La nota di sintesi della Uil Scuola

Provvedimenti sulla scuola in Consiglio dei ministri
Precariato e assunzioni
Ok al piano assunzioni ma, per dare alle scuole organico funzionale e ai precari certezza di assunzione,
serve un decreto legge. Senza decreto i tempi non consentono di dare l’organico assegnato alle scuole.
Il problema del precariato è molto complesso e non è quindi risolto con questo provvedimento.
Va affrontato nella sua interezza.
Scatti di anzianità e merito
Gli scatti di anzianità vengono mantenuti.
Siamo soddisfatti che i dati della Uil Scuola abbiano convinto il presidente del Consiglio.
Sul riconoscimento professionale e sul merito l’unica via è quella del contratto per avere l’indispensabile
consenso del personale.
Servono risorse certe, e non può essere il dirigente scolastico a decidere a chi riconoscere e a chi non
riconoscere l’incremento retributivo. Pensare di affidare ai dirigenti scolastici la scelta degli insegnanti è
assolutamente da respingere. Si creerebbe una impossibilità gestionale e si minerebbero le condizioni di
libertà nelle attività di insegnamento. L’unica modalità di assunzioni deve rimanere quella concorsuale.
Suggeriamo al governo di non intraprendere questa strada e di avviare un confronto con i sindacati.
La card degli insegnanti
Rientra tra le richieste che la Uil Scuola fa da tempo dopo l’ingresso gratuito ai musei previsto dal decreto
Carrozza: riconoscere le spese sostenute dagli insegnanti per la propria professione deve avere carattere
strutturale e non essere limitata a quest’anno.
Questa scelta del governo rappresenta una scelta che accogliamo positivamente. Attenzione alle modalità
pratiche, non vorremmo trovarci di fronte a complicazioni burocratiche o di gestione. Si potrebbero creare
pasticci.
Ci riserviamo di leggere il testo del provvedimento del Governo.
Va affrontato in modo organico una modalità di modernizzazione e valorizzazione del personale
Ata che sembra non trovare la necessaria considerazione.
Un dibattito complessivo sul sistema di istruzione nel nostro Paese non può eludere l’esigenza che
sia previsto un piano pluriennale di investimenti finanziari che ci riporti ai livelli dei paesi europei,
stante che nel rapporto tra spesa per istruzione e spesa pubblica stiamo scivolando
pericolosamente dal penultimo all’ultimo posto.