Com. 1, 2014 Il muro del pianto

Federazione Indipendente Lavoratori Pubblici
DIPARTIMENTO F I A L P
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Coordinamento Nazionale
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Comunicato 1
Roma, 21 gennaio 2014
A TUTTO IL PERSONALE
LORO SEDI
IL MURO DEL PIANTO
Nella tradizione ebraica, il Muro Occidentale a Gerusalemme è il punto più sacro disponibile
sulla faccia della terra. La tradizione di infilare piccoli fogli dove si esprimono richieste e
preghiere nelle fessure del muro è antica di centinaia di anni.
Con le dovute proporzioni, ci sembra essere una immagine molto vicina a quella che i
lavoratori della CRI ed i loro responsabili vivono da ormai qualche anno.
In totale assenza di un interlocutore valido, i lavoratori lasciano considerazioni e preghiere,
richieste di aiuto ed a volte imprecazioni, in ogni dove (vedi per es. FB), con la speranza
siano ascoltate da qualcuno o da chiunque, meglio se “dall’alto”.
Il quotidiano confrontarsi con una realtà sempre più grama e dai contorni sempre più confusi
getta nello sconforto i più e nella rabbia gli altri.
Ma allora, se questa è la realtà che appare ai nostri occhi, dobbiamo farci delle domande.
Chi è che si dimostra assente? Chi doveva fare e non ha fatto? Chi ha detto, scritto e
poi fatto il contrario? Chi ha mantenuto le promesse fatte, da sempre? Chi ha operato
per fare quel che doveva e poteva?
Senza il lavoro della FIALP CISAL CRI, quell’unico barlume di speranza che esiste per i
lavoratori di CRI, oggi non esisterebbe.
Oltre ogni vana chiacchiera, con atti e sentenze, quel diritto al lavoro che il personale T.D.
chiede venga riconosciuto, si deve alla FIALP CISAL.
In una legge confusa ed contraddittoria, l’unico atto formale per tentarne la cassazione è
quello della FIALP CISAL con il deposito di una causa che tende a dimostrare la
incostituzionalità del D. L. 178/2012 e successive modificazioni in svariate parti
dell’articolato di legge. Le infinite considerazioni sull’eccesso di delega (con le quali in molti si
sono riempiti vanamente la bocca) cosa hanno prodotto? Nulla.
Il continuo lamento sulla confusione e sul conflitto di competenze, sui danni ai lavoratori e
sulla diminuita operatività di tutta la Croce Rossa Italiana, cosa hanno prodotto? Ancora nulla.
Le parole sono cenere nel vento, ma noi diamo carne e sostanza alle cose: i fatti parlano.
E poi ci sono tutte le altre cose da fare: preparare atti e proposte congrue per il fatidico
“Tavolo alla Funzione Pubblica”, più volte inutilmente promesso e più volte sollecitato ma di
cui ancora non si vede traccia; incontri e contatti per un altro importante passaggio, cioè
quello del Decreto Ministeriale che andrebbe a definire le modalità di rapporto tra la parte
“privatistica” e quella ancora “pubblica” della CRI (???).
E poi ancora, come cani da tartufo, cercare le tracce ormai sopite di quell’accordo sottoscritto
mesi fa, l’ultimo CCNI per il biennio 2013/2014. Dov’è finito?
E questa Amministrazione di CRI cosa sta facendo? In realtà sta facendo, eccome! Sta
creando tali e tante violazioni e interpretazioni “libere” sul territorio che una squadra di legali
non riuscirebbe a starci dietro: ma ci stiamo attrezzando.
Che dire poi della pagliacciata dei “185” contratti che si dovevano firmare entro
dicembre 2013? (Vedi Ord. Pres. 435/2013 del 4.12. 2013). VERGOGNA!!
Il confronto sindacale interno è bloccato, il confronto con i Ministeri “vigilanti” (su cosa poi
verrebbe da chiedersi) invece pure. Uniche certezze sono indennità negate e servizi in
disfacimento. Stiamo mettendo tutto in fila, ed a ciascuno chiederemo conto.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE
Dipartimento FIALP – Coordinamento Nazionale CRI