Relazione Semestrale - Eurorisparmio Fondo Pensione

RELAZIONE SEMESTRALE
AL 30 GIUGNO 2014
SELLA GESTIONI SGR S.P.A. appartiene al Gruppo bancario Banca Sella ed è
soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Banca Sella Holding S.p.A.
NORDFONDO LIQUIDITA’
NOTA ILLUSTRATIVA
CONTESTO GENERALE DI MERCATO
L’ultima parte del 2013 è stata caratterizzata da una ripresa della crescita globale guidata principalmente dal rafforzamento delle
economie sviluppate, con i paesi emergenti che hanno subito una battuta di arresto, sebbene contribuiscano ancora per più di due
terzi al dato complessivo. La crescita globale è vista in aumento nelle stime del Fondo Monetario Internazionale contenute nel
World Economic Outlook di aprile, passando dal 3% registrato nel 2013 al 3,6% e 3,9% previsti rispettivamente per gli anni 2014 e
2015.
Nel documento viene evidenziato come il maggior impulso al risultato 2014 delle economie avanzate (2,2% di crescita annua
complessiva) provenga dagli Stati Uniti che contribuiscono con un aumento del 2,8% su base annua grazie ad un aumento delle
esportazioni, alla ripresa del settore immobiliare ed a una politica monetaria accomodante che ha facilitato i prestiti all’economia
reale. In particolare dopo la performance in crescita nella seconda parte del 2013 l’economia americana nel primo trimestre del
2014 è stata frenata da un’eccezionale ondata di maltempo che ha ostacolato l’attività economica ed il dato di crescita del Pil a -1%
è risultato al di sotto delle attese. Le stime preliminari per il secondo trimestre sono tuttavia favorevoli, indicando una ripresa dei
consumi privati ed una buona performance del mercato del lavoro. Nel primo semestre del 2014 il tasso di disoccupazione negli
USA è passato dal 6,6% del mese di gennaio al 6,3% dell’ultimo dato disponibile di maggio, con una dinamica dei salari in aumento
del 2,1%. L’andamento del mercato del lavoro rappresenta una delle leve di decisione più importanti per la politica monetaria
impostata dal governatore della Federal Reserve Janet Yellen, che nel semestre ha ribadito che la riduzione degli acquisti da parte
della banca centrale (il cosiddetto “tapering”) proseguirà in accordo con le condizioni del mercato del lavoro per raggiungere tassi di
disoccupazione e di partecipazione al lavoro in equilibrio di lungo periodo. La Fed ha inoltre dichiarato che sarà opportuno
mantenere il tasso di policy al livello corrente (0,25%) anche una volta concluso il piano di acquisto di asset se l’inflazione rimarrà
intorno al 2%, rafforzando quindi il supporto all’economia reale ed allontanando le voci di un imminente rialzo dei tassi americani.
Il dato della crescita nel primo trimestre 2014 evidenzia una situazione variegata nell’Area Euro, in cui la Germania guida la ripresa
con un +0,8% e l’Italia chiude la lista dei paesi maggiori con -0,1%. Il dato complessivo dell’area, in crescita dello 0,2%, risulta in
linea con le aspettative e influenzato positivamente dai consumi privati, dalla spesa pubblica e dalle scorte, mentre investimenti ed
export rallentano rispetto alla fine del 2013, pur rimanendo in territorio positivo. La disoccupazione dell’Eurozona risulta
complessivamente in calo dall’11,8% del 2013 all’11,7% di aprile, ma permangono anche qui importanti differenze tra paesi, con
fragilità del mercato del lavoro molto più accentuate nei paesi periferici (specialmente nella disoccupazione giovanile che tocca
punte superiori al 40% in Italia e Spagna) rispetto alla Germania, in cui il dato risulta stabile. L’inflazione calcolata su base annua
risulta in deciso calo, passando da 0,8% a fine 2013 a 0,5% di maggio. Dopo aver tagliato i tassi a fine 2013, la Banca Centrale
Europea nella riunione del 5 giugno ha annunciato un articolato piano finalizzato al sostegno dell’economia reale ed al credito alle
imprese, all’abbassamento della quotazione dell’Euro e ad introdurre inflazione nell’Eurozona, allontanando il pericolo della
deflazione. La strategia espansiva della BCE si articola su diversi fronti: sul lato tassi l’abbassamento del tasso di rifinanziamento al
minimo storico del 0,15% e del tasso di deposito in territori negativo a -0,10%; sul lato volumi la cessazione delle operazioni di
sterilizzazione dei titoli acquistati nell’ambito del piano SMP (Securities Markets Programme), la rivitalizzazione del mercato degli
ABS con un piano di acquisti dedicato, ed il rinnovo del programma di rifinanziamento di lungo periodo (TLTRO) per le banche
finalizzato al credito all’economia reale. Inoltre il risultato delle elezioni europee, che hanno visto rinnovare la maggioranza al
Partito Popolare Europeo ed un consenso inferiore a quanto previsto nei sondaggi per i partiti “euroscettici”, fornisce ulteriori
elementi di stabilità nel lungo periodo.
Nei primi sei mesi del 2014 il Giappone è stato impegnato in importanti riforme ed iniziative che rientrano nel complesso piano di
stimolo monetario e rilancio economico conosciuto come “Abenomics”. In particolare il primo trimestre è stato caratterizzato da
un’accelerazione della crescita dovuta principalmente ad un’anticipazione dei consumi in vista dell’aumento dell’imposta sul valore
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800.10.20.10
aggiunto dal 5% all’8%, decisa per esigenze di bilancio e per stimolare un’inflazione (storicamente molto bassa in Giappone) che
ad aprile era stimata al 3,4% su base annua. Durante il semestre sono stati annunciati i provvedimenti di aumento della spesa
pubblica e riforme economiche, come una rimodulazione del carico fiscale delle imprese, che completano il piano di rilancio del
paese.
Nonostante il 2013 abbia visto un rallentamento della crescita aggregata dei paesi emergenti a un +4,7% su base annua, nel 2014
e 2015 secondo le stime di aprile del Fondo Monetario Internazionale, la crescita dei paesi in via di sviluppo sarà più robusta e
stimata rispettivamente a +4,9% e +5,3%. Nel primo trimestre dell’anno, i paesi in questione hanno in generale subito gli effetti dal
punto di vista macro del rallentamento dell’economia statunitense e il peggioramento delle condizioni della crescita cinese, mentre
nel secondo trimestre dell’anno si è aperta una fase di rinnovata fiducia sulla classe di attivo Paesi Emergenti che ha permesso di
assistere ad afflussi consistenti di denaro da parte degli investitori internazionali (sia sul lato obbligazionario che azionario,
traducendosi in una buona ripresa delle valute locali). Alla base di questo ritorno di interesse ci sono i segnali di miglioramento delle
economie sviluppate, elemento essenziale per una ripresa delle esportazioni dei Paesi Emergenti e ad un miglioramento dei deficit
di Bilancia Corrente, e i segnali di stabilizzazione dell’economia cinese sotto la spinta del governo centrale che non vuole mancare
l’obiettivo del 7,5% di crescita nel 2014.
La crisi tra Ucraina e Russia, scoppiata all’inizio dell’anno e culminata con l’annessione di territori ucraini alla Russia, ha
determinato forti incertezze sia sulla crescita dei paesi dell’area dell’Europa orientale fortemente interdipendenti con la Russia, sia
sulle forniture energetiche verso l’Europa occidentale (ulteriormente minate dalla firma di un rilevante contratto di fornitura
energetica tra la Cina e la Russia, con cui quest’ultima ha voluto ridurre la sua dipendenza dal mercato europeo).
Il Brasile rallenta la sua crescita stimata annua dal 2,2% al 1,9% nonostante la forte spinta data dagli investimenti per i mondiali di
calcio e le prossime olimpiadi. Proprio queste manifestazioni hanno suscitato proteste contro le spese eccessive e gli aumenti del
costo della vita nelle principali città brasiliane. Il dato di crescita nel primo trimestre dell’economia indiana del 4,6%, sebbene
deludente rispetto alle aspettative, è stato determinato da un convulso periodo elettorale da cui è uscito un governo di ispirazione
nazionalista con la maggioranza più solida degli ultimi 30 anni, che dovrà cimentarsi nelle riforme strutturali necessarie per far
ripartire la crescita e allentare le pressioni inflazionistiche.
In Europa, l’andamento del mercato obbligazionario governativo è stato complessivamente positivo nel primo semestre del 2014,
con rendimenti in discesa e spread generalmente in riduzione nei confronti del Bund tedesco. Alcune tensioni sono emerse nella
parte finale del primo trimestre a fronte di dati incerti sulla dinamica di crescita dell’economia dell’Eurozona, delle elezioni europee
e a causa della crisi ucraina. Nonostante ciò, l’assenza di pressioni inflazionistiche, l’ampia liquidità a disposizione nel sistema,
l’attenuarsi delle tensioni legate alla crisi del debito sovrano e le politiche monetarie espansive attuate dalla BCE hanno supportato
il mercato e determinato appunto un notevole abbassamento dei livelli di rendimento delle curve governative dell’area Euro ed una
compressione ulteriore degli spread tra emittenti core e periferici. Il tasso a due anni tedesco è sceso dallo 0,20% di inizio anno allo
0,02% ed il decennale è passato dall’1,91% all’1,30% mentre il tasso a due anni italiano è sceso dall’1,23% di inizio anno allo
0,55% ed il decennale dal 4,06% al 2,90%. Il differenziale di rendimento tra i due decennali ha così registrato una compressione di
40 punti base, scendendo da 200 bps a 160 bps. Anche sul fronte americano, la curva dei governativi ha registrato un calo del
livello dei rendimenti grazie all’assenza di pressioni inflazionistiche e ad un passo regolare del tapering da parte della Fed. Il
Treasury a 2 anni è rimasto pressoché invariato allo 0,10% mentre quello a 10 anni ha chiuso il semestre ad un livello pari a 2,65%,
in calo rispetto al 3,05% di inizio anno.
Il positivo andamento del comparto governativo, la ricerca di rendimenti più elevati ed il consolidarsi della modesta crescita europea
hanno spinto al ribasso anche i rendimenti dei titoli corporate europei: questa dinamica ha interessato generalmente tutti i settori,
sia emittenti High Yield che Investment Grade e a tutti i livelli di subordinazione.
I mercati obbligazionari emergenti hanno beneficiato del positivo andamento delle principali economie sviluppate e della relativa
bassa inflazione. La bassa volatilità dei mercati inoltre ha permesso alle principali banche centrali emergenti di spostare il focus
dalla stabilità finanziaria alla crescita e questo ha chiaramente aiutato a migliorare l’appeal dei relativi mercati, a fronte di un
tapering da parte della Fed che sembra ormai totalmente scontato e prevedibile ed un aumento dei tassi che sarà molto graduale
negli Usa. L’area che ha performato meglio è l’America Latina, seguita dall’Europa dell’Est che ha recuperato nella seconda parte
del periodo quel che aveva perso a causa della crisi ucraina.
Nel corso del semestre, i mercati azionari sia delle economie occidentali sia di quelle emergenti hanno riportato rendimenti positivi,
con un recupero significativo degli indici dopo la correzione intervenuta nel mese di gennaio. Le incertezze iniziali, causate
dall’inizio del “tapering” della Fed, dalle eccezionali avversità climatiche in USA, dalle debolezze economiche e politiche
dell’Eurozona, dalla pressione sulle valute emergenti e dalla decelerazione della crescita nei BRIC, hanno progressivamente
lasciato il passo ad una maggiore fiducia nelle prospettive di ripresa globale da parte degli investitori, rassicurati dalle politiche
accomodanti delle Banche Centrali.
Dall’inizio di gennaio alla fine di giugno, la performance dell’indice MSCI Europe TR, espresso in Euro, è stata di 6,06%, mentre
l’indice relativo alla sola Eurozona (MSCI EMU TR) ha ottenuto un rendimento di 5,51% in Euro, con rialzi a doppia cifra sui mercati
periferici di Italia e Spagna che hanno sovraperformato gli indici “core” di Germania, Regno Unito e Francia, mentre a livello di
capitalizzazione di mercato il segmento delle “small/mid cap”, dopo la brillante performance del primo trimestre, ha sottoperformato
nel secondo trimestre quello delle “large cap”.
Appena superiore è stata la performance dell’indice MSCI North America TR, espresso in dollari, che ha registrato nel semestre un
rendimento di 7,17%: la performance del mercato americano è stata notevole nel secondo trimestre grazie agli ottimi dati
provenienti dal mercato del lavoro, dal mercato immobiliare e dalla produzione industriale. Il contesto favorevole di tassi di interesse
ai minimi storici e la prudenza della Fed circa le possibilità di una restrizione degli indirizzi di politica monetaria hanno sostenuto
una rivalutazione dei multipli delle società, i cui bilanci appaiono complessivamente solidi. L’abbondante liquidità, in parte detenuta
al di fuori dei confini nazionali, ha alimentato un’intensa attività di fusioni ed acquisizioni e creato valore per gli azionisti attraverso
ingenti distribuzioni di dividendi e riacquisti di azioni proprie.
L’indice MSCI Pacific TR, espresso in dollari, ha ottenuto da inizio anno un rendimento positivo di 3,12%, trainato dalla
performance notevole del mercato azionario indiano che ha più che compensato la debolezza del mercato azionario giapponese. A
pesare sull’indice sono state anche le incognite circa lo stato di salute dell’economia cinese, alle prese con le difficoltà del mercato
del credito ed una delicata transizione da un modello di crescita basato su investimenti ed esportazioni ad un paradigma di
espansione dei consumi interni.
FONDI COMUNI - Semestrale
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Il primo semestre del 2014 ha visto rendimenti positivi anche sui mercati azionari emergenti: l’indice generale MSCI Emerging
Markets TR in dollari ha registrato da gennaio un incremento del 6,14%. Rendimenti inferiori all’indice generale sono stati ottenuti
dalla Russia (MSCI Russia TR -5,30% in dollari), penalizzata da massicci flussi di disinvestimento in concomitanza con la crisi
ucraina, e dalla Cina (MSCI China TR -0,67% in dollari), sfavorita dal rallentamento della crescita del Pil, mentre hanno
sovraperformato con rialzi a doppia cifra il Brasile (MSCI Brazil TR +10,50% in dollari) ed i mercati di frontiera (MSCI Frontier
Emerging Markets TR +18,57% in dollari).
Il Vix, l’indice che misura la volatilità su mercati americani, è crollato di quasi il 16% ai minimi storici (da 14,23 a 11,57), così come
quello dell’area euro, sceso di oltre il 19% (da 18,93 a 15,27).
A livello settoriale europeo, i settori dell’MSCI Europe, in valuta locale, che hanno sovraperformato il mercato sono stati Utilities ed
Energy mentre hanno sottoperformato Technology e Telecommunication Services. Anche in USA il rialzo maggiore è stato riportato
dai settori Utilities ed Energy mentre è rimasto fermo sui livelli di inizio anno il settore Consumer Discretionary.
Nel semestre l’Euro si è deprezzato rispetto a tutte le principali valute mondiali, con svalutazioni che a fine giugno vanno dal -1,05%
verso il Franco Svizzero e -0,75% verso il Dollaro Americano, fino al -4,14% e -3,60% rispettivamente verso Yen Giapponese e
Sterlina Inglese. In particolare l’andamento del cambio tra Euro e Dollaro è stato caratterizzato da un periodo di rafforzamento della
valuta europea fino a toccare i massimi dal 2011 a quota 1,39, per poi indebolirsi sulla scia delle aspettative di politica monetaria e
sui positivi dati macro americani di maggio che hanno alimentato il rischio di un rialzo dei tassi da parte della Fed. La diminuzione
delle valutazioni dell’Euro si è concentrata negli ultimi due mesi ed è dovuta principalmente alle decisioni prese dalla Banca
Centrale Europea di portare i tassi al minimo storico anche con l’obiettivo di indebolire un Euro troppo forte che ostacolava le
esportazioni.
Nell’arco dei primi sei mesi dell’anno il dollaro americano si è svalutato nei confronti della maggior parte delle principali valute
emergenti, con deprezzamenti del 6,26% verso il Real Brasiliano, del 2,61% verso la Rupia Indiana, del 2,43% verso la Rupia
Indonesiana, dello 0,57% verso il Pesos Messicano. Nei confronti del Rublo Russo, del Renminbi Cinese e dello Zar Sudafricano si
è apprezzato rispettivamente del 3,39%, del 4,93% e del 1,38%.
Nello stesso periodo l’Euro si è apprezzato verso il Rublo Russo del 2,53% e verso il Renminbi Cinese del 1,57%, svalutandosi
verso Won Sud Coreano e Lira Turca rispettivamente del 4,38% e del 1,40%.
ILLUSTRAZIONE DELL’ATTIVITÀ DI GESTIONE
Durante il primo semestre, la politica gestionale ha privilegiato un atteggiamento molto attivo sia in termini di asset allocation che di
scelte di duration e di curva.
In particolare, per quanto attiene l’allocazione geografica, il maggior sovrappeso sul portafoglio è stato concentrato sui governativi
italiani sia a tasso fisso che a tasso variabile, si è mantenuto in sovrappeso l’investimento su quelli spagnoli e mantenuta azzerata
l’esposizione in altri governativi europei: le obbligazioni governative degli emittenti core e sovranazionali offrono infatti un
bassissimo rendimento a scadenza.
A questo proposito, è stata anche mantenuta una quota residuale in portafoglio di titoli corporate di elevato rating, sia a tasso fisso
che a tasso variabile, per diversificare appunto il rischio dai titoli governativi e beneficiare di un extra-rendimento.
Nel corso dell’anno è stata mantenuta mediamente una duration superiore a quella del benchmark di riferimento; si è preferita
un’allocazione che puntasse su una probabile sovraperformance del tratto a breve termine delle curve dei rendimenti italiana e
spagnola, che offrivano un maggior carry rispetto alle curve dei paesi core. Inoltre, i governativi di Italia e Spagna mostravano e
mostrano tuttora a nostro avviso il miglior rapporto rischio/rendimento. Infine, alla luce anche dei migliori fondamentali
macroeconomici rispetto agli altri paesi periferici, Italia e Spagna beneficeranno più di altri delle politiche di intervento della BCE.
Nel corso del semestre il patrimonio del fondo è passato da 364.276.594 euro al 30 dicembre 2013 a 353.200.271 euro al 30
giugno 2014 di cui 339.005.761 euro relativi alla Classe A e 14.194.510 euro relativi alla Classe C. In particolare, tale variazione è
stata determinata per 1.231 migliaia di euro dal risultato positivo del semestre e per circa 12.308 migliaia di euro dall’effetto
negativo della raccolta così suddiviso: Classe A effetto negativo per 14.662 migliaia di euro, Classe C effetto positivo per 2.354
migliaia di euro.
Si fornisce in allegato l’elenco analitico dei primi 50 strumenti finanziari detenuti e comunque di tutti quelli che superano lo 0,5 per
cento delle attività in ordine decrescente di valore.
EVENTI DI PARTICOLARE IMPORTANZA
Come riportato negli eventi successivi nella relazione al Rendiconto annuale del Fondo al 30 dicembre 2013, il Consiglio di
Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 21 gennaio 2014 ha deliberato di modificare il Regolamento dei
Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord Fondi per allinearsi a quanto previsto dalle Autorità di
Vigilanza in tema di valutazione del merito di credito nell’attività di gestione. Con l’occasione, nell’ambito dei costi a carico dei
Fondi, è stato esplicitato che al costo di Banca depositaria devono essere aggiunte le imposte dovute ai sensi delle disposizioni
normative pro tempore vigenti. Tali modifiche, che rientravano tra quelle approvate in via generale dalla Banca d’Italia, sono entrate
in vigore dal 1° marzo 2014.
Il Consiglio di Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 26 febbraio 2014 ha deliberato di modificare il
Regolamento dei Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord Fondi, al fine di introdurre una classe B
a distribuzione dei proventi per il Fondo Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti. Come per il fondo Nordfondo Obbligazioni Euro
Breve Termine, anche per la nuova classe di Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti la distribuzione dei proventi ha cadenza
semestrale, con l’approvazione della situazione a fine giugno e a fine dicembre, e prevede la possibilità, a scelta del partecipante,
di reinvestire la cedola in uno dei fondi azionari gestiti da Sella Gestioni e selezionato dal partecipante stesso. Il Regolamento,
modificato con l’introduzione della nuova classe, è entrato in vigore il 1° aprile 2014. I proventi oggetto di distribuzione della “Classe
B” del fondo Nordfondo Obbligazioni Paesi Emergenti relativi al 2014 saranno quelli riferiti al periodo decorrente dal primo giorno di
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calcolo effettivo del valore della quota della Classe (15 aprile 2014) all’ultimo giorno di calcolo del valore della quota del mese di
dicembre 2014.
Il Consiglio di Amministrazione di Sella Gestioni SGR S.p.A. nella riunione del 28 maggio 2014 ha deliberato di modificare il
Regolamento dei Fondi Comuni Armonizzati appartenenti al Sistema Fondi Aperti Gestnord Fondi al fine di eliminare la previsione
di emissione dei certificati al portatore lasciando solo la possibilità di emissione di certificati nominativi. La suddetta modifica, che
attiene all’entrata in vigore del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA), è approvata in via generale dalla Banca d’Italia ed è
entrata in vigore il 30 giugno 2014.
A livello fiscale il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 agli artt. 3 e 4 ha disposto, a decorrere dal 1° luglio 2014, l’aumento dal 20 al
26 per cento dell’aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura
finanziaria ad eccezione dei redditi derivanti dalle obbligazioni e dagli altri titoli pubblici italiani ed equiparati, dalle obbligazioni
emesse dagli Stati esteri che consentono un adeguato scambio di informazioni e dalle obbligazioni emesse da enti territoriali dei
suddetti Stati per i quali si applica l’aliquota del 12,5 per cento. In particolare, relativamente ai redditi da capitale derivanti dalla
partecipazione a OICR, la ritenuta del 26 per cento è applicata sull’ammontare dei proventi distribuiti in costanza di partecipazione
all’OICR e sull’ammontare dei proventi compresi nella differenza tra il valore di rimborso, liquidazione o cessione delle quote e il
costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle quote medesime, al netto del 51,92 per cento della quota dei proventi
riferibili alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici italiani ed esteri sopracitati (al fine di garantire una tassazione dei predetti proventi
nella misura del 12,5 per cento). I proventi riferibili ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri sono determinati in proporzione alla
percentuale media dell’attivo investita direttamente, o indirettamente per il tramite di altri organismi di investimento, nei titoli
medesimi. La percentuale media applicabile in ciascun semestre solare è rilevata sulla base degli ultimi due prospetti degli OICR,
semestrali o annuali, redatti entro il semestre solare anteriore alla data di distribuzione dei proventi, di riscatto, cessione o
liquidazione delle quote. Relativamente alle quote detenute al 30 giugno 2014, sui proventi realizzati in sede di rimborso, cessione
o liquidazione delle quote e riferibili ad importi maturati alla predetta data si applica la ritenuta nella misura del 20 per cento in luogo
di quella del 26 per cento. In tal caso, la base imponibile dei redditi da capitale è determinata al netto del 37,5 per cento della quota
riferibile ai predetti titoli pubblici italiani ed esteri.
LINEE STRATEGICHE PER IL FUTURO
Per il secondo semestre 2014 non si prevede di apportare modifiche di rilievo alla politica gestionale adottata: in particolare, date le
differenze di rendimento offerto dai titoli del tratto breve della curva euro, sarà necessario sfruttare il differenziale degli spread tra i
paesi dell’area, tenendo sempre in considerazione il rischio emittente. Nello specifico, si prevede di sfruttare il carry delle
obbligazioni governative italiane e spagnole, considerato il basso livello di rendimento offerto dai titoli di stato dei paesi core ed il
miglior rapporto rischio-rendimento tra i paesi periferici. Inoltre, dato il basso livello di rendimento sulla parte a brevissimo termine in
particolare, sarà fondamentale sfruttare la pendenza della curva dei rendimenti per ottenere un buon carry.
Grazie ai significativi e tangibili passi avanti da parte delle istituzioni europee e dei singoli stati appartenenti all’Unione, appare
notevolmente diminuita l’incertezza, che comunque permane, sull’evoluzione della crisi del debito sovrano europeo e sulla dinamica
dei fondamentali macroeconomici europei. Tali elementi inducono a porre molta attenzione alla duration da adottare sul fondo dato
che il rischio credito non sarà l’unico driver del mercato obbligazionario per via delle politiche espansive della BCE, della debole
ripresa economica in atto nell’area Euro e della probabile messa in atto della cosiddetta “exit strategy” della FED nel 2015.
PERFORMANCE RAGGIUNTE
Il fondo nel corso del semestre ha realizzato una performance positiva così suddivisa: Classe A 0,34% e Classe C 0,42% a fronte
del 0,22% del benchmark.
Milano, 25 luglio 2014
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
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NORDFONDO LIQUIDITÀ
Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A.
Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A.
SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30 GIUGNO 2014
ATTIVITA'
Situazione al
Situazione a fine
30/6/2014
esercizio precedente
valore
in percentuale
valore
in percentuale
complessivo
del totale attività
complessivo
del totale attività
A.
STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI
340.541.643
96,237
356.615.765
97,610
A1.
Titoli di debito
340.541.643
96,237
356.615.765
97,610
A1.1 Titoli di Stato
319.895.093
90,402
343.439.608
94,004
20.646.550
5,835
13.176.157
3,606
A1.2 Altri
A2.
Titoli di capitale
A3.
Parti di O.I.C.R.
B.
STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI
B1.
Titoli di debito
B2.
Titoli di capitale
B3.
Parti di O.I.C.R.
C.
STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
C1.
Margini presso organismi di
compensazione e garanzia
C2.
Opzioni, premi o altri strumenti finanziari
derivati quotati
C3.
Opzioni, premi o altri strumenti finanziari
derivati non quotati
D.
DEPOSITI BANCARI
D1.
A vista
D2.
Altri
E.
PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E
OPERAZIONI ASSIMILATE
F.
POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITA'
10.532.916
2,977
3.955.386
1,083
F1.
Liquidità disponibile
15.383.390
4,347
3.955.386
1,083
F2.
Liquidità da ricevere per operazioni da regolare
5.105.426
1,443
F3.
Liquidità impegnata per operazioni da regolare
-9.955.900
-2,813
G.
ALTRE ATTIVITA'
2.783.011
0,786
4.775.419
1,307
G1.
Ratei attivi
2.783.011
0,786
4.775.419
1,307
G2.
Risparmio di imposta
G3.
Altre
353.857.570
100,000
365.346.570
100,000
TOTALE ATTIVITA'
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NORDFONDO LIQUIDITÀ
Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A.
Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A.
SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30 GIUGNO 2014
PASSIVITA' E NETTO
H.
FINANZIAMENTI RICEVUTI
I.
PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E
Situazione al
Situazione a fine
30/6/2014
esercizio precedente
valore
valore
complessivo
complessivo
OPERAZIONI ASSIMILATE
L.
STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
L1.
Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati
L2.
Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati
M.
DEBITI VERSO I PARTECIPANTI
329.963
722.411
M1.
Rimborsi richiesti e non regolati
329.963
722.411
M2.
Proventi da distribuire
M3.
Altri
N.
ALTRE PASSIVITA'
327.336
347.565
N1.
Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati
327.336
347.424
N2.
Debiti di imposta
N3.
Altre
141
TOTALE PASSIVITA'
VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO
1.069.976
353.200.271
364.276.594
339.005.761
352.488.585
52.519.127,779
54.793.460,233
VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE A
Numero delle quote in circolazione classe A
657.299
6,455
6,433
14.194.510
11.788.009
Valore unitario delle quote classe A
VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO CLASSE C
2.196.369,587
Numero delle quote in circolazione classe C
1.831.569,535
6,463
Valore unitario delle quote classe C
6,436
Movimenti delle quote nel semestre
classe A
classe C
Quote emesse
6.819.614,406
924.555,650
Quote rimborsate
9.093.946,860
559.755,598
FONDI COMUNI - Semestrale
SELLA GESTIONI SGR
6
NORDFONDO LIQUIDITÀ
Società di gestione: SELLA GESTIONI S.G.R. S.p.A.
Banca Depositaria: ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A.
PROSPETTO DI DETTAGLIO DEI PRINCIPALI TITOLI IN PORTAFOGLIO
(i primi 50 e comunque tutti quelli che superano lo 0,5% delle attività del fondo)
Denominazione
CCT TV 2008/1.9.2015
Div.
EUR
Quantità
26.213.000
Ctv in migliaia di Euro
26.246
% inc.su attività
7,417
7,029
BOT 14.01.2015
EUR
25.000.000
24.873
BOTS ZC 2014/14.5.2015
EUR
22.500.000
22.406
6,332
CTZ 0 2013/31.12.2014
EUR
22.500.000
22.016
6,222
6,082
CTZ 0 30.09.14
EUR
22.500.000
21.522
BOTS ZC 13.02.2015
EUR
20.000.000
19.906
5,625
BOTS ZC 14.11.2014
EUR
20.000.000
19.895
5,622
BOTS ZC 2014/28.11.2014
EUR
18.000.000
17.975
5,080
CCT TV 2007/1.12.2014
EUR
17.906.000
17.940
5,070
4,469
BTP 3% 2010/15.4.2015
EUR
15.500.000
15.815
CCT TV 2010/15.12.2015
EUR
15.000.000
15.124
4,274
BOTS ZC 2014/14.04.2015
EUR
15.000.000
14.938
4,221
4,221
BOTS ZC 2014/13.3.2015
EUR
15.000.000
14.936
CTZ 0 2013/30.06.2015
EUR
12.500.000
12.148
3,433
BOTS 0 12.9.2014
EUR
11.000.000
10.877
3,074
BTP 4,25% 2004/1.2.2015
EUR
10.000.000
10.226
2,890
BTPS 2,5% 2012/1.3.2015
EUR
10.000.000
10.141
2,866
BOTS ZC 30.09.2014
EUR
10.000.000
9.982
2,821
BOTS ZC 2014/ 12.06.2015
EUR
8.000.000
7.969
2,252
BOTS 0 2013/14.10.2014
EUR
5.000.000
4.961
1,402
INTESA SAN PAOLO 2013/11.1.2016 TV
EUR
4.000.000
4.037
1,141
SOCIETE GENERALE 2013/27.05.2015 CV
EUR
4.000.000
4.001
1,131
UNICREDIT SPA TV 2013/22.1.2016
EUR
3.500.000
3.546
1,002
UNICREDIT FLOAT 2013/24.07.2015
EUR
3.000.000
3.029
0,856
BANCA INTESA TV 2013/29.7.2015
EUR
2.000.000
2.020
0,571
SANTAN INTL DB 4,375% 2012/4.9.2014
EUR
2.000.000
2.013
0,569
DEXIA CREDIT LOCAL 5,375% 2009/21.7.2014
EUR
1.000.000
1.002
0,283
GOLDMANS SACHS TV 2006/23.5.2016
EUR
1.000.000
998
0,282
FONDI COMUNI - Semestrale
SELLA GESTIONI SGR
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