dipartimento allergologia - Corte di Giustizia Popolare per il diritto

CORTE DI GIUSTIZIA POPOLARE
PER IL DIRITTO ALLA SALUTE
III CONGRESSO NAZIONALE
IL DIRITTO ALLA SALUTE: UN DIRITTO INALIENABILE
CRITICITÀ A CONFRONTO
COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE
DIPARTIMENTO ALLERGOLOGIA
FederAnziani - Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute
Via Orazio, 10 - 00193 Roma - Tel. 06 87756407 - Fax 06 87756396 - C.F: 97430410585
[email protected] - www.federanziani.it
[email protected] - www.cortegiustiziapopolare.it
DIPARTIMENTO ALLERGOLOGIA
Secondo i dati dell’OMS la prevalenza delle allergie è pari a circa il 10/40% della
popolazione mondiale e, nello specifico, le riniti allergiche sono un problema sanitario
globale che colpisce dal 5 al 35% della popolazione. Si stima che 250.000 decessi
l’anno potrebbero essere evitati grazie ad una più attenta conoscenza della malattia
da parte del paziente ignaro. Il dato nazionale di prevalenza delle allergie viene
riportato nelle successive Figure 1, 2 e 3, in cui si evidenzia come le allergie
colpiscano soprattutto le fasce d’età più giovani ed intermedie, ed in particolar modo il
sesso femminile.
Figura 1: Prevalenza delle Allergie in Italia, Dati Nazionali per Fasce d'Età
Prevalenza Allergie, Dati Nazionali
Trend '93-'13
14,0%
12,0%
0-14 Anni
10,0%
10,0%
15-24 Anni
25-59 Anni
60-74 Anni
8,0%
75 Anni e più
6,0%
6,0%
Totale Italia
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
4,0%
Fonte: DataBase I.Stat 2014
Come emerge chiaramente dalla Figura 1, la prevalenza delle allergie in Italia è in
netto aumento nel corso degli ultimi 20 anni per tutte le fasce d’età analizzate. (si
passa infatti da un valore nazionale medio del 6,0% nel 1993, al 10,0% nel 2013).
Inoltre dal grafico risulta evidente quanto sia stabilmente superiore alla media
nazionale il dato delle fasce d’età tra i 15 ed i 59 anni, mentre quello delle fasce d’età
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
2/21
più elevate risulta al di sotto della media, ciò significa che le allergie colpiscono
soprattutto nelle età mediane di vita, più che nell’infanzia e nella vecchiaia.
Figura 2: Prevalenza delle Allergie negli Uomini, Dati Nazionali per Fasce
d'Età
Prevalenza Allergie Uomini, Dati Nazionali
Trend '93-'13
11,0%
10,0%
9,0%
55-59 Anni
8,0%
60-64 Anni
7,0%
65-74 Anni
6,0%
75 Anni e più
5,0%
Totale Italia
4,0%
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
3,0%
Fonte: DataBase I.Stat 2014
Figura 3: Prevalenza delle Allergie nelle Donne, Dati Nazionali per Fasce d'Età
Prevalenza Allergie Donne, Dati Nazionali
Trend '93-'13
16,0%
14,0%
12,0%
55-59 Anni
60-64 Anni
10,0%
65-74 Anni
8,0%
75 Anni e più
Totale Italia
6,0%
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
4,0%
Fonte: DataBase I.Stat 2014
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
3/21
Dal confronto delle Figure 2 e 3 emerge chiaramente come il livello di prevalenza delle
allergie nelle donne risulti stabilmente superiore al dato maschile per ogni fascia d’età.
Il dato femminile, infatti, risulta stabilmente superiore alla media nazionale ad
eccezione delle donne over 75.
Nella Figura 4 sono riportati i dati di prevalenza delle allergie per le 4 Macroregioni
Italiane.
Figura 4: Prevalenza delle Allergie in Italia, Dati Macroregionali
Prevalenza Allergie, Dati Macroregionali
Trend '93-'13
12,0%
11,0%
10,0%
9,0%
Nord
8,0% 7,5%
7,0% 6,6%
Centro
Sud
Isole
6,0%
4,9%
5,0% 4,3%
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
1995
1994
1993
4,0%
Fonte: DataBase I.Stat 2014
I dati in figura evidenziano, oltre al complessivo trend crescente delle allergie nel
corso degli ultimi venti anni, un allineamento dei valori di prevalenza registrati nelle
varie Macroregioni nel corso degli anni. Infatti mentre nel 1993 si passava da un dato
di prevalenza del 7,5% nel Nord Italia al 4,3% registrato nel Sud, nel 2013 i dati delle
quattro Macroregioni Italiane tendono a collimare attorno al valore medio nazionale
pari al 10%. Da ciò è possibile dedurre quanto l’incremento relativo del tasso di
prevalenza delle allergie nelle quattro Macroregioni abbia interessato in maniera più
evidente il Sud e le Isole piuttosto che il Nord e il Centro.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
4/21
L'asma, che nel mondo colpisce dai 150 ai 300 milioni di persone, il cui costo annuale
a livello Europeo è stimato attorno ai 33,9 miliardi di Euro e che in Italia impiega circa
l’1,2% della spesa sanitaria pari a 1,3 miliardi Euro per la sua cura (dai 1000 ai 2000
Euro anni per ogni malato), è causata per l’80% da allergie respiratorie nell’adulto, e
insieme alle malattie allergiche in generale è causa importante di morbilità su scala
globale in quanto:

L'asma colpisce in modo sproporzionato le minoranze e le persone provenienti
da gruppi socioeconomici più bassi.

Il costo totale globale di cura per persone con disturbi asmatici e allergici è
sproporzionatamente elevato, nonostante il costo relativamente basso per
persona soprattutto per l'alta prevalenza di questi disturbi.

La modalità di gestione più efficace per questi disordini è quella di fornire ai
pazienti capacità di autogestione.
Oltre alle allergie di tipo respiratorio ne esistono diverse altre tipologie, di seguito se
ne elencano le principali:
- Allergia alimentare: colpisce, al mondo, dai 220 ai 520 milioni di individui.
- Orticaria: può essere anche cronica, si verifica frequentemente nel corso della vita,
con una prevalenza superiore al 20%. Se non trattata, l’orticaria cronica ha un forte
impatto sulla qualità della vita e riduce la produttività fino al 30%.
- Reazioni avverse ai farmaci: possono coinvolgere 1/10 della popolazione
mondiale e interessare fino al 20% di tutti i pazienti ospedalizzati. Più del 10% di tutte
le reazioni avverse ai farmaci sono reazioni di ipersensibilità imprevedibili. I farmaci
possono essere responsabili fino al 20% dei decessi da causa anafilattica.
- Allergia al veleno di imenotteri: può causare, nei casi più gravi, il broncospasmo,
l’edema della laringe e l’ipotensione e può essere fatale nel 50% negli individui che
non hanno una storia documentata di una pregressa reazione sistemica.
- Allergia occupazionale: rappresenta un importante problema di salute pubblica a
causa della sua elevata prevalenza e del suo impatto socio-economico. L’asma
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
5/21
professionale contribuisce in modo significativo all’ impatto globale della patologia
asmatica, dato che colpisce circa il 15% degli asmatici adulti.
Anafilassi
Nonostante sia la più grave e temuta allergia, avere elementi statistici significativi
inerenti l’anafilassi è complicato per molti motivi, primo fra tutti la mancanza di una
definizione puntuale ed ufficiale, e ciò comporta differenze nelle modalità di ricerca e
di raccolta dati. La numerosità di studi riferibili a questo tipo di allergia è alquanto
scarsa, soprattutto in Italia, tuttavia, di seguito verranno elencati alcuni dei risultati
emersi da uno studio condotto da Novembre. In quest’indagine si analizzavano alcuni
aspetti clinici di 76 bambini affetti da 95 episodi di anafilassi conversi presso il centro
allergologico dell’Ospedale Meyer di Firenze. Le cause più probabili di anafilassi sono
risultate essere gli alimenti (57%), il veleno degli imenotteri (12%), i farmaci (11%),
l’esercizio (9%), cause idiopatiche (6%). Il latte e i pesci, da soli, costituivano circa il
50% delle cause di anafilassi. Il 62% dei casi, soltanto, venivano trattati in ospedale o
comunque in Pronto Soccorso. I medesimi autori hanno analizzato in un altro studio
117 pazienti adulti affetti da anafilassi per un periodo totale di 11 anni presso un
Ospedale Universitario. Da quest’ulteriore indagine emergeva come la maggior parte
degli episodi anafilattici emergeva a casa (63%). L’eziologia più frequente erano i
farmaci (49%), seguita dal veleno di insetti (29%), mentre gli alimenti erano
responsabili solo dell’8% degli episodi.
Secondo un’analisi preliminare su 140 bambini (età media 5,2 anni) portata avanti
dalla Commissione per le Allergie Alimentari, Anafilassi e Dermatite Atopica della
SIAP, ha mostrato una prevalenza maggiore del sesso maschile (70,7%). Solo nel
66% dei casi questi bambini sono stati condotti al Pronto Soccorso, e di questi il 35%
ricoverati (Figura 5).
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
6/21
Figura 5: Indagine conoscitiva sull’anafilassi. Soggetti che pongono la diagnosi
Paziente; 1%
Genitore; 17%
In seguito; 24%
Medico
reparto;
6%
Medico
ambulanza;
3%
PLS; 14%
Medico PS; 35%
Fonte: Calvani et al. - Anafilassi in pediatria
La diagnosi di anafilassi è stata diagnosticata nel 35% dei casi dal medico del Pronto
Soccorso, mentre nel 24% dei casi è avvenuta a distanza di tempo. Le recidive sono
risultate significativamente più frequenti nei bambini con anafilassi rispetto a quelli
con allergia generalizzata: 52/96 bambini con anafilassi rispetto a 14/41 con allergia
generalizzata.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
7/21
Rinite allergica
Come dimostra la Figura 6, la prevalenza di riniti allergiche negli Stati Uniti è
comparabile a quella della altre malattie croniche maggiori.
Figura 6: Prevalenza della rinite allergica negli Stati Uniti, comparata a quella delle
principali malattie croniche
Prevalenza delle Principali Malattie Croniche,
Dati USA
US Prevalence (Millions)
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Allergic Rhinitis
Diabetes
High Cholesterol
(≥240 mg per dl)
Hypertension
Fonte: Progetto Mondiale ARIA 2013
In Europa, le diverse società scientifiche stimano una prevalenza di riniti allergiche
pari a circa il 10-20% della popolazione, a seconda delle zone e delle stagioni, con un
trend che sembra essere in crescita negli ultimi anni. Secondo la società britannica per
le allergie, una persona su quattro è soggetta, almeno in un periodo dell’anno, a
soffrire di allergie. La società svizzera per le allergie invece, riporta dati di prevalenza
che si aggirano sul 20% di allergici ai pollini (Tabella 1, Figura 7).
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
8/21
Tabella 1: Diffusione della rinite allergica nei principali Paesi Europei
Paese
Diffusione
Austria*
16%
Belgio
29%
Bulgaria
20%
Repubblica Ceca
18%
Danimarca
18%
Finlandia
30%
Francia
25%
Germania
13-24%
Grecia
10%
Irlanda
10%
Italia
17%
Lituania
19%
Norvegia
10-25%
Polonia
23%
Svezia
20%
Svizzera
14%
Paesi Bassi
Regno Unito
circa 30%
20%
* Regione di Vienna
Fonte: EFA Book sulle allergie respiratorie
In Italia, la prevalenza della rinite allergica si attesta intorno al 10-20% dell’intera
popolazione (due persone su dieci). Sono circa 10 milioni infatti coloro i quali sono
colpiti da questa sindrome, metà dei quali affetti da Asma. L'immunoterapia specifica
risulta efficace in almeno il 70-80 % delle riniti allergiche perenni ed in almeno il 90%
delle riniti allergiche stagionali.
Le allergie respiratorie possono avere gravi ripercussioni sulla vita quotidiana. Quasi il
70% dei pazienti con rinite allergica ritiene che la malattia limiti il loro stile di vita. I
sintomi sono fastidiosi e hanno un impatto negativo sulla qualità della vita; causano
anche la perdita di giorni di lavoro e di scuola.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
9/21
Figura 7: Prevalenza delle allergie (non solo allergie respiratorie) nei paesi esaminati
Fonte: EFA Book sulle allergie respiratorie
La rinite allergica, causando disturbi come irritabilità, stanchezza, disattenzione,
mancanza di concentrazione, disturbi del sonno e sonnolenza diurna, può determinare
un calo della memoria a breve termine nei bambini che ne soffrono. Inoltre è
dimostrato che nei bambini la rinite allergica e le relative complicazioni possono
causare
disturbi
emotivi
(vergogna,
perdita
di
autostima),
problemi
familiari
(preoccupazione dei genitori, iperprotettività, ostilità) e persino un maggiore rischio di
disturbi depressivi. È noto che solo il 45% dei pazienti con rinite allergica si rivolge al
medico o si sottopone a trattamenti per il proprio disturbo.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
10/21
Figura 8: Confronto tra l’impatto prodotto dalla rinite allergica rispetto ad altre
malattie
Cardiopatie coronariche
40
Asma
85
Diabete
95
Ipertensione/Pressione sanguigna…
105
Malattie respiratorie
181
Disturbi ansiosi
248
Artrite/Reumatismi
269
Depressione
273
Emicrania
277
Stress elevato
518
Rinite allergica/febbre da fieno
593†
0
100
200
300
400
500
600
700
Perdita media della produttività per dipendente per anno
($)
† P<0.05 per rinite allergica/febbre da fieno rispetto ad altri disturbi.
Fonte: Lamb et al. Curr Med Res Opin. 2006;22:1203 EFA Book sulle allergie respiratorie
Uno studio di controllo condotto su 1.834 studenti (15-17 anni) che sostenevano
esami nazionali nel 2004 nel Regno Unito ha rilevato che tra il 38% e il 43% degli
studenti riferiva sintomi di rinite allergica stagionale in uno dei giorni di esame. Gli
studenti che avevano ottenuto voti insufficienti in una qualsiasi delle tre materie
principali (matematica, inglese e scienze) presentavano maggiori probabilità di:
•
avere sintomi di rinite allergica
•
aver assunto medicinali per la rinite allergica
•
aver assunto antistaminici sedativi in ognuno dei giorni di esame
In uno studio francese, su 1.002 studenti (18-29 anni) che avevano superato l’esame
di maturità:
•
il 22% soffriva di rinite allergica e il 30% di tale percentuale riferiva di soffrire
di rinite allergica grave
•
Il 20% segnalava un calo delle prestazioni scolastiche
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
11/21
•
Il 40% degli studenti con rinite allergica riferiva disturbi durante l’attività
scolastica
•
Il 50% degli studenti riferiva disturbi del sonno e perdita di ore di lezione
Figura 9: Cause della perdita di produttività per i pazienti con rinite allergica
19%
37%
Assenteismo di chi presta
assistenza
Assenteismo
44%
Presenzialismo
Fonte: EFA Book sulle allergie respiratorie
ImmunoTerapia Specifica ITS
È
l’unico
trattamento
che
può
veramente
portare
alla
remissione/guarigione
dell’allergia: per la sua efficacia, l’OMS lo riconosce da oltre 10 anni come la
"vaccinazione contro l’allergia", anche se il termine non è propriamente corretto
perché spesso viene confuso con le vaccinazioni profilattiche (antitetanica, vaccino
antinfluenzale, ecc). Nel corso dell'Immunoterapia si somministrano al paziente, in
dosi sempre maggiori, gli stessi allergeni che provocano la reazione allergica, questa
forma di trattamento è detta desensibilizzazione. Le forme principali di Immunoterapia
Specifica sono due: sublinguale e sottocutanea.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
12/21

Sublinguale (via orale, SLIT):
L’allergene viene trattenuto pochi minuti sotto la lingua e poi deglutito. Se con
tale trattamento (di solito quotidiano) si evitano le iniezioni, per contro, per
essere efficace, il paziente deve ricordarsi di assumere il vaccino tutti i giorni e
questo
richiede
l'aderenza
del
paziente
alla
terapia.
L'Immunoterapia
sublinguale è ben tollerata e pertanto, dopo un iniziale trattamento in
ambulatorio, può essere continuata a casa. Questo tipo di terapia rappresenta
una valida opzione per i pazienti che hanno paura delle iniezioni, per i bambini e
per le persone che, a causa del lavoro o delle condizioni di vita, hanno difficoltà
ad effettuare regolarmente l'iniezione presso l’ambulatorio del medico.

Sottocutanea (via iniettiva, SCIT)
Gli allergeni vengono iniettati ogni 7-14 giorni in dosi crescenti fino al
raggiungimento della dose massima tollerata, che può variare a seconda del
preparato e della sensibilità del paziente stesso.
Con i preparati iniettabili tradizionali, il paziente deve recarsi mensilmente dal
medico per l’iniezione, mentre con alcune immunoterapie più recenti sono
sufficienti poche iniezioni (ad es. 4 somministrazioni annuali pre-stagionali) per
ottenere un miglioramento dei disturbi in oltre il 90% dei pazienti, a fronte di
un elevato profilo di sicurezza e adesione alla terapia.
Questi schemi terapeutici, ottimizzati dal punto di vista temporale, sono resi possibili
dall’utilizzo di allergoidi (allergeni modificati e ottimizzati nella struttura) e di
adiuvanti, sostanze che migliorano l’efficacia dell'immunoterapia. In modo particolare
questi ultimi garantiscono un’elevata efficacia della terapia con massima comodità
d’uso per medico e paziente.
Nelle allergie al polline, la terapia è tipicamente prestagionale, va eseguita cioè prima
dell’inizio della stagione pollinica: per i pollini degli alberi nel periodo fra agosto e
dicembre e per il polline delle graminacee fra ottobre e marzo.
L'immunoterapia specifica sia sublinguale, sia sottocutanea, raramente provoca effetti
collaterali, come ad esempio lievi sintomi dovuti a reazioni locali nel sito di
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
13/21
somministrazione (ad es. prurito nel punto di iniezione, formicolio in bocca). In tal
caso lo specialista consiglierà eventuali aggiustamenti della dose da somministrare.
Dopo il trattamento con ITS il 95% dei pazienti con allergia al veleno di ape, il 90%
degli allergici al polline, il 70-80% degli allergici agli acari della polvere e il 60-70%
dei pazienti allergici alla muffa ha un evidente miglioramento nei disturbi.
L’ ITS risulta essere un’ottima risposta anche per i pazienti allergici in età avanzata. I
dati riportati dimostrano che le malattie allergiche, a differenza di quanto si riteneva
in passato sulla base della peculiarità della risposta immunitaria dell’anziano, oltre ad
essere presenti negli anziani con frequenze comparabili a quelle di età meno mature,
possono svilupparsi proprio in età geriatrica.
Solitamente vengono trattate farmacologicamente, con una terapia particolarmente
attenta alla singola situazione clinica del paziente anziano vista la maggior frequenza,
in questi pazienti, di comorbilità con l’ipertensione, il diabete, le cardiopatie, ecc.
Un trattamento efficace e più sicuro per i pazienti allergici anziani, con nessun rischio
di possibili interferenze con altri farmaci assunti dai pazienti, è proprio l’ITS. E’ noto
da tempo che soggetti con età superiore ai 70 anni allergici alle punture di Imenotteri,
se trattati con ITS a base di veleno di imenotteri risultano clinicamente protetti nel
100% dei casi. Allo stesso modo è provato che nell’anziano anche la risposta
all’immunoterapia
con
allergeni
inalanti
(pollini,
acari
della
polvere,
ecc)
è
paragonabile a quella osservata nei pazienti di età inferiore e induce un miglioramento
dell’allergia.
L’ITS è sicura per l’anziano in quanto i prodotti immunoterapeutici non vengono
metabolizzati a livello epatico, e quindi non possono interferire con altre terapie.
Impatto economico delle allergie
Il peso economico apportato da patologie come le allergie, la rinite allergica e l’asma è
differente nei vari contesti europei.
I costi diretti sono i costi direttamente attribuibili alla malattia, ad esempio il ricovero
ospedaliero, le visite al pronto soccorso, le visite mediche, l’assistenza domiciliare e i
farmaci. I costi indiretti sono i costi non direttamente attribuibili alla malattia, ad
esempio la perdita di giorni lavorativi e l’invalidità. Sappiamo che un paziente
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
14/21
lavoratore su quattro si è assentato dal lavoro a causa della rinite allergica. Nei paesi
esaminati sono disponibili pochissime statistiche sui costi delle allergie respiratorie, in
particolare per la rinite allergica. Dalle risposte fornite all’indagine dell’EFA e da un
esame della documentazione disponibile, emerge che i costi variano in misura
consistente da paese a paese, probabilmente anche in funzione delle diverse politiche
di rimborso adottate. In tutti i paesi esaminati i costi diretti per l’allergia respiratoria
ammontano a svariati milioni di euro. Secondo alcune statistiche pubblicate nel 2000,
i costi diretti per la rinite allergica in Germania sono stati pari a 220 milioni di euro
l’anno, 179 milioni dei quali attribuibili ai farmaci e 41 milioni alle visite mediche e
ospedaliere (Statistisches Bundesamt).
In Finlandia, il totale dei costi diretti per l’asma (inclusa la perdita di produttività)
all’inizio del Programma finlandese per l’asma nel 1993 ammontava a 218 milioni di
euro ed è aumentato fino a raggiungere i 230 milioni di euro al termine del
programma nel 2005. L’incremento è stato molto ridotto nonostante la quota di
asmatici sia aumentata, nel periodo in esame, di oltre il 40%.
Nel contempo, il costo annuo per paziente è sceso da 1.611 euro nel 1993 a 1.031
euro nel 2003, con un calo pari al 36%. A seguito di questi incoraggianti risultati, la
Finlandia ha lanciato il Programma per le allergie 2008-2018. Nonostante la scarsità di
dati è stato provato che quanto più gravi sono i sintomi dell’asma tanto maggiori sono
i costi. Pertanto la prevenzione e un buon controllo della malattia possono ridurre
notevolmente i costi.
Una ricerca condotta nel 2004 sulla base di dati pubblicati ha evidenziato che anche i
costi dell’asma infantile variano in misura considerevole in Europa. Infatti, i costi
diretti e indiretti dell’asma infantile in Irlanda sono pari a una media di 613 euro per
bambino ogni anno, rispetto a 269 euro nel Regno Unito, 300 euro in Francia, 429
euro in Finlandia e 559 euro nei Paesi Bassi.
Per i bambini con allergie respiratorie, oltre ai costi diretti e indiretti, è necessario
valutare il costo relativo alla perdita di giorni lavorativi e alla perdita di produttività
dovuta alla scarsa qualità del sonno notturno per i genitori di bambini con rinocongiuntivite allergica. Per valutare questo aspetto non sono ancora stati condotti
studi specifici nei paesi esaminati.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
15/21
Tabella 2: Costi diretti annuali per rinite allergica e asma nei principali Paesi europei
Paese
Rinite allergica moderata/grave
Asma allergica
Tra €220 M e €450 M nel
Austria1
-
20042
€ 2.441 per paziente
Belgio
-
(1996)3
Costi diretti e indiretti
Danimarca4
Diretti e indiretti: DKK 16.000 per
stimati DKK,9 miliardi
paziente
(2000)
€ 230M (2005)
Finlandia5
€ 118 M
€ 626 per paziente
€ 1,5 miliardi
Francia
Germania
-
€ 1.122 per paziente6
€ 220 M7
€ 265 per paziente -
Irlanda
-
stima del 20078
€ 1.000 per paziente9
€ 1.400 per paziente10
Polonia
-
PLN 3.988 per paziente
Svezia11
-
SEK 4.931 per paziente12
Paesi Bassi
-
€ 300 per paziente13
Italia
Regno
Unito
£ 889 M
-
(£ 171 per paziente)14
M = Milioni
1. Costi delle visite in Austria: medico generico (per visita ambulatoriale): € 16,74; allergologo (per visita
ambulatoriale): € 7,73; pronto soccorso (per visita): € 270,00.
2.
iPAC:
un’iniziativa
per
la
lotta
contro
l’impatto
delle
allergie
sui
bambini.
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1399-3038.2008.00762.x/full
3. http://www.educationsante.be/es/article.php?id=125
4. Folkesundhedsrapporten 2007. http://www.si-folkesundhed.dk/upload/kap_10_astma_og_allergi.pdf
5. GARD/Finnish Allergy Programme. http://www.who.int/gard/countries/Allergy%202008-2018%20Program.pdf
6. Godard P et al. I costi dell’asma sono associati alla gravita: uno studio prospettivo relativo a 1 anno.
http://erj.ersjournals.com/content/19/1/61.full
7. Statistisches Bundesamt 2000.
8. Societa Irlandese per l’Asma. htp://asthmasociety.ie/news-events/the-cost-of-asthma/
9. Sito Web di Federasma. www.federasma.org
10. Sito Web di Federasma. www.federasma.org. Secondo un’altra indagine, i costi dell’asma per paziente per anno in
Italia sono pari a € 1.226 (Dal Negro et al. 2007).
11. La stima del costo totale per le allergie respiratorie ed asma e pari a 7-10 trilioni di SEK (Prof. Sven Erik Dahlen,
Karolinska Insti-tutet)
12. Jansson et al. 2007. Le conseguenze economiche dell’asma tra gli adulti in Svezia.
13. National Public Health Compass.
http://www.nationaalkompas.nl/gezondheid-en-ziekte/ziekten-en-aandoeningen/ademhalingswegen/astma/welkezorg-gebruiken-patienten-en-kosten/
14.
Documento
del
Regno
Unito
sull’asma
“Where
do
we
stand?”,
2004.
http://www.asthma.org.uk/document.rm?id=18
Fonte: EFA Book sulle allergie respiratorie
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
16/21
Impatto economico della ImmunoTerapia Specifica
Evidenze Europee:
La ricerca in campo sia Europeo che domestico mostra un numero piuttosto esiguo di
analisi di tipo farmaco-economico, nonostante i più recenti modelli di sviluppo di linee
guida (GRADE) ne suggeriscano l’importanza.
Pur tuttavia i risultati appaiono incoraggianti. I primi studi che documentarono la
convenienza dell’ITS erano basati sulla raccolta retrospettiva dei dati. In Germania
negli anni ‘90 fu evidenziato un risparmio sui costi totali di rinite ed asma pari al 54%,
in un arco di tempo di 10 anni, nel gruppo trattato con SCIT, con un risparmio finale
per paziente di 500 marchi per la rinite e 1.000 per l’asma.
In Danimarca una valutazione su un’ampia casistica dal 1996 al 2002 ha evidenziato
che l’iniziale investimento in SCIT determinava un successivo risparmio globale sul
lungo termine. Recentemente in Polonia è stato stimato un risparmio del 70% dei
costi legati all’uso di farmaci sintomatici, soprattutto nei soggetti asmatici, dopo 3
anni di terapia iniettiva. L’analisi costo-efficacia eseguita in parallelo in un trial clinico
condotto nel 2001-2002 ha concluso che la SCIT incide in maniera sostanziale sui
costi diretti e indiretti della rinocongiuntivite stagionale in diversi paesi europei, con
differenze regionali legate principalmente ai diversi schemi di induzione.
Un altro sistema di valutazione è basato sull’osservazione prospettica di un campione
nel tempo. Nel 2000 uno studio tedesco evidenziò che la SCIT appariva conveniente
rispetto alla sola farmacoterapia dal sesto anno di follow-up,cioè dopo tre anni dalla
sospensione, con un risparmio finale a dieci anni di circa 1000 marchi per paziente.
Per contro, uno studio condotto in Francia aveva evidenziato la comparsa del
vantaggio economico già dal secondo anno di trattamento. Nel 2007 due valutazioni
prospettiche a 9 anni su un trattamento sublinguale in compresse per graminacee,
condotte separatamente per il nord (UK, Germania, Olanda, Svezia, Danimarca,
Norvegia,Finlandia) e per il sud Europa (Spagna, Francia, Italia, Austria), tenendo
conto delle differenze socioeconomiche delle due aree, evidenziarono che la SLIT è un
trattamento con favorevole rapporto costo/efficacia, anche quando la valutazione è
eseguita nell’ambito di un singolo contesto nazionale. In uno studio randomizzato in
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
17/21
aperto condotto nella Repubblica Ceca nel 2008 la SLIT è risultata più conveniente
della SCIT sui costi globali di trattamento. Un trial inglese, controllato con placebo, ha
dimostrato i vantaggi della SLIT in termini di ricorso all’uso di risorse sanitarie e alla
perdita di produttività. Tuttavia nel 2010 una revisione sistematica degli studi
randomizzati e controllati ha sottolineato la necessità di una maggiore durata dei
follow-up per poter esprimere conclusioni definitive sul rapporto costo-efficacia
dell’immunoterapia. Con l’utilizzazione di modelli matematici di analisi decisionale è
stato possibile valutare il risparmio sui costi tenendo conto della possibile evoluzione
della patologia e delle conseguenti variazioni di terapia. Lo studio più recente proviene
dalla Francia e riporta un risparmio di 393 euro con la SCIT per l’acaro della polvere e
di 1.327 con la SCIT per pollini in un periodo di 6 anni per il ridotto rischio di
sviluppare asma. Ancora più vantaggiosa è apparsa la stima di risparmio con SLIT,
pari a 3158 euro per l’acaro e 1708 per i pollini. Nei bambini l’effetto è risultato
ancora maggiore con entrambi i trattamenti.
In un trial condotto in Germania utilizzando un altro modello matematico è risultato
un risparmio di 140 euro annuali a paziente quando alla terapia sintomatica viene
associata la SCIT, anche se il grado di convenienza è fortemente legato ai costi diretti
della immunoterapia e all’età della popolazione trattata.
In conclusione i dati riportati suggeriscono che l’ ITS appare globalmente vantaggiosa
dal punto di vista farmaco economico rispetto alle tradizionali terapie farmacologiche
delle malattie allergiche con un vantaggio che si evidenzia dopo alcuni anni di
trattamento, cioè quando il risparmio sui costi diretti ed indiretti della malattia iniziano
a superare l’ammontare dei costi del trattamento desensibilizzante.
Evidenze Italiane:
Nonostante anche in Italia la rinite allergica e l’asma abbiano un’alta prevalenza e
rappresentino quindi un rilevante problema sia sul piano clinico che economico, la
mancanza di una legislazione che regoli la rimborsabilità dell’ITS rende le analisi
economiche difficili da attuare per cui i dati appaiono contrastanti e poco omogenei a
seconda delle diverse aree di provenienza (Tabella 3)
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
18/21
Tabella 3: Rimborsabilità ITS nelle varie Regioni Italiane
Regione
Piemonte
Rimborso ITS
Aeroallergeni
Veleno Imenotteri
50% Copayment in "Allergy
50% Copayment in "Allergy
Network"
Network"
30% Copayment per pz <
Valle
14aa
d'Aosta
50% Copayment per pz >
100% Diretto
14aa
Lombardia
100% Diretto (pollini SLIT 4-
100% Diretto
6 mesi)
Trentino
Alto Adige
Veneto
50% Copayment
100% Diretto
Nessun Rimborso
100% Diretto
Rimborso Indiretto (50
Rimborso Indiretto (50
Euro)
Euro)
Friuli
Venezia
Giulia
Emilia
Romagna
Liguria
Nessun Rimborso (ad
esclusione Prov. Modena e
100% Diretto
Piacenza per pz asmatici
50% Indiretto
100% Diretto
(speriment./reddito)
Toscana
Solo AIC con tetto di spesa
100% Diretto
Umbria
Nessun Rimborso
100% Diretto
Marche
Nessun Rimborso
100% Diretto
Abruzzo
Nessun Rimborso
100% Diretto
Lazio
Nessun Rimborso
Nessun Rimborso
Puglia
100% Indiretto (sc reddito)
100% Indiretto (sc reddito)
Campania
Nessun Rimborso
Calabria
Nessun Rimborso
Nessun Rimborso
Basilicata
Rimborso solo per SCIT
100% Diretto
Molise
Nessun Rimborso
100% Diretto
Sicilia
Sardegna
Nessun Rimborso (ad
esclusione Prov. Caserta)
100% Indiretto (Palermo
per pz asmatici)
Nessun Rimborso
100% Diretto
Nessun Rimborso
Fonte: European Annals of Allergy and Clinical Immunology 2013
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
19/21
Nel nostro Paese sono ancora pochi gli studi disponibili. Uno di questi, condotto su
pazienti allergici alla Parietaria, ha dimostrato una differenza significativa a favore
dell’ITS se aggiunta per tre anni al trattamento farmacologico.In particolare lo studio
ha evidenziato una riduzione dei costi a partire dal 2° anno di trattamento pari al
15%, per raggiungere una riduzione del 48% al 3° anno e mantenendo una differenza
significativa fino al 6° anno, cioè 3 anni dopo la conclusione del ciclo di ITS, con un
risparmio netto di 623 euro all’anno (Figura 10).
Figura 10: Risparmio Economico e Miglioramento Terapeutico Associato alla ITS
1000
16
900
14
800
12
700
600
10
500
8
400
6
300
4
200
2
100
0
Punteggio Sintomi Allergie
Costo per Paziente €
Confronto Farmacoterapia Vs Immuterapia
Costo ITS
Costo No ITS
Sintomi ITS
Sintomi No ITS
0
1
2
3
4
5
6
Anni Dallo Shif Farmacoterapia/Immunoterapia
Fonte: Pharmacoeconomics of allergen immunotherapy compared with sympthomatic drug treatment in
patients with allergic riniti and asthma – Ariano R, Berto P, al. 2006
Un altro studio retrospettivo condotto in campo pediatrico con immunoterapia
sublinguale ha evidenziato una riduzione annua dei costi per paziente da 2672 euro
prima dell’inizio dell’immunoterapia a 629 euro dopo i 3 anni di trattamento.
Guardando alle future generazioni nelle quali il numero degli allergici sarà sempre
maggiore, si calcola che in Italia circa due milioni e mezzo di bambini e adolescenti
asmatici e rinitici potrebbero usufruire dell’ITS con una conseguente riduzione dei
costi globali della loro patologia.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
20/21
La Commissione Tecnica Nazionale del “Dipartimento Allergologia” sta lavorando sulle
seguenti tematiche in funzione di abbattere gli sprechi economici, estrapolare sul
territorio nazionale/regionale le criticità del settore, elaborare soluzioni concrete e
sostenibili con un’ottimizzazione dell’outcome sul paziente e dell’impegno economico
del SSN.
Commissione Tecnica Nazionale Dipartimento ALLERGOLOGIA
21/21