Adige del 21.10.2014 Audizione

TRENTO
l'Adige
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G
martedì 21 ottobre 2014
15
Il governatore ha illustrato al Consiglio delle autonomie La notizia positiva è la «liberazione» di 30-35 milioni
i contenuti dell’Accordo di Roma e le possibili ricadute finora bloccati dal patto di stabilità che potranno essere
a livello locale. Il prossimo biennio sarà il più difficile
spesi per investimenti. «Ma la regia sarà centrale»
ENTI LOCALI
Rinunce e sacrifici anche per i Comuni
Rossi: «Sono finiti i tempi
degli avanzi di bilancio»
FRANCO GOTTARDI
Cifre per il momento non ce ne sono
ma il presidente Ugo Rossi, illustrando l’Accordo di Roma ai rappresentanti di Comuni e Comunità di valle, è
stato chiaro: anche per gli enti locali
il prossimo biennio sarà quello delle
rinunce e dei sacrifici.
La giunta, chiariti i rapporti finanziari con lo Stato, sta predisponendo al
galoppo il bilancio 2015 che sarà pronto sotto forma di proposta entro la fine del mese. Contemporaneamente
verranno stabiliti nel Protocollo di finanza locale i rapporti con i Comuni
e l’entità dei trasferimenti. E non saranno rose e fiori. «L’epoca degli avanzi di bilancio da tenere artificialmente bassi è finita per sempre» ha ammonito il governatore.
Rispondendo alla richiesta del presidente Paride Gianmoena ieri Rossi ha
spiegato al Consiglio delle Autonomie
i contenuti del Patto di garanzia siglato con il governo la settimana scorsa.
Ha ribadito in particolare la convinzione di aver messo al riparo le risorse dell’autonomia da rischi di erosione superiori a quelli accettati. A suo
dire se infatti i ricorsi alla Corte Costituzionale contro i 180 milioni richiesti da Roma come riserve all’erario
avrebbero avuto buona possibilità di
successo non così scontato sarebbe
stato il risultato per quanto riguarda
gli accantonamenti, sui cui i giudici
della Suprema Corte hanno maturato
negli ultimi tempi un orientamento diverso. «Per questo - dice Rossi - una
norma che è stata letta da qualcuno
come un aggravio, cioè la possibilità
che lo Stato ci chieda un 10% in più
sui 413 milioni delle riserve all’erario,
significa invece per noi la sicurezza
che sarà più facile difendersi da richieste che dovessero eccedere quella cifra». A parte un ulteriore 10% che l’amministrazione centrale potrà richiedere solo in caso di sforamento dei
COMMISSIONE DEI 12
parametri finanziari richiesti dall’Europa (tipo il 3% di rapporto deficit Pil).
Rossi ha chiarito anche aspetti di dettaglio, come il fatto che i soldi che il
Trentino spenderà quando acquisirà
le nuove competenze, a partire dal personale della giustizia, saranno scalati da quanto dovuto a Roma. Mentre
dall’anno prossimo dovrebbero entrare 30 milioni l’anno di accise sul gasolio da riscaldamento, finora dovuti ma
congelati dalla burocrazia statale.
La notizia positiva per gli enti locali,
spiegata dall’assessore Carlo Daldoss,
è che una parte del miliardo che la Provincia non può utilizzare per il patto
di stabilità sarà svincolato dalla previsione, inserita nell’accordo di Roma, di poter abbattere i mutui contratti dai Comuni; si andranno a liberare
30-35 milioni all’anno in liquidità spendibile. «Di fatto - spiega Daldoss - i mutui verranno traslati e rimodulati dal
2018 sperabilmente con interessi più
convenienti». La liquidità disponibile
sarà usata per gli investimenti in opere pubbliche, anche nell’ottica di aiutare l’economia a ripartire, ma non sarà gestita da ogni singolo Comune.
«Dovremo stabilire le regole per gestire queste risorse assieme - annuncia
l’assessore - anche per non rischiare
che qualcuno finisca per non spendere questi soldi».
Preparati ai sacrifici e consci di un clima che il senatore e sindaco Vittorio
Fravezzi segnala come di bufera nei
confronti ai «privilegi» delle autonomie, i sindaci e gli amministratori si
dicono pronti a fare la loro parte ma
chiedono autonomia sul come tagliare e spendere (Andreatta, sindaco di
Trento) e un accordo di ampio respiro che dia sicurezze oltre all’orizzonte del bilancio annuale (Alessio Migazzi, Comunità Val di Sole).
Per quanto riguarda le cifre per il 2015
l’attesa sarà di pochi giorni. Il Protocollo di finanza locale dovrà infatti essere pronto assieme al bilancio preventivo entro la fine del mese.
La presentazione del «Patto di garanzia» con Roma da parte del governatore Rossi al Consiglio delle Autonomie (foto Alessio Coser)
LA LETTERA
In base al protocollo d’intesa con le parti sociali i segretari
di Cgil, Cisl e Uil vogliono essere informati sull’accordo di Roma
I sindacati chiedono un incontro
Approvato ieri mattina in giunta, illustrato venerdì scorso al
consiglio provinciale, il «Patto
di garanzia», come è stato definito l’accordo di Roma sulle finanze dell’autonomia da qui al
2.022, verrà illustrato nei prossimi giorni anche alle organizzazioni sindacali. Una richiesta
ufficiale in tal senso è stata inviata ieri a Rossi con una breve nota firmata dai segretari di
Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti (nella foto).
«Siamo a chiederLe di convocare tutte le parti sociali per
un’illustrazione dettagliata dei
contenuti della predetta intesa
e, nello spirito del protocollo
tra Provincia e parti sociali del
12 aprile 2014, per l’avvio di un
confronto sugli effetti della stessa sull’assetto finanziario del
sistema Provincia, a partire dalla legge di bilancio di previsione per il 2015» scrivono i sindacati. Nei giorni scorsi il governatore aveva annunciato che la
manovra finanziaria sarà presentata mercoledì 29 al Consiglio delle autonomie e illustrata in quei giorni anche alle parti sociali.
Cgil e Cisl contrari al passaggio dei 450 alle Province
«Lavoratori di giustizia alla Regione»
separazione dei poteri dello
Stato.
L’incontro di ieri serviva per
discutere aspetti specifici
sulle garanzie e le tutele del
personale interessato, circa
450 persone divise a metà tra
Trentino e Alto Adige. In
particolare le parti sindacali
hanno chiesto maggiori
dettagli sulla possibilità,
riservata al personale, di
poter esercitare il diritto di
PREPARATIVI
opzione e rimanere
nell’amministrazione statale.
In particolare chiedono che
questo non si concretizzi poi
in trasferimenti obbligati
presso amministrazioni fuori
dai confini regionali.
I sindacati hanno rivendicato
la concertazione nello
stabilire le tabelle di
equiparazione tra i profili
professionali vigenti e quelli
regionali futuri. Anche a
seguito delle questioni
sollevate sarà poco probabile
l’entrata in vigore della delega
a partire dal primo gennaio
2015 e molto probabile il suo
slittamento al 2016.
All’incontro ha partecipato
anche il segretario regionale
della Federazione Lavoratori
Pubblici, Giuseppe Vetrone,
che ha ribadito la sua netta
contrarietà al progetto di
delega.
F.G.
Dallapiccola fa il punto sulla presenza a Milano
Piazzetta Trentino all’Expo 2015
Dolomiti, ricerca e prodotti trentini
saranno gli elementi caratterizzanti la
presenza del Trentino all’Expo universale
2015. Lo stato di avanzamento del
progetto di partecipazione è stato
illustrato ieri dall’assessore al turismo
Michele Dallapiccola ai colleghi di giunta
provinciale.
Dolomiti, destinazione turistica e area
naturalistica tra le più suggestive al
mondo; la ricerca, intesa come volano per
l’innovazione e la crescita competitiva
del territorio; ed i prodotti, espressione
del territorio e anello di congiunzione con
il tema Expo 2015 dell’alimentazione
sostenibile del pianeta. Il progetto
porterà il sistema trentino ad Expo 2015
ma, soprattutto, porterà Expo 2015 in
Trentino. Sotto il gioco di parole c’è la
strategia pensata dalla Provincia per
massimizzare benefici ed opportunità
dell’esposizione universale in programma
il prossimo anno.
«Il Trentino vuole essere presente ad
Expo - ha sottolineato l’assessore
Dallapiccola - sia in una logica di
marketing promozionale integrato, sia
per aprire nuove opportunità al sistema
economico provinciale di contatti e
business nei confronti delle realtà
internazionali che parteciperanno
all’evento». Tre i punti fissi fino ad ora
raggiunti e attorno a cui si lavorerà per
espandere la presenza c’è la Settimana
del Trentino presso il Padiglione Italia dal
10 al 17 luglio 2015, la Piazzetta Trentino,
realizzata sempre all’interno del
Padiglione Italia, dal 1 agosto al 31
ottobre, e l’apertura durante i sei mesi di
Expo dell’ufficio relazioni internazionali,
per favorire accordi B2B tra le aziende
del sistema Trentino e gli stakeholder
internazionali. Dallapiccola ha, infine,
annunciato per l’inizio di dicembre,
presso il Muse, l’evento di presentazione
del progettoTrentino Expo 2015.
Incontro della Commissione dei 12
AUTOSTRADA
DEL BRENNERO S.p.A.
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AVVISO DI GARA N. 13/2014 – CIG 594101155E
L'Autostrada del Brennero S.p.A. ha indetto una procedura aperta per
la fornitura di elementi di sicurvia per le scorte di magazzino dei Cen
tri di servizio per la Sicurezza Autostradale.
L’importo complessivo dell’appalto è di euro 1.474.137,30, di cui ero
387,30 per costi della sicurezza (non soggetti a ribasso d’asta).
Presentazione offerte: entro le ore 12:00 del giorno 2 dicembre 2014.
Apertura offerte: presso la sede della Società il giorno 4 dicembre
2014, ad ore 9:30.
L’aggiudicazione avverrà al prezzo più basso, ai sensi dell’art. 82 del
D.Lgs. 163/2006.
Il bando di gara è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale delle Comunità
Europee in data 9 ottobre 2014, ed è in corso di pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Il bando integrale e gli elaborati tecnici potranno essere visionati, e
acquisiti mediante pagamento online sul sito internet della Società
o mediante richiesta scritta alla Società – Direzione Tecnica Generale
– Ufficio Gare d’Appalto, previo versamento di euro 50,00, iva compre
sa, sul c.c. postale 13691381. Le spese di invio saranno a carico della
Società
Trento, lì 9 ottobre 2014
L’AMMINISTRATORE DELEGATO
ing. Walter Pardatscher
A4102192
No al passaggio dei
dipendenti amministrativi del
settore Giustizia alle due
Province autonome di Trento
e Bolzano. I segretari
provinciali di Cgil e Cisl
Funzione Pubblica, Luigi
Diaspro e Beppe Pallanch,
assieme agli omologhi di
Cgil/Agb e Sgb/Cisl, hanno
espresso ieri la loro
contrarietà nel corso
dell’audizione in
Commissione dei 12.
La norma di attuazione sulla
delega delle funzioni
riguardanti l’attività
amministrativa e
organizzativa della Giustizia
alla Regione, approvata in
primavera, prevede la
subdelega alle due Province
come possibilità. I due
sindacati però ritengono la
Regione maggiormente
idonea a garantire maggiore
uniformità e coerenza con la
gestione giuridica ed
economica del personale
vigente nel resto d’Italia,
anche in considerazione
dell’organizzazione dei
Giudici di Pace che oggi
avviene su base regionale.
Già contrari alla delega dallo
Stato, Cgil e Cisl hanno
ribadito anche ieri,
nonostante la delega riguardi
solo il personale
amministrativo e non i
magistrati, le preoccupazioni
per la salvaguardia dei
principi di autonomia e
indipendenza dell’attività
giurisdizionale e della