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Rappresentanza Sindacale Aziendale
Segreteria dell’Organo di Coordinamento
Cassa di Risparmio di Volterra Spa
IL NOSTRO BILANCIO
Lo abbiamo chiamato “Il nostro bilancio” non tanto e non solo perché è il bilancio della nostra Cassa, ma
proprio perché lo abbiamo fatto noi, nella sostanza, apportando il nostro premio di produttività.
Troviamo assolutamente inutile pubblicare valori assoluti perché non corrispondono con quelli del 2012
pubblicati in bilancio (anche 200 MLN di differenza), non tanto perché falsi o errati, ma perché possono assorbire
contenuti diversi, con diverse interpretazioni, e quindi non sono di fatto significativi.
Ecco invece alcuni dati espressi in termini relativi, in attesa del prossimo 23 aprile quando, in occasione
dell’Assemblea degli Azionisti, potremo forse conoscere il bilancio definitivo della CRV.
RACCOLTA DIRETTA
in crescita
+ 4%
RACCOLTA INDIRETTA
in crescita soddisfacente
+ 11,45%
IMPIEGHI
costanti
- 0,34%
Il margine di interesse è sceso sensibilmente, trend in parte recuperato dalle commissioni nette in aumento e
dalla diminuzione dei costi amministrativi.
Cosicché ci spetterebbe un premio più o meno in linea con quello dello scorso anno.
La suddetta diminuzione dei costi amministrativi è dovuta in gran parte dall’abbattimento del premio di
produttività al personale, calmierato dalla nomina dei nuovi dirigenti e da altre dinamiche retributive.
Appare ovvio come l’abbattimento del premio sia servito a compensare, fra l’altro, i nuovi costi derivanti dalle
promozioni a dirigente e abbia pesato soprattutto sui colleghi retribuiti meno, perché gli altri hanno ben più
interessanti riconoscimenti, derivanti dal percorso di carriera oppure dal ruolo ricoperto.
Si è scelto quindi di “colpire nel mucchio” salvaguardando, come spesso accade, chi più ha e rifiutando il
modello etico che imporrebbe proprio a costoro di dare il buon esempio.
In attesa della sentenza che dovrà dirci se anche quest’anno potremo riscuotere il
premio determinato in modo proporzionale rispetto all’andamento di gestione secondo il
modello condiviso del VAP (valore aggiunto procapite) o se dovremo subire il tetto
artificialmente imposto, ci sentiamo di puntualizzare che pretendere quanto ci spetta non
significa seguire “logiche di brevissimo periodo” bensì il senso della legalità e della giustizia,
mentre il disporre di quanto ormai non è più nelle nostre disponibilità non può significare
“orientare le proprie scelte in un’ottica di stabilità” bensì distrarre dalla loro normale
destinazione fondi che appartengono ormai ai lavoratori. Cedere senza contropartite la voce di
bilancio più importante della busta paga della maggioranza dei colleghi non ha mai avuto
precedenti nella storia contrattuale della Cassa: avremmo potuto intavolare una trattativa,
come noi proponemmo con la FISAC, per ottenere dei miglioramenti normativi, avremmo
potuto disegnare un nuovo premio, tante cose sarebbero state plausibili prima di subire un
limite rozzamente disegnato fuori di ogni criterio di calcolo.
Se anche la Magistratura vorrà invece dare ragione in qualche modo e in via definitiva a questa
brutta pagina di contrattualistica, dovremo accettare da buoni cittadini quanto stabilito, perché le sentenze
del Tribunale del Lavoro non sono atti di secondaria importanza e LE CONDANNE (non altro) devono essere
considerate per il peso che hanno e non ci risulta che il Sindacato sia mai stato condannato per qualcosa di
GRAVEMENTE IRREGOLARE messo in atto nella sua azione di tutela dei lavoratori, mentre l’azienda, fino ad
oggi, fra ricorsi e prime cure, ha già avuto torto almeno SEI VOLTE (scusate se è poco) nell’arco di due
anni poco più: tre volte con la FABI di cui una volta anche con le altre due sigle sindacali e altre tre volte con
singoli lavoratori, che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia e pretendere giustizia.
NON CI SEMBRA PERTANTO DI POTER GIUSTIFICARE E CONDIVIDERE I TONI TRIONFALISTICI
REGISTRATI IN QUESTI GIORNI
Riprodotto in proprio a Volterra, Via Ortotondo, 17.04.2014