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Venerdì 30 gennaio 2015
3a settimana del Tempo Ordinario
Parola del giorno
Lettera agli Ebrei 10,32-39; Salmo 36,3-6.23-24.39-40; Vangelo di Marco 4,26-34
Salmo 36,3-6.23-24.39-40
La salvezza dei giusti viene dal Signore.
3
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
4
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.
5
Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
6
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno.
23
Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via.
24
Se egli cade, non rimane a terra,
perché il Signore sostiene la sua mano.
39
La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
40
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati.
Vangelo di Marco 4,26-34
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: 26 «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il
seme sul terreno; 27 dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come,
egli stesso non lo sa. 28 Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi
il chicco pieno nella spiga; 29 e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché
è arrivata la mietitura». 30 Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con
quale parabola possiamo descriverlo? 31 È come un granello di senape che, quando viene
seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32 ma, quando
viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi
che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
33
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano
intendere. 34 Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava
ogni cosa.
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Come mai?
Come mai gli uomini, i figli di Dio, creature divine create in modo così raffinato e complesso,
dotati di coscienza e intelligenza, capaci di costruire mentalmente idee, filosofie, concetti,
immagini, non riescono a capire quello che Gesù dice? Quello che Gesù deve rivelare
all’umanità sono concetti così lontani dalla comprensione della mente umana? Sono proprio
così difficili da intendere e capire? Perché Gesù è costretto a rivelare la sua Parola alla
gente attraverso parabole, altrimenti nessuno capisce nulla? Dove sta il problema,
nell’irraggiungibilità della Parola di Gesù o nelle difficoltà di comprensione dell’uomo? Non
è Gesù che è irraggiungibile e dice cose incomprensibili, ma sono piuttosto le capacità
intellettuali dell’uomo che per qualche motivo non sono sfruttate correttamente, riducendo
così drasticamente le loro possibilità di comprensione. Perché l’uomo fa fatica a
comprendere quello che dice Gesù? Perché l’intelligenza non è sapienza. Possedere le
capacità intellettuali non significa possedere la sapienza. Come possedere un cavallo non
significa saperlo cavalcare, così avere tutti gli ingredienti non significa saper fare un dolce,
né avere tutto il necessario significa saper accendere un fuoco.
Gesù fa fatica a far comprendere all’umanità che cos’è il regno di Dio. Perché? Perché
l’uomo ha così abituato la sua mente a compilare pensieri di dubbio sull’esistenza di Dio,
pensieri di sospetto sulla sua bontà e misericordia, pensieri che accusano Dio come il
colpevole per il male, le malattie, le disgrazie, colpevole della morte, che la mente non può
più concepire conoscenze legate a Dio e al suo mondo. È difficile far comprendere che
cos’è e come funziona un aereo a delle intelligenze che non conoscono le leggi
dell’aerodinamica. Costringendo la mente a pensieri contro Dio l’uomo ha gradualmente
macerato le proprie capacità intellettuali con il risultato che non riesce più a sfruttarle al
massimo per essere sapiente e per evolversi nel vero benessere e verso la felicità.
Pensare male di Dio rende gradualmente stupidi. E che cos’è la stupidità? La stupidità è
l’incapacità della mente di riuscire a mettere in relazione in modo armonioso tutti i suoi
contenuti. La stupidità è usare l’intelligenza per seguire in modo frammentario dei
frammenti conoscitivi, senza riuscire a metterli in relazione tra loro per il vero benessere
dell’uomo. Stupidità è studiare, approfondire, conoscere la farina, il fuoco, l’acqua per
secoli come mondi distinti e separati, senza mai riuscire a mettere in relazione le
informazioni, le conoscenze, le energie di questi elementi per riuscire a fare il pane.
Gesù è costretto a fare degli esempi per far comprendere alla gente il suo messaggio,
perché le esemplificazioni hanno il potere di mettere in relazione le diverse aree cerebrali
della mente, favorendo lo scambio di informazioni e aumentando le capacità conoscitive, e
questo consente al cervello umano un barlume momentaneo di sapienza. Perché la luce
della conoscenza e della sapienza è come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o
vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il
terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella
spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura.
Nota per il lettore
La riflessione Come mai? è tratta dal libro Innamorati dell’amore di Paolo Spoladore, Ed. Usiogope, Venezia, 2013.
La riflessione “Come mai?” è tratta dal libro “Innamorati dell’amore” di Paolo Spoladore, Ed. Usiogope, Venezia, 2013. Tutti i diritti sono riservati.
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