Firmato l’accordo fiscale fra Svizzera e Italia: soddisfazione a metà 27 febbraio 2015: l’intesa fiscale firmata il 23 febbraio 2015 comprende un Protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni e una road map per la prosecuzione del dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali. Il testo dell’accordo non è stato reso pubblico. E difficile quindi esprimere un giudizio dettagliato sul suo contenuto. L’unica certezza è l’uscita della Svizzera dalla lista nera in contropartita dello scambio di informazioni su richiesta. Per il resto è ancora tutto da chiarire, in particolare l’accesso al mercato. La road map è solo una dichiarazione d’intenti che dipenderà da come la Svizzera applicherà l’iniziativa del 9 febbraio 2014 sull’immigrazione di massa! La Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI) tra Svizzera e Italia verrà completata da un Protocollo che riprende lo standard dell’OCSE per lo scambio di informazione su richiesta. Dopo l’entrata in vigore del Protocollo, l’Italia potrà inoltrare richieste di assistenza amministrativa in ambito fiscale relative ai suoi cittadini con conti in Svizzera tramite domande raggruppate o personalizzate, che riguardano fattispecie avvenute a partire dalla data delle firma (e quindi il 23 febbraio 2015). In contropartita la Svizzera uscirà dalla lista nera relativa allo scambio di informazioni su richiesta. L’Italia ha firmato un analogo Protocollo con il Liechtenstein il 26 febbraio 2015. Parallelamente i due Paesi hanno concluso una road map. Quest’ultima contiene un chiaro impegno politico in merito a diversi punti delle relazioni bilaterali in ambito fiscale e finanziario tra Svizzera e Italia. Secondo la road map, le banche sono autorizzate a sottoscrivere con il loro cliente un Waiver che permetterà loro di inoltrare direttamente le informazioni relative ai clienti che hanno aderito al programma di voluntary disclosure, su richiesta delle autorità fiscali italiane e senza lesione dell’art. 271 del Codice penale Svizzero. Le autorità italiane potranno così controllare la veridicità dei dati forniti dal contribuente. Ciò permetterà ai clienti delle banche svizzere di beneficiare di uno sconto addizionale sulle sanzioni e saranno parificati ai clienti che decidono di rimpatriare i loro averi in Italia. I clienti che decidono di rimanere in Svizzera avranno quindi lo stesso trattamento dei clienti che rimpatriano i loro averi in Italia. Altri punti previsti nella road map: • Adozione di una base legale per lo scambio automatico di informazioni; • Partecipazione al programma di voluntary disclosure dei contribuenti italiani con conti in Svizzera alle stesse condizioni dei paesi che non figurano sulla lista nera e possibilità di inoltro di una domanda raggruppata per ottenere informazioni ad esempio su soggetti fiscali che hanno chiuso le relazioni d’affari con prelevamenti cash o hanno svuotato il conto lasciandolo aperto; 1/2 • Rinuncia al perseguimento penale dei contribuenti e degli intermediari finanziari (e dei loro dipendenti) che adottano un comportamento collaborativo ai fini della regolarizzazione dei loro clienti; • Negoziazione entro fine giugno di un accordo sull’imposizione per i frontalieri; • Stralcio della Svizzera dalla lista nera in merito alla scambio di informazioni su richiesta con la firma del Protocollo e stralcio dalle liste nere in merito ai regimi fiscali privilegiati delle imprese con l’abolizione o con la loro messa in conformità agli standard internazionali; • Ricerca di soluzioni per migliorare la cooperazione transfrontaliera e l’accesso al mercato; • Ulteriore modifica della CDI Svizzera-Italia; • Ricerca di una soluzione per l’enclave di Campione d’Italia. Una spada di Damocle pende tuttavia su queste trattative. L’intesa comprende una clausola da parte dell’Italia che consente a Roma di riconsiderare la situazione alla luce dei negoziati sull’iniziativa del 9 febbraio 2014 contro l’immigrazione di massa. Ciò darà la possibilità all’Italia di far saltare tutto o parte dell’accordo se la riterrà contraria ai suoi interessi. La Svizzera purtroppo non ha posto per iscritto nessuna condizione particolare in merito. È ancora difficile stimare i tempi di entrata in vigore poiché i temi hanno una complessità diversa. Le prospettive per la piazza finanziaria svizzera dipenderanno dalle capacità negoziali del Consiglio federale con l’Italia e con l’Unione Europea. Un obbiettivo essenziale della piazza finanziaria svizzera rimane l’accesso al mercato. Tuttavia, questo punto è ancora tutto da negoziare. Dopo la pubblicazione della road map la Svizzera non ha (ancora) molto da festeggiare. Il programma di voluntary discolsure italiana procede. L’Agenzia delle entrate italiana ha pubblicato in data 30 gennaio 2015 il modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l’emersione, il rientro di capitali detenuti all’estero e per l’emersione nazionale così come le relative istruzioni. A breve verranno pubblicate le circolari di attuazione. Sono ancora molti gli aspetti da chiarire. Delle proposte di modifiche della legge sulla voluntary disclosure sono al vaglio del Parlamento italiano. Associazione Svizzera di Gestori di Patrimoni | ASG 2/2
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