2 - ResearchGate

P_181 – Comunicazione Orale
Topic: Valutazione di prodotti, metodi, strumenti e sistemi
GLUCOSIO: QUALE ANTICOAGULANTE?
G.Bonetti1, G. Coccoli1, V. Cancelli1, D. Brugnoni1, L. Caimi1,2, R. Testa3
1
Laboratorio Analisi Chimico Cliniche, A.O. Spedali Civili, Brescia; 2Dipartimento di Medicina
Molecolare e Traslazionale, Università di Brescia; 3Modelli di Integrazione Multidisciplinare in
Patologia Clinica, INRCA, Ancona
Introduzione: Un’accurata determinazione del glucosio è fondamentale per una corretta diagnosi di
diabete. Per effetto della glicolisi la concentrazione di glucosio si riduce dopo il prelievo se il
campione è conservato a temperatura ambiente in assenza di uno stabilizzatore. L’impiego di
provette contenenti tampone citrato, a basso pH, ha recentemente mostrato bloccare
immediatamente il processo glicolitico.
Scopo dello studio: Valutare l’effetto di diversi anticoagulanti sulla stabilizzazione del glucosio
plasmatico in campioni conservati a temperatura ambiente.
Materiali e metodi: Il sangue venoso di 52 soggetti è stato raccolto in 4 provette (Sarstedt): A
LiHep posta in bagno di acqua e ghiaccio e centrifugata entro 10’ dal prelievo a 4°C a 2500g per
15’(Gold-standard), B LiHep, C NaF/EDTA, D NaF/citrato(GlucoEXACT). I campioni B, C e D
dopo il prelievo sono stati aliquotati, conservati a temperatura ambiente e centrifugati dopo 1, 2 e 4h
e il plasma conservato a 2-8°C fino al momento dell’analisi. La determinazione del glucosio è stata
effettuata con metodo Esochinasi, in triplicato e in unica serie analitica, su strumento Dimension
Vista 1500 (Siemens).
Risultati: Nel confronto con A (Gold-standard) si sono mostrati i seguenti bias medi (95%CI):
Gruppo B 1h -6.61% (-7.51÷-5.71), 2h -11.50% (-12.57÷-10.43), 4h -20.03% (-21.44÷-18.64);
Gruppo C 1h -8.21% (-9.10÷-7.31), 2h -10.50% (-11.37÷-9.62), 4h -11.93% (-12.79÷-11.07),
Gruppo D 1h 0.94% (0.46÷1.42), 2h 1.42% (0.86÷1.98) e 4h 0.86% (0.37÷1.36). Differenze
statisticamente significative vs A si sono mostrate per i gruppi B,C a 1,2 e 4h (Mann-Whitney Test,
P<0.0001), contrariamente al Gruppo D (P=0.4353, 0.2691, 0.4183 a 1, 2 e 4h). L’analisi di
regressione lineare vs A (x) ha mostrato: Gruppo B 1h: y=0.938x-0.343, Sy/x 2.88 mg/dL, r=0.957,
2h: y=0.919x-3.028, Sy/x 3.47, r=0.938, 4h: y=0.876x-6.879, Sy/x 4.59, r=0.894; Gruppo C 1h:
y=0.876x+3.763, Sy/x 2.87, r=0.957, 2h: y=0.924x-2.592, Sy/x 2.91, r=0.955, 4h: y=0.929x-4.383,
Sy/x 2.86, r=0.956; Gruppo D 1h: y=1.002x+0.699, Sy/x 1.56, r=0.988, 2h: y=1.022x-0.727, Sy/x
1.87, r=0.984, 4h: y=0.965x+3.968, Sy/x 2.86, r=0.987. Solo il Gruppo D raggiunge gli obiettivi di
bias desiderabile (1.8%) derivati dalla variabilità biologica.
Discussione e conclusioni: Dai presenti dati emerge come l’associazione NaF/citrato sia più
efficace del solo NaF come immediato inibitore della glicolisi e pertanto andrebbe impiegato per
un’accurata stima delle concentrazioni ematiche di glucosio, soprattutto quando non sia possibile un
trattamento gold standard del campione. L’impiego di NaF/citrato potrebbe altresì avere un forte
impatto clinico-diagnostico sui disordini del metabolismo glucidico poiché i livelli decisionali oggi
impiegati derivano da studi in cui il glucosio è stato primariamente determinato su campioni di
plasma NaF.