Preghiera guidata da don Fidelmo Don Fidelmo introduce subito il

Sintesi dei lavori del Consiglio Pastorale della Comunità pastorale S. Vincenzo del 8 ottobre 2014 a S. Michele
Preghiera guidata da don Fidelmo
Don Fidelmo introduce subito il tema dell’incontro richiamando che è nato nell’ambito della Diaconia nella quale è
sorta l’esigenza di fissare lo sguardo sulla Comunità Adulta, per lasciarci interrogare dalla parola del Signore e dalla
vita. Si inserisce nelle esigenze della Nuova Evangelizzazione: non cambia il contenuto della fede ma sono cambiati
i contesti e si chiede un impulso nuovo che deve nascere da una Comunità viva. Cosa vuol dire per noi essere una
Comunità cristiana? Che volto presentiamo? L’impegno ad un cammino di conversione.
Si sono individuati alcuni testi che ci possono aiutare a riflettere su questo tema: quale Comunità Adulta?
1. Dalla nota pastorale del card. Scola “La comunità educante”.
2. Dalla “Lettera di presentazione alla Diocesi” sinodo 47° CM Martini
3. Dalla “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco
4. Da “L’utopia alla prova di una comunità” CM Martini
Approvazione del Verbale del Consiglio del 10 settembre.
Don Eugenio chiede , in relazione a quanto espresso nell’intervento di S. Teodoro che “la realtà oratoriana per i
ragazzi, che invece sembra essere più a impostazione parrocchiale”, si precisi che “Ogni oratorio mantiene la sua
originalità ma ognuno rientra in un lavoro comune di programmazione e di verifica del cammino”.
Si fa presente che il verbale non va cambiato, (anche se è più una sintesi che un verbale) ma si aggiunge una
postilla. Il verbale può essere corretto se risulta riportato in modo non corretto l’intervento.
Prima di dividersi in gruppo viene fatto rilevare che è difficile discutere un testo o un documento presentato all’ultimo
momento. È importante sapere in anticipo gli argomenti e avere prima gli allegati.
È importante tenere presente, riguardo alla nostro Comunità, le ricchezze che vi si trovano (pensiamo a tante
famiglie, alle confessioni …). Non sappiamo cogliere la grazia e guardiamo solo a ciò che ci manca. Presentiamo
spesso un volto triste. Bisogna valorizzare “l’unità nella pluriformità” accogliendo le tante realtà diverse.
Divisione in tre gruppi.
Sintesi dei gruppi
1. La Comunità Educante
È coinvolta la nostra responsabilità di credenti. Noi siamo volto di Cristo, quale aspetto di Cristo presentiamo?
La domenica non solo incontro con la Parola e lo Spezzare il pane, ma anche incontro di fraternità.
È in gioco la nostra libertà. Si decide di far parte di una comunità gioiosa e aperta. La nostra comunità deve
ricuperare questa dimensione.
Dobbiamo fare un esercizio di ascolto dell’altro.
È importante l’esercizio dell’ascolto
Noi abbiamo un Gesù che condivide la vita quotidiana. È qui che si deve vivere l’incontro, nell’ordinario, e
valorizzando la dimensione della reciprocità.
A fondamento c’è una chiamata: l’importanza dei ruoli – visualizzazione di un mandato – la risorsa di chi si mette a
disposizione
Un atteggiamento di rendimento di grazia
Ci sono grandi attività che comportano il rischio di un attivismo che diventa il fine e non il mezzo: strumenti per
incontrare Cristo.
2. Evangelii Gaudium
+ alcuni aspetti problematici e apertura alle responsabilità:
attenzione agli altri che sono fuori, i contatti con loro …
La comunità adulta funziona, ma non incontra gli altri
+ l’invito alla “gioia” che emerge se noi la manifestiamo. Ma spesso ci sentiamo autonomi, autosufficienti, ci
defiliamo, l’accidia che ci condiziona. Si accompagna un pessimismo sterile, non sempre consapevole delle grazie
ricevute.
+ se andiamo bene pensiamo solo a noi, non ci accorgiamo degli altri. Una nostra bella immagine potrebbe essere
una ricchezza per la comunità.
+ Camminare con Gesù: far trasparire questo e la gioia di essere Chiesa.
+ L’amore autentico (il matrimonio cristiano e la sua bellezza) non riusciamo a farlo percepire agli altri
+ Abbiamo una visione parziale di Chiesa: non siamo solo noi! La fedeltà al Vangelo e al Signore deve essere più
profonda. Non fermarci a quello che vediamo noi: strutture, iniziative … Tanto Vangelo vissuto in tanti che ci stanno
attorno.
+Relazione / Testimonianza / Annuncio
Martini “L’utopia alla prova della Comunità”
Un testo molto provocatorio, e attuale: un esame sulla nostra comunità e uno sguardo che va oltre.
Ci piangiamo troppo addosso e perdiamo di vista gli aspetti positivi
Ci focalizziamo molto sui ragazzi, ma essi sono specchio degli adulti: perché non insistere soprattutto su loro?
Oggi nella Chiesa e in coloro che si accostano ad essa non si coglie il dono della gratuità e si vede tutto come
dovuto.
Non abbiamo più la gioia per i doni che ci sono dati dalla fede. siamo troppo abitudinari.
Sfoltire il calendario
Centralità di Cristo e un impegno di conversione e di rivitalizzazione della comunità.
A conclusione
Questo dialogo riflette lo scopo che ci siamo dati: cominciare a cambiare noi e vivere il Consiglio Pastorale come
immagine della Comunità.
Prima le persone, poi le cose e le attività: la relazione con gli altri.
Trovare l’occasione di parlare di queste cose con altre persone del consiglio che non erano del nostro gruppo.
Verbale approvato in data 11.11.2014