Slovacchia Scheda n° 6 29 settembre 2014 Il quadro istituzionale La Slovacchia si fonda sulla Costituzione ratificata il 1 settembre 1992 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1993 (in concomitanza con la scissione della Cecoslovacchia tra Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca). È una repubblica parlamentare, con un Parlamento unicamerale (Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca), formato da 150 deputati che restano in carica per quattro anni. Il sistema elettorale (riformato l'ultima volta nel 2005) è di tipo proporzionale e prevede una soglia di sbarramento del 5% per i singoli partiti, del 7% per le coalizioni fino a tre partiti e del 10% per le coalizioni con quattro o più partiti. La ripartizione dei seggi avviene sulla base di un unico collegio nazionale e con liste di partito bloccate. Non è consentita la presentazione di candidature indipendenti dai partiti. Godono dell'eleggibilità i cittadini con diritto di voto, permanentemente residenti in territorio slovacco, che abbiano compiuto il 21° anno di età. Il Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica, che gode di un mandato quinquennale. La sua elezione avviene, dopo la riforma costituzionale del 1999, per suffragio universale diretto (in precedenza era necessaria la maggioranza dei 3/5 del Parlamento). Può essere rieletto per una sola volta. Tra le prerogative del Presidente della Repubblica ci sono la nomina del Primo Ministro e (di concerto con questo) la nomina di tutti gli altri Ministri del governo. Inoltre ha la facoltà di sciogliere il Consiglio nazionale in alcuni casi specifici (ad esempio nel caso in cui questi non si pronunci, entro tre mesi, in merito ad una proposta di legge governativa cui il Governo abbia legato la fiducia). Il Parlamento approva le leggi, il bilancio dello Stato ed elegge alcune figure istituzionali, come i giudici della Corte Costituzionale o il Procuratore Generale. Opera attraverso tre tipi principali di votazioni: a maggioranza relativa (39 voti) per l'approvazione della maggior parte degli atti legali; a maggioranza assoluta (76 voti) per misure quali l'approvazione di una mozione di sfiducia verso il Governo o per l'elezione (o rimozione) del Presidente del Parlamento; a maggioranza dei tre quinti (90 voti) per l'approvazione di modifiche di rango costituzionale. La Slovacchia è membro della NATO e dell'Unione europea dal 2004. La situazione politica interna L'attuale Presidente della Repubblica è Andrej Kiska (1963), eletto nel ballottaggio svoltosi il 29 marzo scorso (con il 59,4% delle preferenze) contro il primo ministro Fico. Le ultime elezioni politiche si sono svolte il 10 marzo 2012 quando gli elettori slovacchi sono stati chiamati alle urne per eleggere il Consiglio Nazionale. È stata registrata un'affluenza pari al 59,11%, con circa due milioni e mezzo di slovacchi che si sono recati alle urne. Per la prima volta dalla proclamazione dell'indipendenza, nel 1993, un unico partito ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi (per di più sfiorando quella assoluta). Si tratta del Partito socialdemocratico SMER guidato da Robert Fico (1964), avvocato, già premier dal 2006 al 2010. Il suo partito ha conquistato 83 seggi (su 150) grazie al 44,4% dei voti. Ha staccato di molto gli avversari. Il secondo più votato è stato, infatti, il Movimento dei cristiani-democratici (KDH) con l'8,82% dei voti (sedici seggi in Parlamento) ed il Partito Gente ordinaria (OL'aNO) con l'8,55% (anch'esso sedici deputati). Grazie a questi risultati, per la prima volta dalla caduta del comunismo in Slovacchia non c'è stato bisogno di ricorrere ad un governo di coalizione. Sul risultato delle ultime elezioni politiche ha pesato anche lo scandalo "Gorilla", reso noto al pubblico nel dicembre 2011. Si è trattato di una serie di episodi di corruzione, appalti e tangenti avvenuti tra il 2005 e il 2006, quando un gruppo finanziario privato avrebbe pagato politici del governo e dell'opposizione per ottenere redditizi accordi di privatizzazione. Pur essendo i fatti avvenuti piuttosto indietro nel tempo, la tempistica della loro rivelazione all'opinione pubblica (avvenuta grazie alla pubblicazione di documenti ed intercettazioni dei servizi segreti slovacchi) ha fortemente penalizzato i partiti facenti parte del governo uscente, consentendo così allo SMER una larga vittoria. Al suo secondo mandato, Robert Fico è uno strenuo difensore dello Stato sociale ed è nettamente filoeuropeo. Lo ha dimostrato già nell'ottobre 2011 quando, grazie ai voti del suo partito, venne approvato (in seconda battuta) il Fondo salva Stati EFSF. Lo ha ribadito poi con le sue dichiarazioni subito dopo la vittoria elettorale, affermando che la Slovacchia ha bisogno di un governo filoeuropeo perché riceve dall'UE più di quello che dà. Il suo programma di governo rappresenta poi una netta sterzata rispetto all'indirizzo dato dal precedente governo quadripartito guidato da Iveta Radicova. Mentre questo portava avanti un programma di responsabilità fiscale basato sulla riduzione delle spese del bilancio, Fico intende spostare sulla classe più ricca ed agiata la responsabilità del consolidamento delle finanze pubbliche. Per far questo, il suo programma di governo prevede l'eliminazione della flat tax del 19% e l'introduzione di un'aliquota del 25% sui redditi personali oltre i 33.000 euro annui e del 22% per le società con oltre 30 milioni di euro l'anno di fatturato. Il secondo governo Fico guida il paese attraverso un momento di pesante crisi economica. Con uno stipendio medio di 780 euro mensili (e un tasso di disoccupazione che attualmente si attesta intorno al 13,7%, il più alto dal 2004), la Slovacchia è il secondo paese più povero dell'eurozona dopo l'Estonia. Indicatori internazionali sul paese*: Libertà politiche e civili: Stato "libero" (Freedom House 2013); democrazia difettosa (41 su 167) (Economist Intelligence Unit 2012) Indice della libertà di stampa: 27 su 178 Libertà religiosa: rispetto della libertà religiosa; la religione dominante è quella cattolica (ACS 2012); generale rispetto nella pratica (USA) Corruzione percepita: 66 su 182 (Transparency International 2012 Libertà economica: Stato moderatamente libero (69 su 179; Heritage Foundation 2012) Gap nelle differenze di genere: 70 su 135 (World Economic Forum 2012) PIL 2013: + 2,8% (International Monetary Fund, ottobre 2012) * Gli indicatori internazionali sul paese, ripresi da autorevoli centri di ricerca, descrivono in particolare: la condizione delle libertà politiche e civili secondo le classificazioni di Freedom House e dell'Economist Intelligence Unit; la posizione del Paese secondo l'indice della corruzione percepita predisposto da Transparency International (la posizione più alta nell'indice rappresenta una situazione di minore corruzione percepita) e secondo l'indice della libertà di stampa predisposto da Reporters sans Frontières (la posizione più alta nell'indice rappresenta una situazione di maggiore libertà di stampa); la condizione della libertà religiosa secondo il rapporto annuale di "Aiuto alla Chiesa che soffre" (indicato con ACS); la condizione della libertà economica come riportata dalla Heritage Foundation; la misura delle differenze di genere secondo il "Global Gender Gap Index" pubblicato dal World Economic Forum (la posizione più alta nell'indice rappresenta una situazione di maggiore uguaglianza) ES0285paese Servizio Studi - Dipartimento Affari Esteri [email protected] - 066760-4939 CD_esteri La documentazione dei servizi e degli uffici della Camera è destinata alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. 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