G. Soldera - AMCI sez. Torino

17/06/2014
Torino, 14.06.2014
di Gino Soldera psicologo psicoterapeuta e presidente dell’anpep
(www.anpep.it)
Informazione (riviste, articoli, libri, ecc.)
Formazione (giovani, genitori, operatori attraverso
corsi di formazione nei diversi ambiti della vita
prenatale)
Ricerca (su vari temi, in genere applicata ecc.)
Obiettivo: “Sviluppare la consapevolezza delle nuove
generazioni sull’importanza dei nove mesi della
gestazione nella vita dell’uomo e promuovere la
pratica della E.P.”.
Va ricordato che la prima opera di
prevenzione nell’essere umano avviene
nel primo periodo di vita
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Schaffer (2005) riferisce che: “Nelle antiche civiltà del
Giappone e della Cina era consuetudine far coincidere la
nascita con il momento del concepimento: questo perché i 9
mesi della gestazione erano considerati veri e propri
momenti di vita, capaci di lasciare un segno nella storia
individuale.”
0^ Fase della Vita
prenatale
1^ Fase della I° Infanzia
2^° Fase della II° Infanzia
3^ Fase della
Adolescenza
4^ Fase della Giovinezza
5^ Giovane adulto
6^ Adulto maturo
7^ Fase della Anzianità
“La vita prenatale è un periodo fondamentale per lo sviluppo fisico e psichico
del bambino; durante tale periodo egli stabilisce le basi della sua vita e del
suo comportamento futuro.” A. Bertin (1998)
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“La vita è un continuum indivisibile, che pone le radici nel mondo
prenatale, in questo continuum l’individuo rappresenta un’entità in cui la
psiche e il corpo sono sincronicamente legati: l’utero è il primo ambiente
ecologico che qualifica l’inizio dell’esperienza umana” (Freyberg, 2005)
LA FASE PRENATALE
Il periodo della vita prenatale è la fase più importante di tutto il ciclo
della vita, perché da questa dipenderanno tutte le altre.
1) L’individualità (si manifesta nei
corpo, nei tratti, nei comportamenti e
nelle qualità del concepito (Soldera,
1995)
2) Il temperamento (utero,
impregnazione, si forma sotto l’influenza
dominante dell’ereditarietà)
3) Il carattere (imitazione, famiglia, si
forma sotto l’influenza dominante
dell’ambiente)
3) La personalità (esperienza, società,
opera sotto l’influenza dominante
dell’individuo formato)
“I tratti fondamentali del
temperamento, come
l’estroversione, la voracità, la
timidezza, il nervosismo, il modo
più o meno rapido di reagire agli
stimoli, sono già riscontrabili negli
atteggiamenti più ricorrenti
nell’utero.” (Vegetti Finzi, 1994).
II° ADOLESCENZA
PERSONALITA’
I° ADOLESCENZA
II° INFANZIA
CARATTERE
I° INFANZIA
GESTAZIONE
TEMPERAMENTO
CONCEPIMENTO
INDIVIDUALITÀ
Concepimento – INDIVIDUALITA’
3
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Dice Thomas Verny (2004) “Dal momento del
concepimento, l’esperienza intrauterina forgia il
cervello e getta le basi per la personalità, il
temperamento e le capacità di pensiero.”
Identità umana (44+ 2 cromosomi e un
totale di circa 3,2 miliardi di paia di basi di
DNA contenenti all'incirca 20 000–
25 000 geni)
Unicità e individualità (sequenza ALU, per
distingue il Genoma)
Autonomia biologica (Shift metabolico,
energetico)
L’assunzione del piano programma
genomico (imprinting genomico,
polarizzazione, assializzazione)
Il “cross-talk” (mirato all’impianto e alla
tolleranza immunologica)
Nell’Editoriale del British Medical Journal, novembre 2000 è scritto:
“L’embrione è un attivo orchestratore del suo impianto e del suo destino”.
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I NUMEROSI DATI RACCOLTI
HANNO DIMOSTRATO CHE IL
BAMBINO FIN DALL’INIZIO È:
A) Un essere umano completo, vivo, presente
essere, capace di muoversi, di stare in equilibrio,
di esplorare l’ambiente e se stesso e di giocare
MOVIMENTI FETALI
1) Alla 6-7^ S.d.G. sono visibili
2)
3)
4)
5)
6)
movimenti vermicolari dell’embrione
Alle 12-13^ S.d.G. rotazione del capo estensione del capo sul tronco movimenti isolati di piccole parti - le mani si muovono
verso il capo, la faccia, la bocca
A 15^ S.d.G. si osserva il pollice nella cavità orale,
mani verso la testa e il volto, deglutizione e suzione;
reagisce agli stimoli ambientali e al tocco della madre
Alle 20-21 S.d.G. apertura rapida e chiusura lenta
della bocca – singhiozzo
Alle 24-25 S.d.G. movimenti più frequenti dopo
assunzione di pasti o glucosio da parte della madre;
compare il sonno REM
Alle 27-28 S.d.G. risposta a stimoli acustici –
movimenti di esplorazione
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MOTRICITA’ FETALE


Il nascituro si sviluppa a partire da movimenti semplici e
ripetitivi fino a sviluppare movimenti molto complessi e
specifici
A 20 S.d.G. possiede tutti i patterns motori (Milani
Comparetti, 1983).
NB. Nel corso della vita intrauterina si sviluppano i meccanismi nervosi che
presiedono a funzioni vitali, quali:- Il respiro - La deglutizione - La suzione Il pianto - L’orientamento spaziale - La locomozione - Il ritmo sonno-veglia.
Atteggiamento intenzionale
Una ricerca Italiana condotta dalle Università di Torino, Parma,
Padova e Trieste ha messo in evidenza che l’interazione fra
gemelli inizia all’11 S.d.G. e poi i contatti diventano sempre più
frequenti e avvengono con la intenzionalità di un adulto
(Castiello, 2010). Ciò ha confermato i risultati ottenuti in una
ricerca precedente sulla cinetica del movimento mano-occhi e
mano-bocca (Zoia, 2007).
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B) Un essere sensibile che avverte dolore e
che è capace di percepire e discriminare gli
stimoli e di vivere le emozioni
I 12 Sensi del nascituro
Dai dati emersi dalla ricerca sulla vita prenatale
David Chamberlain (2012) individua l’esistenza di 12 sensi:
I primi sensi diversi
1. Il senso tattile nelle modalità
attive e passive
2. Sensori termici
3. I canali del dolore
4. Udito e ascolto
5. Il senso di equilibrio, il sistema
vestibolare
I sensi chimici
6. Degustazione, il senso
gustativo
7. L'olfatto, il senso dell'olfatto
Contatto con la bocca
8. L’esplorazione degli oggetti con
la bocca
9. Leccare e succhiare per il piacere
I paradossi della vista
10. La capacità visiva precoce
Sensi superiori
11. Rilevamento psichico
12. Rilevamento trascendente
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I PRIMI SENSI DIVERSI
1. IL SENSO TATTILE NELLE MODALITÀ ATTIVE E PASSIVE:
Alcuni meccano-recettori
sono presenti fin dalla 7^ S.d.G. nella regione peribucale (apertura della bocca al tocco); la
10^ S.d.G. sulla zona genitale; la 11^ S.d.G sul palmo delle mani; 12^ S.d.G.sulla pianta del
piede; la 17^ S.d.G. zona addominale e natiche; la 32^ S.d.G sensibilità cutanea su tutto il
corpo.
2. SENSORI TERMICI: Il feto reagisce alle variazioni di temperatura (soluzioni calde e fredde).
3. I CANALI DEL DOLORE (LA NOCICEZIONE): Nell'età compresa fra le 20^ e le 34^ S.d.G. è
stata registrata una iperproduzione di cortisolo e di beta-endorfine, due neurormoni
sensibili allo stress e presenti nella esperienza di dolore (Fisch e Clark, 1994).
4. UDITO E ASCOLTO: Si evidenziano risposte motorie alle stimolazioni acustiche tra la 14/17^
S.d.G.; alla 23^ S.d.G. si osserva la possibilità di discriminazione degli stimoli acustici; la
matrurazione dell’apparato uditivo si conclude verso la 24^ S.d.G..
5. IL SENSO DI EQUILIBRIO, il sistema vestibolare comincia a svilupparsi attorno alla 8^
S.d.G.; la sensibilità vestibolare si deduce dall’osservazione delle posizioni preferite; prima
della 20^ S.d.G. Il senso di equilibrio funziona a livello dell’adulto.
I SENSI CHI MI CI
6. DEGUSTAZIONE, IL SENSO GUSTATIVO:
I recettori gustativi raggiungono una presenza abbastanza definita e funzionalità
tra la 11^/14^ S.d.G.; alla 13^ S.d.G. si ha l’inizio della deglutizione; si osserva un
incremento della deglutizione iniettando delle sostanze zuccherine nella cavità
amniotica e un decremento con le sostanze amare.
7. L'OLFATTO, IL SENSO DELL'OLFATTO : I bulbi olfattivi sono reperibili verso le
11/15^ S.d.G e questo permette di percepire circa un centinaio di aromi
presentri nel liquido amniotico.
CONTATTO CON LA BOCCA
8. L’ESPLORAZIONE DEGLI OGGETTI CON LA BOCCA:
Questa per esplorare conoscere la consistenza, durezza e contorno degli
oggetti.
9. LECCARE E SUCCHIARE PER IL PIACERE: Suzione dalla 13^ S.d.G.;
sembra essere una modalità gradita e vissuta come esperienza d’intimità.
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I PARADOSSI DELLA VISTA
10. LA CAPACITÀ VISIVA PRECOCE: Verso la 7^ S.d.G.
comincia a formarsi il nervo ottíco, mentre funzionalità
visiva si sviluppa tra il IV e il VI mese. Alla 26 S.d.G. le
palpebre si dischiudono e si assiste ad una risposta agli
stimoli luminosi intensi. Alla nascita sono percepibili i
colori, discriminate le tonalità e la profondità.
SENSI SUPERIORI
11. RILEVAMENTO PSICHICO: molte ricerche
mettono in evidenza il sentire contestuale del feto
con la madre, come nel fumo, ma anche nelle
voglie (Arbusti, 1999) o nel sentirsi accettati o
rifiutati (Acciaro, 1985).
12. RILEVAMENTO TRASCENDENTE: sono state
riportati aneddoti ed esperienze dove il nascituro
dimostra avere consapevolezza dell’ambiente
esterno e delle persone presenti in quel contesto
(Chamberlain, 1998).
PSICHE – UOVO DI ASSAGIOLI (1973)
Sé Superiore
Inconscio superiore
Sé Personale
Inconscio medio
Inconscio inferiore
Sé Inferiore
Quando si parla della psiche e del nascituro o
bambino generalmente si considerano gli aspetti
legati alla sfera biologica del corpo e degli istinti e
quindi ai bisogni (INCONSCIO INFERIORE), e poco
al rapporto con l’ambiente circostante, e a quanto
vissuto nella quotidianità (INCONSCIO MEDIO)
Non va dimenticato, come avviene comunemente,
che il nascituro è portatore di valori, di qualità
(INCONSCIO SUPERIORE) e che, come dimostrano
studi recenti, è dotato di una propria coscienza e
consapevolezza anche se inconscia
(Chamberlain, 1998), chiamata da Sozzi (2012)
“sublimale primaria”, e di un suo progetto di vita
(Soldera,2000).
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C) Essere socievole capace di comunicazione con la
madre, il padre, il fratello gemello e l’ambiente
esterno
STUDI SU GEMELLI
Studi effettuati sui gemelli
nel corso della
gestazione, come quelli
effettuati da Alessandra
Piontelli (1992) hanno
messo in evidenza che
questi comunicano fra
loro (sono famose le
coppie di Luca e Alice,
soprannominati “i gemelli
gentili” che già alla 20a
S.d.G. comunicavano a
livello tattile, motorio ed
espressivo l’uno con
l’altro).
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“IO, TU e NOI”
Il nascituro con le sue competenze contribuisce
alla coregolazione delle interazioni: ciascuno forma e
perfeziona l’altro (Quemada, 2000).
 La Di Pietro (2004) ha riscontrato che se il feto si muove
anche il SN della madre si attiva e che le interazioni
madre/figlio sono predittive delle loro future interazioni.
 Diversi autori, Forbes (1927), Relier (1993), ecc. Hanno
evidenziato che il comportamento motorio del nascituro
segnala alla madre gli stati di disagio dovuti ad un
ambiente esterno disturbante.
 Ogni madre che ascolta può identificare, nel corso della
gestazione, le caratteristiche individuali del figlio
(Soldera, 1993).
COMUNICAZIONI
PRENATALI
La dott.ssa Chiara Sozzi
ipotizza che nella vita
prenatale il bambino abbia
una sua consapevolezza
sublimale primaria, precognitiva e pre-relazionale,
dove si dimostra capace di
interagire con l’altro e in
particolare con la madre.
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Dalla sua ricerca che parte
dall’esperienza clinica e
dall’esperienza comunicativa di
alcune madri con i loro figli in
gravidanza risulta che il bambino in
epoca prenatale sia dotato di una
ampia consapevolezza
(tridimensionale), caratterizzata:
Dai
limiti della propria realtà fisica.
 Dal proprio spessore di coscienza.
 Dalla comprensione limitata di ciò che è
e sa.
 Dal livello specifico di consapevolezza
che hanno la madre e il padre.
D) Un essere capace di ricordare, di apprendere,
dotato di una propria intelligenza e intenzionalità
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Le neuroscienze (Schmitt,
1984; Pert, 1990) hanno
dimostrato l’esistenza di
UNA MEMORIA
CELLULARE, in quanto una
serie di leganti (peptidi,
neurotrasmettitori ed
ormoni) consentono di
collegare il corpo, il cervello
e la mente, e di
immagazzinare ed
elaborare delle informazioni
anche in assenza di un
SNC non sviluppato.
TRACCE DI MEMORIA



Il nascituro utilizza, fin dai primi momenti
di vita, le sue capacità di apprendimento,
di memorizzazione e di adattamento per
arricchirsi, per affrontare le diverse
situazioni ambientali.
L'informazione viene elaborata, trasformata e
immagazzinata come traccia di memoria, che può
emergere più o meno spontaneamente durante il corso
della vita.
Molte persone sono riuscite ad accedere a questi ricordi,
che si presentano in forma di vissuto globale, non come
riflesso passato, ma come adattamento ad un evento
presente (Terapia prenatale).
NB: Studi sulla memorizzazione del ritmo cardiaco
materno (Murooka)
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L’età che permette più facilmente di ricordare il
periodo prenatale va da 1,5 anni ai 5,5 anni
ELISA di anni 3,5 nel
commentare il suo
disegno ha detto: "Nella
pancia c'è silenzio,
caldo, poco spazio, si
sta bene.”
“C'è freddo e stavo
stretta".
27
ANEDDOTI RIFERITI ALLA VITA
PRENATALE
 YEHUDI MENUHIN, parlando alla TV
della Germania dell’Est, disse: “Nel
grembo, invece di sentire la voce di mia
madre, sentivo la musica. Quando nacqui
bevetti musica insieme al latte di mia
madre”(17/01/1971).
 Un po’ di settimane dopo, nello stesso
programma, ARTHUR RUBINSTEIN
disse all’intervistatore. “Ho la sensazione
di aver sentito musica per pianoforte nel
grembo di mia madre, in verità, che io
stesso stavo suonando.”
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APPRENDIMENTO
PRENATALE
L’apprendimento è un “processo di
acquisizione di risposte in seguito a una
esperienza: modificazione relativamente
permanente del comportamento
determinata dall’esperienza” (Sirigatti,
1995, pag. 567) (sia nell’ambiente
uterino che extrauterino).
NB:
La prima forma di apprendimento che si
conosca è l’habituation (27 S.d.G).
La stimolazione uditiva e tattile
aumentano il numero delle sinapsi.
NELLA VITA PRENATALE SI SVILUPPA
LA MENTE E CON ESSA
L’INTELLIGENZA
L’intelligenza per Sternberg (1986) è
mentalmente auto diretta, capitalizza la forza, è capace
di utilizzare esperienze, e padroneggiare ambienti.
Include ciò che gli psicologi hanno definito come
autoregolazione ed apprendimento (E. G., LIPSITT,
1990; ROVEE-COLLIER, 1987).
Richiede tre caratteristiche che sono:
1. adattamento intenzionale all'ambiente esistente
(atteggiamenti di difesa);
2. selezione di nuovi ambienti (protesta es. Relier);
3. elaborare ambienti esistenti per essere più pertinenti
alla propria vita ed abilità (tumore in utero).
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L’intelligenza del nascituro, secondo
Chamberlain, si manifesta in tutte le 7 aree
considerate da Gardner, quali:



L’intelligenza spaziale: il bambino di orientarsi
nell’ambiente uterino e di poterlo riconoscere nelle sue
diverse parti (Van Dongen & Goudie, 1980).
L’ntelligenza fisico-chinestesica: stare in equilibrio dalla
7,5 S.d.G., esperienze di gioco, danza (Liley, 1972)
L’ntelligenza intrapersonale o emotiva: vivere sensazioni
di piacere, ed esprimere delle emozioni come sorrisi
(Roffwarg, 1966)
INTELLIGENZA EMOTIVA
 Le emozioni segnalano attraverso l’espressività
(psicosomatica) lo stato interiore del bambino
(benessere/malessere) (Es. Gelosia: credere che il bisogno
affettivo sia in pericolo).
 Manifestano le sue intenzioni e le sue reazioni nei
confronti dell’ambiente (Le emozioni amplificano, danno
forma, colore e vivacità, sia in positivo che in negativo,
all’azione e al pensiero umano).
 Predispongono l’organismo alla risposta: esse sono la
spinta della sua azione e comportamento (attacco/fuga,
esplorazione, apprendimento, relazione con gli altri)
 Evidenziano il grado di maturità del bambino e la natura
del suo temperamento.
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LE ESPRESSIONI NELLA VITA
PRENATALE




L’intelligenza interpersonale:
comunicazione tra gemelli
(Piontelli, 1992).
L’intelligenza linguistica: somiglianza tra la suono
del pianto del figlio a 28 (S.d.G.) e quello della
madre e (Truby, 1975).
L’intelligenza musicale:il nascituro si calma con
Vivaldi e Mozart, scalcia e si muove intensamente
con Beethoven, Brahms, ed il Rock.
(Clements,1977).
L’intelligenza logico-matematica:
gioco del calcetto
(Van De Carr, 1985).
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Durante i 9 mesi della gestazione il
nascituro impara a:






conoscere nuovi suoni
(Shahidullah & Hepper, 1992);
muoversi al ritmo del suono cogliere i tratti prosodici del
linguaggio (Van De Carr, 1982);
riconoscere la differenza fra sillabe simili (Busnel, 1995);
ricordare canzoni e motivi musicali (De Casper 1984)
riconoscere favole, musiche, storie e poesie diverse,
anche se dello stesso autore (De Casper 1986); ;
distinguere una voce maschile da una femminile e quando
la madre si rivolge direttamente a lui (De Casper 1982).
NB. Così, tutte le esperienze vissute dal bambino, durante la fase
prenatale, vengono acquisite e diventano parte integrante del suo
patrimonio personale.
PADRE E MADRE INSIEME
I genitori insieme concorrono
alla formazione e crescita e
quindi alla educazione del
figlio nelle varie fasi della vita
che riguardano:
 il pre-concepimento
 il concepimento
 la gestazione
 la nascita e successivo
sviluppo
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I genitori
I genitori possono migliorare
l’ambiente prenatale e postnatale (i meccanismi di
programmazione epigenetica
consentono all’ambiente di
controllare l’attività genetica) e
quindi di agire da INGEGNERI
GENETICI nei confronti dei figli
(Lipton, 2006).
NB. La ricerca ha sottolineato il primato delle componenti relazionali rispetto
alle componenti socio strutturali e queste riguardano principalmente il
rapporto diadico madre-bambino e il rapporto triadico madre-padre-figlio.
La relazione materna e paterna
L’attaccamento inizia con la gestazione e
continua dopo la nascita, infatti:
La quantità e qualità del legame prenatale è
fondamentale per lo sviluppo cerebrale del
bambino (Siegel, 1999).
Quinlivan & Evans (2005) affermano che: “La
qualità dell’attaccamento prenatale influisce
sulla gravidanza, sul parto, sul
temperamento del bambino e sul suo
sviluppo cognitivo”.
Il basso attaccamento in gravidanza tende a
permanere anche dopo la nascita (Leifer,
1977).
Madri e padri sono in grado di predire con
l’80,7 % di probabilità il sesso del figlio
(Fischetti, 2003).
L’attaccamento sicuro e
precoce inizia dal
concepimento e favorisce le
connessioni cerebrali (Verny,
2004) e crea un buon
equilibrio tra
neurotrasmettitori stimolatori
e inibitori (Trentini, 2008).
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Il sistema triadico madre-padre-figlio è un sistema
completo, in grado garantire uno sviluppo
armonioso ed equilibrato del figlio.
FIGLIO
MADRE
PADRE
concepimento
couvade o
gestazione
paterna
gestazione
nascita
Le modalità di relazione della madre e del padre con il
figlio sono differenti:
-
la madre agisce dall’interno e il padre dall’esterno ed è fonte
di stabilità.
 - La madre infonde nel figlio la componente femminile e il padre
la maschile.
 - La madre rappresenta il cuore, le emozioni, la ciclicità, e il
padre la mente, la razionalità, la stabilità (inconscio, conscio; lobo
destro e sinistro; simpatico e parasimpatico).
Per M.L. Aucher il padre baritono influenza le parti
inferiori del corpo, la madre soprano influenza le parti
superiori del corpo.
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 gli stimoli sensoriali, tattili, gustativi, olfattivi,
uditivi e visivi, necessari al suo sviluppo
 le prime impronte affettive-emotive e relazionali
 le immagini e i pensieri che diventano parte del
tessuto personale
Lo stress prenatale si può riflettere nel bambino
SINTESI: Il figlio ha bisogno della serenità, dell’amore
e della disponibilità della madre e del padre.
STRESS E TRAUMI
IN GRAVIDANZA
 Rischio di malattie e malformazioni (cardiache,
spina bifida) (Wadhwa, 1993, Hansen, 2000)
 Distonie neurovegative o disturbi psicosomatici
(alimentazione, veglia-sonno, respirazione) (Richard, 1990).
 Disturbi neuromotori e neuro comportamentali
(ipereccitabilità, ipereattività, ipotonie) (Van Den Berg, 1990;
Lou, 1994).
 Disagio psichico e relazionale (problemi di attaccamento,
identità personale, instabilità emozionale, sviluppo mentale)
(Leifer, 1977; Hau 1982, Dytrych, 1988; Verny,2004).
 Basso peso alla nascita e parto prematuro (Sandman,
Wadwha et al., 1993).
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Le ricerca ha messo in evidenza come i traumi e gli stress
producano effetti negativi e come l’educazione prenatale riduca
gli effetti di questi ed abbia degli effetti positivi per la salute e lo
sviluppo del bambino (Ottaviano, 2002).
L’EDUCAZIONE PRENATALE
 Ridurre:
- i fattori di rischio,
- gli effetti negativi indotti dalla
medicalizzazione,
- l’handicap indotto.
 Accrescere e promuovere:
- i fattori di protezione,
- la prevenzione, con uno stile di vita
adeguato,
- la promozione della salute
- lo sviluppo del potenziale umano.
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LA PRATICA DELL’EDUCAZIONE
PRENATALE
L’EDUCAZIONE PRENATALE in
generale consiste:
 nel vivere in un ambiente di vita sano e
sereno
 nell’avere uno stile di vita consapevole e
rispettoso dei bisogni del bambino
 nella creazione di un profondo ed equilibrato
legame con il figlio (bonding)
 nella scambio e nella comunicazione
tattile e verbale con il nascituro (aptonomia,
psicofonia)
 in una adeguata stimolazione e nutrimento
prenatale attraverso strategie che ne
promuovono lo sviluppo (tattile, verbale, sonora,
musicale, pittorica, naturale)
Questa può iniziare prima del concepimento o a
partire dal 5°-6° mese di gravidanza
45
miglioramento complessivo dell’intesa genitorifiglio
 legame più forte con i genitori
linguaggio e socializzazione precoce
maggiore sviluppo motorio e della
socializzazione e di alcuni parametri del corpo
minori difficoltà nell’allattamento

Questi dati hanno consentito agli autori di affermare che la stimolazione prenatale
aiuta il sistema nervoso a maturare durante lo sviluppo fetale.
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Papa Giovanni Paolo II ha scritto
il 18 marzo 1998:
“La storia dell’individuo dopo la
nascita dipende certamente
dalle cure fisiche e mediche che
egli riceve.
Ma un influsso non piccolo su di
essa hanno pure la serenità,
l’intensità e la ricchezza delle
emozioni provate durante la vita
prenatale.
Questa linea di ricerca prenatale
va, pertanto considerata della
massima importanza.”
48
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“Se i genitori fossero
informati su quanto oggi
si sa sulla psicologia e
sulla educazione
prenatale,
cambierebbero
sicuramente il loro
modo di essere genitori
e se il loro modo di
essere genitori
cambiasse,
cambierebbe il mondo.”
David Chamberlain
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