Comune /a lPa lug o u Ja G. li «Dipingere - dice - mi ha aiutato a combattere contro il Parkinson» A pagina 27 TE°1 C Rosalba Parrini, 68 anni, della Torre, aveva partecipato al concorso indetto dal Comune nel 2012 ROSALBA I I REALIZZERA'IL PALIO I PROVENZANO «Dipingere mi ha aiutato nella battaglia contro la malattia» di LAU RA VALDESI «DIPINGERE mi ha aiutato nella battaglia contro il Parkinson». Una lotta, quella di Rosalba Parrini, senese della Torre, nata 68 anni fa al numero 30 di via Salicotto, cresciuta tra la Conchiglia e piazza del Mercato, che trova ampio riscontro nei temi artistici. Le scene di battaglia - i grandi cavalli rossi fuoco, bianchi, neri e celesti guidati dai cavalieri, quelle armi che s'intrecciano anche se mai l'insieme è cruento - traducono sulla tela la sua `pugna' quotidiana. Perché Rosalba Parrini, a cui il Comune ha affidato l'incarico di dipingere il Drappellone di Provenzano, è tenace. E da quando, venti anni fa, la malattia l'ha colpita, lei ha saputo sempre `rilanciare'. «Fortunatamente non ho tremore», premette l'artista asserendo con convinzione che dipingere l'ha aiutata a lottare contro il Parkinson «perché mi ha costretto a muovermi, a stare in piedi. Alla fatica, anche a livello mentale poiché occorre studiare l'impostazione dei quadri e realizzarli. E poi mi lancio sempre in imprese grandi... Nell'ultima mostra, alla Sala Rosa, Cromatismi dinamici, era esposta una pala enorme. I miei dipinti sono in genere grandi». Nasce nella Torre, poi emigra al Nord. «Sono rimasta in Salicotto fino al 1961, quindi mi sono trasferita in via Avignone e poi ho sposato un vercellese, trasferendomi in Piemonte dove ho insegnato e frequentato l'Accademia Albertina di Torino». Poi il ritorno a Siena dove è stata docente di disegno e storia dell'arte al «« alilei» per 20 anni, «Mi ricorderanno come una prof rigida (ride, ndr) ma lo ero solo perché desideravo che la materia fosse fatta al meglio». i ha realizza il palio di Piancastagnaio vinto dal Borgo con Tittia. «Nel 2010, una bella esperienza. L'unica finora di questo genere». Perché i cavalli sono privilegiati nelle sue opere. «All'inizio dipingevo paesaggi, nature morte. Storie ne ho sempre raccontate, sarà forse l'influenza di Montaperti, dove vivo e dove si svolse lo storico scontro con i fiorentini. La battaglia, i cavalli, è come se fossero nel dna di questo luogo. Poi il cavallo è un animale splendido esteticamente e nei movimenti». 11 elione è dedicato al 70° anniversario della Liberazione della p vincia e in particolai Siena, il 3 luglio 1944, come richiesto dall'Anpi. «Una dedica bella e impegnativa. Entro il 31 marzo dovrò presentare il bozzetto». Che effetto le fa, da senese doc, dipingere il Palio? «Provoca emozione, questo sì. Speriamo di arrivare in fondo all'avventura con soddisfazione».
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