LA GESTIONE CONTABILE DELLE MANCATE RITENUTE SU INCASSI IMU ANNO 2014 Con la presente nota, la Commissione Enti ed Aziende Pubbliche dell’ODCEC di Milano segnalare una problematica che riguarda molti comuni. L’Agenzia delle Entrate in diversi casi non ha operato in modo integrale le ritenute sugli incassi dell’IMU ad alimentazione del Fondo di Solidarietà Comunale per il 2014. Gli enti che si trovano in tale situazione hanno registrato dei maggiori incassi di IMU rispetto al preventivato, generati da tale comportamento e non da effettivi maggiori pagamenti dei contribuenti. Per verificare se ci si trova in tale eventualità, che ad alcuni può essere sfuggita, si consiglia di entrare nell’area “sistema certificazioni degli enti locali” sul portale del Ministero dell’Interno (dove si carica il certificato al bilancio per intenderci) e guardare nel link relativo alla “consultazione dei trasferimenti erariali” voce “recupero attraverso l’agenzia delle entrate”. Se ci si trova con degli importi ancora da trattenere, è certo che questi saranno richiesti nel corso del 2015, non è ancora chiaro se come trattenute sull’IMU prima rata o sui contributi del fondo di solidarietà, oppure se chiesti come versamento diretto all’erario. In ogni caso la situazione si presenta contabilmente difficile sia per il bilancio, sia per il patto di stabilità 2014 e 2015. Le soluzioni possono essere diverse, sempre che si possa agire ancora sui dati del rendiconto 2014 e questo non sia già chiuso e approvato dal Consiglio Comunale, le principali sono: a) mandare il maggiore incasso in avanzo vincolato, da utilizzare nel corso del 2015 a copertura del possibile versamento o del minor introito. Questo però comporta un saldo positivo del patto 2014 non realistico ed un peggioramento del saldo patto 2015, in quanto l’avanzo non è rilevante in entrata. b) mandare sempre il maggiore incasso in avanzo vincolato, da utilizzare nel corso del 2015 a copertura del possibile versamento o del minor introito e non considerare tale incasso ai fini del patto 2014 (stornarlo dagli incassi dell’IMU ai soli fini del conteggio del patto). Questo non risolve però l’impatto sul patto 2015 che rimane comunque, con relativo peggioramento. c) impegnare un importo pari al maggior incasso non trattenuto su un capitolo del tit. I della spesa (oneri straordinari della gestione corrente), da utilizzare nel corso del 2015 per pagare il versamento richiesto o a copertura della trattenuta sulle entrate (reversale e mandato a compensazione). Questa soluzione permette di neutralizzare le somme per il patto 2014, ma è impraticabile nel caso di importi elevati e assenza di un capitolo idoneo con stanziamento 2014 sufficiente per l’impegno; d) Stornare il maggiore incasso IMU ed inserirlo in un capitolo dei “servizi per conto terzi” con contestuale impegno di spesa di pari importo. La somma accantonata verrà utilizzata nel 2015 per pagare il versamento richiesto o a copertura della trattenuta sulle entrate (reversale e mandato a compensazione). Questo neutralizza il patto di stabilità e l’avanzo d’amministrazione 2014. Ad oggi non ci sono ancora indicazioni Ministeriali su come comportarsi. Il problema è conosciuto in sede ministeriale, ma nessuna decisione è stata presa. Da indicazioni ufficiose si dovrebbe tendere per l’ipotesi d). Anche noi propendiamo per tale ultima ipotesi, la quale, tenuto conto che tutte le soluzioni sono non corrette dal punto di vista contabile, appare la meno lontana dai principi contabili e la più indolore e semplice in grado di regolarizzare una situazione non creata certamente da Comuni di propria volontà. La Commissione Enti ed aziende Pubbliche dell’ODCEC di Milano
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