Industriali: «Jobs Act, strumento per la ripresa»

- martedì 24 febbraio 2015 -
l'Adige -
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Critica la Uil, la Cisl ne parla oggi in convegno
Industriali: «Jobs Act,
strumento per la ripresa»
TRENTO - «È una riforma che va nella giusta direzione». Così il presidente di Confindustria Trento, Paolo Mazzalai, sul
Jobs Act. «Il mercato del lavoro italiano ha bisogno di nuovi strumenti per affrontare le sfide di un contesto economico internazionale che è profondamente cambiato negli
ultimi anni». Per Mazzalai è comunque necessario che i segnali di ripresa si consolidino affinché ci siano effetti positivi sul mercato del lavoro. «Noi - spiega il direttore Roberto Busato - condividiamo il decreto a tutele crescenti,
che nell’ultima versione ha tenuto conto delle proposte di
Confindustria, così come per le norme sui licenziamenti
collettivi». Scettico, invece, il segretario della Uil, Walter
Alotti. «Renzi aveva promesso di eliminare tutti i contratti
precari, ma sono rimasti perfino quelli a tempo determinato a 36 mesi senza causale ed è pure stata estesa la possibilità di ricorrere ai voucher».
Sui temi del Jobs Act la Cisl ha organizzato un convegno
per oggi alle 9 all’Enaip di Villazzano. Con il segretario Lorenzo Pomini, presenti Marco Lai (centro studi Cisl di Firenze), Antonella Chiusole (Direttrice dell’Agenzia del Lavoro).
Documento generato da Walter Alotti il 24/02/2015 alle 07:03:36
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Alotti (Uil): «Il governo sbaglia strada»
TRENTO. «La direzione presa dal governo con i decreti attuativi del
Jobs Act non è quella giusta. Aveva promesso di eliminare tutti i
contratti precari, ma sono rimasti perfino quelli a tempo
determinato a trentasei mesi senza causale ed è pure stata estesa la
possibilità di ricorrere ai voucher». Lo afferma Walter Alotti,
segretario generale della Uil del Trentino. «Viene riaffermata
l’entrata in vigore dal 1 marzo del contratto a tutele crescenti - cioè
“calanti” – attraverso il quale, con la modifica dell’articolo 18, si
riducono le tutele ai lavoratori licenziati senza giusta causa. Nel
caso di licenziamento illegittimo o collettivo, infatti, l'azienda potrà
licenziare liberamente pagando un indennizzo. Resta il fatto,
inoltre, che si potrà beneficiare della decontribuzione e della
riduzione dell'Irap sino a trentasei mesi, ma senza che per le
imprese ci siano particolari vincoli o paletti sul fronte della
stabilizzazione delle assunzioni».
Documento generato da Walter Alotti il 24/02/2015 alle 07:03:36
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Jobs Act, Uil critica: «Meno tutele»
Industriali a favore: tempi cambiati
TRENTO «I contratti a tempo indeterminato diventano essenzialmente a tempo determinato, quelli a tempo determinato
perdono tutele, anche per lo
svilimento del ruolo della magistratura, e l’eventuale calo dei
contratti di collaborazione si
pagherà con un generale aumento della precarietà distribuita su tutte le forme contrattuali». Questi saranno secondo
Walter Alotti, segretario generale della Uil in Trentino, gli effetti del nuovo contratto a tutele crescenti che entrerà in vigore dal 1 marzo.
Il contratto a tutele crescenti
sarà applicabile a tutti i lavoratori e prevede due fasi: l’inserimento e la stabilità. La prima
dura tre anni e in questo periodo il datore di lavoro può interrompere il contratto in qualunque momento e senza una particolare motivazione ma dietro
un compenso monetario. Su-
perati i tre anni di lavoro il contratto viene regolato dalle normative oggi vigenti e quindi
sotto la tutela dell’articolo 18.
Tra i benefici vi sono la decontribuzione e la riduzione dell’Irap fino a trentasei mesi, ma
senza particolari vincoli per le
imprese sul fronte della stabilizzazione delle assunzioni.
Soddisfatta Confindustria.
«È una riforma che va nella giusta direzione — spiega il presidente Paolo Mazzalai — Il mercato del lavoro italiano ha bisogno di nuovi strumenti per affrontare le sfide di un contesto
economico internazionale che
è profondamente cambiato».
Mattia Vicentini
Passo indietro Alotti critico sul Jobs Act
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