NORME ED INFORMAZIONI CO - UOC Fisica Medica e Sanitaria

UNIVERSITA’ DI ROMA “LA SAPIENZA” - AZIENDA POLICLINICO UMBERTO I
U.O.C. FISICA MEDICA
e SANITARIA
FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEGLI OPERATORI
SULL’USO DEGLI APPARECCHI RADIOLOGICI IN CAMERA
OPERATORIA
Norme di Radioprotezione degli operatori e del paziente
Radioscopia e radiologia
1. Il pericolo di esposizione alle radiazioni ionizzanti sussiste solo a
generatore acceso.
2. Durante l’erogazione raggi disporsi al riparo delle barriere mobili,
ove presenti, o nella posizione più lontana possibile dal paziente.
3. Durante l’erogazione raggi tutto il personale la cui presenza non è
indispensabile deve uscire dalla sala.
4. Durante l’erogazione raggi, il personale la cui presenza in sala è
indispensabile per le specifiche attività svolte sul paziente, deve
utilizzare i dispositivi di protezione individuale disponibili.
5. Se prescritti, assicurarsi di indossare i dosimetri personali
secondo le modalità indicate nelle norme di radioprotezione
(dosimetro a badge ad altezza torace o vita sotto la protezione
antix, dosimetro a bracciale – se fornito – al polso )
6. Se il fascio primario incide in prossimità delle gonadi del paziente
utilizzare una protezione antix per schermarne gli organi
riproduttivi.
7. Utilizzare lo stop di immagine ogni qualvolta sia possibile.
8. Utilizzare sempre il dispositivo di controllo automatico della
luminosità
9. Favorire sempre, qualora le esigenze cliniche lo consentano,
l’apparecchio nella configurazione “tubo radiologico in basso,
amplificatore di brillanza in alto”.
UNIVERSITA’ DI ROMA “LA SAPIENZA” - AZIENDA POLICLINICO UMBERTO I
U.O.C. FISICA MEDICA
e SANITARIA
Generalità
I raggi X utilizzati come ausilio alla diagnostica medica consentono di ottenere non solo immagini
statiche (grafia), ma anche di valutare l’evoluzione dinamica del mezzo di contrasto introdotto nel
corpo del paziente oppure di guidare il medico durante interventi chirurgici o procedure
endoscopiche.
L’introduzione di speciali apparecchiature, gli intensificatori di brillanza (I.B.), ha permesso di
ridurre drasticamente l'intensità del fascio incidente e di conseguenza la dose al paziente e agli
operatori.
Le apparecchiature dotate di I.B. mobili (collocate normalmente presso le camere operatorie, le
sale gessi, etc.) sono costituite normalmente da I.B. ad arco e vengono utilizzate diffusamente in
queste applicazioni:
• Traumatologia, Chirurgia generale
• Impianti di pace-maker, studi elettrofisiologici,
• Angiografie ed embolizzazioni
Misure di prevenzione e protezione
La rilevanza e l’entità dei dispostitivi e delle norme operative di radioprotezione sono fortemente
legate al tipo di procedura considerata.
Mentre nelle procedure speciali, che di solito utilizzano apparecchiature fisse, la radioprotezione
viene assicurata soprattutto dalla presenza di idonee schermature, nelle applicazioni in ambito
chirurgico essa si realizza attraverso la limitazione delle esposizioni, il fattore distanza e, se del
caso, mediante le protezioni individuali
Nelle sale in cui sono collocate le apparecchiature;
Nelle procedure chirurgiche e/o ortopediche, in cui si utilizzano intensificatori di brillanza ad arco,
le pareti perimetrali della sala operatoria sono di norma sufficienti a schermare adeguatamente i
campi di radiazione. Le sale non sono normalmente classificate, mentre viene associata
all’impianto radiogeno una zona sorvegliata o controllata, indicate dalla apposita segnaletica, di
raggio pari a circa 1.5 – 2 metri centrata nell’asse fascio durante l’erogazione .
Lo stazionamento in sala durante l’erogazione raggi deve essere comunque limitato al personale
strettamente indispensabile e per il tempo strettamente necessario.
Nel caso in cui il personale abbia la assoluta necessità di restare in prossimità della fonte
radiogena, la sua protezione deve essere assicurata tramite l'utilizzo di dispositivi di protezione
individuale: camici piombiferi, guanti.
Sulla base del tipo di attività svolta e dall’entità del rischio può o meno essere prescritto l’uso dei
dosimetri personali e possono inoltre essere prescritti dosimetri per la valutazione della dose
assorbita dalle estremità e dal cristallino.
Alcuni semplici accorgimenti possono per ridurre il rischio radiologico degli operatori:
1. l’utilizzo dello stop di immagine di cui sono dotati gli intensificatori di brillanza consente di
ridurre sensibilmente la durata dell’erogazione raggi e conseguentemente la dose assorbita
dagli operatori;
2. l’utilizzo del sistema di controllo automatico della luminosità, oltre ad ottimizzare l’immagine
radiologica, riduce la dose al paziente e agli operatori;
3. l’utilizzo dell’apparecchiatura nella configurazione “tubo radiologico in basso I.B. in alto” tutte le
volte che sia possibile, riduce di tre volte la dose assorbita dagli operatori e rende impossibile
l’esposizione delle estremità al fascio diretto.
Protezione del Paziente
1. limitazione del tempo di scopia allo stretto necessario,
2. uso di grembiulini protettivi in piombo per schermare in particolare gli organi riproduttivi quando
il fascio primario sia orientato in prossimità delle gonadi
3. mai deve essere usare la scopia per la centratura degli esami di grafia.