Rassegna Stampa 14 marzo 2014

venerdì 14 marzo 2014
INDICE RASSEGNA STAMPA
venerdì 14 marzo 2014
Economia e imprese locali
Nazione Lucca
14/03/2014
p. 15
«Idroterm» ha preso l'area «Corsonna» Scatta subito una
decina di assunzioni
Luca Galeotti
1
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. XIV
L'ex scatolificio Corsonna acquistato da Idrotherm 2000
Francesco
Coimini
2
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. XI
Un socio per lo sviluppo di Peuterey
Alessandro
Petrini
4
Nazione Lucca
14/03/2014
p. 12
Marginone. Azienda divorata dalle fiamme
Massimo
Stefanini
5
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. XI
Marginone, incendio distrugge un vivaio
6
Tirreno Viareggio
14/03/2014
p. I
«Viareggio porto, gli uffici non si mettano di traverso»
8
Nazione Viareggio
14/03/2014
p. 6
Arriva l'armatore «rivenditore»
9
Nazione Viareggio
14/03/2014
p. 14
Barsanti Macchine. Mobilitati per salvare 25 posti di lavoro
10
Tirreno Viareggio
14/03/2014
p. VIII
Lombardi incontra i lavoratori della Barsanti
11
Edilizia & Territorio
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. I
Centrolatte, 84 famiglie col fiato sospeso
Nazione Lucca
14/03/2014
p. 9
Nuovo ponte: scadenza il 9 aprile Si attendono dieci proposte
finali
14
Nazione Lucca
14/03/2014
p. 11
Consiglio comunale su piazzale Verdi. E non sarà pesce di
aprile
15
Nazione Lucca
14/03/2014
p. 1-4
La nuova Coop? «Tutto regolare»
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. VII
Corretto l'operato dell'azienda Andreini
Nazione Lucca
14/03/2014
p. 13
Marlia. Partono i lavori alla chiesa Riapertura per il giovedì
santo
Paolo Bottari
19
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. X
Via ai lavori nella chiesa di Marlia
Maurizio Rossi
20
Tirreno Lucca
14/03/2014
p. X
Capannori. Riasfaltate via don Aldo Mei e via del Casalino
Indice Rassegna Stampa
Luca Cinotti
12
Fabrizio Vincenti
16
18
22
Pagina I
TRATTATIVA CHE HA RICHIESTO PAZ IENZA E BEN DUE ANN I
CONCLUSA
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SU D1.1.0
di LUCA GALEOTTI
ALTRE BUONE nuove per l'occupazione nel comune di Barga.
Ieri sono venute novità importanti che riaprono una vicenda di cui
ormai non si parlava più da due
anni. Quella relativa alla chiusura
dello scatolificio «Corsonna»,
chiuso ormai da due anni. Da allora si sapeva di una società della zona interessata a rilevare l'area per
impiantare una nuova produzione e adesso il progetto è divenuto
realtà. Sarà la società «Idrotherm
2000» di Castelnuovo Garfagnana
a realizzare una nuova produzione presso l'ex scatolificio Corsonna di cui è stata rilevata buona parte dell'area produttiva. A darne
annuncio ieri mattina è stato il
sindaco di Barga, Marco Bonini,
che, insieme agli assessori Passini, Pia, Salvateci ed Onesti in rappresentanza del consiglio comunale e delle sorelle Raffaella e Giulia Sartini in rappresentanza della
proprietà della «Idrotherm», hanno presentato in una conferenza
stampa un piano di immediata riqualificazione e rilancio della zona industriale dell'ex Corsonna,
con l'avvio di una nuova linea altamente specializzata con commesse già concluse sul mercato estero.
«IDROTHERM
2000»
è
un'azienda storica, legata al territorio, che si occupa di produzione
di tubi in polietilene per il trasporto di fluidi in pressione; un'azienda in costante crescita che in que-
Economia e imprese locali
sti anni ha fronteggiato la crisi
grazie alla costante innovazione e
che, anche grazie all'ampio spazio
di Castelvecchio Pascoli, (circa
27mila metri quadrati), si pone
L'azienda punta allo sviluppo,
alla crescita della produzione
e a nuove occasioni di lavoro
l'obiettivo di aumentare la capacità produttiva. La trattativa, principalmente a causa di difficoltà burocratiche, iniziata circa due anni
orsono è stata lunga e difficile, come hanno sottolineato sia il sindaco Bonini che i rappresentanti del-
la società, ma alla fine la tenacia e
la volontà dell'azienda di sviluppare il nuovo progetto sono state
determinanti.
«L'OPERA di riqualificazione ha detto il sindaco - importante
per evitare il degrado e l'abbandono dell'intera area, partirà immediatamente, si passerà poi alle assunzioni con l'impegno di avere
una via preferenziale per i lavoratori ex Corsonna che si trovano
tutt'ora in mobilità». Si parla per
il momento dell'assunzione di circa una decina di unità lavorative
anche se in futuro, legato ovviamente alla crescita della produzione, non sono escluse altre assunzioni.
L'Ar INUNC O La presentazione dei proge o della società «ldroterm 2000» (foto Borghesi)
Pagina 1
L'ex scatolificio
Corsonna acquistato
da Idrotherm 2000
La società castelnuovese produttrice di tubi in plastica
rimetterà in funzione lo stabilimento di Castelvecchio
di francesco Coimini
® BARGA
Giungono nuove e positive no-
tizie per l'ex scatolificio Corsonna di Castelvecchio Pascoli: Idrotherm 2000, la società
produttrice di tubi in polietilene per il trasporto di fluidi con
sede a Castelnuovo di Garfagnana, rileverà la struttura .
Una società che ha sempre
puntato sulla ricerca e sull'innovazione dei suoi prodotti
per il trasporto di fluidi di vario genere per l'edilizia.
Ormai è giunta a conclusione la lunga maratona avviata
dopo la chiusura ufficiale dello
scatolificio avvenuta nel 2011,
dove gli 89 dipendenti che ci
lavoravano persero il posto andando così in cassa integrazione, mobilità, o trovando lavoro verso altre aziende e attività
della zona.
Molte sono state le società
che si sono proposte nel rilevamento dell'intero immobile di
27mila metri quadrati; infatti,
molte sono state le manifestazioni dei lavoratori e le istituzioni impegnate in una nuova
sorte dell'intera azienda tenendo sempre conto del personale che vi lavorava.
Nella conferenza di ieri mattina tenuta nella sala Magri di
Palazzo Pancrazi a Barga, erano presenti Giulia e Raffaella
Sartini, le due imprenditrici di
Idrotherm2000, con buona
parte dell'amministrazione comunale col compito di spiegare la formalizzazione dell'acquisto e cosa si andrà a produrre nel nuovo stabilimento.
Il sindaco Bonini ha così introdotto la mattinata: «Una
conferenza stampa piacevole
e congiunta per dare una buona notizia al territorio: la società di tubi di Castelnuovo,
Idrotherm2000, dopo una serie di lunghe trattative, ha rilevato l'intero sito dove aprirà
una nuova linea produttiva. La
trattativa, conclusa due giorni
fa, mi fa esprimere soddisfazione per l'installazione di un
nuovo stabilimento produttivo a fronte della perdita di posti di lavoro, nia anche per la riqualificazione di un'area che
sarebbe andata verso il degrado».
Raffaella Sartini lia così informato sull'acquisizione da
parte del suo gruppo dell'
ex-area Corsonna: «Grande
soddisfazione per l'azienda a
essere giunti all'acquisto anche perché siamo molto legati
al territorio: la nostra sede, a
Castelnuovo di Garfagnana,
con l'acquisizione di questa
nuova area, andrà ad ampliare
l'attuale produzione e qui installeremo attività collaterali
alla principale. L questo il traguardo di chi, per sopravvivere in questi tempi difficili, punta all'innovazione e questi dati
sono anche confermati dal nostro mercato estero e dalla tenacia che abbiamo impiegato
di fronte agli svariati problemi
burocratici legati al rilevamento dell'ex scatolificio».
L'azienda acquisitrice, infat-
ti, porterà a Castelvecchio Pascoli una nuova linea produttiva presentata in anteprima
mondiale a Düsseldorf.
Buone notizie provengono
anche dal fronte assunzioni:
dopo una riqualificazione dell'
intera area dovrebbe partire la
nuova sede aziendale e, la
Idrotherm, fa sapere che non
riusciranno a quantificare il
numero di manodopera richiesta, ma non mancherà un occhio di riguardo per quegli
operai dello scatolificio ora in
mobilità.
Sembra chele sorti di Castelvecchio siano in netto decollo
grazie anche alla partenza di
una nuova produzione da parte di un'altra azienda locale.
ao-aaca
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Economia e imprese locali
Pagina 2
Una protesta degli ex dipendenti dello scatolificio Corsonna
Economia e imprese locali
Pagina 3
Un socio per lo sviluppo di Peuterey
il gruppo di Altopascio punta a rafforzarsi a livello internazionale, in arrivo fondi di private equity
/ ALTOPASCIO
Il gruppo Peuterey vuole continuare a crescere all'estero e
per farlo sta cercando un socio che creda nello sviluppo
dell'azienda del settore moda
di Altopascio e metta a disposizione i capitali per finanziarne lo sviluppo internazionale.
La notizia è uscita sul Sole
24 Ore di ieri dove si diceva
che alcuni fondi di private
equity, fra cui Clessidra e altri,
avrebbero contattato l'azienda, una notizia confermata ufficialmente dal gruppo anche
se si è subito precisato che so-
no già aperti dei canali di contatto con potenziali investitori italiani ed esteri e che non si
tratta solamente di fondi di
private equity, cioè che investono esclusivamente in società non quotate su mercati
regolamentati.
«L'importante è trovare il
venditore giusto - ha precisato l'azienda in una nota - che
sia in linea con i nostri obiettivi e con la nostra filosofia. La
quota che andrebbe ceduta è
comunque di minoranza e
non di controllo».
Sul Sole 24 Ore si parla di
circa il 30-40 per cento del ca-
pitale di una società che genera un giro d'affari che si aggira
intorno ai 120 milioni di euro
e può contare su oltre 300 dipendenti in tutto il mondo.
L'operazione viene condotta dalla società di advisor
americana Deloitte, che prima dell'estate ha ricevuto l'incarico da Peuterey Group.
Un passo importante per
l'intero gruppo che prende il
nome dall'Aiguille noire de
Peuterey, una cima sul versante italiano del Monte Bianco,
che ha iniziato a lavorare nel
1990 con la fondazione di Geospirit e che ora produce e di-
stribuisce i marchi Peuterey,
Aiguille Noire, Geospirit e
Post Card.
Senza tralasciare l'ingresso
nel progetto Elite di Borsa Italiana che potrebbe essere propedeutico alla quotazione nel
giro di qualche anno.
Secondo gli ultimi dati di bilancio la distribuzione del fatturato sarebbe ancora prevalentemente concentrata in
Italia per il 70% con la ferma
volontà di aumentare la percentuale di affari all'estero.
Per questo l'azienda sta
puntando molto sul mercato
cinese, dove ha già aperto
quattro flagship (negozi monomarca), dei quali tre a
Shangai e uno a Pechino,
mentre in Europa per il momento ha aperto a Roma, Milano, Cortina d'Ampezzo, Anversa, Berlino e Parigi, collocandosi nella fascia del luxury
casaulwear.
Ma il marchio è venduto in
negozi multibrand in 28 Paesi
del mondo - anche nel Governatorato di Città del Vaticano,
presso il magazzino Vignaccia - e i prossimi obiettivi sono Londra, che è sempre più
una città dove nascono le tendenze, e poi la Germania, senza dimenticare la Russia e gli
Stati Uniti.
Insomma una azienda che
mira a espandersi ulteriormente e che un fiore all'occhiello per la comunità di Altopascio.
Alessandro Petrini
L'azienda di Altopascio
Economia e imprese locali
Pagina 4
DANN I PER 250 I
E URO. TITOLARI SCONVOLTI. SUL POSTO ANCHE IL SINDACO
/
%%
In.flinw gran pane della « Garden
di MASSIMO STEF INI
UN DISASTRO. Mani nel capelli, lacrime, sguardo assente.
Anni di sacrifici volati via per
Massimo Capocchi e Cinzia Falchi, i titolari dell'azienda «Garden Ginzia» in località Tavolaia a
Marginone, nei pressi del campo
sportivo della piccola frazione
del comune di Altopascio, distrutta da un vastissimo incendio. Intorno alle 6 di ieri mattina
il rogo si è sprigionato sulla parte posteriore del capannone con
annessa serra. Ben presto le fiamme hanno attaccato e devastato
l'interno dell'esercizio commerciale, la copertura, gli arredi e
bruciando, oltre alle strutture,
anche numerose piante ed articoli florovivaistici. Secondo una
prima sommaria, per il momento, valutazione e stima dei danni, siamo all'incirca sui 250mila
giuro. Un passante ha notato il fumo lanciando l'allarme.
l .zl »
il condizionale è d'obbligo, partito nelle vicinanze del bruciatore,
ma saranno le opportune verifiche a chiarire tutto ciò. A quanto
pare l'azienda non è coperta da
assicurazione per gli incendi.
Quello che invece è una certezza,
purtroppo, è che i danni sono ingentissimi. L'attività è molto conosciuta in zona, un punto di riferimento per gli appassionati di
giardinaggio non solo della Piana lucchese, ma anche della quasi confinante Valdinievole. Proprio pochi giorni fa era stato acquistato un nuovo macchinario,
segnale positivo per un'azienda
punto di riferimento del settore
in zona.
N, 0/ 0/ v////% - 1,
di Marg inone
data letteralmente in fumo. Sul
posto anche i carabinieri di Altopascio. Una volta appresa la notizia, è arrivato pure il sindaco,
Maurizio Marchetti. Il titolare,
Massimo Capocchi, svela un
retroscena: «Negli ultimi tempi
arrivavo al vivaio verso le 5.30
per controllare che i nuovi macchinari funzionassero a dovere,
stavolta ho fatto più tardi. Chissà, se fossi giunto prima, forse
avrei potuto limitare quanto accaduto».
I PROPRIETARI non riescono
a darsi pace. La parte che si affaccia sulla strada, la provinciale
Mammianese, riservata alla vendita al dettaglio, è l'unica che si è
parzialmente salvata. Tutta la zona centrale ed oltre invece è an-
DAL BAR adiacente, che stava
aprendo in quel momento, sono
stati allenati i vigili del fuoco di
Lucca che sono prontamente intervenuti e dopo un duro lavoro
sono riusciti a domare tutti i focolai. I tecnici stabiliranno l'origine del rogo che sembrerebbe,
D I SASTRO
L'azienda distrutta
dalle fiamme. Qui a
lato, il sindaco
Marchettì portala
solidarietà ai
proprietari
Economia e imprese locali
Pagina 5
Marginone, incendio distrugge un vivaio
II rogo ha interessato buona parte del "Cinzia Garden": probabilmente si è trattato dei cortocircuito di un bruciatore
Le fiamme
sono
scoppiate
Un rogo, molto probabilmente accidentale, scoppiato pro- poco prima delle 6
prio alle prime luci dell'alba.
e hanno distrutto
Che nel giro di poche decine di
minuti ha messo in ginocchio quattro serre e parte
una delle più note aziende vi- dell'area di vendita
vaistiche della Piana.
L'incendio che ha distrutto I danni sono stimati
buona parte del vivaio "Cinzia intorno ai 250mila euro
® ALTOPASCIO
garden" in via Mammianese a
Marginone è scoppiato intorno alle sei di mattina. I primi
ad accorgersi delle fiamme
che si levavano dalla struttura
sono stati alcuni clienti del bar
che c'è qualche decina di metri oltre il vivaio. Immediataniente sono stati chiamati sia i
Vigili del fuoco sia i proprietari
dell'attività.
Le autopompe arrivate dalla
caserma di Lucca hanno lavorato per alcune ore per aver ragione delle fiamme. A subire i
danni maggiori è la parte della
struttura che è "incastrata" fra
il cavalcaferrovia che conduce
nel centro di Marginone e la linea Lucca-Firenze. In particolare, sono andate bruciate
quattro serre ed anche parte
degli spazi dedicati alla vendita al dettaglio. Il vivaio, infatti,
è uno dei più "gettonati" della
zona e attrae clienti anchedalla Valdinievole, il cui confine è
a un passo.
L'unica parte della struttura
che si è "salvata" è quella che
dà sulla via Mammianese, dove si trova anche l'ingresso per
i visitatori.
Sul posto sono intervenuti
anche i carabinieri, per capire
l'origine del rogo, analizzato
tecnicamente dai vigili del fuoco. Secondo le prime ricostruzioni, la pista dolosa sembrerebbe esclusa, anche perché i
titolari del vivaio hanno escluso di aver avuto, in passato, minacce o problemi di qualsiasi
genere. E - quindi - probabile
Economia e imprese locali
che a dare il via all'incendio sia
stato un cortocircuito, forse
dell'impianto elettrico di un
bruciatore. Questo spiegherebbe anche il fatto che a subire i
danni più gravi sia stata la parte più "interna" della struttura.
I danni, ovviamente, sono
ingenti: le prime stime parlano di cifre che si aggirerebbero
intorno ai 250mila euro di danni. I proprietari, comunque,
sono intenzionati a ripartire
nel giro di poche settimane,
continuando dunque la loro
attività per gli appassionati del
verde.
Tanti gli attestati di vicinanza arrivati loro, a partire da
quello del sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti che di
buon'ora si è recato di persona
sul luogo dell'incendio: «Sono
stato avvertito alle 7 di quanto
era successo - spiega il primo
cittadino - e ho voluto portare
non solo la vicinanza mia e
dell'amministrazione, ma anche l'assicurazione che faremo tutto quanto possiamo per
far sì che il vivaio possa riprendere quan lo prima la sua attività».
(l.e.)
IPROD'J7IONE RISERVATA
Un altro dettaglio del vivaio andato a fuoco
Pagina 6
Una delle serre dei "Cinziagarden " carbonizzato dall'incendio scoppiato ieri mattina
Economia e imprese locali
Pagina 7
«Viareggio porto,
gli uffici non si
mettano di traverso»
Arrivare alla nuova gara per
la vendita delle azione della
Viareggio porto entro la fine
dell'anno: questa la volontà
del sindaco Setti.
Che annuncia: «E se qualche
ufficio si mette di traverso è
bene che si sappia che
saranno presi
provvedimenti
disciplinari!».
Già. Perché per arrivare alla
gara che attende dal 2009 e
poter iscrivere a bilancio
almeno una parte dei dieci
milioni da restituire all'ex
socio privato è necessario
sciogliere il nodo dei lavori
al Triangolino (e siamo
ancora solo alla fase "che si
va a dire alla Regione"), ma
anche capitalizzare la
società che così com'è,
complice la crisi economica e
quella della nautica, senza
contare un piano regolatore
portuale passato a miglior
vita, non vale certo i dieci
milioni del 2007.
Tutto questo, più la gara
vera e propria, dovrebbe
diventare realtà di qui a fine
anno.
in una città che ha uffici
comunali non in grado di
bandire la gara per
terminare un mercato ittico
finanziato dalla Regione
ormai sette anni fa. (d.f.)
Economia e imprese locali
Pagina 8
; IN TEMPI D I CRISI FINANZIATORI PRIVATI N EI CANTIERI AL POSTO D ELLE BANCHE
1/1
,
,
Quando lo yacht è pronto icontratto, vienegrato
i al vero compratore
di fatto diviene procacciatore d'affari per l'azienda viareggina. Il cantierte vende lo yacht per 15 milioni al
vero, secondo armatore, e sulla differenza lucrata rispetto al contratto
iniziale paga una cospicua provvigione al primo «armatore». La provvigione viene fatturata e entrambi i
soggetti ottengono il proprio tornaconto.
NELL'ERA della grande crisi, con
le banche che hanno chiuso i rubinetti del credito e gli armatori italiani e stranieri che chiedono barche
pronte chiavi in mano, come stanno
a galla i cantieri che non possono autofinanziare le costruzioni? Ci pensano «armatori» che, a fine lavori, diventano piazzisti di yacht e mega
yacht. Tutta l'operazione è fatturata
e alla luce del sole.
LA MAGGIOR parte degli armatori che ancora comprano barche
nuove non vogliono più, dopo la sti-
pula del contratto, pagare gli stati di
avanzamento. Ecco come è cambiato il mercato, secondo quanto riferito da un esperto del settore che opera nella Darsena di Viareggio. Siccome i contratti hanno durata di almeno 18 mesi, gli armatori temono che
nel frattempo un cantiere, schiacciato dalla crisi, possa fallire: nel qual
caso perderebbero barca e anticipi
versati. Per questo chiedono di comprare, pagamento in un'unica soluzione, barche già pronte. Ma a Viareggio sono pochissimi, forse tre, i
cantieri ingrado di autofinanziare
una costruzione navale e metterla
sul mercato. Gli altri facevano ricorso al prestito bancario che da un pa-
Economia e imprese locali
di repertorio di
PORTO
yacht e mega yacht
io d'anni è scomparso. Si sono perciò fatte avanti nuove figure impren-
ditoriali. L'armatore firma il contratto, ad esempio da 12 milioni, per
una barca che all'azienda costa 10
milioni con 2 di profitto. Finanzia
gli stadi di avanzamento ma, quando la barca è pronta, propone di fare
il contratto a nome di un altro armatore che voleva uno yacht finita, e
magari nel frattempo il prezzo è diventato 15 milioni di curo. Il primo
armatore, finanziatore del cantiere,
CON QUESTO sistema le aziende
viareggine cercano di stare a galla,
sostituendo finanziatori privati alle
banche, per continuare a vendere
barche a armatori italiani e stranieri. Ma la Dia di Milano teme che
all'interno di queste operazioni che,
ripetiamo secondo quanto riferito,
sono tutte fatturate, si manifesti la
presenza di possibili rappresentanti
o prestanome della criminalità organizzata che cerca di reinvestire lecitamente i profitti delle proprie attività. Come accaduto a Viareggio, il
cantiere oggetto dell'operazione e
dell'investigazione diventa «parte lesa»: investigatori e magistratura dimostreranno o no che l'infiltrazione
malavitosa a Viareggio è reale, al momento non resta che prendere atto
di come funziona l'economia in tempi di crisi come questi.
b.n.
Pagina 9
--JTI MACCHINE LA GIUNTA A FIANCO DEI DIPENDENTI
Mobilitati per salvare 25 posti di lavoro
L'AMMINISTRAZIONE comunale si
mobilita per i 25 lavoratori della
`Barsanti macchine' di Massa, in gran
parte pietrasantini , in cassa
integrazione da più di un anno e
seriamente preoccupati per il loro
futuro. A garantire il suo appoggio è
stato il sindaco Domenico Lombardi
ieri mattina in municipio durante un
incontro con una delegazione di
lavoratori, ai quali ha annunciato
infatti di voler chiedere un incontro ai
sindacati e alle altre parti in gioco per
seguire gli sviluppi della vicenda. I
dipendenti, che ormai non
percepiscono lo stipendio dal lontano
giugno 2013 , nelle scorse settimane
Economia e imprese locali
avevano manifestato con un presidio
di protesta di fronte alla sede oltre ad
aver inviato una lettera alla Regione,
all'ispettorato del lavoro , alle province
di Lucca e Massa Carrara e ai sindaci
interessati chiedendo una maggior
chiarezza su alcuni punti , tra cui i
pagamenti passati , i criteri di scelta
dei lavoratori inseriti nella cassa
integrazione e le prospettive future.
Una situazione che pochi anni fa
nessuno avrebbe mai immaginato: la
storica azienda di macchine per il
marmo, fondata a Pietrasanta nel
1886, nei tempi d'oro era arrivata a
fatturare anche 30milioni di euro
l'anno.
Pagina 10
Lombardi
incontra
ilavoratori
della Bar santi
® PIETRASANTA
Incontro ieri mattina in municipio a Pietrasanta trai dipendenti della Barsanti Macchine
spa, società di produzione
macchine marmo, in cassa integrazione straordinaria dal
gennaio 2013 e a zero ore dal
giugno 2013 e il sindaco Domenico Lombardi.
Si tratta di circa venticinque
lavoratori, su 93 dipendenti
del gruppo, la maggior parte
cittadini di Pietrasanta, che
hanno chiesto con una lettera
alla proprietà e ai sindacati
chiarimenti e chiarezza su una
serie di punti che riguardano i
pagamenti passati, i criteri di
scelta dei lavoratori inseriti
nella cassa integrazione e le
prospettive future.
La lettera è stata inviata per
conoscenza anche a Regione,
Province di Lucca e di Massa,
Ispettorato del lavoro e sindaci dei comuni interessati.
Dopo avere ascoltato e approfondito le motivazioni
dell'iniziativa dei lavoratori, il
sindaco Lombardi si è impegnato a chiedere un incontro
con le organizzazioni sindacali del settore e a rapportarsi
con le altre istituzioni per seguire gli sviluppi futuri della vicenda.
Economia e imprese locali
Pagina 11
Centrolatte, 84 f
glie col fiato sospeso
La società, dopo il "no" della banca a ulteriori finanziamenti, ha chiesto il concordato. Decine i compromessi già siglati
di Luca Cinotti
1 LUCCA
Ci sono 84 famiglie che rischiano di non entrare mai nella casa che, per metà, hanno già pagato. Sono quelle che hanno
firmato il contratto preliminare per gli appartamenti del
grande complesso in costruzione da ormai quasi sette anni nell'area dell'ex Centrolatte,
tra la ferrovia Lucca-Aulla, la
via Romana e la via Pesciatina.
L'azienda che costruiva i due
blocchi più grandi, infatti, ha
presentato domanda di concordato preventivo, nel tentativo di scongiurare il fallimento
e di concludere i lavori nel
grande complesso
Senza liquidità. Già a maggio
scorso il Tirreno aveva raccontato come la Lucca Investimenti, società pistoiese proprietaria del lotto, fosse andata incontro a una gravissima
crisi di liquidità che aveva, di
fatto, congelato il cantiere nelle condizioni in cui era a fine
del 2011. La Lucca investimenti è una società che fa capo a
Umberto Flori, membro di
una delle famiglie di costruttori più importanti del pistoiese,
mentre amministratore unico
è Giorgio Zuccherini, avvocato, noto anche per la sua attività politica con An prima e con
il Pdl poi. Il complesso è diviso
in tre blocchi: i due più grandi
(complessivamente 104 appartamenti) di proprietà della
Lucca Investimenti, il più piccolo, da 20 appartamenti, di
proprietà della Romana Costruzioni.
I lavori erano stati appaltati
alla Coset, azienda di Umberto Flori, per una cifra "chiavi in
mano" di 10.200.000 euro. Per
finanziarsi, la Lucca Investimenti aveva acceso un mutuo
ipotecario da 9 milioni con
Banca Italease, oltre a incassare le caparre dei futuri proprietari: complessivamente sono
stati firmati 84 contratti preliminari, per un controvalore di
circa 4 milioni di euro. Nel frattempo, però, era scoppiata la
Edilizia & Territorio
crisi economica, abbattutasi
come uno tsunami sull'edilizia: la prima a cadere è stata
proprio la Coset che nel 2011
ha inutilmente tentato un concordato preventivo davanti al
tribunale di Pistoia, che l'ha dichiarata fallita l'anno successivo. La crisi, intanto, era arrivata anche a colpire la Lucca Investimenti.
Alla ricerca di soldi. L'azienda,
così, ha bussato a due porte
per poter completare il cantiere, giunto a uno stato di avanzamento del90%0. Innanzitutto si è rivolta ai compratori
chiedendo - come si legge nella domanda di concordato «che provvedessero al versamento di ulteriori acconti indispensabili per la chiusura del
cantiere».
Contemporaneamente, ha preso contatti con
la banca (nel frattempo diventataAlbaleasing) battendo cassa per un ulteriore prestito.
L'istituto di credito, però, da
quell'orecchio non ha voluto
sentire ragioni, visto che si è rifiutato di finanziare ulteriormente l'operazione. Gli acquirenti, da parte loro, in gran parte sono rimasti in una posizione di attesa, senza versare nuovi quattrini. Anzi, qualcuno ha
anche deciso di scindere il contratto firmato escutendo le fidejussioni che si trovava in
mano. Risultato, soldi nuovi
non se ne trovano. E così, in sede di approvazione dell'ultimo bilancio, la società ha svalutato il valore del complesso
immobiliare, azzerando il capitale sociale e scontando una
perdita "virtuale" nel conto
economico di oltre 7 milioni.
E, nel frattempo, sono partite
due istanze di fallimento da
parte di altrettanti creditori.
La domanda di concordato. Cosa il consiglio di amministrazione ha deciso di fare domanda
per accedere al concordato
preventivo. Un procedimento
che permette, fra l'altro, di
bloccare i decreti ingiuntivi.
La soluzione preferita sarebbe
quella del concordato "in continuità"che permetterebbe secondo quanto scritto nella
domanda presentata al tribunale di Pistoia - «reperire la finanza aggiuntiva necessaria
per il completamento dei lavori, ovvero individuare un'impresa disponibile a farsi carico
del cantiere o anche a subentrare nell'operazione, acquisendo la proprietà del compendio immobiliare o la pro-
prietà delle quote della Lucca
Investimenti».
Una soluzione che sarebbe
più conveniente anche per creditori e compratori: «Il completamento dei lavori consentirebbe di onorare i contratti
preliminari già sottoscritti e di
realizzare dalla vendita delle
unità immobiliari finite ricavi
di gran lunga superiori a quelli
che potrebbero essere ottenuti, in caso di fallimento, con la
vendita dei fabbricati non ultimati e soggetti nel tempo a inevitabile degrado e deterioramento». Nelle prossime settimane la società dovrà presentare un piano dettagliato: sarà
quello il momento decisivo
per sapere il destino dell'ex
Centrolatte e delle decine di famiglie che stanno aspettando.
©RIPRODIiZIOf1E RISERVATA
Un axì-ìnterrrento
da oltre
100 apparta enti
L'intervento all'ex Centrolatte
è uno dei più imponenti messo
in campo da privati a Lucca
negli ultimai amni: una
Cubatura conaplessivadi altre
ventimila metri cubi, e
superficie di oltre 8mila metri
quadri. con tanto di parcheggi
sotterranei peri condomini.
L'unico intervento
paragonabile è quello della effi
denominato Calliope in via
della Formica. con 107
appartamenti,
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II grande cantiere termo da anni nella zona dei l 'ex Centrolatte (Foto Vip)
Edilizia & Territorio
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NESSUN MISTERO sui tempi. La Provincia, sollecitata dal nostro articolo di ieri e da noi direttamente per le risposte attese sul nuovo Ponte sul Serchio, mette in
trasparenza l'agenda, invocata anche dal
coordinamento dei comitati «StosulSerchio». «Ringrazio il portavoce del comitato "Sto sul Serchio" per le sollecitazioni
rivolte all'amministrazione provinciale
- è la premessa del presidente della Provincia Stefano Baccelli - che mi danno
modo di fare il punto sull'iter del nuovo
ponte sul Serchio e, soprattutto, per ricordare che per tanti anni, e fino al 2011, della nuova infrastruttura si è solo chiacchierato, senza mai arrivare a concretizzarla».
«PER IL NUOVO ponte sul Serchio sottolinea Baccelli - per la prima volta
sul nostro territorio abbiamo indetto un
concorso di idee di livello internazionale.
Il concorso, dopo la prima fase di elaborazione di 41 proposte, sta procedendo nei
tempi previsti e non c'è alcun mistero da
celare, poiché la commissione esaminatri-
ce ha adottato le modalità e le normative
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dell'Unione Europea in tema di riservatezza e garanzie dell'anonimato». Tra i candidati concorrenti, una decina in tutto, ci sono anche nomi di studi professionali stranieri. La scadenza da cerchiare in rosso è
quella del 9 aprile prossimo. Entro quella
data i dieci professionisti dovranno pre-
LA
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Il presidente delta Provincia
risponde subito alle sollecitazioni
del Com itato «Stos erchio»
sentare alla Provincia le proposte progettuali per il nuovo ponte. A partire dai giorni successivi la commissione esaminatri-
ce dell'amministrazione provinciale avvierà il cruciale lavoro di selezione attraverso
un accurato lavoro di analisi tecnica relativo anche agli aspetti di creatività e qualità
architettonica, nonché al rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Baccelli si sofferma sulla concretezza di una opportunità
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che sta procedendo sul regolare binario.
«Fino al 2011 l'opera esisteva solo in un
tracciato di massima inserito nel regolamento urbanistico del Comune di Lucca.
Di concreto - spiega - c'è il via libera
alla sua realizzazione da parte della Provincia che, anche in relazione al progetto
dei nuovi assi viari elaborato da Anas, l'ha
considerata opera di assoluta priorità tra
le nuove infrastrutture del territorio sia
per migliorare la sicurezza di quest'area,
sia per garantire un sostanziale `salto di
qualità' dei collegamenti viari alle porte
della città».
«L'AVER indicato il nuovo ponte come
opera prioritaria - aggiunge - ha consentito alla Provincia di ottenere 15 milioni di euro di finanziamento dalla Regione
Toscana che si aggiungono ai 20 milioni a
favore degli interventi sull'edilizia scolastica e ai 9 milioni di euro per le Mura di
Lucca ottenuti grazie ai bandi emanati
dalla Fondazione Cassa di Risparmio di
Lucca».
L.S.
A,°'1CC7/.7.A DISA/73 Intanto il vecchio ponte di
Monte San Quirico continua a sopportare un
traffico che in alcune ore arriva alla totale paralisi
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IL, .
_ .'+ SEDUTA CONVOCATA PROPRIO IL PRIMO GIORNO DEL MESE PER UNA VICENDA COMPLESSA
uonsíglio
PESCE DI APRILE o meno , il primo del mese prossimo a Palazzo Santini , sede del consiglio comunale, si tornerà a parlare di piazzale
Verdi e dei suoi contestati (e nel frattempo
bloccati) lavori Piuss. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo riunitasi ieri dopo che nelle
scorse settimane tutte le opposizioni, con l'eccezione del consigliere Udc Azzarà, avevano chiesto la convocazione di un consiglio straordinario sulla sospensione dei lavori per la costruzione del nuovo anfiteatro . Un progetto, come si
ricorderà, contestato da più parti e che nel febbraio scorso, dopo il rinvio a giudizio di due
dirigenti comunali per presunte irregolarità di
carattere urbanistico, ha spinto l'amministrazione comunale a bloccare i lavori appaltati al
Consorzio cooperative costruttori di Bologna
per oltre 5 milioni di duro , 2,2 dei quali a carico
del Comune. Palazzo Orsetti attende ora alcuni pareri legali sull 'intera procedura da uno studio di Firenze, mentre l'aria rimane comunque
tesa. A iniziare da quella che si respira dentro il
palazzo comunale, dove i dipendenti che hanno collaborato al progetto continuano a contestare la scelta di bloccare i lavori, mentre la
giunta e un'altra parte della struttura la ritiene
assolutamente legittima . I dubbi sull'intera
procedura e gli innumerevoli cambi di progetto, mai fatti ritransitare dalla giunta e dall'aula,
sono aumentati con il passare delle settimane.
E hanno trovato ulteriore forza dalla scelta della Procura di rinviare a giudizio i dirigenti Tana e Di Bugno. Quest'ultimo, peraltro, aveva
presentato immediate dimissioni da responsabile unico del progetto dopo la decisione della
magistratura, ma, a quanto si apprende , la persona individuata come suo sostituto , una volta
lette le carte, avrebbe declinato l'incarico.
Un'ulteriore conferma per i dubbi coltivati a
Palazzo Orsetti sul progetto Piuss di piazzale
Verdi. E da lì a pochi giorni è infatti arrivato lo
stop.
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La nuova Coop? «Tutto regolare»
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Edilizia & Territorio
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E L'«ANDREINI LEGNAMI» ROMPE IL SILENZIO E ATTACCA CHI CRITICA IL PROGETTO
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L'azienda sostiene che gli esperti escludono probletni anche per la viabilità
da FABRIZIO VINCENTI
SULLA nuova Coop di via di Tiglio, rompe il silenzio l'Andreina
Legnami Srl, l'azienda attualmente proprietaria dello spazio dove e
destinata a sorgere la nuova attività della grande distribuzione. E lo
fa ventilando azioni contro chiunque ostacolerà l'avvio del cambio
merceologico, peraltro già autorizzato dal Comune. Con un comunicato congiunto, Andreini Legnami Srl, Sidrac Andreini e Francesco Andreini ribadiscono la totale
legittimità dell'operazione di cambio merceologico, che ha avuto il
definitivo via libera nel giugno
2013. Nella nota si parla non di
un nuovo centro commerciale,
ma della vendita di prodotti di generi alimentari e non.
NESSUN accenno specifico, comunque, al fatto che la richiesta
di cambio merceologico del giugno 2012 di Andreini Legnami
Srl, e sulla quale si appuntano le
riserve di molti compresa la Provincia di Lucca, riporta come responsabile del punto vendita un
dipendente Unicoop. Circostanza
che ormai ufficiale, così come il
fatto che i 4000 metri accanto
all'azienda di legnami sono stati
S
acquistati proprio da Unicoop nel
medesimo periodo. La proprietà
vuole invece fare chiarezza sugli
aspetti della vicenda finiti nella
polemica in queste settimane.
«DA QUALCHE tempo - si legge nella nota - sulla stampa locale
con cadenza quasi quotidiana appaiono articoli che in un modo o
nell'altro finiscono per coinvolgere con evidenti connotazioni negative un'iniziativa imprenditoriale che non consiste (come abbiano spesso letto) nell'apertura
di nuovo centro commerciale ma
nella possibilità per negozio già
esistente (e da oltre 40 anni!!!) di
vendere sulla stessa superficie
non solo generi non alimentari
ma anche generi alimentari, come da autorizzazione già correttamente rilasciata dal Comune previo favorevole nulla-osta della Regione Toscana. Quanto sopra nel
rispetto delle leggi vigenti in materia. Nella piena consapevolezza
di chiedere ciò che ci spetta, abbiamo fatto, e faremo, i nostri passi
nell'interesse ed a tutela sia dei nostri diritti che di posti di lavoro,
per vedere realizzato un progetto
la cui regolarità normativa non
può e non deve essere messo in discussione». Per l'Andreina legna-
mi è tutto in regola, e se la prende
con chi ritarderà il cambio merceologico.
«PREFERIAMO tralasciare in
questa sede ogni commento in
merito al contenuto dei suddetti
articoli che da un anno a questa
parte occupano periodicamente la
cronaca locale - continua la nota ma teniamo a precisare, e ribadire, che assumeremo, se del caso
ed in ogni sede, nei confronti di
chiunque, con o senza titolo si è
avventurato e si avventurerà in affermazioni che, oltre ad essere
avulse dalla realtà, hanno toni maliziosi e calunniatori al solo scopo
di ritardare il legittimo cambio
merceologico di un'attività ultra
quarantennale, adducendo motivazioni di viabilità e della circolazione stradale, pur sapendo che
esperti del settore hanno escluso
per entrambe alcun danno o compromissione dalla nostra iniziativa. Non ci saremmo scandalizzati, infatti, se questa campagna fosse stata promossa da operatori
commerciali della grande distribuzione, siamo invece assai meravigliati che in questo caso (almeno apparentemente) la spinta propulsiva a questa campagna di
stampa venga dal mondo politico».
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Sullo sfondo
l'immobile di
Andreina Legnami
dove si vuole aprire il
nuovo supermercato:
il prato nella foto
(4mila metri quadri) è
stato acquistato dalla
Coop per realizzarvi
l'area di sosta
Edilizia & Territorio
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Corretto l'operato
dell'azienda A refi
Da qualche tempo sulla stampa locale con cadenza quasi quotidiana appaiono interventi che
in un modo o nel l'altro finiscono
per coinvolgere con evidenti connotazioni negative un'iniziativa
imprenditoriale che non consiste (come abbiano spesso letto)
nell' apertura di nuovo "centro
commerciale" ma nella possibilità per negozio già esistente (e da
oltre 40 anni!!!) di vendere sulla
stessa superficie non solo generi
non alimentari maanchegeneri
alimentari, come da autorizzazione già correttamente rilasciata
dal Comune previo favorevole
nulla-osta della Regione Toscana. Quanto sopra nel rispetto
delle leggi vigenti in materia.
Nella piena consapevolezza ci i
chiedere cio' che ci spetta, abbiamo fatto, e faremo, i nostri passi
nell'interesse ed a tutela sia dei
nostri diritti che di posti di lavoro, per vedere realizzato un progetto lacui regolarita' normativa
non puo' e non deve essere messo in discussione.
Teniamo a precisare, e ribadire,
che assumeremo, se del caso ed
in ogni sede, nei confronti di
chiunque, con o senza titolo si è
avventurato e si avventurera' in
affermazioni che, oltre ad essere
avulse dalla realta', hanno toni
maliziosi e cal unniatori al solo
scopo di ritardare il legittimo
cambio merceologico di un'attivita' ultra quarantennale, adducendo motivazioni di viabilita' e della circolazione stradale pur sapendo che esperti del settore
hanno esci uso per entram be alcun danno o compromissione
dalla nostra iniziativa.
Non ci saremmo scandalizzati,
infatti, se questa campagna fosse stata promossa da operatori
commerciali dellagrande distribuzione, siamo invece assai meravigliati che in questo caso (almeno apparentemente) la spinta propulsiva a questa campagnadi stampavenga dal mondo
politico.
Quanto sopra per obbligo e desiderio di chiarezza e convinti di
aver agito da sempre con correttezza, lealta' e rispetto della legge.
Sidrace Francesco Andreini
(Andreini Legnami Srli)
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Edilizia & Territorio
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L'ANNUNCIO
Parteno i lavori
alla chiesa
Riapertura
peqíovedí santo
INIZIERANNO lunedì 17 i lavori
per la ristrutturazione della chiesa
parrocchiale di Marlia, rimasta gravemente danneggiata dal terremoto di un anno fa e da allora chiusa
ai fedeli. A spiegarlo è stato lo stesso don Fulvio Calloni, nel corso di
un incontro con il comitato parrocchiale di coordinamento «Rïentriamo in chiesa» e con gli ingegneri
Amedeo e Diego dello studio Tecnico di Ingegneria Romanini a cui
sono stati affidati i lavori. Per circa
un mese sarà montato il ponteggio
interno alla chiesa per metterla in
condizioni di sicurezza e permetterne l'agibilità almeno parziale per le
funzioni festive. L'obiettivo di don
Fulvio è quello di riaprire la chiesa
con la funzione del giovedì santo,
la sera del 17 aprile, per poi potervi
effettuare anche la messa pasquale.
I lavori sono complessi e richiederanno tempo: particolare attenzione sarà posta alla navata principale,
alla cupola e ai cornicioni longitudinali che sono stati i più lesionati.
Il montaggio del ponteggio sarà effettuato dalla ditta Francesconi di
S.Martino in Freddana e dovrebbe
terminare il 15 aprile. Ma con l'inizio dei lavori, la piazza della chiesa
perderà temporaneamente anche la
sua Madonna. La statua infatti posta all'ingresso della piazza verrà
smontata e portata per il tempo necessario in chiesa mentre verrà
smantellata definitivamente la tribuna in cemento che una volta era
il palcoscenico della corale e della
banda di Marlia, per consentire ai
mezzi delle ditte edili di potersi
muovere con maggiore facilità. Intanto stanno già arrivando i primi
contributi da parte degli Enti, e
Fondazioni, ma anche da privati
sui due conti aperti dal coordinamento «Rientriamo in Chiesa»: il primo presso la Banca del Monte di
Lucca il cui codice Iban è:
IT29Z0691524702000000025280 e
l'altro alle Poste. Tutti i contributi
ricevuti, le spese effettuate e lo stato di avanzamento dei lavori verrà
pubblicato puntualmente sul sito
web: www.parrocchiadimarlia.it.
Paolo Bottari
Edilizia & Territorio
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Via ai lavori nella chiesa di Marlia
Lunedì parte l'intervento per sistemare i danni dei terremoto. II parroco don Calloni: «Venerdì 17 aprile la prima messa»
di Maurizio Rossi
1 MARLIA
Partiranno lunedì, con il montaggio del ponteggio e dei presidi di sicurezza, i lavori per il
risanamento della chiesa principale del paese dedicata a S.
Maria Assunta e S. Giovanni
Evangelista,
chiusa
dopo
l'evento sismico del 25 gennaio2013.
Immediatamente dopo il
terremoto infatti nella chiesa
si presentarono lesioni e fessure preoccupanti. Lesionii alle
volte costituenti la navata principale e la cupola, ai cornicioni
longitudinali, fessurazioni diffuse alle varie membrature costituenti le murature portanti
del complesso religioso.
La notizia dell'avvio dei lavori è stata data durante l'incontro, tenutosi nella sala della canonica, alla presenza del parroco don Fulvio Calloni, dei
membri del Comitato Coordimamento Rientriamo in Chiesa, degli ingegneri Amedeo e
Diego dello Studio Tecnico di
Ingegneria Romanini che hanno l'incarico del progetto e di
seguire i lavori di ristrutturazione.
Nell'ambito della serata è
stata quindi valutata e decisa
la scelta, tra alcune ditte, di
quella che darà appunto inizio
a questi lavori. A montare la
struttura del ponteggio e tutte
le protezioni per la sicurezza è
la ditta Fabio Francesconi di S.
Edilizia & Territorio
Martino in Freddana Dori, che
si avvarrà della collaborazione
di ditte edili locali per eventuali materiali e forza lavoro. Un'
impresa che ha già lavorato in
ambito ecclesiastico lucchese,
vedi la ristrutturazione del
complesso e Chiesa di S. Francesco, S. Maria Nera Corteorlandini, ma anche con interventi al Giglio, alla Villa Borbone e ultimamente la Casa del
Boia.
I tempi di questa sistemazione del ponte ed apparati richiederanno fino al 15 aprile.
Dopo di che la chiesa avrà un'
agibilità provvisoria e limitata
per consentire al parroco don
Fulvio di poter dire nuovamente la messa all'interno di questo spazio religioso con i suoi
paesani. Una capienza naturalmente ridotta, ma tanto basta per permettere ai marliesi
il rientro ed il rimpossessarsi
di nuovo della loro chiesa.
«Se tutto procede come deve - afferma don Fulvio - ed
una volta sistemato tutto il
ponteggio e la messa in sicurezza provvisoria dell'ambiente, la prima messa verrà celebrata il giovedì santo, ovvero il
17 aprile».
Inoltre per permettere una
certa manovrabilità dei grossi
mezzi che dovranno portare
sia i ponteggi che in seguito i
materiali edili e per non creare
ulteriori disagi ai commercianti della zona, la piazza della
chiesa subirà un cambiamento. Verrà infatti, smontata la
statua della Madonna, che si
trova all'entrata del piazzale
stesso e che sarà portata provvisoriamente in chiesa e sarà
smantellata la tribuna in cemento che era adibita alla musica corale e bandistica. Il Coordinamento Rientriamo in
Chiesa informa che stanno
stanno già arrivando dei fondi
da enti, Fondazioni, banche e
privati sui due conti aperti uno
presso la Banca del Monte di
Lucca il cui codice iban è:
IT29Z06915247020000000252
80 ed un alla Posta. Per la trasparenza, tutti i movimenti dei
contributi e gli stati di avanzamento dei lavori si possono seguire sul sito web: www.parrocchiadimarlia.it.
Nel primo
periodo
la capienza
sarà ridotta
mai fedeli potranno
comunque seguire
le celebrazioni che da
tempo erano state sospese
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La chiesa di Marlia con la statua della Madonna che sarà rimossa per consentire l'effettuazione dei lavori ; a destra una delle lesioni
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CAPANNORI
'asfaltate
via don do Mei
e via del Casalino
ì CAPANNORI
Asfalto nuovo in via don Aldo
Mei, la strada che collega il centro a piazza Aldo Moro e al municipio. L'intervento di rifacimento del manto stradale si è
concluso ed è ripresa la normale circolazione delle auto. La via
don Mei, una delle arterie più
transitate, dove si affacciano
abitazioni ed attività commerciali, da qualche mese versava
in uno stato di deterioramento,
molto consumata a causa delle
forti piogge e dal continuo passaggio dei veicoli.
Adesso i residenti capannoresi hanno sollecitato anche la sistemazione del tratto terminale
di via della Libertà, all'intersezione con via del Popolo, e la
parte di asfalto davanti alla rotonda di "Garibaldi" che presenta alcune criticità. intanto strisce segnaletiche e "zebre" nuove in via Piaggia in corrispondenza del parco e della pasticceria Pracchia. Riasfaltata anche
via del Casalino a Lunata.
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