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“L'uomo che non fu mai”
Operazione Mincemeat
ovvero il macabro inganno dei Servizi Segreti inglesi sul falso
sbarco in Grecia
ovvero l'utilizzo del corpo del povero Michael Glyndwr per
creare dal nulla il maggiore William Martin
Introduzione
– lo spionaggio
Noi abbiamo sempre spiato fin dall'origine della nostra specie.
Usciti dalla Great Rift Valley come tutte le altre specie umane, guardavamo e imitavamo le abitudini
alimentari e produttive dei Neanderthal e dei Denisoviani, come producevano il bifaccia, gli strumenti
di caccia, la cottura del cibo, la costruzione dei rifugi, le tecniche di sopravvivenza, le loro migrazioni,
cercando e spiando i loro lati deboli. Spie erano pure gli esploratori che i gruppi umani sapiens
sapiens inviavano nei territori sconosciuti durante il processo di “radiazione adattativa” che ci ha
consentito di occupare tutto il pianeta.
Poi, una volta che ci siamo liberati di questi concorrenti e abbiamo sviluppato le organizzazioni sociali,
le culture, le città stato, il linguaggio scritto, l'agricoltura, e siamo divenuti numerosi e concorrenti tra
noi medesimi, lo spionaggio è divenuto inevitabile e ben organizzato.
Lo spionaggio è l'attività volta ad ottenere segreti da rivali o nemici per avere vantaggi economici,
militari, politici.
La spia è il soggetto che mette in essere tali attività.
Accanto alle spie vere e proprie esistono altre categorie che progettano e adottano tecniche di
sabotaggio, disinformazione, creazione di disordini, depistaggi, omicidi mirati,sommosse.
Per fare alcuni esempi, già nel 4000 a.C. i Sumeri disponevano di un servizio informativo nelle loro
città-stato; i Fenici avevano una vasta rete di spie militari sotto la copertura di mercanti in tutto il
Mediterraneo; i Romani avevano potenti servizi segreti; Giulio Cesare per primo uso' la crittografia
durante le Guerre Puniche, il Giappone feudale utilizzava i ninja come informatori.
Il creatore dei moderni servizi di spionaggio è stato il tedesco Wilhelm Stieber che nel XIX secolo
organizzo' vaste reti di agenti in tutto il mondo subordinati ad un organo centrale; su questo esempio
organizzativo e verticalizzato sorsero poi le centrali di spionaggio-controspionaggio in tutti gli Stati
moderni. Una delle spie più famose ed efficienti fu Richard Sorge, al servizio di Stalin, che
permise ai sovietici, una volta che ebbe svelato i piani militari giapponesi, di spostare le truppe
siberiane sul fronte occidentale sconfiggendo cosi' l'invasore tedesco.
Durante la 2a G.M. i Servizi Segreti tedeschi Abwehr furono diretti dall'amm.Wilhelm Canaris
(poi giustiziato ferocemente per tradimento - foto sin.) mentre il Naval Intelligence inglese
ebbe come direttore l'amm.Sir John Henry Godfrey (foto destra). Li ritroviamo qui di seguito.
1
I
CAPITOLO PRIMO
Il ritrovamento del corpo
Il 30 aprile 1943 in Spagna, al largo dell'Andalusia, a Huelva, il giovane e poverissimo pescatore di
sardine Josè Antonio Rey Maria dalla sua piccola barca avvista un cadavere alla deriva tenuto a galla
dal giobbotto salvagente. Il corpo indossa un' uniforme, legata all'uomo con una catenella c'è una
valigetta. Il corpo è decomposto ed emana un odore insopportabile ma viene trascinato a riva e i
pescatori avvisano la guarnigione che tutti i giorni compie inutilmente le manovre sulla spiaggia. Josè
Maria subito rimette la sua barca in acqua alla ricerca delle sardine, completamente ignaro della
sequenza di eventi che ha appena scatenato.
La guerra è al suo quarto anno ma non ha sfiorato la Spagna che è comunque connivente, assieme
con il Portogallo, con l'Asse Germania-Italia; il Governo spagnolo è debitore verso i nazi-fascisti per i
consistenti aiuti ricevuti durante la devastante guerra civile, ma il milione di morti impedisce a Franco
di intervenire al fianco dell'Asse, si limita a inviare in Russia la”divisione azzurra” composta da 45.000
volontari dei quali 5.000 non tornano.
Solo alcuni rottami, l'eco di cannonate, chiazze di petrolio, relitti sono gli unici segnali delle battaglie
combattute lontane sopra e sotto i mari.
L'uomo che giace sulla sabbia di Huelva - Punta Umbria è un ingegnoso inganno ordito dai britannici,
il cadavere del militare ha compiuto un lungo viaggio, partito da Londra è passato per la Scozia per
finire in Spagna.
I servizi segreti inglesi
le “menti a cavatappo” - “il memoriale del pescatore di trote”
La sezione 17M nella angusta stanza 13 dell'Ammiragliato inglese è il punto di smistamento di segreti,
delazioni, movimenti di truppe, spionaggio, enigmi, seduzioni, trucchi e malafede: servono a
proteggere la verità, una sorta di “guardia del corpo composta di menzogne”.
Questi combattenti non sembrano quello che sono, sono menti scaltre e spesso bizzarre.
L'amm.Godfrey è il direttore del Servizio Segreto Navale, già nel 1939 indica nel suo memorandum
che ingannare il nemico è “come andare a pesca di trote” E' un uomo concreto,irascibile ma
infaticabile, poi diventerà il modello ispiratore di “M” nelle storie di 007 scritte da Jan
Fleming. Infatti il cpt. di corvetta Jan Fleming è il suo assistente, una mente capace di
generare piani ingegnosi, spesso molto fantasiosi, compendiati da pensieri divergenti
anche “riprovevoli”
Tra questi, sempre nel “memorandum della trota” scritto praticamente da Fleming, vi è
anche l'idea di lasciare in mare un cadavere vestito da aviatore con addosso dei
dispacci forvianti, una proposta “non molto carina” copiata da un romanzo di Basil Thomson, capo
della polizia negli anni '20 poi divenuto scrittore di romanzi polizieschi e di spionaggio.
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Nel settembre '42 accade un incidente allarmante, un idrovolante Catalina della RAF precipita sulla
costa spagnola al largo di Cadice: a bordo vi sono informazioni segrete sull'offensiva in Nord Africa.
I corpi degli aviatori vengono recuperati dalle autorità spagnole, alcuni documenti vengono intercettati
e trasmessi ai tedeschi, che pero' sospettosi non danno grande importanza alle notizie.
La conclusione fondamentale dell'evento è che gli spagnoli, ben poco neutrali, avrebbero sicuramente
passato in questi casi tutte le informazioni all'Asse che ha molte spie residenti in Spagna.
L'incidente rimane ben impresso nella mente del 25enne cpt. della RAF Charles Cholmondeley (foto),
un uomo molto alto con potenti baffi all'insu,' spessi occhiali da miope, collezionista di farfalle.
E' un soggetto cortese e riservato un po' goffo ma con un cervello capace di
produrre idee fantasiose, semplici e brillanti.
Dopo il naufragio dell'idrovolante il cpt. Cholmondeley presenta al XX Comitato
Segreto composto dal Security Service MI5 e dal Secret Service MI6 un piano
analogo “volto al fine di far arrivare al nemico via mare dei documenti di natura
segreta” con l'utilizzo di un cadavere vestito con la divisa militare, una ennesima
versione del “cavallo di Troia”.Il costo del corpo “è di sole 10 sterline, si puo'
procurare in uno degli ospedali di Londra, un prezzo ragionevole visti i tempi di guerra !”.
Il piano viene approvato e dal momento che il cadavere sarebbe abbandonato in mare l'operazione
diviene di competenza della Marina; cosi' il rappresentante del Servizio Segreto Navale, il cpt. di
corvetta Ewen Montagu (foto) viene incaricato di assistere Cholmondeley al fine di
rendere operativo il progetto. E' una scelta felice, Montagu è sardonico, persuasivo,
brillante, possiede ottime doti organizzative, è il rampollo di ricchissimi banchieri
ebrei, ha frequentato Cambridge ed è un legale molto abile e conosciuto; richiamato
in Marina nella riserva a 38 anni non è in servizio attivo.
L'amm. Godfrey l'ha scelto personalmente.
Per uno strano scherzo del destino adesso lavorano insieme nella stanza 13
Montagu brillante avvocato e Cholmondeley uomo imprevedibile ricco di idee, due
caratteri poco compatibili ma che divengono la coppia piu' significativa nella storia moderna dei
depistaggi.
Sono le “menti a cavatappo” tanto care all' amm. Godfrey.
A loro viene assegnato un'altro eccentrico personaggio destinato ad apparire nell'immaginario
collettivo scritto da Jan Fleming, Charles Fraser-Smith distaccato dalla sezione “Q”: è il progettista e
fornitore agli agenti segreti di equipaggiamenti come armi mimetizzate, esplosivi, microcamere, lacci
da strangolamento.
Il gruppo si amplia velocemente fino a comprendere 14 persone, a “zio John”, come viene
soprannominato l'ammiraglio che ha un carattere per niente affettuoso, si aggiunge “zietta” Joan
Saunders molto dotata per la catalogazione, poi un autista, due mediatori di borsa, un agente
assicurativo, 4 segretarie e altri.
La stanza 13 è molto piccola, ingombra di schedari, cassaforti, tavoli, l'aria è stantia senza
illuminazione naturale; forzatamente non esistono segreti tra le persone che sono, a detta
dell'ammiraglio “un gruppo geniale determinato a vincere la guerra”.
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Il progetto “non molto carino” esiste ed è stato approvato dal XX Comitato
Segreto, ora si tratta di avere una importante occasione per metterlo in atto.
(foto di gruppo pubblicata dopo la guerra).
CAPITOLO SECONDO
Operazione “Husky” - la reale invasione della Sicilia
La Sicilia è il punto piu' razionale e logico dal quale assestare il colpo nel continente, quello che
Churchill definisce il “ventre molle” dell'Asse. L'importante è liberare il passaggio attraverso il
Mediterraneo, ormai l'invincibile Afrikakorps di Rommel è sconfitta, Marocco e Tunisia sono in mano
agli Alleati, probabilmente l'invasione farebbe uscire dal conflitto l'Italia liberando la strada verso nord
e spezzando l'Asse.
Durante la Conferenza di Casablanca nel gennaio 1943 Roosvelt e Churchill
hanno dato il loro consenso all'operazione “Husky”.
Certamente se l'Asse di fosse accorta dei raggruppamenti di aerei, navi, soldati
per lo sbarco sull'isola italiana avrebbe velocemente – specialmente i tedeschi
molto abili nella logistica – rinforzato le difese utilizzando le risorse dislocate
nella Francia meridionale; i piani di depistaggio globali messi in atto contano
molto sui timori e sulle convinzioni (ormai spesso errate) di Hitler sulla
debolezza dei Balcani e del fronte sud della Francia condiviso dal suo ammaestrato Stato Maggiore.
La ricerca del cadavere adatto al piano
Paradossalmente non si rivela facile attuare il piano di Cholmondeley e di Montagu di reperire il
cadavere fresco di un uomo in età militare senza lesioni e senza parenti. C'è la guerra, i morti
disponibili sono tanti, anche per suicidio, ma il corpo deve essere integro e a prova di autopsia.
Montagu si rivolge al primo patologo britannico Sir Bernard Spilsbury che ha passato tutta la vita
respirando la morte e le sue cause; Sir Bernard ha 66 anni, è fisicamente rovinato dai suoi
esperimenti, la sua fama internazionale di anatomo-patologo lo ha reso arrogante e scontroso ma ha
già lavorato con i Servizi Segreti e collabora senza esitazioni. Insieme si recano dal coroner
dell'ospedale di St.Pancras, Bentley Purchase, che con malizioso umorismo si è occupato di
centinaia di decessi improvvisi. Durante l'incontro nell'obitorio di St.Pancras vengono precisate le
caratteristiche del corpo da utilizzare e Purchase si mette a disposizione in attesa di un candidato
idoneo “non volontario”.
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Glyndwr Michael – l'uomo che è veramente esistito
Operazione “Mincemeat” (carne trita)
Il 4 gennaio 1909 nasce Glyndwr Michael ad Aberbargoed, un povero paese minerario nel Galles
ricco solo di carbone. Probabilmente Glyn eredita la sifilide congenita dal padre minatore che poi non
è più in grado di lavorare, in seguito la famiglia numerosa vive della beneficienza dello Stato.
Glyn assiste alla malattia e poi alla morte prematura del padre; con la Grande Depressione la
situazione economica della famiglia diviene grave, muore anche la madre e Glyn scompare dal suo
paese. Le sue condizioni fisiche e mentali lo hanno esentato dal servizio militare, ormai la Gran
Bretagna è in guerra e nessuno si occcupa di un soggetto senza beni, senza domicilio e forse malato
di mente.
Glyn viene ritrovato moribondo in un magazzino a Londra e portato all'ospedale di St.Pancras in
preda a una grave intossicazione da sostanze chimiche; viene dichiarato morto il 28 febbraio 1943. I
sintomi sono di avvelenamento da “battle's vermin killer” una pasta contenente fosforo con cui si
avvelenano le trappole per topi composte da cibi avariati, E' una terribile agonia che dura due giorni
cui sopravviene la morte per collasso. Forse il reietto Glyn si è avvelenato consapevolmente o forse
ha ingerito il cibo per fame, non si saprà mai.
Il coroner Purchase avverte Montagu e insieme chiedono il parere di Sir Spilsbury che conclude, con
il suo solito tono saccente, che quel cadavere è a prova di autopsia, la finzione della morte per
annegamento puo' ingannare il nemico; il problema è la conservazione a bassa temperatura – ma non
troppo bassa per evitare il congelamento dei tessuti troppo evidente durante l'autopsia – del corpo
che comincia già ad alterarsi.
L'obitorio di St.Pancras ha un frigorifero idoneo a rallentare la decomposizione, ma bisogna fare in
fretta e perfezionare subito tutti i dettagli per dotare il corpo di un nuovo nome, di una nuova identità e
di un passato documentato che siano credibili per il nemico.
Montagu, senza smentire il suo senso dell'umorismo che ormai devia verso il macabro, battezza
finalmente il progetto “Operazione Mincemeat” (carne trita): l'invenzione “non molto carina” ideata da
uno scrittore è diventata una realtà tramutata ancora in una finzione resa operativa dallo Spionaggio.
Le “menti a cavatappo” della stanza 13 si stanno meritando lo stipendio.
Il maggiore William Hynd Norrie Martin – l'uomo che non fu mai
Creare una vera attendibile personalità diventa uno sforzo immaginativo in cui Montagu e
Cholmondeley dedicano estrema attenzione ai particolari conditi di humor inglese come se stessero
scrivendo un romanzo e identificandosi completamente con il protagonista.
Viene scelto il nome del maggiore William Hynd Norrie Martin a sua insaputa, un pilota dell'aviazione
navale distaccato oltremare. William viene provvisto di una carta di identità posdatata, Cholmondeley
acquista personalmente le bretelle, le ghette, gli scarponi e una divisa con tutto l'equipaggiamento
standard che indossa personalmente per farli sembrare usati. La biancheria intima, difficile da
procurare causa i razionamenti poichè nessuno è disposto a cedere un paio di mutande di cotone e
una canottiera, viene sottratta dai cassetti di un defunto emerito storico di Oxford con il consenso del
rettore.
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Emerge lentamente la personalità del mgr. Martin, cattolico-romano, intelligente, scrittore, raffinato ma
spendaccione. Il direttore della Lloyds Bank viene persuaso a scrivere una lettera di sollecito per i
debiti, Montagu scrive una lettera enfatica e pedante del'immaginario padre di Martin che descrive la
situazione della famiglia, poi si aggiungono francobolli, cerini, biglietti dell'autobus, inviti al Cabaret
Club, chiavi, le sigarette piu' usate in Marina, soldi, lettere dell'avvocato con un sollecito sulla
dichiarazione dei redditi del 1941-42.
Insomma tutte le cianfrusaglie che ciascuno di noi porta nelle proprie tasche.
Pero' manca qualcosa nella vita del mgr. Martin: un amore, una fidanzata.
Nel team delle segretarie dette “le sgobbone” viene scelta Jean Leslie,
giovanissima e graziosa, che fornisce una sua (casta) foto in costume da
bagno; il fidanzamento con la inesistente “Pam” viene compendiato dalla
ricevuta di acquisto di un costoso anello di fidanzamento con le loro iniziali e
da lettere d'amore scritte da questa giovane donna esuberante e gentile
incontrata poche settimane prima.... un tipico e travolgente amore di guerra
spesso destinato, come tanti altri, in tragedia o in delusione. Montagu è cosi' ormai ossessionato
dalla creazione fino a identificarsi con William “Bill” Martin, inizia a corteggiare Jean, le scrive delle
lettere firmate “Bill” e le compra dei gioielli, Jean non ne è infastidita ma lusingata, è una bizzarra
situazione in cui finzione e realtà si confondono in maniera incontrollata.
Altri documenti molto piu' importanti vengono inseriti nella valigetta nera che il corpo porterà con sè:
una lettera manoscritta dal generale Nye diretta al generale Sir Harold Alexander che indica nei
dettagli l'assalto in due punti della Grecia e l'inganno del finto sbarco in Sicilia “Operazione Husky”.
Non contento di tutto ciò, Montagu inserisce un'altra lettera di presentazione del mgr. W.Martin –
descritto come un esperto di mezzi da sbarco dei Royal Marines – all'amm.Sir Andrew Cunningham,
Comandante in capo del Mediterraneo, scritta da Lord Luis Mountbatten. Ma la cartella è ancora
troppo vuota, viene aggiunta la bozza di un opuscolo sulla storia dei commandos e una lettera di Lord
Mounbatten al generale Eisenhower con la richiesta di una recensione per la eventuale distribuzione
alla Marina americana.
Manca la fotografia sui documenti: il viso di Glyn è sfigurato e tutti i tentativi di ritrarlo falliscono; dopo
una lunga e ansiosa ricerca di un sosia, finalmente Montagu si ricorda di un ufficiale che aveva
partecipato con lui agli interrogatori di una spia, la somiglianza del ten. Ronnie Reed con Glyn è
impressionante e viene finalmente scattato il ritratto con addosso l'uniforme dei Royal Marines.
Rimane per la Storia l'unica foto ufficiale di un inesistente William Martin dal viso magro e affilato con
un sorrisetto ironico, una malizia stampata nella finzione.
Mentre si perfeziona la personalità di Martin, vengono esaminati i luoghi dove far ritrovare il corpo
sulla costa spagnola: la zona prescelta è quella di Huelva il porto peschereccio dove il fiume Tinto si
tuffa nell'Atlantico. A Huelva – zona fortemente filotedesca – abita Adolf Clauss, una spia tedesca di
famiglia molto ricca, intelligente, falangista da sempre, che gestisce la rete di spie piu' efficiente
della costa. E' una minaccia ben conosciuta dai Servizi Segreti britannici, la rete di Clauss segnala
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all'Abwehr tutti i movimenti delle navi alleate, in fin dei conti la roccaforte di Gibilterra dista solo 80
chilometri.
Viene coinvolto, senza spiegazione dei dettagli, l'idrografo dell'Ammiragliato sulle possibilità della
deriva di un “oggetto” gettato a mare: i venti e le maree lo porteranno a riva ?
I calcoli dell'idrografo confermano il piano.
Ora, scartata l'ipotesi di un devastante lancio del corpo da un aereo, il sommergibile rimane il vettore
piu' adeguato, l'idea è di simulare l'ammaraggio disastroso di un idrovolante Catalina spesso usato
dalla Marina inglese e americana.
Charles Fraser-Smith - “Q” - il sarcofago raffreddato – il pilota da corsa
In un sommergibile un cadavere in decomposizione affretta questo processo a causa dell'ambiente
caldo e umido e non è certamente...la compagnia piu' gradita dai sommergibilisti che già vivono in
condizioni di sovraffollamento difficili da sopportare.
Con l'assistenza di Fraser-Smith, Cholmondely abbozza il progetto del “primo vettore subacqueo di
cadaveri” mai esisitito.E' un contenitore cilindrico lungo 190 cm. con due involucri di acciaio la cui
intercapedine viene riempita di lana di amianto; una estremità è chiusa da un coperchio ermetico poi
vi sono due maniglie per il trasporto. Fraser-Smith ha il compito di realizzare questo “enorme termos”
in grado di passare per il boccaporto di carico dei siluri. Il corpo sarà tenuto a bassa temperatura con
il ghiaccio secco che ritarda la necrosi. Il lato esterno del termos reca la scritta “maneggiare con cura
– strumenti ottici”
Ufficialmente Fraser-Smith – ex missionario – è un normale impiegato presso il Ministero degli
Approvvigionamenti, ma in realtà il suo lavoro consiste nel fornire ad agenti e sabotatori gli
equipaggiamenti per i piani piu' stravaganti, non ultimi quelli concepiti da Jan Fleming,
che prenderà lo spunto della figura del collega per creare il personaggio di “Q” nei suoi
romanzi di James Bond.
Negli anni successivi Fraser-Smith pubblicherà il libro “The
secret war – the Q gadget wizard of WW II” purtroppo non pubblicato in Italia.
La salma di Glyn, dopo tre mesi trascorsi nella cella frigorifera, vien posta su una barella
mortuaria dell'impresa di pompe funebri Leverton&Sons fidata e ben conosciuta dal
coroner di St Pancras. Viene infilato il giubbotto di salvataggio militare Mae West (dal nome della
pettoruta attrice) e la cartella viene legata con una catenella. Non riescono ad infilare gli scarponi sui
piedi congelati allora Montagu procura una stufetta elettrica per scaldare le estremità mentre
Cholmondeley traffica con gli scarponi militari e le ghette. E' una scena macabra degna di un horror
film prodotto dalla Hammer Films famosa negli anni '50 ma finalmente il corpo è completamente
vestito. Poichè si è calcolato che il corpo verrà ritrovato in Spagna dopo il 30 aprile nelle tasche
vengono ancora infilati biglietti del teatro e ricevute di ristoranti datati 23 e 24 del mese.
Glyn viene sigillato nel termos dentro cui aggiungono molti chili di ghiaccio secco.
Il sommergibile Seraph li aspetta all'alba in Scozia distante 600 km, bisogna traversare
velocemente tutta l'Inghilterra e non c'è migliore autista che St John “Jock” Horsfall,
l'autista dell' MI5, uno dei piloti inglesi da corsa piu' famosi; “Jock” è astigmatico e
miope con uno spiccato senso dell'umorismo, guida senza occhiali un furgone Fordson
con motore truccato.
I tre caricano il termos sul furgone e partono di notte a velocità impressionante verso la Scozia
rischiando qualche incidente, si fermano solo per mangiare un panino sulle Higlands all'alba e fare
qualche foto.(foto di “Jock” sul termos).
Il sommergibile Seraph
Il sommergibile Seraph ha passato diversi mesi in Mediterraneo a combattere contro il nemico, poi ha
circumnavigato per la Scozia e ora è alla fonda per manutenzione nell'Holy Loch. Il 30enne capitano
Norman Jewell è un uomo riservato e risoluto, “Bill” come viene chiamato, ha partecipato a scontri
furibondi in Atlantico e in Mediterraneo e ha preso parte a diverse operazioni clandestine, per cui
l'ordine di abbandonare un cadavere vicino alla Spagna non lo turba affatto. Ha anche imbarcato sulla
costa francese in mano ai tedeschi il borioso generale francese Henri Giraud che viveva in
clandestinità con la Resistenza, l'unico alto ufficiale idoneo a conquistare la fiducia delle forze francesi
in Nord Africa. Giraud ha una spiccata antipatia per gli inglesi, cosi' il sommergibile ha battuto la
bandiera a stelle e strisce e l'equipaggio ha cercato di imitare l'accento americano chiacchierando di
cinema made in Hollywood.(ma Giraud non c'è cascato..)
Le istruzioni di Jewell sono di svelare la missione solo agli ufficiali, al resto dell'equipaggio viene detto
che il termos contiene apparecchiature segrete.
Montagu e Cholmondeley danno l'addio al maggiore Martin dopo 3 mesi passati insieme inventando il
personaggio che per loro è diventato un essere vivente, la loro creazione fantastica ha ormai assunto
i connotati della realtà. Montagu tiene per ricordo un remo del gommone in dotazione alla Aviazione
da Marina che è destinato ad essere abbandonato con il corpo per simulare il disastro aereo.
Alle ore 1600 del 19 aprile il Seraph molla gli ormaggi, procedendo di giorno in immersione e di notte
in superficie, evitando incontri o scontri con nemici e amici. Alle ore 3.00 del 30 aprile il sommergibile
è sul punto stabilito, Martin viene estratto dal termos – diffondendo un odore nauseabondo – i soli
ufficiali provvedono a calare in mare il corpo mentre Jewell recita il salmo 39. Il sommergibile è al
limite del galleggiamento e rischia di arenarsi, subito dopo aziona le eliche verso il
mare aperto. Come da istruzioni a 12 miglia dalla costa il termos viene gettato in mare
ma non affonda, anzi, galleggia sfacciatamente mentre la marea lo porta verso riva, si
sta facendo giorno e alcuni pescherecci di sardine sono quasi a vista; gli ufficiali
crivellano di pallottole il contenitore che resiste ancora e poi disperati ricorrono
all'esplosivo. Finalmente il termos esplode fragorosamente e scompare sott'acqua.
Alle 17.15 il ten. Jewell invia questo messaggio all'Ammiragliato “Mincemeat terminata.”
Jewell non svelerà fino al 1991 di aver fatto esplodere con il plastico, contrariamente agli ordini, il
contenitore, ma in fin dei conti lo scoppio puo' aver favorito il progetto dell'incidente dell'idrovolante.
Il funerale del maggiore William Martin
Il corpo di Martin viene caricato su un asino e portato al quartier generale della fanteria. Il
vicenconsole inglese Francis Haselden è parzialmente al corrente dell'inganno e deve preoccuparsi
che la cartella finisca nelle mani delle spie tedesche locali tra cui Adolf Clauss che ne è il principale
coordinatore, ma contemporaneamente, secondo le regole internazionali, deve fare finta di essere
esasperato per la mancata consegna dei documenti personali e della cartella dell'ufficiale morto.
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Solo se i tedeschi penseranno di aver gabbato gli inglesi il piano potrebbe funzionare.
Haselden non è una spia di vocazione, dirige da molti anni una compagnia mineraria e gestisce, visti i
tempi di guerra, una rete che aiuta i prigionieri di guerra in fuga e i piloti alleati abbattuti.
Il magistrato della marina spagnola mette in cassaforte i documenti e la valigetta di Martin.
Haselden assiste all'autopsia di Martin eseguita dal patologo dott. Fernandez che evidenzia solo i
sintomi da annegamento e il degrado dovuto ai giorni in mare; anche se in cuor suo puo' avere dei
dubbi, sottoscrive il referto di morte per annegamento come sperato da Montagu e Cholmondeley. Fa
anche molto caldo e il cadavere emana un odore insopportabile.
Il 2 maggio un gruppo eterogeneo di persone assiste al funerale del maggiore William Hynd Norrie
Martin, vi partecipano alcuni ufficiali spagnoli, una piccola folla di locali curiosi, il magistrato della
marina, un pilota americano abbattuto, Francis Haselden e alcune persone che in quella zona
complottano pro o contro gli Alleati e i tedeschi. Non vi poteva essere migliore scelta del luogo in cui
rilasciare in mare l'inganno del corpo dell'ufficiale dei Royal Marines.
Glyndwr Michael è morto senza famiglia e pianto da nessuno, paradossalmente gli
vengono conferiti gli onori militari per una persona mai esistita, questo povero reietto
ha dato non la sua vita ma la sua morte per l'Inghilterra.
Haselden ha negoziato con l'impresa di pompe funebri una modesta sepoltura di 5a
classe al prezzo di 250 pesetas nella zona piu' economica del cimitero.
Il segreto svelato – l'inganno resiste
La spia Adolf Clauss è sulle spine, per entrare in possesso dei documenti ha corrotto numerosi
funzionari ma la valigetta rimane chiusa nella cassaforte della Marina spagnola. L'andirivieni di
messaggi, pettegolezzi e depistaggi mirati moltiplicano l'interesse dello spionaggio tedesco finchè il
viceconsole inglese Aselden e Adolf Clauss vengono a sapere che i documenti saranno inoltrati prima
a Cadice e poi al Ministero della Marina a Madrid. I documenti e la valigetta sono sigillati ma con
tecniche accurate gli spagnoli riescono ad aprire le buste mantenendo intatti i sigilli, per solo due ore
i contenuti vengono in possesso del capo dell'Abwehr in Spagna che riesce a fotografarli ritornandoli
poi alla Marina spagnola.
Tutte le copie vengono portate personalmente a Berlino dalla spia Karl Erich Kuhlenthal trionfante e
speranzoso di una brillante carriera vantandosi di questo successo.
L' 11 maggio l'ammiraglio Alfonso Arrigo Adam, Capo di Stato Maggiore della Marina spagnola, si
presenta all'ambasciata inglese e consegna la valigetta nera e una busta contenente gli effetti
personali del maggiore Martin: i documenti, anche se abilmente aperti e richiusi, recano le tracce della
contraffazione, “è proprio tutto qui” dice l'ammiraglio e se ne va velocemente.
Alan Hillgard dell'ambasciata invia immediatamente un cablogramma cifrato a Ewen Montagu, Naval
Intelligence Dpt.Whitehall: adesso, dopo giorni di trepidante e nervosa attesa, Montagu e
Cholmondeley sanno che il dado è tratto e che i documenti sono in mano al controspionaggio
tedesco, l' FHW.
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L' FHW (eserciti stranieri occidentali) è il cuore dello spionaggio militare che esamina con teutonica
precisione tutti i dati e le notizie riguardanti il nemico, propone valutazioni a medio e lungo termine sui
piani e sulle risorse nemiche elaborando dei resoconti che vengono spediti periodicamente sia a Hitler
sia al Comando Supremo OKW diretto dal feldmaresciallo Whilhelm Keitel, che ai Comandi in campo;
il capo dell'FHW è il tenente colonnello Alexis barone von Roenne che Hitler stesso ha recentemente
nominato.
Ora tocca a von Roenne essere l'ultimo tassello di tutta questa vicenda un po' macabra fatta di molti
attori che operano alla luce del sole o nell'ombra.
Von Roenne è un aristocratico freddo, meticoloso e pedante che ha la fama dell'infallibilità, le sue
ponderate valutazioni finali dei documenti sono che la Germania ha poche settimane per rinforzare le
coste greche prima dell'attacco e che la Sicilia e la Sardegna non sono il reale obiettivo ma solo un
diversivo. Il colonnello infallibile conclude affermando che gli inglesi non si sono accorti dell'apertura
dei documenti e che pertanto porteranno avanti le operazioni come progettato.
E' comunque singolare che il primo analista del 3° Reich non abbia fiutato l'inganno, infatti non ha
visto nè il corpo nè consultato gli originali delle carte; nello spionaggio certe volte accade che la
parte ingannata venga sedotta dai depistaggi oppure, facendo un'altra ipotesi, von Roenne, che non
perdona ai nazisti le efferatezze di cui si sono macchiati, abbia scientemente favorito l'operazione
inglese. Ormai le sorti della guerra stanno cambiando e come molti ufficiali di carriera spera in una
tregua con l'Occidente per rivolgersi contro gli odiati bolscevichi e salvare cosi' le sorti della
Germania.
In seguito von Roenne (foto) farà arrivare a Hitler le sue stime appositamente
gonfiate sulle forze d'invasione del D-Day e la previsione che lo sbarco non sarà in
Normandia bensi' a Calais. L'alto ufficiale non si farà coinvolgere nell'attentato del
20 luglio 1944 contro Hitler ma a causa dei suoi legami con i complottisti – era
amico del colonnello von Stauffenberg – sarà ferocemente giustiziato per tradimento
nell' ottobre 1944 dopo un processo farsa come tanti altri – si calcola 5.000 persone
- nella brutale repressione ordinata da Hitler e eseguita dalle SS di Himmler.
Il 14 maggio l'umore depresso e vicino all'esaurimento nervoso di massa nella stanza 13, che dura da
due settimane, si trasforma in una esplosione incontrollata di esultanza: i criptoanalisti hanno
intercettato il messaggio del generale Alfred Jodl che fornisce a tutti i comandi i dettagli del piano di
attacco alla Grecia e di quello simulato in Sicilia “proveniente da fonte assolutamente attendibile”.
I pesci hanno abboccato ai “pescatori di trote”.
In un concitato andirivieni internazionale le lettere di Mincemeat stanno facendo il giro di tutti i Servizi
Segreti, partendo dall'ambasciatore tedesco a Madrid e arrivando finalmente sulla scrivania di Adolf
Hitler, il reale destinatario, che rimane inizialmente perplesso poi si decide a tenere una conferenza
militare nella quale sottolinea l'importanza strategica per la vorace macchina di guerra delle materie
prime nei Balcani e della Romania fonte del prezioso petrolio. Infatti Hitler è ossessionato dalla sorte
dei Balcani e della Grecia, il pensiero gli toglie il sonno (o forse la causa sono le massicce dosi di
Vitamultin somministrate dal suo medico dott. Theodor Morell) comunque non informa Mussolini,
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mentre invece è l'ambasciatore italiano a Madrid a informare Berlino del ritrovamento delle lettere, è
una ulteriore indicazione sulla sfiducia reciproca nell'alleanza Roma-Berlino. Si scopre infatti che lo
Stato Maggiore spagnolo ha fatto ulteriori copie dei documenti poi passate agli italiani.
In una collettiva volontà di credere alla opportunità di invertire il corso degli eventi che li stanno
travolgendo, sperando di contrattaccare e respingere in mare gli Alleati, Hitler, Mussolini, Canaris,
Jodl e forse von Roenne sono sempre piu' convinti della attendibilità della imminente invasione dei
Balcani e della Grecia. Hanno un estremo bisogno di una iniezione di fiducia e di un successo da
condividere con le popolazioni soggette ai bombardamenti e con i loro soldati che combattono
strenuamente su ogni fronte, da est a ovest.
Il tocco finale – la lapide – il necrologio
Pur essendo rassicurato da Bentley Purchase, il coroner di St Pancras, che una esumazione illegale
seguita da autopsia non sarebbe ormai piu' significativa, Montagu invia a Hillgarth un messaggio con
l'incarico di porre una lapide massiccia di marmo “di medio costo” sulla tomba di Martin al fine di
scoraggiare manomissioni e anche per dare all'ufficiale deceduto in azione una visibile e credibile
sepoltura sotto gli occhi delle numerose spie. Ecco l'iscrizione sulla lapide:
“William Martin, nato il 2 marzo 1907 morto il 24 aprile 1943 figlio adorato di John Glyndwr Martin e
della defunta Atoma Martin di Cardiff, Galles.
Dulce et decorum est pro patria mori”
Il tocco finale delle esequie è la disposizione che il viceconsole deponga una corona con la scritta
“dal padre e da Pam”, Montagu invia un cablogramma a Haselden con l'incarico di visitare ogni giorno
la tomba non solo per recare fiori ma sopratutto per verificare eventuali esumazioni notturne.
L'iscrizione sulla lapide è costata 900 pesetas, stranamente un protestante giace in un cimitero
cattolico, le fatture vengono inviate in chiaro a Londra, seguono altre lettere forvianti per il nemico
firmate dal padre di Martin e da “Pam” sul ritrovamento e consegna dei documenti personali con la
promessa di una ricompensa di 25 sterline per chi ha affidato quei beni personali in mani sicure.
Nella costruzione di questo inganno globale manca il tassello finale: il necrologio
sul “Globe and Laurel”, il bollettino ufficiale dei Royal Marines. La sezione dei
decessi riceve l'ordine perentorio di inserire il seguente annuncio “capitano
provvisorio con funzioni di maggiore W.Martin R.M.” senza fare domande.
L'annuncio mortuario appare anche sulla pagina del Times contemporaneamente
ad altri due annunci di ufficiali di marina ed è un caso fortunato, riflette Montagu,
che puo' spingere il nemico ad associare queste vittime all' inesistente incidente
aereo davanti alle coste spagnole. Apparire sul Times nei necrologi è un evento
ambito - secondo i gusti britannici - anche se alcune volte sono stati notificati per errore deceduti
personaggi come Ernest Emingway o Mark Twain; in questo caso unico una persona che non è mai
stata viva viene dichiarata morta, un'altra nota condita di humor macabro in questa “storia non molto
carina”.
CAPITOLO TERZO
Lo sbarco in Sicilia – Operazione “Husky”
Il 10 luglio 1943 una immensa flotta di invasione composta da 3000 navi si presenta davanti alle
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coste siciliane, a bordo sono imbarcati 160.000 uomini della VIII Armata britannica comandata da
Montgomery e la VII Armata americana diretta da G.Patton; gli obiettivi sono Gela e il golfo di Noto
con assalti su 26 spiaggie sulla costa sud orientale. I profondi dissensi tra i due comandanti e le
tensioni tra Alleati arrivano finalmente a un accordo tracciato sullo specchio appannato sopra il
lavandino di un bagno pubblico (sic).
Il piano di depistaggio comprende diversi sbarchi di commando sulle coste
greche, una quantità di sagome di finti carri armati e aeroplani in bella vista in
Mediterraneo e sabotaggi attuati dalla Resistenza greca.
Nonostante lo scetticismo e le resistenze del maresciallo Albert Kesserling viene
spostato un consistente numero di soldati in Sardegna mentre le divisioni
tedesche nei Balcani salgono da otto a diciotto e in Grecia aumentano da una a otto.
Kesserling si lamenta con Berlino della perdita di una divisione corazzata e del razionamento di
carburante e di scorte ma ormai la verità è che i Comandi dell'Asse sono così confusi dalla marea di
messaggi e notizie che non comprendono piu' cosa sarebbe accaduto nè quando nè dove.
Quando la flotta si presenta davanti alla Sicilia è troppo tardi per trovare velocemente contromisure,
gli effettivi italiani sono 300.000 uomini male armati e ben poco motivati, le forze tedesche
assommano a 40.000 soldati e una divisione corazzata con 160 carri armati.
Il sommergibile Seraph un'altra volta fa la sua parte rischiosa, emerge a meno di un chilometro da riva
per mettere in mare un nuovo tipo di boa radiofaro che è necessaria ad orientare le navi d'assalto; il
sommergibile rimane in bella vista delle difese costiere per molto tempo, viene preso di mira dai
cannoni poi finalmente si immerge quando le navi da sbarco lo superano.
Lo sbarco influenza nel fronte orientale la piu' grande battaglia di carri armati di tutta la Storia sul
saliente di Kursk in Russia, Hitler interrompe l'attacco per inviare un Panzerkorps in Italia nonostante
le proteste del maresciallo von Manstein, uno dei generali più abili della Seconda Guerra mondiale e
forse di tutto il secolo, uno dei grandi innovatori del Blitzkrieg assieme a H.Guderian e a E.Rommel.
L'invasione si svolge con meno perdite del previsto, i pianificatori avevano calcolato circa 10.000
vittime nella prima settimana che invece si riducono a 1.400 tra feriti e uccisi, solo gli aviosbarchi con
gli alianti provocano molti morti. Gli italiani si arrendono in massa, le difese costiere cedono, le file dei
militari italiani disarmati intralciano il traffico delle truppe tedesche e quelle Alleate, solo i tedeschi
resistono tenacemente.
Come previsto e sperato dagli analisti la vittima più illustre è Benito Mussolini, dopo un mortificante
incontro con Hitler a Feltre, il 25 aprile il Duce viene sfiduciato dal Gran Consiglio e arrestato.
Nella stanza 13 la notizia del buon esito dello sbarco provoca reazioni incontenibili e un immenso
sollievo dopo giorni di estrema tensione, i depistaggi hanno funzionato oltre
ogni aspettativa. Montagu, da buon inglese parsimonioso, riflette che “in fin
dei conti l'Operazione Mincemeat è stata a buon mercato, sulle 200 sterline
compreso il grosso termos, un furgone truccato e il viaggio fino in Scozia”
(foto del furgone durante il viaggio con a bordo il corpo di Glyn).
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Si conclude qui la vicenda tenuta segreta per anni dell'Operazione Mincemeat, ideata da romanzieri
dilettanti che hanno reso credibili eventi improbabili in una guerra che ha sempre delle variabili
impossibili da calcolare, con battaglie combattute dietro le scrivanie e....oltre la tomba.
Mincemeat rivelato al pubblico
Nel dopoguerra Montagu tenta di rivelare l'Operazione Mincemeat ma il War Cabinet Office risponde
seccamente il suo diniego considerati gli effetti nei rapporti con la Spagna e il trafugamento del corpo
senza autorizzazioni; Montagu ha trattenuto per sè una copia del dossier che in origine era in sole tre
copie. I capi del Servizio Segreto per anni sono irremovibili ma l'ex Ministro della Informazione
durante le guerra, Alfred Duff Cooper, forse su segnalazione di Montagu o addirittura di W.Churchill
stesso, pubblica nel 1950 un libro che riporta la vicenda in chiave romanzata come se fosse una pura
invenzione. Il romanzo ha un certo successo, ne vengono vendute 40.000 copie ma ormai il segreto
è svelato, dopo molte resistenze e censure il Joint Intelligence Committee autorizza Montagu a
scrivere il suo resoconto salvo alcuni dettagli da mantenere segreti.
Cholmondeley viene interpellato per condividere la stesura e anche il successo ma l'uomo alto
allampanato e sincermente modesto declina l'offerta con estrema cortesia e si dedica alla caccia di
farfalle in luoghi inaccessibili, la sua passione prima della guerra.
Il libro “L'uomo che non fu mai” scritto con la tipica accuratezza di un avvocato, diventa un
bestseller venduto in tre milioni di copie che viene pubblicato ancora nei nostri giorni,
pero' l'autore nasconde ancora la verità sul reperimento illegale del corpo e sui particolari
di spionaggio ancora secretati.
Gli storici giudicano Mincemeat come il piu' riuscito depistaggio della 2a Guerra Mondiale
e.... anche il più fortunato.
Nel 1956 esce il film “L'uomo che non è mai esistito” tratto dal libro in una produzione
anglo-americana girato in Inghilterra e a Huelva, un film a colori che asseconda la
propaganda post-bellica dei vincitori, abbastanza romanzato per non svelare ancora i
segreti di alcune operazioni.
Il vero nome del morto non viene rivelato fino al 1996 quando uno storico dilettante sfogliando alcuni
fascicoli resi recentemente pubblici, si imbatte nella copia del rapporto ufficiale di Mincemeat,
finalmente per un errore degli archivisti viene alla luce il nome di Glyndwr Michael.
La tomba n. 1886 nel cimitero di Huelva reca adesso una correzione scolpita nel marmo nel 1997 a
cura del governo britannico: “Glyndwr Michael servi' come maggiore William Martin, RN”.
Finalmente un' “idea carina”.
Valter Barretta
13
maggio 2014