fatto nell'avviso pubblicato sulla nostra copertina.
Esperanto e no
AH
U
• Nell'intervista al professar Iùllio De Mauro ("I.:unità dell'Europa non ha bisogno dell'unità linguistica"), pubblicata
nello scorso numero di "Comunità Europee'~ il passaggio dedicato alle lingue artificiali in generale e all'esperanto in particolare ha suscitato un gran numero di lettere. In esse i lettori esperantisti contestano vivacemente alcune affermazioni dell'intervistato rivendicando la vocazione pacifica e antiautoritaria dell'esperanto e sostenendo la sua validità come lingua
di comunicazione internazionale. Non potendo per ragioni di spazio pubblicare, anche solo parzialmente, le singole lettere,
abbiamo chiesto al professar De Mauro una risposta collettiva.
HA
EU
Vorrei preliminarmente pregare gli esperantisti di scusarmi se, nei loro confronti, ho adoperato incautamente il termine
mafia, da riservare purtroppo a ben altri e per ben altri fatti. Mi è sfuggito nella conversazione. Spero che le mie scuse
siano accettate. Meglio avrei fatto a usare l'espressione gruppo di pressione. Di questo, infatti, si tratta. Rispetto alle varie
altre lingue ausiliarie artificiali, dall' !do all' Occidental, dal Volapuk all' Interlingua, l'esperanto non presenta vantaggi intrinseci se non l'attivismo dei suoi sostenitori. Si è calcolato che l'esperanto abbia all'800Jo un nucleo latino o neolatino:
troppo per una lingua artificiale a posteriori che pretenda a universalità. Ma è il progetto stesso di fare d 'una lingua artificiale (quale che essa sia) una lingua a pieno titolo, e non una lingua ausiliaria studiata e mirata per soli certi usi, ciò che
ha destato dubbi e riserve in tanti, e tra gli altri in un accorto appassionato teorico del linguaggio quale fu Antonio Gramsci (la notizia ha sorpreso qualcuno, li rinvio alla lettura dell'edizione critica, integrale, dei Quaderni e del bel libro di
Franco Lo Piparo, Lingua intellettuali egemonia in A.G., Laterza, Bari 1979). Resta l'attivismo degli esperantisti: cioè un
motivo affatto esterno alla funzionalità intrinseca della lingua. Un motivo che, se preso in considerazione (come qualcuno
fa), dovrebbe portarci a preferire all'esperanto, il latino, il cinese, l'inglese, lo spagnolo, l'arabo, il francese, insomma le
altre lingue d'uso internazionale con ben più robusto insediamento sociale. Sempre che, ripeto, si pretenda d'imporre l'esperanto come lingua per ogni sorta di esigenza. Ché se fosse questione di rispondere a esigenze definite e circoscritte
(scientifiche e pratiche), ben vengano e l'esperanto e le altre molte e meglio strutturate lingue artificiali, cui attende con
impegno l'International Auxiliary Language Association.
TULLIO DE MAURO •
P.S. - Non ho detto che gli esperantisti sono fascisti. Ho detto che se qualcuno scrivesse critiche all'esperanto in un giornale fascista
(prova che non mi è dato di compiere), quel qualcuno sarebbe sommerso da critiche di ex repubblichini e simili: in altre direzioni mi
è capitata l'analoga esperienza. Il gruppo di pressione non tollera critiche o perplessità, accetta solo il plauso.
2
UE
• Perché la Comunità, come ha fatto
l'Onu, non si lancia in grandi operazioni
di protezione e salvataggio del patrimonio
artistico europeo? Ne guadagnerebbe in
immagine e farebbe un buon investimento.
O.S. - Mantova •
• Nel vostro ultimo numero fornite, a
pagina 30, la descrizione tecnica della
bandiera della Comunità. Mi sbaglio o
nel disegno a colori le stelle non sono disposte correttamente?
A.S. - Perugia •
irenze è dallo luglio 'tapitale della cultura europea'~ I.:ha preceduta
Atene nel 1985, la seguiranno Amsterdam nel 1987, Berlino nel 1988.
Parigi ha presentato la candidatura per il 1989, secondo centenario
della rivoluzione francese. La manifestazione, a cadenza annuale, ha
due caratteristiche principali: da un lato, far conoscere al pubblico
europeo gli aspetti più significativi della città-capitale e il suo
"rayonnement" europeo, dall'altro farvi confluire i contributi degli
altri paesi della Comunità. La cultura europea si distingue per la ricchezza della sua diversità, per le molte affinità e perché possiede fondamentali elementi comuni. Esposizioni, incontri, manifestazioni musicali, spettacoli si
susseguiranno nel corso dei mesi a Firenze offrendo ai propri cittadini e a quelli provenienti dagli altri paesi una occasione unica di riflessione su quello che si usa definire un
comune sentimento d'appartenenza. Se la Comunità europea ha l'ambizione di diventare
un vero progetto politico, se vuoi dare solide basi all'integrazione economica, non può sottovalutare l'importanza della propria dimensione culturale che all'uno e all'altra fornisce
linfa ·vitale. Il modo di vita europeo è peculiare per il corretto equilibrio, costantemente
perseguito, tra le esigenze dell'individuo e quelle della società.
Ciò induce ad una seconda riflessione. ·Le grandi innovazioni tecnologiche nel campo dell'informazione, in particolare la televisione via satellite, faranno saltare le ultime barriere
nazionali e avranno una influenza notevole sulle conoscenze e sulla vita degli europei. I
modi di espressione culturale ne saranno, ad un tempo, condizionati ed esaltati perché la
loro diffusione raggiungerà sempre nuovi ambienti. È perciò venuto il tempo di pensare
seriamente ad uno spazio culturale europeo, che tenga conto della sfida tecnologica e della
potenza dell'economia moderna. La produzione televisiva plurilingue, la programmazione, le strutture di distribuzione, i finanziamenti sono capitoli di un tema che dovrà essere
affrontato in comune, per non incorrere in ritardi colpevoli e subire l'intraprendenza di
americani o giapponesi.
GIANFRANCO GIRO •
AH
Patrimonio artistico
Cerchio di stelle
Spazio culturale e sfida tecnologica
HA
EU
Lettere
ranno in u!l primo tempo obbligatorie solo per i nuovi impianti. Per quelli già esistenti gli allevatori avranno tempo fino al
1995 per conformarsi alle nuove disposizioni. Le norme europee sono norme minime: nulla vieta di essere più generosi. Le
ovaiole danesi, per esempio, già dispongono di uno spazio compreso fra i 600 e
i 900 cm2 • E poichè concordiamo con lei
che l'essenziale è spesso nel dettaglio, le
ricordiamo che questa decisione è stata
adottata a maggioranza e non all'unanimità. Un segno, piccolo e precario, che
forse qualcosa sta cambiando anche nella
prassi decisionale europea.
E
I suoi interventi sono andati a sostegno di
48 progetti localizzati in Irlanda, Italia,
Grecia, Gran Bretagna. Dal canto suo la
Bei ha concesso un prestito di 6,7 milioni
di Ecu per il restauro del Palazzo dei Dogi
a Venezia e la manutenzione degli scavi di
Pompei, di Ercolano e Stabia.
Sommario
Editoriale
3 Spazio culturale e sfida tecnologica di Gianfranco Giro
Notizie e commenti
NR. 7/8 - 1986
LUGLIO-AGOSTO
COMUNITA
EUROPEE
Direttore Responsabile:
Gianfranco Giro
Capo Redattore:
Luciano Angelino
Segretaria di redazione: Carla
Borsa
Progetto Grafico: Marco Negrini
Comun ità Europee è edita dalla
Commissione delle Comunità europee. Le opinioni e i giudizi espressi
dai collaboratori esterni di cui la
rivista si avvale non riflettono necessariamente la posizione dell 'editore.
7 Dopo Chernobyl
- Nucleare: più sicurezza, non rinuncia intervista con Nicolas Mosar a cura di Thierry Daman
- Il nemico che viene dal cielo di Alessandro Malvicini
- Nel 2025 l'atomo pulito intervista con Donato Palumbo a cura di Franco Papitto
12 L'Europa contro la segregazione razziale di Emanuele Gazzo
Lettere da casa
15 La rivoluzione televisiva
16 "O l'Europa agisce unita o diventerà terra di conquista" intervista con Carlo Ripa di Meana a cura
di Ferdinando Riccardi
Corrispondenze: Elena Guicciardi (Francia); Mila Malvestiti (Belgio); Clinio Ferrucci (Grecia); Mariolina Stevanin Klunkert (Germania federale); Roberto Bertoni (Irlanda); Adolfo D'Amico (Portogallo); Ettore Lolli (Danimarca); Annibale Vasile (Spagna); Mario Hirsch (Lussemburgo); Luigi Forni (Gran Bretagna); Claudia dal Maistro (Olanda)
Scienza cultura e società
27 Dalla balena bianca alla lisca del grande pesce ricordo di Altiero Spinelli a cura di Bino Olivi
30 Donne in musica di Stefania Scotti
Rubriche
Lettere 2 Biblioteca 4 In diretta dall'emiciclo 5 Discussione 6 Nei Dodici 6 Congiuntura 6
Spedizione in abb. postale gruppo 111 70% - Autorizzazione Tribunale di Roma n. 6530 del 23-10-1958 - Direzione e Amm inistrazione: Via Pol i, 29,
00187 Roma - Tel. 678.97.22- Stampa: SO.GRA. RO- Società Grafica Romana S.pA · Via l. Pettinengo, 39, - Roma
3
4
Carlo Sellò, L'onesta democrazia di
Piero Malvestiti, Ned, Milano, 1985, pp.
275, L. 15.000
Riviste
Mezzogiorno d'Europa, a. VI, n. 1,
gennaio/marzo 1986
Il primo numero dell986 del trimestrale dell'Isveimer presenta, tra gli altri, un
saggio di A. Giannone su "Spesa pubblica e sviluppo economico nei principali
paesi della Cee", e una nota di V. l. Compagnone su "L'ECU 'privato': origini; situazione e problemi".
Eurépargne, a. XV, n. 1, gennaio 1986
C. Bellò ha dedicatò la sua ultima fatica alla ricostruzione della vicenda politica
ed umana di P. Malvestiti, nell'intento di
''raccogliere e coordinare le memorie e le
testimonianze dell'amico, non disdegnando di proporre anche una valutazione cfitica del pensiero e dell'uomo" (p.48), una
personalità, come afferma C. Grampa
nella prefazione ''della quale finora purtroppo non esistono studi come meriterebbe la sua memoria storica" (p. 7).
Combattente nella prima guerra mondiale, protagonista dell'antifascismo e
della Resistenza, ministro negli anni '50,
Malvestiti fece il suo ingresso sulla scena
europea nel gennaio del 1958 come vicepresidente della Commissione europea,
l'organo sovranazionale della neoistituita
Comunità economica (Cee). Nel settembre del 1959 fu nominato presidente dell'Alta Autorità della Ceca, incarico che
resse fino al 1963.
Queste vicende si snodano nella articolata e documentata trama di una ricerca
che, dopo aver analizzato la sua attività
UE
AH
HA
EU
''La partecipazione italiana al processo
di integrazione europea è risultata ... nel
complesso, vivace ed attiva ed ha determinato rilevanti mutamenti nel nostro sistema economico''. Tuttavia, osserva P.
Mengozzi nell'introduzione a questa sua
raccolta di materiali di diritto delle Comunità Europee, questo processo non ha
operato solo sul terreno economico: ''Esso ha, correlativamente, determinato profonde innovazioni del nostro sistema giuridico, determinandone rilevanti modifiche strutturali. Dette innovazioni e dette
modifiche non si sono realizzate tutte di
un tratto ma nel quadro di un processo dinamico e progressivo (ancora in via di
svolgimento) alla cùi realizzazione hanno
attivamente contribuito, oltre alle istituzioni comunitarie e agli Stati membri, anche gli operatori del Mercato comune. Esse sono certo complesse e non facilmente
descrivibili in modo sintetico; possono
però essere agevolmente colte, per induzione, nella loro importanza sol che si presti attenzione ai mutamenti che hanno importato con riferimento a tre concetti a
cui il giurista che opera nel nostro paese
è aduso . . .: il concetto di diritto direttamente applicabile dai giudici, quello di
autonomia contrattuale e quello di sovranità giudiziaria".
La complessità dei mutamenti intervenuti, sottolinea l'autore, accresce l'esigenza di uno studio attento del fenomeno e
della diffusione di conoscenze e consapevolezze non facili da "far acquisire, perché per fornirle è necessario impegnare il
giurista o l'apprendente giurista nell'assimilazione di fonti e dati giurisprudenziali
e della prassi di varia provenienza e nell'acquisizione di una capacità di cogliere
continuativamente nel tempo i portati
della loro evoluzione dinamica e del loro
vicendevole intreccio''.
A queste esigenze intende rispondere
Gli atti del convegno svoltosi a Roma il
7 febbraio 1984 sono stati raccolti in questo volumetto a cura del Movimento Europeo. All'introduzione di M. Cifarelli,
fanno seguito le relazioni di G. P. Orsello,
A. Spinelli e M. Ferri, e i numerosi interventi nel dibattito (tra gli altri quelli di S.
Pistone, U. Serafini, B. Rangoni Machiavelli) e l'intervento conclusivo di G. Petrilli. Un'appendice documentaria presenta i
testi del "Progetto di Trattato di Unione
Europea" e de "Le istituzione dell'Unione Europea''.
E
--------~~~--
Questa pubblicazione dell'Istituto di
studi europei A. De Gasperi raccoglie saggi ed interventi di notevole interesse, tra
cui segnaliamo ''Gli accordi di cooperazione tra la Cee e la Repubblica popolare
cinese" (E. Martino), "Il " difficile" rapporto trà giudizio di costituzionalità e
pregiudiziale comunitaria'' (A. Caruso ),
"Diritto comunitario e Regioni italiane:
problemi di adattamento'' (F. Varalta), le
relazioni del Convegno del gennaio 1985
su "La politica comunitaria in tema di
ecologia'' e il testo di una conferenza di
E. Colombo su "Speranze e delusioni sulla riforma del Trattato di Roma''.
Il Trattato dell'Unione Europea per superare la crisi della Comunità, Movimento Europeo, Roma, 1984, pp. 165,
s.i.p.
AH
U
CASI E MATER!At..l
DIRITTO OEli.E COMUNITÀ EUROPEE
Istituto di studi europei A. De Gasperi,
Annali 7, Roma, 1985, pp. 397, L. 15.000
Di questo numero di Eurépargne segnaliamo gli articoli di P. Guimbretiere:
"Chronique de l'Ecu: L'Ecu et les particuliers" e di D. Gugenheim "La solvabilité del sociétés européennes cotées en
France''.
EU
Casi e materiali di diritto delle Comunità Europee, a cura di P. Mengozzi,
Clueb, Bologna, 1986, pp. 496, L.
35.000
nel "Movimento Guelfo" e nella Repubblica partigiana dell'Ossola, dedica la
parte conclusiva a "L'esperienza europea" 1955-1964, che raccoglieva una "remota vocazione" (pp.47-48). Sulle implicazioni morali della sua posizione ed
esperienza di questo periodo si sofferma
anche C. Grampa nella prefazione (pp.ll e
27), ove sottolinea, fra l'altro, che "Fare
politica per lui era educare all'inscindibilità del nesso fra libertà e democrazia".
Completa il volume una utile nota delle
pubblicazioni di P. Malvestiti.
Formazione Professionale,
dicembre 1985
a. 111, n. 19,
HA
Libri
questo volume, presentato come utile
strumento per l'insegnamento e l'autoaggiornamento. I materiali sono articolati in
· tre diverse parti, la prima comprensiva dei
principali atti e documenti comunitari, la
seconda e la terza dedicate rispettivamente a "Il contributo della Corte di Giustizia all'affermazione delle competenze comunitarie e alla precisazione dei caratteri
e dei principi del diritto delle Comunità
Europee", e a "L'ordinamento giuridico
italiano e lo sviluppo del processo di integrazione europea"; il testo è aggiornato
all'adesione di Spagna e Portogallo.
Nel fascicolo di dicembre 1985 del quadrimestrale del Cedefop appare un articolo di H. A. H esse su ''L'accesso all'istruzione professionale nei paesi della Cee:
una sentenza importante della Corte di
giustizia europea''.
Rassegna Economica, supplemento al
n. 4, luglio-agosto 1985
Questo supplemento del bimestrale del
Banco di Napoli è dedicato a "Le norme
di attuazione della prima direttiva Cee in
materia creditizia (77 / 780)".
A cura di MARIO TOSCANO •
Strasburgo, 11 giugno. l presidenti delle tre istituzioni della Comunità firmano una dichiarazione comune contro il razz ismo e la
xenofobia. Da sin .: il ministro degli esteri olandese van den Broek (Consiglio dei Ministri), P. Pflimlin (Parlamento europeo) e J .
Delors (Commissione) •
Dichiarazione comune
.
Contro il razz1smo
Con la firma di una dichiarazione comune che condanna ogni
forma di razzismo e di xenofobia, Parlamento europeo, Consiglio
e Commissione hanno voluto sancire il loro fermo impegno a
lottare contro l'inquietante risorgere di un fenomeno che
sembrava ormai relegato in un lontano e triste passato. La
cerimonia della firma, svoltasi a Strasburgo 1'11 giugno nell'aula
dell'Assemblea con la partecipazione dei presidenti delle tre
istituzioni, è stata preceduta, da un ampio dibattito che ha
permesso alle varie forze politiche di precisare le rispettive
posizioni e di analizzare una situazione per molti versi
preoccupante.
Roberto Formigoni, presidente della commissione politica che
è stata promotrice della dichiarazione comune, ha giustificato la
necessità di questa solenne iniziativa con il fatto che soltanto a
livello comunitario è possibile valutare appieno la portata delle
ricorrenti manifestazioni di intolleranza e di pregiudizio nei
confronti delle persone provenienti da paesi terzi che stentano a
integrarsi nella società che li circonda.
Dieci milioni di stranieri
Forrnigoni ha citato alcune cifre significative che documentano
l'ampiezza del problema. Nei paesi della Comunità vivono infatti
dieci milioni di stranieri che comprendono i lavoratori ·
regolarmente registrati, gli studenti e i clandestini. In un periodo
di crisi economica come quello attuale, questi stranieri diventano
il facile bersaglio delle varie forme di intolleranza e di xenofobia.
Occorre quindi adottare provvedimenti intesi a creare una
mentalità differente nelle nostre popolazioni, soprattutto fra i
giovani, attraverso un'azione che si sviluppi sul piano
dell'informazione, con particolare riguardo all'impostazione dei
programmi scolastici.
Nessun paese - ha affermato il socialista inglese James Ford
- è immune del razzismo. Gli uomini politici hanno il dovere non
solo di combattere'la xenofobia ispirata dalla paura di perdere il
proprio posto di lavoro ma anche di eliminare il cosidetto
''razzismo amministrativo' ' celato nelle nostre legislazioni.
Franz von Staujjenberg, figlio dell'ufficiale che attentò alla
vita di Hitler nel 1944, ha ricordato che la Comunità europea non
è soltanto economica, ma va intesa come una risposta di Stati e
di popoli liberi alla sfida di una drammatica fase della storia
europea che vide prevalere il disprezzo dell'uomo e trionfare
l'intolleranza e l'ingiustizia.
La liberale olandese Jessica Larive-Groenendaal ha duramente
polemizzato con l'estrema destra ricordando che i fautori del
razzismo e della xenofobia siedono anche sui banchi del
Parlamento europeo. È triste dover constatare che paesi
democratici di provata fede come la Svizzera manifestino
atteggiamenti di grande intolleranza verso i lavoratori stranieri o
· verso minoranze come gli zingari. In Francia alle recenti elezioni
politiche vi è chi ha sfruttato il sentimento di ostilità nei confronti
degli immigrati nord-africani mentre anche in Germania sono
frequenti gli episodi di xenofobia verso i "Gastarbeiter" . La
stessa elezione di Kurt Waldheim alla presidenza austriaca - ha
concluso l'oratrice - è la prova che il razzismo risulta tuttora
potente in Europa.
Xenofobia e crisi economica
Olivier d'Ormesson , esponente dell'estrema destra francese, ha
respinto le accuse rivolte al suo gruppo annunciando tuttavia il
proprio voto contrario alla dichiarazione comune perché non
condivide il divieto della segregazione nei confronti degli
stranieri. A suo avviso, questi ultimi non possono godere degli
stessi diritti dei cittadini europei.
Per Frank Schwalba-Hoth (''verdi" tedeschi) la dichiarazione
comune è invece troppo debole perché ignora sia la società
multiculturale che il diritto di voto degli stranieri. Anche il
comunista francese Robert Chambeiron si è detto insoddisfatto di
un testo che si limita ad enunciare alcuni lodevoli principi senza
menzionare le precise raccomandazioni formulate a suo tempo
dalla commissione parlamentare di inchiesta sul razzismo. Il
fenomeno della xenofobia - egli ha osservato - affonda le sue
radici nella crisi economica e sociale. La Comunità deve perciò
sviluppare la sua azione sul terreno della lotta contro la
disoccupazione che resta la sfida principale del nostro tempo.
UMBERTO PAGANI
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A cura di THIERRY DAMAN •
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presenterebbe il vantaggio di favorire l'investimento all'interno della Comunità mentre una rinuncia al nucleare
comporterebbe inevitabilmente una forte uscita di divise.
D. Se ho capito bene lei ritiene che la politica energetica
della Comunità resti valida a condizione di mettere l'accento sulla sicurezza nucleare.
R. In sintesi è così.
D. Vorrei affrontare un pò più a fondo il problema delle
fonti alternative al nucleare.
R. La premessa è sempre la stessa: dobbiamo utilizzare
tutti i mezzi per ridurre la nostra dipendenza nei .confronti
del petrolio. Dieci anni fa questo rappresentava quasi i due
terzi dell'energia consumata. Oggi rappresenta il4507o circa
e di qui al1995-2000, questa percentuale dovrebbe stabilizzarsi intorno al 400Jo. Per i motivi già detti penso che dobbiamo proseguire nella nostra strategia di diversificazione.
Anzitutto i combustibili solidi. Da dieci anni mantengono una quota pressocchè costante nel nostro approvvigionamento: intorno al 23,507o. Noi auspichiamo che il nostro
consumo di combustibili solidi aumenti. Non è facile. La
produzione comunitaria ha problemi di competitività.
Inoltre i combustibili solidi presentano degli inconvenienti
sotto il profilo dell'inquinamento atmosferico. È un fatto
che la riduzione delle emissioni nocive - obiettivo ricercato dalla Commissione - comporti un costo molto elevato.
Anche il gas naturale ha sensibilmente contribuito a diversificare i nostri approvvigionamenti: fra il 1973 e il1985
la sua quota nel consumo energetico della Comunità è cresciuta del5007o passando dal12 al1807o del bilancio energetico. C'è ampio accordo perché questa quota sia mantenuta e se possibile aumentata.
Infine si parla molto, dopo l'incidente di Chernobyl delle energie nuove e rinnovabili. A risc)lio di distruggere
qualche illusione, è mio dovere restare obiettivo. Fra queste
fonti solo l'energia idroelettrica classica svolge attualmente
una funzione relativamente importante. La Commissione
dispone di programmi di ricerca e di dimostrazione per sviluppare le energie nuove rinnovabili ma, secondo i nostri
calcoli, il loro contributo non supererà di molto il 5o/o del
nostro fabbisogno nell'anno 2000.
D. Quali speranze si possono riporre nella fusione termonucleare?
R. La fusione si trova oggi allo stadio in cui si trovava
la fissione prima del 1945. In altri termini siamo nella fase
delle grandi sperimentazioni. È una grande sfida tecnologica che la Comunità, insieme ad altri paesi, ha deciso di raccogliere. In caso di successo la fusione termonucleare rappresenterà per l'umanità una fonte di energia potenziale
praticamente inesauribile. Ma prima che questo potenziale
diventi sfruttabile sono necessari ancora molti sforzi sia
materiali sia di materia grigia. Questo richiede del tempo
(sull'energia termonucleare si veda il riquadro a pag. 10).
Certo non si possono escludere a priori novità spettacolari sul piano delle energie nuove e rinnovabili, ma anche
in questo caso accorrerebbero da 20 a 25 anni per averne
un riflesso significativo in materia di approvvigionamento
energetico.
Vorrei comunque ricordare che l'applicazione dei nostri
obiettivi energetici sarà flessibile e si adatterà alle evoluzioni del mercato. Né si deve dimenticare che gli obiettivi fis~
sati sono validi per la Comunità nel suo insieme: non si è
mai pensato, per esempio, di imporre il nucleare a questo
o quel paese. L'applicazione concreta degli obiettivi resta
compito dei singoli Stati.
D. Insomma la Commissione non ha nei suoi cassetti
una ricetta miracolosa per l'avvenire?
R. La risposta- lei già la conosce- è negativa. Una
'c osa è però sicura: dobbiamo utilizzare meglio l'energia. In
12 anni abbiamo imparato, per la stessa unità di Pil (prodotto interno lordo), a usare quasi il 2507o d'energia in meno. E non è finito. Secondo i nostri calcoli l'Europa dispone di un potenziale supplementare di risparmio energetico
dello stesso ordine di grandezza, a condizione di attuare
una politica determinata e in particolare di applicare a livello del consumatore livelli di prezzi realisti.
Il risparmio energetico è proprio il ''quinto combustibile'' di cui parlano talvolta gli esperti. E, per lo più, è molto
più economico, in termini di investimento, economizzare
una tonnellata di energia piuttosto che produrla e questo
indip'endentemente dal combustibile utilizzato. .
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La centrale di Chernobyl •
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Irlanda, Grecia, Lussemburgo e Portogallo. La nube tossica ha inoltre dimostrato tangibilmente che le implicazioni
del nucleare civile non si arrestano alle frontiere nazionali.
Su questi problemi abbiamo intervistato il lussemburghese Nicolas Mosar, commissario europeo responsabile
per i problemi energetici.
D. Qual'è la lezione che la Commissione europea trae da
Chernobyl?
R. La priorità assoluta è la sicurezza ottimale delle popolazioni. Su questo punto tutti sono d'accordo, lo si è detto e ridetto nelle sedi più diverse: il vertice dei paesi industrializzati a Tokio, il Parlamento europeo, la Commissione, il Consiglio dei ministri, l'Agenzia internazionale dell'energia atomica. La recente comunicazione della Commissione del Consiglio dell'H giugno prevede ed annuncia
un piano d'azione che permetterà- ne sono certo- di fare progressi significativi in questa direzione.
D. La priorità riconosciuta alla sicurezza implica una revisione della strategia energetica della Comunità?
R. Non è facile rispondere a questa domanda. È bene
guardarsi dagli eccessi di catastrofismo che sarebbero altrettanto nocivi di una colpevole indifferenza.
Dirò anzitutto che il nucleare può continuare a svolgere
una funzione sostanziale solo se le popolazioni hanno la
sensazione che la loro sicurezza e la loro salute sono assicurate. Aggiungerò che questo vale anche per altri comparti
industriali e altre fonti energetiche che, non nascondiamolo, possono avere effetti nocivi sull'ambiente e la salute. E
quando si parla di sicurezza non bisogna nascondere il rischio strategico risultante da un'eccessiva dipendenza nei
confronti di alcune regioni del mondo.
È proprio in questa prospettiva che la strategia energetica di questi ultimi anni si è data come obiettivo centrale
quello di ridurre a un livello ragionevole la nostra dipendenza nei confronti del petrolio importato. Questa strategia passa per una migliore utilizzazione dell'energia e lo
sviluppo diversificato e sicuro di alternative al petrolio. In
questa ottica tutte le risorse energetiche devono essere utilizzate al meglio. Resto però persuaso che il nucleare, vista
la sua attuale importanza, è chiamato a svolgere un ruolo
sostanziale in questo contesto, a condizione, evidentemente, che sia fatto tutto il necessario per addivenire a una sicurezza ottimale.
D. Se capisco bene la Comunità non può rinunciare al
nucleare...
R. Bisogna ben chiarire i termini del dibattito. Nel 1985
l'energia nucleare ha permesso alla Comunità di economizzare l'equivalente di 132 milioni di tonnellate di petrolio,
un quantitativo che equivale a oltre la metà dell'attuale
produzione dell'Arabia Saudita. Questo confronto mostra
in qual misura l'incremento del nucleare ha contribuito a
determinare l'attuale favorevole evoluzione del mercato petrolifero.
Se dovessimo rinunciare all'energia nucleare, rischieremmo di trovarci di nuovo di fronte a una situazione di penuria energetica. La rinuncia al nucleare provocherebbe infatti senza alcun dubbio un aumento della domanda di petrolio e determinerebbe un nuovo rialzo dei prezzi. Questo a
sua volta peserebbe sul dinamismo dell'industria europea.
La posta è questa. Allora, di fronte al rischio di una tale
situazione e tenuto conto che la nostra principale preoccupazione deve essere il benessere dei cittadini, ritengo forse
più opportuno, per accrescere ancora maggiormente il livello di sicurezza delle centrali e quindi delle popolazioni,
consacrare una parte più cospicua dei nostri investimenti al
rafforzamento dei dispositivi di sicurezza. Oltre alla maggior sicurezza che si otterrebbe, questa allocazione di fondi
Eabc della radioprotezione
Il nemico che viene
dal cielo
La nube radioattiva, proveniente da Chernobyl, è calata
silenziosamente sull'Italia settentrionale la notte tra il 29
ed il 30 aprile 1986. La strumentazione per la misura della
radioattività atmosferica, operante in continuo presso lo
Stabilimento di Ispra, ha segnalato l'arrivo della nube alle
ore 6.00 del 30 aprile 1986.
I quotidiani usciti quel giorno riportavano notizie tranquillizzanti: "Nessun pericolo per l'Iti:tlia; la nube radioattiva dai paesi scandinavi si sta spostando verso sud-est".
Alla Divisione Radioprotezione del Centro Euratom di
Ispra, quel mattino, il lavoro iniziò febbrilmente. Constatata la elevata radioattività beta-globale raccolta su filtro, si
procedette subito all'analisi spettrometrica per determinare
la composizione dei prodotti di fissione e darne comunicazione all'ENEA-DISP ed al Prefetto di Varese. La miscela
dei prodotti di fissione raccolti su filtro, quale risultò dall'esame spettrometrico, era composta prevalentemente dai
prodotti volatili, essenzialmente radioiodio, radiocesio e
tellurio, rilasciati dal reattore nucleare, portato ad alta temperatura dalla irradiazione e dall'incendio della grafite costituente il moderatore del reattore.
I gas radioattivi, radioxeno e radiokripto, non vengono
trattenuti dal filtro e anche se inalati vengono esalati, senza
costituire un pericolo sanitario.
La sorpresa del cesio
La sorpresa, circa la composizione della miscela dei radionuclidi rilasciati dal reattore n. 4 di Chernobyl, è costituita dalla inaspettatamente elevata quantità di radiocesio
(cesio-137 di fissione e Cs-134 di attivazione). Il reattore, o
parte di esso, aveva quindi rilasciato non solo tutto il radioiodio ma anche tutto il radiocesio, prodotto nel ciclo ·di
irraggiamento del combustibile.
La concentrazione della radioattività nell'aria ad Ispra
ha raggiunto il suo valore massimo, 0 .22 nCi/m 3 per lo
I-131 e 0.028 nCi/m3 per il Cs-137, nel pomeriggio del
giorno 1/5, ed è scesa a valori molto bassi in pochi giorni.
La concentrazione del Cs-137 nell'aria e nella deposizione
al suolo, nei primi giorni del rilascio, era circa uguale a un
decimo di quella dello I-131, e per il Cs-134 circa la metà
di quella del Cs-137.
Le condizioni metereologiche, nei giorni del passaggio
della nube radioattiva, sono state molto sfavorevoli. Infatti
quando la nube stava andandosene verso ovest, i venti provenienti dall'Atlantico, carichi di umidità, l'hanno respinta
indietro, provocando la pioggia e conseguentemente la deposizione al suolo di una notevole quantità di radioattività,
distribuita in modo alquanto variabile da luogo a luogo, in
relazione ai millimetri di pioggia caduta. Una prima valutazione approssimata dei rischi per la popolazione fu subito fatta durante il passaggio della nube radioattiva, confrontando i valori della radioattività dell'aria e della deposizione al suolo con quelli relativi al periodo di maggior ricaduta radioattiva, (anni 1962 e 1963), conseguente agli
esperimenti nucleari nell'atmosfera.
La concentrazione del Cs-137 nell'aria, nei giorni l e 2
maggio 1986 risultava oltre cento volte quella relativa alperiodo primavera-estate 1963. Tuttavia le concentrazioni dei
due radionuclidi più pericolosi, ma meno volatili, Sr-90 e
Pu-239, risultavano alquanto basse.
La quantità di Cs-137, depositata al suolo ad Ispra, è risultata pari a circa 2 volte quella della somma di tutte le
ricadute degli anni sessanta e settanta, ma in taluni luoghi
la deposizione è stata anche 10 volte superiore.
Come valutare i rischi
I radionuclidi che contribuiscono maggiormente alla dose per la popolazione sono lo I-131 e i due radioisotopi del
cesio (Cs-137 e Cs-134).
1-131: lo I-131 decade abbastanza rapidamente, il periodo di dimezzamento fisico è di 8,1 giorni. Il 300Jo dello iodio inalato si concentra nella tiroide, così pure il 1007o di
quello ingerito.
Lo I-131, che la popolazione dell'Italia settentrionale ha
inalato senza saperlo, nei giorni 30 aprile e l maggio, e nei
giorni seguenti, dalle misure effettuate ad Ispra, può essere
valutato in media a circa 5 + 2 nCi per persona. La dose
corrispondente, per una persona adulta, è pari a circa 30
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mrem, dose trascurabile dal punto di vista sanitario.
Anche la dose da ingestione di I-131 è stata molto bassa.
L'incorporazione di radioiodio si ha prevalentemente
mediante il consumo di ortaggi a foglia, esposti alla ricaduta radioattiva, ed il consumo del latte, prodotto da animali alimentati con foraggio fresco. Nel mese di maggio
però il bestiame nell'Italia settentrionale era ancora alimentato con foraggio prodotto l'anno precedente, non essendo ancora disponibile il foraggio fresco. Conseguente10
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A cura di FRANCO PAPITTO •
mente la concentrazione di I-131 nel latte è rimasta estremamente bassa durante tutto il mese di maggio. Tuttavia il
consumo del latte fresco, durante tale periodo, è calato
bruscamente a meno di un terzo, essendosi generato allarme fra la popolazione, in seguito ai provvedimenti restrittivi relativi l'alimentazione della popolazione infantile e delle gestanti. Il consumo degli ortaggi a foglia è sceso quasi
a zero, a seguito dell'ordinanza del Ministro della Sanità,
che ne vietava il commercio.
Misurazioni della radioattività a Ispra •
Radiocesio (Cs-137 e Cs-134): il radiocesio incorporato
per inalazione, durante l'intero periodo del passaggio della
nube, è stato di circa l nCi per il Cs-137 e 0.5 per il Cs-134,
quantità trascurabile dal punto di vista sanitario.
L'incorporazione del radiocesio però si ha principalmente tramite l'alimentazione e precisamente consumando prodotti su cui il radiocesio si è depositato, e prodotti derivati
da questi: ortaggi a foglia, latte, burro, formaggio e carne.
Per la valutazione della dose che ne deriva, occorre tenere
presente i seguenti principi:
• il radiocesio che si trova nel terreno viene pochissimo
od affatto assorbito dalla vegetazione;
• il radiocesio segue il potassio nella catena alimentare;
nell'uomo si distribuisce nel tessuto muscolare, da cui viene eliminato con un periodo di dimezzamento biologico di
circa 110 giorni, contro 60 giorni per il potassio.
• l'energia ceduta al tessuto biologico da l nCi di Cs-137
è circa uguale a quella ceduta dall'isotopo K-40 che si trova
in un grammo di potassio. Quindi una incorporazione di l
nCi di Cs-137 per grammo di potassio darà una dose supplementare all'organismo umano pari a quella data dal potassio che ognuno ha incorporato, ossia uguale a 20
mrem/anno.
Dai dati delle misure effettuate sul foraggio del primo taglio, su cui si è depositata la radioattività, potremo attenderci per l'Italia settentrionale una concentrazione di
Cs-137 nelle persone pari a 2-3 nCi per grammo di potassio
e per quanto detto sopra una dose supplementare mediamente di circa 50 mrem. Altrettanta dose si può attribuire ·
al Cs-134 che, pur essendo quantitativamente la metà del
Cs-137, cede doppia energia al tessuto biologico.
Valori più alti o più bassi si avranno in talune aree, in relazione alla quantità di radioattività che si è depositata al
suolo.
La dose che la popolazione riceverà mediamente in conseguenza dell'incidente al reattore n. 4 di Chernobyl sarà
dunque dello stesso ordine di grandezza di quella che la popolazione riceve, da sempre, in un anno nell'ambiente in
cui vive, a causa della radioattività naturale.
Può tuttavia essere opportuno tenere sotto sorveglianza
la conc.e ntrazione del radiocesio nei prodotti alimentari,
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L'idea è stata espressa con la massima chiarezza dal premio Nobel Carlo Rubbia: convivere col nucleare ancora
qualche decennio, in attesa dell'energia del futuro derivante
dalla «fusione». Materie prime a non finire, la fame energetica del mondo soddisfatta da un «metro cubo di Oceano».
La Comunità europea sta sviluppando il più importante
«progetto fusione» tra i quattro che esistono attualmente:
l'americano, il sovietico, il giapponese e, appunto l'europeo.
A che punto sono le ricerche?
L' «energia del 2000» ci riscalderà e ci illuminerà ali 'alba
oppure al tramonto del prossimo secolo? E, soprattutto, le
esperienze di questi anni stanno confermando le speranze
degli scienziati? Lo chiediamo a Donato Palumbo che nella
direzione «Affari scientifici, ricerca e sviluppo» della CEE
ha la responsabilità specifica del «programma fusione» fin
dalle origini.
D. A che punto siamo con le ricerche dell'energia pulita,
dottor Palombo?
R. ~<Abbiamo diviso in tre fasi il nostro lavoro. Siamo ad
un punto avanzato per quanto riguarda la prima fase e siamo all'alba della seconda. Continuiamo a credere che l'energia da fusione nucleare sarà una realtà tra trenta o quarant'anni, intorno al 2025. Più vicino all'alba che al tramonto
del nuovo secolo. Ci sembra una data ragionevole e compatibile con tutte le analisi correnti sui bisogni d'energia, sulla
disponibilità delle varie fonti, dal carbone al petrolio, all'uranio».
D. Ma a che punto siamo ora?
R. «Per capire bisogna dire brevemente qual è il processo
che vogliamo controllare e metterlo al servizio dell'uomo. Il
nucleare di oggi si basa sulla fissione dell'atomo. Cioè la reazione nucleare tra nuclei molto pesanti, isotopi dell'uranio.
La fusione consiste invece nella sintesi di deuterio e tritio,
isotopi dell'idrogeno, per esempio con produzione di un atomo di elio. I vantaggi sono che nessuno di questi elementi è
radioattivo. Il problema vero che dobbiamo superare è che
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Nel 2025 l'atomo pulito
Gli insegnamenti
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Intervista con Donato Palumbo
latte in particolare, per una conferma di quanto previsto e
per eventuali provvedimenti da impartire per l'alimentazione della popolazione infantile delle zone con deposizione
di radioattività particolarmente elevata.
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La struttura interna del Jet
per far bruciare questi elementi occorre creare delle temperature dell'ordine di 10 milioni di gradi. Dopo vari esperimenti
ci si è resi conto che non bastavano le risorse dei singoli laboratori europei e si è costituita un'impresa comune tra tutti i
paesi della CEE ed alla quale hanno anche aderito Svizzera
e Svezia. Abbiamo così costruito il Jet, una specie di ciambella nella quale il combustibile viene compresso dal campo
magnetico e raggiunge, diciamo naturalmente, 50 milioni di
gradi. A questo livello, · con le temperature prodotte dalla
concezione stessa della macchina, il Jet ha lavorato nell'83,
1'84 e 1'85. Adesso aggiungiamo delle potenze di riscaldamento addizionali sino ad un totale di 30 milioni di watt.
Thtto questo per provare la fattibilità scientifica della
fusione.»
D. E poi?
R. «Jet non produrrà energia. Fra Jet e il reattore normale c'è un grosso intervallo che speriamo di colmare con Net.
Un gruppo di fisici e ingegneri è già al lavoro da.t:re anni.
Nell'87-88 Jet avrà dimostrato la fattibilità scientifica della
fusione, a quel punto Net dovrà provare che è possibile produrre energia elettrica.
Pensiamo di poterlo cominciare a costruire nel 91-92 e ci
vorranno da quel momento cinque o sei anni. Net sarà un
vero reattore che produrrà energia elettrica, ma in modo non
ideale. Esso ci darà la dimostrazione della fattibilità tecnologica della fusione e sarà verso la fine del secolo. A quel punto ci sarà la terza tappa: la costruzione del «reattore di dimostrazione» un vero e proprio prototipo destinato poi a moltiplicarsi per sostituire le attuali centrali nucleari che danno
energia dalla fissione. Ed eccoci arrivati al 2020-2030.»
D. È possibile accelerare queste tappe?
R. «La fusione è una priorità assoluta della ricerca CEE,
come ricorda sempre il commissario europeo Karl Heinz
Narjes. Ma sostanzialmente non è possibile andare più in
fretta, perchè il nostro lavoro è modulato dalla costruzione
di queste grandi macchine. Con più mezzi e più uomini, forse guadagneremmo un anno o due, cioè niente rispetto ai
quaranta che noi abbiamo preventivato. È possibile invece
. impiegare al meglio le risorse evitando sprechi. Ad esempio,
noi siamo convinti che di macchine come Net ne basta una
sola in tutto il mondo. Questa è una tecnologia civile, come
nascita e come utilizzazioni possibili. Certe gelosie e certe
preoccupazioni possono essere superate. E non a caso al vertice di Ginevra fra Gorbaciov e Reagan si è parlato della fu- . ,
sione come uno dei possibili campi di cooperazione fra Stati
Uniti ed Unione Sovietica.»
D. Usa-Urss, e l'Europa?
R. «Delle tre macchine simili a Jet esistenti al mondo, la
nostra è la -più grossa; le nostre esperienze, per molti versi,
sono le più avanzate. Parteciperemmo a questa cooperazione
volentieri e con le carte in regola. Tutti insieme: europei,
giapponesi, americani e russi».
D. Non le pare un sogno?
R. «Non è un sogno. E reso possibile dal fatto che questa
forma di energia non ha il peccato originale di origini militari e non è concepita per utilizzazioni militari. Thtti insieme,
evitando doppioni inutili, è possibile».
D. Quante risorse la CEE ba impegnato nella fusione?
R. «Ci sono 1300 ricercatori impegnati sulla fusione nella CEE e in tutto 4-5000 persone. Jet è costato già mezzo miliardo di dollari ed alla fine arriverà a un miliardo. Net costerà sicuramente il doppio».
- Può essere considerato credibile il rilascio nell'ambiente
di tutto il radioiodio e di tutto il radiocesio che si sono
prodotti in un reattore nucleare.
- I prodotti radioattivi volatili si disperdono rapidamente
nell'atmosfera e possono raggiungere grandi distanze
prima che venga dato l'allarme.
- Alla dose assorbita dalla popolazione contribuisce non
solo il radioiodio ma soprattutto il radiocesio.
- L'adozione di adeguati provvedimenti può permettere di
ridurre la dose ricevuta dalla popolazione.
- La popolazione deve essere prontamente ed adeguatamente informata sulla entità del rischio, che la radioattività può comportare, onde evitare dannosi allarmismi.
Sono a tal uopo utili i confronti tra la quantità di I-131
incorporato, in seguito all'incidente "Chernobyl", e la
quantità di I-131 che si incorpora per una scintigrafia alla tiroide, oppure tra la dose del radiocesio incorporato
e quella del potassio o di una radiografia.
- I laboratori per il rilevamento della radioattività in caso
di incidente nucleare, devono essere equipaggiati in strumentazione per misure di spettrometria gamma ed il
personale di detti laboratori deve essere addestrato nelle
misure su campioni vari.
Il contributo del centro Euratom di Ispra
Presso la Divisione Radioprotezione del C.C.R. Ispra, all'arrivo della nube radioattiva, sono state immediatamente
attivate due squadre di sette persone ciascuna per l'accettazione, la preparazione e la misura dei campioni e per l'elaborazione, la registrazione e l'invio dei dati delle misure alle autorità competenti.
Queste due squadre, che coprivano un intervallo dalle
ore otto alle ventuno di ogni giorno, avevano a disposizione 4 catene complete di spettrometria gamma per le misure
su campioni vari, un ''Whole Body Counter'' (WBC), per
le misure sulle persone ed un laboratorio per le analisi radiochimiche.
Con questa attrezzatura sono stati analizzati fino a cento campioni al giorno di matrici ambientali diverse e di diete alimentari.
Questo ha permesso di effettuare rilevamenti di radiocontaminazione inizialmente nella provincia di Varese e
successivamente ampliati a tutta la Lombardia, con la collaborazione delle prefetture delle singole provincie, che
provvedevano a prelevare ed inviare i campioni.
Il WBC ha permesso di effettuare numerose misure di
I-131 nella tiroide di persone sia residenti in loco, sia provenienti da altre zone dell'Europa.
Da queste misure sono state ottenute interessanti informazioni circa la contaminazione dell'aria a livello del suolo, in numerose città, in particolare dell'Europa dell'est,
comprese Kiev, Mosca, Leningrado...
Terminata l'emergenza, le misure continueranno per seguire l'andamento del radiocesio nella catena alimentare e
nell'uomo, e quindi per la determinazione della dose media
assorbita dalla popolazione, a causa dell'incidente nucleare di Chernobyl.
ALESSANDRO MALVICINI •
Consigliere presso il Centro comune di Ricerca Euratom - Ispra
Sbno state adottate le vecchie unità di misura n Ci =37Bq e m re m = O.OlmSv coerentemente con le unità di misura adottate dalla Autorità in questa occasione.
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Per questo dividerò in due parti questo mio resoconto
dando la precedenza, a quel che ha mobilitato per i nove
decimi l'apparato mediatico.
"
~'~:~:-.I
Africa del Sud: sanzioni "ni"
L'Europa, madre del diritto, della tolleranza e di altre
belle cose (ma anche ex potenza colonizzatrice della quasi
totalità dell' "altro" mondo), intendeva manifestare non
solo a parole, la propria opposizione a quel tipo particolarmente ripugnante di violazione dei diritti della persona
umana che si chiama "apartheid". Le conseguenze di codesta folle politica tutti le conoscono. Non insistiamo.
L'Europa, vale a dire la Comunità europea, ha già preso da
tempo certe "sanzioni" contro il governo di Pretoria, per
indurlo a cambiar politica, ma finora senza grandi risultati. Che cosa si sarebbe dovuto decidere all'Aja? Di rafforzare la condanna verbale e di accompagnarla da misure
"punitive": arresto degli investimenti, embargo sull'importazione di certi prodotti, ma anche revisione delle rela1 zioni diplomatiche, umane, turistiche e così via.
Nel corso della preparazione si è fatta la solita discussione sull'efficacia delle sanzioni economiche. La verità è che
le sanzioni hanno effetto quando sono applicate tempestivamente e da tutti e con la tecnica necessaria. In ogni caso
esse sono un chiaro segnale politico, che vale per tutte le
parti in causa e può condurle a comporre, perché ovviamente anche chi non dovrebbe esser punito subisce danni.
Per questo si poteva immaginare un "mix" con misure
"positive" di aiuto alle vittime doppiamente colpite (dalla
discriminazione e da eventuali sanzioni) e misure "negative" pesanti. Ebbene, non c'è stato verso di ottenere l'assenso dei due paesi che hanno importanti scambi commerciali
con il Sud Africa (e che, fra parentesi, hanno investito in
imprese che pagano bassi salari ai Neri sotto il regime di
Pretoria, e sono quindi fortemente concorrenziali con le industrie europee o americane) cioè la Germania e l'Inghilterra, oltre al Portogallo che teme che i suoi 600.000 sudditi
che lavorano in Sud Africa siano cacciati. Kohl era irritato
contro coloro che ''non avendo nulla da rischiare' ' chiedono che i diritti umani siano rispettati. Evidente che per lui
come per la Thatcher il criterio che prevale è quello del beneficio commerciale. Purtroppo gli altri si sono ''inclinati". L'Editorialista del "Sunday Times" che pure non è un
pericoloso rivoluzionario, così si è espresso: "Una volta di
più, la Comunità ha dimostrato la propria incapacità a
mettersi d'accordo su una politica estera comune in un momento decisivo". "Una volta di più", il che conferma la
mancanza di credibilità della Comunità, perlomeno quando si debbono prendere decisioni impegnative negli affari
internazionali. Il testo approvato e reso pubblico va letto
con attenzione (è riprodotto nel riquadro) perché è un
esempio tipico dell'ambiguità e dell'arte di guadagnare
tempo che caratterizza la cosiddetta ''cooperazione politica europea''. Il progetto iniziale, preparato dai Direttori
Politici, pur costituendo un compromesso, era sensibilmente più concreto. Non soltanto parlava di una "intensi- ·
ficazione delle relazioni fra i Dodici e i gruppi ostili all'apartheid", non soltanto accusava esplicitamente il Sud
Africa di non essere uno Stato democratico, ma enunciava
le ''misure restrittive'' da aggiungersi a quelle già in vigore
(dimostratesi inefficaci) precisando: investimenti, crediti al
governo e all'industria, turismo, promozione commerciale
e fiere commerciali, ma soprattutto, divieto dell'importazione nella Comunità di frutta e legumi, vino, carbone, ferro e acciaio, oro monetato. Nel testo adottato si parla ancora di misure complementari ma "che potrebbero rendersi
necessarie'' e che comunque sarebbero prese dopo consul-
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U presidente della Com~ issione Jacques Delors con sullo sfondo il manifesto del Consiglio europeo. Mentre i capi di Stato sono in riunione, nelle strade deii'Aja
SI manifesta per Il nlanc1o dell'Unione europea •
Consiglio europeo
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LEuropa contro la segregazione razziale
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coperto la realtà, e le cose che potevano essere importanti
sono state messe da parte.
Questo 34° vertice tenutosi all'Aja il 26 e 27 giugno, in
un clima estivo di tipo mediterraneo temperato da un ponentino che convogliava l'umidità del Mar del Nord, presieduto dal giovane e moderno leader democristiano Ruud
Lubbers, grande vin~itore delle recenti elezioni olandesi, è
stato definito, a seconda dei gusti o dei ricordi di ciascuno,
come un vertice di pura gestione, o di approfondita riflessione, o anche un ritorno alla formula, che qualcuno rimpiange ma che forse non è mai veramente esistita, delle libere e approfondite consultazioni "accanto al caminetto"
sui problemi chiave posti dalla necessità di vivere insieme
nella Comunità. Forse poteva valere quando si era in Sei.
Per Dodici, il circolo attorno al caminetto si fa largo e il
parlar sommesso è poco redditizio.
In pratica il vertice si è però diviso nettamente in due
parti, l'una legata alla più bruciante attualità politica cioè
la situazione nel Sud Africa l'altra, che comportava una serie di capitoli sostanziosi relativi alla vita quotidiana dei
cittadini della Comunità, che è stata trattata a tamburo
battente, non solo senza vero dibattito, ma praticamente
senza echi esterni.
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Il fatto che il Consiglio europeo sia arrivato alla trentaquattresima edizione- dopo la famosa sera dell'H dicembre 1974 in cui Giscard d'Estaing esclamò "il vertice europeo è morto, il Consiglio europeo è nato'' - starebbe a
provare l'infondatezza della tesi, da me sempre sostenuta,
secondo la quale la creazione di Questo organismo ibrido
ed extra-istituzionale sarebbe stata fonte di guai per la Comunità. Ho impiegato il condizionale perché la longevità
del Consiglio europeo prova soltanto che quando si prende
un'abitudine, buona o cattiva che sia, è difficile liberarsene. Di fatto, ai Capi di governo piace avere occasioni d'incontro, sapendo che centinaia di giornalisti e operatori di
televisione riferiranno nei rispettivi paesi, le gesta di ciascuno esaltandone il protagonismo. Quanto ai fallimenti più
o meno palesi, alle crisi più o meno rinviate, alle soluzioni
sbagliate più o meno mal rimediate, si sa che è sempre colpa "degli altri".
In realtà siamo di fronte a un esercizio ripetitivo, al quale i neofiti si prestano volentieri, di ''mixing'' fra la diplomazia segreta del buon tempo che fu e quella dell'esibizionismo mediatico che va ora di moda. Non è detto che i risultati di questa combinazione siano sempre positivi. E l'Aja ce ne ha dato conferma. Una volta di più l'immagine ha
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La questione sudafricana è stata al centro del Consiglio europeo svoltosi all'A.ja a fine
giugno. I Dodici hanno ribadito la loro ferma condanna dell'apartheid e hanno messo
a punto un nuovo pacchetto di sanzioni pronte a scattare se la situazione in Sudafrica
non conoscerà evoluzioni.
·
tazione con altri paesi. Dall'elenco delle misure previste son.o sparite le importazioni di frutta e legumi e vino (opposiziOne del Portogallo). Il tutto è inoltre condizionato dall'esito di una visita in Sud Africa che farà il ministro degli
esteri inglese Howe nella sua qualità di presidente di turno
del Consiglio comunitario. Una visita che dovrebbe comportare contatti con il governo sudafricano, ma anche con
i gruppi etnici e con i dirigenti dei paesi vicini, i quali peraltro non intendono prestarsi a questa manovra.
Non appena resa pubblica la dichiarazione, si è scatenata
una polemica sulla sua interpretazione. Il presidente Lubbers ha affermato che c'era un consenso (implicito?) per
dare il via entro i tre mesi alle sanzioni previste. La Thatcher e Kohl sono intervenuti immediatamente negando
qualsiasi automatismo: la parola potrebbero significa che
solo sulla base dell'evoluzione futura si potranno prendere
decisioni di applicazione. Anche una proposta ragionevole
avanzata da Felipe Gonzalez è stata respinta: essa prevedeva che la decisione di applicare le sanzioni fosse presa già
dal Consiglio europeo, subordinando solo l'entrata in vigore al cambiamento di politica del Sud Africa. Questo rifiuto conferma che le sanzioni rimangono per ora sulla carta.
È del resto l'interpretazione generalmente ammessa.
I "realisti", come Andreotti, consigliano di "leggere fra
le righe". Vale a dire che l'Europa, potenza virtualmente
mondiale, non osa dire apertamente quel che pensa, ovvero
z:on è in grado di pensare e di decidere una propria politica.
E possibile che i popoli si sentano mobilitati e partecipi di
un'entità politica che, se e quando si esprime, lo fa "fra le
righe"?
L'Europa del quotidiano
La parte che chiameremo ''economica'' del Consiglio
europeo non è stata quasi menzionata dai media presenti
all'Aja. Curioso modo di trattare problemi che sono di fatto la sostanza della ''politica'' quotidiana e hanno interesse diretto per i cittadini in quanto determinano, in bene o
in male, il loro modo di vivere e l'inevitabile transizione da
una società frazionata e divisa dalle frontiere fra nazioni,
e una società europea più omogenea ed equilibrata.
Ecco qualche indicazione sommaria per ciascuno dei
quattro "dossiers" rapidamente liquidati all'Aja:
• Situazione socio-economica • Delors si è concesso il
lusso di rimbeccare la Thatcher che gli rimproverava un eccesso di pessimismo nelle sue previsioni economiche. Non
mi contraddico affatto, ha detto Delors, quando affermo
che c'è in giro molto ottimismo ed anche euforia, mentre
in prospettiva ci si accorge che gli investimenti non aumentano e la disoccupazione non diminuisce. Perché? Perché il
''regalo' ' del petrolio e del dollaro a buon mercato non viene che una volta: per contro, certe monete rimangono in
stabili, alcuni paesi sono eccessivamente indebitati, 1'0PEC è in una situazione drammatica (esportazioni tedesche verso l'OPEC diminuite del2807o). Tutto questo causa
una stasi negli scambi internazionali, alla quale si aggiunge
il doppio rischio di vedere il dollaro scendere ulteriormente
per eliminare l'enorme deficit commerciale americano.
• Realizzazione del mercato interno • Nessuno si è
chiesto, né prima né all'Aja "perché" questo famoso mercato interno che doveva esistere nel 1970 rimane un mito.
La risposta non sta nell'attuazione dei "programmi mobili" della presidenza che dovrebbero consentire l'abolizione
dei numerosi ostacoli, fisici, tecnici e fiscali alla circolazione di merci e servizi. La risposta sta nella volontà politica
degli Stati di rinunciare ad alcune loro prerogative, parti. colarmente in campo fiscale. Il presidente Dekker ha detto
recentemente "se non cambiamo sistema, perderemo un al13
Sudafrica
La posizione dei Dodici
Ecco il testo integrale della dichiarazione sul Sudajrica approvata a/1!4-ja il 26-27 giugno dal Consiglio europeo.
1. D Consiglio europeo è gravemente preoccupato per D ra-
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6.
(Traduzione redazionale)
mento della ricerca. Ma ha una grave conseguenza sul piano internazionale, attizzando guerre commerciali delle
quali si dovrebbe fare a meno. Con in più l'effetto di far
pagare il costo delle eccedenze a coloro che eccedenze non
producono. L'Italia deve naturalmente adattare la propria
agricoltura alle nuove realtà, ma non deve prestarsi a una
onerosa rinazionalizzazione del sostegno all'agricoltura.
• Conseguenze di Chernobyl • Purtroppo esisteva un
trattato, quello di Euratom, che avrebbe dovuto essere applicato, ma del quale nessuno ricorda più i testi. La debolezza della Commissione, una volta di più, nasce da questo
spregio per gli impegni solennemente sottoscritti.
Rimane da segnalare un riconoscimento esplicito, inserito nel comunicato finale, delle necessità di stabilire con 1~­
merica Latina relazioni economiche e politiche molto più
strette. È stato il primo ministro di Spagna a chiedere che
si faccia qualcosa su questo piano. Fondatissima richiesta.
Ricordiamo che da anni, da molti anni, l'Italia aveva auspicato una politica dell'Europa aperta all'America Latina.
Aveva ottenuto solo qualche cortese "fin de non recevoir".
Avremo la Spagna come alleata (speriamolo) o come concorrente?
EU
tro decennio". In concreto l'Inghilterra si adoprerà, durante la sua presidenza (secondo semestre dell'anno) a realizzare progressi effettivi su quel che per essa è prioritario. È
prevedibile fin d'ora che ci sarà opposizione tenace di altri
paesi che hanno altre priorità e che esigono - come del resto fa Delors - che la liberazione degli scambi si accompagni a misure che rafforzino le economie più deboli, per
consentir loro di far fronte a una concorrenza più accanita.
Nessuno vuoi lasciarsi mangiare vivo.
• Europa dei cittadini • Il Consiglio europeo non ha
potuto che constatare che gli impegni presi non hanno dato
alcun frutto. Ci vuole ben altro che una bandiera per far
l'Europa. Bisognerebbe per esempio provare che la "cittadinanza europea" esiste e che quindi ciascuno può "insediarsi" dove meglio crede. Ne siamo lontanissimi. Bisognerebbe che le frontiere fisiche sparissero. Invece esse si ''razionalizzano'' cioè diventano permanenti e si consolidano.
• Mondializzazione dell'agricoltura • Ci troviamo di
fronte a una realtà economica e culturale in rapida e profonda evoluzione. Il grave problema delle produzioni agricole eccedentarie ha naturalmente una conseguenza enorme sullo scarno bilancio della Comunità, sottraendo le magre risorse disponibili ai fondi strutturali e all'incoraggia-
5.
HA
pido deterioramento della situazione e la scalata della
violenza in Africa del sud.
D ristabilimento dello stato di emergenza e l'arbitrario
arresto di migliaia di sudafricani non può che ritardare
l'avvio di un vero dialogo nazionale sull'avvenire dell'A·
frica del sud, assolutamente necessario se si vuoi pervenire a una soluzione pacifica dei problemi del paese. Inoltre
è stata imposta una severa censura ai mezzi di informa·
zione. D Consiglio europeo ritiene che l'attuale politica
del governo sudafricano non può che portare a un aumento della repressione, a una radicalizzazione degli
estremismi e a una effusione di sangue.
2. In queste circostanze, il Consiglio europeo ha riesaminato la politica dei Dodici nei confronti dell'Africa del sud.
·_··.
UE
Stato dì emergenza in Sudafrìca •
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4.
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HA
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3.
Riafferma che il principale obiettivo di tale politica è la
totale eliminazione dell'apartheid.
.
Per sostenere il processo di una trasformazione non violenta in Africa del sud e per sottolineare la loro profonda
preoccupazione di fronte ai recenti avvenimenti, i capi di
Stato e di governo hanno deciso di intraprendere azioni
addizionali.
D Consiglio europeo si è pronunciato a favore di un programma europeo di assistenza alle vittime deJI'apartheid,
un programma concertato che comporterà sia azioni comunitarie che nazionali allo scopo di assicurare la massi·
ma efficacia al contributo dell'Europa in questo campo.
A tal fine il Consiglio europeo ha convenuto che verrà
aumentata l 'assistenza finanziaria e materiale alle vittime
dell'apartheid, in particolare alle persone colpite dai di·
sordini di Crossroads e ai prigionieri politici, compresi
quelli arrestati nel quadro del recente ristabilimento dello
stato d'emergenza.
D Consiglio europeo è convinto che l 'avvio senza indugi
di un dialogo nazionale con i leader autentici della popolazione nera è essenziale per por fine alla scalata della
violenza e per consentire negoziati capaci di condurre a
un'Africa del sud realmente democratica e non razziale.
Questo dialogo non potrà aver luogo fino a che i capi riconosciuti della comunità nera saranno detenuti e le loro
organizzazioni vietate.
In questo contesto, il Consiglio europeo esorta il governo
sudafricano:
- a liberare senza condizioni Nelson Mandela e altri
prigionieri politici;
- a levare l'interdizione che pesa sul Congresso nazionale africano, il Pan africanist congress of Azania e altri
partiti politici.
·
Nel frattempo, nei prossimi tre mesi, la Comunità avvierà
consultazioni con altri paesi industrializzati sulle misure
complementari che potrebbero rendersi necessarie, comprensive in particolare del divieto di nuovi investimenti e
delle importazioni di carbone, ferro, acciaio e monete
d'oro in provenienza dall'Africa del sud.
D Consiglio europeo ha deciso di chiedere al Ministro degli affari esteri della futura presidenza britannica di recarsi in Africa australe in uno sforzo supplementare per
creare le condizioni nelle quali potrà essere avviato l'indi·
spensabile dialogo.
EMANUELE GAZZO •
Video senza frontiere
La rivoluzione televisiva
Nel giro di qualche anno, lo spazio televisivo europeo sarà una realtà. L.:entrata in esercizio dei satelliti a diffusione diretta - i cui segnali potranno essere captati dai singoli
utenti grazie a una semplice antenna parabolica -farà saltare definitivamente le frÒn"riere nazionali del video.
Una sfida industriale, produttiva e creativa a cui tEuropa deve dare una risposta unitaria se non vuole diventare un continente tecnologicamente e culturalmente colonizzato.
Carlo Ripa di Meana, commissario responsabile per tinformazione, la comunicazione
e la cultura, illustra i termini della rivoluzione televisiva. Undici corrispondenze provenienti dalle capitali di tutti i nostri partners in $eno alla Comunità, forniscono un identikit (}ella condizione televisiva europea.
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