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MISSIONARIE
SECOLARI
COMBONIANE
5
settembre-ottobre 2014
anno XLV
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004
n. 46) art. 1, comma 2, DCB Vicenza
In caso di mancato recapito rinviare al mittente: “Animazione Missionaria”, 36100 Vicenza CPO
animazione missionaria
1
gennaio-febbraio 2012
anno XLIII
Riscoprire la gioia
dell’annuncio
La «grande urgenza» della missione
ad gentes sollecita oggi la Chiesa a
riscoprire la gioia dell’annuncio per
diventare «una casa per molti, una
madre per tutti i popoli» e rendere
«possibile la nascita di un nuovo
mondo». Lo scrive Papa Francesco
nel messaggio per la Giornata
missionaria mondiale 2014, che si
celebrerà il 19 ottobre.
apa Francesco non perde occasione per richiamare uno dei suoi leitmotiv più ricorrenti: la gioia, e vi ritorna anche in questo messaggio per la prossima Giornata missionaria mondiale: «Proprio sulla
gioia di Gesù e dei discepoli missionari vorrei offrire
un’icona biblica, che troviamo nel Vangelo di Luca (cfr
10,21-23)».
Cogliamo in queste parole del Papa un forte invito alla
Chiesa e a ciascun discepolo a ravvivare la consapevolezza della propria “natura missionaria” andando alla
sorgente stessa della missione: la riscoperta della gioia
del Vangelo in quanto “buona notizia” che l’amore di
Dio «giunge fino a noi, ci avvolge e ci fa entrare nella
sua stessa vita», un amore che vuole raggiungere e abbracciare tutti, senza esclusione, a partire dai più «piccoli, gli umili, i semplici, i poveri, gli emarginati, quelli
P
senza voce, quelli affaticati e oppressi, che Gesù ha
detto “beati”», e la gioia di poterlo annunciare a tutti.
Per questa riscoperta, Papa Francesco ci indica la via
più diretta ed efficace: specchiarci nel Vangelo confrontandoci con l’esperienza stessa di Gesù e dei suoi
discepoli: «L’evangelista racconta che il Signore inviò
i settantadue discepoli, a due a due, nelle città e nei
villaggi, ad annunciare che il Regno di Dio si era fatto
vicino e preparando la gente all’incontro con Gesù.
Dopo aver compiuto questa missione di annuncio, i
discepoli tornarono pieni di gioia: la gioia – commenta
il Papa – è un tema dominante di questa
prima e indimenticabile esperienza missionaria». E continua:«I discepoli erano
pieni di gioia, entusiasti del potere di
liberare la gente dai demoni. Gesù, tuttavia, li ammonì a non rallegrarsi tanto
per il potere ricevuto, quanto per l'amore ricevuto. (...) A loro infatti è stata donata l’esperienza dell’amore di Dio, e
anche la possibilità di condividerlo. E
questa esperienza dei discepoli è motivo
di gioiosa gratitudine per il cuore di Gesù».
Specchiarsi nel Vangelo vuol dire, per
la Chiesa, ritrovare la freschezza e l’autenticità delle origini riscoprendosi «nata in uscita», come dice Papa Francesco,
e nello stesso tempo riconoscere ciò che
nel trascorrere del tempo può aver offuscato la gioia della Buona Notizia, facendo perdere
all’annuncio la sua freschezza, il “profumo del Vangelo” (cfr EG 39). Chissà quanti sono stati allontanati o
trattenuti nell’incontrare Gesù da questa mancanza di
gioia che ne ha travisato il messaggio...
Far sprigionare il “profumo del Vangelo” è allora forse
il passo più urgente da fare nel vivere la missione,
compito che ci riguarda tutti come battezzati. E – come
richiama Papa Francesco – ce n’è particolarmente bisogno oggi, in un mondo che, «con la sua molteplice
ed opprimente offerta di consumo» soffre il grande rischio di «una tristezza individualista che scaturisce dal
cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri
superficiali, dalla coscienza isolata» (EG 2).
Anna Maria Menin
Periferie,
cuore della
missione
La periferia è il cuore
della missione della Chiesa,
è il cuore di ciò che vibra,
ciò che raccoglie i desideri
e le scelte dell’uomo.
Chi pone il suo cuore nelle periferie
è uno che esce continuamente
dalle sue sicurezze
e s’incammina verso l’altro
che vive lontano da sé…
Dio ci spinge a uscire da noi stessi
per incontrare, nel volto dei fratelli,
il suo stesso volto:
“Ciò che avete fatto
a uno di questi piccoli,
l’avete fatto a me”(Mt 25,40).
Andare, uscire
verso gli ultimi (poveri e peccatori)
non vuol dire solo andare
verso i fratelli e le sorelle,
ma scoprire che Dio è già qui,
Lui accanto all’umanità.
Dalla presentazione del tema della GMM 2014
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animazione
missionaria
,
attualita
Il giardino
violato
«Quando l’uomo viene meno alla
responsabilità di custodire, quando non
ci prendiamo cura del creato e dei
fratelli, allora trova spazio la distruzione
e il cuore inaridisce».
Papa Francesco nella Messa di inizio pontificato, 19 marzo 2013
La Giornata per la Custodia del Creato
segni del degrado del pianeta – causati dalla sete del profitto
che ne viola l’armonia – con le tragiche conseguenze che si ripercuotono sulla vita umana, sono sotto gli occhi di tutti. Tuttavia
– sottolineano i vescovi nel loro Messaggio in occasione della Giornata per la Custodia del Creato (1° settembre 2014) – «la consapevolezza davanti a questi comportamenti criminali richiede tempi
lunghi». E continuano: «La cosa più grave è la carente consapevolezza da parte della comunità civile
nazionale circa le vere cause che a
monte determinano questi tristi
eventi! Restiamo sì addolorati, ma
poco riflettiamo ed ancor meno siamo disposti a cambiare, per mettere in discussione il nostro stile di
vita!». Manca «una vera cultura preventiva davanti ai tanti disastri sociali e meteorologici» e questo è
«l’aspetto più preoccupante, perché completa il quadro globale della violazione del giardino di Dio».
Gli eventi che incalzano ci obbligano a riflettere e, provvidenzialmente, ci invitano ad un cambiamento
di mentalità. «È in questione una
visione diversa del mondo, che richiede conversione, nuovi atteggiamenti e nuovi obiettivi negli occhi e nella pratica di ogni persona,
Chiesa e società» (p. Dario Bossi mccj).
Voglia o non voglia, ogni angolo del pianeta che viene deturpato
ha una ripercussione su tutto il resto del mondo, su tutti i popoli
e sulle generazioni future. E, come cristiani aperti al mondo, ma
ancor prima come membri dell’unica famiglia umana, non possiamo
limitarci a guardare ciò che accade nell’orticello di casa nostra, perché tutto il pianeta è la casa comune affidata alla nostra custodia.
I
Intenzione
missionaria
Un vescovo in Patagonia a difesa del Creato
Ecco la testimonianza con cui Luis Infanti della Mora,
vescovo del vicariato apostolico dell’Aysén (Patagonia
Cilena) inizia la sua lettera pastorale in occasione della
Giornata del Creato del 1° settembre 2008 (*).
entre mi recavo a visitare la comunità di Villa O’Higgins, la mia
auto ha avuto sete. Soddisfare la sua sete mi è costato 850 pesos
per ogni litro di benzina.
Poi anch’io ho avuto sete. Ogni litro d’acqua mi è costato 900 pesos.
Non sono rimasto indifferente. In questo regno delle acque pure e cristalline, delle nevi eterne, delle cascate di grazia, dei fiumi maestosi, che
è l’Aysén, dove si può bere gratis l’acqua più pura del pianeta, l’acqua imbottigliata è più cara della benzina, del latte, di un chilo di pane. Come
l’esplosione di luci di fuochi d’artificio, la mia mente ha cominciato a
riempirsi di tanti perché, e ho iniziato a indagare, a chiedere, a osservare,
a pensare, a dialogare...
È stato un motivo in più per scrivere una lettera pastorale, la prima nei miei
otto anni di servizio episcopale nella Regione dell’Aysén della Patagonia.
Mi sono reso conto che l’acqua, “sorella acqua”, e “sorella terra” sono così essenziali alla nostra vita di ogni giorno che senza di loro saremmo soffocati dai
tentacoli della morte. Attraverso il tema dell’acqua ho scoperto come si intrecciano profondi motivi e interessi sociali, etici, politici, religiosi, culturali,
economici. Ho capito in quale direzione procede la storia della nostra umanità,
le politiche economiche del mondo globalizzato, la vocazione e la missione
dell’essere umano su questa terra, il compito urgente e profetico del cristiano
come strumento responsabile di Dio nella lotta e nella costruzione di un
mondo di armonia, pace, giustizia, solidarietà ed equità. Infine, ho scoperto
la relazione intima che dovrebbe sussistere
tra l’essere umano e i beni del creato.
In ogni angolo dell’immensa Patagonia si
scopre l’impronta di Dio creatore, la grandiosità della bellezza e del mistero che ci
avvolge e ci trascende: nei colori, nei silenzi, negli odori, nelle acque e nel bosco, nel
vento e negli animali, nei ghiacciai e negli
arcobaleni. Di fronte a questa bellezza, in
profonda e solenne lode, ci sentiamo responsabili della sua protezione e conservazione.
(...) Desideriamo esprimerci affinché questo angolo del pianeta non sia ferito e divorato dalla brama del profitto, dello sfruttamento e della distruzione che il “dolce
consumismo” vorrebbe realizzare.
Riuscirà la spiritualità cristiana del terzo millennio a convertire la creatura
umana in un essere saggio e responsabile che convive con il manto della
natura che lo avvolge generosamente? Oppure l’essere umano continuerà
a comportarsi da acerrimo nemico di sorella terra, di sorella acqua, di
fratello vento, dei fratelli uomini e delle sorelle donne, trasformando questa
terra in una “valle di lacrime”?» (Luis Infanti della Mora, vescovo).
«M
(*) La lettera pastorale è stata pubblicata nel 2010 dall’Editrice EMI
con il titolo: “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana”
Settembre
Ottobre
Perché i cristiani, ispirati dalla
Parola di Dio, si impegnino nel
servizio ai poveri e ai sofferenti.
Perché la Giornata Missionaria Mondiale
risvegli in ogni fedele la passione e lo zelo
di portare a tutto il mondo il Vangelo.
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animazione
missionaria
testimonianze
L’essere fermento di fede e di missionarietà in
qualsiasi luogo, realtà o situazione di vita, è quello
che caratterizza le Missionarie Secolari Comboniane.
Esse hanno il dono e il compito di vivere in prima
persona quella vocazione missionaria che è di tutta la
Chiesa e di ogni cristiano laico, testimoniando che è
possibile a tutti e in ogni tappa di vita essere aperti
alle dimensioni del mondo, portando sempre acceso
nel cuore un desiderio ardente: che l’annuncio
dell’amore di Dio raggiunga tutti gli uomini. Esse
hanno a cuore di tener vivo questo desiderio anche
negli altri, attraverso una sensibilizzazione
missionaria nei diversi ambienti ecclesiali o meno, in
cui vivono. Di seguito la testimonianza di Joana,
missionaria secolare comboniana portoghese.
Joana (terza a sinistra) con alcune giovani durante un campo di lavoro missionario.
Missionaria a 360 gradi
ipercorrendo la mia vita nasce spontaneo un senso di gratitudine e di
lode per tutto quello che Dio ha fatto per me. Ripenso ai tempi in cui
correvo da una scuola all’altra, caricando sulle spalle lo zaino con l’attrezzatura necessaria per l’animazione missionaria nelle scuole. Prendendo l’autobus trovavo sempre un posto a sedere perché i bambini, che ormai mi conoscevano, ne riservavano sempre uno per me.
Non ero mai stanca, neppure quando dovevo camminare per un’ora o più
per raggiungere una scuola. La sera tornavo abbastanza tardi. A conclusione
della giornata presentavo al Signore quello che avevo vissuto, cosciente che
il lavoro non mi apparteneva, ma era suo. Mi sentivo piccola; sapevo che
Gesù faceva tutto per me e io non avevo altro che da dirgli: grazie!
È stata una grande sfida per me questo servizio di animazione missionaria
nelle scuole, ma mi sosteneva la consapevolezza di avere dentro un fuoco
che mi spingeva ad andare incontro agli altri. Siccome non sono una che sa
fare bei discorsi, il Signore mi ha dato il grande dono di una faccia tosta e
la capacità di rischiare, qualità necessarie anche per organizzare i fine-settimana o settimane intere di animazione missionaria nelle parrocchie. Trovavo
che tutto ciò – che non avrei fatto neppure se mi avessero pagata – era
bello farlo per amore, per servire nella gratuità Gesù che mi inviava.
Ogni mese mi riservavo una giornata per rivedere il mio lavoro e per pregare.
L’ascolto della Parola di Gesù mi rendeva più forte nel dare la mia testimonianza e nel servizio.
Nel gennaio 2007 è successo qualcosa che non avrei mai immaginato: mi
sono ammalata di cancro al seno. Non mi è stato facile accogliere questa situazione, ma la considero una grande grazia. Avevo sempre visitato gli ammalati cercando di dar loro una parola di conforto, ma ora, improvvisamente,
mi trovavo nella loro stessa situazione dolorosa. Nella mia stanza, di notte,
guardando la croce di Gesù, sentivo dentro come una voce che mi diceva:
“Ci sono molte maniere per vivere l’animazione missionaria. Non sei da
sola, Io cammino con te. Quello che dicevi agli ammalati e agli anziani, ora
devi viverlo tu!”.
Ho trascorso un anno sperimentando molta forza in me. Ho potuto avvicinarmi di più a Dio, sentire il suo amore e la sua tenerezza trovando anche il
modo di condividere questo con tante persone che vivevano nella solitudine.
Nell’Istituto portoghese di Oncologia, infatti, incontravo, donne, uomini e
giovani che si chiudevano nella loro sofferenza. Allora chiedevo a Gesù di
darmi forza e coraggio per dialogare con loro. Così ho potuto conoscere e
mettermi in relazione con un mondo fino ad allora sconosciuto, che dall’oggi
al domani è diventato anche il mio mondo e continuerà a esserlo, perché
non potrò più dimenticare tanta gente, bambini e adulti, che soffrono.
Capivo che il Signore mi stava introducendo in un modo nuovo di vivere
l’animazione missionaria. Lui stesso mi animava e mi dava coraggio. Dopo
R
l’intervento e durante la prima fase delle cure, molte persone venivano a
trovarmi per farmi compagnia, ma spesso non avevo neppure la forza di
guardarle in faccia per la stanchezza, ma tentavo ugualmente di sorridere.
Con la chemioterapia, le forze mi sono venute a mancare, ma Dio è grande;
mi ha illuminato aprendo nuove possibilità e soprattutto mi ha fatto il
grande dono di saper accettare tutto con serenità e pace. In seguito, recuperando le forze, ho ripreso, poco a poco, alcune attività di animazione
missionaria, ma l’esperienza vissuta mi ha aiutato a capire che quello che
conta, più che il fare molte cose, è il come si fanno, è lo stare insieme con
l’altro e camminare con lui.
Chiedo allo Spirito che m’illumini, mi dia forza e la capacità di trasformare
in vita la Parola di Dio per poter essere, ovunque, fermento, luce e sale.
Quello che più desidero è che la mia vita prenda il sapore delizioso che
viene dal darsi all’altro senza sperare niente in cambio.
Joana Veloso
26 SETTEMBRE - 5 OTTOBRE 2014
IX ASSEMBLEA GENERALE
DELLE MISSIONARIE
SECOLARI COMBONIANE
È un evento di grande importanza per
l’Istituto, per il suo essere famiglia
inserita nella Chiesa e a servizio della
Chiesa e del mondo. L’Assemblea
Generale si celebra ogni sei anni per
trattare questioni riguardanti la vita e
il cammino futuro dell’Istituto e per
eleggerne la nuova direzione.
Chiediamo anche a voi, che ci seguite
attraverso “Animazione Missionaria”,
di accompagnarci con la preghiera
invocando la luce dello Spirito.
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animazione
missionaria
dal mondo
Le donazioni possono essere inviate in modi
diversi. Tutti devono avere la causale
“AsiaNews - Adotta un cristiano di Mosul”:
I PROGETTI CHE SOSTENIAMO
EMERGENZA
IRACHENA
Sosteniamo con la preghiera
e con l’aiuto materiale i nostri
fratelli cristiani e le altre
minoranze perseguitate in Iraq
U
na «catastrofe umanitaria, che rischia di divenire
un vero e proprio genocidio»: così Louis Sako,
Patriarca di Baghdad, ha descritto la fuga dei cristiani
da Mosul e Qaraqosh, nella piana di Ninive (Iraq): oltre
100.000 persone costrette dall'Esercito del califfato islamico a lasciare le proprie case e i propri averi, scappando verso il Kurdistan sotto la minaccia di morte. «Un
esodo, una vera Via Crucis, con i cristiani costretti a
marciare a piedi nella torrida estate irachena... Fra loro
vi sono anche malati, anziani, bambini e donne incinte.
Hanno bisogno di cibo, acqua e riparo...». Le migliaia
di famiglie cristiane hanno dovuto fuggire minacciate
di essere uccise se non si convertivano all'islam, o se
non accettavano di pagare la jiziya, la tassa dei "protetti"
sotto una rigida sharia. Nella fuga esse sono state costrette
a lasciare tutto nelle mani dei loro aguzzini (AsiaNews).
Davanti a questa tragedia, il Papa non ha mancato di
rivolgersi a tutti gli uomini di buona volontà chiedendo
di unirsi alle sue preghiere per i cristiani iracheni e
per tutte le Comunità perseguitate. In risposta al suo
appello la Conferenza episcopale italiana ha promosso
una giornata di preghiera lo scorso 15 agosto. Il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, ha
spiegato che l’iniziativa nasceva dalla situazione drammatica che stanno vivendo i cristiani, non solo, ma anche la minoranza yazidi, in Iraq soprattutto, ma non
solo in Iraq: anche in Siria, in Nigeria e altrove. «Noi
non possiamo tacere – affermano i vescovi italiani – in
particolare di fronte ad una nostra Europa, distratta e
indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di
cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani».
Papa Francesco ha continuato a inviare messaggi di solidarietà e appelli anche alla comunità internazionale
affinché agisca per fermare le violenze e le sopraffazioni
contro la comunità locale, e perché ci si adoperi per
proteggere quanti sono interessati o minacciati dalla
violenza e per assicurare gli aiuti necessari, soprattutto
quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui.
LA CAMPAGNA DI ASIANEWS
Appoggiamo l’iniziativa di AsiaNews, l’agenzia di informazione dei missionari del PIME, che ha deciso di
rispondere a questo appello con una raccolta fondi da
destinare a questi fratelli e sorelle derubati del diritto
alla vita e alla libertà.
La campagna propone di donare almeno 5 euro per
ogni cristiano: il fabbisogno del cibo per un giorno.
I fondi raccolti vengono inviati al Patriarcato di Baghdad,
che provvede a distribuirli secondo i bisogni di ogni famiglia. Il Patriarca ha ringraziato AsiaNews per la campagna manifestando la speranza che «questa catena di
solidarietà si allunghi». Anche mons. Rabban Al-Qas, vescovo di Amadiyah, nel Kurdistan, che assieme ad altre
diocesi sta accogliendo le decine di migliaia di fuggitivi
da Mosul, Qaraqosh e Ankawa, si è fatto presente scrivendo: «Non abbiamo paura e cerchiamo di fare del nostro meglio per dare conforto non solo ai cristiani, ma
anche agli arabi in fuga da Tikrit, e agli Yazidi, senza fare
distinzioni di natura religiosa» (AsiaNews).
DAL MONDO
Verso il Convegno Missionario Nazionale 2014
F
uori le mura, dentro la storia. Uscire, incontrare, donarsi. Ruota attorno a queste tre parole il cammino
verso il Convegno Missionario Nazionale che si terrà a Sacrofano, alla periferia di Roma, nel prossimo
mese di novembre. Sarà il quarto, dopo quelli di Verona (1990), Bellaria
(1998) e Montesilvano (2004), e avrà come tema: “Alzati, va a Ninive, la
grande città ... dove il vangelo si fa incontro”.
Si tratta di un evento di particolare rilievo per la Chiesa italiana che, volendo fare proprio l’invito di Papa Francesco ad “uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (EG 20), avverte forte l’esigenza di liberarsi
da certi luoghi comuni sulla missione e da tante paure che negli ultimi
anni ne hanno affievolito lo slancio. Ma compito del Convegno missionario
sarà anche quello di preparare un significativo contributo per il Convegno
Ecclesiale Nazionale che si svolgerà a Firenze nel 2015. La missione infatti,
– ha sottolineato don Michele Autuoro, direttore di “Missio”, presentando il Convegno – “non è un aiuto
umanitario al terzo mondo, ma il costante orizzonte e il paradigma per eccellenza di tutta la pastorale; per
questo occorre studiare nuovi modi e stili di presenza missionaria anche nella nostra realtà”.
don Arrigo Autuoro
Le Missionarie secolari comboniane
sono un Istituto secolare di diritto
pontificio e vivono la spiritualità
di mons. Daniele Comboni.
Il loro fine specifico è la cooperazione
missionaria nell’animazione della
Chiesa locale e nel servizio in missione.
z Via Carta di credito con Paypal
z Via Carta di credito dal sito (v. funzione: “Il tuo
contributo - Dona”)
z Via cc postale n. 45443009 intestato a Pontificio Istituto Missioni Estere, causale “AsiaNews Adotta un cristiano di Mosul”
z Via bonifico bancario a AsiaNews - C/C
6152510434/77 presso Banca Intesa - Filiale 499
Via G. Carini 32/D - 00152 Roma (RM)
Coord bancarie: Z 03069 05078 615251043477
Coord. Iban: IT35 Z030 6905 0786 1525 1043 477
Swift code: BCI TIT MM - causale: “AsiaNews Adotta un cristiano di Mosul”
z Via assegno circolare non trasferibile,
indirizzato a AsiaNews c/o PIME
Via Guerrazzi 11 - 00152 Roma (RM) - Italia
Per altre informazioni circa la campagna e le modalità
di donazione consulta direttamente il sito wwwasianews.it
STRUMENTI DI
ANIMAZIONE MISSIONARIA
AGENDA SENZA
FRONTIERE 2015
«ll mondo non si trasformerà dalla sera alla
mattina, ma dove tu sei qualcosa cambierà di
colore, e un passo fatto insieme agli altri
conta più di cento passi fatti da solo».
365 giorni in compagnia dell’«Agenda senza
frontiere»! 12 mesi, 12 atteggiamenti da
coltivare per rendere migliore il mondo e se
stessi: gratuità, fiducia, magnanimità,
accoglienza, missionarietà, gioia,
lungimiranza, annuncio, sobrietà, apertura
di orizzonti, rispetto della natura,
accoglienza del “dono”.
L’Agenda Senza Frontiere 2015 (formato
16x11,5 cm) può essere richiesta al
Centro Animazione Missionaria
Carraia (LU) - tel. 0583.980158
[email protected]
Una copia € 5,50 più spese di spedizione
Sede centrale: 55012 Carraia (Lu),
Via di Carraia 192, tel. 0583.980158
e-mail: [email protected]
www.secolaricomboniane.it
Pubblicazione dell’Istituto Secolare
Missionarie Comboniane.
“Animazione Missionaria” c.p. 151
36016 Thiene (VI), ccp 10681369
Sono presenti in Europa,
America Latina, Africa.
Direttore responsabile:
Danilo Restiglian
Autorizzazione Tribunale di Vicenza
n. 268 del 14/5/1971
Poste Italiane s.p.a. - Sped. in Abb. Postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1, comma 2, DCB Vicenza
Stampa: La Grafica e Stampa
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