Albergatori: no alla tassa di soggiorno

TRENTO
l'Adige
Dopo le anticipazioni dell’assessore Dallapiccola
la categoria prende posizione: «Siamo inascoltati
La Provincia non tiene conto della nostra proposta»
TURISMO
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G
sabato 15 febbraio 2014
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Le associazioni si schierano: «Dobbiamo rimettere mano
alle Apt . Dieci milioni di euro si trovano rendendo
più efficiente la macchina organizzativa della promozione»
Albergatori: no alla tassa di soggiorno
Ma Rossi tira dritto: «Sarà realtà nel 2015»
Bort: «Medievale». Libardi: «Apt costose»
ANDREA TOMASI
La tassa di soggiorno? Una decisione «incomprensibile», secondo i rappresentanti dell’Associazione albergatori, Confcommercio e Unat. Dopo il colpo di acceleratore dato dall’assessore provinciale Michele
Dallapiccola - che in seconda
commissione consiliare ha illustrato le linee del piano di riforma del comparto turismo - ieri
pomeriggio i presidenti Luca Libardi e Gianni Bort, in fretta e
furia, hanno convocato una conferenza. Sostengono che l’idea
del «balzello» (che dicono si
possa tradurre in un totale annuo di 10 milioni di euro) è «fuori dal tempo». «In un periodo di
crisi, mentre i nostri diretti concorrenti austriaci hanno minori costi (dai mutui alle spese per
l’energia), il governo provinciale si comporta come quello romano: aumenta le tasse. E poi...
soldi destinati a chi? A cosa?» a
chiederlo è Bort, che poi sembra richiamare la scena di Troisi e Benigni in «Non ci resta che
piangere», quello sulla tassa di
passaggio. In Trentino, ad ogni
turista, non si chiederebbero i
famosi «due fiorini» ma un euro/giorno o poco più, a seconda della zona. Un tributo, questo, che verrebbe imposto con
il 2015. Poco prima della conferenza degli albergatori a Palazzo Stella, dall’altra parte della
città, in Provincia, il governatore Ugo Rossi annunciava che la
posizione di chi possiede e gestisce alberghi «è nota» e che,
entro l’anno, dovrebbe essere
A sinistra
Luca Libardi
e Gianni Bort:
i presidenti
degli albergatori
trentini
contestano
l’assessore
Dallapiccola
per la «fuga
in avanti»
varata la riforma del settore.
«Era nel programma di legislatura». Insomma l’ordine del presidente è «avanti tutta, motori
al massimo!». L’ipotesi è che della gestione della tassa si occupino le Comunità di valle.
Pare che quello di questi giorni sia qualcosa di più di un incidente diplomatico tra assessore e categoria. Ed è Libardi a
far notare che tutti si sono stupiti della presentazione, da parte di Dallapiccola, dei capisal-
Personale stressato
NURSING UP
«Un fondo per le sostituzioni»
Il blocco del turn over e la non sostituzione del personale
sta creando un sovraccarico di lavoro sui professionisti
con il pericolo di un crollo della sicurezza. A farlo presente è il sindacato Nursing Up che ha lanciato un appello alla politica trentina. «Il livello di qualità assistenziale raggiunto negli anni viene di fatto garantito con grande fatica
e sacrificio a causa dell’aumento del carico di lavoro e spesso il recupo psicofisico dei nostri professionisti non viene
adeguatamente garantito in quanto ferie e risposi sono continuamente sospesi dai frequenti richiami in servizio», spiega Cesare Hoffer, consigliere regionale Nursing Up.
Il sindacato fa presente che in servizio ci sono professionisti sempre più stanchi. La richiesta è quella di individuare
un apposito fondo economico dedicato per le sostituzioni
del personale assente per maternità o aspettative in aggiunta ai 436 milioni annui attualmente previsti per le assunzioni.
di del progetto normativo-organizzativo. «Gli accordi erano diversi. Noi stavamo elaborando,
con i nostri uffici, una proposta, che si sarebbe dovuta presentare alla fine del mese. Ci
sembrava che ci fosse condivisione anche a livello di governo. Siamo tutti convinti della
necessità di rimettere mano a
turismo e promozione ma di sicuro non con l’introduzione di
una tassa che va a sacrificare
una categoria che paga già la
crisi». Gli albergatori illustrano
le statistiche europee sulle fughe dei tour operator esteri (il
63% nel 2013) a fronte dell’introduzione di nuovi costi. «Spese - dicono - a Palazzo Stella che di fatto vengono caricate
su di noi albergatori».
E per sintetizzare il presidente
Libardi si affida alla metafora
automobilistica: «Prima di introdurre una nuova tassa, si deve fare il tagliando alla “macchina”. Prima di chiedere risorse
supplettive, si deve fare una revisione e, se necessario, cam-
biare dei pezzi». Si snocciolano
i numeri: «Sono circa 380 i collaboratori delle Apt e Trentino
Marketing: risorse che, messe
nella condizione di lavorare in
un certo modo, potrebbero produrre meglio». Secondo Libardi un 10-15% del budget potrebbe essere recuperato dando
una «registrata» al sistema. «La
dotazione 2013 per la promozione turistica è di circa 45 milioni. Quei 10 milioni che si vogliono recuperare, si possono
trovare in modi alternativi ad
una nuova tassazione». E per
quanto riguarda la retromarcia
sul Trentino Marketing (lo scorporo da Trentino Sviluppo Spa)
gli albergatori si dicono d’accordo, ma mettono le mani
avanti: «Serve un veicolo svelto e reattivo. Serve un ruolo forte di Trentino Marketing sul
mercato estero in sinergia con
le Apt». Bort parla di «occasione persa» per collaborare con i
legislatori. «Spero solo che non
tornino a fare un’agenzia di tipo pubblico».
Il caso delle «esternazioni» dell’assessore provinciale Michele Dallapiccola in merito al possibile nuovo «impianto organizzativo» del «settore turismo» non fa arrabiare solo
i rappresentanti degli albergatori
(vedi articolo sopra). Il caso - oltre
allo scorporo della società Trentino Marketing dalla società Trentino Sviluppo, c’è la questione della
tassa di soggiorno - diventa «politico», tanto che il presidente della
seconda commissione Luca Giuliani (Patt) ha scritto un comunicato,
indirizzato alla stampa ma rivolto
al suo assessore. «In un periodo di
crisi economica come questo - scri-
tutto in casa Patt. Sull’argomento è
intervenuto anche il deputato Mauro Ottobre. A Dallapiccola ha fatto
sapere di non avere gradito. Insomma si sarebbe dovuto discutere. «I
consiglieri non sono servi sciocchi».
Sull’argomento intervengono anche
gli esponenti del Movimento Cinque Stelle Manuela Bottamedi e Filippo Degasperi: «Partiamo da un livello di pressione fiscale già oltre il
44%: le risorse sottratte a cittadini
e imprese e incamerate dal bilancio
di Piazza Dante dovrebbero già essere sufficienti. Dove la tassazione
è più elevata il turismo tende a svilupparsi molto meno».
Ottobre attacca Dallapiccola. Cinque Stelle: stop alla leva fiscale
ve - parlare di tasse è come sparare sulla Croce Rossa, troppo facile.
Tutti si rendono conto della difficoltà delle aziende, anche se in questo momento servono risorse nuove per continuare a promuovere il
territorio, ma non sempre la strada
delle tasse è la migliore, anzi la maggior parte delle volte è deleteria.
Quindi, visto che i tempi per licenziare la legge dipendono anche dal
sottoscritto, credo che mi prenderò tutto il periodo necessario per
verificare, anche attraverso colloqui con gli operatori del settore e i
rappresentanti di categoria per capire se la situazione è avvallata an-
che da loro oppure no. Certamente i servizi uniti a questa tassa devono dare valore aggiunto, attendiamo lo studio finale per capirlo.
Ritengo comunque che il 2014 non
possa e non debba prevedere ulteriori tassazioni, ad ora è sufficiente che gli operatori possano godere dello sconto Irap. Il ritorno di
Trentino Marketing? Da valutare, la
problematica secondo me è legata
alla gestione delle risorse umane.
Le Apt non sono mai decollate e in
un momento come questo,considerando i costi/benefici, penserei a ridurle, 1 per ogni 2 Comunità, tutto
da valutare e rivedere». Un litigio
L’assessore provinciale Michele Dallapiccola
A4020699
Riforma delle Apt: una pioggia di critiche
E il presidente Giuliani
frena: necessario sentire
gli operatori del settore
POLITICA