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NUMERO 176 - 18 N
NOVEMBRE 2014
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3
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6
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Mercato ETF
Il Darvinismo degli ETF: teoria dell’evoluzione dei fondi a gestione passiva
Pillole ETF
A Francoforte il primo ETF su bond
emergenti a breve scadenza
Tema caldo
Verso un finale di novembre ad alta
tensione per petrolio e oro
Focus Banca IMI
Banche centrali: è tempo di bilanci per
Fed, Bce e BoJ
ETF in cifre
ETF Plus: migliori, peggiori
e più scambiati a uno e sei mesi
Commento agli ETF
Corrono gli ETF a leva 2 su Wall Street,
al tappeto quelli sul Brasile
Petrolio e oro
alla resa dei conti
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Il Darvinismo degli ETF: teoria dell’evoluzione dei fondi a gestione passiva
Da piccoli inizi ad un presente prospero. Gli ETF sono stati
uno dei settori a più rapida crescita nell’industria del risparmio gestito nel corso degli ultimi 15 anni. Dagli esordi come
prodotti passivi per l’accesso al mercato ai recenti sviluppi
nello spazio attivo con l’accesso a strategie più sofisticate, la
crescita degli ETF ha portato a strappare quote di mercato ai
tradizionali fondi a gestione attiva.
Gli ETF nontrasparenti sono
l’ultimo tentativo
della tradizionale
gestione patrimoniale
attiva per cavalcare
il successo degli ETF
2
Gli ETF non trasparenti
non sono veri ETF
Gli ETF non-trasparenti
sono l’ultimo tentativo
della tradizionale gestione patrimoniale attiva per
accedere alla crescita del
settore degli ETF. Un ETF
non trasparente cerca di superare i limiti degli ETF attivi che
richiedono ai manager di rivelare le loro partecipazioni di
portafoglio su base giornaliera, pur mantenendo alcuni dei
vantaggi fiscali della struttura dell’ETF e delle capacità di negoziazione. Già alcune proposte di ETF non trasparenti sono
state presentate da alcuni asset manager. Più di recente, la
SEC ha approvato la proposta di Eaton Vance di introdurre
un nuovo tipo di società di investimento chiamata Exchange
Traded Managed Fund (ETMF).
L’approvazione della SEC del recente Eaton Vance per offrire
gli ETMF è sicuramente uno sviluppo significativo per gli ETF
non trasparenti, tuttavia non equivale a una formula di sicuro
successo. Gli ETMF non sono ETF, e non crediamo entreranno in competizione con gli ETF. In realtà crediamo che gli
ETMF saranno piuttosto in competizione diretta con i fondi
comuni attivi tradizionali, rispetto ai quali offrono significativi
vantaggi fiscali. Anche se riteniamo che eventualmente i fondi
tradizionali attivi dovranno migrare ed evolversi verso strutture
più efficienti, come gli ETMF, non crediamo che una nuova
struttura risolverà tutte le principali questioni strutturali che
interessano il settore dei fondi comuni attivi, quali i costi elevati e la performance negativa relativa a benchmark passivi.
di asset allocation strategiche in modo trasparente, liquido,
ed efficiente. Mentre il mondo è diventato più globalizzato e
l’industria si è sviluppata, gli ETF hanno cominciato ad alimentare l’introduzione di un nuovo paradigma di investimento
spostandosi da un mondo “stock-picking alpha” verso un
mondo “asset allocation-picking alpha”. Al giorno d’oggi, la
crescita degli ETF è sostanzialmente trainata da una rivoluzione della gestione attiva che chiamano Tactical Asset Allocation (TAA), che non è altro che una gestione attiva a livello
di asset allocation. Inoltre, tra i loro principali utilizzi nell’asset
allocation, alcuni ETF hanno sviluppato alcune caratteristiche
simili ai future, che noi chiamiamo “pseudo future” ETF. Gli
ETF pseudo Future offrono proposte di valore aggiuntive per
gli investitori al di là dell’asset allocation, più frequentemente
sotto forma di veicoli efficienti e liquidi per implementare le
funzioni di gestione del rischio e della liquidità.
La vera rivoluzione degli ETF
Gli ETF non sono solo un fenomeno di gestione passiva
e pensare che la loro crescita sia stata dovuta ad una rivoluzione passiva sarebbe molto ingenuo. Dopotutto, fondi
comuni indicizzati erano presenti già molto tempo prima del
lancio del primo ETF. In alternativa, altri potrebbero pensare
che forse la crescita degli ETF è dovuta alla possibilità di
negoziarli durante il giorno, ma ancora una volta, c’erano già
fondi chiusi. A nostro avviso, la crescita ETF è stata guidata
dalla globalizzazione. Negli ultimi 25 anni, la tecnologia è
stata in grado di ridefinire il mondo in cui viviamo. Al giorno
*Strategist di Deutsche Bank Markets Research
d’oggi, la tecnologia ci ha permesso di essere più interconnessi che mai e di avere le Crescita degli asset nei vari strumenti d’investimento negli USA
40%
informazioni a portata di mano in qualsiasi
5 Year
10 Year
15 Year
momento. Pertanto, perché è così difficile
35%
capire che anche il modo in cui le persone
B e ta
A lp h a
30%
investono è cambiato? La correlazione tra
25%
crescita del patrimonio degli ETF e la crescita degli utenti Internet a livello mondiale
20%
è sorprendentemente alta, pari allo 0,97.
C AGR
a cura di Sebastian Mercado*
MERCATO ETF
15%
Le ragioni del successo degli ETF
Il successo degli ETF non è stato causato solo dai vantaggi tecnologici, ma anche
dalle strategie di investimento che hanno
permesso di implementare. Gli ETF hanno
permesso agli investitori di attuare strategie
10%
5%
0%
Index MFs
ETFs
Total
Passive
Active MFs
Hedge
Funds
Fonte: Bloomberg Finance LP, Barclay Hedge e Deutsche Bank
NEWS DAL MONDO ETF
News
State Street lancia il primo ETF europeo su bond emergenti a breve scadenza
State Street Global Advisors (SSGA), società di asset management di State
Street Corporation, ha lanciato a Francoforte lo SPDR BofA Merrill Lynch 0–5
Year EM USD Government Bond UCITS ETF, il primo ETF in Europa a fornire
un’esposizione ai bond a breve scadenza dei mercati emergenti in valuta forte.
“Questo strumento permette agli investitori di ridurre la duration della loro
esposizione attuale al debito dei mercati emergenti o di aumentare il rendimento
della componente in dollari del portafoglio”, ha rimarcato Francesco Lomartire,
SPDR ETFs Sales Specialist per l’Italia e il Ticino.
Il db x-trackers Msci Pacific ex-Japan passa alla replica diretta
Dallo scorso 11 novembre è effettivo il cambio di politica d’investimento e quindi di
denominazione del db x-trackers MSCI Pacific ex Japan Index UCITS ETF (DR).
Da tale data il Comparto è caratterizzato da una politica di investimento diretto nel
rispetto di un metodo di replica totale dell’indice sottostante. L’ETF in questione,
che presenta un TER dello 0,45%, replica l’andamento dell’indice MSCI Pacific
ex Japan TRN, un indice di capitalizzazione di mercato con rettifica del flottante,
denominato in Dollari Statunitensi ed ideato per misurare il rendimento del mercato
azionario dei paesi sviluppati della regione del Pacifico, escludendo il Giappone.
Barometro ETF Europa: a ottobre afflussi sostenuti su azionari mercati sviluppati
In ripresa i flussi sul mercato europeo degli ETF. Dal barometro mensile curato
da Lyxor emerge una raccolta netta di nuovi capitali pari a 6,1 miliardi di
euro a ottobre. Da inizio anno le masse in gestione totali sono aumentate del
22% raggiungono quota 351 mld. Gli ETF azionari hanno evidenziato afflussi
significativi, attestandosi a 3,9 mld. In particolare gli ETF azionari dei mercati
sviluppati hanno riscosso il favore degli investitori, con afflussi record su base
annua (+5,2 mld, superiore del 50% al record di luglio 2014). Gli afflussi
hanno registrato massimi storici su 12 mesi sia per gli ETF azionari statunitensi
che per quelli europei, collocandosi rispettivamente a 3,5 mld ed 1,8 mld.
L’azionario dei mercati emergenti è invece stato interessato da deflussi record
su base annua per 1,1 mld. I flussi verso gli ETF Smart beta hanno raggiunto
livelli record su base annua, attestandosi a quota 426 mln, con una NNA
complessiva di 1,8 mld in un anno.
3
Deutsche Asset
& Wealth Management
Il primo ETF fisico in Europa sull’indice
di azioni A cinesi CSI300
db x-trackers Harvest CSI300 Index UCITS ETF (DR)
ISIN
LU0875160326
TER
Dividendi
Replica
1,10%
Distribuzione
Diretta
Internet: www.dbxtrackers.it
Numero verde: 800 90 22 55
Prima dell’adesione leggere il documento di quotazione, il prospetto ed il KIID del comparto
rilevante.
Avvertenze – Potete ottenere gratuitamente tali documenti presso Deutsche Bank AG, Via Turati 27, 20121 Milano e sul
sito www.dbxtrackers.com. db x-trackers è un marchio commerciale di proprietà di Deutsche Bank AG. Gli ETF descritti
nel presente opuscolo informativo sono azioni di db x-trackers, una società d’investimento costituita ai sensi del diritto
lussemburghese nella forma di Société d’Investissement à Capital Variable (SICAV). Deutsche Bank AG e lo sponsor
degli indici non rilasciano alcuna dichiarazione o garanzia circa i rendimenti che possono essere ottenuti dall’utilizzo del
relativo indice. Le informazioni contenute nel presente documento sono destinate esclusivamente all’utilizzo in Italia. La
pubblicazione del presente documento non costituisce una modalità di offerta al pubblico da parte di Deutsche Bank AG
e non costituisce o intende fornire alcun giudizio, da parte della stessa, sull’opportunità dell’eventuale investimento ivi
descritto. Deutsche Asset & Wealth Management racchiude in sé tutte le attività di asset management and wealth
management condotte da Deutsche Bank AG e dalle sue filiali e succursali. Deutsche Asset & Wealth Management
fornisce prodotti e servizi alla propria clientela tramite una o più soggetti giuridici che possono essere indentificati dai
clienti all’interno dei contratti, accordi, materiali di offerta o altra documentazione pertinente a tali prodotti o servizi.
a cura di Titta Ferraro
TEMA CALDO
Petrolio e oro alla resa dei conti
Il superdollaro, ma non solo, ha intralciato il cammino degli
ultimi mesi di oro & co. Le principali materie prime, quotate tutte in dollaro statunitensi, hanno pagato la decisa
ascesa del biglietto verde in scia al rafforzamento della
congiuntura a stelle e strisce
L’ultimo scorcio di accompagnata dall’intonazionovembre vedrà ne sempre meno accomodue appuntamenti dante della Federal Reserve.
chiave, il meeting Le materie prime pagano poi
Opec di Vienna e il il progressivo deterioramento
referendum Svizzero sulle delle prospettive per l’econoriserve d’oro, in grado mia globale con conseguente
di cambiare i destini di rischio di una domanda minoqueste due commodity re di commodity.
Per alcune commodity negli
ultimi sei mesi è andato in scena un vero e proprio tonfo
dei prezzi. In particolare il petrolio è scivolato ai minimi a
oltre 4 anni con sia Brent che Wti scesi di slancio sotto
la soglia degli 80 dollari al barile, in calo di oltre il 30%
rispetto ai massimi annui di giugno.
4
I fondamentali mettono al tappeto il petrolio
Oltre all’effetto valuta per il petrolio sono entrati in gioco
una serie di fattori fondamentali che hanno comportato
un cambio di scenario per l’oro nero. Al rallentamento
economico di Europa, Giappone e Cina si accompagna
un sempre più marcato eccesso di offerta dovuto al costante aumento della produzione da parte degli Stati Uniti. Alcuni Paesi membri dell’OPEC - tra cui soprattutto
l’Arabia Saudita - si mostrano ancora restii a tagliare la
loro produzione, mentre altri (Venezuela, Iran, Ecuador e
Libia) premono per un’azione immediata per tamponare la
discesa dei prezzi.
Meeting Opec di Vienna potrebbe cambiare
le carte in tavola
Il prossimo meeting dei paesi Opec, in agenda a Vienna il
27 novembre, si preannuncia quindi chiarificatore circa la
volontà o meno del cartello dei maggiori paesi esportatori
di petrolio di tagliare la produzione. “Gli ultimi commenti suggeriscono che l’OPEC è disposta a lasciare che i
prezzi scendano fino a 70 dollari al barile prima che il
cartello prenda una decisione di limitare la produzione”,
rimarca Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock.
Dal 1984 a oggi l’Opec è intervenuta solo in 11 occasioni
per limitare la discesa dei prezzi attraverso il taglio della
produzione che in media è stato di 1,24 milioni di barili al
giorno. Gli analisti di Deutsche Bank hanno rilevato come
in tutte queste occasioni il prezzo del Brent è salito nei
2-3 mesi successivi al taglio da parte dell’Opec.
Oro guarda a esito referendum Svizzera
Discesa meno marcata quella dell’oro che ha comunque aggiornato in queste settimane i minimi dal 2010. Il metallo
giallo è alle prese ormai da due anni con una fase di costante
debolezza complice la prospettiva di una politica monetaria
via via più accomodante da parte della Federal Reserve con
Wti: andamento ultimi 5 anni
105
100
95
90
85
80
75
2009
2010
2011
2012
2013
2014
Fonte: Bloomberg,
a cura di Titta Ferraro
TEMA CALDO
5
il consensus che pone verso metà 2015 il fatidico momento
del primo rialzo dei tassi oltreoceano. L’oro paga anche il
calo della domanda cinese per il terzo trimestre consecutivo.
“Sono diversi i fattori che ancora cospirano contro l’oro - sottolinea Russ Koesterich di BlackRock - dal dollaro forte alla
prospettiva di aumento dei tassi di interesse reali, passando per il calo delle aspettative di inflazione”. Minore appeal
dell’oro confermato dalla discesa a quota 1.617,4 tonnellate
dell’oro fisico detenuto da ETF. L’SPDR Gold Trust, il più
grande ETF sul metallo prezioso che rappresenta da solo
circa il 46% dell’intero mercato ETF sull’oro, ha visto negli
ultimi tre anni i propri asset passare da 76 a 27 mld di dollari.
Nel breve-medio termine l’oro potrebbe però giovarsi del ritorno di una sostenuta domanda da mercati chiave quali Cina
e India. In quest’ultima si avvicina la stagione dei matrimoni
e intanto a settembre le importazioni di oro hanno segnato un sensazionale +449% a/a. Richieste di oro fisico in
crescita anche da Mosca con la banca centrale russa che
ha portato a nuovi livelli record le proprie riserve. Proprio le
riserve di metallo giallo saranno oggetto il 30 novembre del
referendum in Svizzera che potrebbe condizionare non poco
le prospettive dei prezzi dell’oro. I cittadini
rossocrociati saranno chiamati a decidere
se innalzare o meno le riserve di metallo
giallo detenute dalla Swiss National Bank,
la Banca centrale svizzera. Il referendum
prevede che l’oro dovrebbe rappresentare almeno il 20% degli asset della banca
centrale e questa quantità non potrà più
essere venduta sul mercato. Un’eventuale vittoria del sì, non così remota, potrebbe avere ripercussioni sul prezzo dell’oro
con la banca centrale svizzera che sarebbe costretta ad acquistare circa 1.500
tonnellate di oro nel giro di 5 anni (pari al
10% della produzione globale).
Petrolio verso una nuova era
Il mercato del petrolio è entrato in una nuova era e difficilmente si rivedranno i picchi del recente passato. E’ quanto
previsto dall’International Energy Agency (IEA), solitamente
restia a fornire previsioni a livello di prezzo. L’agenzia internazionale energetica vede il petrolio a un vero punto di svolta
epocale in virtù della prospettiva di una crescita economica
cinese sempre meno poderosa abbinata alla forte espansione
della produzione shale negli Stati Uniti che renderà la prima
economia mondiale indipendente a livello energetico. Un mutamento di scenario che dovrebbe confermare anche nel medio termine il movimento discendente delle quotazioni del petrolio. L’IEA prevede quindi che il prezzo dell’oro nero scenda
ulteriormente. “I saldi tra domanda e offerta suggeriscono che
la discesa dei prezzi deve ancora fare il suo corso”, rimarca
l’IEA che vede nuove discese di prezzo nella prima metà del
2015 in assenza di nuove interruzioni di produzione.
l’Italia di Boost ETP, nel corso di una presentazione tenuta a
Milano – e possono essere usati tatticamente all’interno del
portafoglio per aumentare o ridurre esposizioni di mercato nel
breve periodo”. Si tratta titoli atipici (collateralised securities)
che garantiscono l’esposizione con leva (3x) e con leva inversa (-3x). Così come per gli ETC a leva 2, la performance
degli ETC a leva viene calcolata sulla base dei rendimenti
giornalieri composti, pertanto i rendimenti misurati su periodi
maggiori di un giorno possono discostarsi da quelli offerti
dall’indice di riferimento (effetto compounding). Rispetto ai
certificati a leva fissa, gli ETC risultano UCITS Eligible, ossia
possono essere inseriti in portafogli di fondi e Sicav.
Trading fino a leva 3 con gli ETC
La possibilità di nuovi picchi di volatilità su queste due materie prime nelle prossime settimane si addice a operazioni
di trading di breve periodo attraverso ETC/ETN legati a oro
e petrolio. Oltre ai classici ETC che permettono di prendere
posizione al rialzo o al ribasso su queste due materie prime,
con o senza copertura valutaria, Boost ETP (a fine 2013) e
Société Générale (il mese scorso) hanno portato in Italia i primi ETC a leva 3 su diverse commodity, tra cui oro e petrolio.
“Utilizzando ETP short a leva tripla si può investire 1/3 del
capitale, con la possibilità di prendere in considerazione più
opportunità - ha rimarcato Antonio Sidoti, responsabile per
Oro: andamento ultimi 5 anni
1800
1600
1400
1200
1000
2009
2010
2011
2012
2013
2014
Fonte: Bloomberg
FOCUS BANCA IMI
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L’APPROFONDIMENTO
DI BANCA IMI
Banche centrali, è tempo di bilanci
6
In un contesto storico che per le principali Banche Centrali
dei paesi avanzati vede i livelli dei tassi di policy azzerati,
l’impulso della politica monetaria e la sua trasmissione
all’economia reale e mercati finanziari sono affidati ad
altri strumenti d’intervento. In particolare, ad assumere un
ruolo sempre più rilevante, è la politica di gestione (più
o meno attiva) dei bilanci degli Istituti centrali. È questo
il caso di Federal Reserve, BCE e Banca del Giappone
che hanno fatto della gestione delle proprie attività il fulcro
della politica monetaria, sia in termini di effettivi interventi
sui mercati che con riferimento alla strategia di comunicazione e ai target di espansione. Le tre Banche Centrali
si trovano però, nella fase attuale, ad affrontare diverse
fasi nei rispettivi cicli d’intervento: se per il FOMC la riunione di ottobre ha segnato la fine dell’era dello stimolo
quantitativo, la BoJ si trova invece ancora nel pieno del
programma annunciato, pronta a potenziarlo fin quanto
necessario. Infine la BCE è alle porte di quella che dovrebbe rivelarsi una fase di nuova espansione (massiccia)
delle proprie attività.
Per la Federal Reserve la fase attuale è quella di una progressiva stabilizzazione dello stimolo: anche se l’impulso
della politica monetaria rimane ampiamente accomodante
la riunione del FOMC di fine ottobre ha sancito definitivamente la fine del terzo programma di stimolo quantitativo.
Questo significa che il bilancio di attività della Banca centrale, invece che aumentare di una quota variabile ogni
mense, a partire da novembre rimarrà stabile sugli attuali
livelli, ai massimi storici. Guardando agli interventi passati, la risposta della Fed alla crisi economica ha visto il lancio di tre diversi programmi di stimolo: il primo (QE1) nel
novembre 2008, il secondo (QE2) nel novembre 2010 ed
infine il terzo (QE3) nel settembre 2012. Rispetto ai primi
due interventi, l’ultimo ha visto l’indicazione di un target di
acquisti mensili invece che un ammontare totale. L’uscita
dal QE3 è quindi stata gestita dal FOMC con una riduzione progressiva dei target di acquisti mensili, fino alla
conclusione definitiva in ottobre, in funzione dei miglioramenti osservati sul mercato del lavoro. In origine, infatti, il
terzo programma di stimolo quantitativo è stato intrapreso
per favorire un più rapido miglioramento sul mercato del
lavoro; pertanto i sostanziali progressi compiuti negli ultimi
due anni hanno portato
La Federal Reserve lo
il FOMC a decidere la
scorso mese ha posto
chiusura del programfine all’era dello stimolo intrinsecamente incerto, in quanto dipende
ma, mentre, in linea
quantitativo; di contro dall’evoluzione congiunturale, mentre passa
con le attese, è stata
confermata la politica di
la Bank of Japan ha in secondo piano il ruolo del bilancio.
reinvestimento di cedole
aumentato l’entità del Ben diversa invece appare la fase in cui si
e scadenze. Pertanto, lo
proprio piano di acquisti trova a operare la Banca del Giappone che,
stimolo complessivo non
a fronte di una revisione al ribasso di stiviene rimosso ma più semplicemente stabilizzato: il valore
me di crescita e scenario d’inflazione, ha annunciato a
complessivo del bilancio non aumenta ma si ferma sugli
sua volta a fine ottobre un nuovo aumento dello stimolo
attuali livelli. La normalizzazione della politica monetaria in
monetario, segnalando peraltro di essere pronta ad agire
questa fase dunque non passerà per una gestione attiva
ancora, se necessario. La gestione della politica monedelle consistenze di bilancio, ma dovrà fare affidamento
taria da parte dell’Istituto centrale aveva visto una svolta
alla guidance e all’implementazione di strumenti più tecradicale nell’aprile 2013 con l’insediamento del nuovo gonici. Con riferimento agli ultimi sviluppi su questo fronte,
vernatore Kuroda che ha basato la propria rivoluzione su
il comunicato del FOMC di fine ottobre non ha eliminatre diversi pilastri: l’introduzione di un target per l’inflazioto il riferimento al “tempo considerevole” come intervallo
ne del 2% da perseguire “nel più breve tempo possibile”,
temporale prima del prossimo rialzo dei tassi d’interesse,
un aumento annunciato della base monetaria pari al 100%
ma la guidance ha ricevuto una qualifica ulteriore che la
entro la fine del 2014 e, da ultima, una ricomposizione del
lega in modo più esplicito all’evoluzione congiunturale. Il
mix di acquisto di titoli in favore di strumenti più rischiosi.
collegamento esplicito fra progressi effettivi e attesi per i
Questo ha portato ad un’espansione immediata e senza
dati macro introduce formalmente un elemento di volatilità
precedenti del bilancio della Banca Centrale che sembra
nel messaggio della Fed: il sentiero futuro dei tassi è
però non essersi rivelata sufficiente a sostenere la com-
7
La Bce dal canto e qualitativo (QQE) fino a quando
pleta ripresa dell’economia, tanto da
suo
a inizio mese l’inflazione non si sarà stabilizzata al
spingere la BoJ ad annunciare in otha palesato 2%. Il nuovo intervento segna duntobre un ulteriore spostamento verso
l’unanimità del que una fase di ulteriore allentamenl’alto dell’obiettivo di variazione della
board a considerare to della politica monetaria collegato
base monetaria (a 80 mila miliardi di
yen dai 70 mila miliardi precedenti). I
nuove misure se la all’espansione del bilancio. La Banca
nuovi acquisti dovrebbero riguardare
situazione lo renderà Centrale si trova però a vivere una
tutte le tipologie di titoli, inclusi quelnecessario profonda spaccatura all’interno del
Consiglio direttivo dal momento che
li più rischiosi, con un aumento sia
sono stati solo 5 su nove i voti favorevoli al lancio delle
degli stock di titoli governativi giapponesi che con un alnuove misure.
lungamento della durata media dei titoli acquistati a 7-10
In una fase intermedia tra quella di stabilizzazione dello
anni. Il comunicato afferma che le nuove misure sono
stimolo della Fed e di espansione della base monetaria
mirate a mantenere in atto l’impulso positivo sulle aspetdella BoJ, si colloca la BCE che, pur avendo annunciato
tative di inflazione e segnala che l’intenzione della BoJ è
una nuova serie di misure tra l’estate e novembre, ancora
quella di proseguire sul sentiero dello stimolo quantitativo
non registra in termini di bilancio un significativo aumento
delle attività detenute. L’evoluzione del bilancio BCE ha
infatti visto una prima fase fortemente espansiva due anni
e mezzo fa con il lancio delle due aste di rifinanziamento
a lungo termine (LTRO) che avevano portato le passività dell’Istituto al di sopra dei 3 mila miliardi di euro. Il
profilo delle scadenze di questi stessi strumenti ha però
determinato una progressiva riduzione del bilancio che si
attesta ora poco sopra ai 2 mila miliardi di euro. L’ultima
riunione di politica monetaria ha visto il presidente Draghi
assumere una posizione piuttosto netta riguardo al fatto
che “la BCE si aspetta che, con le misure di giugno e
settembre, il bilancio possa tornare sul picco del 2012”.
Questo implica una nuova espansione di circa 1.000 miliardi di euro. Il riferimento esplicito al target di bilancio,
oltre a costituire una novità nella strategia di comunicazione di Francoforte, pone l’accento sull’effettiva efficacia
dei programmi in atto e apre la strada, a nostro avviso, a
possibili nuovi interventi. L’obbiettivo di stimolo annunciato
appare infatti difficilmente raggiungibile con il solo utilizzo
delle aste di rifinanziamento (TLTRO), che dovrebbero
garantire un’immissione di liquidità negativa al netto delle
scadenze, e con i programmi di acquisto titoli già avviati.
Riguardo infatti al piano di acquisto di ABS e Covered
Bond, assumendo, ottimisticamente, che la BCE riesca
a procedere ad un ritmo medio di acquisti settimanali di
1,2 miliardi complessivi, si arriverebbe ad un’espansione
di bilancio di circa 200 miliardi di euro in due anni. Nel
complesso, quindi, è probabile che le misure già adottate
non generino affatto l’espansione desiderata del bilancio.
Ci aspettiamo pertanto che la BCE possa annunciare in
dicembre una revisione più incentivante delle condizioni
di prestito previste dalle TLTRO ma soprattutto che si
tenga pronta a intervenire con nuovi strumenti, qualora
necessario. A tal proposito Draghi ha chiarito che ulteriori
misure saranno prese qualora si dovesse osservare un
ulteriore calo delle attese di inflazione e/o si evidenziasse
che le misure recenti non abbiano prodotto l’effetto sperato sulla dinamica del credito e sull’economia. Rimangono
quindi valide le ipotesi di una possibile estensione degli
acquisti di asset privati ad altre categorie rispetto a quelle
indicate: la “lista della spesa” della Banca Centrale potrebbe incorporare i corporate bond già da inizio 2015 o
addirittura i titoli di Stato dei paesi europei.
OSSERVATORIO ETF
La pagina dei numeri di ETF News
Europa - Indice EuroStoxx 50
Usa - Indice S&P 500
2100
3400
2050
2000
3200
1950
1900
3000
1850
2800
mag-14
giu-14
lug-14
ago-14
CHIUSURA
Eurostoxx50
Ftse Mib
Dax30
Ftse100
3 MESI
3060
18965
9253
6654
0,37
-2,15
0,66
-1,03
set-14
ott-14
nov-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
-2,77
-6,93
-3,35
-2,68
0,11
0,58
0,88
-0,77
1800
mag-14
giu-14
lug-14
CHIUSURA
Dow Jones
S&P 500
Nasdaq
Russell 2000
17635
2040
4225
1174
ago-14
3 MESI
4,80
3,53
4,81
0,50
set-14
ott-14
nov-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
7,01
8,70
17,47
5,56
10,46
13,94
24,34
5,14
Commodity - Indice CRB
Far East - Indice Nikkei
320
18000
17000
300
16000
15000
280
14000
13000
mag-14
giu-14
lug-14
CHIUSURA
Giappone
Cina
Russia
Brasile
16974
968
1004
51772
ago-14
3 MESI
13,19
1,68
-18,84
-10,95
set-14
ott-14
nov-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
23,04
18,36
-20,03
-5,04
14,37
13,05
-31,01
-5,62
260
mag-14
giu-14
lug-14
CHIUSURA
Crb
Petrolio Wti
Oro
Cacao
267
76
1184
378
ago-14
3 MESI
-7,21
-21,60
-8,01
4,71
set-14
ott-14
nov-14
VARIAZIONE%
6 MESI
12 MESI
-12,58
-25,91
-7,70
-21,87
-2,01
-18,75
-6,17
-8,31
Nelle tabelle sono riportati solamente gli Etf quotati sul segmento ETFplus di Borsa Italiana Spa. I dati sono elaborati su base quindicinale. Il trend indicato nelle ultime due colonne è dato
dall’incrocio di due medie mobili. Per quella di breve periodo, l’indicazione è positiva tutte le volte che la media mobile esponenziale a 5 giorni perfora verso l’alto quella a 20 giorni mentre
è negativa ogni volta che la media a 5 giorni perfora verso il basso quella a 20 giorni. Per quello di medio termine l’indicazione è positiva tutte le volte che la media mobile esponenziale a
20 giorni perfora verso l’alto quella a 50 giorni mentre è negativa ogni volta che la media a 20 giorni perfora verso il basso quella a 50 giorni.
8
I MIGLIORI A 1 MESE
Amundi Etf Leveraged Msci Us
Dbx S&P 500 2X Leveraged
Ishares Msci Jpn Eur Hedged
Amundi Etf Msci Europe Telec
Spdr Msci Europe Telecommunication
I MIGLIORI A 6 MESI
Amundi Etf Leveraged Msci Us
Dbx S&P 500 2X Leveraged
Amundi Etf Nasdaq-100 Ucits
Ishares Nasdaq 100
Powershares Eqqq Nasdaq-100
I PEGGIORI A 1 MESE
Db X-Trackers Msci Brazil In
Amundi Etf Msci Brazil Ucits
Dbx S&P 500 2X Inverse
Ishares Msci Brazil Acc
Ishares Msci Brazil Ucits Etf
I PEGGIORI A 6 MESI
Amundi Etf Short Msci Usa
Lyxor Etf Ftse Athex 20
Rbs Market Access Nyse Arca Gold Bugs
Dbx Dblci - Oy Balanced
Lyxor Etf Ftsemib Daily Lev
I PIÙ SCAMBIATI / QUANTITÀ
Lyxor Etf Ftsemib Daily Lev
Lyxor Etf Ftsemib Daily 2Xshort
Lyxor Etf Ftse Mib
Ishares S&P 500 Ucits Etf
Lyxor Etf Msci Emer Mkts-A
I PIÙ SCAMBIATI / VALORE
Lyxor Etf Ftsemib Daily 2Xsh
Lyxor Etf Ftsemib Daily Lev
Lyxor Etf Ftse Mib
Ishares S&P 500 Ucits Etf
Ishares Msci Europe Ucits ETF
PREZZO €
VOLUMI
PER % 1 MESE
PER % 6 MESI
TREND BT
TREND MT
759,17
30,34
40,65
111,1
61,38
173
22175
102132
62
0
21,15
18,70
14,85
14,30
14,15
43,54
31,00
18,93
6,17
6,21










759,17
30,34
36,02
182,96
82,76
173
22175
6163
766
15395
21,15
18,70
12,18
12,17
12,17
43,54
31,00
30,29
30,22
29,78










32,51
33,49
3,85
53,71
25,11
11600
6318
296778
979
37261
-12,41
-12,31
-12,21
-12,18
-12,10
-11,77
-11,93
-11,25
-11,81
-14,64










27,785
1,385
56,3
23,715
8,3
1773
359028
3006
3090
2909799
-9,58
-5,27
-9,65
-2,39
4,80
-18,17
-17,61
-15,87
-15,83
-15,82










8,30
12,30
19,25
16,32
8,19
2909799
2283752
963063
517510
386835
4,80
-7,38
2,85
10,01
2,63
-15,82
1,19
-6,85
19,67
5,75




=




=
12,30
8,30
19,25
16,32
21,23
31567860
20706490
18206070
6195021
5575406
-7,38
4,80
2,85
10,01
5,57
1,19
-15,82
-6,85
19,67
-1,44










Fonte: Bloomberg - dati aggiornati al 18/11/2014
OSSERVATORIO ETF
Il Commento agli ETF
brasiliana che ha pagato il crescente pessimismo
Stati Uniti sempre protagonisti con l’ottimo stato
circa la congiuntura carioca dopo l’esito delle
di salute dell’economia a stelle e strisce che
elezioni presidenziali e lo scandalo Petrobas. In
ha aiutato Wall Street ad aggiornare i propri
particolare il Db x-trackers Msci Brazil Ucits ETF
massimi storici. Sul mercato ETFPlus di Borsa
ha ceduto nell’ultimo mese oltre il 12%, così come
Italiana nell’ultimo mese si sono quindi distinti
l’Amundi ETF Msci Brazil e il Db x-trackers S&P
gli strumenti long a leva sugli indici statunitensi:
500 2x Inverse. A sei mesi i peggiori risultano
migliore in assoluto è stato l’Amundi Etf
invece l’Amundi ETF short msci Usa (-18,17%) e
Leveraged Msci Us con un +21,15%, seguito
il Lyxor ETF Ftse Athex 20
a ruota dal Db x-trackers
S&P 500 2X leveraged
I nuovi record (-17,61%).
(+18,7%). Molto bene anche
toccati da Wall Tra i prodotti più scambiati per
di pezzi spiccano i
l’iShares Msci Japan Euro
Street hanno fatto numero
prodotti legati a Piazza Affari.
Hedged (+14,85%) che grazie
correre gli ETF che Il Lyxor UCITS Etf Ftse Mib
alla copertura valutaria si è
replicano a leva 2 Daily Leverage primeggia con
avvantaggiato pienamente
gli indici azionari una media giornaliera di 2,91
del rally della Borsa di
Tokyo. Guardando alle
statunitensi. Male milioni di pezzi. Seguono il
performance degli ultimi 6
invece gli ETF che si Lyxor UCITS Etf Ftse Mib
mesi, sono ancora i replicanti
rifanno al Brasile Daily 2X Short con transazioni
medie per 2,28 milioni di
a leva su Wall Street a fare
pezzi e poi il Lyxor UCITS
la voce grossa: l’Amundi
Etf Ftse Mib con scambi per 963 mila pezzi.
Etf Leveraged Msci Us segna un balzo del
Tra i più scambiati per controvalore emerge il
43,5%, seguito dal Db x-trackers S&P 500
Lyxor UCITS Etf Ftse Mib Daily 2X Short con
2X leveraged con un +31% de dall’Amundi ETF
transazioni per 31,56 milioni di euro. Seconda e
Nasdaq 100 (+30,29%). nella top ten a sei mesi
terza piazza rispettivamente per il Lyxor UCITS
figurano altri 3 replicanti legati all’indice Nasdaq
Etf Daily leveraged con 20,7 milioni di euro e
100.
per il Lyxor UCITS Etf Ftse Mib con transazioni
Volgendo lo sguardo ai peggiori dell’ultimo mese
per 18,2 milioni di euro.
spiccano invece i cali degli ETF sulla Borsa
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9
Sottostante
Nome ETF
TREASURY 10Y Double Short (-2x)
Lyxor UCITS ETF Daily Double Short 10Y US Treasury
Bloomberg
ISIN
DSUS IM
FR0011607084
BTP 10Y Double Short (-2x)
Lyxor UCITS ETF Daily Double Short BTP
BTP2S IM
FR0011023621
BUND 10Y Double Short (-2x)
Lyxor UCITS ETF Daily Double Short Bund
BUND2S IM
FR0010869578