Tutti i regali Rai: quadro a Re Giorgio e gioielli ai politici

Salvinispara: “Io i campi rom li demolirei, ma tranquilli: c’è Pisapia”. Poi, come
sempre, non spiega l’alternativa: i rom li elimina tutti o li ospita a casa sua?
Sabato 21 febbraio 2015 – Anno 7 – n° 51
e 1,40 – Arretrati: e 2,00
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dc
CARO PADOAN,
COSÌ SI CACCIA VERRO
di Marco Lillo
l ministro Padoan ci ha fatto sapere ieri che è
I
“indignato” per il fax scritto da Antonio
Verro nel 2010 a Berlusconi e che sta studiando
come intervenire. La stessa indignazione ci era
stata comunicata il giorno prima da Matteo
Renzi. Padoan e Renzi però non sono due passanti che si indignano al bar e poi tirano avanti
senza fare nulla. Oggi stesso, Renzi potrebbe
schierare il Pd a favore della cacciata di Verro e
Padoan potrebbe intimare al presidente della
Rai l’immediata convocazione dell’assemblea
con all’ordine del giorno la revoca. La Commissione di Vigilanza Rai, convocata dal presidente
M5S Fico, a quel punto si troverebbe la strada
spianata: in poche settimane Verro sarebbe allontanato dal fax della Rai. Il caso Verro è la
cartina di tornasole della vera posizione di Renzi sul conflitto di interessi di Berlusconi. Persino la legge Gasparri impone ai consiglieri della Rai “notoria indipendenza di comportamenti”. Se Verro restasse al suo posto, Renzi
dovrebbe spiegare perché, dopo aver
preso
il 40,8%,
lascia la
Rai in mano a un soggetto al di sotto persino
degli standard della
legge Gasparri.
Tutti i regali Rai:
È
quadro a Re Giorgio
e gioielli ai politici
Fisco per fiasco
di Marco Travaglio
La lista dell’Ufficio Omaggi di Viale Mazzini:
2,5 milioni di euro spesi in 8 anni per 50 mila
doni a dirigenti, ministri e altri Vip. Dipinti,
playstation, borse e vini di pregio. Il ministro
dell’Economia: “Interverrò sul caso Verro”
Caporale e Tecce » pag. 2 - 3
RUBY E LE SUE SORELLE
Povero Caimano, la Polanco
scrive ai pm: “Vi dico tutto”
Barbacetto » pag. 8
» JOBS ACT » Per Renzi è “il giorno atteso da una generazione”
Licenziamenti di massa
e favori agli assicuratori
Il premier se ne infischia del parere del
Parlamento e conferma il “no” al reintegro
anche per le procedure collettive (vince
Confindustria). Il ministro Orlando: “Io non
l’ho votato”. Furiose Cgil e minoranza Dem.
Nel ddl concorrenza si tagliano i
risarcimenti per le vittime della strada.
Rinviati i tre decreti fiscali: c’era il timore di
altre “manine” Cannavò e Palombi » pag. 4 - 5
MANZIONE E FAMIGLIA
I PM DI VENEZIA
La “vigilessa”
di Matteo a caccia
di un’altra poltrona
“Mose, il Pd dentro
il sistema di spreco
di denaro pubblico”
Marra » pag. 6
Massari » pag. 10
G
iovedì sera, a Roma, il
posto più sicuro era lo
Stadio Olimpico con migliaia
di lanzichenecchi asserragliati
nella Curva Nord, sbronzi
» pag. 18
e placati.
Il programma
di Tsipras ora
lo detta l’Ue
Il governo di Atene
costretto a rinunciare
alle sue promesse
elettorali: almeno
altri quattro mesi di
austerità Feltri » pag. 7
Grillo sconfessa
M5S, difende Paoli
poi fa retromarcia
De Carolis » pag. 9
» FUTURISMO INEDITO
Gli Hooligans
nella Terra
dei Cachi
Padellaro
GRECIA, PRONTI GLI AIUTI
I SOLDI IN SVIZZERA
FURIA A ROMA
di Antonio
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MANI PULITE IN TV
Marinetti in guerra:
penna, moschetto
e “nemici schifosi”
d’Esposito » pag. 14
Calapà, D’Onghia e Rodano » pag. 11
SULLA APP MIA
Tutti i video della giornata, dal
Jobs Act al caos sicurezza per
gli ultrà olandesi
LA CATTIVERIA
Le Olgettine pagate 1,8milioni
di euro. A saperlo prima,
noi ci siamo stati fatti fottere
gratis per vent’anni
» www.spinoza.it
Il mariuolo Chiesa
diffida “1992” e Sky
“Non fate vedere
le mazzette nel wc”
Borromeo » pag. 15
più pericoloso un governo che non fa nulla
contro l’evasione fiscale, anzi fa molto pro,
o un privato cittadino famoso accusato di evadere il fisco? Il secondo, a dar retta ai giornali.
La lista Falciani, le accuse di Giuliano Soria,
l’indagine di Gino Paoli, le polemiche a Sanremo per la presenza di Ferro e Nannini sospettati
di evasione, occupano le prime pagine. E intendiamoci, è giusto e normale che sia così, vista
la notorietà dei personaggi: Grillo, che difende
l’amico Gino, deve farsene una ragione, anche
se Paoli, come tutti gli accusati, ha il sacrosanto
diritto alla presunzione di non colpevolezza
(che non lo esime dalle dimissioni da un ente
“sensibile” come la Siae). Ciò che stona non è lo
spazio dedicato ai Vip presunti evasori. Sono gli
zero tituli sul nulla che sul tema sta facendo Renzi, quello che ancora tre mesi fa annunciava
“repressione durissima” per chi froda il fisco e
poi stringe patti con un pregiudicato per frode e
si circonda di imprenditori inquisiti per evasione o specialisti in elusione nelle varie Leopolde e pellegrinaggi aziendali (a proposito:
l’ultimo capo del governo che passò in rassegna
gli operai plaudenti della Fiat fu Mussolini).
Ieri, sull’Espresso, il ministro Padoan annunciava per il Cdm del 20 febbraio (sempre ieri) “le
misure per le imprese (Iva, fiscalità internazionale, fatturazione elettronica, catasto)”. Peccato che al Cdm di ieri queste belle misure non
siano pervenute. Così come il decreto sui reati
tributari, quello nato a Natale col condono al
3%, poi rinviato a ieri, poi rimandato a chissà
quando. Non è dunque dato sapere in base a
quali elementi oggettivi Padoan comunichi che
“il governo Renzi fa una guerra più efficace agli
evasori dei precedenti governi”.
Al momento, alzando le soglie di impunità fissate nel 2011 da Tremonti, sta facendo peggio
persino dell’ultimo governo B. Padoan insiste
con la favoletta dei “semplici errori” che oggi –
a causa di un fantomatico “eccesso di attenzione all’aspetto penale” – farebbero “scattare
l’azione penale” contro migliaia di poveri imprenditori solo perché si sbagliano a scrivere la
dichiarazione dei redditi, con effetti esiziali per
l’economia: “in un’impresa non si fanno più gli
investimenti perché gli amministratori temono
di finire in galera, non per una frode ma per uno
sbaglio”. Ma ci faccia il piacere: in Italia non si
fanno investimenti sia perché abbiamo un sistema creditizio da terzo mondo, che presta soldi agli amici degli amici e non a chi ne ha bisogno per finanziare un’idea o un progetto innovativo; sia perché abbiamo il record negativo
in Europa degli investimenti stranieri (lo 0,8%
del Pil, la metà della media Ocse, persino sotto
Cile, Indonesia e Colombia), a causa di mafie,
corruzione, bilanci truccati ed evasione. Nessuno punta un euro al casinò se sa che la roulette è truccata: e in Italia si sa che la concorrenza è sleale proprio perché gli indigeni hanno
carrettate di fondi neri per taroccare le gare e
corrompere gli arbitri. Ieri Gian Antonio Stella
ha pubblicato sul Corriere i dati del Consiglio
d’Europa sulla popolazione carceraria del 2013:
su 39.571 detenuti italiani con condanna definitiva, solo 230 sono dentro per reati economico-finanziari, contro 7986 in Germania, pari
allo 0,6% (contro una media europea di 5,9).
In che senso allora i nostri manager sarebbero
terrorizzati dal finire in galera? Padoan dica
piuttosto la verità, che è semplicissima. In Italia
gli evasori sono 11-12 milioni (dati Agenzia
delle Entrate): il primo partito, poco sopra il Pd
(che alle Europee ha preso 11,1 milioni di voti).
Perciò non si possono toccare, anche perché i
partiti continuano a foraggiarsi in nero dalle
imprese, rappresentate non a caso dalla più indecente Confindustria d’Europa, che ora chiede di ammorbidire la già tenerissima legge sul
falso in bilancio. Quindi, signori del governo,
per favore: continuate a farvi i vostri traffici, ma
almeno non prendeteci in giro. Abbiamo capito
tutto da un pezzo.