Aprile 2014 - Parrocchia di Torri del Benaco

Aprile 2014 - Anno 16 (n° 185)
Mensile della
Comunità Parrocchiale di Torri del Benaco
“Il Signore è più grande dei nostri
pregiudizi”. È quanto emerge dall’incontro
tra Gesù e la donna samaritana, vicino al
pozzo di Giacobbe a 900 metri da Sicar
una cittadina della Samaria. Come la
Samaritana tutti siamo alla ricerca
dell’acqua viva della Misericordia di Dio,
perché
ci
sentiamo
peccatori.
La
Quaresima è il tempo opportuno per
“guardarci dentro”. Papa Francesco ci ha
rivolto un invito a celebrare una
particolare Giornata penitenziale “24 ore
per il Signore”. Vale a dire "una festa del
perdono". Noi la terremo in Parrocchia
domenica 6 Aprile giorno delle Prime
Confessioni dei nostri bambini di III
Elementare. Gesù, a Sicar, nell’incontro
con la Samaritana compie un gesto che
supera “le barriere dell’ ostilità”, un
dialogo che “rompe gli schemi di
pregiudizio nei confronti delle donne”. La
semplice richiesta di Gesù è l’inizio di un
dialogo schietto, mediante il quale Lui,
con grande delicatezza, entra nel mondo
interiore di una persona alla quale,
secondo gli schemi sociali, non avrebbe
dovuto nemmeno rivolgere la parola. Ma
Gesù lo fa! Gesù non ha paura. Gesù
quando vede una persona va avanti,
perché ama. Ci ama tutti. Non si ferma
mai davanti ad una persona per
pregiudizi! Gesù pone la Samaritana
davanti
alla
sua
situazione,
non
giudicandola
ma
facendola
sentire
considerata, riconosciuta, e suscitando
così in lei il desiderio di andare oltre la
‘routine’ quotidiana. Quella di Gesù del
resto, era sete non tanto di acqua, ma di
incontrare un’anima inaridita. Gesù,
infatti, aveva bisogno di incontrare la
Samaritana per aprirle il cuore: le chiede
da bere per mettere in evidenza la sete che
c’era in lei stessa: La donna rimane
toccata da questo incontro: rivolge a Gesù
quelle domande profonde che tutti
abbiamo
dentro,
ma
che
spesso
ignoriamo. Anche noi abbiamo tante
domande da porre, ma non troviamo il
coraggio di rivolgerle a Gesù! La
Quaresima è il tempo opportuno per
guardarci dentro, per far emergere i nostri
bisogni spirituali più veri, e chiedere
l’aiuto del Signore nella preghiera e nella
Confessione Sacramentale. Anche noi oggi
dobbiamo
seguire
l’esempio
della
Samaritana e chiedere l’acqua che ci
disseterà nel profondo del cuore. Il
Vangelo dice che i discepoli rimasero
meravigliati che il loro Maestro parlasse
con quella donna. Ma il Signore è più
grande dei pregiudizi, per questo non
ebbe
timore
di
fermarsi
con
la
Samaritana: la misericordia è più grande
del
pregiudizio.
Questo
dobbiamo
impararlo bene! Tutti noi siamo dunque
chiamati a riscoprire l’importanza e il
senso della nostra vita cristiana, iniziata
nel Battesimo e, come la Samaritana, a
testimoniare la gioia dell'incontro con il
Signore: ogni incontro con Gesù ci cambia
la vita ed anche ogni incontro con Gesù ci
riempie di gioia, quella gioia che viene da
dentro. E così è il Signore, Egli sa fare
tante cose meravigliose nel nostro cuore,
quando noi abbiamo il coraggio di lasciare
da parte la nostra anfora, piena di
inquietudini, di cose che non ci
soddisfano, di piccoli o grandi idoli che
non ci danno la gioia, per cui siamo
sempre insoddisfatti e delusi. Occorre
cercare Gesù e chiedergli umilmente
perdono. La misericordia è più grande del
pregiudizio. Gesù ci attende sempre, ci
aspetta Gesù è tanto misericordioso,
tanto!
Don Giuseppe
IL PERDONO
UNA SFIDA PER IL CRISTIANO
CRISTIANO
Un giorno, durante un viaggio in autobus, mi
ritrovai a sedere accanto a un giovane che
mostrava chiaramente di avere un peso sul
cuore. Mi raccontò che era appena uscito dal
carcere e stava facendo ritorno a casa. La sua
condanna era stata causa di vergogna per i
erano mai venuti a trovarlo e soltanto
sporadicamente gli avevano scritto brevi
lettere. Nonostante ciò, egli sperava ancora
che lo avessero perdonato. Per rendere le
cose più facili, aveva inviato loro una lettera in
cui proponeva di dargli un segno del loro
atteggiamento nei suoi confronti: nel caso
l’avessero perdonato, avrebbero legato un
nastro giallo intorno alla quercia della piccola
fattoria di famiglia; se invece non intendevano
più vederlo, non avrebbero dovuto far nulla. In
questo caso, egli sarebbe rimasto a sedere sul
bus e continuato il viaggio, solo Dio sa fin
dove. Quando l’autobus cominciò ad
avvicinarsi al paese, la tensione del giovanotto
divenne talmente forte che non osava più
guardare dal finestrino. Scambiai allora il posto
con lui, promettendogli che avrei tenuto
d’occhio io la quercia. Dopo poco, gli
appoggiai la mano sul braccio. «Eccola!»,
sussurrai e gli occhi mi si riempirono di
lacrime. Tutto era a posto: non uno, ma cento
nastri gialli decoravano l’albero! In quel
momento vidi scomparire l’amarezza che
aveva avvelenato la vita del giovane. Era
come se avessi vissuto un miracolo. Forse ne
era avvenuto realmente uno…
Alberto
Ecco l’invito di papa Francesco per “la
festa del perdono”: “venerdì e sabato
prossimi ( 28- 29 III 2014) si vivrà “uno
speciale
momento
penitenziale”,
chiamato “24 ore per il Signore” che
inizierà con la Celebrazione nella
Basilica di San Pietro: Sarà - possiamo
chiamarla così - la festa del perdono,
che avrà luogo anche in molte diocesi e
parrocchie del mondo. Il perdono che ci
dà il Signore si deve festeggiare, come
ha fatto il padre della parabola del
figliol prodigo, che quando il figlio è
tornato a casa ha fatto festa,
dimenticandosi di tutti i suoi peccati.
Sarà la festa del perdono”. Noi terremo
la “Festa del perdono” domenica 6
aprile giornata delle Prime Confessioni.
È NATA GIULIA
Congratulazioni a mamma
Francesca e a papà Vincenzo.
2
INCONTRI ADO
POPE FRANCISCUS
ma di ragione, per un discorso di scienza!”
(molto importante allora anche l’incontro con le
signore del Centro Aiuto Vita).
Ecco perché il prossimo incontro verterà sulle
gravi conseguenze (anche il carcere, come in
Spagna?) della proposta di legge Scalfarotto,
presentata come contro l’omofobia, ma in
verità col rischio concreto di essere eterofoba:
sembra possibile la reclusione per chi sostenga
che il matrimonio è tra uomo e donna, e la
strada alle adozioni gay viene così di fatto
spianata. Al preside sono infatti giunte nuove
direttive ministeriali per “educare” gli scolari,
fin dalla più tenera età, all’ideologia del gender
Lgbt. “è in gioco la vita di molti bambini che
[…] saranno privati della loro maturazione
umana che Dio ha voluto avvenga con un
padre e con una madre” ebbe già a dire, in
Argentina, il cardinal Bergoglio. Di più, diceva,
“c’è l’invidia del demonio che cerca di
distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la
donna che hanno ricevuto il comando di
crescere,moltiplicarsi e dominare la terra”.
Ma aggiunge “Dio è più forte! Voi credete
questo: che Dio è più forte?Ma lo diciamo
insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio è più
forte! Perché Lui è il Signore, l’unico Signore. E
vorrei aggiungere che la realtà a volte buia,
segnata dal male, può cambiare, se noi per
primi vi portiamo la luce del Vangelo
soprattutto con la nostra vita”. Quel Vangelo,
cioè Gesù Cristo, che il Papa, come tante volte
ci ha proposto don Giuseppe, consiglia di
leggere ogni giorno. Anche solo un brano.
“Anche sull’ autobus, se non si deve strare
attenti a tenere l’equilibrio o al portafoglio!”
Giuseppe
Proseguono sempre numerosi gli incontri del
gruppo giovani e adolescenti. Si tengono ogni
venerdì sera, sotto la guida di Suor Adriana e
di relatori esterni invitati da Don Giuseppe:
coppie di giovani sposi, fidanzati, seminaristi,
volontari, missionari, professionisti.
Tra i quali il più affezionato è forse il preside
delle Stimmate e padre di famiglia Umberto
Fasol che, con fedele costanza, riesce a
dedicarci preziosi interventi, proponendoci
una solida formazione umana e cristiana. Per
migliorare la nostra personalità e trasformare
la nostra vita in qualcosa di grande, in famiglia,
nell’amicizia, sui banchi di scuola, sul lavoro,
nella vocazione a cui ciascuno è chiamato.
Ecco, solo per fare un esempio, due perle: “il
Matrimonio è umanamente impossibile. Per
questo ci vuole il “Sacramento” e ai fidanzati “la
persona giusta non esiste: la si diventa per chi si
ama”. Tema più volte ripreso dal preside
all’incontro di venerdì 21 marzo, tutto dedicato
all’amato Papa Francesco, di cui caldeggia la
lettura delle brevi meditazioni quotidiane
pubblicate sul sito della Santa Sede.
Un vero padre il Santo Padre, che esorta a non
avere paura della tenerezza e a non finire mai
la giornata senza avere fatto pace.(“permesso,
grazie, scusa”sono le tre parole che, ogni
giorno, non devono mancare soprattutto tra
marito e moglie).
E “non vi è vera pace senza verità”, oggi più che
mai minata dalla “dittatura del relativismo”
come ricorda “il caro e venerato Benedetto
XVI”. E poiché “l’unica guerra che tutti
dobbiamo combattere è quella contro il male”
(tweet 10/9/2013), il Papa incoraggia i laici
perché esprimano il loro impegno “nei dibattiti
sulle grandi questioni sociali riguardanti per
esempio la famiglia, il matrimonio, la fine della
vita”. “Siate testimoni e diffusori di questa
cultura della vita […] ricordate a tutti, con i fatti
e con le parole, che questa è sempre,in tutte le
sue fasi e ad ogni età, sacra ed è sempre di
qualità”. “Non per un discorso di fede-no,no3
famiglia all’interno della comunità cristiana in cui
viviamo.
Il primo appuntamento è stato “aspettando Santa
Lucia”.
Nel pomeriggio del 12 dicembre nel cortile della
parrocchia tanti bambini e genitori hanno atteso
Santa Lucia, accompagnata dal suo fedele amico e
aiutante Castaldo, che ha distribuito a tutti
caramelle e giochi per il Circolo.
Con l’occasione del Carnevale abbiamo organizzato
un gruppo mascherato che ha partecipato alla
sfilata domenica 02 marzo, purtroppo avevamo
pochi giudici tesserati del Circolo e siamo arrivati
terzi ...
Il giorno successivo in mattinata si è tenuto un
torneo di calcetto per i bambini della scuola
materna, quelli della scuola elementare e i ragazzi
della scuola media. È stata un’esperienza positiva
dove tutti si sono divertiti e pertanto abbiamo
deciso di cominciare da quest’anno a partecipare
alle attività sportive promosse dai vari Circoli, sarà
lo sport una delle attività su cui punteremo e già
stiamo cercando di organizzare altre giornate,
magari con tornei genitori-figli.
Da quest’anno abbiamo poi chiesto di associarci
all’ANCCI, i circoli cinematografici, nelle giornate
invernali potremmo pertanto “fare del CINEMA”, vi
aspettiamo con idee di titoli incredibili.
In questi giorni abbiamo anche inviato suor Adriana
agli incontri con gli altri Circoli per poter avere un
GREST sempre più bello e magari organizzare qualcosa
con chi ci abita nei paesi accanto per fare nuove
amicizie e divertirsi sempre di più.
Vorremmo finire invitandovi tutti il 30 marzo alla
giornata del “NOI in FESTA” con giochi, allegria e la
voglia di stare in compagnia. E’ questa
un’occasione grande per potersi mettere in gioco
con le proprie idee e aspettative. Durante la festa
ci si potrà anche iscrivere al Circolo per poter
partecipare alle varie iniziative.
Come vedete le proposte sono tante … speriamo di
riuscire a metterle in pratica tutte ma soprattutto
di diventare più amici tra di noi e di Gesù, che ci ha
messi insieme.
Per gli iscritti, oltre al 30 marzo diamo
appuntamento all’Assemblea Ordinaria che si terrà
il giorno 11 aprile alle ore 23.30, in prima
convocazione, e il giorno 13 aprile alle ore 11.00, in
seconda convocazione.
Paolo
NOI … CHE SCRIVIAMO.
NOI è la prima persona plurale ma soprattutto è
un pronome che ci riguarda: uniti in associazione
abbiamo scelto di essere insieme, di condividere il
nostro tempo.
Sembra strano a dirsi in un momento in cui il
mondo è teso all’efficienza e al lavoro (che c’è o che
manca), ma proprio nel tempo libero uno capisce a
cosa tiene di più, perché nel tempo libero viene a
galla a che cosa uno tiene davvero.
A novembre si è rinnovato il Direttivo del circolo
NOI “Beato Giuseppe Nascimbeni” di Torri, dopo
una decina di anni Rosanna Zanolli Frucco ha
deciso di non candidarsi più; volevamo come
prima cosa dire a lei e a tutto il vecchio Consiglio il
nostro GRAZIE per il tanto lavoro svolto con
passione.
A novembre, dicevamo, si è rinnovato il Consiglio,
sembrava a prima vista una caccia ai candidati, a
cercare qualcuno che condividesse la voglia di
poter trascorrere insieme qualche giornata in
allegria con tutte le nostre famiglie, con tutte
quelle della comunità, cercando di mettere
insieme genitori, ragazzi e adolescenti.
Ma per “convincere” qualcuno bisogna prima
chiedere a se stessi le ragioni, anche la stanchezza
di fare delle attività, il lamento che magari non
sono andate come si voleva ci chiede al fondo il
perché, le ragioni di quello che facciamo.
Ci siamo così scoperti chiamati, nel senso proprio
del termine in quanto reclutati a forza dal
presidente uscente, ma soprattutto da Qualcuno
che ha usato Rosanna per mettere insieme
quest’accozzaglia di persone, un po’ un piccolo
Israele.
Ecco la sfida. Ed ecco il cammino che abbiamo
davanti. Tutto quello che accade - tutto: grandezze
e miserie, bellezza e problemi - ci chiede di
prendere posizione.
E il bello è che non è già deciso, dobbiamo
deciderlo noi questo, la nostra libertà.
C’è qualcosa, diremmo Qualcuno di più grande per
cui vale la pena gioire o soffrire, lavorare o
riposare.
Ora il metodo è l’Incarnazione quindi ci siamo detti,
“non siamo mica qua a smacchiare il giaguaro” e
siamo ripartiti nel proporre qualche attività.
Tutti con la voglia di fare qualcosa di divertente
sempre tenendo come punto di riferimento la
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CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI
CEL EBRAZIONI PASQUALI 2014
2 014
PARROCCHIA DI TORRI
DOMENICA DELLE PALME
VENERDÌ SANTO
13 APRILE
18 APRILE
ore 8.30
ore 9.45
ore 10.00
ore 11.00
ore 11.15
ore 17.00
ore 18.00
S. MESSA
Benedizione delle Palme presso
il Centro Giovanile.
S. MESSA delle Famiglie.
Benedizione delle Palme presso
oratorio SS. Trinità
PROCESSIONE
S. MESSA SOLENNE
VESPERO
S. MESSA
ore
7.00
LODI – CONFESSIONI e
ADORAZIONE EUCARISTICA
ore 15.00
CELEBRAZIONE DELLA
PASSIONE DEL SIGNORE
ore 16.00
VENERAZIONE DELLA CROCE
ore 16.00 – 19.00 CONFESSIONI
ore 20.30
VIA CRUCIS COMUNITARIA PER
LE VIE DEL PAESE
SABATO SANTO
19 APRILE
LUNEDÌ – MARTEDÌ – MERCOLEDÌ
14 – 15 – 16 APRILE
ore 7.00
ore 10.00
ore 17.00
ore 18.00
ore
LODI
VENERAZIONE ALLA CROCE
ore 8.00 - 12.00
CONFESSIONI
ore 15.00 - 19.00
CONFESSIONI
LODI
S. MESSA
VESPERO
S. MESSA
7.00
ore 21.30
VEGLIA PASQUALE
DOMENICA DI PASQUA
GIOVEDÌ SANTO
20 APRILE
17 APRILE
ore 7.00
ore 17.00
ore 20.30
ore 21.30
ore 7.00
ore 8.30
ore 10.00
ore 11.15
ore 17.00
ore 18.00
LODI
VESPERO
MESSA IN “COENA DOMINI”
ADORAZIONE EUCARISTICA
(fino alle 24.00)
S. MESSA
S. MESSA
S. MESSA delle Famiglie
S. MESSA SOLENNE
VESPERO SOLENNE
S. MESSA
DURANTE IL TRIDUO SARÀ PRESENTE UN SACERDOTE PER LE CONFESSIONI
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PARROCCHIA DI PAI
DOMENICA DELLE PALME – 13 APRILE
ore
9.45
BENEDIZIONE DELLE PALME PRESSO IL CAPITELLO, PROCESSIONE e
ore 10.00 S. M ESSA SOLENNE
GIOVEDÌ SANTO – 17 APRILE
ore 17.00
MESSA IN “COENA DOMINI”
VENERDÌ SANTO – 18 APRILE
ore 17.00 CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE
ore 20.30 A TORRI VIA CRUCIS COMUNITARIA PER LE VIE DEL PAESE
SABATO SANTO – 19 APRILE
ore 9.00 - 12.00 - 15.00 - 19.00 CONFESSIONI A TORRI
ore 21.30 VEGLIA PASQUALE:
DOMENICA DI PASQUA – 20 APRILE
ore 10.00
S. MESSA SOLENNE
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VIA CRUCIS DEL VENERDÌ SANTO
18 Aprile 2014 ore 20.30
Stazione I - piazza Chiesa
Stazione II - via per Albisano, San Giovanni
Stazione III - Rotonda località Sant’Antonio
Stazione IV - via R. Simoni
Stazione V - capitello “S. Antonio”,
via Rossini
Stazione VI - Incrocio via Lombroso,
via per Coi
Stazione VII - loc. Coi, fontanella
Stazione VIII - capitello “S. Famiglia”,
incrocio Valmagra
Stazione IX - Loncrino –
capitello “Madonna e Santi”
Stazione
X - Prea Scritta, incrocio Via Rossini
Stazione XI - loc. Crosetta
Stazione XII - via dall’Oca Bianca,incrocio bivio
Stazione XIII - piazza Umberto
Stazione XIV - piazza Chiesa
6
Parrocchia San Marco Evangelista - Pai
11° ANNIVERSARIO DELLA
DELLA MORTE DI DON GIOVANNI
GIOVANNI ANDREOLI.
OMELIA DI P. FLAVIO ROBERTO CARRARO,
VESCOVO EMERITO DI VERONA
VERONA
Fratelli e sorelle, Pace e Bene a tutti!
Di quanti segni della Provvidenza amorosa
del Padre celeste siamo circondati!
Apriamo gli occhi!
E uno di questi segni è stato proprio don
Giovanni con la sua vita e il suo operato.
Egli è stato segno dell’amore e della tenerezza
di Dio che provvede ad ogni uomo e donna.
Quante persone hanno trovato in don
Giovanni conforto e sostegno nella loro vita
tribolata, segnata da prove e da sofferenze.
Lui non chiudeva le porte a nessuno e
accoglieva tutti, proprio sull’esempio di Gesù,
pastore e maestro di vita.
Il particolare contesto di vita culturale e
sociale che stiamo vivendo, mi fa pensare al
comportamento dei progenitori, Adamo e Eva
che sono voluti scappare dalla carezza di Dio.
Ma Dio è andato alla loro ricerca: «Adamo
dove sei?»
Dio viene sempre a cercare la sua creatura,
ad offrirle la sua carezza di Padre.
Ebbene, questa cultura individualista e
relativista che non sopporta più che il Signore
possa reclamare in ogni uomo e donna il suo
spazio, ha portato e porta tristemente anche
oggi, tanti ragazzi, giovani, adulti e tante
famiglie ad allontanarsi dalla soave carezza
di Dio.
In questo contesto di vuoto, don Giovanni è
stato – e molti di voi lo possono confermare –
mediatore di tenerezza, facendo sperimentare
la soave carezza di Dio che viene a cercare le
sue creature fino a commuoversi.
Questa tenerezza, che ha mosso le viscere di
don Giovanni, è ciò che Dio Padre rivela ai
semplici e nasconde ai dotti e ai sapienti.
Di questa tenerezza ha estremo bisogno il
mondo, tanto che il Santo Padre, papa
Francesco, torna più volte a richiamare. Così,
come in un recente incontro con i superiori
maggiori dei religiosi, dove li ha esortati a
trattarsi con tenerezza eucaristica.
Un insegnamento stupendo, che mi sembra di
vedere
realizzato
pienamente
in
don
Giovanni:
un
sacerdote
di
tenerezza
eucaristica,
che
proprio
nell’eucaristia
ce le br a t a, a do r at a e vi s s ut a h a s a put o
Benediciamo la Trinità Santissima che ci
dà la gioia di ritrovarci insieme a celebrare
l’Eucaristia in questa domenica, giorno del
Signore, che vogliamo vivere nel ricordo
dell’11° anniversario della nascita al cielo del
nostro-vostro
compianto
don
Giovanni
Andreoli,
luminoso
esempio
di
vita
sacerdotale.
Siamo in tanti qui, questa mattina, per
ricordare un fratello, un amico e un padre,
che ci ha lasciato non grandi opere materiali,
ma solamente evangelici gesti di amore, di
bontà e di ascolto.
Solo l’amore resta e tutto ciò che non è amore
è destinato a passare, senza lasciare il segno!
E oggi la vostra numerosa presenza conferma
la verità di questa affermazione.
È l’amore di Gesù Cristo, il risorto Signore, che
voi avete sperimentato nei gesti, nelle parole
e nell’ascolto di don Giovanni, che vi ha mossi
anche quest’anno a celebrarne il ricordo.
A questo eterno amore, ci rimandano le
letture di oggi, intersecandosi, quasi a
formare un unico arazzo intrecciato di fede,
di speranza e di carità.
Due stupendi insegnamenti ci vengono offerti
dalla Parola di Dio; insegnamenti che
ritroviamo luminosi anche nella vita e
nell’esempio di don Giovanni.
La prima lettura e il Vangelo ci presentano
l’amore tenero di Dio per l’intero creato e,
prima di tutto, per l’uomo. Il profeta Isaia,
nella prima lettura, ci assicura che Dio non ci
dimentica mai. «Si dimentica forse una donna
del suo bambino, così da non commuoversi
per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro
si
dimenticassero,
io
invece
non
ti
dimenticherò mai».
E Gesù, nel brano del Vangelo che fa parte del
discorso della montagna, servendosi di
immagini tratte dal giardino del mondo, ci
ricorda come Egli è attento per ogni cosa,
come una madre che anticipa e provvede
tutto: cura anche i gigli del campo, gli uccelli
del cielo e, quindi, ancora di più i figli amati,
fatti a sua immagine.
7
attingere forza per ascoltare, consolare,
accogliere
tutti
e
comprendere
ogni
situazione.
Don Giovanni ci insegna che proprio la
tenerezza eucaristica fa prodigi, perché aiuta
ad accarezzarci e guarire le nostre ferite, ad
abbracciarci nelle nostre fragilità. A non
aver paura delle nostre crisi, delle umane
debolezze, ma ad accarezzarle per assumerle
ed accompagnarle con la forza umanizzante
del Vangelo.
La testimonianza di don Giovanni, deve
sollecitare anche voi, fratelli e sorelle, a farvi
mediatrici
e
mediatori
di
tenerezza
eucaristica, nelle vostre quotidiane relazioni
familiari,
sociali
ed
ecclesiali
per
sperimentare la soave carezza di Dio che
viene a cercare i suoi figli e le sue figlie,
offrendo loro vita in pienezza e per
strapparli da quella “tristezza individualista
che scaturisce dal cuore comodo e avaro,
dalla ricerca malata di piaceri superficiali,
dalla coscienza isolata” (cfr. Papa Francesco,
Evangelii Gaudium).
Un altro stupendo insegnamento che ci viene
consegnato dal brano evangelico di questa
domenica
è
racchiuso
nella
parola
Provvidenza. Una parola fuori moda e
controcorrente, in questo contesto culturale
dove
tutto
deve
essere
pianificato,
organizzato e non può esserci spazio per
l’imprevedibile di Dio.
Fidarsi nella Provvidenza significa liberarci
da ogni “sistema chiuso” nel quale ci cacciamo
ogni
volta
che
cadiamo
nell’illusione
dell’autosufficienza.
Ciò va ben al di là della semplice attesa del
pane quotidiano o del vestito. È in gioco molto
di più: l’ampio respiro di chi cammina con
Dio, o l’asfissia e la disperazione di chi, anche
se professa con le labbra la fede, si colloca,
tuttavia, al centro di un sistema chiuso.
Cadiamo in questo “sistema chiuso” ad
esempio, ogni volta, che ci isoliamo per
mancanza di fede e non siamo capaci di
affidarci, nel momento del dolore, a Dio, alla
preghiera della comunità cristiana, alla sua
solidarietà, al suo amore, e al discernimento e
consiglio dei suoi pastori.
Don Giovanni, in questo senso, è stato un vero
servo della Divina Provvidenza, non solo
perché la sua vita fin dalla giovane età, ha
incrociato quella di san Giovanni Calabria, il
santo della Provvidenza, ma perché aiutava
le persone ad uscire da quel “sistema chiuso”,
frutto di quell’autosufficienza che porta la
vita “a chiudersi nei propri interessi, a non
fare più spazio agli altri, a non far entrare
più i poveri e a non ascoltare più la voce di
Dio e neppure godere più della dolce gioia del
suo amore” (cfr. Papa Francesco, Evangelii
Gaudium).
Don Giovanni, aiutando le persone ad uscire
da questo “sistema chiuso”, le portava a non
preoccuparsi ma ad affidarsi a Dio che è un
Padre provvidente e conosce meglio di noi ciò
di cui abbiamo bisogno.
E di questa Provvidenza, don Giovanni
faceva quotidiana esperienza.
Tutto quello che riceveva lo distribuiva
immediatamente ai poveri e ai bisognosi,
nulla teneva per sé .
Il denaro di cui la Provvidenza lo favoriva,
trovava subito la strada della carità, perché
don Giovanni aveva capito che dobbiamo
cercare prima di tutto il Regno di Dio e la sua
giustizia e che il Regno di Dio richiede una
convivenza, dove non ci sia accumulo, ma
condivisione, in modo che tutti abbiano il
necessario per vivere. Per questo il Regno di
Dio deve stare al centro anche di tutte le
nostre preoccupazioni.
Fratelli e sorelle, l’esempio luminoso di don
Giovanni, servo di Cristo e amministratore
fedele dei misteri di Dio, ci sproni a farci nel
nostro quotidiano mediatori della tenerezza
di Dio e abbandonati alla Provvidenza del
Padre celeste, non preoccupati, ma occupati a
cercare il Regno di Dio e la sua giustizia.
La Vergine Santissima e San Marco
evangelista, patrono di questa parrocchia,
intercedano per noi conforto e celesti
benedizioni.
Amen!
8
dottorato in teologia. Con il più
lusinghiero giudizio dei superiori, il 10
agosto 1904, fu ordinato sacerdote nella
chiesa di S. Maria di Monte Santo;
celebrò la prima Messa il giorno
seguente nella Basilica di S. Pietro,
durante la quale ribadì la sua donazione
totale a Cristo e la sua fedeltà alla
Chiesa. Dopo un breve soggiorno nel
paese natale, nell'ottobre iniziò a Roma
gli studi di diritto canonico, interrotti
nel febbraio del 1905, quando fu scelto
quale segretario dal nuovo Vescovo di
Bergamo
Mons.
Giacomo
Radini
Tedeschi. Furono circa dieci anni di
intenso impegno accanto ad un Vescovo
autorevole, molto dinamico e ricco di
iniziative che contribuirono a fare della
diocesi bergamasca un modello per la
Chiesa italiana.
Oltre al compito di segretario, svolse
altri numerosi incarichi. Dal 1906 ebbe
l'impegno
dell'insegnamento
di
numerose materie in seminario: storia
ecclesiastica, patrologia e apologetica;
dal 1910 gli fu assegnato anche il corso
di teologia fondamentale. Salvo brevi
intervalli, svolse questi incarichi fino al
1914. Lo studio della storia gli consentì
l'elaborazione di alcuni studi di storia
locale, tra cui la pubblicazione degli Atti
della Visita Apostolica di s. Carlo a
Bergamo (1575), una fatica durata
decenni e portata a termine alla vigilia
dell'elezione al Pontificato. Fu anche
direttore del periodico diocesano "La
Vita Diocesana" e dal 1910 assistente
dell'Unione
Donne
Cattoliche.
La
prematura scomparsa di Mons. Radini
nel 1914 pose fine ad un'esperienza
pastorale eccezionale, che, se pur
segnata da qualche sofferenza come
l'infondata accusa a lui rivolta di
modernismo, il futuro Giovanni XXIII
considerò sempre punto di riferimento
fondamentale per l'assolvimento degli
incarichi a cui fu di volta in volta
chiamato. Lo scoppio della guerra nel
1915 lo vide prodigarsi per più di tre
anni come cappellano col grado di
sergente
nell'assistenza
ai
feriti
ricoverati negli ospedali militari di
Bergamo, giungendo ad atti di autentico
BIOGRAFIA DI
PAPA GIOVANNI XXIII
che sarà proclamato Santo
il 27 Aprile 2014
Giovanni XXIII nacque a Sotto il Monte,
in provincia di Bergamo, il 25 novembre
1881, primo figlio maschio di Marianna
Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli.
La sera stessa il neonato venne
battezzato dal parroco don Francesco
Rebuzzini, ricevendo il nome di Angelo
Giuseppe. Gli fece da padrino l'anziano
prozio Zaverio Roncalli, il primo dei
sette zii di papà Battista, uomo molto
pio, che, rimasto celibe, si era assunto
il compito di educare religiosamente i
numerosi nipoti. Il futuro Giovanni
XXIII conservò un ricordo commosso e
riconoscente
per
le
cure
e
le
sollecitudini
di
questo
vecchio
patriarca.
Manifestando fin dalla fanciullezza una
seria inclinazione alla vita ecclesiastica,
terminate le elementari, si preparò
all'ingresso nel seminario diocesano
ricevendo un supplemento di lezioni di
italiano e latino da alcuni sacerdoti del
luogo e frequentando il prestigioso
collegio di Celana. Il 7 novembre 1892
fece il suo ingresso nel seminario di
Bergamo, dove fu ammesso alla terza
classe ginnasiale. Dopo un avvio
difficoltoso
per
l'insufficiente
preparazione, non tardò a distinguersi
sia nello studio che nella formazione
spirituale, tanto che i superiori lo
ammisero prima del compimento del
quattordicesimo anno alla tonsura.
Avendo proficuamente terminato nel
luglio del 1900 il secondo anno di
teologia, fu inviato il gennaio successivo
a Roma presso il seminario romano
dell'Apollinare, dove esistevano alcune
borse di studio a favore dei chierici
bergamaschi. Pur con l'intermezzo di un
anno di servizio militare prestato a
Bergamo a partire dal 30 novembre
1901, la formazione seminaristica
risultò particolarmente fruttuosa.
Il 13 luglio 1904, alla giovanissima età
di ventidue anni e mezzo, conseguì il
9
eroismo. Nel luglio del 1918 accettò
generosamente di prestare servizio ai
soldati affetti da tubercolosi, sapendo di
rischiare la vita per il pericolo di
contagio.
Del tutto inaspettato giunse nel dicembre
del 1920 l'invito del Papa a presiedere
l'opera di Propagazione della Fede in
Italia, quando a Bergamo aveva da poco
avviato l'esperienza della Casa degli
studenti, un'istituzione a metà tra il
pensionato
e
il
collegio,
e
contemporaneamente
fungeva
da
direttore spirituale in seminario. Dopo
forti titubanze, finì con l'accettare,
iniziando con molta cautela un incarico
che si presentava molto delicato per i
rapporti con le organizzazioni missionarie
già esistenti. Compì un lungo viaggio
all'estero per la realizzazione del progetto
della Santa Sede mirante a portare a
Roma le varie istituzioni di sostegno alle
missioni e visitò diverse diocesi italiane
per la raccolta di fondi e l'illustrazione
delle finalità dell'opera da lui presieduta.
Nel 1925 con la nomina a Visitatore
Apostolico in Bulgaria iniziò il periodo
diplomatico a servizio della Santa Sede,
che si prolungò fino al 1952. Dopo
l'ordinazione episcopale avvenuta a Roma
il 19 marzo 1925, partì per la Bulgaria
con il compito soprattutto di provvedere
ai gravi bisogni della piccola e disastrata
comunità
cattolica.
L'incarico
inizialmente a termine si trasformò in
una permanenza decennale, durante la
quale Roncalli pose le basi per la
fondazione
di
una
Delegazione
Apostolica, di cui lui stesso venne
nominato primo rappresentante nel
1931. Non senza difficoltà riuscì a
riorganizzare la Chiesa cattolica, ad
instaurare relazioni amichevoli con il
Governo e la Casa Reale bulgara,
nonostante l'incidente del matrimonio
ortodosso di re Boris con la principessa
Giovanna di Savoia, e ad avviare i primi
contatti ecumenici con la Chiesa
Ortodossa bulgara. Il 27 novembre 1934
fu nominato Delegato Apostolico in
Turchia ed in Grecia, paesi anche questi
senza relazioni diplomatiche con il
Vaticano. A differenza della Grecia, dove
l'azione di Roncalli non ottenne risultati
di rilievo, le relazioni con il governo turco
invece migliorano progressivamente per
la comprensione e la disponibilità
mostrate dal Delegato nell'accettare le
misure
ispirate
dalla
politica
di
laicizzazione perseguite da quel governo.
Con tatto e abilità organizzò alcuni
incontri ufficiali con il Patriarca di
Costantinopoli, i primi dopo secoli di
separazione con la Chiesa Cattolica.
Durante la Seconda Guerra Mondiale
conservò un prudenziale atteggiamento di
neutralità, che gli permise di svolgere
un'efficace azione di assistenza a favore
degli Ebrei, salvati a migliaia dallo
sterminio, e a favore della popolazione
greca, stremata dalla fame.
Inaspettatamente,
per
decisione
personale di Pio XII, fu promosso alla
prestigiosa Nunziatura di Parigi, dove
giunse con grande sollecitudine il 30
dicembre 1944. Lo attendeva una
situazione particolarmente intricata. Il
governo
provvisorio
chiedeva
la
destituzione di ben trenta Vescovi,
accusati di collaborazionismo con il
governo di Vichy. La calma e l'abilità
del nuovo Nunzio riuscirono a limitare a
10
Sinodo diocesano volle assicurare il
regolare funzionamento delle istituzioni
diocesane mediante il rafforzamento del
Vicariato e la normalizzazione della vita
parrocchiale.
Il più grande contributo giovanneo è
rappresentato senza dubbio dal Concilio
Vaticano II, il cui annuncio fu dato nella
basilica di s. Paolo il 25 aprile 1959. Si
trattava di una decisione personale, presa
dal Papa dopo consultazioni private con
alcuni intimi e col Segretario di Stato,
Cardinale Tardini. Le finalità assegnate
all'Assise Conciliare, elaborate in maniera
compiuta nel discorso di apertura dell'11
ottobre 1962, erano originali: non si
trattava di definire nuove verità, ma di
riesporre la dottrina tradizionale in modo
più adatto alla sensibilità moderna. Nella
prospettiva
di
un
aggiornamento
riguardante tutta la vita della Chiesa,
Giovanni XXIII invitava a privilegiare la
misericordia e il dialogo con il mondo
piuttosto
che
la
condanna
e
la
contrapposizione
in
una
rinnovata
consapevolezza della missione ecclesiale
che abbracciava tutti gli uomini. In
quest'apertura universale non potevano
essere escluse le varie confessioni
cristiane, invitate anch'esse a partecipare
al Concilio per dare inizio ad un cammino
di avvicinamento. Nel corso della prima
fase si poté costatare che Giovanni XXIII
voleva un Concilio veramente deliberante,
di cui rispettò le decisioni dopo che tutte
le voci ebbero modo di esprimersi e di
confrontarsi.
Nella primavera del 1963 fu insignito del
Premio
"Balzan"
per
la
pace
a
testimonianza del suo impegno a favore
della pace con la pubblicazione delle
Encicliche Mater et Magistra (1961) e
Pacem in terris (1963) e del suo decisivo
intervento in occasione della grave crisi di
Cuba nell'autunno del 1962. Il prestigio e
l'ammirazione universali si poterono
misurare pienamente in occasione delle
ultime settimane della sua vita, quando
tutto il mondo si trovò trepidante attorno
al capezzale del Papa morente ed accolse
con profondo dolore la notizia della sua
scomparsa la sera del 3 giugno 1963.
solo tre il numero dei Vescovi destituiti.
Le sue doti umane lo imposero alla stima
dell'ambiente
diplomatico
e
politico
parigino, dove instaurò rapporti di
cordiale amicizia con alcuni massimi
esponenti del governo francese. La sua
attività diplomatica assunse una esplicita
connotazione pastorale attraverso visite a
molte diocesi della Francia, Algeria
compresa.
L'effervescenza e l'ansia apostolica della
Chiesa francese, testimoniata dall'avvio
dell'esperienza dei preti operai, trovarono
in Roncalli un osservatore attento e
prudente, che riteneva necessario un
congruo periodo di tempo prima di una
decisione definitiva.
Coerentemente al suo stile di obbedienza,
accettò prontamente la proposta di
trasferimento alla sede di Venezia ove
giunse il 5 marzo 1953, fresco della
nomina cardinalizia decisa nell'ultimo
Concistoro di Pio XII. Il suo episcopato si
caratterizzò per lo scrupoloso impegno
con cui adempì i principali doveri del
Vescovo, la visita pastorale e la
celebrazione del Sinodo diocesano. La
rievocazione della storia religiosa di
Venezia gli suggerì iniziative pastorali
nuove, come il progetto di riavvicinare i
fedeli alla Sacra Scrittura, rifacendosi alla
figura del proto-patriarca s. Lorenzo
Giustiniani, solennemente commemorato
nel corso del 1956.
L'elezione, il 28 ottobre 1958, del
settantasettenne Cardinale Roncalli a
Successore di Pio XII induceva molti a
pensare ad un Pontificato di transizione.
Ma fin dall'inizio Giovanni XXIII rivelò uno
stile che rifletteva la sua personalità
umana e sacerdotale maturata attraverso
una significativa serie di esperienze. Oltre
a ripristinare il regolare funzionamento
degli organismi curiali, si preoccupò di
conferire un'impronta pastorale al suo
ministero, sottolineandone la natura
episcopale in quanto Vescovo di Roma.
Convinto che il diretto interessamento
della diocesi costituiva una parte
essenziale
del
Ministero
Pontificio,
moltiplicò i contatti con i fedeli tramite le
visite alle parrocchie, agli ospedali e alle
carceri. Attraverso la convocazione del
11
per le mani dell’Arcivescovo Sapieha.
Successivamente fu inviato a Roma, dove
, sotto la guida del domenicano francese
P. Garrigou-Lagrange, conseguì nel 1948
il dottorato in teologia, con una tesi sul
tema della fede nelle opere di San
Giovanni della Croce (Doctrina de fide
apud Sanctum Ioannem a Cruce). In
quel periodo, durante le sue vacanze,
esercitò il ministero pastorale tra gli
emigranti polacchi in Francia, Belgio e
Olanda.
Nel 1948 ritornò in Polonia e fu
coadiutore dapprima nella parrocchia di
Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in
quella di San Floriano, in città. Fu
cappellano degli universitari fino al
1951, quando riprese i suoi studi
filosofici e teologici. Nel 1953 presentò
all’Università cattolica di Lublino la tesi:
"Valutazione della possibilità di fondare
un'etica cristiana a partire dal sistema
etico di Max Scheler". Più tardi, divenne
professore di Teologia Morale ed Etica
nel seminario maggiore di Cracovia e
nella Facoltà di Teologia di Lublino.
Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò
Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di
Cracovia.
Ricevette
l’ordinazione
episcopale il 28 settembre 1958 nella
cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle
mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.
BIOGRAFIA DI
GIOVANNI PAOLO II
che sarà proclamato Santo
il 27 Aprile 2014
Karol Józef Wojtyła, divenuto Giovanni
Paolo II con la sua elezione alla Sede
Apostolica il 16 ottobre 1978, nacque a
Wadowice, città a 50 km da Kraków
(Polonia), il 18 maggio 1920. Era l’ultimo
dei tre figli di Karol Wojtyła e di Emilia
Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo
fratello maggiore Edmund, medico, morì
nel 1932 e suo padre, sottufficiale
dell’esercito, nel 1941. La sorella, Olga,
era morta prima che lui nascesse.
Fu battezzato il 20 giugno 1920 nella
Chiesa parrocchiale di Wadowice dal
sacerdote Franciszek Zak; a 9 anni
ricevette la Prima Comunione e a 18
anni il sacramento della Cresima.
Terminati
gli
studi
nella
scuola
superiore
Marcin
Wadowita
di
Wadowice,
nel
1938
si
iscrisse
all’Università Jagellónica di Cracovia.
Quando le forze di occupazione naziste
chiusero l’Università nel 1939, il giovane
Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed,
in seguito, nella fabbrica chimica Solvay
per potersi guadagnare da vivere ed
evitare la deportazione in Germania.
A partire dal 1942, sentendosi chiamato
al sacerdozio, frequentò i
corsi
di
formazione
del
seminario
maggiore
clandestino
di
Cracovia,
diretto dall’Arcivescovo di
Cracovia, il Cardinale Adam
Stefan
Sapieha.
Nel
contempo,
fu
uno
dei
promotori
del
"Teatro
Rapsodico",
anch’esso
clandestino.
Dopo la guerra, continuò i
suoi studi nel seminario
maggiore
di
Cracovia,
nuovamente aperto, e nella
Facoltà
di
Teologia
dell’Università
Jagellónica,
fino alla sua ordinazione
sacerdotale
avvenuta
a
Cracovia il 1̊ novembre 1946,
12
Il 13 gennaio 1964 fu nominato
Arcivescovo di Cracovia da Papa Paolo VI,
che lo creò e pubblicò Cardinale nel
Concistoro del 26 giugno 1967, del Titolo
di S. Cesareo in Palatio, Diaconia elevata
pro illa vice a Titolo Presbiterale.
Partecipò al Concilio Vaticano II (19621965) con un contributo importante
nell’elaborazione
della
costituzione
Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła
prese parte anche alle 5 assemblee del
Sinodo dei Vescovi anteriori al suo
Pontificato.
I Cardinali, riuniti in Conclave, lo elessero
Papa il 16 ottobre 1978. Prese il nome di
Giovanni Paolo II e il 22 ottobre iniziò
solennemente il ministero Petrino, quale
263° successore dell’Apostolo. Il suo
pontificato è stato uno dei più lunghi
della storia della Chiesa ed è durato quasi
27 anni.
Giovanni Paolo II ha esercitato il suo
ministero
con
instancabile
spirito
missionario, dedicando tutte le sue
energie
sospinto
dalla
sollecitudine
pastorale per tutte le Chiese e dalla carità
aperta all’umanità intera. I suoi viaggi
apostolici nel mondo sono stati 104. In
Italia ha compiuto 146 visite pastorali.
Come Vescovo di Roma, ha visitato 317
parrocchie (su un totale di 333).
Più di ogni Predecessore ha incontrato il
Popolo di Dio e i Responsabili delle
Nazioni: alle Udienze Generali del
mercoledì (1166 nel corso del Pontificato)
hanno partecipato più di 17 milioni e 600
mila pellegrini, senza contare tutte le altre
udienze speciali e le cerimonie religiose
[più di 8 milioni di pellegrini solo nel
corso del Grande Giubileo dell’anno
2000], nonché i milioni di fedeli incontrati
nel corso delle visite pastorali in Italia e
nel
mondo.
Numerose
anche
le
personalità
governative
ricevute
in
udienza: basti ricordare le 38 visite
ufficiali e le altre 738 udienze o incontri
con Capi di Stato, come pure le 246
udienze e incontri con Primi Ministri.
Il suo amore per i giovani lo ha spinto ad
iniziare, nel 1985, le Giornate Mondiali
della Gioventù. Le 19 edizioni della GMG
che si sono tenute nel corso del suo
Pontificato hanno visto riuniti milioni di
giovani in varie parti del mondo. Allo
stesso modo la sua attenzione per la
famiglia si è espressa con gli Incontri
mondiali delle Famiglie da lui iniziati a
partire dal 1994.
Giovanni Paolo II ha promosso con
successo il dialogo con gli ebrei e con i
rappresentati
delle
altre
religioni,
convocandoli in diversi Incontri di
Preghiera per la Pace, specialmente in
Assisi.
Sotto la sua guida la Chiesa si è
avvicinata al terzo millennio e ha
celebrato il Grande Giubileo del 2000,
secondo le linee indicate con la Lettera
apostolica Tertio millennio adveniente.
Essa poi si è affacciata al nuovo evo,
ricevendone indicazioni nella Lettera
apostolica Novo millennio ineunte, nella
quale si mostrava ai fedeli il cammino del
tempo futuro.
Con l’Anno della Redenzione, l’Anno
Mariano e l’Anno dell’Eucaristia, Giovanni
Paolo II ha promosso il rinnovamento
spirituale della Chiesa.
Ha dato un impulso straordinario alle
canonizzazioni
e
beatificazioni,
per
mostrare innumerevoli esempi della
santità di oggi, che fossero di incitamento
agli uomini del nostro tempo: ha celebrato
147 cerimonie di beatificazione - nelle
quali ha proclamato 1338 beati - e 51
canonizzazioni, per un totale di 482 santi.
Ha proclamato Dottore della Chiesa santa
Teresa di Gesù Bambino.
Ha notevolmente allargato il Collegio dei
Cardinali, creandone 231 in 9 Concistori
(più 1 in pectore, che però non è stato
pubblicato prima della sua morte). Ha
convocato anche 6 riunioni plenarie del
Collegio Cardinalizio.
Ha presieduto 15 assemblee del Sinodo
dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980,
SONO TORNATE
AL PADRE
DOMENICA
MARINA
13
1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1
assemblea generale straordinaria (1985) e
8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994,
1995, 1997, 1998 [2] e 1999).
Tra i suoi documenti principali si
annoverano 14 Lettere encicliche, 15
Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni
apostoliche e 45 Lettere apostoliche.
Ha promulgato il Catechismo della Chiesa
cattolica, alla luce della Tradizione,
autorevolmente interpretata dal Concilio
Vaticano II. Ha riformato i Codici di diritto
Canonico Occidentale e Orientale, ha
creato nuove Istituzioni e riordinato la
Curia Romana.
A Papa Giovanni Paolo II, come privato
Dottore, si ascrivono anche 5 libri:
“Varcare la soglia della speranza” (ottobre
1994);
"Dono
e
mistero:
nel
cinquantesimo anniversario del mio
sacerdozio" (novembre 1996); “Trittico
romano”, meditazioni in forma di poesia
(marzo
2003);
“Alzatevi,
andiamo!”
(maggio 2004) e “Memoria e Identità”
(febbraio 2005).
Giovanni Paolo II è morto in Vaticano il 2
aprile 2005, alle ore 21.37, mentre volgeva
al termine il sabato e si era già entrati nel
giorno del Signore, Ottava di Pasqua e
Domenica della Divina Misericordia.
Da quella sera e fino all’8 aprile, quando
hanno avuto luogo le Esequie del defunto
Pontefice, più di tre milioni di pellegrini
sono confluiti a Roma per rendere
omaggio alla salma del Papa, attendendo
in fila anche fino a 24 ore per poter
accedere alla Basilica di San Pietro.
Il 28 aprile successivo, il Santo Padre
Benedetto XVI ha concesso la dispensa
dal tempo di cinque anni di attesa dopo la
morte, per l’inizio della Causa di
beatificazione
e
canonizzazione
di
Giovanni Paolo II. La Causa è stata aperta
ufficialmente il 28 giugno 2005 dal
Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale
per la diocesi di Roma.
14
FATTO
QUESTA NOTTE HO FATT
O UN SOGNO
Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi punti
c'era solo un'orma...
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore.
Ho domandato, allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
più difficili?".
Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo:
i giorni in cui tu hai visto solo un'orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".
15
APPUNTAMENTI SETTIMANALI APRILE 2014
OGNI DOMENICA
ore 10.00: S. MESSA DELLE FAMIGLIE
ore 17.00: ADORAZIONE EUCARISTICA E CANTO DEL VESPERO.
OGNI LUNEDÌ
ore 9.00-12.00: ADORAZIONE EUCARISTICA E CONFESSIONI.
OGNI MARTEDÌ
ore 15.00: CATECHESI SCUOLA MEDIA.
ore 15.00: CATECHISMO SCUOLA ELEMENTARE.
OGNI GIOVEDÌ
ore 17.00: ADORAZIONE EUCARISTICA.
OGNI VENERDÌ
ore 20.00: INCONTRO GRUPPO ADOLESCENTI/GIOVANI.
OGNI SABATO
ore 15.00 - 18.00: TEMPO PER LE CONFESSIONI
OGNI MERCOLEDì
DI QUARESIMA
OGNI VENERDì DI
QUARESIMA
DOMENICA
ore 19.45: STAZIONE QUARESIMALE “LA PENITENZIALE”
ore 20.00 S. MESSA
ore 15.00 VIA CRUCIS
FESTA DEL PERDONO
6
ORE 17.00: PRIMA CONFESSIONE
MERCOLEDÌ
9
ore 21.00 INCONTRO DI PREGHIERA IN ONORE DI S. ANTONIO.
DOMENICA
13
DOMENICA DELLE PALME
DOMENICA
20
PASQUA DI RISURREZIONE
SAN MARCO EVANGELISTA - FESTA PATRONALE A PAI
VENERDÌ
25
ore 10.00 S. MESSA SOLENNE, PROCESSIONE E
BENEDIZIONE DI AUTO E MOTO.
PER LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA CONSULTARE IL PIEGHEVOLE
DISPONIBILE IN CHIESA
CHIESA DA DOMENICA 13 APRILE
CELEBRAZIONE DELLA LITURGIA
PARROCCHIA DI TORRI
ORARIO FESTIVO
ORARIO FERIALE
Sabato
ore 17.00 Vespero
ore 18.00 S. Messa
Domenica
ore
ore
ore
ore
ore
8.30
10.00
11.15
17.00
18.00
S. Messa
S. Messa
S. Messa
Vespero
S. Messa
ore
ore
ore
7.00 Lodi
17.00 Vespero
18.00 S. Messa
PARROCCHIA DI PAI
ORARIO FESTIVO
Sabato
ore 19.30
Domenica ore 10.00
Bollettino di informazione Parrocchiale stampato in proprio
La Redazione: Don Giuseppe Cacciatori – Daniela Pippa – Anna Menapace - Nuccia Renda – Rosanna Zanolli - William Baghini. Collaborazione
fotografica: Mario Girardi /Impaginato da: Francesco Greco / Stampato da: Daniela Pippa