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ANTENNA BICONICA
VHF-UHF
Mod. BCA110
di
Domenico Di Simone
IK6BMU
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DSD MEDIA
Antenna biconica 110-900MHz
COPYRIGHT © 2014
DSD Media
Domenico Di Simone IK6BMU
65016 Montesilvano (PE)
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18 july 2014
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Antenna biconica 110-900MHz
Dopo la realizzazione della antenna discone DCR50, non mi andava giù il fatto di perdere
3dB e quindi mi sono messo in testa di fare qualcos’altro di più efficiente e ho subito pensato alla
Biconica.
Nella letteratura scientifica questa antenna è descritta molto bene perché viene largamente usata per
le misure di compatibilità elettromagnetica (EMC) in camera anecoica, infatti, nelle prove di
conformità alle normative delle emissioni radiate, si usano antenne biconiche per frequenze che
vanno da 30 MHz a 200 MHz mentre si passa alle antenne log-periodiche per frequenze comprese
tra 200 MHz e 1 GHz. Per frequenze ancora superiori, si usano invece delle antenne ad apertura,
generalmente del tipo a tromba piramidale. Questo mi fa pensare che tranne qualche tecnico di
laboratorio non si hanno molte conoscenze pratiche al riguardo anche perché al di fuori dei
laboratori è praticamente poco utilizzata.
L’idea di fare esperienza diretta su questo tipo di antenna mi affascinava ma non mi sono mai
deciso a realizzarne una, finché un giorno volli fare una prova veloce.
Ne uscì il “prototipo” rappresentato qui sotto che assomiglia più all’antenna a “farfalla” che alla
biconica, realizzato con del filo smaltato rigido da Ø 1,5 mm con i lati dei triangoli lunghi 500mm.
Quest’antenna è stata installata
provvisoriamente sul tetto per circa 2 mesi
giusto per fare qualche confronto, e devo
dire che nonostante fosse retta soltanto dal
del nastro isolante ha superato benissimo i
tests.
Ma rimaneva il fatto che quest’antenna non
era un dipolo biconico e sapevo che prima o
poi avrei dovuto mettere mano al trapano.
Poi un giorno mi imbattei in un accrocco
presso una mostra mercato di Elettronica e
Radioamatori, l’accrocco, di un bel colore
verde militare, stava sul banco di un
rivenditore che vendeva materiale surplus e
alla mia richiesta di cosa fosse mi rispose
che non lo sapeva esattamente ma era
evidente si trattasse di un isolatore di un
antenna.
Capii subito che era un isolatore di un dipolo
biconico ma mi resi anche conto che
mancavano gli elementi radianti e il
rivenditore non ne era fornito, alla fine lo
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acquistai lo stesso sperando di risolvere il
problema in qualche modo.
L’accrocco marcato AB-77/TRC-7 alla fine
si rivelò essere una parte dell’antenna
assembly AS110-/TRC-7 in dotazione alla
radio RT-53/TRC-7 (Ground to Air radio)
della Signal Corps fabbricato nel 1945, che
copre le frequenze da 100-156 MHz in AM
alimentato da batterie a secco BA-70 o BA80 (come il BC-1000) o dal generatore G3/TRC-7. Il set era destinato alle truppe
aviotrasportate per comunicare con velivoli
da terra, ecco perché una biconica, era
l’unica oltre alla discone in grado di coprire
una fetta di frequenze così ampia, ma col
vantaggio rispetto a quest’ultima di avere
un diagramma di radiazione privilegiato
verso l’alto dove appunto stanno gli aerei.
Capito cosa era restava da risolvere il
problema degli elementi radianti, l’isolatore
ha 6 aperture 3 superiori e 3 inferiori dove
venivano avvitati i radianti, questi radianti
erano costruiti con tubetto rastremato di
acciaio ramato e verniciato lunghi circa 750
mm, e ad un estremo avevano una
filettatura particolare ma comune a molte
antenne militari anche di altri corpi per un
problema di intercambiabilità, (come la
base per antenne MB 65B installata su
quasi tutti i mezzi mobili), trovarli è stata
impresa ardua e i costi altrettanto, alla fine
mi sono rassegnato e armato di coraggio li
ho filettati a passo metrico Ø6 MA, in
modo da potervi inserire 6 barre filettate
zincate lunghe un metro, dopotutto era una
semplice prova per capire il funzionamento
dell’antenna.
Quindi il mio secondo dipolo biconico
avendo una lunghezza totale di 2 metri
aveva come limite di frequenza inferiore
300: 400=75 MHz e dalla larghezza
dell’angolo dei coni penso non oltre i 200250 MHz come limite superiore.
Stili radianti originali.
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Stili radianti autocostruiti ricoperti di termo
restringente.
Dalle foto si può vedere il risultato finale, ma
quello che mi interessava maggiormente erano le
prove in aria fatte a 145 MHz, qui l’antenna si
mostrava leggermente superiore ad una Ground
Plane, con un SWR nella norma, e anche i
corrispondenti me lo confermavano, però non
avendo strumentazione adeguata non potei
quantificarne il guadagno.
Ricevendo sulle altre frequenze, invece,
soprattutto in banda aereonautica le performance
rispetto sempre alla Ground Plane dei 2 metri
erano notevoli il che stava a significare il corretto
funzionamento a larga banda.
A questo punto non rimaneva che confrontarla
con la discone, naturalmente il confronto non
poteva essere paritario perché le dimensioni e
quindi le frequenze di funzionamento erano
diverse, ma una parte della banda di una si
sovrapponeva a quella dell’altra e per diversi mesi le 2 antenne sono state studiate in banda
aereonautica, montate alla stessa altezza e opportunamente distanziate per non influenzarsi a
vicenda.
Ho preferito utilizzare la banda aereonautica per il semplice motivo che utilizza ancora la vecchia
modulazione di ampiezza e quindi è più facile distinguere l’intensità di un segnale basso che si
porta inevitabilmente dietro del fruscio, rispetto ad un segnale in modulazione di frequenza.
Alla fine delle prove il risultato è stato che
apprezzare 3 dB ad orecchio è molto difficile per i
segnali bassi e naturalmente impossibile per i
segnali alti e che almeno a livello locale non ci
sono apprezzabili differenze, per i segnali DX
queste non sono le frequenze più adatte ma ho
comunque in programma di sperimentarle quanto
prima.
Dopo alcuni mesi che il dipolo biconico era sul
tetto ho cominciato a vedere i primi segni di
invecchiamento dovuti alla permanenza all’aperto,
ma dopotutto per la forma e tipo di materiale si
capiva che non era destinato ad un uso fisso e
quindi decisi di realizzarne uno nuovo totalmente
fatto in casa per uso fisso con una frequenza
minima intorno ai 110 MHz. Naturalmente volevo
che la frequenza massima fosse la più alta
possibile intorno ai 900 MHz e questo come
spiegato in seguito si ottiene con un angolo interno
del cono di circa 60°, ma prima di iniziare la
costruzione ho voluto documentami meglio.
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Risparmio al lettore tutte le formule matematiche che dimostrano come avviene l’irradiazione del
campo elettromagnetico e mi limito a dire che i 2 coni, alimentati ai 2 vertici, si comportano come
una lunghissima linea di trasmissione, cioè fanno credere al trasmettitore che alla fine del cavo
coassiale ci sia collegato in serie un altro cavo coassiale di lunghezza infinita e avente la stessa
impedenza, mentre ai fini della radiazione il suo diagramma è molto simile a quella del dipolo.
Tutto questo teoricamente ma, nella pratica, i coni hanno lunghezza finita cioè sono realizzati
tramite coni troncati , questo troncamento introduce delle discontinuità agli estremi della struttura e
questo comporta fenomeni di riflessione per le onde che si propagano verso l’ esterno, lungo i coni
stessi, otteniamo, in questa situazione, la formazione di onde stazionarie sui coni, cui corrisponde la
comparsa di una parte immaginaria nell’impedenza d’ingresso, tale impedenza, quindi, non essendo
più reale, risulta adesso dipendere dalla frequenza. Questo fenomeno si può parzialmente eliminare
facendo terminare i coni non in maniera improvvisa ma aggiungendo alla parte terminale un altro
cono con un angolo intermo molto ampio.
Caratteristiche principali
antenna dipolo biconico:
•
•
L’impedenza d’ingresso
(o di uscita a seconda dell'utilizzo)
è pressoché costante nella banda di
frequenza in cui è previsto
l’impiego.
•
Il diagramma di
radiazione è pressoché costante
nella banda di frequenza di
utilizzo ed è molto simile a quello
di un dipolo.
•
La lunghezza di ogni
semidipolo è di poco superiore di
¼λ sulla frequenza più bassa di
funzionamento.
L’ angolo interno del cono insieme alla lunghezza del semidipolo ne determina
l’impedenza.
Per realizzare un antenna dipolo biconico ho bisogno di sapere solo 2 dati:
1. La lunghezza del cono radiante alla minima frequenza utilizzabile
2. L’angolo interno del cono per una impedenza di 50Ω
La prima la posso calcolare semplicemente come nel caso della discone:
300:110:4= λ¼=0,6818 metri che posso arrotondare a 682mm.
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La seconda la posso ricavare dal grafico a fianco
dove si vede che per avere una impedenza di
50Ω occorre un angolo interno del cono di poco
superiore a 60°
Simulazione 3D
Anche in questo caso prima di realizzare
fisicamente l’antenna ho voluto provare col
simulatore MMANA GAL per vedere le curve
caratteristiche.
La prima cosa da fare è disegnare l’antenna in
3D e per fare questo bisogna fornire al
programma le coordinate cartesiane di ogni
ogn
singolo segmento nei tre assi x, y e z, tenendo
presente che ogni segmento è formato da 2
punti.
Poi bisogna fornire il punto di alimentazione, il
diametro e il tipo di materiale dei 16 segmenti e
per finire l’altezza il tipo di terreno e la frequenza di calcolo.
Dopo che il programma ha effettuato tutti i suoi calcoli,
calcoli, scelgo di visualizzare la fetta di frequenze
VHF più interessante che va da 105 a 185 MHz, lui ci restituisce 3 diagrammi che sono:
Diagramma della resistenza di radiazione (blu) e reattanza (rosso).
1. Diagramma della curva del SWR.
2. Diagramma del guadagno.
Quest’ultimo non ci interessa in modo particolare, sicuramente più utile nel caso di antenne
direzionali, inoltre come già detto nel caso della discone riguardo ai diagrammi che non bisogna
farci molto affidamento specie con antenna a larga o larghissima banda come il dipolo biconico.
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Realizzazione pratica
Anche in questo caso come per
la discone, ho preferito utilizzare
8+8 radianti per approssimare la
superficie dei coni senza però le
connessioni equipotenziali e a
coni troncati.
Quindi per la realizzazione
dell’antenna sono partito da 2
supporti in alluminio pressofuso,
venduti come ricambi di Ground
Plane da una ditta costruttrice
italiana, di cui uno montato al
rovescio e altre parti riciclate da
precedenti realizzazioni.
Il primo passo è stato quello di
praticare 8 fori, sul supporto
inferiore, da Ø 5mm con un
angolo di 30° rispetto all’asse
centrale, successivamente
filettati Ø6M in modo da poterci
avvitare 8 barre filettate zincate
Ø 6mm lunghe 682 mm e
ricoperte con del termo
restringente come con la
precedente antenna.
Per il cono superiore ho riciclato
8 tubetti di alluminio da Ø8mm
da avvitare al supporto con fori
filettati da Ø8M, inoltre a questo
supporto ho modificato gli attacchi eliminando l’isolante per poter avvitare i supporti tra di loro.
Il risultato finale è quello visibile nelle foto.
L’antenna è installata sul tetto ormai da oltre un anno e viene usata per trasmettere sui 2mt e 70cm,
e, prevalentemente, per ricevere da 108 a 950 MHz con prestazioni di tutto rispetto paragonabili, in
trasmissione, ad antenne commerciali ma, senza nessun confronto in ricezione.
73 de Dom ik6bmu
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particolare del cono inferiore
Particolare dei supporti
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