Arpat - Autorità di Bacino del fiume Serchio

ARPAT – Direzione generale
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Via N. Porpora, 22 - 50144 Firenze
tel. 055.32061 - fax 055.3206324
PEC: [email protected]
www.arpat.toscana.it - [email protected]
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N. Prot.
Vedi segnatura informatica
cl. DV.01/90.1
originale
copia per conoscenza
minuta per archivio
unico originale agli atti
del
a mezzo: PEC
All’Att.ne
Pres. NURV della Regione Toscana
Ing. Aldo Ianniello
Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare
Direzione generale per le valutazioni
ambientali
Autorità di Bacino del Fiume Serchio
Oggetto: "Piano di gestione delle acque del Distretto Idrografico Pilota del fiume Serchio – 1°
aggiornamento". Contributo istruttorio per la fase di verifica di assoggettabilità a VAS.
Riferimenti: nota RT protocollo NURV n.0193402 del 04/08/2014 , protocollo ARPAT n. 52991 del
04/08/2014) relativa alla comunicazione di avvio delle consultazioni sul Rapporto Preliminare per la fase
di verifica di assoggettabilità
Premessa
L’aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque del fiume Serchio si propone di effettuare una
rivisitazione critica del Piano di Gestione già approvato alla luce degli sviluppi del quadro conoscitivo ed
in accordo con le richieste della stessa Direttiva 2000/60/CE.
In particolare, gli argomenti chiave del lavoro di aggiornamento del Piano sono i seguenti:
1. Nuove strategie che scaturiscono dai risultati del monitoraggio ambientale condotto. In tal senso
l’aggiornamento del Piano si propone di individuare i corpi idrici che rischiano di fallire gli obiettivi
proposti nel PdG approvato, analizzandone le problematiche ambientali ed effettuando non solo una
ricognizione delle misure già in essere per risolvere tali problematiche, ma anche una
revisione/integrazione delle misure già previste, partendo dallo schema tipico di riferimento “corpo idricopressione –impatto -misura”.
2. Analisi delle problematiche ambientali non ancora affrontate o affrontate solo parzialmente e che
necessitano di approfondimenti nell’aggiornamento del Piano. In tal senso verranno sviluppate le
tematiche introdotte con il documento di “Valutazione Globale Provvisoria dei principali problemi di
gestione delle Acque” redatto proprio al fine di individuare gli argomenti chiave su cui concentrare
l’aggiornamento del Piano, nonché le azioni necessarie all’integrazione del Piano con le altre politiche di
sviluppo territoriale, in particolare con l’agricoltura.
3. Azioni di coordinamento con la Direttiva 2007/60/CE (ALLUVIONI).
A tal fine il Rapporto Preliminare ipotizza che le tipologie di azioni che saranno individuate
nell’aggiornamento del Piano di Gestione delle Acque saranno le seguenti:
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Organizzazione con Sistema di
gestione certificato da CERMET
Secondo la norma
UNI EN ISO 9001:2008
Registrazione n. 3198-A
Per esprimere il proprio giudizio sui servizi ARPAT è possibile compilare il questionario on-line all’indirizzo www.arpat.toscana.it/soddisfazione
a) Misure conoscitive strumentali alla predisposizione di eventuali future misure operative.
b) Misure già in essere da modificare/implementare/attuare o eliminazione di misure che non si
ritengono più necessarie.
c) Misure da predisporre che necessitano di raccordarsi ad altri strumenti di pianificazione da
sottoporre a VAS (es. Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni).
d) Azione che potrebbe essere declinata sul territorio mediante approfondimenti da condurre
all’interno del gruppo di coordinamento agricoltura-ambiente attraverso l’applicazione di misure di
base o l’individuazione di idonee misure supplementari.
Osservazioni
Si ritiene che tale documentazione non necessiti di essere sottoposta a VAS, non presentando
effetti che determinano impatti significativi sul territorio, quanto viceversa debba essere sottolineata
l’importanza che ha assunto negli ultimi anni la disciplina dettata dalle norme di salvaguardia contenute
nel Piano di Gestione attualmente in essere, con particolare riguardo alla tutela dei corsi d’acqua e al
sistema idrico destinato alla produzione di energia idroelettrica.
Si segnalano comunque alcuni elementi che a nostro avviso dovranno essere presi in considerazione
nella stesura del piano:
-La necessità di estendere a tutte le realtà del sistema idraulico “strategico” le misure già adottate per
una parte di esse, al fine di garantire fattori concettualmente determinanti per la salvaguardia degli
ecosistemi, come la continuità fluviale, garantita dalla presenza di DMV e l’assenza di barriere
insormontabili per gli organismi acquatici, mitigate dalle scale di risalita.
-Così come già evidenziato nel nostro contributo al Rapporto Ambientale del PdG 2010 (prot. ARPAT n.
91400 del 20/11/2009), il criterio della continuità adottato nella classificazione dei sistemi fluviali
uniformando il giudizio di qualità dell’intera asta ai livelli ottenuti nei tratti più bassi, se da una parte può
sembrare cautelativo, dall’altra rischia di esporre tratti anche di livello “Elevato” ad interventi che ne
potrebbero compromettere definitivamente la qualità come, ad esempio, quelli che tendono a modificare
i caratteri idromorfologici (aree di pertinenza, fasce riparie, zone umide, ecc.). Infatti come ormai
universalmente riconosciuto dalla comunità scientifica e acquisito dalla normativa comunitaria, i caratteri
idromorfologici associati al corso d’acqua assumono importanza cruciale per garantire la qualità e la
funzionalità del sistema fluviale.
Entrando nel merito delle proposte avanzate dalla revisione del Piano, si esprime un generale
apprezzamento per la maggior parte di quelle enunciate come Nuove strategie e azioni per
l’aggiornamento del Piano; si avanzano comunque alcune osservazioni:
Utilizzo acque Lago di Massaciuccoli. Oltre alla disponibilità dei dati rilevati per il monitoraggio ai sensi
della Direttiva 2000/60, la Regione Toscana a riattivato per il 2014 il monitoraggio delle biotossine algali,
con riferimento alle microcistine e alla presenza di Prymnesium parvuum, il cui andamento nel corso
dell’anno può fornire un contributo per la valutazione delle azioni di risanamento. Il problema
dell’ingressione salina è certamente un elemento strategico per il raggiungimento degli obbiettivi di
qualità, per gli effetti che può esercitare sulle comunità acquatiche. Così come il ruolo svolto dalle ex
cave di sabbia, che in alcuni casi raggiungono profondità (- 20 m circa) molto superiori alla batimetria
media del lago (-4 m circa), sul quale sarebbe necessaria una profonda riflessione anche per gli evidenti
effetti che esso provoca sulla funzionalità dell’ambiente palustre. Sarebbe a tal proposito auspicabile lo
studio di un progetto di ripristino ambientale, con recupero delle batimetrie, allontanamento della salinità,
a beneficio dell’intero ecosistema palustre. Di vitale importanza anche la definizione del protocollo di
gestione della derivazione di acqua dal fiume Serchio verso il lago di Massaciuccoli, tenendo conto
anche degli scenari meteoclimatici che presumibilmente potranno caratterizzare gli anni a venire. Ultimo
aspetto, ma non per importanza,una riflessione sulla gestione mirata delle colture che gravano sul
comprensorio bonificato, tale da ridurre le evidenti ripercussioni sulla qualità delle acque del reticolo
idrico della bonifica che recapitano nel lago.
Utilizzo idroelettrico. Si ritiene strategica la misura relativa ad assicurare tratti di rispetto anche a valle
dei rilasci di derivazioni di tipo strategico. A tal proposito, facendo riferimento anche al documento di
“Valutazione Globale Provvisoria”, sarebbe auspicabile estendere anche alle tipologie di derivazione
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ritenute strategiche non ancora regolamentate, l’applicazione di un DMV e quindi di un rilascio che
impedisca l’interruzione del continuum fluviale, in alcuni casi determinante per la definizione dello stato
di qualità ambientale. Serie perplessità sorgono in merito alla opportunità di introdurre una soglia sul
quantitativo di acqua da derivare al di sotto della quale la derivazione è considerata non impattante, al
fine di assoggettarla ad un regime vincolistico più elastico, così come riportato nel documento di
Valutazione Globale Provvisoria. Definire una derivazione non impattante rischia di costituire una
contraddizione in termini: un tale tipo di soglia applicata alle piccole derivazioni dovrebbe comunque
tener conto del rapporto che la portata derivata ha con le dimensioni del corso d’acqua e della frequenza
numerica e spaziale che esse possono avere. Altre azioni strategiche da sottolineare sono quelle
relative alla individuazione dei tratti sicuramente non disponibili, che dovrebbe mirare alla salvaguardia
dei siti di riferimento, e alla valutazione del fenomeno del hydropeaking, i cui effetti sulle comunità
acquatiche e sull’ecosistema fluviale sono ormai riconosciute dalla comunità scientifica.
Osservazioni puntuali
Si segnala che tra i corpi idrici di tipo a), come definiti alla pag. 37 del Rapporto Preliminare, non figura il
corpo idrico “Costa del Serchio”, acque marino-costiere che però, secondo quanto riportato nella tabella
n. 1e dell'Appendice 1 al Rapporto Preliminare, ha l’obiettivo del raggiungimento/mantenimento dello
stato “buono” al 2015 e ha al 2012 lo stato di qualità inferiore al “buono”.
Con riferimento a quanto riportato nel paragrafo 5.1 si osserva che, per i corpi idrici individuati come
problematici per classificazione “sufficiente” dello stato ecologico nella tabella 3a, oltre a confermare e
dare effettivo avvio all'attuazione delle misure supplementari n. 6 e 26 come indicato nel Rapporto
Preliminare, potrebbe essere utile, ai fini del raggiungimento dello stato ecologico “buono” confermare
anche la misura supplementare n. 5. “ Riqualificare tratti fluviali”) Analogo discorso per i corpi idrici
individuati come problematici per classificazione “sufficiente” dello stato ecologico nella tabella 4a per i
corpi idrici di tipo b) (obiettivo del raggiungimento/mantenimento dello stato “buono” al 2021 e al 2012 lo
stato di qualità è inferiore al “buono”).
Viste le criticità relative agli impianti idroelettrici, con riferimento alla modifica, della scheda norma n. 4
Disciplina delle derivazioni da acque superficiali al fine di garantire il deflusso minimo vitale e
salvaguardare l’ambiente fluviale, prevista dall'aggiornamento sarebbe utile integrare gli indicatori di
monitoraggio riportati nella tabella 9 (riferiti al numero delle derivazioni) con indicatori che rendano
maggiormente conto del rispetto del DMV.
Firenze, 26 agosto 2014
La Dirigente
Dott.ssa Carmela D’ Aiutolo (*)
Il Responsabile del settore VIA VAS
Dott. Alessandro Franchi (*)
(*) Documento informatico sottoscritto con firma digitale ai sensi del D.Lgs 82/2005. L'originale informatico è stato predisposto e
conservato presso ARPAT in conformità alle regole tecniche di cui all'art. 71 del D.Lgs 82/2005. Nella copia analogica la
sottoscrizione con firma autografa è sostituita dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile secondo le
disposizioni di cui all'art. 3 del D.Lgs 39/1993.”
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