Siglato Accordo Quadro tra il Gruppo UBI Banca e

COMUNICATO STAMPA
Siglato l’Accordo Quadro tra il Gruppo UBI Banca e le Organizzazioni Sindacali
Bergamo, 26 novembre 2014 – Con riferimento agli annunciati interventi di riorganizzazione della rete
distributiva del Gruppo, volti all’ottenimento di un modello di servizio alla clientela più in linea con le
recenti evoluzioni di mercato (nuovo modello di filiale, razionalizzazione della rete distributiva con la
chiusura di 114 punti operativi, nuovi poli territoriali, progetto banca digitale, ecc..) e tesi ad ottenere, anche
in relazione ad uno scenario economico che permane debole, una maggiore efficienza e produttività, si
comunica che è stata finalizzata in data odierna la componente relativa al costo del personale.
In un contesto nazionale difficile, si è infatti conclusa con un accordo sindacale la procedura avviata con
informativa del 14 ottobre 2014, a testimonianza della maturità e della solidità delle relazioni industriali del
Gruppo.
L’accordo contiene una serie di previsioni che contemplano, oltre ad un piano di esodo anticipato per
almeno 500 unità nei primi mesi del 2015, mediante accesso su base volontaria al trattamento pensionistico
o al Fondo nazionale di sostegno al reddito, anche un contenimento degli oneri derivante dai criteri di
fruizione dei congedi e dal ricorso a forme di flessibilità – tra cui le modalità innovative di concessione del
part time già applicate nel Gruppo e la sperimentazione di telelavoro e smart working - e di sospensione
dell’orario di lavoro.
Al fine di supportare il ricambio generazionale e sostenere le politiche in tema di occupazione giovanile, il
Gruppo procederà, nel corso del biennio 2015-2016, all’inserimento di 150 nuove risorse - in relazione alle
adesioni al piano di esodo anticipato - e alla stabilizzazione di 130 rapporti di lavoro temporaneo già in
essere nel Gruppo, tenendo anche conto dei termini dei contratti in essere.
Il complesso degli interventi presenta caratteri di sostenibilità sociale e consente un risparmio a regime di
circa 50 milioni di euro lordi annui, in buona parte conseguibile già dal 2015, che contribuirà a contenere il
costo del personale. Gli oneri una tantum relativi agli esodi di cui sopra, da contabilizzarsi interamente nel
quarto trimestre dell’esercizio in corso, sono stimati in circa 110 milioni di euro lordi.
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