Trilinguismo Ecco i ricorsi La giunta resiste

- giovedì 26 marzo 2015 - CORRIERE DEL TRENTINO - Pagina: 6
Esecutivo
Trilinguismo
Ecco i ricorsi
La giunta resiste
TRENTO I ricorsi sul nuovo concorso indetto dalla
Provincia per reclutare insegnanti per il trilinguismo erano stati annunciati, in particolare
dalla Uil. Non erano minacce a vuoto, ancora il 6
marzo è stato notificato il primo, promosso da
«Deborah Trentin e altri». Nell’ultima seduta, la
giunta ha dato mandato all’avvocatura di resistervi.
L’obiettivo del ricorso è «ottenere l’annullamento, della deliberazione della giunta provinciale relativa al concorso pubblico, per titoli ed
esami, per la copertura di complessivi 60 posti a
tempo indeterminato della figura di insegnante
della scuola d’infanzia, di cui 30 posti di sezione
e 30 posti di sezione con competenza in lingua
straniera tedesca e inglese». La protesta dei docenti è nota: perché indire un nuovo concorso
quando esistono già delle liste di docenti abilitati con competenze linguistiche cui si sarebbe potuto attingere. Anche la replica è nota: se avessimo fatto così, i ricorsi li avrebbero presentati coloro che sarebbero stati «scavalcati» perché non
in possesso dei requisiti linguistici. Ugo Rossi, in
una recente intervista al Corriere del Trentino, è
stato chiaro: «I ricorsi potrebbero anche essere
vinti, ma non avevamo alternativa».
Nell’ultima seduta, la giunta ha anche proceduto alla soppressione dell’Agenzia «Centrale
unica di emergenza» e alla contemporanea istituzione del servizio «Centrale unica di emergenza», un cambio di veste amministrativa fatto in
chiave di semplificazione burocratica. L’esecutivo ha anche definitivamente cancellato lo stanziamento da 5 milioni di euro che aveva stabilito
nel 2009 per costituire una società che sostenesse i Comuni nella la concessione di finanziamenti e per l’attività finanziaria nel settore pubblico, una sorta di cassa del Trentino 2. Definiti
anche i budget massimi di trasferta per il personale. A titolo di esempio, per l’Expo di Milano
non potranno essere spesi più di 100.000 euro.
T. Sc.