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 PROVINCIADIUDINE
NOTIZIEPERLASTAMPA
------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 16marzo2015
Festa del Friuli, Fontanini sollecita l’approvazione del Messale in
friulano
Lettera ai Vescovi di Udine, Concordia-Pordenone e Gorizia
nell’approssimarsi del 3 aprile
“Mi rivolgo a Voi, Vostre Eccellenze, Arcivescovi della “Patrie dal Friûl” affinché il
Messale in friulano riceva finalmente il placet da parte della Cei”. E’ il passaggio
centrale della lettera che il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini ha
inviato ai vescovi di Udine (mons. Andrea Bruno Mazzocato), Concordia-Pordenone
(Mons. Giuseppe Pellegrini) e Gorizia (Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli)
nell’approssimarsi della festa più importante per la comunità friulana. A poche
settimane dal 3 aprile, data in cui ricorre l’anniversario della nascita della Patrie dal
Friûl, istituzione originale che parte nel 1077 e si conclude nel 1420 e rappresenta l’età
dell’oro della nostra storia, “è per me doveroso – scrive Fontanini ai Vescovi - richiamare
alla vostra attenzione una forte e sentita richiesta che giunge dalla comunità cattolica
friulana: poter ascoltare e pregare la parola di Dio nella sua lingua madre, il friulano.
Nel maggio 2014 avevamo sperato che l’iter per l’approvazione del Messale in friulano,
all’ordine del giorno dell’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei),
si concludesse con la tanto auspicata e attesa fumata bianca. Avevamo riposto nei lavori
di quell’assise la speranza del tanto desiderato e definitivo epilogo per una vicenda che
si trascina da tanti anni”. Purtroppo le attese sono state deluse. Un vuoto colmato,
seppur parzialmente, dalla sensibilità di molti sacerdoti che, attenti a questa
sollecitazione e a questo forte desiderio dei fedeli di pregare in marilenghe, celebrano
alcune parti della Santa Messa in friulano, “facendosi così interpreti – evidenzia il
presidente della Provincia di Udine – di un passaggio del Vangelo di Giovanni che i preti
di Glesie Furlane, nel 1974, hanno posto come incipit del loro “manifesto” a difesa della
liturgia in friulano: “Lis sôs pioris a scoltin la sô vôs, al clame par non lis sôs pioris e lis
mene fûr. Cuant ch'al à paradis fûr dutis lis sôs pioris, al cjamine denant di lôr e lis
pioris i van daûr parcè che a cognossin la sô vôs. Ma no van daûr di un forest, anzit i
scjampin, parcè che no cognossin la vôs dai forescj (Zn l0, 3,5)”. Fontanini esorta quindi
i Vescovi del Friuli a dare voce alla richiesta del popolo friulano citando, al riguardo,
alcune riflessioni di pre Checo Placerean: “Nô furlans, o capin la peraule di Diu, par
furlan…No jè dome cuistion di lenghe, e jé cuistion di mût di sintì, di mût esprimisi, di
mût di capì”. E ancora: “Nô furlans o sin nassûts, cressûts, tirats su dai patriarcjis di
cheste Glesie che a an creât il nestri popul, nus an dade la nestre origjnalitât di vivi, di
lenghe e di preâ”. “Nell’attesa, spero decisiva, che la Cei approvi il Messale in friulano –
conclude Fontanini - vi chiedo di concedere ai sacerdoti delle nostre parrocchie di
proclamare in friulano almeno una delle due letture previste nella liturgia attingendo
alla traduzione in marilenghe del Lezionario che ha già superato l’esame della
Conferenza episcopale. Per una lingua che rischia di scomparire, anche il contributo
della nostra Chiesa alla sua tutela, attraverso uno spazio dedicato nelle celebrazioni
liturgiche, diventa importante”.