La Settimana - Beppe Grillo

Volume 10, numero 01
Sommario
04.01.2015
Economia
Editoriale
Il vocabolario della povertà
Partite Iva, cornute e
mazziate
Minipost
28.12.2014
#Jobsact Le fregature crescenti
#Grecia - Italia: stessa faccia, stessa
razza, stessa sovranità monetaria
Informazione
La strategia della tensioncina
Il colpo di Stato della CIA in #Ucraina,
di Oliver Stone
Il #CorriereDellaServa
Minipost
Giù le mani dall'Ospedale trivulzio
Partite Iva, cornute e mazziate
Polito el drito
Don Ciotti appoggia il reddito di
cittadinanza contro le mafie
Il fondo del M5S per le PMI è
Ero solito pensare di essere povero.
Poi mi dissero che non ero povero, ero
bisognoso. Poi mi dissero che era
autodistruttivo pensare a me stesso
come bisognoso, ero solo privo di mezzi.
Poi mi dissero che privo di mezzi era una
cattiva immagine, ero sottoprivilegiato.
Poi mi dissero che sottoprivilegiato era
abusato, ero svantaggiato. Non ho
tuttora un centesimo. Ma di certo ho un
gran bel vocabolario. Jules Feiffer
ufficialmente attivo!
Mussolini ha la tessera pd
La Grecia corre al bancomat
Passaparola
Passaparola: LaVERDI non deve
chiudere, di Ruben Jais
Politica
Porci con le ali
Renzi Erode e i bambini di Taranto
Il ritmo di Renzie: più tasse per più
poltrone
Discorso di fine anno 2014 di Beppe
Grillo #IoGuardoBeppe
Don Ciotti appoggia il reddito di
cittadinanza #MiseriaLadra
1
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Dura la vita per le Partite
Iva. La riforma del Lavoro peggiore della
storia, firmata dal governo in carica, le
distrugge.
Il
popolo
dei
liberi
professionisti andrà incontro a un vero e
proprio salasso dal 2015. Un salasso
firmato Renzi che vuol dire Fisco e Inps.
Il regime dei minimi, uno status
agevolato destinato agli under 35, in
pratica non esiste più. O meglio: esiste,
ma è una fregatura. Con le vecchie
regole, le giovani partite Iva pagavano il
5% di Irpef, a patto di guadagnare meno
di 30 mila euro l'anno. Dal primo gennaio
l'aliquota triplica: passa al 15%. Ma è
solo l'inizio, perché 30 mila euro, a
quanto pare, sono troppi. Il governo ha
introdotto delle soglie differenti a
seconda dell'attività svolta. Per pagare il
15%, i commercianti devono incassare
meno di 40 mila euro. I giovani
professionisti meno di 15 mila. Una cifra,
secondo l'osservatorio Adepp, al di sotto
del compenso medio (18.640 euro lordi,
pari a 723 euro al mese) delle partite Iva
iscritte all'Inps. Ergo: chi ha introiti
mensili anche meno che decorosi,
sforerà.
E
rientrerà
nei
regimi
tradizionali.
In
questi
casi,
Confprofessioni Lazio ha calcolato un
incremento della tassazione dei giovani
professionisti stimata intorno al 500%.
L'aliquota passerà dal 5% al 22,48% per
l’area tecnica, del 23,77% per l’area
economico-sociale, del 24,58% per
l’area sanitaria e del 25,11% per l’area
giuridica. Ma non è finita. Il governo ha
dato il via libera agli aumenti contributivi
Inps per gli iscritti alla gestione separata.
Una misura, prevista dalla Riforma
Fornero e bloccata dai precedenti
governi, che poterà l'aliquota dal 27 al
33% entro il 2018. Insomma: cornuti e
mazziati". Una partita Iva
#Jobsact Le fregature
crescenti
Economia
28.12.2014
". Laura Castelli, portavoce deputata
M5S
Cerca il banchetto per firmare
contro l'euro più vicino a te cliccando su
questa mappa: PS: Il tuo contributo per
il referendum sull'uscita dall'euro è
importante: - organizza il tuo banchetto e
segnalalo su questa mappa (che sarà in
continuo aggiornamento) - scarica,
stampa e diffondi i volantini informativi
(1. Motivi per uscire dall’euro 2.
Domande Frequenti sull’euro)
- fai
conoscere a tutti i tuoi contatti questo
nuovo
sito
sul
referendum
http://www.beppegrillo.it/fuoridalleuro
Porci con le ali
Politica
28.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Riceviamo e pubblichiamo
da Francesco Falezza
"La Corte
Costituzionale italiana non ha dichiarato
incostituzionale la legge elettorale
chiamata "porcellum", sì proprio quella
con cui è stato eletto il parlamento in
carica. Cosa ha comportato questo e che
conseguenze ha avuto la sentenza?
Niente! Nonostante sia passato quasi un
anno non è successo assolutamente
nulla. Il parlamento italiano, anche se
eletto con una legge incostituzionale, è
rimasto in carica ed ha continuato il suo
lavoro come se nulla fosse accaduto.
Questo è stato possibile perché la
sentenza non ha effetto retroattivo, ma, a
parte la legittimità formale, che non
mettiamo in dubbio, lo possiamo
considerare legittimo dal punto di vista
sostanziale,
morale
e
politico?
Assolutamente no! Pensiamoci sopra. Ci
troviamo di fronte a una Camera e ad un
Senato che sono stati eletti con una
legge incostituzionale, cioè illegittima
perché non rispettosa della costituzione
italiana. Mi chiedo, ma da una legge
elettorale di questo tipo, cioè illegittima,
perché non garantisce i principi
costituzionali, può uscire un parlamento
legittimo? Ovviamente no, perché non
vengono rappresentati correttamente,
degnamente e legalmente gli elettori! Ma
a questo punto cosa si sarebbe dovuto
fare? Se ci fossimo trovati in un Paese
con un minimo di senso della legalità,
oltre
all’incredibile
putiferio
e
conseguente caduta di teste, il
parlamento si sarebbe limitato a gestire
le emergenze nel tempo strettamente
necessario ad andare a nuove elezioni.
E la nuova legge elettorale? Se un
parlamento è eletto con una legge
incostituzionale ovviamente non è
legittimato nemmeno a fare una nuova
legge elettorale. Invece da noi cosa è
successo? Non solo non si sono limitati
all’emergenze,
ma
hanno
continuato a legiferare come se nulla
fosse accaduto, non solo hanno fatto le
leggi ordinarie, ma hanno dato il via a
riforme strutturali come la giustizia civile,
l’eliminazione delle provincie, la riforma
del lavoro, quella delle pensioni, ecc.
ecc., non solo, ma tra le riforme
strutturali vogliono riformare anche la
legge elettorale, non solo, ma stanno
riformando anche la costituzione dando
una svolta autoritaria, accentratrice che
limita
fortemente
le
garanzie
democratiche. E gli organi di controllo
come Corte Costituzionale o Capo dello
Stato? Tacciono o addirittura spronano
ad andare avanti così! Ci rendiamo conto
del livello di marciume istituzionale a cui
ci troviamo di fronte? Il marciume
istituzionale si ha quando un alto organo
dello stato, nell’esercizio delle proprie
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Tra qualche giorno iniziano
i saldi, e il Governo quest'anno propone
la svendita del diritto al lavoro. Sei stato
licenziato senza giusta causa? Non ti
preoccupare, ti verrà dato un piccolo
indennizzo, e così potremo fare finta di
nulla. Nessuna tutela reale, ma solo un
ristoro economico, vero ricatto morale
che fa leva sulla fragilità di chi oggi non
si può permettere di perdere il lavoro, di
chi è costretto ad adeguarsi, per
sopravvivere, al detto "pochi, maledetti e
subito". Sarai costretto a chiudere più di
un occhio, per non vedere che stanno
calpestando i tuoi diritti fondamentali. Il
tuo capo ti potrà offrire un assegno
circolare (di un importo compreso tra i 2
e i 18 mesi). L'accettazione dell'assegno
comporterà l'estinzione del rapporto di
lavoro e la rinuncia a impugnare il
licenziamento. I giornalai oggi si
congratulano con Governo per il loro
tentativo di incentivare la "conciliazione",
invece che il contenzioso a seguito di un
licenziamento. Così il datore di lavoro
potrà sempre tentare di comprarti per 4
denari. Da oggi si nasce senza diritto al
lavoro, si acquista giorno per giorno e in
alcuni casi lo perdi strada facendo. Loro
le chiamano "tutele crescenti", noi
sappiamo che è violazione dei diritti.
Grande novità per le nuove assunzioni
che portando a oltre 15 dipendenti
l'organico complessivo: i neo assunti
vedranno applicato il regime a "fregature
crescenti", e la stessa sorte subiranno i
veterani (i vecchi assunti) che ancora
credevano nelle tutele acquisite. Le
riforme dovrebbero nascere per dare
maggiori opportunità alle persone, per
crescere e migliorare la propria
esistenza, invece la realtà che crea
questa riforma è una maggiore instabilità
sociale, precarietà di vita e impossibilità
di costruire il futuro. Con questa riforma
non si sostieni la famiglia, non si paga
l'affitto, non si contrae un mutuo per
l'acquisto di una casa, dunque non si
consente una vita dignitosa. E' oggi,
rileggendo il discorso di Calamadrei sulla
Costituzione, ci si rende conto di quanto,
negli anni, gli uomini che ne hanno avuto
gli strumenti abbiano fallito. La politica
non ha tradotto in fatti, gesti, buoni
esempi, ciò che sessant'anni fa
Calamadrei ci spronava a raggiungere,
dopo averci consegnato la Costituzione
più bella del mondo. "...E allora voi
capite da questo che la nostra
costituzione è in parte una realtà, ma
soltanto in parte è una realtà. In parte è
ancora un programma, un ideale, una
speranza, un impegno di lavoro da
compiere. Quanto lavoro avete da
compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!"
2
funzioni, ignora o addirittura non rispetta
i minimi principi di legalità. Ma questo
come può succedere? L’unica ipotesi
plausibile è che l’abitudine a violare e
non rispettare le norme sia talmente
consolidata e diffusa che oramai più
nessuno ci fa caso.
Ma, qualcuno
potrebbe obiettare, se si andasse a
votare con la legge che ha detto la Corte
Costituzionale, ci sarebbe un rischio di
ingovernabilità, e allora per un ipotetico
rischio continuiamo a violare la
costituzione
e
continuiamo
con
l’illegalità? Ma adesso non stanno
governando dalla destra alla sinistra tutti
assieme? E allora di che rischio stiamo
parlando? Forse perché col sistema
proporzionale verrebbero rappresentati
al meglio i cittadini? Forse perché ci
sarebbe un parlamento veramente
legittimato a fare le riforme? È forse
questo il vero rischio di cui stiamo
parlando? Parrebbe di sì. Adesso che
abbiamo capito il livello di marciume in
cui ci troviamo, andiamo a vedere, nel
merito, alcuni aspetti della riforma
costituzionale in atto. La Costituzione
Italiana
è
stata
profondamente
modificata nel 2001, tanto da parlare di
seconda repubblica, quella riforma, che
potremo
chiamare
epocale,
ha
trasformato lo stato italiano in uno stato
federale ponendo sullo stesso livello
stato e regioni. Le regioni prima erano
semplicemente degli enti amministrativi
dello stato e dal 2001 sono diventate enti
autonomi con potestà legislativa su un
certo numero di materie, non solo, ma
hanno anche autonomia finanziaria di
entrata e spesa. Ebbene tutto questo, in
vigore dal 2001, non è stato mai
applicato, le materie di competenza
regionale mai devolute e l’autonomia
finanziaria mai attuata. Non solo, ma
ogni volta che una regione ha "osato"
ricorrere alla corte costituzionale italiana
per veder riconosciute le proprie
competenze costituzionali, ecco che
regolarmente
ha
ricevuto
sonore
bastonate nei denti con motivazioni
spesso fantasiose e creative. Adesso
adducendo come scusa che queste
norme hanno ingolfato la corte
costituzionale di ricorsi si vuole tornare
indietro. La verità è che la norma è
sufficientemente chiara, ma non si vuole
assegnare alle regioni le competenze
previste
dalla
costituzione.
Così
vediamo, per esempio, che nonostante
l’agricoltura sia una materia di esclusiva
competenza regionale, il ministero
statale sia ancora lì, lo stesso per le pari
opportunità, altra materia di esclusiva
competenza regionale che invece viene
gestita da un ministro dello stato italiano.
Non solo, ma anche di autonomia
finanziaria non si vede traccia. Questo
per capire il livello di marciume
istituzionale in cui si trova lo stato
italiano: la Costituzione in vigore oramai
da quasi 14 anni è quasi completamente
ignorata e inapplicata! È vero che quella
riforma ha assegnato poche materie alle
regioni, ma è altrettanto vero che non si
vuole nemmeno dargli quel poco! In
questo momento c’è un attacco
concentrico da parte di magistratura
ordinaria, magistratura contabile e
governo italiano per togliere alle regioni
quei poteri che non gli sono mai stati
attribuiti! Non so quale regia oscura stia
portando a termine questo disegno, ma
so che continuando così le libertà
democratiche sono fortemente a rischio,
non solo, ma queste riforme, ci fanno
regredire perché vanno nella direzione
esattamente contraria all’interesse e al
rispetto dei cittadini, ricordiamo che il
sistema elettorale maggioritario con
premio di maggioranza è stato quello
che ha permesso a Mussolini di
prendere il potere, se poi aggiungiamo la
mancanza di preferenze e l’abolizione
del senato abbiamo capito subito dove si
vuole arrivare... Qualcuno penserà che
non è vero e che invece i governanti
dello stato italiano sono pieni di buone
intenzioni, ma io dico che, considerato il
livello di marciume istituzionale, non
credo alle buone intenzioni, ma anche
ammesso che si siano buone intenzioni
da parte di qualcuno, ricordiamo che le
strade che portano all’inferno sono
lastricate di buone intenzioni e i
provvedimenti che stanno prendendo
parlano da soli. Adesso che lo stato
italiano non può più permettersi sia il
"magna magna" che la democrazia,
quale delle due cose vuole eliminare?
Ovviamente la seconda. Ma noi non lo
dobbiamo
permettere".
Francesco
Falezza Cerca il banchetto per firmare
contro l'euro più vicino a te cliccando su
questa mappa: PS: Il tuo contributo per
il referendum sull'uscita dall'euro è
importante: - organizza il tuo banchetto e
segnalalo su questa mappa (che sarà in
continuo aggiornamento) - scarica,
stampa e diffondi i volantini informativi
(1. Motivi per uscire dall’euro 2.
Domande Frequenti sull’euro)
- fai
conoscere a tutti i tuoi contatti questo
nuovo
sito
sul
referendum
http://www.beppegrillo.it/fuoridalleuro
3
La strategia della
tensioncina
Informazione
29.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Da Piazza Fontana alla
tanica di benzina. Dalla tragedia alla
farsa
"A circa 24 ore dalla sentenza della
corte d’Assise di Torino che ha assolto i
militanti del movimento No Tav
dall’accusa di terrorismo (finalmente una
sentenza giuridicamente decente!), è
iniziata una serie di attentati ai treni ad
opera di “anarco-insurrezionalisti”. Ovvio
il coro di ministri e politicanti vari che
hanno subito rilanciato dicendo che la
sentenza era un errore e che questo è
terrorismo. Negli stessi giorni, era tratto
in arresto un gruppo di neo fascisti a
Pescara. In particolare il gruppo di
eversori,
denominato
“Avanguardia
ordinovista”, avrebbe avuto in mente
decine di omicidi di politici, magistrati e
di preti progressisti, sino a provocare un
rivolgimento istituzionale per il quale
aveva bella e pronta una nuova
Costituzione che, fra l’altro, avrebbe
abolito il diritto di voto. Insomma siamo
in pieno remake degli anni settanta, fra
attentati “anarchici” ai treni e complotti
neo nazisti. Qualche differenza, per la
verità, ci sarebbe: ad esempio è
possibile che gli attentatori ferroviari
questa volta siano effettivamente
anarchici e non fascisti come nel 1969,
ma resterebbe da vedere se fra loro non
ci sia qualche suggeritore di ben altra
estrazione. Così come è plausibilissimo
che un gruppo di poveri spostati di
provincia abbia progettato, magari in
preda ai fumi dell’alcool, omicidi politici a
go go ed abbia sognato una nuova Italia
fascista. Tutto sta a vedere quale fosse
poi la reale pericolosità del gruppo e
cosa ci fosse di concreto nella
preparazione di questi omicidi. E' sempre
possibile che un gruppo di dieci o venti
esaltati, assolutamente non in grado di
sovvertire le istituzioni, possa benissimo
essere capace di fare un omicidio ed è
giusto prevenirli. Ma di qui a parlare di
una “pericolosa trama fascista” ne
corre… Per un momento ho drizzato
anche io le orecchie, sentendo il nome di
una vecchia conoscenza come Rutilio
Sermonti, ideologo e fra i massimi
dirigenti di Ordine Nuovo. Sermonti non
è né un pagliaccio, né uno che, per
quanto novantenne, possa mischiarsi ad
una sconclusionata banda di paese, per
cui sorgeva il dubbio che gli arrestati
potessero essere solo una scheggia di
una cosa più complessa e numerosa. Ma
è bastato poco per capire che Sermonti
non
c’entra
nulla
con
questa
sconclusionata riedizione dei fasti
ordinovisti. Il fatto è che, come dice il
vecchio Marx, la storia talvolta si ripete,
ma la seconda volta sotto forma di farsa.
Ho lavorato a lungo sulla strategia della
tensione e questa me ne sembra una
cattiva imitazione con un fortissimo
sentore di finto. Al massimo abbiamo
davanti due sparutissimi gruppi di
decerebrati. Nulla che possa giustificare
il clamore mediatico che se ne sta
facendo con titoloni in prima pagina.
Siamo seri, qui l’unica cosa che ricorda
davvero gli anni settanta è l’opportuna
coincidenza di certi episodi con il
profilarsi delle scadenze politiche, sociali
ed economiche: elezione del Presidente,
subito
dopo
elezioni
regionali,
approvazione delle riforme istituzionali,
probabile ripresa della crisi a breve
tempo, incombente protesta sindacale
per la riforma dell’art. 18… Situazioni in
cui il fantasma del terrorismo può far
comodo. Soprattutto alla vigilia di una
elezione quirinalizia così incerta, che può
degenerare in un marasma senza
precedenti ed occorre forzare un po’ la
mano ai “grandi elettori”. E’ un numero
che abbiamo visto troppe volte ed anche
i particolari sono stucchevolmente simili:
gli attentati ai treni, l’armamentario
fascista, il linguaggio delle rivendicazioni,
persino la trovata del nome del gruppo
pescarese che è una bella sintesi fra
“Avanguardia Nazionale” ed “Ordine
Nuovo”. Ci mancano le banche e le Br.
Su: almeno un po’ di fantasia… Detto
questo, ugualmente c’è di che essere
preoccupati: non vorremmo che questa
mini serie televisiva “Il ritorno del
terrorismo” preludesse a qualche botto
più serio, magari per dare un bel giro di
vite all’opposizione. Anche se annoiati,
tocca tenere gli occhi aperti." Aldo
Giannuli
Polito el drito
Minipost
29.12.2014
Passaparola: LaVERDI non
deve chiudere, di Ruben
Jais
Passaparola
29.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); });
L'editoriale di ieri del
Corriere della Sera era intitolato "L'ultima
occasione di Grillo". E' curioso che a
scriverlo sia stato Antonio Polito, uno
che di occasioni non ne ha avute mai, se
non quella di servire il potere. Ha vissuto
di stipendio pubblico come deputato, di
finanziamenti pubblici al partito e di
finanziamenti pubblici al suo giornale "Il
riformista" poi fallito. Non ha avuto né
una prima né un'ultima occasione e degli
elettori se ne è sempre fregato, come
ammise candidamente già nel 2007,
quando era deputato, in una comparsata
televisiva da Santoro rimasta negli annali
del web. Alla domanda di Travaglio sul
perché non iniziassero a realizzare il
programma, quello per cui fu eletto Prodi
e anche Polito come parlamentare, come
giustamente chiedevano gli elettori Polito
rispose: "Il programma è impossibile da
applicare tutto perché sono 280 pagine.".
Travaglio quindi chiese se si rendeva
conto che queste parole significavano
che erano stati truffati gli elettori con un
programma che si sapeva irrealizzabile.
Polito aveva perso l'occasione, di stare
zitto.
4
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); L’Orchestra Sinfonica di
Milano Giuseppe Verdi, fondata nel 1993
da Vladimir Delman, è una delle più
rilevanti realtà sinfoniche nazionali. La
mancata erogazione di gran parte dei
contributi alle attività culturali del laVerdi
da parte delle amministrazioni pubbliche
e
dello
Stato
faranno
chiudere
l'attività.Firma la petizione indirizzata al
Ministro dei beni e delle attività culturali e
del turismo On. Dario Franceschini. Il
Passaparola di Ruben Jais, direttore
artistico de la Fondazione LaVERDI
"Per il 2014 non abbiamo ancora
ricevuto alcuna conferma di sostegno da
parte delle istituzioni pubbliche. Negli
anni abbiamo raggiunto più di 3 milioni di
spettatori, 200 mila spettatori la nostra
media annua, a fronte di questi dati, a
fronte di un’attività che prevede più di
280 concerti l’anno e assommando tutte
le attività della Fondazione in più di 420
annui, non riusciamo a ottenere un
finanziamento stabile sicuro. L’anno
scorso abbiamo ricevuto per la prima
volta 3 milioni di stanziamento da parte
dello Stato, di cui però a oggi abbiamo
ricevuto un 1.900.000, quindi siamo
ancora in attesa 1 milione dello scorso
anno e per quest’anno non c’è ancora
stata data alcuna prospettiva di
finanziamento pubblico. La situazione è
molto complessa. La Fondazione ha 150
dipendenti di cui un’ottantina di
professori d’orchestra con contratti a
tempo indeterminato e circa 700 persone
che lavorano nel mondo de LaVERDI
con contratti a tempo determinato, i
cosiddetti aggiunti che aiutano nelle
produzioni dell’orchestra. Tutte queste
persone, le famiglie legate a queste
persone si vedono in grave difficoltà in
questo momento, perché non c’è la
certezza di poter proseguire le nostre
attività.
Crediamo fermamente che le
attività della nostra Fondazione debbano
in primis essere sostenute dal nostro
lavoro e dal lavoro di chi ci vuole
sostenere, ma proprio perché ci troviamo
in uno Stato e in una condizione
particolare, la cultura nel mondo e in
Italia,
deve
avere
anche
una
componente di sostegno pubblico e è
questo che stiamo chiedendo. Le
istituzioni culturali in Italia, soprattutto
quelle del mondo musicale hanno un
sostegno che va dal 60% delle
fondazioni lirico – sinfoniche all’80% di
quello che vengono dalla legge definite
Ico (istituzioni concertistiche orchestrali),
le orchestre cosiddette regionali, di
fronte a queste percentuali LaVERDI, la
fondazione orchestra sinfonica e coro
sinfonico Giuseppe Verdi di Milano
riceve circa il 26% di sostegno, questo ci
mette in grave difficoltà per poter
affrontare il cosiddetto mercato del
lavoro.
l’Italia potrebbe vivere del
proprio patrimonio culturale, l’Italia dal
1500 in avanti è sempre stata foriera di
novità all’interno del mondo culturale che
tutto il mondo ci ha invidiato, quindi trovo
sia una gestione sciocca, sbagliata, poco
attenta, quella che non permette alla
cultura di essere il volano di rilancio della
nostra economia, delle nostre istituzioni.
Sono arrabbiato perché credo che ci
siano delle ingiustizie strutturali nel
sistema in cui lo Stato italiano
distribuisce i fondi pubblici e questo
ovviamente come cittadino mi indigna.
Credo che sia necessaria una profonda
riflessione da questo punto di vista sul
sostegno delle istituzioni pubbliche. La
cultura da nessuna parte nel mondo
riesce
a
sopravvivere
da
sola,
autofinanziandosi. Regione e Provincia
diciamo che negli ultimi anni sono state
molto lontane dalla nostra istituzione e ci
dispiace di questo ovviamente. Quindi il
mio appello è a tutti i cittadini da Milano
a tutta l’Italia, a sostenere le attività
dell’orchestra sia firmando la petizione,
sia per chi ha la possibilità, sostenendo
le attività della nostra orchestra,
direttamente. Lancio questo appello,
passate la parola!" Ruben Jais, direttore
artistico de la Fondazione LaVERDI
Renzi Erode e i bambini di
Taranto
Politica
30.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Renzie salva l'Ilva o i
bambini di Taranto? "Il governo ha
annunciato per la fine dell'anno il decreto
salva Ilva di Taranto. A suo dire Renzi
era così “emozionato” che non ha
nemmeno aspettato il testo ufficiale per
fare il suo show davanti ai giornalisti in
conferenza stampa. E anche questa
volta ha gettato fumo negli occhi. Da
gennaio il colosso siderurgico di
proprietà della famiglia Riva da quasi
vent'anni, entrerà in amministrazione
straordinaria dello Stato che si impegna
a risanare l'azienda. Giusto in tempo per
rimetterla in sesto con i debitori e
rinegoziare le bonifiche ambientali
imposte da quella 'cattivona' dell'Europa
che non vuole salvare i bambini di
Taranto. E tutto sarà fatto in 18 massimo
36 mesi. Non c'è male come favoletta di
Natale peccato che i punti oscuri siano
molti. Il premier ci ha abituati a una
politica fatta di annunci roboanti ai quali
è difficile rispondere nel merito perché
anche questa volta il testo definitivo del
provvedimento non è ancora disponibile.
C'è solo un comunicato stampa e una
dichiarazione alla radio. I bambini di
Taranto Renzi annuncia di voler salvare i
bambini di Taranto ma allo stesso tempo
dice che vuole rendere più permissiva
l'AIA per l'Ilva (autorizzazione di impatto
ambientale). Vuole forse rendere l'aria
avvelenata legalmente? Lo stabilimento
sta subendo una procedura di infrazione
europea perché queste norme non le ha
mai applicate. E il premier anziché
riconoscere l'esistenza di un reato
sostiene che gli obblighi previsti dall’Aia
per l’Ilva non esistono per gli altri
stabilimenti siderurgici europei. E' falso.
Nel marzo del 2012 sono entrate in
vigore le norme più restrittive per l’AIA, è
tutto scritto sul sito del Ministero
dell’Ambiente. Così Renzi ha coniato un
nuovo slogan: vuole salvare i bambini di
Taranto,
e
contando
sulla
disinformazione ha detto: “se l’Europa
vuole impedire di salvarli ha perso la
strada per tornare a casa... Io sono
fedele ai bambini di Taranto molto più di
quanto non lo sia coi cavilli astrusi
dell’Europa“. Peccato che il premier nella
sua ultima passerella nella città Jonica
abbia rifiutato l'invito a incontrare i
pediatri che volevano essere ascoltati
dal governo. Proprio quei dottori che a
Taranto i bambini tentano di salvarli
davvero. Renzi strumentalizza, ancora
una volta, proprio coloro che, per
definizione, data l'innegabile innocenza,
dovrebbero essere chiamati in causa con
delicatezza, con riguardo, con rispetto: i
bambini. Quei bambini di Taranto,
asfissiati tra cielo e terra, da fumi e
5
colpa, da puzza e profitti privati, da
malattia e speculazione, diventano il suo
scudo per l'ennesimo annuncio del nulla
impastato con la finta guerra all'Europa
alla quale, invece, ubbidisce prono.
Invece di fare conferenze stampa Renzi
vada a parlare con la cittadinanza di
Taranto, vada a confrontarsi con i
lavoratori, con le madri che non possono
allattare i figli a causa della presenza di
diossina nel latte, con gli allevatori a cui
vengono abbattuti i capi, con gli
agricoltori, con i pescatori. Ma,
soprattutto, vada negli ospedali, visiti i
malati, si faccia informare dalla LILT e
operi di conseguenza”. M5s Senato
Don Ciotti appoggia il
reddito di cittadinanza
contro le mafie
#Grecia - Italia: stessa
faccia, stessa razza, stessa
sovranità monetaria
Minipost
31.12.2014
Economia
31.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Secondo l'associazione
"Libera contro le mafie" c'è una legge
che andrebbe approvata subito per
sconfiggere la mafia e fa parte
dell'elenco di leggi necessarie in Italia
contro i fenomeni mafiosi, appena
lanciato nel manifesto "Contromafie, per
andare oltre". Sto parlando del reddito di
cittadinanza, cioè il primo dei venti punti
del nostro programma. Vorrei mandare
pubblicamente un messaggio a Don
Ciotti, Presidente di Libera: il 7 gennaio
in commissione lavoro al Senato inizia la
discussione del nostro disegno di Legge
sul
reddito
di
cittadinanza,
la
commissione bilancio del Senato ha già
approvato le coperture economiche.
Libera può avere un grande ruolo in
questo momento storico per velocizzare
l'iter di approvazione della nostra
proposta di legge, che dà subito 780
euro al mese a 10 milioni di poveri
italiani per tre anni. Non solo: durante i
tre anni, queste persone riceveranno una
formazione e tre diverse proposte di
lavoro. Se non le accettano, decade il
diritto al reddito di cittadinanza, quindi
non si tratta di assistenzialismo ma di
dignità, di possibilità e di reinserimento
lavorativo.
In
questo
modo
a
beneficiarne sarà tutto il sistema
economico italiano che avrà 10 milioni di
nuovi clienti che potranno acquistare
beni di prima necessità, oltre ad affittare
un tetto sotto cui vivere. Cosa ne pensa
"Libera" di sostenere la nostra proposta
di Legge al Senato, impegnando
-sarebbe meglio dire "inchiodando" - uno
ad uno tutti i parlamentari che dovranno
votarla, come avete già fatto per
l'abolizione dei vitalizi? Il reddito di
cittadinanza sarà una scelta di campo:
con la mafia o contro la mafia. Noi
abbiamo già scelto." Luigi Di Maio - leggi
tutto
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Dopo il terzo tentativo fallito
di eleggere il nuovo presidente delle
repubblica, la Grecia e’ ora chiamata ad
elezioni politiche il 25 gennaio. Il mercato
azionario greco ha reagito con un -20%
nelle ultime due settimane con il
rendimento sui titoli pubblici decennali
schizzato al 10%, il livello piu’ alto degli
ultimi due anni. Terrorismo mediatico
Quale occasione migliore per i media di
regime nostrani per alimentare il
terrorismo ‘a la matriciana’ contro una
uscita dell’Italia dall’Euro. In fondo anche
da noi bisogna eleggere un nuovo
Presidente della Repubblica in una
partita tutt’altro che facile. Ed anche da
noi lo spauracchio delle elezioni viene
spesso sventolato con opportunismo
evidenziando il rischio di aumento dello
spread in caso di successo dei
movimenti anti Euro. In sostanza lo
stesso schema con cui Re Giorgio ci ha
imposto l’austerity del governo tecnico di
Monti nel 2011 senza passare dalle
elezioni. Resta incredibile come in Italia i
media mainstream siano passati da
ignorare completamente il tema Euro
come causa principale dei problemi
Italiani di oggi ad ammonirci sulla
impossibilita’ e i costi di una uscita. E
quello che c’e’ nel mezzo? I problemi e i
costi di una permanenza ne vogliamo
parlare? A questo piano B ci vogliamo
cominciare a pensare dopo sette anni di
crisi? Gli stessi giornalai televisivi al
soldo dell’establishment che hanno
ignorato il tema Euro nei loro salotti
dall’alto della loro ignoranza sul tema ora
prendono spunto da qualsiasi vicenda
geo politica Europea per ammonirci sui
costi di una uscita. Per questo prima
hanno ignorato in toto una analisi
dettagliata del referendum scozzese. Poi
hanno cavalcato l’onda della crisi russa
per intimorire gli italiani (ben presto
prenderanno
atto
che
proprio
l’autonomia
della
banca
centrale
consentira’ alla Russia di uscirne fuori
piu’ forte di prima) Ora tocca alla Grecia
fare da spaventa passeri secondo la
seguente tesi: se la probabile vittoria di
Syriza con la sua richiesta di
ristrutturazione del debito ha gia’ portato
forte instabilita’ in Grecia figuriamoci
cosa succederebbe nello scenario Euro
exit perseguito dal M5S attraverso la
richiesta di referendum. Italia e Grecia
fuori dall'euro! La realta’ e’ che proprio la
vicenda greca conferma l’opportunita’ di
una uscita dall’Euro da parte dell’Italia.
Come puo’ Tsipras pensare di risollevare
il suo paese rimanendo nell’Euro? Come
pensa di fare gli interessi del suo paese
6
senza ridargli la sovranita’ monetaria? La
Grecia deve rimborsare agli investitori
privati (per lo piu’ banche estere) 15
miliardi di euro di debito nel 2015.
Tsipras si avvia a vincere le elezioni
sulla promessa di ripudiare il debito e
l’austerity ma senza uscire dall’Euro. Un
controsenso, anzi un suicidio. Ripudiare
il debito non risolvera’ i problemi della
Grecia che invece solo con un ritorno
alla sovranita’ monetaria potrebbero
essere gestiti. Per questo il mercato ha
reagito male, perche’ la ricetta ‘Euro
confusa’ di Tsipras, tanto elogiato dalla
sinistra italiana durante la campagna per
le europee, e’ quanto di peggio il paese
possa auspicare. Ripudiare il debito
senza uscire vuol dire inasprire le
relazioni con i partner europei senza
avere voce in capitolo e soprattutto
senza acquisire strumenti monetari di
gestione attiva della crisi.
L’uscita
dall’Euro non e’ fine a se stessa ma ad
un riacquisto di sovranita’ monetaria
essenziale per rilanciare l’economia. Per
questo i timori di fuga di capitali o la
mancata liquidita’ da parte della BCE alle
nostre banche in caso di uscita sono mal
posti. L’uscita dell’Italia dall’Euro dovra’
essere accompagnata da tre misure
essenziali a prevenire un eventuale
disordine sui mercati: 1. Abolizione del
‘divorzio’ tra Banca d’Italia e Tesoro. 2.
Introduzione di vincoli di portafoglio che
definiscano un ammontare minimo di
titoli di stato detenuti dalle nostre
banche. 3. Restrizioni all’uscita di capitali
dal paese. Sovranità monetaria unica
via Con buona pace di Andreatta che
concepi’ l’inizio del suicidio dell’Italia nel
1980 con l’introduzione del divorzio,
l’uscita dall’Euro dovra’ prima di tutto
mettere in discussione il dogma neo
liberista della indipendenza della Banca
centrale. Abolire il divorzio significhera’
monetizzare il deficit ossia consentire
alla Banca d’Italia non piu’ indipendente
ma al servizio delle politiche economiche
del governo di stampare moneta e
sostenere investimenti pubblici che
supportino la domanda. Una uscita piu’ o
meno coordinata che sia supportata
dalle tre misure citate renderebbe l’Italia
del tutto impermeabile alle vicende
esterne. La liquidita’ ora fornita dalla
BCE arriverebbe dalla Banca d’Italia e
soprattutto quest’ultima si farebbe carico
di monetizzare il deficit. La BCE e’ attesa
al varco del quantitative easing dalla
Germania ostile come tutti i paesi
creditori a che la BCE acquisti debito
pubblico periferico visto che il 30% del
capitale della BCE e’ appunto tedesco. E
allora le ultime voci di un possibile
compromesso vedono il QE fatto via
banche centrali nazionali con i rispettivi
governi che garantiscano l’eventuale
insolvenza. Ma che senso ha? Ancora
una volta si vuole far rientrare dalla
finestra cio’ che si e’ cacciato fuori dalla
porta. Nel 2012 nel bel mezzo della crisi
del debito sovrano con il nostro spread
quasi a 700 la BCE si e’ inventata il
LTRO, finanziamenti a bassissimo costo
alle nostre banche affinche’ con quei
soldi le banche comprassero i BTP che
la BCE o la Banca d’Italia non potevano
comprare per Statuto. Adesso si vuole
concepire un QE che di fatto non e’ un
QE perche’ da realizzare mantenendo i
rischi di insolvenza a carico di ciascun
paese senza condivisione del rischio. Di
nuovo che senso ha? Ridateci la nostra
banca centrale, il nostro signoraggio, la
nostra moneta e sapremo noi come farla
arrivare alle nostre famiglie e come
rendere sostenibile il nostro debito
pubblico. Svalutare la nostra nuova lira
uscendo dall’Euro equivale ad una
ristrutturazione del nostro debito per i
creditori esteri, quello che Tsipras si
ostina a non voler capire.
Uscita
dall’Euro E ristrutturazione del debito,
non c’e’ altra strada.
Il ritmo di Renzie: più tasse
per più poltrone
Politica
31.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); >>> Oggi ore 20.30 il
discorso di fine anno di Beppe Grillo sarà
trasmesso
su:
http://bep.pe/DiscorsoFineAnno. Resta
aggiornato
su
Twitter
con
#IoGuardoBeppe
"Renzi aumenta le
tasse agli italiani, ma tiene intatte le
Poltrone. Ancora una volta solo slogan e
promesse da parte del Governo. Mentre
da un lato con la legge di stabilità Renzi
ha aumentato le tasse per gli italiani
(sulla casa, sul lavoro, sulla scuola, sulla
sanità, ecc), dall’altra ha mantenuto
intatte le poltrone di moltissimi dirigenti e
dipendenti di società partecipate ed enti
totalmente inutili che costano ai cittadini
italiani circa 10 /12 miliardi di euro annui.
Quasi quanto il reddito di cittadinanza
proposto dal M5S. I costi delle poltrone
Dal CNEL che ci costa 20 milioni di euro
l’anno, con il proprio Presidente Antonio
Marzano (ex ministro del Governo
Berlusconi) che percepisce uno stipendio
annuo di 217.000 mila euro, all’Istituto
Nazionale della Montagna che ci costa
circa 500 milioni di euro l’anno,
passando per il Centro Piemontese di
Studi Africani, per arrivare all’Istituzione
per la Conservazione della Góndola,
all’Unione Italiana Tiro a Segno, alla
Fondazione
Marconi,
alla
Cassa
Conguaglio GPL, all’Istituto Agronómico
dell’Oltremare, alla Arcus, all’Enit e così
via sino a contarne circa 11 mila. Molti di
questi assolutamente privi di alcuna
utilità per i cittadini e ben 1454 addirittura
formalmente inattive secondo l’Istat,
nonostante abbiano comunque un cda
ben retribuito. Agenzie, consorzi, società
partecipate totalmente sconosciute ai
cittadini e spesso composti da soggetti
non identificabili e non identificati. Enti
inutili salvati con aumento delle tasse Il
CNEL per esempio, nonostante sia un
organo previsto dalla Costituzione,
riceve fondi anche dal Ministero del
Lavoro e non ha alcuna vera utilità.
Pensate che la sua principale funzione è
quella di dare pareri al Governo e al
Parlamento tra l’altro neanche vincolanti.
In 52 anni di attività e ingenti stipendi
corrisposti, chiaramente con i soldi
pubblici, ha solo proposto 11 bozze di
proposte di legge. Null’altro. O come
l’ONC che solo per redigere qualche
rapporto per gli immigrati ci costa oltre
250 milioni l’anno. O l’Enit, l’agenzia che
dovrebbe rilanciare il turismo itálico, che
ci costa quasi 20 milioni di euro l’anno. E
che solo nel 2013 ha speso ben 138 mila
euro per comprare giornali e riviste ed è
stata anche oggetto di indagini da parte
della Procura di Roma. Bastava
eliminare molti di questi enti per evitare
che gli italiani ricevessero vere e proprie
7
stangate di tasse e imposte sulla casa,
sui redditi, sui servizi sanitari, sull’iva,
sulla scuola o persino sul pellet (prodotto
di
prima
necesità
che
serve
semplicemente a riscaldare le case).
Vergognoso! Invece no. Nonostante il
Commissario alla spending review Carlo
Cottarelli ne avesse individuati diversi da
eliminare con procedura d’urgenza,
Renzi ha ritenuto opportuno mantenere
in vita molte poltrone, infilando ad hoc
norme di salvaguardia nella scellerata
bozza della legge di stabilità (con parti
totalmente
mancanti
e
commi
inesistenti), sulla quale nella notte tra il
18 e 19 dicembre è stata posta
l’ennesima fiducia (al buio) da parte del
Governo, in un clima istituzionale
surreale e mai vissuto sino ad allora,
come hanno raccontato coloro che
lavorano in Senato da oltre 30 anni.
Stipendi
d'oro
Ma
evidentemente
mantenere a vita le poltrone, le
consulenze, le indennità, i lussi e gli
stipendi d’oro porta al Governo Renzi
voti, consenso e futuri equilibri elettorali.
Ciò nonostante molti di tali enti non
fanno altro che alimentare corruzione e
concussione. Altro che carrozzoni da
cancellare o tagli da applicare. Solo
slogan da parte di Renzi. Null’altro. Ai
cittadini, purtroppo, solo ulteriore tasse e
imposte. Nel frattempo il M5S si batterà
con tutte le proprie forze per spazzare
via definitivamente caste e privilegi e per
ridare, con responsabilità, davvero senso
alle Istituzioni. M5S Parlamento
Discorso di fine anno 2014
di Beppe Grillo
#IoGuardoBeppe
Politica
31.12.2014
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Signori siamo qua in una
versione leggermente differente dalle
solite: siamo nel nuovo ufficio della
Casaleggio Associati, una specie di
catacomba dove aleggiano gli spiriti, gli
spiriti quelli buoni. Noi siamo qua dentro
per, quasi cospirare, per parlare di cose
che sono assolutamente proibite fuori o
pericolose: onestà, lealtà. Queste cose
che ormai fuori vengono percepite come
rivoluzionarie o eversive. Noi siamo i
veri eversori
Voglio farvi un saluto
diverso dagli altri anni, un saluto senza
rimpianti
perché
cosa
potremo
rimpiangere del 2014 che se ne va?
Renzi, le balle di Renzi? Cosa potremo
rimpiangere?
Un
attentato
alla
democrazia e alla costituzione di due
partiti il PD e il Pdl? Ricordate il
PDmenoelle? Sembrano cose del
passato remoto, due partiti che si sono
uniti per disfare la Costituzione. Un
partito dove il fondatore Dell’Utri è in
galera, ha preso 9 anni per associazione
esterna mafiosa e il suo Presidente è
stato mandato via dal Senato per
leggera evasione fiscale, condonata con
"4 giorni" in un ospizio, è fantastico,
questo è un Paese meraviglioso!
La
decadenza dell'Italia Tutti i parametri
sono peggiorati. Guardate che il 2014 ce
lo ricorderemo, forse sarà leggermente
meglio del 2015! Ho un sottile ottimismo.
Nel 2014 se ne è andata un po’ di
produzione industriale, il Pil si è
abbassato, questi dati ormai fanno parte
di un mondo in decadenza. I nostri Bot, i
nostri Cct sono ormai declassati a titolo
spazzatura.
Abbiamo
una
disoccupazione a livelli memorabili,
abbiamo 10 milioni di poveri con le code
chilometriche della Caritas. Il problema
dei problemi poi non è neanche la mafia
di Roma, l’Expo, il Mose. Ci stiamo
abituando a questo marcio, forse ci
stiamo abituando e non lo percepiamo
neanche più, è la percezione quella che
ci arriva. Ecco perché bisogna parlare
sottovoce! Succederà nel 2015 Forse il
2015 ci porterà dei risultati straordinari!
Può darsi che l'ebetino si toglierà di
mezzo, magari con le Olimpiadi
allenandosi con i 100 metri ostacoli
quando sarà rincorso dalla popolazione.
Forse avremo una grande soddisfazione
perché per raggiunti limiti di età
Napolitano, che ha condiviso (e anche
leggermente
sponsorizzato)
questo
sfacelo, si toglierà da questa posizione
molto precaria che ha oggi come
Presidente della Repubblica.
Magari
Forza Italia - Forza Mafia, chiamatela
come volete, non ci sarà più, avrà
percentuali da prefisso telefonico. Forse
succederà qualcosa, ma non bisogna
spargere la voce, succederà qualcosa!
L’abbiamo già fatta succedere. In
Parlamento ci hanno preso in giro, ci
hanno messo in un angolo, andiamo sui
tetti, facciamo provocazioni, andiamo…
cerchiamo di far conoscere quello che
succede veramente dentro del comma 5
che modifica il comma 7 del comma 9,
del comma 11, della legge 45 poi vai a
vedere, chi è? Cos’è? Non si sa!
Vogliamo la tua partecipazione Allora noi
stiamo cercando di fare, siamo nati da
una legge popolare e stiamo adesso
coadiuvandoci tutti con i banchetti in
tutta Italia per una legge di iniziativa
popolare per uscire dall'euro! Siamo nati
da quello noi! Vi ricordate era il 2007: il
primo V-day. Legge di iniziativa
popolare: via i parlamentari condannati,
due legislature sennò ti fai le
combriccole, voto di preferenza per la
legge elettorale, ma anni fa, sembrano
anni luce, Dio mio! Siamo quelli per la
democrazia dal basso, condivisa, non vi
chiediamo né voti, né niente. Fate quello
che credete più opportuno per l’amor di
Dio. Se volete invece il MoVimento vi
apre le braccia se collaborate e se vi
impegnate un po. Se invece continuate a
dare deleghe a questa gente qui, io non
so come andremo a finire! Usciamo
dall'euro! Comunque noi stiamo portando
in Parlamento una legge di iniziativa
popolare che ci permetterà di chiedere
un referendum consultivo per uscire
dall’Euro! Perché essere schiavi?
Vogliamo diventare un Paese... ora lo
dico... normale, normale! Avere la nostra
sovranità monetaria, la nostra sovranità
economica, essere normali, avere il
nostro fisco senza che sia delegato a
una banca a mille chilometri. Lo so che è
chiedere una cosa gigantesca! Vogliamo
rimanere in Europa bella, diversa, con i
francesi, con i tedeschi, vogliamo starci
in mezzo a questa gente qua, perché
siamo diversi, SIAMO ITALIANI! Uscire
dall’Euro è una partenza, diventeremo
competitivi, manipoliamo, facciamo delle
cose meravigliose ancora. Perché
continuare a pensare di non avere un
piano B? Questo è il piano B, l’unico che
c’è in Italia! Il piano B è del MoVimento 5
Stelle. Il programma del M5S per l'Italia
E' una partenza. Poi ci sarà da riformare
la burocrazia, le tasse, avere delle tasse
più eque, ma è normale questo. Lo
faremo con i decreti che hanno usato
loro, lo faremo in brevissimo tempo: leggi
anticorruzione, proteggeremo il Made in
Italy, la piccola e media impresa, faremo
il reddito di cittadinanza, Dio mio, il
reddito di cittadinanza! Bisogna non farsi
sentire, non facciamoci sentire. Vuole
dire che se uno perde il lavoro può avere
la possibilità in 3 anni di avere tre lavori
e se non accetta perde il diritto di
cittadinanza, l’abbiamo fatto, abbiamo le
coperture, abbiamo tutto in modo che
nessuno deve rimanere indietro, Dio mio
che concetto della politica!
Sempre
coerenti con i nostri principi Quindi che
rimpianti avremo? Non lo so che
rimpianti, so solo che andremo verso
qualcosa che abbiamo iniziato. Noi
siamo forse la causa, gli effetti li
vedranno i nostri nipoti. Stiamo
cambiando! Una classe politica di
giovani! Abbiamo fatto poche cose ci
dite, può darsi, ma non abbiamo mai
tradito quello che abbiamo detto,
abbiamo fatto, non abbiamo preso soldi,
siamo nati dalla Rete senza soldi.
Guardate che sta succedendo una cosa
8
bellissima: noi che non abbiamo chiesto
soldi a nessuno siamo pieni di soldi:
quando dobbiamo fare le iniziative i
cittadini ce li danno! Loro, adesso
vogliono rimettere rimborsi elettorali
perché hanno messo il 2 per mille.
"Diamo la possibilità ai cittadini di
finanziare i partiti" dicevano. Toh, non gli
danno niente! Allora abbiamo avuto
sempre ragione, siamo stufi anche di
avere sempre ragione, non voglio
imporvi nulla, giudicate voi. La fiaba di
Calvino Voglio lasciarvi in modo sereno,
però, voglio leggervi una piccola
parabola, chiamiamola parabola, ma è
una fiaba di Calvino(*), scritta qualche
decennio fa. Io credo che questa sia
proprio l’illustrazione proprio di come non
è cambiato niente, da 20/25 anni fa
quando l’ha scritta Calvino a oggi. E'
veramente
straordinaria.
Provo
a
leggerla anche se non sono un fine
dicitore per l’amor di Dio: “C’era un
paese dove erano tutti ladri – provate a
indovinare che Paese è… - La notte ogni
abitante usciva con i grimaldelli e la
lanterna cieca e andava a scassinare la
casa di un vicino, rincasava all’alba
carico e trovava la casa svaligiata –
fantastico! – E così tutti vivevano in
concordia e senza danno poiché l’uno
rubava all’altro e questo a un altro
ancora e così via, finché non si rubava a
un ultimo che rubava al primo. Il
commercio di quel Paese si praticava
solo sotto forma di imbroglio da parte di
chi vendeva e da parte di chi comprava!
Il governo era un’associazione a
delinquere ai danni dei sudditi – ci sono
delle strane assonanze – e i sudditi dal
canto loro badavano solo a frodare il
governo. Così la vita proseguiva senza
inciampi e non c’erano né ricchi e né
poveri. Ora non si sa come accadde nel
paese si venisse a trovare un uomo...
onesto. La notte invece di uscirsene con
il sacco e la lanterna stava a casa a
fumare e a leggere romanzi, venivano i
ladri, vedevano la luce accesa e non
salivano. Questo fatto durò per un poco.
Poi bisognò fargli comprendere che se
lui voleva vivere senza fare niente non
era una buona ragione per non lasciar
fare agli altri, ogni notte che lui passava
in casa era una famiglia che non
mangiava l’indomani. Di fronte a queste
ragioni l’uomo onesto non poteva
opporsi, prese anche lui a uscire la sera
per tornare all’alba, ma a rubare non ci
andava. Onesto era e non c’era nulla da
fare, andava fino al ponte e stava a
vedere passare l’acqua sotto, tornava a
casa e la trovava svaligiata, in meno di
una settimana l’uomo onesto si trovò
senza un soldo, senza di che mangiare,
con la casa vuota, ma fin qui poco male
perché era colpa sua. Il guaio era che
da questo suo modo di fare ne nasceva
tutto un cambiamento, perché lui si
faceva rubare tutto e intanto non rubava
a nessuno, così c’era sempre qualcuno
che rincasando all’alba trovava la casa
intatta. La casa che avrebbe dovuto
svaligiare lui era intatta, fatto sta che
dopo un po’ quelli che non venivano
derubati si trovarono a essere più ricchi
degli altri e a non voler più rubare e
d’altronde quelli che venivano per rubare
in casa dell’uomo onesto la trovarono
sempre vuota, così diventavano poveri.
Intanto quelli diventati ricchi, presero
l’abitudine anche loro di andare la notte
sul ponte a vedere l’acqua che passava
sotto, questo aumentò lo scompiglio
perché ci furono molti altri che
diventarono ricchi e molti altri che
diventarono poveri. Ora i ricchi videro
che andare la notte sul ponte dopo un
po’
sarebbero
diventati
poveri
pensarono: paghiamo dei poveri che
vadano a rubare per conto nostro. Si
fecero i contratti, furono stabiliti i salari,
le percentuali e naturalmente sempre
ladri erano e cercavano di ingannarsi gli
uni con gli altri, ma come succede i ricchi
diventavano sempre più ricchi e i poveri
sempre più poveri. C’erano dei ricchi
così ricchi da non avere più bisogno di
rubare per continuare a essere ricchi
però
se
smettevano
di
rubare
diventavano poveri perché i poveri li
derubavano, allora pagarono più poveri
dei poveri per diventare la roba dagli altri
poveri e così istituirono la polizia e
costruirono le carceri. In tal modo pochi
anni dopo l’avvenimento dell’uomo
onesto non si parlava più di rubare o di
essere derubati, ma si parlava solo di
ricchi e poveri, eppure erano sempre tutti
ladri, di onesti c’è stato solo quel tale che
era morto subito e di fame”. Con questa
novella di Calvino vi auguro veramente
delle buone cose! Noi adesso ci faremo
seppellire
in
questo
ufficietto
meraviglioso, io e l’ombra di Casaleggio.
Buon anno a tutti!" Beppe Grillo
Giù le mani dall'Ospedale
trivulzio
Il fondo del M5S per le PMI è
ufficialmente attivo!
Minipost
01.01.2015
Minipost
01.01.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Non c’è pace per il Pio
Albergo Trivulzio di Milano, uno degli
ospedali geriatrici più grandi e importanti
del capoluogo. Da qui negli anni
novanta, con l’arresto di Mario Chiesa,
partì lo saga di Tangentopoli. Oggi la
struttura si trova nel pieno di lotte di
spartizione dei partiti che, sia in Comune
che in Regione, hanno evidentemente
individuato nel grandissimo istituto
ospedaliero per anziani un notevole
bacino di voti. Nell’ospedale c’è una
situazione esasperata e un clima di
tensione tra i vertici e i lavoratori perché
in questi anni sono stati fatti numerosi
tagli alla parte sanitaria e non a quella
amministrativa che viene incrementata
continuamente con l’assunzione di figure
dirigenziali e consulenziali di dubbia
utilità,
penalizzando
ulteriormente
l’assistenza al malato. Quello che più ci
spaventa è l’intenzione di procedere ad
una fusione con l’ istituto per anziani
Golgi Redaelli. Quando si accorpano due
grandi strutture si accentrano anche i
poteri e i capitali, e la posta in gioco si fa
più appetibile se gestita da meno
persone: le fette di torta diventano
inevitabilmente più grandi. Il Movimento
5 Stelle è contrario a ogni operazione
che possa mettere a rischio la cura dei
pazienti in una struttura che rimane un
punto di rifermento per i milanesi. Per
questo
chiederemo
in
Regione
l’istituzione
di
una
commissione
d’inchiesta: faremo il possibile per
ostacolare e scacciare gli avvoltoi che, in
giacca e cravatta, in Comune e a
Palazzo Lombardia, giocano con la pelle
dei cittadini per assicurarsi un bacino di
voti in vista della prossima campagna
elettorale per la guida di Milano." Dario
Violi e Stefano Buffagni, Consiglieri M5S
Lombardia - leggi il post integrale
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "INIZIAMO L'ANNO CON
UNA BUONA NOTIZIA! Questo è uno
dei momenti dell'anno in cui abbiamo più
speranza e fiducia nel futuro. Ma è
anche vero che i problemi dell'anno
precedente non sono spariti come per
magia. Vorrei iniziare questo 2015
dandovi una buona notizia: dopo un
anno di lavoro, anche l'ultimo ostacolo è
stato superato, è stato ufficialmente
attivato il fondo del Movimento 5 Stelle
per il Microcredito a giovani disoccupati
e famiglie in difficoltà. È il fondo che io e
i miei colleghi parlamentari M5S,
abbiamo costruito tagliandoci metà dello
stipendio e gli altri rimborsi spese. Non
so se sia un piccolo o un grande risultato
politico. So solo che dai prossimi giorni
tanti giovani disoccupati italiani potranno
accedere agli oltre 10 milioni di euro che
il Movimento 5 Stelle ha depositato su un
fondo ad hoc, compilando un semplice
modulo. Dai nostri scontrini nasceranno
nel 2015 oltre 100 nuove imprese per
ragazzi senza lavoro e inoltre famiglie in
difficoltà e persone diversamente abili
potranno ricevere microcrediti. Non so
dirvi quanti posti di lavoro produrremo
tutti insieme, perché 100 imprese aperte
sono solo il punto di partenza, mentre il
numero di persone che potranno trovare
un lavoro è incalcolabile. Siamo felici,
quest'anno potremo incontrare in tutta
Italia i primi giovani ad aver aperto
un'azienda grazie agli stipendi dei
"politici". Questo è il risultato di due forze
che si incontrano: il Movimento 5 Stelle
che si taglia lo stipendio e le persone
che si metteranno in gioco cogliendo
questa possibilità per ripartire.Buon anno
a tutti!" Luigi Di Maio
9
Don Ciotti appoggia il
reddito di cittadinanza
#MiseriaLadra
per uscire dall’euro 2. Domande
Frequenti sull’euro) - fai conoscere a
tutti i tuoi contatti questo nuovo sito sul
referendum
http://www.beppegrillo.it/fuoridalleuro
Mussolini ha la tessera pd
Minipost
02.01.2015
Politica
01.01.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Mussolini iscritto al pd. le
tessere false sono piu' di quelle vere
(senza contare quelle fatte ai rom). Una
burla. O forse no. Semplicemente la
dimostrazione pratica di come il Pd sia
un colabrodo. Altro che regole ferree.
Altro che controlli minuziosi e capillari.
Altro che trasparenza. Per iscriversi al
Pd basta una carta di credito, un pc e un
po’ di tempo a disposizione. Possono
farlo tutti. Anche Benito Mussolini.
Lo
ha provato il giornalista del Giornale,
Andrea Cuomo che ha iscritto, appunto,
il Duce, al Pd nazionale. Sezione di
Predappio,
ovviamente.
Obiettivo:
dimostrare che in pochi minuti è
possibile iscrivere chiunque al partito del
Nazareno. In cambio una bella tessera
firmata Matteo Renzi. Si sa, la fame di
iscritti nei partiti in questo momento è
tanta. C’è un calo di consenso
generalizzato. Una fuga di massa. E
dunque si può anche chiudere un occhio
- o forse tutti e due - per allargare la
base elettorale. E, infatti, l’esperimento
del Giornale sta proprio in questo:
dimostrare che, di fatto, si può truccare
la partita. Con qualunque nome. Perfino
quello piuttosto noto dell’uomo del
Ventennio. Al quale il sistema online del
Partito Democratico, dopo aver chiesto
la data di nascita - 29 luglio 1883 - e
corretto "astutamente” l’anno portandolo
al 1983 - ha assegnato la tessera Pd
numero 999820141560517. Con una
mail di benvenuto: "Gentile Benito
Mussolini, questa mail ti viene inviata a
seguito del completamento del tuo
tesseramento
online
al
Partito
Democratico"." segnalazione di Patty
Ghera, Firenze
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); La povertà deve diventare
illegale
"Caro Luigi Di Maio, rispondo molto
volentieri all'invito che ha voluto
rivolgermi e lo faccio in maniera
semplice e diretta: Libera chiede con
forza al Parlamento di approvare quanto
prima l'introduzione del reddito di
cittadinanza. E' una proposta che non a
caso abbiamo inserito al primo posto del
Manifesto conclusivo di Contromafie,
perché
criminalità
organizzata
e
corruzione si sconfiggono davvero solo
affermando diritti e dignità delle persone.
Dal 2008 ad oggi tutti i dati che misurano
povertà,
esclusione
sociale,
disoccupazione
e
precarietà
denunciando una situazione che si è
andata aggravando, sino a coinvolgere
un terso degli italiani. Ogni anno, come
lei ben sa, è sempre peggio. Il rapporto
Istat 2013 denuncia come siano più di 10
milioni di italiani/e costretti a vivere con
506 euro al mese e 6 milioni quelli in
povertà assoluta. Le mafie, invece,
continuano a crescere e oggi, proprio
approfittando della crisi economica, sono
più forti di prima. Per queste ragioni
Libera e Gruppo Abele, insieme a
migliaia di realtà del sociale e del
volontariato, hanno la nciato nel 2013 la
campagna "Miseria ladra", per rendere
illegale la povertà e affermare come
diritti quello che mafiosi e corrotti
vendono come favori. Il primo di questi
diritti è il lavoro ma chi è in difficoltà, lo
ha perso o non riesce a trovarlo va
garantito, certo a condizioni precise
perché non sia vuoto assistenzialismo, il
diritto a un reddito minimo per una vita
dignitosa. Solo Italia, Bulgaria e Grecia
non hanno ancora adottato questa
misura, nonostante il Parlamento
europeo il 20 ottobre del 2010 abbia
raccomandato di lavorare in questa
direzione. Anche per questo siamo
disponibili da subito a dare il nostro
contributo a tutte quelle forze politiche
che, come sta facendo il MoVimento 5
Stelle, sostengono questa riforma di
civiltà. Auguri, Buon Anno da Libera e
Gruppo Abele" Don Ciotti Scarica qui il
testo della proposta di legge del M5S:
PROPOSTA DI LEGGE PER IL
REDDITO DI CITTADINANZA Cerca il
banchetto per firmare contro l'euro più
vicino a te cliccando su questa mappa:
PS: Il tuo contributo per il referendum
sull'uscita dall'euro è importante: organizza il tuo banchetto e segnalalo su
questa mappa (che sarà in continuo
aggiornamento) - scarica, stampa e
diffondi i volantini informativi (1. Motivi
10
Il colpo di Stato della CIA in
#Ucraina, di Oliver Stone
Informazione
02.01.2015
verità verrà finalmente fuori in Occidente,
mi auguro in tempo per fermare
un'ulteriore follia. Per una comprensione
più ampia, si veda l'analisi di Pepe
Escobar "Un nuovo arco di instabilità in
Europa" che indica la crescente
instabilità nel 2015, in quanto gli Stati
Uniti non possono tollerare l'idea di una
qualsiasi entità economica rivale. Si
rimanda anche alla decima puntata de
"La Storia mai raccontata", dove
discutiamo i danni degli imperi coloniali
del passato, che non hanno permesso la
nascita di paesi economicamente
competitivi." Oliver Stone
Il #CorriereDellaServa
Informazione
02.01.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); I veri numeri del discorso di
fine anno di Beppe Grillo Secondo il
Corriere della Sera il discorso di fine
anno di Beppe Grillo sarebbe stato visto
da "alcune migliaia" di persone e
avrebbe fatto appena un migliaio di
condivisioni su Facebook. Il corriere cita
il dato del video su Youtube, che
diversamente da quello del 2013 è stato
pubblicato il pomeriggio del primo
gennaio, quando tantissimi ormai
avevano visto il video. Il video (per
evitare problemi dovuti all'eccesso di
traffico come l'anno scorso) è andato in
diretta su una pagina ad hoc
http://bep.pe/DiscorsoFineAnno
alle
20.30, sulla stessa pagina è poi andata
in onda la replica del discorso, linkata dal
post del blog, che ha totalizzato ad ora
oltre 700.000 visualizzazioni dal 31
dicembre. E' stato poi pubblicato il video
alle 23, quando il traffico era calato, che
conta adesso 102.000 visualizzazioni.
Solo sulla pagina Facebook di Beppe
Grillo sono stati pubblicati 6 video, 5
estratti e l'integrale. Questi 6 video
hanno raggiunto 5 milioni di persone e
generato, cumulati, più di un milione di
visualizzazioni, circa 50.000 mi piace,
più di 20.000 condivisioni e oltre 2.000
commenti. Senza contare tutte le
persone che hanno scaricato e ricaricato
il video sui loro profili facebook per
condividere il discorso con i loro amici.
L'hashtag collegato all'evento dal 30
dicembre fino al 1 gennaio per tre giorni
è stato in cima ai trending topic di
Twitter. I giornalisti del Corriere possono
controllare a mano quanti sono stati i
tweet: #ioguardobeppe Il video e i
contenuti del discorso hanno raggiunto
milioni di italiani in Rete. Il Corriere ha
visto dimezzare il traffico (poi gonfiato
tramite l'acquisto di clic fasulli) per
articoli farlocchi come questo scritti da
giornalisti (?) che non hanno alcuna
competenza per scrivere di argomenti
riguardanti il web e le nuove tecnologie.
Cerca il banchetto per firmare contro
l'euro più vicino a te cliccando su questa
mappa:
PS: Il tuo contributo per il
referendum
sull'uscita
dall'euro
è
importante: - organizza il tuo banchetto e
segnalalo su questa mappa (che sarà in
continuo aggiornamento) - scarica,
stampa e diffondi i volantini informativi
(1. Motivi per uscire dall’euro 2.
Domande Frequenti sull’euro)
- fai
conoscere a tutti i tuoi contatti questo
nuovo
sito
sul
referendum
http://www.beppegrillo.it/fuoridalleuro
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); });
"Ho intervistato Viktor
Yanukovych per quattro ore a Mosca per
un nuovo documentario in lingua inglese
prodotto da ucraini. E' stato il legittimo
presidente dell'Ucraina fino a quando
improvvisamente è stato rimosso il 22
febbraio di quest'anno. Racconterò i
dettagli nel documentario, ma sembra
chiaro che i cosiddetti "tiratori" che
hanno ucciso 14 uomini della polizia, ne
hanno feriti circa 85 e hanno assassinato
45 civili che protestavano, erano
provocatori infiltrati dall'estero. Molti
testimoni, tra cui Yanukovich e funzionari
di polizia, credono che questi individui
stranieri siano stati introdotti da gruppi
filo-occidentali con lo zampino della CIA.
Ricordate il cambio di regime/colpo di
stato del 2002, quando Chavez è stato
temporaneamente estromesso, dopo che
manifestanti pro- e anti-Chavez erano
stati colpiti da misteriosi cecchini
nascosti
in
palazzine
di
uffici?
Assomiglia anche alla tecnica usata
all'inizio di quest'anno in Venezuela
quando il governo legalmente eletto di
Maduro è stato quasi rovesciato con
l'uso di violenza mirata contro i
manifestanti anti-Maduro. Basta creare
un bel po' di caos, come ha fatto la CIA
in Iran nel '53, in Cile nel '73 e in
innumerevoli altri colpi di stato e il
governo legittimo può essere rovesciato.
E' la tecnica del soft power americano
noto come "Regime Change 101". In
questo caso il "massacro del Maidan" è
stato descritto dai media occidentali
come il risultato dell'instabile, brutale
governo
filorusso
di
Yanukovich.
Bisogna ricordare che Yanukovich il 21
febbraio fece un accordo con i partiti di
opposizione e tre ministri degli esteri
dell'UE - che volevano sbarazzarsi di lui
andando a elezioni anticipate. Il giorno
dopo il patto era già senza più valore,
quando gruppi radicali neonazisti armati
fino ai denti costrinsero Yanukovych a
fuggire dal paese dopo ripetuti tentativi di
assassinio. Il giorno successivo è stato
varato
un
nuovo
governo
filo-occidentale,
immediatamente
riconosciuto dagli Stati Uniti (come nel
golpe contro Chavez 2002). Una storia
sporca in tutto e per tutto, ma nel tragico
seguito di questo colpo di stato,
l'Occidente ha raccontato la versione
dominante, quella della "Russia in
Crimea". Mentre la vera versione è "gli
USA in Ucraina". La verità non va in
onda in Occidente. Si tratta di una
manipolazione surreale della storia che
si sta verificando ancora una volta ,
come durante la campagna elettorale di
Bush pre-Iraq, quella delle armi di
distruzione di massa. Ma credo che la
11
La Grecia corre al bancomat
Minipost
03.01.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "La Grecia potrebbe saltare.
E i cittadini corrono ai bancomat per
prelevare i loro risparmi e metterli al
sicuro sotto il materasso. Paura di un
effetto Cipro? A quanto pare... I numeri
di dicembre sono sconcertanti. I cittadini
ellenici hanno ritirato dai propri conti
correnti ben 2,5 miliardi di euro. E'
l'effetto lampante che c'è un timore
diffuso rispetto alle elezioni anticipate e
all'instabilità che queste potranno
portare. I greci, insomma, temono che
presto possa verificarsi una scarsezza di
contante con una nuova crisi di liquidità.
C'è da aggiungere che ad allarmare il
Paese ci aveva pensato - prima delle
feste - Ioannis Stournaras, governatore
della Banca di Grecia, il quale senza
mezze misure aveva parlato di contante
nelle casse dello stato solo fino al
prossimo febbraio. I greci hanno reagito
prendendo d'assalto i bancomat. La
Grecia è una bomba a orologeria. Tic
tac, tic tac...". Poldo
12