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A
TESTO
AMBIENTE
Respiri malsani
di Alessandro Fornaro, giornalista
Nuove stime dell’Oms
indicano che l'inquinamento atmosferico
è oggi il più grande rischio ambientale per la salute
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AMBIENTE
U
na ricerca pubblicata lo scorso 25 marzo dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riporta che nel 2012 circa 7
milioni di persone sono morte a causa di esposizione all'inquinamento atmosferico. Questa cifra è estremamente rilevante, in
quanto sta a significare che ogni 8 decessi che avvengono nel
mondo, uno di essi è imputabile all’aria inquinata. Non si tratta
di allarmismo fine a sé stesso. Al contrario, la pubblicazione di
questi dati da parte dell’Oms va nella direzione di sensibilizzare
gli interlocutori istituzionali nei confronti di una evidenza chiara:
ridurre l'inquinamento dell'aria potrebbe salvare milioni di vite.
Che l’inquinamento facesse male, era una evidenza nota. Ma la
forza di questa nuova stima risiede nella misura di questo problema. Il compito dell’Oms, si sa, è quello di tutelare le vite umane
nel mondo intero. Per farlo, l’Organizzazione fornisce indicazioni,
raccoglie dati, promuove, periodicamente, ricerche come questa.
Rispetto alle evidenze riscontrate in passato circa i rischi legati
all’inquinamento atmosferico, occorre porre attenzione su un
elemento particolare: i dati di mortalità rilevati in questa ricerca
sono il doppio rispetto a quelli della stima precedente, avvenuta
solo pochi anni fa. Il raddoppio delle morti correlate all’aria che
si respira non è imputabile ad un aumento tout-court del rischio,
bensì alla messa a punto da un lato di nuove tecnologie efficaci
nella rilevazione dei dati, dall’altro lato alle maggiori conoscenze scientifiche sui rischi dell’esposizione e, in particolare, sulla
correlazione tra esposizione e specifiche malattie. Negli anni, aumenta quindi la consapevolezza dei danni reali provocati dall’aria
inquinata. Tale consapevolezza, non può più permettere a nessuno tra i governanti mondiali di fare finta di non sapere o, peggio,
di mettere in dubbio la reale correlazione tra aria e salute. Come
ha efficacemente spiegato un portavoce dell’Oms, “I dati raccolti non si basano unicamente su una migliore conoscenza delle
malattie provocate dall’inquinamento atmosferico, ma anche su
una migliore valutazione dell’esposizione umana agli inquinanti presenti nell’aria grazie all’utilizzo di misurazioni e tecnologie
migliorate. Questo ha
permesso ai ricercatori di procedere ad
un’analisi più approfondita dei rischi sanitari in un ventaglio
demografico più ampio che comprende
zone rurali così come
zone urbane”.
I dati così raccolti rivelano un forte legame
tra esposizione all'inquinamento
atmosferico e malattie cardiovascolari,
come ictus e cardiopatia ischemica,
nonché tra inquinamento atmosferico e cancro.
Questo in aggiunta al ruolo dell'inquinamento
dell'aria nello sviluppo di malattie respiratorie,
comprese le infezioni respiratorie acute
e le malattie polmonari croniche ostruttive.
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A
AMBIENTE respiri malsani
Inquinamento interno ed esterno
I dati sono stati raccolti distinguendo le
due tipologie di aria con le quali la popolazione è in contatto: quella interna alle
abitazioni e agli ambienti chiusi in generale; e quella che si respira all’esterno.
Tale suddivisione differenzia di molto i
Paesi in via di sviluppo - dove l’utilizzo di
fonti di riscaldamento fortemente inquinanti è elevato - e quelli economicamente più avanzati. A livello regionale, i paesi
a basso e medio reddito nelle Regioni del
sud-est asiatico e del Pacifico occidentale hanno registrato il più elevato tasso di
correlazione tra l'inquinamento dell’aria
e i decessi nel 2012, con un totale di 3,3
milioni di morti legate all'inquinamento
dell'aria interna e 2,6 milioni legate alla
presenza di inquinamento atmosferico.
Flavia Bustreo, vice-direttrice generale
dell’Oms responsabile per la salute delle famiglie, delle donne e dei bambini,
evidenzia che "Ripulire l'aria che respiriamo previene le malattie non trasmissibili così come riduce i rischi di malattia
tra le donne e i gruppi vulnerabili, compresi i bambini e gli anziani". “Le donne
ed i bambini poveri - prosegue Bustreo
- pagano un pesante tributo all’inquinamento dell’aria indoor, perché passano
più tempo in casa a respirare i fumi e la
fuliggine che emettono le stufe a legno o
a carbone mal ventilate”.
Ma se è vero che i bambini e le donne
sono i soggetti più vulnerabili, è altrettanto provato che i danni si verificano
anche a grande distanza di tempo. Il rapporto dell’Oms include una ripartizione
dei decessi attribuiti a malattie specifiche, sottolineando che la stragrande
maggioranza delle morti da inquinamento atmosferico è dovuto a malattie cardiovascolari. I dati sono distinti per cause da inquinamento esterno ed interno.
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Morti causate da inquinamento dell’aria esterna - ripartizione per malattia:
40% - cardiopatia ischemica;
40% - ictus;
11% - broncopneumopatia cronica ostruttiva ( BPCO );
6% - cancro ai polmoni;
3% - infezioni delle basse vie respiratorie acute nei bambini.
Morti causate da inquinamento dell’aria interna - ripartizione per malattia :
34% - ictus;
26% - cardiopatia ischemica;
22% - BPCO;
12% - infezioni delle basse vie respiratorie acute nei bambini;
6% - cancro polmonare.
(Stime basate sugli ultimi dati di mortalità dell'OMS dal 2012. Le stime di esposizione delle persone all'inquinamento dell'aria esterna in diverse parti del mondo, sono state formulate attraverso una nuova mappatura dei dati globali attraverso sistemi satellitari, misure di monitoraggio a livello del suolo, dati sulle
emissioni inquinanti da fonti principali, modelli di come inquinamento si muove
nell’atmosfera)
Fattori di rischio maggiori del previsto
Maria Neira, direttrice del dipartimento salute pubblica, determinanti sociali ed ambientali della salute dell’Oms, conferma che
“i rischi di inquinamento atmosferico sono risultati di gran lunga
maggiori di quanto si pensasse o si fosse fin qui compreso, in
particolare per le malattie cardiache e ictus”. “Pochi altri rischi prosegue Neira - hanno un impatto maggiore sulla salute globale
di oggi. Questa evidenza segnala la necessità di un'azione concertata per ripulire l'aria che tutti respiriamo”.
Ma quali sono, nello specifico, i rischi legati all’inquinamento
dell’aria? L’indagine risponde a questa domanda a suon di cifre: nel 2012 l’inquinamento dell’aria interna è stato correlato a
4,3 milioni di decessi prematuri nelle famiglie che cucinano con
stufe a carbone, a legna o a combustibile di biomasse. Nel caso
dell’inquinamento esterno, l’Oms stima che i 3,7 milioni di decessi prematuri del 2012 siano stati dovuti a fonti inquinanti urbane
e rurali. Molte persone sono tuttavia esposte sia all'inquinamento dell'aria interna, sia a quello esterno. Da una corretta sovrapposizione dei dati, risulta quindi la stima totale di circa 7 milioni
di morti nel 2012. A registrare le più pesanti perdite di vite umane a causa dell’inquinamento sono stati i Paesi a reddito basso o
medio del sudest asiatico e del Pacifico occidentale, con un totale di 3,3 milioni di decessi prematuri legati all’inquinamento
indoor e 2,6 milioni all’inquinamento esterno.
AMBIENTE
"L'inquinamento dell'aria eccessivo è spesso un sottoprodotto di
politiche sostenibili in settori quali i trasporti, l'energia, la gestione dei rifiuti e l'industria. Nella maggior parte dei casi, nel lungo
termine, le strategie più sane saranno anche le più economiche,
comportando risparmi sia in ambito sanitario, nonché importanti benefici climatici”. Ad affermarlo è Carlos Dora, coordinatore
Oms per la salute pubblica ed i determinanti sociali ed ambientali della salute, che conclude: “l’Oms ed il settore della salute
hanno un ruolo unico da svolgere, traducendo i dati scientifici
sull’inquinamento dell’aria in politiche in grado di apportare dei
miglioramenti e salvare delle vite”.
In queste parole è racchiuso il senso dell’indagine dell’Oms: promuovere una tabella di marcia per la prevenzione delle malattie
legate all'inquinamento atmosferico. Ma il lavoro dell’Oms non
si ferma qua: entro la fine dell'anno, distribuirà le linee guida interne per la qualità dell'aria in combustione domestica, nonché
i dati dei paesi sulle esposizioni inquinamento dell'aria all'aperto e al coperto,
con i rispettivi tassi di mortalità correlata. Inoltre, l’Oms produrrà un aggiornamento delle misurazioni della qualità
dell'aria in 1600 città in tutte le regioni del mondo. Se la prevenzione parte
dall’alto della più importante istituzione
sanitaria mondiale, uno sforzo deve essere condotto dal basso.
Da parte nostra, come farmacisti, informando attentamente il pubblico; come
cittadini, invece, adottando scelte individuali e valorizzando le istituzioni locali
e nazionali maggiormente attente alla
questione.
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