le nostre osservazioni

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive
2008/98/CE relativa ai rifiuti, 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio,
1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso,
2006/66/CE relative a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e
2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
PREMESSA:
Apprezziamo molto la nuova filosofia ispiratrice della proposta di revisione, che vira
verso una valutazione economica, del riuso e del riciclo della materia prima seconda
quale esigenza strategica per i paesi dell'unione al raggiungimento dell'obiettivo
dell'indipendenza dall'importazione di materia prima.
Questa nuova ottica economica, prima che ecologica, pone l'accento sulla necessità di
realizzare un nuovo sviluppo circolare perché quello lineare e infinito non è più
perseguibile. A questo fine ogni recupero di materia, che non sarà più recupero
energetico, come ben specificato dai revisori delle direttive, significa minor impatto
ambientale, minor impronta ecologica, minor saccheggio delle risorse primarie al fine
di realizzare la materia di consumo.
Interessante la proposta di istituire un sistema di segnalazione preventiva al fine di
individuare le lacune di gestione dei vari paesi e l'analisi comparativa dei metodi
nazionali di rendicontazione.
Il dato relativo al fatto che la gestione dei rifiuti pericolosi sia inadeguata e che la
raccolta informatica dei dati dovrebbe essere applicata a tutte le tipologie di rifiuti al
fine di semplificare e monitorare meglio i flussi di rifiuti dell'Unione.
Infine essenziale ci sembra l'intento di definire la responsabilità dei produttori di beni
e prodotti sulla gestione dei rifiuti generati, internalizzando i costi di gestione del fine
vita secondo norme ambientali rigorose e incentivare i produttori a tenere conto degli
aspetti ambientali in tutto il ciclo di vita dei prodotti, dalla fase di progettazione al
fine vita.
Gli obiettivi di riduzione dei rifiuti a cui mira questa proposta del Parlamento
Europeo e del Consiglio sono più che condivisibili e pertanto vede il nostro parere
favorevole. Tuttavia riteniamo che i tempi previsti per il raggiungimento di questi
obiettivi siano troppo lunghi, considerato anche gli ultimi dati forniti
dall'Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO). Infatti il 9 settembre 2014 il
WMO appunto ha reso noto che l'anno 2013 è risultato il più inquinato degli ultimi
trent'anni, facendo registrare un nuovo record di immissione di anidride carbonica e
altri gas effetto serra in atmosfera. Tutto ciò come sappiamo genera un'alterazione del
clima e l'innalzamento della temperatura globale che mette a rischio la stessa
esistenza dell'uomo sul pianeta, non abbiamo più da perdere tempo. Riteniamo inoltre
che sia necessario rendere esplicito il divieto di incenerimento dei rifiuti riciclabili
OSSERVAZIONI:
Si richiede di voler proporre le seguenti variazioni:
Modifica della direttiva 2008/98/CE
1.) riconsiderare i tempi indicati all'articolo 9 paragrafo 3 (pagina 17), sostituendo
le parole da "1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2025" con "1° gennaio 2016 e il 31
dicembre 2020"
2.) riconsiderare i tempi indicati all'articolo 11 bis paragrafo 4 (pagina 18),
sostituendo le parole da "tre anni" con "a "un anno e 6 mesi"
3.) riconsiderare i tempi indicati all'articolo 22, sostituendo le parole "entro il 2025"
con "entro il 2018"
4.) inserire apposito articolo che espliciti il divieto di incenerimento, anche sotto
forma di recupero energetico, dei rifiuti riciclabili.
5.) riteniamo pericoloso quanto previsto all'articolo 24 "Deroghe all'obbligo di
autorizzazione" in quanto seppur l'intento è quello di semplificare nell'iter i soggetti
che devono gestire i loro rifiuti non pericolosi, il rischio che si corre è che si agevola
chi questi rifiuti vuole gestirli in modo illecito potendo procedere con un semplice
obbligo di registrazione e non più con l'obbligo di "autorizzazione", rischio alquanto
reale anche in virtù del fatto che ad oggi non abbiamo un sistema di controllo
efficiente.
5.) riterremmo opportuno, all'articolo 36 dopo le parole "ivi compreso
l'inquinamento da rifiuti", " indicare e aggiungere le seguenti "ed il loro incendio"
Modifica della direttiva 94/62/CE
6.) riconsiderare i tempi indicati all'articolo 6 bis proponendo i seguenti:
al capo (a) sostituisce "2017" con "2016"
al capo (b) sostituisce "2022" con "2020"
al capo (c) sostituisce "2027" con "2023"
7.) chiediamo un ulteriore spunto di riflessione su quanto previsto all'articolo 12,
paragrafi 3 ter e 3 quater. Riteniamo infatti che laddove prevede che i rifiuti che sono
inviati in un altro stato membro per essere preparati al riutilizzo, riciclati possono
essere contabilizzati esclusivamente in relazione agli obiettivi dello Stato membro in
cui sono stati raccolti potrebbe essere un deterrente e disincentivante affinchè ogni
stato provveda all'interno del proprio territorio al recupero e al riutilizzo dei propri
rifiuti. Quanto prevede questo paragrafo secondo il nostro parere và in contrasto con
quanto previsto al punto 13 della Proposta di Direttiva in quastione dove si dichiara:
"Gli Stati membri,............dovrebbero fare un uso accorto dei fondi strutturali e di
investimento europei, in linea con la gerarchia dei rifiuti, utilizzandoli per
promuovere la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio" ma se noi i rifiuti li
inviamo sempre in un altro Stato e ci vengono comunque contabilizzati perchè
dovremmo investire nel riciclo e nel riutilizzo?
Movimento 5 Stelle