Ciao, Alessandro. Il ricordo degli amici della BCC

ancAperta
Periodico della Banca del Cilento e Lucania Sud
Anno IV - numero 1 - Febbraio 2015
http://www.bcccilentoelucaniasud.it
Banca del Cilento
e
Lucania Sud
Filiale del mese:
Acciaroli
4
Soci del mese:
Francesco Volpe
5
Imprese del mese:
Cantieri Schiavone
6
Mostra sul Cilento:
Apertura fino a Primavera 8
Ciao, Alessandro.
Il ricordo degli amici della BCC
La sua scomparsa lascia un senso di vuoto
nelle persone che lo hanno conosciuto
E’ andato via all’improvviso, quasi in punta di piedi,
sotto gli occhi angosciati della famiglia, dei colleghi di
lavoro e degli amici che lo avevano conosciuto. L’influenza, una complicazione alle vie respiratorie, poi la
rianimazione. Era pieno di vita, Alessandro, pieno di
voglia di vivere, ma un destino atroce ha voluto che
quella vita della quale, giorno per giorno si cibava, lo
lasciasse sotto gli sguardi attoniti di tutti. Alessandro
imprimeva quella voglia di vita e di gioia in ogni luogo
che frequentava. Come ricordano gli amici che lo hanno conosciuto, aveva una predisposizione innata alle
relazioni con la gente che incontrava, la trasmetteva,
quella gioia di vivere, in ogni persona che incrociava
sulla sua strada. Era il suo modo di essere: una grande
voglia di vivere e la propensione naturale nel comunicarlo agli altri. La sua scomparsa lascia un senso di
profonda tristezza e di vuoto. Davanti alla Rianimazione vi era sempre un folto gruppo di amici che davano
forza, per quanto fosse possibile, ai familiari, che s’informavano se ci fosse qualche miglioramento. Alessandro era sempre sorridente, anche quando, a volte, le vicissitudini della vita non lo consentissero: era il sorriso
di chi lotta, di chi guarda l’orizzonte e pensa che il sole
sorge ogni giorno e che è sempre importante rivederlo.
Il punto del
Presidente
Francesco Castiello
L’oro nero della Basilicata: una
nuova colonizzazione del
Mezzogiorno
L’unificazione avvenne, a metà circa dell’800, in forma di annessione. Il Piemonte conquistò il Sud Italia
senza neppure una dichiarazione di guerra contro il
Regno delle Due Sicilie. Garibaldi segue a pag. 2
sbarcò a Marsala sotto la protezione
Il punto del
Direttore Generale
Ciro Solimeno
La nuova organizzazione della
Banca del Cilento e Lucania
Sud
Il 2014 è stato un anno ancora difficile per l’economia
reale; doveva essere il momento del riscatto, l’anno nel
quale si sarebbe finalmente usciti da una crisi che sui
mercati internazionali ha già superato i sette anni, ma
i segnali di ripresa sono ancora troppo labili per poter
tirare sospiri di sollievo. “Si chiude un anno, è stato ancora un anno molto, molto difficile.”
segue a pag. 3
Il sorriso di una bella persona, quello di
Alessandro, di una persona che voleva
continuare a vivere, a stare in mezzo alla
gente perché in mezzo alla gente si sentiva a suo agio. La naturalezza con la quale era solito relazionarsi col pubblico è
stato un punto di forza nell’integrarsi in
un tessuto lavorativo ancora nuovo come
quello della Banca del Cilento e Lucania
Sud. Nella filiale di Marina di Camerota,
dove lavorava in qualità operatore unico della BCC, ha trascorso quasi tutto il
tempo della sua breve esperienza presso
la banca. I colleghi di lavoro, il preposto Davide Pilerci e il collaboratore Fabio Brandi, i clienti ne ricordano la sua
semplicità, la sua naturale propensione
al dialogo. La notizia del suo ricovero e
della sua scomparsa ha destato un senso
di sgomento, un vuoto che si mescola col
freddo e con l’inverno, con la notte e col
ricordo della sua bella persona.
Servizi a pagina 11
Riforma delle Popolari
Investment Compact:
progetti anche per le BCC
Federcasse sta progettando una tipologia di riforma
per il sistema del credito cooperativo
Il Consiglio dei Ministri dello scorso 28 gennaio ha dato via libera all’“Investment compact”, provvedimento
nel quale è contenuta la riforma delle banche popolari. Le prime dieci popolari, quelle con attivi superiori agli
8 mld di euro, dovranno deliberare la trasformazione in SpA. Banco Popolare, Ubi, Bper, Bpm, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Popolare di Sondrio, Creval, Popolare dell’Etruria e Popolare di Bari, questi i dieci istituti
soggetti alla trasformazione. “E’ una riforma di cui si parlava da molti anni” commenta il direttore generale della
Banca del Cilento e Lucania Sud, dottor Ciro Solimeno “adesso era diventata, praticamente, improcrastinabile,
almeno per quanto riguarda le maggiori Popolari. La
riforma, infatti, com’è scritto nella norma, riguarda le
prime dieci Banche Popolari, quelle quotate in borsa.”
Il nuovo assetto societario mira ad aumentare la capacità di ricorso al mercato dei capitali per accrescere
la capacità patrimoniale. “Effettivamente” continua il
direttore Solimeno “era una riforma necessaria: raggiunta una certa dimensione, l’assetto organizzativo
e patrimoniale di queste banche non rispondeva più a
quelle che erano le esigenze di mercato. Erano diventate, a tutti gli effetti, delle SpA. Questa riforma, però,
ne siamo tutti convinti, riguarderà, segue a pag. 10
Il punto del Presidente Francesco Castiello
L’oro nero della Basilicata:
una nuova colonizzazione
L’estrazione degli idrocarburi nella Val d’Agri rappresenta una nuova
colonizzazione per il Mezzogiorno
segue dalla prima
della flotta inglese. Il governo britannico
aveva un conto da regolare relativamente
alla concessione delle miniere di zolfo siciliane che, venuta a scadenza, il Borbone
non aveva rinnovato all’Inghilterra, preferendo rilasciarla alla Francia. Lo zolfo era
il petrolio dell’epoca e quindi una risorsa
strategica ambita e contesa dai Paesi maggiori protagonisti della rivoluzione industriale. Questo fatto indusse l’Inghilterra a
sostenere l’impresa dei Mille per rovesciare la monarchia borbonica. Fu una rappresaglia internazionale, che favorì non poco
la guerra di conquista piemontese.
Dopo lo sbarco avvenuto a Marsala senza
resistenza alcuna, neppure a Calatafimi e
a Palermo si combattè. L’esercito Borbonico fu sconfitto, piuttosto che dalle armi
dei Garibaldini, dalla fellonia e perfino
dalla corruzione di alcuni dei suoi generali
(Landi e Lanza).
Con grande manifestazione di dignità
(non ripetuta dai Savoia in occasione della seconda guerra mondiale), Francesco di
Borbone nel riparare a Gaeta non trafugò
il tesoro reale. Gli offersero la possibilità
di conservarlo. Rifiutò.
Il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli,
all’epoca Banche di emissione, vennero
svuotati delle riserve auree, utilizzate in
(piccola) parte per compensi ai Garibaldini, in (massima) parte per dono al Piemonte, rallegrando Cavour, preoccupato
dalla esiguità delle finanze statali ridottesi
al lumicino a causa delle guerre di indipendenza.
Ma la colonizzazione del Sud e l’espropriazione dei suoi tesori non era destinata
a finire con gli episodi ricordati. Continua. Ne è vittima, 150 anni dopo, la Basilicata.
Il sottosuolo lucano è ricco di idrocarburi.
Si tratta di un giacimento di considerevole consistenza, il più ricco dell’Europa
continentale. Nel 2016 – 2018 le estrazioni di petrolio dovrebbero corrispondere al
10% - 12% del fabbisogno nazionale.
L’opera di depredamento da parte delle
compagnie petrolifere è in atto e si svolge
con grande determinazione, denunciata
da Pino Aprile all’opinione pubblica in
un recente saggio. I quantitativi di greggio
estratto non vengono neppure esattamente
misurati. In mancanza di un misuratore di
quantità le estrazioni vengono quantificate
forfetariamente e unilateralmente da parte
delle compagnie stesse. E’ come se il compratore facesse il prezzo imponendolo al
venditore, senza sentirne le ragioni, neanche per la quantità della merce acquistata.
Le royalties corrisposte alla Regione sono
di livello ridottissimo, quasi di infimo ordine. Questo ostacola fortemente gli sfor-
zi della Regione di migliorare la propria
rete infrastrutturale, di incentivare decisamente le attività produttive, di combattere
la disoccupazione (soprattutto giovanile)
investendo le disponibilità ricavate dalla
vendita del greggio.
Negativo appare al momento il saldo algebrico fra i micragnosi proventi percepiti a fronte del greggio estratto e il danno
all’ambiente causato dalla presenza delle
strutture estrattive degli idrocarburi. Di qui
l’esigenza di rivedere i rapporti tra Regione – Stato – Società petrolifere, restituendo alla Regione,
come le spetta, un ruolo primario e decisivo nella politica
petrolifera, che non può essere svolto da altri a casa propria, in pratica espropriandola
di una preziosa risorsa, la cui
valorizzazione potrebbe fare
della Basilicata la più florida
delle Regioni del Mezzogiorno e una delle prime d’Italia.
Bonus carburanti:
riattivata la carta prepagata
A gennaio sono stati erogati i primi fondi per l’annualità 2011, ad agosto
lo saranno per il 2012 e a dicembre per il 2013
I ministri dello Sviluppo Economico,
Stefania Guidi, e dell’Economia, Carlo
Padoan, hanno riattivato, attraverso il
decreto “bonus carburanti”, lo strumento
delle agevolazioni finanziarie per i cittadini delle regioni nelle quali si estraggono idrocarburi. Quanto alla Basilicata,
per l’elevata quota spettante, i lucani
sono già in possesso di una prepagata
2
sulla quale saranno accreditate le somme per le quali ci sono stati dei ritardi,
ma la situazione sembra essersi sbloccata in queste prime settimane dell’anno.
“Entro la fine di gennaio” afferma il governatore lucano, Marcello Pittella “sarà
attribuita ai patentati l’annualità 2011, le
prime carte sono già state ricaricate. Ad
agosto di quest’anno si riceverà l’annualità 2012, e a fine dicembre
l’annualità 2013. La gestione di oltre 370 mila posizioni ha fatto venir meno le
iniziali previsioni fatte dal
Ministero dello Sviluppo
Economico e dalle Poste,
generando alcune settimane
di ritardo. Finalmente però
la situazione si è sbloccata.
Per quanto riguarda l’annualità 2014 ricordo che la
carta carburante è diventata
Social Card cioè un
bonus
spendibile,
non solo per il carburante, ma in tutti
gli esercizi commerciali fino a importi di
450 euro per le fasce
più deboli. La nuova
Social Card verrà
assegnata, inoltre, a
nucleo familiare e
non più ai soli patentati.” Sulla base
dei dati aggregati
dell’anagrafe tributaria,
disponibili
attraverso il Ministero dell’Economia e
delle Finanze, si ipotizza di accreditare
con il fondo del 2011 un bonus massimo
di circa 150 euro e con il fondo 2012 un
bonus massimo di circa 220 euro.
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
Sopra (nella pagina): fasi dell’estrazione del greggio
lucano nella Val D’Agri, in provincia di Potenza.
A fianco e sopra: la carta del bonus carburanti per i
cittadini della Basilicata. Da questo anno, la carta diventerà social card
Il punto del Direttore Generale Ciro Solimeno
La nuova organizzazione della
Banca del Cilento e Lucania Sud
La filiale diventa elemento centrale del territorio, ma, di più, la filiale diviene
elemento centrale dell’intera organizzazione della BCC
continua dalla prima
Commenta così la situazione economica, il
direttore generale della Banca del Cilento
e Lucania Sud, dottor Ciro Solimano. “Gli
analisti” continua il dg “hanno sbagliato,
tutti, le previsioni: si parlava ancora una
volta di ripresa nel corso del 2014, cosa
che non c’è stata. Il mondo occidentale
vive ancora la crisi e continua tutt’ora a
viverla, vediamo il caso della Grecia, vediamo che anche la Spagna vive momenti
di grande tensione economica e sociale.”
Sul fronte del Mezzogiorno, come è andato questo 2014 per la Banca del Cilento e
Lucania Sud?
Noi quest’anno siamo riusciti a rifare tutta l’organizzazione sulla quale c’eravamo
impegnati con la Banca d’Italia. come è
noto, nel 2013 abbiamo avuto una severa
ispezione che ha sottolineato una serie di
difficoltà esistenti nell’ambito della banca sui cui bisognava intervenire, una serie
di cose sulle quali dovevamo lavorare.
E’ stato necessario guardarci dentro, nel
profondo. Siamo stati spronati a migliorare e abbiamo fatto tante cose. Abbiamo
riorganizzato tutta la banca; abbiamo tolto
una serie di strutture e di funzioni che, in
effetti, non erano più adatte alla dimensione della banca attuale. Abbiamo messo al
centro della nostra nuova organizzazione
la filiale come unico soggetto gestore dei
soci e della clientela. La filiale è divenuta
così il centro operativo territoriale. In realtà, ci siamo anche resi conto che questa
crisi ha fatto pulizia di tutta una serie di orpelli, che, nel periodo opulento, si era portati a considerare. Oggi, le distinzioni tra
corporate, retail e altre funzioni, in particolare al Sud e nei nostri territori, non hanno
più significato reale: oggi si deve parlare
solo di opportunità positive e opportunità
non positive che vengono da privati e da
aziende. La parola d’ordine è stata, e deve
essere ancora di più, la crescita nella sana
e prudente gestione. Abbiamo fatto tante
cose cominciando dalla riorganizzazione
del Consiglio di Amministrazione per arrivare alla riorganizzazione della banca in
tutte le aree di business più importanti: i
crediti, la finanza, ma anche nelle aree di
supporto come i controlli. Abbiamo disegnato una nuova mappa che dovrebbe
portare anche a razionalizzare la presenza
territoriale della banca e su questo aspettia-
mo che Banca d’Italia ci dia il suo assenso.
Tutto questo però non ci ha fatto perdere di
vista l’obiettivo principale, che resta quello
di conseguire una patrimonialità e un’economicità più forte. Alla luce dei primi dati,
che in questo momento non posso anticipare, vi assicuro che questo obiettivo è stato
conseguito. I soci possono essere tranquilli
e fiduciosi perché la loro banca è una banca
viva, vitale e in grado di stare efficacemente sul mercato.
La filiale diventa quindi centrale rispetto
al proprio territorio di competenza; questo è un capovolgimento di vedute a livello
strategico per riuscire a stare sempre più
vicini alle imprese e alle famiglie del territorio. E così?
Ha colto bene. La filiale è il centro del territorio, ma, di più, la filiale è il centro dell’organizzazione banca. Tutti gli affari, tutte le
opportunità nascono e muoiono nell’ambito della filiale, muoiono e nascono sul territorio; quindi è lì che la banca si doveva
potenziare e che si è potenziata in quanto lì
la banca deve dare le risposte. Tutto il resto
della banca è organizzato in strutture specialistiche al servizio della filiale. Abbiamo
quindi ribaltato la nostra organizzazione
precedente che era la classica organizzazione bancaria: prima esistevano, infatti,
i punti vendita, dove si faceva solo commerciale spicciolo, c’era poi la
direzione in cui si decideva e
si analizzava tutto. Questo non
va più bene in questo momento
storico ed economico perché la
vicinanza ai territori, l’esistenza stessa della struttura all’interno dei territori, consente di
cogliere i primi segnali, i fatti
più importanti che meritano di
essere colti in senso positivo,
ma anche in senso negativo.
Era necessario aprire gli occhi
sui territori e per una banca come la nostra,
che opera su tre regioni e quattro province, con una dimensione territoriale estesa
per una Bcc, forse siamo l’unica in Italia
che ha questo tipo di dimensione, era particolarmente importante modificare l’organizzazione e introdurre questi concetti.
Attualmente, da questa riorganizzazione,
devo dire, stiamo cominciando a raccogliere risultati positivi. Abbiamo voluto
una struttura centrale: il servizio coordinamento rete vendita, la quale sta veramente
operando a supporto specialistico di tutte le
filiali e credo che sarà la struttura che nel
tempo dovremo potenziare.
In qualche editoriale scorso, Lei diceva
che nei momenti di crisi ci si deve organizzare per cogliere poi le opportunità
positive quando arriva la fase di crescita.
Possiamo dire che questa trasformazione
soggiace a questo principio?
Assolutamente sì. Come ho già detto in
qualche editoriale scorso, nei momenti di
crisi, l’imprenditore di razza si guarda dentro, studia e si riorganizza per poi poter meglio cogliere le opportunità che verranno dalla
ripresa dell’economia.
Ormai si sta mettendo in
campo tutto quello che è
possibile, le ultime operazioni della Bce vanno
tutte in questo senso: si
sta inondando di liquidità il mercato e si stanno
ricercando e stimolando
nuove opportunità imprenditoriali e commer-
ciali. Credo che questa
volta cominciamo ad
avvicinarci al superamento della fase buia.
Sta per passare la nottata.
E’ sembrato che a
Lauria, l’ultima filiale
aperta lo scorso anno,
v’era già “in nuce”
l’idea di effettuare
questo capovolgimento di strategia. Questo
si nota ad esempio già
dall’arredo della nuova agenzia (nella foto sopra): alle casse
scompare il banco, al posto del quale vi
sono dei banchetti con sedie dove il cliente
può sedersi e dialogare col cassiere-cosulente. E’ così?
Sì, è proprio così. Abbiamo voluto dare
un’immagine nuova, diversa della banca: il
cliente viene in banca e non si approccia al
bancone, che è più alto, che mette in soggezione, perché c’è uno dietro che ti guarda dall’alto in basso, ma il cliente viene, si
accomoda e parla col proprio interlocutore
che sta lì proprio per servirlo e per mettergli a disposizione tutte le possibilità della
banca. Devo dire che quell’organizzazione
dello sportello sta dando ottimi risultati in
termini di capacità di interlocuzione; vi
posso già anticipare che è allo studio la trasformazione in questo senso anche del salone di Vallo della Lucania, un salone che
ormai è diventato un po’ datato rispetto a
quella che è ancora la grandissima affluenza. Non dimentichiamo, infatti, che ancora
oggi Vallo della Lucania rappresenta un
terzo della banca in termini economici,
patrimoniali e di clientela, quindi merita
un’attenzione particolare in termini di riorganizzazione dei servizi di sportello.
In che modo questo nuovo modello viene
trasmesso al personale; mi spiego meglio:
come preparare il personale a questo
nuova visione di banca?
E’ importante che il personale dipendente
comprenda questa rivoluzione culturale e
anche strategica e si muova in questo senso. Quando parlo del personale ne parlo
in generale, non faccio distinzione tra chi
sta in direzione e chi sta nelle filiali. Dico che bisogna lavorare tutti
assieme, bisogna rendersi conto che
il risultato è la somma di una serie
d’interventi e di impegni personali
di ciascun operatore in ciascun punto
della banca si operi.
Lei ha avuto sempre un po’ il pallino per il personale: ha sempre
affermato che il personale deve
rappresentare la banca nella sua
unicità e ha sempre parlato del fattore responsabilità….
Vede, il tema delle responsabilità
in una organizzazione aziendale moderna
è fondamentale e centrale. Noi abbiamo
superato i modelli autoritari: quelli che facevano tutto dall’alto, per cui chi stava in
prima linea doveva solo eseguire. Oggi, il
coinvolgimento è fondamentale per raggiungere i risultati e tutti devono lavorare
per raggiungere quel risultato. Certo, ci
deve essere chi pensa, chi elabora la strategia e chi esegue, ma questo è naturale che
avvenga. Però, chiunque esegua, anche
l’ultimo pezzo della catena di montaggio,
deve essere convinto che il suo apporto è
importante, altrettanto importante rispetto
a chi ha pensato ed ha elaborato la strategia. Ognuno deve migliorarsi continua-
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
mente sul come svolgere il compito in un
modo migliore per sé e per gli altri. In questo è il grande tema della responsabilità. La
riorganizzazione che ha voluto il consiglio
e che noi abbiamo messo in campo, comporta, necessariamente, che tutti i responsabili, quando assumono una decisione, la
assumono pensando a quello che fanno e
pensando a quello che è avvenuto prima e
a quello che avverrà dopo. Non si può pensare che esiste una struttura che è in grado di risolvere tutto. La struttura centrale
della nuova Banca del Cilento e Lucania
Sud è una struttura leggera, è di servizio
specialistico alle filiali, ma le azioni vanno pensate e realizzate nella filiale. Vede,
torniamo così al discorso della centralità
della filiale, per questo dicevo che questa
nuova organizzazione presuppone che le
persone cambino mentalità. Non c’è più
una struttura di base, quella dello sportello,
e una sovrastruttura, quella della direzione:
esiste una struttura unica sullo stesso livello, fatta da operatori territoriali e operatori
specialistici che stanno in un altro luogo
rispetto alla filiale, ma che sono al servizio
di tutti. I servizi di business della direzione
sono itineranti: gli operatori devono muoversi, devono andare sulla singola filiale e
mettersi al fianco del personale oppure fare
essi stessi l’operatività.
La struttura è dunque cambiata?
E’ cambiata radicalmente la struttura, tutto
va in un’unica direzione: il cliente quando
arriva, si siede e parla col suo operatore,
il quale, se è in grado di risolvere il problema, glielo risolve immediatamente, altrimenti prende appuntamento e si troverà
lui, con la struttura specialistica, a parlare
col cliente per risolvere il problema. Questo è dunque il nuovo approccio: la banca
che va verso il socio, il cliente, non viceversa. Non esiste più la banca istituzione; è
finita, non c’è più tempo, non c’è più spazio, non ci sono più le possibilità di mercato per fare quel tipo di banca.
Alcune filiali della Banca del Cilento e Lucania
Sud, da sopra a sinistra in senso orario: Colobraro,
Lauria (interno con il nuovo e particolare arredamento), Futani e Senise.
3
Filiale del mese: Acciaroli
Il presidio più a nord della BCC
tra turismo ed enogastronomia
Vitagliano: “aiutiamo le piccole e medie imprese sia nella fase di start up, sia
nella loro crescita. Noi cresciamo insieme alle imprese del territorio.”
Una filiale aperta alla comunità locale del Cilento costiero poco più di sette anni fa e che nel corso degli
anni è cresciuta con una notevole progressione sul
territorio: un lavoro duro, quasi certosino, quello dei
preposti che si sono alternati alla sua guida. Acciaroli
è la filiale più a nord tra quelle della Banca del Cilento
e Lucania Sud, sul piano architettonico è anche quella
che si distingue dalle altre per il colpo d’occhio esterno: non ci sono tabelle indicative in plexiglass come
nella maggior parte delle altre. Logo e scritta della
nuova denominazione della BCC sono state scavate
nel legno, immagini che abbelliscono l’esterno non
meno della vecchia scritta in ferro battuto. “Acciaroli
è, tra le nostre filiali, quella che ha una maggiore vocazione turistica” afferma il preposto, Luigi Vitagliano,
arrivato pochi mesi fa a dirigerla “buona parte delle
imprese nostre clienti svolge gran parte dell’attività
durante i mesi estivi.”
Quale il compito di una filiale in un comprensorio
turistico?
Il nostro compito è soprattutto quello di supportare
queste imprese nell’operatività corrente durante il pe-
riodo estivo: in tutte quelle che sono le esigenze direttamente collegate all’attività turistica, alle strutture
alberghiere e ricettive della zona che sono situate in un
territorio abbastanza ampio.
Qual è un po’ il “raggio d’azione” di questa filiale?
La filiale ha tra i suoi comuni di competenza oltre
4
a quello di Pollica, con le sue cinque
frazioni, anche il comune di San Mauro
Cilento e Montecorice. In buona parte
copre anche l’area più a nord di Casal
Velino.
E’ un territorio, questo,
che vive di turismo, soprattutto di balneazione.
Il compito diventa maggiormente
impegnativo…..
Il nostro compito è dunque quello di supportare
la clientela nel periodo
estivo per l’operatività
corrente e, nel periodo invernale, dare un supporto
in tutta quella operatività
per la gestione dell’attività e nella preparazione
della stagione estiva.
Oltre alla Banca del Cilento, ad Acciaroli v’è anche un altro istituto bancario. Quali sono le istanze che maggiormente pone la clientela nel periodo
invernale e come
risponde la BCC?
Ad Acciaroli era ed
è già presente un altro istituto bancario.
Nonostante questo,
la filiale, pur essendo
relativamente giovane, perché è stata
inaugurata nell’estate 2007, ha raggiunto degli ottimi risultati con delle buone
masse movimentate.
Nel periodo estivo,
Acciaroli è una delle
mete turistiche più
rinomate in Italia e
oltre, ha prestigiosi
riconoscimenti, dalle Cinque Vele di
Legambiente e alla
Bandiera Blu. Quanto alle istanze del
territorio, nel periodo autunnale e in questo periodo invernale, cerchiamo di accompagnare le aziende e le famiglie sino alla
prossima stagione estiva. Nei periodi invernali, come
accade in genere per tutte le filiali “stagionali”, vi è
maggiore richiesta di impieghi da parte della clientela.
Qual è la performance di questa filiale?
La filiale nel corso degli anni è cresciuta a livello di
masse movimentate; dal dato, ancora non definitivo al
31 dicembre, abbiamo un totale di masse movimentate intorno ai diciotto milioni di euro suddivisi, più
o meno equamente, tra impieghi e raccolta. Nel periodo da ottobre ad aprile aumentano gli impieghi e
diminuisce la raccolta. Questo equilibrio si capovolge
nel periodo estivo quando con gli incassi delle grosse strutture alberghiere, che fanno parte della nostra
clientela, delle aziende agrituristiche, delle imprese
che commerciano all’ingrosso e al dettaglio pesce e
prodotti enogastronomici. Nel periodo estivo, il rapporto impieghi/raccolta viene quindi capovolto e vi è
un equilibrio.
Eppure nel corso di questi ultimi anni, si è sviluppata una piccola impresa locale legata all’enogastronomia e ai prodotti tipici ed artigianali. Questo
dato sembra essere più visibile proprio nell’area di
competenza di questa filiale. Lei mi può confermare
questo dato?
Le posso confermare questo dato perché il territorio di
competenza della filiale va da Pioppi che è simbolo nel
mondo della Dieta Mediterranea e vi sono sia aziende
agrituristiche sia PMI che fanno dei loro prodotti tipici
il fiore all’occhiello della zona. Altri prodotti con un
notevole mercato sono ad esempio i fichi del Cilento,
che vengono prodotti nel territorio tra San Mauro Cilento, Montecorice e la frazione di Agnone, l’olio di
oliva che è un prodotto tipico di questa zona, anche se
quest’anno le avverse condizioni atmosferiche ne han-
no pregiudicato il buon andamento della stagione. La
zona è rinomata nel mondo per la sua bellezza paesaggistica e per il cibo e i prodotti tipici.
La piccola e media impresa turistica ed enogastronomica rientra quindi a pieno titolo nell’area di azione
di una BCC come la Banca del Cilento e Lucania Sud
e questo target di clientela ha trovato la giusta collocazione nella Banca. Non è così?
Come BCC, tra i nostri principi ispiratori della nostra
attività abbiamo quella di agevolare al massimo il territorio. Quindi, aiutiamo le piccole e medie imprese sia
nella fase di start up, sia nella loro crescita. Noi cresciamo insieme alle imprese del territorio.
Lei ha registrato la richiesta di altre imprese del territorio a farsi supportare nella propria crescita, in altre
parole c’è una impresa giovane nella vostra clientela?
Per la mia esperienza in questa filiale, che è relativamente breve, perché la dirigo soltanto dal primo di ottobre, ho già avuto modo di constare che facendo un
bilancio sommario della situazione ci sono delle aziende che purtroppo hanno chiuso per le contingenti condizioni economiche. Allo stesso tempo però, ci sono
dei giovani che hanno voglia di imprenditoria, abbiamo avuto richieste di assistenza da parte di imprese sia
nella forma di ditte individuali, sia in quella di società
cooperative, alle quali stiamo fornendo sostegno nella
fase di start-up.
Sopra: il preposto della Filiale di Acciaroli, Luigi Vitagliano
A fianco e al centro: la filiale di Acciaroli.
Sopra: il porto di Acciaroli con la torre e la chiesa
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
Socio del mese: Francesco Volpe
L’enogastronomia e la cultura
locale servite a tavola
Alfea coniuga le produzioni agricole locali con la ristorazione, offrendo ai turisti
la cultura delle tradizioni locali
Una sala ristorante ampia in
una struttura rivestita in pietra
locale che domina la collina
di San Mauro Cilento, così si
presenta Alfea, la struttura del
socio Francesco Volpe. Dal
terrazzo e dalle finestre dalla sala si scorge il panorama
mozzafiato della parte centrale della costiera cilentana.
Il panorama si coniuga con i
piatti tipici della cucina locale
preparati, per una gran parte,
con i prodotti dell’azienda
agricola della madre, azienda che produce un ottimo vino e l’olio delicato delle colline
sammauresi. “La struttura nasce dall’idea di mio padre” ci
dice Francesco Volpe “questa doveva essere la tavernetta della nostra casa. Visto però che la sala era abbastanza grande,
mio padre mi chiese se avevo intenzione di gestire un ristorante. D’estate andavo sempre a lavorare presso i ristoranti
della zona; mettermi in proprio era una delle mie grandi aspirazioni.Così abbiamo iniziato la sfida.”
Una sfida che nel corso degli anni l’ha portata a definire
un bel pacchetto di clienti: come sta andando la struttura?
Considerando che abbiamo aperto l’attività nel momento in
cui è cominciata la crisi, nel 2007, stiamo combattendo e aumentiamo ogni
anno la nostra
clientela.
Una sala molto ampia che
riesce ad accogliere trecento
persone, ma, ci
diceva che per
una politica di
impresa preferisce accoglierne di meno per dare qualità al servizio….
Penso che la qualità non sia solo nel mangiare; la qualità sta
anche nel saper accogliere il cliente, saperlo servire, saperlo
coccolare. La nostra scelta, dunque, è quella di accogliere le
persone in base alle nostre potenzialità, non ci va di strafare e
scontentare i nostri clienti. Preferiamo che il nostro cliente se
ne vada sempre contento e soddisfatto.
Collegata al servizio ristorazione v’è l’offerta di vino, il San
Sebastiano, e di olio….
In effetti, l’azienda agricola di mia madre produce sia vino
che olio oltre alle verdure. Noi compriamo questi prodotti
dall’azienda agricola e li trasformiamo.
Tra questi prodotti abbiamo il nostro
vino, il San Sebastiano, la cui denominazione si rifesce al luogo in cui viene
prodotto. E’ un aglianico con un primitivo. Abbiamo inoltre la bottiglia del nostro olio che si chiama “Costaredde” che
viene prodotto in un’altra località dove
abbiamo circa mille piante di olive. E’ un
extravergine.
San Mauro ha una lunga tradizione di
oli, quindi
non poteva
non usare il suo
olio….
La clientela che viene da noi
preferisce usare e comprare
olio di San Mauro, vuol sapere
dove viene prodotto per avere
una certificazione e una qualità
che altrove non riesce a trovare.
Oltre alla ristorazione Lei si
occupa della commercializzazione di farine, come nasce
quest’altra attività imprenditoriale?
Questa era un’attività che già
negli anni addietro svolgeva mio padre in forma di agente di
commercio e trasportatore. Da giugno del 2014, nasce l’idea
di commercializzare farine, cercando di ritagliare
una fetta di mercato ben definita.
La crisi, soprattutto nel settore della
panificazione, ha
fatto sì che non
si potessero più
acquistare grandi
quantità di farine.
Quindi ci siamo
assunti il rischio
noi di comprare farine e rivenderle a questi piccoli panifici in
modo da poterli sostenere.
Il ristorante nasce quasi in concomitanza con l’apertura
della filiale di Acciaroli della Banca del Cilento e Lucania
Sud. Qual è il suo rapporto con la BCC?
Devo dire che in precedenza avevamo esperienze con banche più grandi, ma devo ammettere che l’esperienza con la
Banca del Cilento e Lucania Sud mi ha fatto capire quanto questa banca sia vicina alle esigenze del territorio e degli imprenditori. Conoscono l’andamento del mercato del
momento, quindi sanno venirci incontro. Voglio esprimere
loro un forte ringraziamento perché la BCC ha fatto sì che
piccole aziende come la nostra riuscissero a stare sul mercato e a continuare ogni giorno la propria attività senza alcun
problema.
La BCC fonda la sua attività sulla conoscenza diretta delle
persone e degli imprenditori. Si rivede
in questo?
A differenza delle banche nazionali, la BCC
è presente sul territorio, conosce la clientela, visita le aziende.
Mentre le banche
nazionali guardano
la realtà attraverso un
computer, le BCC e
questo del Cilento e
Lucania Sud in particolare, guarda le persone. Sono molto presenti, si rendono conto
quando vi è il momento difficile e sanno aiutare un’azienda
a riprendersi.
Lei sta tentando un’impresa non sempre facile
e non sempre agevole, quella cioè di mettere
insieme la filiera dell’enogastronomia con
quella della ristorazione e del turismo. Qual è
il riscontro?
Offriamo una cucina strettamente cilentana e riscontriamo molto successo per i nostri piatti tradizionali: questo fa sì che il turista mangia qualcosa che sa che può trovare solo da noi, forse sarà
anche perché utilizziamo ricette antiche. A volte
noto che ci sono dei clienti che tornano esclusivamente per il sapore della pizza, per il pane fatto
in casa o altre ricette locali. Sono questi i sapori
della nostra terra.
A fianco: Il socio Francesco Volpe. Sopra nella pagina:
l’esterno e l’interno della struttura ristorativa Alfea a San
Mauro Cilento. Qui sopra: il punto vendita “Cilento Farine”
a Casal Velino Scalo
Enti e Territorio: San Mauro Cilento
Tesoreria: i vantaggi per gli
enti territoriali
Carlo Pisacane: “Sono molto onorato di essere socio della Banca del Cilento e
Lucania Sud”
Tra i soci della Banca del Cilento e Lucania Sud vi
è il primo cittadino di San Mauro Cilento, Carlo Pisacane. La tesoreria comunale, inoltre, è gestita dalla BCC. “Sono molto
onorato di essere socio
della Banca del Cilento
e Lucania Sud” afferma il giovane sindaco
“perché è una banca
molto vicina a tutti
noi”. E’ proprio questa
cura particolare per le
imprese e le famiglie
del territorio che dà il
segno tangibile della
differenza tra la banca
di credito cooperativo e le altre tipologie di banche.
“Una Banca differente che crea valore per il territorio” non è solo un enunciato del claim della BCC,
è una realtà, quella verso la quale tutti i giorni gli
operatori della Banca del Cilento e Lucania Sud si
sforzano. “Inoltre la nostra banca” afferma il sindaco
Pisacane “è vicina ai piccoli comuni. La BCC regge
la tesoreria del nostro comune, devo dire che sono
puntualissimi e cercano di soddisfare le esigenze
delle nostre casse comunali in ogni modo. La finanza pubblica, in particolare per i piccoli comuni, sta
vivendo un periodo non certo facile, ma, devo dire,
che la nostra BCC cerca di aiutarci in ogni modo nel
rispetto dei limiti previsti dalla normativa di legge”.
Come giudica l’attività della BCC verso la comunità locale?
“E’ assolutamente positiva. Oltre al servizio tesoreria, la Banca del Cilento e Lucania ci ha offerto il
servizio bancomat. E’ questo un servizio necessario
per un piccolo comune come il nostro che rischiava
di essere isolato dai servizi finanziari della fascia
costiera. Tenga presente che se non vi fosse stato il
servizio, ci saremmo dovuti spostare ad Acciaroli
per fare anche le minime operazioni come i prelievi.
Ho detto che la Banca ci ha offerto il servizio bancomat, è questo il termine esatto: devo dire, infatti,
che sull’attività di questo servizio non guadagnano
assolutamente nulla”.
A fianco: il sindaco di San Mauro Cilento, Carlo Pisacane,
socio della Banca del Cilento e Lucania Sud
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
5
Socio del Mese: Giovanni Schiavone
Tradizione e innovazione nella
nautica cilentana
I Cantieri Schiavone nascono nei primi anni ‘70 ad Acciaroli, nel corso dei decenni
l’offerta si è aperta al diportismo e alla sperimentazione di natanti ecologici
Passione, tradizione ed innovazione, sono
questi i tre elementi che contraddistinguono i Cantieri Schiavone ad Acciaroli. L’impresa nasce nella prima metà degli anni ’70,
quando Renato Schiavone avvia l’attività
di costruzioni navali per il mercato locale.
Nel corso degli anni l’azienda cresce col
crescere del mercato e dell’offerta che si
sposta verso il diportismo. La nuova generazione rappresentata dal figlio, Giovanni,
porta l’impresa ai livelli attuali: un’area di
produzione di circa tremila metri quadrati
sul porto di Acciaroli e un’azienda in fitto
a Santa Maria di Castellabate. L’offerta si
sposta sempre più sul diportismo e si percorrono nuove strade verso l’innovazione.
L’ultimo gioiello dei cantieri è una imbarcazione in alluminio con alimentazione totalmente elettrica, nata da un’attenta ricerca, insieme con l’Università di Salerno, nel
campo dell’ecologia e dei parametri imposti dalle due aree marine protette del Parco
del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La
realtà di cantieri navali nel Cilento, quindi,
non si è mai arrestata negli anni passando
dalle barche da pesca al fuoribordo. “Ho
rilevato questa attività da mio padre, un
imprenditore che ha creato questa impresa storica molti anni fa” ci dice Giovanni
Schiavone. “All’età di venti anni ho seguito l’attività di mio padre ed ho creduto in
questa attività, perché bisogna credere nelle attività, bisogna essere sempre positivi.
Man mano, con la conoscenza e la correttezza, la professionalità porta ad avere un
risultato positivo: abbiamo cominciato con
le barche da pesca, ora facciamo imbarcazioni da diporto e altro.
Dopo essere stati i pionieri nel Cilento
per le barche da pesca, ora l’attività si è
portata su target differenziati, ma in tutto
questo avete dato ampio spazio alle sperimentazioni..
Sì, adesso abbiamo realizzato un’imbarcazione tutta in alluminio, totalmente
elettrica per raggiungere le zone protette
della fascia costiera del Cilento. La barca
già è pronta, già l’abbiamo provata, stiamo
aspettando che qualcuno ce la commissioni.
Nel Cilento ci sono due aree marine protette, quindi è necessario sperimentare
6
imbarcazioni a basso impatto ambientale. Da questo presupposto nasce la nuova
imbarcazione?
Noi crediamo in questa attività ed abbiamo costruito questa imbarcazione ex novo.
Stiamo già organizzando per fare un progetto delle vie del mare: stiamo aspettando che, sul piano della pianificazione, la
politica investa in questo settore delle imbarcazioni ecologiche e ad emissioni zero.
Noi siamo già pronti.
Negli ultimi tre anni ha deciso di allargare l’azienda con il cantiere di Santa Maria di Castellabate. Come nasce questo
nuovo progetto?
Ho avuto la forza di volontà di credere
nell’attività, ho investito ulteriormente in
un fitto d’azienda di un altro cantiere a
Santa Maria di Castellabate, dove ho due
attività con una ventina di dipendenti. In
una realtà economica nella quale si lavora
prevalentemente d’estate, sto cercando di
dare continuità per tutto il corso dell’anno.
A Santa Maria opera la società “Cantieri
Navali Cilentani”, stiamo realizzando una
nuova costruzione completamente in alluminio. E’ stata già commissionata, sarà
pronta a fine marzo. Crediamo nella nostra
attività, anche con l’aiuto della Banca del
Cilento e Lucania Sud, la banca del territorio che ci dà una mano.
Abbiamo visto che c’è anche questo clima di familiarità con i dipendenti della
Banca del Cilento, come si potrebbe definire questo rapporto con la BCC?
Devo dire la verità, sono tutti molto disponibili, a partire dal presidente, dal direttore
generale, dal vicepresidente, tutti quanti
sono delle persone formidabili. Mi trovo
molto bene.
Quali azioni vorrebbe che fossero portate
avanti con maggiore determinazione?
In questo particolare momento storico,
devo dire che loro hanno ragione perché
quando si sente di barche e di indotto nautico, parlo della mia attività, ci sono delle difficoltà e loro, giustamente, stanno
un po’ in difesa. Oggi, però, non bisogna
guardare alle attività, bisogna guardare la
persona, è necessario credere nella persona, perché se si crede nelle strutture è fal-
limentare. Bisogna credere nelle persone che hanno volontà e capacità di fare, questo
è importante a mio avviso. La Banca del Cilento dovrebbe allargarsi un po’ in queste
attività per darci una ulteriore mano, perché a noi serve una mano.
Ha registrato un calo nell’indotto nautico?
Mi devo ritenere fortunato, anche perché seminando bene, arriva il momento in cui si
raccoglie. Per natura non mi lamento mai. Non ho avuto nessun calo, anzi ringrazio tutti
quelli che credono in me e nella mia attività. Mi auguro di fare cose buone nel futuro, ma
ci vuole un po’ di assistenza.
Come sta andando l’attività dei Cantieri Schiavone e Cantieri Nautici Cilentani?
Anche se c’è una crisi enorme, noi manteniamo il colpo con grandi difficoltà, però abbiamo dalla nostra il vantaggio che crediamo nella nostra attività.
Sopra: il socio Giovanni Schiavone nel cantiere di Acciaroli
Qui sopra: imbarcazioni in costruzione nel cantiere
Sotto: uno dei gioielli dei cantieri nautici Schiavone nel mare del Cilento
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
Rapporto BankItalia 2015
Nel breve periodo prospettive
ancora incerte
Negli USA l’attività economica ha accelerato nettamente, nell’area euro invece
persistono i segni di debolezza, nonostante il calo dei costi energetici
L’attività economica ha accelerato nettamente negli Stati Uniti, crescendo oltre le attese. Le prospettive a breve e a
medio termine per l’economia mondiale restano tuttavia incerte, per la persistente debolezza nell’area dell’euro e in
Giappone, per il prolungarsi del rallentamento in Cina e per la brusca frenata
in Russia. La forte caduta del prezzo
del petrolio, determinata sia dall’ampliamento dell’offerta sia dalla debolezza della domanda, può contribuire
a sostenere la crescita, ma non è priva
di rischi per la stabilità finanziaria dei
paesi esportatori.
La volatilità sui mercati risente dell’instabilità politica in Grecia
La volatilità sui mercati finanziari
nell’area dell’euro è aumentata dopo
l’indizione, per la fine di gennaio, delle
elezioni politiche in Grecia: le possibili ripercussioni di eventuali mutamenti
negli orientamenti delle politiche economiche e nella gestione del debito
pubblico del paese alimentano le preoccupazioni per la coesione dell’area.
I tassi di interesse sui titoli greci a tre
anni hanno superato il 15 per cento; a
una flessione delle borse europee si è
accompagnata una sostanziale stabilità
dei premi per il rischio dei titoli di Stato nei paesi periferici, verosimilmente
per effetto del consolidarsi delle attese
di ulteriori misure di politica monetaria
da parte della BCE. In Italia il declassamento del debito sovrano, deciso in
dicembre da Standard & Poors per le
incerte prospettive di crescita, non ha
avuto effetti significativi sui rendimenti
dei titoli pubblici.
Per contrastare la deflazione il Consiglio direttivo della BCE intende ampliare la dimensione del bilancio
Nell’area dell’euro i prezzi al consumo
sono scesi in dicembre. La flessione dei
corsi petroliferi contribuirà a sostenere
i consumi, ma potrebbe accrescere i rischi di un radicamento di aspettative di
riduzione della dinamica dei prezzi e di
un aumento dei tassi di interesse reali,
aggravando gli oneri dei settori indebitati. Per contrastare questi rischi e ricondurre le aspettative verso la stabilità
dei prezzi, il Consiglio direttivo della
BCE ha ribadito l’intenzione di ampliare la dimensione del bilancio dell’Eurosistema, per riportarlo in prossimità
dei livelli registrati nel marzo 2012. Il
ricorso alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine, finora
inferiore a quanto inizialmente atteso,
potrebbe risultare insufficiente; il Con-
siglio, che valuterà nuovamente la situazione alla fine di gennaio, è pronto
ad ampliare la dimensione, la composizione e la frequenza degli interventi.
In Italia aumentano i consumi, ma gli
investimenti non sono ancora ripartiti
In Italia negli ultimi trimestri i consumi hanno ripreso a crescere in misura
contenuta, in linea con l’andamento del
reddito disponibile sostenuto dalle misure adottate dal Governo. Il loro contributo alla crescita dell’economia è stato controbilanciato dalla flessione degli
investimenti, frenati dagli ampi margini
di capacità inutilizzata, dall’elevata incertezza sulle prospettive della domanda e dalle difficoltà dell’edilizia. Secondo le indicazioni disponibili, nel quarto
trimestre dello scorso anno il prodotto
sarebbe marginalmente sceso.
L’occupazione, cresciuta nel terzo trimestre, si riduce nei mesi di ottobre e
di novembre
Nei mesi estivi del 2014 il numero di
occupati è aumentato, seppur lievemente; dopo tre trimestri di sostanziale stagnazione il monte ore lavorate è
tornato a crescere sia nell’industria in
senso stretto sia nei servizi privati. Ciò
nonostante il tasso di disoccupazione è
salito, spinto dall’incremento del tasso
di attività. La ripresa dell’occupazione
rimane tuttavia fragile, come segnalato
dai dati preliminari di ottobre e di novembre: le aspettative delle imprese circa l’evoluzione della domanda di lavoro nei primi mesi del 2015 continuano a
essere negative.
L’inflazione risente della domanda debole e del calo del prezzo del petrolio
La dinamica dei prezzi al consumo resta debole: in dicembre è stata pari a
-0,2 per cento nell’area e a -0,1 in Italia; potrebbe continuare a ridursi per
effetto del calo dei prezzi dei prodotti
energetici. Sulla base del recente sondaggio Banca d’Italia-Il Sole 24 Ore,
le imprese prevedono di mantenere sostanzialmente stabili nel 2015 i prezzi
di vendita dei propri prodotti.
Le condizioni del credito migliorano
gradualmente
Secondo le rilevazioni più recenti le
condizioni di offerta di credito alle
imprese sono migliorate, ma restano
più stringenti per quelle di minore dimensione; i tassi di interesse medi sui
nuovi prestiti sono scesi gradualmente, pur mantenendosi superiori a quelli dell’area dell’euro (di circa 30 punti
base per imprese e famiglie). Fattori di
domanda legati alla
debolezza
degli
investimenti, unitamente alla percezione di un alto rischio di credito per
alcune categorie di
imprese, frenano
ancora la dinamica
dei finanziamenti.
Le prospettive per
il prossimo biennio
dipendono dal vigore della ripresa
degli investimenti…
Le nostre proiezio-
ni prefigurano per l’economia italiana
una crescita modesta quest’anno, più
sostenuta il prossimo: nello scenario
centrale risulterebbe attorno allo 0,4 e
all’1,2 per cento, rispettivamente. Resta
ampia l’incertezza attorno a questi valori. Sarà cruciale l’intensità della ripresa
della spesa per investimenti; un rapido
miglioramento delle prospettive di domanda e delle condizioni finanziarie potrebbe accrescerla, nonostante l’elevato
grado di capacità produttiva inutilizzata.
Un andamento più favorevole dell’attività si avrebbe se il prezzo del petrolio
si mantenesse sui valori registrati negli
ultimi giorni.
…e dalle politiche economiche
Nel complesso l’attività economica, oltre a trarre vantaggio dalla caduta del
prezzo del petrolio e dalla graduale accelerazione degli scambi internazionali,
verrebbe sostenuta dall’orientamento
espansivo della politica monetaria, riflesso anche nel deprezzamento dell’euro, e dalle
misure di riduzione del cuneo
fiscale disposte con la legge di
stabilità. Rischi per l’attività
economica possono derivare
dal riacutizzarsi di tensioni
sui mercati finanziari internazionali, per il peggioramento
della situazione politica in
Grecia e della crisi in Russia,
nonché per l’indebolimento
della congiuntura nelle economie emergenti. I rischi che l’inflazione rimanga
troppo bassa troppo a lungo derivano
dal persistere di ampi margini di capacità produttiva inutilizzata, il cui impatto
sulla dinamica dei prezzi sembra essere aumentato negli ultimi anni, e dalla
possibilità di un ulteriore peggioramento
delle aspettative.
Le proiezioni sono sensibili alle ipotesi
sulla politica di bilancio
Per l’Italia il consolidamento di bilancio
resta un obiettivo essenziale. Il nostro
scenario macroeconomico incorpora
gli effetti della legge di stabilità, con la
quale il Governo, nel confermare l’impegno a proseguire nell’azione di risanamento dei conti pubblici, ne ha adeguato il ritmo al quadro congiunturale.
Ciò contribuisce a evitare un prolungamento della fase recessiva, che avrebbe
conseguenze sfavorevoli sul rapporto
tra il debito e il prodotto nel prossimo
biennio.
Misure monetarie aggressive possono
contrastare i rischi di deflazione
Misure aggressive di sostegno monetario possono contribuire a contrastare le
pressioni al ribasso sui prezzi e la debolezza dell’attività economica nell’area.
Nelle nostre valutazioni un’espansione
del bilancio dell’Eurosistema, che si
riflettesse in una riduzione dei tassi di
interesse sui titoli di Stato a più lungo
termine pari a 50 punti base e in un de-
prezzamento dell’euro del 5 per cento,
si tradurrebbe in un livello del PIL più
elevato di circa mezzo punto percentuale nel biennio 2015-16, sia in Italia
sia nel complesso dell’area; l’inflazione
risulterebbe più alta di due-tre decimi
di punto in ciascun anno. Gli effetti
sarebbero maggiori se si tenesse conto
anche dell’impatto che le nuove misure
potrebbero avere sulla fiducia e sulle
aspettative di inflazione di famiglie e
imprese.
Curiosità dal Credito Cooperativo
Pino Daniele socio della
BCC della Maremma
Il cantautore napoletano credeva fermamente
nelle potenzialità del credito cooperativo
Pino Daniele credeva fortemente nel
mutualismo del credito cooperativo: era
socio della Banca della Maremma, una
Bcc che rientra nell’area di competenza
della sua residenza in Toscana. “Il 12
maggio 2010
Pino Daniele, al termine
dell’assemblea di soci
della
Banca
della Maremma, chiese di
intervenire
per portare un
saluto ai numerosi amici
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
presenti e per informare che avrebbe
presentato domanda per entrare a far
parte della compagine sociale della
Banca. Pino era rimasto molto colpito
dal forte legame esistente tra la BCC e
la comunità di appartenenza”. A ricordare questo episodio della vita del celebre cantautore è la presidenza della
BCC della Maremma. Pino Daniele era
divenuto socio del credito cooperativo
ed amico di alcuni rappresentanti della
governance della banca perché credeva
con determinazione nelle potenzialità
di aiuto ad imprese e famiglie che il credito cooperativo avevo portato e continua a portare durante questo periodo di
crisi.
7
I giovani alla Mostra di Vallo della Lucania
Nella pagina e in quella a fianco: momenti della visita delle scolaresche alla mostra di Vallo della Lucania
La mostra rimmarrà aperta
fino a Primavera
Continua l’affluenza degli istituti scolastici alle Fiere di Vallo per la passeggiata
nella storia del Cilento
Forte del successo riscontrato nelle scuole del territorio la mostra “Il Cilento dalla
Preistoria al Risorgimento: storia di una
Civiltà” rimarrà aperta fino al 30 aprile.
La passeggiata nella ricca storia del patrimonio culturale, archeologico e storico
del Cilento è nata, infatti, con un preciso
scopo didattico: far toccare con mano ai
giovani del territorio la grandezza di un
comprensorio spesso aspro, difficile da
raggiungere. L’intento era quello di far
assumere la consapevolezza che ogni
paese del Cilento, ogni piccola contrada,
ogni palazzo ha una sua precisa importanza e racconta una storia, quella del riconoscimento a patrimonio dell’umanità.
Dalla Preistoria all’Ottocento, il Cilento
racconta le sue vestigia, la cultura dei
popoli che lo hanno abitato e l’immenso
patrimonio ambientale che ne ha avvalorato le sue potenzialità. E’ un messaggio
soprattutto per i giovani e per le scuole
del territorio e questo messaggio è stato
via via percepito. Molti sono stati gli istituti scolastici che hanno visitato l’esposizione presso il Padiglione D delle Fiere
di Vallo. Ceraso, Montano
Antilia, Futani, Roccagloriosa, Torre Orsaia sono
soltanto alcune scuole che
hanno visitato la mostra e
hanno ascoltato le guide che
tracciavano la storia millenaria del Cilento, dai primi
ritrovamenti paleontologici
delle grotte di Palinuro e
Camerota alla grandezza di
Paolo De Matteis, passando
attraverso le grandi civiltà
degli Enotri, dei Greci, dei
Romani. Ascoltando la storia ed ammirando i pannelli che trattano della cultura
e della propensione al divino dei monaci
basiliani. Moltissimi i ragazzi delle scuole primarie e secondarie che sono rimasti
incantati dalla riproduzione delle tele di
Paolo De Matteis, che hanno ascoltato
con molta attenzione le storie dei briganti
e delle brigantesse del Cilento. Nei giorni
prossimi si attendono le scuole superiori
del territorio, sono già in molte ad essersi
prenotate per una visita guidata. Scopo
recondito della permanenza della mostra
presso le Fiere di Vallo è anche quello
di attendere la conclusione dei lavori
dell’Auditorium Comunale di Vallo della Lucania dove gran parte della mostra
dovrebbe passare per essere poi visibile
in maniera permanente. Già questa esposizione ha avuto un ottimo riscontro in
termini di presenze e questo è un grande
obiettivo raggiunto da chi ha fortemente
voluto la realizzazione di questa mostra,
unica nel suo genere: la Banca del Cilento e Lucania Sud e, in particolare, il suo
presidente Francesco Castiello.
Dalla Preistoria al Risorgimento: storia di una Civiltà
Apertura fino al 30 aprile 2015
presso le Fiere di Vallo della Lucania
Pattano
Orari di apertura: feriali 9.00/13.00 - 15.00/17.00,
domenica e festivi: 9.00/13.00
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BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
I numeri della Mostra
La mostra “Cilento Patrimonio
dell’Umanità. Dalla Preistoria al Risorgimento: storia di una Civiltà” ha
superato la soglia delle tremila presenze. L’affluenza finora è avvenuta grazie
al contributo degli istituti scolastici
del territorio, dalle scuole elementari
alle medie, che hanno accompagnato i
propri alunni a visitare gli spazi espositivi presso il padiglione D delle Fiere
di Vallo della Lucania. Maggiore l’affluenza delle scuole del comprensorio
centro-meridionale del Cilento, il corpo
docente è stato attivo nel promuovere
l’evento non solo accompagnandovi i
ragazzi, ma sviluppando argomenti di
approfondimento specifici dei temi della mostra. Molto “gettonata” è stata
l’opera del pittore cilentano Paolo De
Matteis che ha riscosso l’interesse della
quasi totalità dei ragazzi, il 95% del totale dei visitatori. Quasi a sorpresa, al
secondo posto per attrazione si collocano i reperti paleontologici delle grotte
di Palinuro e Camerota. Più dell’80%
dei giovani si sono interessati alla Preistoria del Cilento. E’ stata quasi una
rivelazione, confessa qualche docente;
del resto è sempre una bella esperienza
scoprire e toccare con mano l’evidenza che il territorio meridionale della
provincia di Salerno fosse abitato già
seicentomila anni fa. Particolare attenzione e gradimento è stata espressa per
l’area allestita con i reperti di Elea-Velia, anche se l’interesse per quest’area
supera di poco quella dedicata a Roccagloriosa. I Lucani hanno destato l’attenzione dei ragazzi in quanto sembrano un popolo avvolto tra la storia e la
leggenda, le vicende di questa popolazione destano un alone di mistero per
i giovani. Notevole l’interesse per le
testimonianze del Risorgimento e del
Brigantaggio. In quest’area l’attenzione dei ragazzi si è destata quando hanno scoperto che accanto alla classica
figura maschile del brigante, vi erano
anche le brigantesse. Ha destato infatti
molta curiosità la copia degli atti del
processo ad alcune donne-briganti di
Terradura, fucilate nel 1821 nella piazza principale del paese.
Le scuole del territorio in visita alla mostra di Vallo della Lucania
Sopra: Vaso lucano proveniente dalla Necropoli di
Roccagloriosa. V secolo a.C.
Sotto: oinochoe proveniente dallo stesso luogo. IV sec. a.C.
Dalla Preistoria al Risorgimento:
Storia di una Civiltà
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
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Riforma delle Popolari
Le prime dieci banche popolari
diventeranno società per azioni
Solimeno: “la riforma riguarderà anche le banche di credito cooperativo
così com’è avvenuto in altri paesi europei”
continua dalla prima
nel tempo e con modalità diverse, anche le altre banche
popolari minori e, riteniamo, anche il sistema delle banche
di credito cooperativo. Tutte queste banche, sia le popolari
che quelle di credito cooperativo, sono accomunate da alcune caratteristiche comuni: l’esistenza del voto capitario,
quindi il principio “una testa un voto” nelle assemblee, e
poi, diciamo, l’incapacità di ricorrere, più facilmente delle altre banche, ad operazioni di aumento di capitale. In
questo momento, la possibilità di far crescere il capitale
delle banche, il loro patrimonio, era diventata un’esigenza
assolutamente vitale alla luce delle nuove norme dettate
dall’Ue e dell’Unione Bancaria, in particolare da Basilea
3.
Quindi, l’esigenza del nuovo assetto non è tanto da ricercarsi nella modifica del voto capitario, ma nella necessità
di aumentare il patrimonio attraverso il mercato?
Diciamo che le due cose sono in qualche modo interdipendenti: l’esistenza del voto capitario non facilita la possibilità di investire di più, perché secondo il principio “una
testa un voto”, qualunque sia la partecipazione che un soggetto pubblico, privato, societario può avere in una banca
di questo tipo, vale sempre un voto. Nel modo finanziario
chi mette i soldi, deve valere, deve contare di più: questo è
un po’ il concetto. Questo va però contemperato con quella
che è la connotazione storica di questa tipologia di banche.
Esse nascono non tanto per servire grossi aggregati finanziari e grossi eventi economici,
bensì per offrire il servizio del credito alla
popolazione diffusa e a tutti quelli che hanno
necessità di accedere al servizio del credito,
senza distinzione di possidenze economiche
e quant’altro. Queste due cose devono però
trovare un giusto equilibrio e una soluzione
nell’ambito di progetti futuri che sono in atto.
Dalla riforma è stato escluso in credito cooperativo, cosa ne pensa?
Da quello che si legge sempre con maggior
frequenza, la riforma riguarderà anche le
banche di credito cooperativo così com’è avvenuto in altri paesi europei come ad esempio in Portogallo, in Francia ancor prima, in
Olanda. In queste nazioni le banche di credito cooperativo hanno trovato forme di aggregazione che hanno loro
consentito di crescere e di poter operare, ferma restando la
loro connotazione sociale, avendo alle spalle un socio, un
organismo, un gruppo di una certa importanza. Su questa
strada si sta muovendo anche il credito cooperativo italiano. E’ infatti allo studio un progetto di Federcasse che
dovrebbe portare in tempi abbastanza rapidi ad una proposta di modifica con la forma dell’autoregolamentazione
delle BCC.
A suo avviso, cosa accadrà per il credito cooperativo?
Se il problema è quello di garantire alle Bcc
maggior apporto patrimoniale, certamente
con l’organizzazione attuale questo è abbastanza difficile, perché dipende dalla capacità delle singole banche. Se non si dovesse
arrivare ad una riorganizzazione completa
e ad un progetto comune condiviso, non so
quante piccole banche riusciranno a sopravvivere e a conseguire quel patrimonio minimo indispensabile per potere andar avanti.
Sulla base di queste considerazioni, il credito
cooperativo, in particolare Federcasse, si sta
orientando nella costruzione di un progetto
specifico che dovrebbe portare, se condiviso su base volontaria, ad un’aggregazione di
istituti di credito cooperativo sotto la guida di una banca
SpA. Quest’ultima diventerebbe una holding che raggrupperebbe una serie di Bcc, tanto da far sì che il suo patrimonio possa diventare patrimonio unico di gruppo. Questo è
il progetto, ma siamo ancora nella fase di studio. Da quello
che si legge, però, i tempi non dovrebbero essere lunghi.
Lei parlava della capacità di aggregazione come elemento essenziale di crescita del patrimonio per affrontare il
mercato; la Banca del Cilento è stata in questo antesignana attraverso la fusione con la BCC Lucania Sud.
Si è dato vita ad un istituto a dimensione più ampia….
Il problema, in questo momento, è la capacità autonoma di
stare sul mercato e di avere mezzi patrimoniali, finanziari
ed economici sufficienti. In questo, la dimensione incide
molto. La Banca di Credito Cooperativo del Cilento, oggi
BCC del Cilento e Lucania Sud, si era posta, già da tempo, questo problema e bene aveva fatto. La dimensione
che noi abbiamo attualmente, ci consente di poter stare sul
mercato con tranquillità. Certo, rispetto alle sfide future,
anche noi dobbiamo porci ancora qualche obiettivo più
ambizioso. Per fortuna, nel 2011 facemmo l’operazione
di aggregazione, questa ci ha aperto nuovi territori, nuovi mercati che oggi stiamo in qualche modo utilizzando
a vantaggio della nuova dimensione che la banca ha conseguito.
A fianco: la riunione del Consiglio dei Ministri
BankItalia approva la riforma
delle Popolari
Visco: si richiede alle popolari più grandi di deliberare la trasformazione in SpA,
un assetto societario che accresce la capacità di ricorso al mercato dei capitali.
“La riforma richiede alle popolari più grandi di deliberare
la trasformazione in società per azioni, un assetto societario che accresce la capacità di ricorso al mercato dei
capitali.” Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, saluta la riforma delle Banche Popolari che,
entro diciotto mesi, per le prime dieci popolari con attività superiore agli 8 mld di euro, devono trasformarsi
in società per azioni. “La più ampia partecipazione dei
soci in assemblea” continua il governatore di BankItalia
10
“riduce il rischio di concentrazioni di potere in capo a
gruppi organizzati di soci minoritari”. E’, infatti, questa
la conseguenza più rilevante della riforma che si sta per
compiere. La riforma, ricorda Visco “risponde a esigenze
da tempo segnalate da noi, dal Fondo monetario internazionale e dalla Commissione europea, e rese ora più pressanti dal passaggio al sistema di vigilanza unica”. “La
scelta quantitativa concilia la necessità di dare una scossa
forte, preservando però in alcuni casi una forma di governance che ha servito bene il Paese” queste le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan,
nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, immediatamente successiva al provvedimento “Investment
Compact”. “Andranno valutati in futuro” ha continuato
il ministro Padoan “altri suggerimenti di modifica della
governance.” Vi sarà quindi una gradualità nei processi
di riforma del sistema bancario italiano, “gradualità ma
indirizzo chiaro”, con un ministero attento alle sollecitazioni e ai suggerimenti di BankItalia. E’ stato, infatti,
lo stesso ministro a sottolineare “come sempre quando il
ministero si occupa di questioni bancarie, ascolta i consigli della Banca d’Italia, poi le decisioni politiche sono responsabilità del governo”. Come si accennava la riforma
al momento non tocca tutte le banche popolari, ma solo
quelle con attivo superiore a 8 miliardi di euro. Questi
istituti entro diciotto mesi dal regolamento attuativo di
BankItalia dovranno trasformarsi in società per azioni. Il
decreto attuativo dovrà fissare le regole per la trasformazione. Le Popolari che rientrano nella riforma sono dieci:
Banco Popolare, Ubi Banca, Popolare Emilia Romagna,
Popolare di Milano, Popolare di Vicenza , Veneto Banca, Popolare di Sondrio; ci sono inoltre tra le non quotate
il Credito valtellinese, la Popolare di Bari e la Popolare
dell’Etruria e del Lazio. Questi istituti dovranno eliminare il voto capitario (una testa un voto) e trasformarsi
in Spa. Nella normativa approvata, salvo novità attuative, viene previsto un drastico abbassamento delle soglie
necessarie per approvare in assemblea la trasformazione
delle banche popolari in società per azioni. Per la seconda
convocazione, quella che conta, dato che le assemblee
delle popolari si costituiscono solo in seconda convocazione, è prevista la semplice maggioranza dei due terzi
dei votanti, senza nessun’altra limitazione.
Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
Gli amici della BCC ricordano il collaboratore Alessandro Mainenti
Il senso di vuoto tra gli amici e
i clienti della Banca
Pilerci: “viaggiavamo insieme la mattina, era una persona molto gentile e
molto educata con i colleghi e i clienti”
“Viaggiavamo assieme la mattina, andavamo insieme
in filiale: era una persona molto gentile e molto educata con i colleghi e con i clienti”. Con queste parole
e con un filo di voce, Davide Pilerci, preposto della
filiale di Marina di Camerota ricorda Alessandro Mainenti, venuto a mancare all’affetto di quanti lo avevano
conosciuto a fine gennaio. “I clienti della filiale ancora
non riuscivano a crederci” continua Pilerci “Alessandro era una persona molto gentile che si faceva voler
bene da tutti; anche noi colleghi non riusciamo ancora
a crederci. Capisci che una persona ha lasciato un vuoto solo quando viene a mancare”. Dalla scorsa estate
Alessandro aveva cominciato a lavorare nella Banca
del Cilento e Lucania Sud: prima aveva svolta un breve periodo di mansioni a San Giovanni a Piro, poi era
stato mandato alla filiale di Marina di Camerota dove
è stato per la maggior parte della sua breve esperienza
presso la banca. “Ha imparato il sistema in maniera
velocissima” continua ancora il preposto Pilerci “era
sempre disponibile e non si lamentava mai del lavoro, anzi si offriva sempre se v’era qualche compito
da svolgere. La cosa che colpiva maggiormente in lui
era la sua naturale propensione al rapporto
umano con la gente, con i clienti; veniva
dal settore immobiliare ed aveva una certa
esperienza in questo, ma in lui questo rapporto diretto ed immediato con la clientela
era innato, riusciva a capire la persona alla
quale si trovava di fronte e ne coglieva le
necessità e i problemi cercando di risolverli in ogni modo”. E’ questa sua innata capacità che lascia il vuoto maggiore perché
proprio questa caratteristica umana colpiva della sua indole. “Io e Fabio” continua
Pilerci “ancora oggi non sappiamo darci
una spiegazione di quello che è avvenuto, manca sempre quella persona gioviale
che anche
nei momenti difficili
riusciva a sdrammatizzare e a concentrarsi
sul lavoro. Nemmeno i
clienti che hanno avuto modo di conoscerlo
riescono a darsi una
spiegazione,
sembra
quasi che a volte ti
chiedano quando torna
Alessandro”. I colleghi
di lavoro, il personale, i membri del CdA
e della direzioni sono
stati sempre vicini ad
Alessandro quando ha
avuto i primi problemi
con l’influenza. “Ci siamo sentiti anche quando è stato influenzato
a casa” continua Pilerci “la mattina che è stato male era andato a fare una
sostituzione a San Giovanni a Piro, gli ho consigliato
di andarsene a casa perché aveva la febbre. Ci siamo
sentiti fino al venerdì prima che andasse in ospedale”.
“E’ stata una tragedia” commenta il direttore generale,
Ciro Solimeno “una tragedia assolutamente inattesa.
Ci ha colto tutti di sorpresa. Non ce lo aspettavamo,
non ce lo aspettavamo noi, non se l’aspettava la famiglia. Meno che mai penso che se lo aspettasse il povero
Alessandro. Ho avuto modo di conoscerlo anche al di
fuori della banca, devo dire che tutti i tratti positivi
di cui parla il preposto li conoscevo. Era una persona
abituata a vivere in mezzo alle altre persone, abituato a
farsi voler bene perché era una brava persona, era una
persona senza grilli per la testa, viveva la vita con una
semplicità incredibile e anche con una capacità non
comune di relazionarsi con gli altri. E’ stata una grande
perdita per la famiglia, ma è stata una grande perdita
anche per noi, soprattutto come contatto umano oltre
che come operatore. Oltretutto in poco tempo si era
inserito veramente molto bene. Erano innate in lui certe caratteristiche. Noi non sappiamo per quale ragione
queste cose avvengano, ci sarà un disegno superiore,
ma speriamo che effettivamente servano a far capire
almeno agli altri che è tutto relativo e che la vita va
vissuta intensamente per quello che si riesce ad avere.
Io sono rimasto malissimo quando ho saputo la cosa,
sembrava che negli ultimi tempi si stesse anche riprendendo; pensavo di poterlo andare a trovare perché ero
legato a lui anche da un rapporto umano, al di fuori
della banca. E’ stata una grande perdita. Speriamo che
la famiglia, come credo e come è giusto che sia, riesca
a superare questo momento. Un sentito abbraccio al
padre, alla madre, al fratello e alla sorella.”
Il CdA si stringe al dolore che ha
colpito Antonio Mainenti
Tutta la Banca del Cilento e Lucania Sud partecipa alla tragedia per la scomparsa
dell’amico e del collaboratore
L’intero consiglio di amministrazione della Banca del
Cilento e Lucania Sud si unisce al dolore che ha colpito la famiglia dell’ex consigliere Antonio Mainenti per
la prematura scomparsa di Alessandro. Sono attoniti
i volti che si perdono nel grigiore atmosferico di una
giornata di pioggia a Pattano dove si sono celebrati i
funerali del povero Alessandro. Il personale delle varie
filiali del Cilento era presente e partecipava al dolore
di una famiglia distrutta da una tragedia difficile da
spiegare sul piano razionale. Distrugge l’anima questa
tragedia inaspettata, ma distrugge la
modalità con la quale questa tragedia si è scaraventata contro la famiglia. La febbre, le complicazioni, poi
l’attesa davanti alla Rianimazione
del San Luca di Vallo della Lucania.
Alessandro all’interno combatteva
con la sua grande voglia di vivere, la
famiglia nell’atrio di attesa combatteva con la speranza e la fede. E’ terrificante stare davanti ad una sala di
rianimazione: ogni volta che la porta
si apre, ogni volta che un medico o
un infermiere esce sembra che porti
qualche novità, sembra che sia uscito
per chi aspetta e che voglia informarlo di qualcosa. E’ una lotta impari,
quella che si combatte all’interno non meno di quella
che si combatte all’esterno. “Voglio esprimere la mia
calorosa vicinanza alla famiglia per una tragedia così
grande come quella che si è consumata” afferma il presidente della Banca del Cilento e Lucania Sud, Francesco Castiello. “Alessandro era un ragazzo d’oro, una
bella persona con una innata e non comune capacità di
rapportarsi con le altre persone. E’ questa una qualità
unica, non comune: appartiene a quel senso di “humanitas” che fa parte dell’essere umano. E’ la capacità di
vivere in mezzo alla gente e percepirne le più recondite testimonianze. In questa tragedia non posso far altro
che unirmi alla famiglia Mainenti testimoniando tutto
il mio dolore per la perdita di una così valorosa persona”. La testimonianza del dolore per un amico e per
un dipendente della Banca del Cilento e Lucania Sud
arriva dal vicepresidente vicaro Silvano Lucibello, dal
vicepresidente Ettore Zaccone e da tutto il Consiglio di
Amministrazione della BCC.
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
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“La Spigolatrice di Sapri”
A Pasqua il manoscritto di
Mercantini sarà nel Cilento
Differita solo di qualche mese l’esposizione della celebre lirica che narra la
tragica vicenda della spedizione di Pisacane nel Cilento
Il manoscritto originale della “Spigolatrice di Sapri”
arriverà nel Cilento per Pasqua, è stato solo un problema di ordine logistico a differire l’appuntamento con
la celebre ode di Luigi Mercantini che ha affascinato
le generazioni con la sua carica poetica patriottica risorgimentale . Ad ispirare il poeta era stata la storia del
tragico sbarco di Pisacane sulle coste del Mezzogiorno
ancora sotto il
dominio borbonico.
La
Spigolatrice
è il racconto
di un evento
funesto
del
Risorgimento
visto attraverso gli occhi di
una ragazza
che osserva lo
sbarco di Pisacane sulle
coste del Cilento ammirando la folle
azione sino al
punto da innamorarsene.
E’ proprio nel
ritornello, che
sul piano stili-
stico segna anche l’attacco della
lirica, schema insolito per la tradizione italiana dell’epoca, si dà
conto della tragedia: trecento uomini, giovani e forti, sono trucidati. Il componimento, sul piano
metrico, è una ballata di cinque
stanze in endecasillabi a rima baciata separati da un distico di ripresa (ritornello). Il manoscritto,
andato all’asta, venne acquistato
dalla BCC di Ripatransone, in
provincia di Ascoli Piceno, luogo
natìo del poeta Mercantini. Il presidente della Banca del Cilento e
Lucania Sud, Francesco Castiello, sollecitato dal primo cittadino
di Sapri, Giuseppe Del Medico e
dal consigliere di amministrazione, Franco Di Donato, ha contattato la consorella per
chiedere un prestito gratuito del documento al fine di
poterlo esporre nei luoghi descritti dalla lirica. La cosa
ha destato molto entusiasmo presso la banca di credito cooperativo marchigiano, tanto che è stata messa a
disposizione per qualche settimana. L’arrivo del manoscritto nel Cilento era previsto per il periodo natalizio,
ma si è ritenuto più opportuno optare per la primavera,
periodo nel quale i giovani studenti del territorio hanno
maggiore facilità di spostamento per visite guidate. Per
Pasqua, quindi, custodito in una teca, l’opera origina-
le sarà esposta per qualche giorno nel padiglione della mostra “Il Cilento Patrimonio dell’Umanità. Dalla
Preistoria al Risorgimento: storia di una Civiltà”. Per
tutto il tempo del prestito sarà poi visibile presso l’aula
consiliare del comune di Sapri, città dove è ambientata
la scena lirica della Spigolatrice.
Sopra: la statua che rappresenta la “Spigolatrice” sullo
scoglio dello Scialandro a Sapri.
A fianco: il manoscritto de “La Spigolatrice di Sapri” composto nel 1857 dal poeta marchigiano Luigi Mercantini
Attività dei soci
Il Sapone del Cilento, un cadeau
per i turisti
L’idea dell’azione di marketing parte da Giovanni Fierro: regalare ai turisti
una saponetta che contiene l’olio di oliva e le fragranze del Cilento
Un cadeau per i turisti che visitano
il territorio, questa l’azione di marketing che l’impresa Sapone del Cilento, socia della Banca del Cilento
e Lucania Sud, sta proponendo alle
strutture ricettive del territorio per
la prossima estate. Nel catalogo è
possibile inoltre trovare prestigiose
idee regalo e bomboniere per matrimoni, cresime, battesimi. Usato da
tutti i popoli del Mediterraneo come prodotto di bellezza, oltre che come condimento, l’olio extravergine di
oliva, componente principale dei prodotti Sapone del
Cilento, grazie alla passione e alla dedizione di Giovanni Fierro, ha dato vita ad una gamma di saponette
rigorosamente solide. Si va dal sapone naturale classico
a quello al latte
d’asina, alla calendula, ai fichi.
Una vasta gamma di saponette
con oli essenziali
o estratti naturali
il cui ingrediente
fondamentale è
l’olio extravergine di oliva..
“La base principale del nostro
sapone è olio extra vergine di oliva” si legge nel sito
saponedelcilento.it “ottenuto dalla cultivar pisciottana
che ricopre più di 5.000 dei 180.000 ettari del Parco
Nazionale Del Cilento Vallo Di Diano e Alburni. L’olio
ottenuto da questo vigoroso e imponente olivo è dolce
e delicato in cucina come sulla nostra pelle e può aiu-
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tare in tante problematiche dermatologiche.” Tutte le fragranze di sapone
sono confezionate in formati da 25,
50 e 100 grammi, rigorosamente solide. Questo deriva da una scelta ben
precisa che dà il senso dell’attenzione al benessere dei clienti. “Produrre
sapone liquido” si legge ancora nel
sito “ha dei costi bassissimi, con dei
ricavi esponenziali. Per questo motivo l’industria ha fatto perdere la storica normalità
dell’uso del sapone solido abbondando in schiumogeni
e tensioattivi, il cui unico risultato è quello di provocare irritazioni, allergie e inquinamento. Nel nostro sapone il primo ingrediente è olio
di oliva. Le cose
più buone, sane
e belle sono
quelle che la
natura ci mette
a disposizione
e che nel corso
dei secoli non
hanno subito variazioni.” Le proprietà benefiche
dell’olio extravergine di oliva pisciottana del Cilento
sono concentrate in una saponetta: è questo un modo
per far “vedere” ed “esplorare” il territorio, farne sentire i profumi e farne saggiare la fragranza aromatica.
Tutto questo in un piccolo cadeau che le strutture del
territorio possono offrire ai turisti.
Le proprietà benefiche dell’olio di
oliva nella cosmesi
L’olio d’oliva ha importanti proprietà benefiche conosciute fin
dall’antichità: i fenici lo battezzarono “oro liquido”, gli egizi lo
usavano per rendere morbida la
pelle e lucidi i capelli, nell’antica
Grecia antica era adoperato dagli atleti per massaggi e frizioni
oltre che nella cosmesi quotidiana. I Romani diedero valore
assoluto a questo prodotto che veniva usato come base fondamentale nella preparazione di unguenti per la pulizia e il benessere del corpo. Studi dermatologici recenti hanno mostrato
sul piano scientifico come la composizione grassa dell’olio di
oliva sia affine allo strado lipidico dell’epidermide conferendo a questo prodotto delle proprietà naturali antinvecchiamento. L’olio di oliva è ricco inoltre di altre sostanze benefiche
come la vitamina A che inibisce la secchezza delle mucose, la
vitamina E che contrasta l’invecchiamento, acidi linoleico e
linolenico che prevengono disturbi dermatologici come l’eczema, l’acne, la psoriasi. L’olio contiene inoltre lo squalene
che rinnova la pelle attraverso la formazione del filo idrolipidico soprattutto nei casi di secchezza della pelle; contiene
ancora il beta-carotene, responsabile dell’elasticità della pelle.
Varietà e fragranze del Sapone del Cilento:
Sapone naturale al Latte d’asina e Calendula, sapone
naturale alla Lavanda, sapone naturale al Tea Tree,
sapone naturale alla Camomilla, sapone naturale alla Calendula e Crusca, sapone naturale ai Fichi, sapone naturale alla Menta, sapone naturale alla Lavanda, Tea Tree e Calendula, sapone naturale alla Calendula, sapone
naturale Classico.
BancAperta - Anno IV - Numero 1 - Febbraio 2015
Commercialisti: nasce il Progetto Cilento
Marketing turistico per un’offerta
di qualità
L’Ordine dei Dottori Commercialisti e Revisori Contabili di Vallo della Lucania
lancia una progettualità insieme con strutture ed enti territoriali
“La presenza di banche di credito cooperativo in un
territorio è molto più importante rispetto a quelle che
sono le grandi banche. Queste ultime ragionano sui
grandi numeri, sui grandi clienti, mentre le banche
di credito cooperativo sono le banche del territorio.”
Così afferma il presidente dell’Ordine dei Commercialisti e Revisori Contabili di Vallo della Lucania e
consigliere di amministrazione della Banca del Cilento
e Lucania Sud, Giuseppe Condorelli, durante un’intervista a margine di una convention del “Progetto Cilento” presso la sede dell’ordine. “In questo momento le
BCC sono quelle che sono state e stanno più vicino
alle imprese sofferenti” continua il presidente Condorelli. “Sicuramente sono le imprese che sprigioneranno risorse nuove che arriveranno dalla Bce”.
Qual è lo scopo di questo che l’ordine di Vallo della
Lucania ha promosso?
Scopo di questo incontro è organizzare una casa comune nell’ambito della formazione della cultura d’impresa, progetto che l’Ordine dei Commercialisti di Vallo
della Lucania ha intrapreso da tempo. Stiamo cercando di creare questa casa comune, di aprire un dibattito,
una discussione sull’internazionalizzazione delle imprese. Il Progetto Cilento nasce perché in un contesto
di crisi ormai consolidata, dalla quale ancora non si riesce a trovare il tempo e il modo di uscire, sicuramente
il Cilento è un’area che vive una crisi nella crisi perché
è un territorio lontano dalle grandi città culturali, lontano dai grandi centri industriali dove c’è produzione.
Abbiamo pensato di
sviluppare un discorso di internazionalizzazione dei mercati,
ciò significa invitare
le imprese che hanno
capacità e potenzialità nel territorio di
cercare di farsi conoscere all’estero, promuovere il territorio
all’estero e soprattutto
il made in Cilento. La
commissione di internazionalizzazione
istituita presso il nostro ordine sta lavorando a questo
progetto ed oggi abbiamo avuto un incontro, uno dei
primi step di quelli che saranno altri incontri. Abbiamo cercato di far convergere voci dell’imprenditoria,
voci dei commercialisti, voci dei rappresentanti istituzionali per aprire una discussione, ma soprattutto per
cantierare un progetto che sia comune a tutti. E’ inutile disperderci in tante iniziative che poi, tutte quante,
vogliono la stessa cosa: quelle poche e buone energie
che abbiamo, mettiamole insieme perché veramente il
Cilento può dare e può avere di più dal contesto economico italiano e mondiale.
A suo avviso l’impresa Cilento è pronta?
Questo è un nodo della discussione. Noi non abbiamo grandi imprese che hanno capacità di portarsi e
farsi conoscere all’estero; nasce da qui l’idea di fare
rete, di creare reti di imprese. Nel momento in cui noi
approcciamo a un mercato estero, tipo ad esempio gli
Emirati Arabi, quando ci viene una richiesta del tipo
un container di mozzarelle al giorno, qui non abbiamo
realtà produttive di questa grandezza; allora bisogna
mettersi insieme. Chiaro che nel territorio vi sono molti caseifici di varia grandezza e non sono in grado di
esternalizzare tutto il prodotto per una sola commessa,
hanno già la loro clientela. La capacità di quella produzione tipica deve quindi essere ampliata. Qui nasce
il lavoro del commercialista: fare cioè uno screening
delle aziende, misurarle nelle loro capacità e dimensioni e nelle loro potenzialità per approcciare un mercato estero. Dopo aver fatto questo, si riesce a dare una
sorta di previsione di crescita nel caso in cui l’impresa
voglia avere un mercato estero. La previsione è dettata
dalla necessità di aggregazione con aziende della stessa filiera per raggiungere quantità tali da poter soddisfare un mercato estero
Crisi e banche, credit crunch e BCC, la rivoluzione
a livello europeo potrà portare maggiore liquidità,
ovvero, a suo avviso,
le banche avranno la
possibilità di fare più
credito?
La crisi è determinata
dall’economia reale,
non c’è produzione,
non c’è occupazione,
ma non è essenzialmente corretto affermare che manca la
liquidità come si dice
in giro. La banca è
un’impresa, la liquidità c’è; il discorso
diventa difficile quando si deve valutare a chi darla:
si pone cioè il rapporto tra il rischio del credito che
la banca misura e il merito del credito dell’impresa.
Oggi l’impresa non merita un buon credito. Il grande
italiano, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha studiato l’azione del Quantitive easing, che ha varato in
questi ultimi giorni. Questa è una misura straordinaria
che serve per immettere altra liquidità nel mercato, che
non è che non c’era: c’è. Infatti, alcuni commentatori
soprattutto tedeschi non credono nell’azione del Qe
perché la liquidità c’è. Il problema si pone dunque nel
destinare la liquidità alle imprese. Bisogna sviluppare
l’idea che la liquidità che c’era e quella che è stata
immessa possa determinare le condizioni affinché le
imprese possano far crescere la loro credibilità e le
potenzialità. Penso, però, che se non ci sono le riforme istituzionali, quelle cha la politica decanta da tanto tempo, non si creano le condizioni per far sì che si
sprigionino le potenzialità nelle imprese, nelle banche
e nell’economia.
Il problema si sposta quindi, a suo avviso, dal settore creditizio a quello dell’economia reale con tutte le
implicazioni di ordine politico che questo comporta.
E’ così?
Il problema non sono le banche, è l’economia reale
che non ha stimoli, non la forza, perché non ci sono
le riforme necessarie. Oggi le imprese italiane stanno
portandosi all’estero, tanto per produrre, quanto per
commercializzare: come possiamo pensare che un’impresa tedesca, ad esempio, possa venire a investire in
Italia. Noi visto facciamo il ragionamento delle imprese che se ne vanno dall’Italia. Il problema vero è che,
attualmente, non ci sono le condizioni per fare impresa
in Italia. Abbiamo un costo del lavoro alto, una riforma della giustizia che non si attua, quindi processi lunghi. Se devo avere un credito in via giudiziale, non lo
riscuoto perché il tempo del giudizio va per le lunghe.
Bisogna fare le riforme, questo è la necessità primaria.
Sopra: il Consigliere di Amministrazione della Banca del
Cilento e Lucania Sud e presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Vallo della Lucania, Giuseppe Condorelli
A fianco: panorama della costiera del Cilento
Comitato Esecutivo di Federcasse:
riconoscimento per le banche locali
Jukka Vesala, Direttore Responsabile delle Vigilanza sulle piccole banche della
Bce ha partecipato a Roma all’esecutivo della Federazione
Lo scorso 22 gennaio, il Direttore Generale responsabile della vigilanza sulle piccole banche della Banca Centrale Europea, Jukka Vesala, ha partecipato, a Roma, ai
lavori del Comitato Esecutivo di Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e
Casse Rurali. Vesala ha illustrato al Comitato Esecutivo di Federcasse, le linee guida del complesso meccanismo di vigilanza
microprudenziale, avviatosi lo
scorso 4 novembre nell’ambito
del nuovo Meccanismo di Vigilanza Unica, uno dei pilastri
dell’Unione Bancaria Europea,
che riguarda un totale di 3.500
re ad istituti, spesso con cultura organizzativa e prassi
istituti (tra i quali le Banche di Credito Cooperativo e
operative differenti, un sistema armonico ed uniforme.
Casse Rurali italiane). “Banche” ha detto Vesala “che
Su uno dei temi cari al Credito Cooperativo italiano,
il recente linguaggio normativo classifica come “meno
la necessità di una reale applicazione del
rilevanti” ma che
principio di proporzionalità nella declisarebbe più op- Le specificità dei sistemi bancari
nazione delle norme, Vesala ha affermato
portuno definire
che le specificità dei sistemi bancari lo“più significativi locali vanno riconosciute e che
a livello locale”. occorre un approccio “pluralista” cali vanno riconosciute e che occorre un
approccio “pluralista” al problema, nella
Il meccanismo di
al problema.
volontà di non caricare di pesi eccessivi
vigilanza microrealtà che hanno mostrato negli anni di saper svolgere
prudenziale sulle banche “minori” è affidato in prima
un importante ruolo anticiclico.
istanza alle Autorità di Vigilanza Nazionale, in stretto
raccordo e coordinamento con la Banca Centrale EuFoto: Jukka Vesala, Direttore Responsabile delle Vigilanza
ropea chiamata nel breve periodo” ha detto Vesala “a
sulle piccole banche della Bce
definire metodologie di controllo in grado di assicura-
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Contributi e idee dal mondo cooperativo
Studi Ricerche e Statistiche di
Federcasse: la situazione
A fine dicembre 2014 si riduce ancora il fatturato, la disoccupazione continua
ad aumentare e la fiducia dei consumatori scende sotto quota 100
Ad ottobre scorso il fatturato dell’industria italiana
è diminuito, su base annua, dello 0,7% (-1,4% sul
mercato interno, +0,7% sul mercato estero), questo è
avvenuto tenuto anche conto del miglioramento per i
beni strumentali (+3,0%) e della flessione per l’energia (-2,8%), per i beni di consumo (-0,3%) e per i beni
intermedi (-0,2%). Gli ordinativi industriali sono diminuiti dello 0,2%. Questi dati rispecchiano anche il
clima di fiducia delle imprese che, a dicembre scoro, è
risultato stabile a 87,6 punti, alla luce dell’incremento
nel settore manifatturiero (da 96,5 a 97,5 punti) e del
commercio al dettaglio (da 98,1 a 104,6 punti) e della
contrazione nelle costruzioni (da 73,7 a 72,3 punti) e
nei servizi di mercato (da 88,6 a 86,6 punti). L’indice
PMI manifatturiero a dicembre è sceso a 48,4 punti da
49,0. Il tasso di disoccupazione a novembre ha raggiunto il 13,4% (+0,9 annuo) per via di un aumento
su base annua del numero dei disoccupati di 264 mila
unità (+8,3%) che ha portato il totale a 3 milioni 457
mila unità. La disoccupazione giovanile (15-24enni)
si è attestata al 43,9% (+2,4% annuo). Le retribuzioni orarie a novembre sono migliorate dell’1,1%
(dall’1,0%). Le vendite al dettaglio a ottobre sono
scese dello 0,8% su base annua (-0,5% i prodotti ali-
mentari, -1,0% i prodotti non alimentari; -0,1% per le imprese operanti nella
grande distribuzione, -1,5% per quelle
focalizzate su piccole superfici). A conferma di questa tendenza, la fiducia dei
consumatori a dicembre è diminuita da
100,2 punti a 99,7, superando dall’alto
verso il basso la soglia critica dei 100
punti. Se da un lato il sotto-indice riferito al clima corrente è peggiorato
da 99,0 a 97,2 punti, quello relativo al
clima futuro è salito da 101,7 a 101,8
punti. Il tasso di variazione annuo delle
nuove auto immatricolate è rimasto positivo a dicembre (+2,4%) anche se su
livelli più contenuti che nel mese precedente (+5,3%). L’inflazione al consumo
a dicembre è stata nulla su base mensile
e leggermente negativa su base annua
(-0,1%), a causa del calo dei prezzi dei
beni energetici (-7,9%). L’inflazione di
fondo (al netto di alimentari ed energetici) è salita dello 0,6%.
Fonte: Bloomberg, attuale si riferisce al 08/01/2015 ore 17:30
Fonte dei dati in questa pagina: PUNTO MACRO- Nota macro mensile a cura del Servizio Studi
Ricerche e Statistiche di Federcasse Anno V – n. 01 (Gennaio 2015)
Un saluto al Presidente
Sergio Mattarella
Azzi: la massima carica dello Stato richiede equilibrio,
lungimiranza e fedeltà ai valori costituzionali
Il Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi,
ha rivolto al neo eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un messaggio di saluto esprimendo, anche a nome di tutta la realtà
delle Banche di Credito Cooperativo e Casse
Rurali italiane, vivissime felicitazioni. “Il massimo incarico istituzionale della Repubblica”
si legge nel messaggio “richiede
doti di equilibrio,
lungimiranza,
fedeltà ai valori profondi della
Costituzione che
la Sua esperienza
umana e politica
Le
ascrivono”.
“Nell’assicurare
il costante impegno delle BCC
nel concorrere al rilancio dell’Italia, che
passa necessariamente
dal rafforzamento del
tessuto della coesione”
conclude il messaggio
“e nel rinnovare la fiducia nelle Istituzioni repubblicane che hanno,
dall’art. 45 della Costituzione fino ad oggi, difeso la libertà e la genuinità delle cooperative
mutualistiche” il presidente Azzi ha augurato un
buon lavoro al Capo dello Stato “al servizio del
bene comune dell’Italia”.
A destra: il Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi
A sinistra: il nuovo Presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella
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