2 Giugno - Presenza

Quindicinale della Comunità Italiana del Cile
www.presenza.cl
1 giugno 2015
Anno XLVI Nº 892
Franqueo Convenido • Res. Nº 1062/1979 • Santiago • Av. Bustamante 180 • Providencia - Fono: 22229328 • Fax: 26354127 • [email protected] • Aderente alla FUSIE e FSS
L’Italia ricorda Falcone e
Borsellino a 23 anni dalla
strage di Capaci
A 23 anni dal giorno in cui persero la vita il magistrato
antimafia Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della
scorta l’Italia si ferma per ricordare le stragi di Capaci e
via D’amelio (dove venne ucciso il collega Paolo Borsellino).
«Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco
Dicillo, Antonio Montinaro.
Io non dimentico» ha scritto il presidente Consiglio Matteo
Renzi aprendo la giornata. Falcone e la sua scorta furono
vittime di un attentato messo in atto da Cosa Nostra in Italia, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello
svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle
Femmine, a pochi chilometri da Palermo.
Oggi celebrazioni in tutta Italia sono state organizzate per
non dimenticare e per rendere omaggio alle vittime della
mafia. Un lungo applauso ha accolto il Presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo. Il capo dello Stato, insieme al presidente
del Senato Pietro Grasso e altri esponenti istituzionali, ha
partecipato alla cerimonia “Palermo chiama Italia - riprendiamoci i nostri sogni” promossa dalla Fondazione Giovanni
e Francesca Falcone.
«I nomi, i volti, gli esempi di Giovanni Falcone e di Paolo
Borsellino sono indissolubilmente legati dal comune impegno e dai valori che hanno testimoniato e dalla coraggiosa
battaglia, per legalità e democrazia, che hanno combattuto,
affidando a tutti noi il compito di proseguirla» ha ricordato
il capo dello Stato.
«Sconfiggere per sempre le mafie è un’impresa alla nostra
Cont. in ultima pagina
Il vento euroscettico
L’Europa dell’austerità è sotto scacco
Iniziato con il voto greco a gennaio, il terremoto
elettorale europeo prosegue
ora in Spagna e in Polonia.
Tre realtà diverse, ma in
comune c’è un elemento che
preoccupa molto Bruxelles:
a prendere punti sono stati
proprio quelli che più contestano le politiche Ue, mentre
puniti sono i ‘vecchi’ partiti
proeuropei, a Varsavia come
a Madrid, considerati corrotti o almeno incapaci del
cambiamento.
Un trend che potrebbe
proseguire con il voto per
il rinnovo dei parlamenti
in Spagna e Polonia nella
seconda metà del 2015. Per
non parlare delle presidenziali francesi del 2017, con lo
spettro della leader del Front
National Marine Le Pen.
«Sessantacinque anni dopo
la dichiarazione di Schuman
- ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera
Ue Federica Mogherini non possiamo consegnare
il futuro del nostro comune
progetto politico a una banale contrapposizione tra
europeisti ed euroscettici».
Il voto spagnolo e polacco,
aggiunge, indica «il bisogno
di rinnovare il nostro essere
europei se vogliamo salvare
il progetto dei padri fondatori ». La Ue viene percepita
2 Giugno
Festa d'Italia
posticipata a domenica
7 giugno
L’Europa approva l’agenda per
l’immigrazione: Italia e Grecia
escluse dalle quote
È il «Giorno M».
M come Mediterraneo. La Commissione europea ha
approvato l’agenda europea per
l’Immigrazione
che, fra le altre
cose, trasforma
la missione Triton quasi in Mare
Nostrum e propone un sistema di
emergenza di quote, per ripartire fra tutti chi
arriva vivo sulle nostre coste:
sarà obbligatorio, ma non
per Italia e Grecia, ai quali
- pesante segnale politico
- viene riconosciuto di aver
fatto già abbastanza. Del
resto, è proprio da Italia e
Grecia che verranno presi i
migranti da ripartire fra gli
stati membri.
Il comitato militare dell’Ue
licenzia in parallelo il Cmc,
acronimo che sta per «Concetto per la gestione di crisi»,
la struttura che coordinerà
l’azione antiscafisti in Libia
una volta avuto il via libera
dell’Onu.
L’obiettivo è chiaro, a leggere la bozza della decisione
che sarà discussa lunedì dai
ministri degli Esteri Ue e di
cui la Stampa ha letto ieri
una copia: «Cattura e/o diCont. in ultima pagina
Il Consiglio Pastorale della
Parrocchia Italiana invita la
comunità a partecipare alla
celebrazione religiosa della
Festa Patria del "2 Giugno".
Alle ore 11,00 Santa Messa
in Parrocchia.
Raccomandiamo che le
nostre Istituzioni ed Associazioni siano rappresentate da un folto gruppo di
aderenti con gli stendardi e
bandiere.
A coloro che parteciperanno alla celebrazione ed
anche a coloro che, per motivi
vari non lo potranno fare,
i nostri auguri di sentire
e celebrare i nostri legami
con la terra e la gente delle
nostre origini.
come divisa e incapace di
dare risposte ai problemi più
gravi, come disoccupazione,
bassa crescita, flussi migratori, crisi alle frontiere, dall’Ucraina al Mediterraneo.
Peggio ancora, come fonte
stessa di molti problemi. «Il
vento della Grecia, il vento
della Spagna, il vento della
Polonia - ha detto il premier Matteo Renzi a Rtv38
- non soffiano nella stessa
direzione, ma tutti questi
venti dicono che l’Europa
deve cambiare e io spero che
l’Italia potrà portare forte
la voce per il cambiamento
dell’Europa nelle prossime
settimane e nei prossimi
mesi».
Un’urgenza di risposte che
si incrocia con la battaglia
del premier britannico David
Cameron per ‘riformare’ la
Ue in vista del referendum.
Ieri era a Londra il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Le
spinte anti-Ue vengono in
effetti da direzioni diverse
e hanno obiettivi diversi.
Londra vuole il rimpatrio
di vari poteri da Bruxelles,
una limitazione della libera
circolazione, tutele nei confronti dell’integrazione delCont. in ultima pagina
Visco: la ripresa c’è, ora sostenerla con riforme
La ripresa è arrivata ed è
destinata a consolidarsi nel
corso dei prossimi trimestri
e bene a fatto il governo a
coniugare la politica per
la crescita con il rigore nei
conti pubblici. Tutto bene
però a patto che le tensioni
in Grecia non destabilizzino la congiuntura europea
(governare la crisi di Atene
«è nell’interesse di tutti») e
tenendo conto che non si può
contare solo sulla politica
monetaria ed il bazooka di
Draghi, il cosiddetto QE per
la ripresa. Ignazio Visco nelle sue quarte Considerazioni
Finali, lette con qualche
giorno di anticipo rispetto al
tradizionale appuntamento
del 31 maggio a causa degli
impegni internazionali dei
governatori e dei ministri
finanziari del G7, mostra
l’ottimismo confortante dei
dati macro, confermati anche dall’Ocse che parla per
i primi tre mesi 2015 del risultato migliore degli ultimi
due anni, ma invita anche
alla realtà delle riforme da
portare avanti senza indugi;
perché, osserva nelle venti
Cont. in ultima pagina
2 Giugno: Amor di Patria
Per poterci capire meglio è utile partire
dalla etimologia della parola “Patria”.
Una prima derivazione sembrerebbe
trovarla nel termine latino “Pater”. In
realtà la parola più vicina al significato
di “Patria” è l’aggettivo “patrius” ritenendo
sottinteso il sostantivo “terra”: dunque,
terra patria, terra del padre, degli avi.
La patria è, infatti, il luogo in cui sono
nati e vissuti gli antenati e i genitori, e in
cui si è nati, acquistando con la nascita
l’appartenenza alla comunità e diventando partecipi del patrimonio culturale
che in tale ambito si è costituito con il
succedersi delle generazioni.
Quindi le tradizioni, la lingua e tutti
quei modelli di comportamento caratteristici di un popolo: per noi l’italiano.
Presso gli antichi la Patria rivestiva addirittura un qualcosa di sacro; alla Patria
si doveva un sentimento di rispetto, simile
a quello che si deve a Dio ed ai genitori.
Purtroppo nell’attuale era della globalizzazione e del relativismo viviamo la
decadenza del concetto di “Patria”. Basta
guardare dalla finestra e ci convinciamo.
Qui, in Italia...dappertutto. Il materialismo l’ha distrutta assieme a tanti valori
etici e dello spirito.
Passato il ventennio fascista e finita
la seconda guerra mondiale, l’Italia è
approdata alla democrazia con il famoso
referendum del 2 Giugno del ‘46 in cui gli
italiani hanno votato per la Repubblica. Da
lì in avanti i festeggiamenti del 2 Giugno
si andavano spegnendo di anno in anno
nell’indifferenza politica finché la data,
quasi ignorata, veniva addirittura spostata
alla domenica più vicina, giorno nel quale
un drappello militare rendeva onori al
Milite Ignoto.
Dimenticato l’Inno, quasi nascosta la
Bandiera, parlare di Patria (peggio ancora
di amor di Patria!) suscitava, fino a una
ventina di anni fa, perfino ilarità.
Per fortuna al Quirinale è arrivato il
presidente Ciampi che ha dato aria nuova
alla celebrazione del 2 Giugno. Ha riportato
agli entusiasmi popolari l’Inno «Fratelli
d’Italia», si è visto esposto in ogni dove il
Tricolore (complici un paio di campionati
del mondo di calcio vinti dagli azzurri).
Negli ultimi anni abbiamo applaudito in
TV folle entusiaste invadere i Fori imperiali
di Roma e assieparsi dietro le transenne per
seguire con passione lo scorrere dei soldati,
dei mezzi corazzati, degli aerei.
Appartenenza alla Patria è la gioia che
si prova quando ti trovi in un altro paese e
incontri un altro italiano e subito ti metti a
parlare, e sei contento perché trovi qualcun
altro che parla come te e ti senti improvvisamente a casa.
Buon Anniversario , cara Italia!
Giuseppe Tomasi
2
Presenza- 1 giugno 2015
SPAZIO APERTO
CALENDARIO 8° SETTIMANA
DELLA ITALIANITÁ 2015
VIERNES 29/5
-Publicación inserto el Mercurio
Aniversario República Italiana.
Editado por Consiglio Comunitá Italiana V° Regione
16.000 Ejemplares .
VIERNES 29/6
-19.00 Horas
Mesa Redonda “Patrimonio, Identidad e Integración”
Participan : Baldomero Estrada (historiador), Emilio Toro
(historiador)
Modera la profesora Pia Mastrantonio .
Organiza : Consulado Honorario de Italia en Valparaíso
6° Compañía de Bomberos Cristoforo Colombo
Gral. Cruz 630 – Esquina Independencia Valparaíso
Entrada Liberada
SÁBADO 30/5 - 2 ACTIVIDADES
1) 13.00 Horas
Charla Cultural “Los Romanos, amantes de la acción más
que las de Palabras”
Expone el Profesor Albino Misseroni
Organiza : Circulo de Profesionales de Origen Italiano
Sede Club Social Italo-Chileno de Limache
República 35 – Limache
Charla, entrada liberada +
Almuerzo de camaradería por adhesión.
2) 19.30 Horas
Gala Celebración 150 Años Consulado Honorario de Italia
en Valparaíso
y Conmemoración Oficial del Día de Italia V° Región.
Ceremonia y Evento Cultural con presencia del Embajador
de Italia y autoridades.
Organiza : Cónsulado Honorario de Italia en Valparaíso
Parque Cultural de Valparaíso
Cerro Cárcel 471 – Valparaíso Por Invitación.
DOMINGO 31/5 – 3 ACTIVIDADES :
1) Campeonato Nacional de Bochas Zerbin de Clubes
9.00 Horas : Semifinal Parejas
10.45 Horas : Final Tiro de Precisión
11.30 Horas : Final Parejas
Circolo Italiano de Villa Alemana
Baquedano 996 – Villa Alemana
Jugadores Por Inscripción – Público Entrada Liberada
2) -10.00 Horas en adelante
Scuola Italiana de Valparaíso - Visitas guiadas al colegio
y presentación artística en el marco del
“Día del Patrimonio Nacional”
Pedro Montt 2447 – Valparaíso
-Entrada Liberada
3) 12.00 Horas
Biblioteca Santiago Severín
Presentación Edición Digitalizada de la “Divina Comedia”
de Dante Alighieri
En el marco de los 750 años del natalicio del gran poeta
Dante Alighieri . Y de los 150 años del Consulado Honorario
de Italia en Valparaíso
EDITRICE
Parrocchia Italiana
N.S. Pompei Scalabriniana
***
RAPPRESENTANTE LEGALE
Giulio Rubin
***
DIRETTORE
RESPONSABILE
Aldo Costa
***
DIRETTORE
REDAZIONALE
Giuseppe Tommasi
***
COLLABORATORI
Paolo Castellani
Fina Franchini
Gloria Nocchi Frascoli
Consuelo Canessa
***
CORRISPONDENTI
Arica
Verónica Bibiano
Antofag. Rodolfo Sanchez B.
Iquique
Vacante
La Serena Caterina Pezzani
Quillota
E. Schiappacasse
V. Alemana Gilda Rivara
Valparaiso
Concep.
Giancarlo Carro
P. Arenas Américo Diaz B.
***
Contribuzione annua
$ 20.000. Cheque nominativo
a «Presenza»
***
Stampa C. von Plate
Esce il 1º e il 16 di ogni mese
Invitan : Embajada de Italia, Instituto Italiano de Cultura
y Sociedad Cultural Dante Alighieri V° Región
Biblioteca Santiago Severín - Valparaíso – Entrada
Liberada
MARTES 02/6
-9.30 Horas
Conmemoración del 69° Aniversario de la República
Italiana
Scuola Italiana Sede Valparaíso
Pedro Montt 2447 - Valparaíso
Actividad destinada a la comunidad escolar, autoridades
y socios de instituciones italianas .
MIÉRCOLES 03/6
11.30 Horas
Conmemoración del 69° Aniversario de la República Italiana - Scuola Italiana Sede Viña Del Mar
Los Acacios 22012, Miraflores – Viña Del Mar
Actividad destinada a la comunidad escolar, autoridades
y socios de instituciones italianas .
JUEVES 04/6 - 2 ACTIVIDADES
1) 19.00 Horas
Conferencia en Italiano, Profesora Marina Misseroni
Amedeo Modigliani “ El Recorrido Artístico de Modí Le
Maudit”
Sociedad Cultural Dante Alighieri Viña Del Mar
Los Acacios 22012, Miraflores – Viña Del Mar
Entrada Liberada
2) -16.00 Horas
Onces Hogar Hermanas De Los Pobres
Organiza Societá Di Beneficenza Italiana
Hogar Hermanas De Los Pobres – Viña Del Mar
Para Residentes del Hogar
SABADO 06/6
-21.00 Horas
Jóvenes de la Comunidad Italiana Cocinan y comparten
La cena mensual de los Bomberos de la Cristoforo Colombo.
Organizan : Associazione Ligure y AGIC –V° Región
6° Compañía de Bomberos Cristoforo Colombo
Gral. Cruz 630 – Esquina Independencia - Valparaíso
Por Invitación .
DOMINGO 07/6 - 2 ACTIVIDADES
1) 12.30 Horas en adelante
Almuerzo Celebración Día de Italia
Club Social Italo-Chileno de Limache
República 35 - Limache
Por Adhesión
2) 12.30 Horas en adelante
Almuerzo Celebración Dia de Italia
Cada Degli Italiani - Quillota
Blanco 315 - Quillota
Por Adhesión
LUNES 22/6
-17.00 Horas en adelante
Carrera Clásico República de Italia
Sporting Club - Viña del Mar
Los Castaños 404 - Viña del Mar
Por Invitación
San Luis 5358 (60-62-64) Peñalolen
(02) 298 15 58 298 24 02 Fax (02) 322 03 95
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Vacuno
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Cordeo Lechón
Pollo
Pavo
Jabalí Puro
Ciervo
Avestruz
Codornices
Pato Neozelandés
Conejo
Guayu 100% Orgánico
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Tel: 2665-0340; 22225247 - E-Mail: [email protected]
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2 GIUGNO, LA FESTA NAZIONALE
La decisione del popolo italiano in favore della Repubblica
si é trasformata nella Festa Nazionale, già proposta alla
lettura del ministro Romita dei risultati elettorali.
I primi dati in arrivare al Viminale erano quelli del
Sud invece che del Nord, inclinando la votazione in favore
della Monarchia, fatto che aumentó il timore che fosse la
Monarchia a vincere il referendum. Bastó che il peso della
votazione si soffermasse sull’ elettorato del settentrione, e la
Repubblica passó in vantaggio, tanto che il computo finale
ottenne la Repubblica con 12.182.000 voti contro 10.362.000
della Monarchia, e nulli 1.5 milioni.
Durante molti anni si alimentó dubbi sulla correttezza del
conteggio. Alcide De Gasperi informó il Re della “consistente
maggioranza per la Repubblica”. Tra De Gasperi e il Re
Umberto II si decise la procedura del trapasso del potere,
includendo un discorso di saluto del Re al popolo italiano.
Questo programma, si sarebbe portato a termine dopo la
formale dichiarazione della Suprema Corte di Cassazione
chiamata per legge a consacrare la volontá degli elettori.
La volontá distensiva e pacifica duró ben poco. Il 7 giugno
si presenta un ricorso che impugna la legittimità del referendum. Il ricorso osservava che il decreto del 16 marzo il
quale aveva indetto il referendum esigeva che la votazione
vincente doveva essere a maggioranza dei votanti e no con
riguardo ai voti validi.
Una discussione che alteró il programma del congedo e
consentí una vera e propria rivolta popolare nelle strade delle
cittá del paese. In Napoli ci furono incluso dei morti. L’ unitá
morale e territoriale del paese erano in grave pericolo, come
dichiaró De Gasperi al Re Umberto II.
Il ricorso trasforma il passaggio della Monarchia alla
Repubblica in un processo tormentoso e passionale con grave
rischio della fragile stabilitá postbelica del paese. Il Re il
12 giugno nel proclama dichiara, “ in spregio alle leggi e al
potere indipendente e sovrano della magistratura,il governo
ha compiuto un gesto rivoluzionario, assumendo unilaterale
e arbitrario potere che non gli aspetta.”
Il governo si anticipava alla decisione della Cassazione. I
calcoli del Ministero degli Interni concedeva alla Repubblica
il 54,26 % e alla Monarchia il 45,74%.
Il 13 giugno il Re parte da Ciampino all’ esilio in Portogallo senza trasmettere dei poteri al governo repubblicano.
I contrasti e la passione del referendum avevano messo in
ombra la contemporanea elezione della COSTITUENTE, un
risultato che chiariva il quadro politico italiano.
La DC ottenne 8.080.000 voti, il 35,2%; i socialisti 4.758.000
voti (20,7%), e il PCI 4.360.000 voti con il 19% . La sconfitta
dei comunisti viene riconosciuta anche dalla Direzione del
partito. Con questa votazione i 556 Costituenti si distribuirono così: 207 democristiani, 115 socialisti, 104 comunisti,
41 dell’ Unione democratica nazionale, 30 qualunquisti, 23
repubblicani e altre liste minori. Malgrado la irrisolta crisi
politica, con un governo de facto al quale aspetta l’ esercizio
transitorio delle funzioni del Capo dello Stato al Presidente
del Consiglio,(De Gasperi), il Paese riprende la normalitá.
Le razioni alimentari sono aumentate a 250 grammi di
pane al giorno, tre chili di pasta al mese; la lira ricupera
valore, la produzione industriale in ripresa cosí come le
esportazioni, (quadruplicate tra aprile e settembre). Le
fabbriche ritornano alle mani dei padroni. E' il caso della
FIAT in mano a Vittorio Valetta. L’ Italia si avvia alla normalizzazione.
Un solo grande scoglio: il Trattato di Pace con le potenze
vincitrici della Guerra. Un vero sacrificio per De Gasperi che
dovette assumere una causa persa dalla partenza, ma con
grande dignità e convinzione. Il prezzo pagato dall’ Italia per
vivere in pace e libertà é stato pagare un alto prezzo. Perdite
territoriali (Zara, parte importante della Venezia Giulia),e
forti pagamenti a titolo d’ indennizzi di guerra.(360 milioni
di dollari). Malgrado tutte le difficoltá, politiche interne e
internazionali, l’Italia riprende la strada del progresso civile,
politico ed economico. Oggi la trova tra le 10 economie piú
importanti del mondo con una solida democrazia, nata presisamente dal tormentoso 2 giugno 1946. La festa Nazionale a
soli 69 anni sembrerebbe un inconsueto contrasto per un paePaolo Castellani (segue in ultima pagina)
Abbonamento 2015 - Fiducia reciproca
Tanti lettori fedeli ci seguono da anni dimostrando fiducia nel nostro operato. Per poter
continuare a seguirlo chiediamo ancora un segno di fedeltà.
Molti pensionati ci chiedono l’abbonamento gratuito (che neghiamo a nessuno).Il fatto
ci obbliga a creare una èlite di “sostenitori” che conguagliano gli abbonamenti gratuiti. Vi
ringraziamo cordialmente della collaborazione.
Per facilitare il versamento dell’abbonamento abbiamo aperto nel Banco de Chile la
“Cuenta de Ahorro N. 08-166-01126-03” a nome di “Giuseppe Tommasi B.”.
Una volta fatto il versamento la preghiamo di inviarci per mezzo di lettera o fax la ricevuta
o semplicemente informarci per E-mail o per telefono. Vedi in prima pagina, in alto. i dati.
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TERZA PAGINA
Passatempo e umore
Presenza- 1 giugno 2015
3
Noi, italiani in Montenegro
«La mia famiglia è in Montenegro dal 1580, ma siamo
originari di Salò. Quattro
fratelli vennero ad aprire le
prime farmacie quando qui
c’era la Serenissima Repubblica di San Marco, in fondo
restavano a casa... La prima
licenza la ottenne Giacomo
Antonioli nel 1621, l’ultima
mia mamma: in mezzo 500
anni di antenati farmacisti,
speziali e chirurghi, tutti
laureati a Padova...». Siamo
a Cattaro (Kotor), la perla
dei Balcani, eppure ascoltare
Dalibor Antonioli, 70 anni,
avvocato montenegrino, ha
il sapore di una chiacchierata con un «italiano
vero», come cantava Toto
Cutugno anni fa, e in
fondo non stupisce più di
tanto che nella konoba
‘Portùn’ intanto i commensali in una nuvola
di fumo (ancora non è
vietato) cantino proprio
Cutugno, Nicola Di Bari,
Claudio Villa...
Montenegro, Bocche
di Cattaro, spettacolare fiordo nell’Adriatico
orientale. Un serpente
di mare blu intenso che
si incunea fino all’omonima città, ‘patrimonio
dell’umanità’ protetta
dall’Unesco, e lì si allarga come un lago di
montagna. Il nero delle
rocce incombe a picco
sulle case venete. Qui si
scrive in cirillico e si parla
in slavo, ma Venezia scorre
ancora nelle vene dei bocchesi e l’Italia occupa un
posto privilegiato, nei loro
cuori come nella parlata
locale. A Cattaro da undici
anni ha sede una Comunità
degli Italiani del Montenegro
con ben seicento iscritti, in
buona parte giovani, gente
che qui si è fatta valere
e ricopre importanti ruoli
sociali. Oggi è il giorno del
loro congresso annuale, un
evento sentito, cui partecipano le autorità montenegrine
e l’ambasciatore d’Italia
Vincenzo Del Monaco, ma
anche i rappresentanti della
Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Università Popolare
di Trieste, l’ente che dalla
Farnesina ha il mandato
di tutelare e far crescere
l’italianità dei ‘nostri’ montenegrini. «Circa 300 sono
italiani ‘di origine’, come me
- spiega Aleksandar Dender,
architetto, attuale presidente della Comunità -, altri 120
hanno proprio il passaporto
italiano, i rimanenti sono
‘italiani d’elezione’, amano
la cultura e hanno assorbito
l’italianità che qui non si è
mai dissolta». Dopo 400 anni
di Venezia, persino sotto
l’impero austroungarico la
lingua ufficiale era quella
l’Austria per un secolo, fino
alla fine della prima guerra mondiale, con le guerre
contro i turchi e l’arrivo
dei serbi... Nel 1941 fu la
volta dell’Italia». In nessun
posto come nella regione di
Cattaro la parola razzismo è
priva di senso: nessuno è di
‘sangue puro’ e questo fa la
ricchezza di un popolo culturalmente vivace. «Noi chi siamo? Mah, posso dirle che mio
padre, Casimiro Antonioli, si
dichiarava dalmata-veneto.
Le nostre radici sono intrecciate con Venezia, Padova,
Trieste, Zara, Curzola, ma
italiana, usata nei documenti e nella marineria. «Oggi lo
stretto rapporto con l’Università Popolare di Trieste e
con l’associazione ‘Veneziani
nel mondo’ ci permette di
tenere vive le nostre radici
e conservare un patrimonio
inestimabile di storia e di
arte». Il fatto che l’ultima
regina d’Italia, Elena, morta
nel 1952, fosse figlia del re
del Montenegro, è solo un
ulteriore sigillo a secoli di
destini condivisi.
«Qui Venezia restò dal
1420 al 1797 - riprende Dalibor Antonioli - poi arrivò
l’Austria fino al 1805, poi i
russi per 16 mesi, nel 1807
i soldati di Napoleone, che
bruciò tutto e ci costrinse
alla fuga. Nel 1814 tornò
anche con tutto il mosaico
multietnico dei popoli che si
sono succeduti sulla nostra
terra. Oggi ho tre figli e sei
nipotini, e ancora nel nostro
petto batte un cuore veneto.
Quando sono nato, nel 1945,
l’Italia non c’era già più da
due anni...».
Netti invece i ricordi dell’Italia per Jovan Martinovic,
80 anni, noto archeologo, anche lui al congresso della Comunità. «Io ho frequentato la
prima elementare italiana,
semplicemente perché qui
dal 1941 fino all’8 settembre
del 1943 era proprio Italia»,
racconta. Ma guai a parlargli
di ‘occupazione’: «Le Bocche
di Cattaro e la zona circostante erano annesse - puntualizza -, erano una vera
provincia d’Italia con tutti i
diritti degli altri cittadini, i
programmi scolastici erano
quelli di Roma e il mio sussidiario ‘Prime letture’ cominciava con ‘La mia patria
Mausoleo Italiano
è l’Italia’», dice con orgoglio.
Nessun rancore, nonostante
a 7 anni dovesse vestire i
panni del ‘Balilla’ e cantare
‘Giovinezza’. «L’Italia non
pretese dai nostri uomini il
servizio militare, quindi qui
non si sentì la guerra, sono
stati mesi sereni. Inoltre i
soldati ci davano buon cibo,
pasta, carne di cavallo... Ben
diversi furono i tedeschi,
entrati dopo l’8 settembre
quando l’Italia capitolò».
Poi, nel ‘45, l’arrivo del maresciallo Tito «e io da ‘Balilla’
fascista diventai ‘Pioniere’
comunista, ovvero... non
cambiava niente», ride.
E guai anche a parlargli
male di Tito: «In quei
tempi feci il ginnasio
a Cattaro, la laurea in
archeologia a Zagabria,
il master a Belgrado», e
nel 1979, l’anno di un terremoto disastroso, Tito
ordinò di fare ricerche
archeologiche sugli edifici lesionati di Cattaro,
soprattutto le tante chiese romaniche del XII-XIII
secolo. «Così ho scoperto
sotto la cattedrale di San
Trifone il sarcofago e le
ossa del santo portate qui
nell’809», quando la nave
che trasportava le spoglie da Costantinopoli a
Venezia riparò nel fiordo
a causa di una tempesta e il fatto venne letto
come la volontà del santo di
riposare in quel posto unico
al mondo.
«Mio padre, che ha 90 anni
ed è avvocato, ricorda bene
che dopo l’armistizio del 1943
la gran parte degli italiani
della Divisione Garibaldi
restò per aiutare i nostri
partigiani nella lotta contro
i nazisti», conferma Dender.
Ha avi italiani e montenegrini, cechi e austro-ungarici,
ma il suo fiore all’occhiello è
il trisnonno Antonio Martecchini, uno dei più importanti
stampatori della storia.
Un passato lontano che
però riaffiora ad ogni passo,
si respira, si vede nelle case
e nelle chiese. Radici, storie,
legami, nostalgie, affetti...
Come ai tempi di Venezia la
Serenissima. Sopra Cattaro
la veneta vegliano, in pietra,
venti Leoni di San Marco,
tutti con il libro aperto. Come
si usava per indicare che
erano tempi di pace.
Indirizzi Utili
Ambasciata d’Italia - Clemente Fabres 1050, - Providencia
Tel.: 24708400 - E-Mail: [email protected]
Consolato - Román Diaz 1270, Santiago
Tel: 24708400 - E-Mail:[email protected]
Camera di Commercio- Luis Thayer Ojeda 073,Piso l2, Provi.
Tel.: 562/22322618 - Fax: 562/22330973- E-Mail: [email protected]
Istituto Italiano di Cultura - Triana 843, Providencia
Tel.: 23 2038170 www.iicsantiago.estei.it
ICE Agenzia per la promozione all 'estero e
l'internazionalizzazione delle imprese italiane
Clemente Fabres 1050 (Prov.) Tel. 23039330 E.mail: [email protected]
COMITES -Av.Apoquindo 6589 - Las Condes - Tel. 22129455
CARI -Av. Bustamante 180 - Providencia - Tel: 22229328
Circolo di Professionisti di Origine Italiana
Av. Apoquindo 6589 - Las Condes - Tel: 22425012 - 22481503
Club Stadio Italiano
Av. Apoquindo 6589, Las Condes -Tel: 24847000 Central.
Liceo Italia: Nataniel esq. Ñuble. Tel 2707-5836 - 25927558
Scuola Italiana Vittorio Montiglio
Las Flores 12707, Las Condes - Tel: 25927500
Parrocchia Italiana- Av. Bustamante 180 Providencia
[email protected] - Te: 22229328 - Fax: 26354127
Hogar Italiano - Holanda 3639, Ñuñoa - Tel: 22055476
Umanitaria - Av. Vicuña Mackenna 83 - Santiago - Tel: 26342500
Pompa Italia - República 96 - Santiago -Tel: 26992222 - [email protected]
www.vigilidelfuoco.cl
ACLI -Asociación Cristiana de los Trabajadores Italianos
Bustamante 180 (Parrocchia Italiana) - Tel- Fax: 26345247
COIA: Bustamante 180 -Providencia Tel. 26345247
Associazione Ligure contatto Sig.ra Rina Garibaldi 02 2192144;
Dr. Augusto Brizzolara
specialista in
Geriatria e
Gerontologia
El Trovador 4280
Of. 1108 -Las Condes
Fono-Fax: 2342 5139
Beeper 737 8087 -Cod 8784
Av. Vicuña Mackenna 83 - Santiago - Tel: 26342500
Sig. Aldo Solari al telefono 02 7926752
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Presenza- 1 giugno 2015
ITALIA E ITALIANI
Benessere, Italia 13esima per l’Ocse
Equilibrio lavorovita, reddito e salute
sopra la media, arrancano istruzione, occupazione, ambiente e
soddisfazione personale. Questi i principali
risultati del Better life
Index che l’Ocse, in collaborazione con Expo
2015 di cui è partner
ufficiale, lancia quest’anno anche in italiano. La ricerca, informa l’Ocse, si basa sulle risposte di
oltre 3.600 persone e prende
in considerazione 11 fattori
benessere in 36 Paesi.
I 36 Paesi presi in esame
sono quelli che fanno parte
dell’Ocse più Brasile e Russia. L’Italia si posiziona al
13/mo posto nell’equilibrio
lavoro-vita, al 14/mo nel reddito e al 17/mo nella salute.
In tutte le altre voci, invece,
la performance è al di sotto
della media: nelle relazioni
sociali siamo in 21/ma posizione, nell’impegno civile
in 23/ma, in abitazione e
in sicurezza in 24/ma, in
soddisfazione personale e in
ambiente in 27/ma. Posizioni
di retroguardia anche per
occupazione (29) e istruzione
(21).
La ricerca fornisce indicazioni anche sulle disparità
tra le varie regioni nei diversi ambiti: particolarmente
evidente la differenza che c’è
tra il migliore (provincia di
Bolzano che si trova nel 15%
di testa tra tutte le regioni
Ocse) e il peggiore (Campania, ultima) nell’occupazione.
Ampie differenze regionali
esistono anche in materia di
sicurezza (ai poli opposti provincia di Trento
e Calabria), ambiente
(Sardegna la migliore,
Lombardia la peggiore) e reddito (ancora
provincia di Bolzano e
Campania).
Molto positivo a livello generale il risultato relativo alla salute,
dove 18 regioni italiane
conseguono i migliori
risultati in area Ocse. Le
regioni italiane sono anche
tra le migliori in materia di
sicurezza e impegno civile.
Solo dolori, infine, sul capitolo istruzione, dove tutte le
regioni italiane conseguono
risultati inferiori rispetto
alla media Ocse.
Una volta appurato il livello al quale si trova la
soddisfazione degli italiani
nei vari ambiti, la ricerca dà
informazioni anche su cosa
conta di più per loro: al primo
posto c’è la salute, al secondo
l’istruzione e al terzo la soddisfazione personale.
L’Europa redistribuisce i migranti,
in 22 mila lasceranno l’Italia
Adesso il numero è scritto.
L’orientamento definito dai
tecnici di Bruxelles è che
la Commissione europea,
nella riunione di mercoledì,
debba proporre ai governi
dell’Unione di redistribuire
su base obbligatoria 40 mila
dei migranti in fuga dalle
guerre, quelli che hanno
attraversato il Mediterraneo
e sono sbarcati sulle nostre
coste.
Secondo quanto risulta
alla Stampa, il 60 per cento
verrà prelevato dall’Italia
(22 mila), il resto dalla Grecia (18 mila). La mossa alleggerirebbe in parte il peso sui
centri di accoglienza dei due
paesi più esposti all’emergenza e, per la prima volta,
creerebbe un meccanismo di
solidarietà obbligatorio per
riallocare chi ha diritto alla
protezione. È un impianto, va
precisato, che non riguarda
Tenga el mejor
punto de vista
P. de Valdivia 3015 F. 22690791
Moneda 708
F. 26649244
San Antonio 325 F. 26325512
SILVANO TAVONATTI A.
[email protected]
Due vie al (post) comunismo: ecco
perché L’Avana non è Pechino
Ognuno ha la sua Cina,
o comunque ha la Cina che
può permettersi. Da quando
Pechino è venuta via dal cono
d’ombra nel quale l’aveva
relegata la sua condizione
allora di paese del Terzo
Mondo, ricco soltanto d’una
folla immensa ma povero
d’investimenti e di ricchezze,
la storia politica del pianeta
è cambiata profondamente:
non soltanto la Cina è oggi
un competitor fortissimo
degli Stati Uniti, prima
potenza mondiale, ma il suo
sviluppo incessante, e i tassi
record d’incremento del suo
Pil, hanno posto un problema
molto serio alla natura dei
sistemi politici.
Che è questo: poiché Pechino è un regime comunista e
un sistema economico centralizzato, e ciò nonostante cresce di ricchezza e di potenza
a ritmi altrove insostenibili,
ci si deve chiedere se la democrazia politica sia il solo
sistema che consente, alla
fine, lo sviluppo d’un paese,
o se, al contrario, anche un
regime autoritario possa
costruire ricchezza reale e
anche vivibilità.
Si sa benissimo che Pil non
è Bil (P per prodotto, B per
benessere), e che “crescita”
non è “sviluppo”; comunque,
quali che siano
le risposte che
si possono dare,
conta che Pechino - con questi
suoi strabilianti
risultati - si è
posta come un
“modello” per i
paesi che vivono ancora la
condizione del sottosviluppo.
Questo “modello” è basato,
naturalmente, sul rigoroso
controllo del sistema politico (“Non c’è altro potere
possibile che non sia quello
del Partito comunista”) e
però, contemporaneamente,
su una franca apertura del
sistema economico (forme
di libertà d’impresa e, addirittura, presenza statutaria
di imprenditori privati nel
Comitato centrale del pcc).
Lo ha adottato anche la Cuba
di Raùl, si chiama “el modelo
chino”.
L’Avana però non è Pechino, i suoi tassi d’incremento
del Pil sono molto bassi, la
possibilità d’una redistribuzione della ricchezza è
assai problematica, quasi
inesistente. Ed ecco, dunque,
come il “modelo” si adatta a
una realtà nazionale che ha
poco da ripetere da quella cinese: apertura, sì, del sistema
economico, con incentivi seri
alla iniziativa privata e con
forti dismissioni dei dipendenti pubblici (in progetto
1,5 milioni “licenziati” sui
quasi 6 milioni di lavoratori
dello Stato), ma poiché c’è
poca grana da mettere in
circuito si allenta allora la
rigidità del sistema politico.
Quindi: sempre il Partito comunista cubano come unica
forma legittimata di esercizio
dell’attività politica e, però,
apertura verso al Chiesa
cattolica come istituzione
di intermediazione con la
società.
Non è un partito il Vaticano, e non è un leader
politico, il cardinale Ortega;
ma ognuno si arrangia con
le carte che ha in mano, e
la Cina, alla fine, è anche
lontana.
Anoressia e bulimia, l’obiettivo di chi ne
soffre è il “controllo”
in alcun modo i migranti
economici e chi non può
ottenere l’asilo: «Chi può
essere rimandato a casa,
deve essere rimandato a casa
- assicura un alto funzionario -. Ci sono le regole, basta
applicarle». Il condizionale
resta d’obbligo. La certezza
sui numeri e i metodi, per
ora in bozza e senza sigillo
“politico”, si avrà solo a
metà settimana quando il
collegio dei commissari - a
cui i Trattati attribuiscono il
ruolo di scrivere le proposte
nominative europee - varerà
l’insieme delle disposizioni
operative per la sua Agenda
Immigrazione. Potrebbe cambiare qualche cifra, magari
anche crescere, però l’ordine
di grandezza dovrebbe essere assodato. Il pacchetto di
base, approvato dieci giorni
fa, crea le fondamenta per
una politica comune a ventotto in un settore che, fino
a questo momento, è stato
di competenza dei governi
nazionali. L’offensiva Fra
le altre cose, la strategia
scritta dalla Commissione,
e voluta con forza dal trio
di testa Juncker-MogheriniAvramopolous, conferisce più
mezzi e fondi alla missione
Triton; introduce un sistema
temporaneo di distribuzione
vincolante e di emergenza
dei migranti che ne hanno
diritto; apre un nuovo canale
pilota obbligatorio per gli
asilanti che ancora non sono
sul territorio europeo (20
mila, per ora); pone le basi
per schemi di accoglienza
permanenti dal 2016; riapre
il dibattito sul controverso
regolamento di Dublino III
che attribuisce al porto più
vicino l’onere di registrazione etc. Si lavora anche uno
strumento per la lotta ai
trafficanti. I 40mila Nella
comunicazione del 13 maggio mancava il numero da
attribuire al meccanismo di
ridistribuzione dei migranti
arrivati, ovvero la risposta
«cosa ne facciamo dopo averli
salvati?». Si era parlato di
ventimila anime, adesso la
Commissione è intenzionata
a raddoppiare: è un precedente, più che una soluzione,
visto che da noi gli arrivi del
2015 erano 37,982 mila il 17
maggio. Se il Consiglio - cioè
i governi a cui spetta l’ultima
parola - sarà d’accordo, da
luglio partirà lo smistamento
organizzato su una base di
criteri, fra cui pil, popolazione, disoccupazione, sforzi
precedenti. Nonostante le
polemiche, il Team Juncker
non intende cambiare la
formula per questa decisione
temporanea.
A volte, è una modella
troppo magra in copertina
o in passerella a scatenare
la protesta indignata del
pubblico.
In altri casi, è la notizia
del decesso di una giovane
ragazzina che aveva smesso
di mangiare. La realtà è
che i disordini alimentari
sono sempre più oggetto
di attenzione anche da
parte della ricerca scientifica e clinica.
Riguardano circa 3
milioni di italiani dei
quali 2,3 milioni sono
adolescenti. Per il 95%
si tratta di donne, ma il
fenomeno è in crescita
anche tra gli uomini.
Secondo l’Istat, la fascia
d’età più colpita è quella tra
i 18 e i 24 anni, che vede il
2% delle donne soffrire di
anoressia, il 4% di bulimia e
il 6,2% di altri disturbi alimentari, come il binge eating
(le “abbuffate”).
Infatti, anoressia, bulimia, binge eating possono
compromettere in modo significativo il funzionamento
psicosociale e la salute fisica,
fino agli esiti più tragici.
L’ ESORDIO É SEMPRE
PIÙ PRECOCE
Come per tutte le psicopatologie, è andata abbassandosi l’età della comparsa
dei disturbi, presenti ora
anche nei giovanissimi, a 10
o 12 anni o prima. E quindi
è partita la ricerca di nuovo
indicatori che possano aiutare a prevederne lo sviluppo.
«Non esistono indicatori
biologici, ma vi sono dei segnali cui prestare attenzione» spiega Gianluigi Mansi
responsabile della divisione
di psichiatria degli Istituti
Clinici Zucchi di Monza e
del Servizio per Disturbi Alimentari dell’IRCCS Medea a
Bosisio Parini.
«Si tratta di una scarsa
autostima, isolamento sociale, perfezionismo e terrore di
ingrassare, ma anche stranezze alimentari, come se-
lettività al cibo (ad esempio,
mangiare solo cibi bianchi) o
la tendenza a nasconderlo o
sminuzzarlo, un’eccessiva attenzione a cibo, al peso, alle
calorie e tendenza a cucinare
per gli altri».
La volontà di avere il controllo della situazione riguarda, infatti, non solo la
propria alimentazione ma
anche quella altrui. Si parla
di “tirannia alimentare”
quando c’è la voglia di cucinare per gli altri, stabilire
la loro alimentazione, fino a
riempirli di cibo, tanto che
«nelle ragazze non si esclude
una nascosta tendenza alla
rivalsa, una sorta di sabotaggio della bellezza di madri e
sorelle percepite come rivali»
spiega lo psichiatra.
LO SCHERNO
DEGLI AMICI E LE
CRITICHE IN FAMIGLIA
Tra i fattori di rischio non traumatici
che possono favorire
la comparsa questi disturbi vi è il sovrappeso infantile, che espone allo scherno dei
compagni e alle critiche in famiglia. «Dalle anamnesi, emerge
spesso il ruolo determinante
dei commenti dei genitori
sul fisico e sulle abitudini
alimentari (“mangi troppo,
guardati”). In questo senso,
vi è sempre una fase iniziale
in cui siamo tutti complici»,
commenta lo psichiatra.
Tuttavia, madri e padri non
vanno colpevolizzati, ma
possono svolgere al contrario
un ruolo protettivo ed essere
di supporto ai vari professionisti medici, aiutando nella
progressione della cura.
Ad aprile + 210mila contratti,
+48mila i posti fissi
Ad aprile le attivazioni di nuovi contratti a tempo indeterminato sono state 171.515 a fronte di 122.979 cessazioni
con un saldo attivo di oltre 48.000 contratti stabili. Lo rileva
il ministero del Lavoro nell'indagine sulla dinamica dei contratti: le assunzioni sono state anche molto superiori rispetto
a quelle che si sono avute nell'aprile del 2014 (112.839).
Ad aprile le attivazioni nel complesso di nuovi contratti di
lavoro sono state 756.926, circa 210.000 in più rispetto alle
cessazioni registrate nel periodo (546.382). Il dato diffuso
dal Ministero del Lavoro è in linea con quello registrato ad
aprile.
ITALIA E ITALIANI
Presenza- 1 giugno 2015
5
Mujica a Genova “Non si fa
Grande Guerra.
politica per denaro”
L’inutile strage cent’anni dopo
Scorte e lampeggianti? Ma quando mai.
Arrivano quasi alla chetichella, in una
giornata uggiosa. Non fosse per l’auto
dell’ambasciata, che dal porto di Genova
li ha discretamente portati fin quassù in
Val Fontanabuona, sembrerebbero due turisti
normali. Perdipiù con poco
bagaglio. Già perché a
José Alberto Mujica Cordano e a sua moglie Lucia
Topolansky - sposata nel
2005 - non serve poi molto.
Sebbene lui, figlio di emigranti liguri, fino al primo
marzo fosse l’amatissimo
presidente dell’Uruguay,
del quale è tutt’ora senatore, al pari della moglie.
Che non porta manco un
gioiello, neppure la fede
dopo le nozze. Pure quelle
anomale. In stile col personaggio.
Racconta, Lucia, sua
compagna da quarant’anni: «Non mi ha fatto una
dichiarazione, ha fatto un
annuncio. In televisione,
un giorno, ha comunicato
che si sarebbe sposato. Io
stavo ascoltando in cucina
e l’ho saputo così...».
Pausa. «Era sicuro che gli avrei detto sì».
Sempre al suo fianco. Carcere compreso.
Esperienza, che «Pepe» ricorda tranquillo
perché gli «ha insegnato tanto» spiega
puntandoti addosso gli occhi nerissimi e
scintillanti. Sempre con un diktat: «Essere
al servizio degli altri, questo è il significato
della politica». Servizio alla società
In Italia, veramente, mica tanto...
Tra indagati e corrotti, la politica non
appassiona. «Ah, no? È molto triste. E in
cosa crede la gente?- domanda stupefatto
- Se non si crede nel futuro non c’è niente. L’uomo è un animale politico. Diceva
Aristotele, che non può vivere da solo, ma
nella società. Tu come faresti senza penna
e taccuino? Ci vuole qualcuno che li faccia.
E che faccia vestiti, auto... Dipendiamo tutti
dalla società. La politica è occuparsi della
società e dei diritti».
Lei da presidente ogni mese dei suoi 8.900
euro, ne devolveva 8.100 agli uruguaiani.
Qui non va proprio così. Sospira: «La gente
che ama troppo i soldi non deve entrare in
politica. Che è servizio. È questa la felicità:
servire la gente che ha bisogno. La bara non
ha tasche per portarsi via i soldi».
Lei e Lucia non avete mai abitato il palazzo presidenziale. «È un museo» scandisce
mulinando il braccio verso il soffitto in legno
dell’Osteria Fonte Bona, tre camere in tutto
- e servizi al piano - dove l’ex presidente ha
prenotato quindici giorni fa: online. E tanto
per capire che in questa vallata è planato un
marziano - anzi due - basti dire che il proprietario, Giovanni Bottino, dopo aver preparato
il pranzo «a base di affettati, ravioli col tocco
e vino “tinto”», ha lasciato amabilmente riposare
«Pepe e Lucia». L’ex presidente è sbarcato «in cerca
delle radici», della casa dei
nonni materni, dopo una
sosta a Muxyka, nei Paesi
Baschi, terra paterna.
Un viaggio-regalo, che
dopo la Val Fontanabuona
e Genova, porterà la coppia
a Roma, dal Papa._I due
mondi «Vedrò Francesco
il 28. È il secondo incontro,
con quest’uomo che si è spogliato di tutto». Credente?
«No - replica divertito
sotto i baffi alla Marquez
- Ateo. Per il Cristianesimo
la vita è una valle di lacrime. Non sono d’accordo: è
bellissima. E il Paradiso
è qua, è questa vita. Però,
la religione aiuta a morire bene. Voglio parlare al
Papa di molte cose. Principalmente della difficoltà
d’integrazione tra tutti i Paesi dell’America
Latina». Europa e Italia sono alle prese con
i migranti e la strage dei barconi. «L’Europa
diventerà caffelatte. Una miscela di razze
- commenta placido - La soluzione non è
combattere, ma andare in Africa ad aiutarli.
L’Europa avrebbe dovuto farlo da tempo.
Quanta ricchezza s’è presa dalle colonie? Poi
li ha mollati... Non è giusto».
Abbattere Saddam e Gheddafi?
«Un errore enorme. La democrazia non si
esporta con la guerra, né si impone. Gheddafi
e Saddam tenevano una dittatura paternalista. Ma il Paese teneva. Ora è il caos. Si sta
peggio di prima». Come se ne esce?
«L’Africa deve farcela da sola. Con molto
dolore, certo. È molto giovane, è cresciuta
molto la sua popolazione. Chi arriva in
Europa le fa un favore: la svecchia. Lavora
e aiuta, lasciandole il plus valore del suo
lavoro. L’Ue deve organizzare gli aiuti e al
contempo andare in Africa». Normale. Come
la sua vita, in realtà straordinaria. Senza
sfarzo. Continuando «a impastare la pizza»
e coltivando «pomodori, zucchine, fave». Facendo con Lucia «35 bottiglie di conserva, per
il sugo di tutto l’anno».
Un marziano della politica in camicia e
maglione, con un paio di scarpe le stesse «da
tre anni, perché in Uruguay le fanno bene».
Felice della sua vita? «Se dall’altra parte ci
fosse il bancone di un bar, sa cosa direi? Un
altro. Identico a questo».
Alitalia, in quarant’anni è costata
7,4 miliardi di euro allo Stato
Anche se dal 2008 la vecchia Alitalia di fatto non esiste più, lo Stato, dopo essersi
svenato, ancora oggi continua
a pagare un conto salatissimo. In 40 anni, stima l’Ufficio studi di Mediobanca che
ha analizzato «costi diretti,
pubblici e collettivi» generati
dalla nostra compagnia di
bandiera, ha pesato sulle
casse dello Stato per ben 7,4
miliardi di euro ai valori di
oggi, bruciando risorse ad
una velocità media di 185
milioni di euro l’anno.
Tra il 1974 ed il 2007 la
gestione in bonis della società, sempre rimasta nel recinto delle società pubbliche ballando tra Iri, Partecipazioni
statali e Tesoro, ha prodotto
un onere complessivo pari a
3,3 miliardi di euro.
Quindi dal 2007 sino al
giugno del 2014 la gestione
commissariale ha prodotto
altri 4,1 miliardi di oneri.
Se a questi si
sommano le
perdite cumulate direttamente dalla
società nei
vari bilanci
per un totale
di 6,1 miliardi
si può dire che
in 40 anni di
gestione pubblica sono state bruciate risorse per ben 13,5 miliardi.
Dal 2008 la compagnia
è passata ai capitani coraggiosi di Cai (Colaninno,
Toti, le banche), che come è
noto non sono riusciti a fare
molto meglio dello Stato, e
quindi dall’inizio dell’anno è
arrivata Ethiad, ed a questo
punto ha voltato decisamente
pagina.
Ma il passato non può
essere certo dimenticato. Ed
è pesantissimo.
Dal 1974 al 2007, ultimo
bilancio prima del commissariamento, Alitalia ha
accumulato perdite per 4,4
miliardi di euro. Ma è soprattutto negli anni ’90 che
le perdite esplodono.
Dal 1996 in poi, anno della
prima perdita monstre da
625 milioni, il saldo è stato
negativo per 3,9 miliardi,
con un picco di -907 milioni
nel 2001. Dei 34 anni esaminati - segnala Mediobanca
- 20 hanno chiuso in deficit,
sommando una perdita pari
a 5,1 miliardi .
Ma nessun nome manca_Cento anni fa in questo stesso giorno di maggio
incominciarono a morire
1.240.000 italiani, 651.000
soldati e 589.000 civili, uomini e donne. E presero a
moltiplicarsi le vittime tra i
nostri “nemici” austroungarici: infine 1.567.000 morti,
due terzi in divisa, 400.000
sul solo fronte italiano.
Da dieci mesi, dal luglio
1914, altri 34 milioni di europei (e di colonizzati dagli
europei, e di loro alleati)
avevano già preso a cadere
uccisi o feriti sui campi di
battaglia non solo militari
della «Grande Guerra».
Conclusione del nostro Risorgimento, come c’è stato a
lungo insegnato. Incubatrice
e prologo del tempo oscuro
dei totalitarismi nazionalisti e internazionalisti, della
disumanità eretta a sistema
di potere assoluto.
Principio del gigantesco e,
di fatto, ininterrotto conflitto
che nel corso del Novecento
ha cambiato, sfigurato e ricomposto il volto del nostro
continente e rivoluzionato gli
equilibri mondiali.
Guerra spietata, come tutte, eppure persino più mostruosa. Fucina di orrori che
non possono essere dimenticati e che pure si è tentato di
occultare e negare, magari
sublimandoli e distillandoli
in pura retorica. Drammi
dai quali ancora stentiamo a
trarre una definitiva lezione
di civiltà e pace.
Eppure è oggi chiaro che in
questo stesso giorno di maggio, cento anni fa, l’Italia gettò se stessa nell’immane carneficina che papa Benedetto
XV, il 1° agosto 1917, bollò
come «inutile strage». Parola
di padre e di profeta, capace
di dare cittadinanza morale
alle «aspirazioni dei popoli»
e all’idea del «disarmo» come
fonte di «vantaggi immensi»
per persone e nazioni.
Tesoro di consapevolezza
che decenni dopo, nel 1950,
in un altro maggio, spinse il
francese Schuman, il tedesco
Adenauer e l’italiano De Ga-
speri - tre grandi statisti e cristiani che quella “visionaria”
parola di pace avevano compreso e le tremende sciagure
belliche sperimentato - a dar
vita alla Comunità del carbone e dell’acciaio, embrione
dell’Europa unita. E vennero
settant’anni di pace, difficile
ma sempre più vera. E venne
la progressiva condivisione
dei confini e delle “ricchezze”
per cui ci si era massacrati
nell’«inutile strage».
Questo è il pensiero di
oggi. Il primo, accanto alla
memoria di ogni vittima,
senza distinzione di patria
e di bandiera. Perché, come
cantò Ungaretti «nel cuore
nessuna croce manca». E
nessun nome.
Siria, Is si ritira e devasta le chiese
Cristiani in Siria
Le milizie jihadiste dello
Stato islamico (Is) si sono
ritirate dai villaggi lungo il
fiume Khabur, nella provincia siriana nord-orientale di
Jazira, che avevano occupato
lo scorso 23 febbraio costringendo alla fuga di massa la
popolazione locale, formata
in maggioranza da cristiani
assiri.
Fonti locali confermano
all'agenzia Fides - citata
anche dalla Radio Vaticana
- che il ripiegamento dei
miliziani dell'Is è stato provocato dall'intensificarsi dei
raid aerei realizzati dalle
forze della coalizione a guida Usa contro le postazioni
dei jihadisti, in supporto
alla controffensiva di terra
compiuta dalle milizie curde.
Le formazioni militari curde
e assire entrate nei villaggi
abbandonati hanno riferito
a fonti locali di aver trovato
le chiese devastate e le case
saccheggiate, con le croci
divelte dai luoghi di culto cristiano e slogan anti-cristiani
dipinti sui muri.
Secondo quanto riferito
dall'agenzia Ara News, una
parte delle famiglie assire
che avevano trovato rifugio
a Hassakè hanno già fatto
ritorno nel villaggi di Tel
Tamar, dove la campana
della chiesa assira è stata
ripristinata e i suoi rintocchi
hanno dato il segnale della
prima Messa celebrata dopo
l'esilio forzato. Mentre permane l'incertezza sulla sorte
dei più di 230 cristiani che i
miliziani dell'Is hanno preso
in ostaggio al momento della
loro offensiva nella valle del
Khabur, deportandoli nelle
proprie roccaforti.
Intanto l'esercito siriano passa
al contrattacco a
Ramadi, la città
cento chilometri a
ovest di Baghdad
conquistata dall'Is
dieci giorni fa. Ma
nonostante l'appoggio delle milizie
sciite, l'operazione
per riportaresotto il controllo
governativo l'intera provin-
cia di Al Anbar, che confina
con la Siria, si presenta lunga e complessa.
Avenida Ricardo Lyon 322 (Providencia)
Reservas al (56 2) 2484-8484
6
Presenza- 1 giugno 2015
Editoriale:
In questa edizione vi presentiamo alcune tra le tante
divertenti esperienze che abbiamo vissuto nella comunità
della Scuola Italiana.
L’11 maggio abbiamo celebrato il Giorno dell’Alunno
con molte attività come, per esempio, convivenze in ogni
classe, teatro per i più piccoli e varie gare per i grandi.
Vogliamo inoltre raccontarvi che la II° Media Inferiore
C sta partecipando, con scuole di tutto il mondo, alla
sfida internazionale della Expo Milano con il progetto
“Orto organico ed erbe medicinali”.
Vi vogliamo anche invitare alle prossime attività culturali con la presentazione “Concerto Musica Barocca:
Evviva Vivaldi!” dell’insieme Syntagma Musicum e
l’imperdibile esposizione “Taller Lineal”.
SCUOLA ITALIANA DI SANTIAGO
Giorno dell’Alunno
Lunedì 11 maggio abbiamo celebrato il Giorno dell’Alunno
2015. Con divertenti attività organizzate dal CASI e dai Direttori di Area, gli alunni dalla Scuola Nido alla IV° Media
Superiore hanno trascorso una giornata molto speciale piena
di divertimenti ed allegria: teatro per i piccoli, gincana e
“quemadas” per i grandi, convivenze con delle torte regalate
dalla scuola, sono state alcune delle attività realizzate.
I vincitori della gincana sono stati gli alunni dell’8°A e, con
un pareggio, le III°B e C della Media Superiore che hanno
vinto un “pizza party” per tutta la classe.
Auguri alunni!
Ringraziamenti del Preside:
Carissimi,
Con molto affetto vi mando le mie congratulazioni per i
festeggiamenti del giorno dell’alunno.
Tutto è riuscito molto bene, i ragazzi hanno partecipato e la
comunità intera si è coinvolta, possiamo dire che l’obiettivo
è stato raggiunto.
Bravissimi e grazie del lavoro fatto.
Un abbraccio
Italo Oddone
Preside
Scuola Italiana Paritaria "Vittorio Montiglio"
Buona lettura!
Gigliola Pacciarini G. / Alejandra Calcagni T.
[email protected]
Con la gentile collaborazione
della Prof.ssa Silvia Perroni
Sfida Expo Milano
Dalla fine di marzo gli alunni della II° Media Inferiore
C, con la loro maestra di Chimica e Scienze, Prof.ssa Erika
Montero Carvajal, hanno iniziato la loro partecipazione
alla sfida internazionale Together in Expo della Expo
Milano 2015, il cui obiettivo è stimolare la creatività per
progetti relazionati all’importante dibattito sull’alimentazione nel nostro pianeta.
Con il progetto “Orto organico ed erbe medicinali” la
classe dovrà superare le varie fasi della sfida e le missioni
assegnate fino al mese di ottobre per poter sognare con
il meraviglioso premio: un viaggio a Milano per tutta la
classe e la loro insegnante.
SCUOLA ITALIANA DI SANTIAGO
“Taller lineal”
Il Centro Culturale Scuola inaugurerà
giovedì 28 maggio, alle ore 19:30, nelle Sale
Terracotta e Verdi, l’esposizione di incisioni
e di sculture del “Taller Lineal”.
La mostra potrà essere visitata fino al 10
luglio.
Espacio/Tiempo è un’esposizione che riunisce 14 artisti, tra intagliatori e scultori che
lavorano da oltre 4 anni nel “Taller Lineal”,
spazio creato nel 2007 al fine di riunire artisti
e persone con interesse per l’arte, diventando
un luogo di creazione e di riflessione sulla
creazione artistica.
Presenza- 1 giugno 2015
7
Concerto Musica Barocca:
Evviva Vivaldi! dell’insieme
Syntagma Musicum.
Le artiste che parteciperanno a questa
mostra sono: Marisol Balada, Anita Zarhi,
Karin Wehrhahn, Carolina Fosk, Catalina
Orhanovic, Miriam Hirsch, Romina Gebl,
Soledad Rodríguez, Mané Kausel, Francisca
Galáz, María Inés Montt, Paula Haeussler,
Daniela Ricciardi e Patricia Tagle.
Queste artiste si ispirano ai concetti di
tempo e di spazio per l’elaborazione delle loro
opere, offrendo visioni differenti su uno stesso
tema attraverso le incisioni e le sculture, indagando sul complesso e personale universo
che ha ogni artista.
Il Centro Culturale della Scuola Italiana
presenterà martedì 2 giugno, alle ore 20:00,
nel Teatro Giuseppe Verdi il concerto Evviva
Vivaldi! (Avda. Las Flores 12.707. San Carlos de Apoquindo). L’entrata è gratuita e lo
spettacolo è per tutto il pubblico.
Le persone interessate devono fare le
prenotazioni a [email protected] o al 22
5927544.
Questo concerto è parte delle celebrazioni
della Festa della Repubblica Italiana ed in
questa occasione lo spettacolo è dedicato al
compositore e musicista Antonio Vivaldi, uno
degli artisti più importanti e popolari della
musica barocca italiana.
L’insieme interpreterà le opere “La verità
in cimento”, “La Tempesta di Mare” e “Ces-
sate, omai, cessate”. La direzione musicale
sarà a carico di Franco Bonino ed il gruppo
è formato da: Gonzalo Cuadra (Tenore), Julio
Aravena (Viola da gamba), Hernán Muñoz
(Violino), Oriana Silva (Violino), Paulina
Sauvalle (Viola), Santiago Espinoza (Contrabasso), Víctor Rondón (Flauto dolce), Juan
Fundas (Oboe), Jaime Carter (Clavicembalo)
e Franco Bonino (Fagot).
Syntagma Musicum è un importante
gruppo di musica antica della “Universidad
de Santiago de Chile” che nasce nell’anno
1978 e sin da allora hanno ininterrottamente
realizzato un intenso lavoro di ricerca e di
diffusione di un repertorio preclassico europeo ed americano in Cile, in America Latina
ed in Europa.
Zas(PORcataplum!!
BIBLIOTECA)
La tierna y adorable bibliotecaria de Chillán ha
sido secuestrada por una
banda de torpes y divertidos
malhechores, quienes disfrutarán más de tocar música
jazz que de hacer fechorías.
Todo cambia su rumbo cuando Ernestina, la bibliotecaria, advierte que se han
contagiado de sarampión.
La solución a este problema
se encontrará, como era de
esperarse, en los libros.
Así surge el amor y… zaz
cataplum!! El techo del
teatro Verdi cayó cuando
los pequeñuelos a aplausos
y gritos lo hacen temblar al
ser testigos del apasionado
beso que da el cabecilla de la
banda a la bibliotecaria.
Fue maravilloso lo que se
vivió ese día. “El secuestro
de la bibliotecaria” nos hizo
cerrar el mes del libro con
broche de oro.
En Biblioteca comenzamos
mayo celebrando a las madres, a través de los cuentos.
Para ello durante la “Hora
del Cuento” seleccionamos el
libro “Mi mamá es preciosa”
y trabajamos con el kínder D
y el grupo 4 y 5 de la Scuola
Nido.
La historia relatada nos
mostró lo siguiente:
Una niña siente cómo su
mamá es rechazada y criticada por su aspecto físico, pues
es excesivamente gorda. El
amor que siente hacia su
madre le hace transformar
todo aquello que le critican
en algo bueno y positivo para
ella. Así, sin importarle su
apariencia, para la niña, su
madre es una princesa, pues
con ella se encuentra querida, protegida y mimada, y le
hace sentirse también a ella
como un ser especial.
Fue muy bello escuchar las
sabias opiniones de los niños,
quienes estuvieron de acuerdo en que la apariencia física
y los bienes materiales no
son lo importante en la vida,
sino que lo trascendente e
importante es lo que guardamos en nuestros corazones.
Juntos aprendimos que nos
hace bien al alma manifestarnos los afectos
Auguri
Macarena Cannoni!!!
Les enviamos un cariñoso
saludo a todas las madres
(nuestras princesas) en este
su día y siempre…
BIBLIOTECA
Agradecimientos por apoyo
a la Scuola Italiana de Copiapó
Estimado Sr. Italo Oddone:
Muy buenas tardes. De verdad me resulta grato poder confirmarle que retornamos
a clases el próximo lunes 18 del pte. Pero sin duda que todo el esfuerzo realizado ha
tenido éxito gracias al aporte de vuestra persona y de toda la comunidad educativa
que usted tan dignamente dirige. Agradecemos una vez más su generosidad a toda
prueba y deseo manifestarle en nombre de toda la Scuola Italiana "Giuseppe Verdi"
di Copiapó nuestro mayor aprecio y consideración para sentirnos hermanados no
sólo por lo deportivo, sino a partir de esta tragedia, en lo humano. Estoy cierto que a
partir de este acontecimiento nuestras instituciones se sienten más unidas que nunca.
Es por ello que quedo a su disposición para que cualquier iniciativa de intercambio
que usted estime conveniente podamos concretarla en un futuro cercano.
Un abrazo y nuevamente muchas gracias a toda su comunidad educativa.
Waldo Portilla Hidalgo
Sr. Italo Oddone:
A través de estas líneas quiero expresar mi profundo agradecimiento por el
cariñoso recibimiento de parte de vuestro colegio a mi sobrino Dante Gariboldi
Capelli.
Después de los difíciles días que sucedieron a los aluviones del 25 de Marzo en
Copiapó, fue emocionante sentir la solidaridad de un colegio hermano que en forma
desinteresada y generosa tendió la mano a los alumnos de la Scuola Italiana de
esa desolada ciudad del norte.
Dante fue recibido de una manera inmejorable, pudo mantener su ritmo académico, hizo nuevos amigos y disfrutó de la estadía en su colegio transitorio.
Reciba un gran abrazo, y a través de él, a los profesores y cada uno de los integrantes de vuestro colegio.
Siempre recordaremos con cariño y agradecimiento a la Scuola Italiana de
Santiago.
Le saludo muy cordialmente.
Bruno Capelli Ghiglino
La nostra alunna della I°
Media Inferiore Macarena
Cannoni ha avuto un’eccellente prsentazione nel primo
incontro del circuito di “Tenis
Menores” della UC. Macarena
ha vinto nella categoria dei
12 anni femminile a Josefina
Lara dello Stadio Italiano
con un 6/4 e 7/6 in una
bella partita a San Carlos
de Apoquindo. Nelle partite
precedenti la nostra alunna
ha superato Isidora García,
del Colegio Cumbres, Rafaella
Van Der Frost, Stadio Italiano,
ed Isidora Pérez, anche lei del
Colegio Cumbres. In questa
gara ha anche partecipato il
nostro alunno della I°Media
Inferiore Renato Cabello.
In questa prima data ci sono stati 105 iscritti nelle categorie dai 12 ai 18 anni, maschili
e femminili, di varie scuole e club di Santiago: Colegio Verbo Divino, Colegio Mayor, Colegio
Cumbres, Colegio Greenland, Stadio Italiano, Prince of Wales Country Club e Universidad
Católica.
La prossima data della gara sarà a luglio nel Club Deportivo UC.
Auguri Maquita!
8
COLLETTIVITÁ
Presenza- 1 giugno 2015
A La Serena festa di anniversario
Veramente si è usciti con
un po’ di stento dal letto
e dalle case domenica 17
maggio perché la mattinata
si annunciava fredda e increspata di nubi, con addirittura pioggia annunciata.
Ma a La Serena bisogna
attendere le prime ore del
pomeriggio per capire se la
serata si aggiusta: e infatti
i coraggiosi che hanno sfidato nuvole e freddo sono
stati premiati con un bel
sole pomeridiano.
Quindi rallegrati i 250
e passa che si sono fatti
presenti al tradizionale
incontro nel boschetto che
la famiglia Bertolla mette
a disposizione per la festa
di anniversario. Quest’anno ricorreva il 64º.
Festa in grande: simpatica,
trasparente, partecipata e
familiare iniziata col suono
festivo delle campane di
Verla che il Gigio
porta sempre assieme all’amplificazione quest’anno
perfezionata.
Già un’ora prima della messa di
vedevano i paioli
fumare e i mestoli
rimestare nervosi
l’incipiente polenta. Ma un paiolo
chiamava l’attenzione per la sua
dimensione extraordinaria: veniva
direttamente da
Verla e vicinanze
(Trento) inviato
(senza richiesta)
dagli stessi alpini che un
giorno hanno donato una
campana alla cappella del
Peñón. E fatto pervenire
sempre al Gigio che ora
gli girava attorno per convincersi della sua reale ca-
COMUNICATO STAMPA
Il Comitato per gli italiani all’Estero - COM. IT. ES. - è
l’unico organismo istituito dalla legge italiana, eletto per voto
universale rappresentante della comunità italiana in Cile.
Il COMITES è chiamato a rappresentare la collettività
italiana, gli italiani e le istituzioni italiane del Cile presso
le autorità diplomatico-consolari italiane in Cile nonché, con
l’accordo delle stesse, presso l’autorità locale.
Dopo undici anni i COMITES di tutto il mondo sono stati
rinnovati con l’apposita elezione tenuta il giorno 17 aprile
scorso. Gli italiani del Cile si sono espressi ed hanno eletto
un comitato di dodici membri con componenti di tutte e tre
le liste di candidati che si sono presentati.
Il COMITES del Cile è integrato da:
Claudio CURELLI (Presidente);
Italo BRAGHETTO (Vice Presidente);
Coralis RODRÍGUEZ (Secondo Vice Presidente);
Millaray GONZÀLEZ (Segretario);
Marcello BOZZO (Tesoriere);
Carla ALBASINI (Consigliere);
Anmaria BARBERA (Consigliere);
Gloria BOZZO (Consigliere);
Adelio MISSERONI (Consigliere);
Patricio ROLLE (Consigliere);
Maruzella TAVONATTI (Consigliere)
ed Antonio ZEREGA (Consigliere).
Il COMITES del Cile vuole iniziare una stagione di
grande attività e lavoro a seconda degli interessi e bisogni
dell’intera collettività italiana residente in Cile. Il COMITES
invita, dunque, persone ed istituzioni ad avvicinarsi e
partecipare delle diverse commissioni di lavoro a tema e
delle sedute plenarie del comitato che sono pubbliche.
Invitiamo numerosi gli interessati ad informarsi sulle
attività del comitato, programmazione delle sedute plenarie,
dei programmi delle commissioni di lavoro e delle diverse
forme di contatto, aggiornati nei prossimi giorni, tramite la
nostra pagina web: www.comiteschile.cl. COM.IT.ES. Cile.
Santiago del Cile, 19 maggio 2015.
Servizio del Patronato
ACLI
L'ufficio del Patronato attende il pubblico presso la
Parrocchia Italiana (Bustamante 180)
con il seguente orario:
da Lunedi a Venerdi
dalla ore: 08:30 alle 14:30
Tel: 2665-0340; 22225247 - E-mail: [email protected]
pienza e funzionamento. A
guardarlo bene, con quella
canna fumaria emergente e
il cassettone per contenere
legna e fuoco sembrava
l’anima di una locomotiva
a vapore.
Evviva la festa con un
grazie ai donatori.
La celebrazione eucaristica
concelebrata dai PP. Leita
e Giuseppe ha ricordato
l’invio che Gesù ha rivolto,
due mila anni fa, ai suoi
discepoli e di andare per
il mondo ad annunciare il
Vangelo: come hanno fatto
negli anni scorsi anche i
nostri italiani giunti in
Cile e specialmente a La
Serena-Coquimbo.
Il ricordo di nonni e genitori sbarcati a Coquimbo
con tanta povertà e con
il cuore ricco di speranza
nel futuro lo si palpava
nell’aria.
Nei loro pacchi e bauli
c’è stato posto per qualche
libro di preghiere, immagini sacre, foto di feste di
paese.
Tutti aspettavamo quei
pochi minuti di emozione
che, da qualche anno, ci
concede la Signora Eleonora con la interpretazione
della canzone “Ve saludi
Madonina”; e di nuovo il
nodo alla gola smorzava le
lagrime che inumidivano
gli occhi al ricordo di quei
paesaggi dolci e verdi di
capitelli disseminati, immagini incancellabili della
nostra infanzia e giovinezza richiamati alla mente
dalla canzone. Grazie, cara
Venga a un lugar especial a probar lo mejor de la gastronomía italiana.
Lo esperamos
*Providencia (Esq. Pedro de Valdivia)
Eleonora!
Molti cappelli alpini in
testa, il simbolo che rappresenta la nostra terra
che resiste al logorio del
tempo e ci riporta alle nostre radici.
A fine messa la polenta,
le luganeghe, i crauti ed
altro erano a punto e si
formavano lunghe file di
adulti e bambini in attesa di riempire il piatto
con tutto quel ben di Dio
preparato rigorosamente
secondo le tradizioni culinarie trentine.
E la gioia della mensa
con sapore ad “agriturismo”
si scioglieva in ciacole,
barzellette, in “dimmi-cheti-dirò”.
E man mano che le bottiglie dell’ottimo ed abbondante vino (Falernia,
Dal Bosco ed altri tipi) si
svuotavano aumentava la
voglia di cantare e di stringersi gli uni agli altri.
Ecco allora formarsi
spontaneamente un gruppo, timido all’inizio e poi
sostenuto, diretto dal Gigio
a dar sfogo, con voci già
rauche, ai canti della montagna, degli alpini finché
le ombre sono scese e con
esse il frescolino che consigliava il rientro fra le mura
domestiche.
Con tanti sorrisi.
Comitato di
Valparaiso della Società
Dante Alighieri
Conferenza su
Modigliani
“Amedeo Modigliani: il
percorso artistico di Modí le
Maudit” che terrá la professoressa Marina Misseroni il
giorno giovedí 4 giugno alle
ore 19,00 nella sede della
Dante Alighieri: Los Acacios
2202 - Miraflores, Viña del
Mar
Lingua della Conferenza:
italiano.
Nuncio Apostólico Ivo
Scapolo visita Limache
La tradicional misa de mediodía en la Parroquia de la
Santa Cruz, Santuario de Nuestra Señora Purísima de las
40 Horas, tuvo un especial realce el 3 de mayo. Contó con
la presencia del Excmo. y Rvdmo. Monseñor Ivo Scapolo,
Nuncio Apostólico.
El motivo que lo convocó fue la invitación del Párroco
Mario Lisperguer, para celebrar la Santa Misa, dentro de
las celebraciones de los 363 años desde que se levantó la
Iglesia, bajo el nombre de PARROQUIA DE LA SANTA
CRUZ, en honor a un árbol muy particular encontrado en
esta localidad y cuya forma natural le hacía parecer una
imagen de un Cristo en la Cruz.
La comunidad de fieles se congregó con entusiasmo y
recibió los saludos del representante del Papa Francisco
en Chile.
En su prédica, el nuncio se dirigió a los fieles, en su
impecable español, para transmitir un claro mensaje:
“Debemos permanecer en el Señor, y que ello nos haga
producir los mejores frutos, como son la oración, la
solidaridad y el servicio, para el bien de la comunidad y de
todo el mundo. Siempre hay que preguntase: ¿Puedo hacer
más?”.
En la foto, la autoridad eclesiástica acompaña a los niños
de la catequesis (y sus familiares), junto al párroco, P. Mario
Lisperguer.
Gianna Devoto
Durante l’anno accademico 2014 si sono svolte
le seguenti attività alla Dante di Valparaiso :
I- Corsi : Durante l’anno 2014 si sono dettati corsi di
lingua italiana di livello elementale, intermedio, avanzato,
e conversazione, le Letture Dantesche e corsi individuali.
Numero totale di studenti: 76.
II-Omaggio all’ex Presidente Albino Misseroni. Si è
offerto nel mese di marzo 2014 un Riconoscimento e un Vino
d’Onore al Presidente che lascia l’esercizio, Professor Albino
Misseroni, con partecipazione di soci, docenti e alunni.
III- Relazioni e comunicazioni con altre Istituzioni
Italiane: 1.- Relazione ed informazione delle attività del
Comitato alla Sede Centrale Roma. Informazioni sulle
attività e pubblicazione nell’Annuario della Sede Centrale.
2.- Partecipazione e rappresentanza al Consiglio della
Comunità Italiana di Valparaiso. La Dante Alighieri forma
parte del Consiglio della Comunità Italiana della Regione di
Valparaiso e partecipa alle iniziative e attività organizzate
dal Consiglio insieme con altre Istituzioni Italiane della
Regione. 3.- Pubblicazione delle attività del Comitato su:
-”Presenza”: quindicinale della Comunità Italiana del Cile. Pagina web e facebook. - Inserto nel quotidiano El Mercurio,
di circolazione regionale, in occasione del 2 giugno.
IV.- Ciclo di conferenze su Grandi Personaggi
italiani.- Realizzate il primo giovedì di ogni mese da aprile
a dicembre: 1.-”Michelangelo : Il titano del Rinascimento”:
Prof. Albino Misserini 2.-”I Demoni di Caravaggio”: Prof.
ssa Marina Misseroni 3.-”Gian Maria Volontè: Un grande
attore”: Avv.Daniela Marzi 4.-”Un invito alla lettura di
Italo Calvino”: Prof.ssa Ledda Carrazola 5.-”Alcide De
Gasperi il cattolico, il democrata , l’europeista” Prof.ssa Pia
Mastrantonio 6.-” Leonardo da Vinci, artista o scienziato?
“ Prof.ssa Carla Mazza 7.-”San Francesco l’uomo, il santo”
Dott.ssa Rosa Minetti 8.-”Augusto il primo Imperatore”:
Prof. Giuliano De Conti 9.-”I tre ultimi grandi autori di
opera italiana: Mascagni-Leoncavallo Puccini”: Prof.Albino
Misseroni .
V.- Biblioteca: 1.- Rinnovamento dell’abbonamento alla
Rivista Bell’Italia. 2.- Acquisto di 13 libri per giovani da
donare ai migliori alunni d’Italiano della Scuola Italiana
“Arturo Dell’Oro”. 3.- Ricezione di una collezione di Riviste
Italiane “Italia Illustrata”, dal 1914 al 1947, donati dal
Signore Pedro Maino. 4.- Ricezione di un dono di 5 libri
d’Arte donati dalla Prof.ssa Rina Andreani.
VI.-Vari: 1.Partecipazione e dono di Premi alle Cerimonie
di Chiusura della Scuola Italiana “Arturo Dell’Oro”. 2.Preparazione di una targa da affiggere all’ingresso della
Sede.
VII.-Cerimonia di Chiusura anno accademico
2014 nel mese di dicembre: 1.-Conferenza del Prof. Albino
Misseroni sull’opera italiana 2.-Consegna del Diploma di
Benemerenza inviato dalla Sede Centrale al Prof. Albino
Misseroni. 3.-Consegna di Diplomi di frequenza e di premi
agli alunni distinti.
COLLETTIVITÁ
Ivana Azzini Bolognesi, riposa in pace
El año 1954, con diez
años de edad, la pequeña
Ivana Azzini Bolognesi
llegaba a Valparaíso, junto
a sus hermanos María Pía
y Giancarlo, y su madre
Adriana. 6 años antes, su
padre Giovanni partió con
promesas de una vida mejor, mediante el incipiente
negocio del transporte
camionero que recién comenzaba en Chile.
Los inicios fueron duros,
en una realidad distinta y
distante de su natal Prato. Sin embargo, ese año
1954, Ivana comenzaría
el vínculo que la uniría de
por vida con este país.
Luego de vivir en la
cordillera cerca de Talca,
Ivana retomaría su educación escolar en Santiago,
primero en algunas escuelas
de la zona norte de la capital,
para finalmente realizar la
mayor parte de ella en su
querido Colegio Santa María de Cervellón. Una vez
culminado el sexto año de
humanidades, y rendido el
bachillerato, Ivana ingresa
a la carrera de Química y
Farmacia de la Universidad
de Chile, graduándose el
"21 maggio":
Incontro di religiosi italiani
Con il tema “A 50 anni dalla riforma del Concilio Vaticano
II” il Prof. Raúl del Centro Ecumenico de Medellin ha accompagnato nella riflessione una ventina di religiosi italiani
riunitisi nei locali della Parrocchia per il consueto incontro
annuale del 21 maggio. Nella foto ne vediamo alcuni.
Dopo la riflessione, la celebrazione della Eucarestia.
L'incontro si è chiuso con il pranzo di fraternità, con una
bella sorpresa. Abbiamo visto P. Antonio Casarin armeggiare
attorno a due bottiglie di spumante italiano. Eh, sì! P. Antonio
ha voluto festeggiare al canto di "Tanti auguri a te" il suo 50º
anniversario di sacerdozio. E tutti lo abbiamo accompagnato
festosi in una data tanto sacra... Di nuovo: AUGURI
FIESTA DE
SAN ANTONIO 2015
STA DI SANT`ANTONIO
a efectuarse el día Sábado
13 de Junio del 2015, con
una misa solemne a las
12 horas en la parroquia
Italiana. En esta misa se
reza por todos los difuntos
del comitato.
Después se hace la tradicional Procesión por el
parque Bustamante. Finalizando ésta, tendremos
una convivencia para todos
los socios y amigos, con
cantos y dulces típicos de
la región en el salón Italia
de la parroquia. Contamos
con su cooperación.
La TREDICINA comezará el día Lunes 1 de Junio en las respectivas casas
durante 13 días, donde se
reza el santo rosario y las
oraciones de cada día a
SAN ANTONIO .
El Comitato di Sant`
Antonio di Oppido Lucano
de la Associazione Lucana
Regione Basilicata, anuncia la celebración de la FE-
Para consultas, comunicarse con:
GERARDO
BACCELLIERE
fono:224439065
Mail:[email protected]
año 1969 con excelentes
calificaciones, no sin antes
participar de un proceso
histórico para el país como
la reforma universitaria,
así como conociendo grandes amigos y amigas que la
acompañarían desde aquel
entonces.
Inmediatamente titulada, comienza a trabajar en
el Instituto Bactereológico,
luego llamado Instituto de
Salud Pública (ISP), en el
cual se mantuvo trabajando durante 36 años.
A lo largo de sus años de
profesión participaría de
la producción en Chile de
la vacuna BCG, realizaría
publicaciones e investigaciones en el área de la microbiología, así como trabajaría durante algún tiempo
en el Istituto Superiore di
Sanità en Italia, la Oficina
Regional para Europa de la
Organización Mundial de la
Salud (OMS) en Dinamarca,
y sería consultora de la Organización Panamericana de
la Salud (OPS) en México.
Además de su vida profesional, Ivana se interesaría
profundamente en participar
de otras actividades comunitarias de distinta índole.
Destacada participante,
al igual que el resto de la
familia Azzini, de la Associazione Toscana del Cile;
miembro activo de la comunidad Mariana de Schoenstatt; integrante del Circolo
de Profesionisti di Origine
Italiana; e involucrada en
las actividades del Colegio
de Químico Farmacéuticos
de Chile, entre otras actividades; Ivana se involucraría
así en la vida social de Chile
que, como siempre dijo, fue
el país que la acogió y le permitió ser mujer, profesional
y madre.
Aquejada en sus últimos
años de vida por problemas
de salud, el 27 de Abril del
presente año Ivana falleció
en Santiago, siendo velada
en la misma Parroquia Italiana que fue parte de toda
su vida.
Su partida deja un pesar
y tristeza indescriptible en
la familia, amigos y amigas,
y la comunidad italiana en
general.
Sin embargo, deja también
imborrables recuerdos que
estarán por siempre con
todos nosotros, y obras que
también permanecerán en
el país que tanto amó: en el
brazo de cada chileno y chilena está la vacuna BCG que
ella preparó; en la esquina
de Exequiel Fernández con
Av. Grecia estará por mucho
tiempo el edificio que ella
ayudó a construir, y que
siempre habitó; libros y publicaciones estarán presentes en la web para consulta
de académicos y lectores en
general.
Pero sobre todas las cosas, en todos nosotros estará presente su bondad.
Su fe en la humanidad,
observada a través de su
inquebrantable creencia en
Dios y la Virgen, serán para
todos un recordatorio permanente de que podemos
ser mejores, que podemos
amar a nuestros semejantes y colaborar con nuestra
comunidad sin buscar más
recompensa que saber que
hacemos el bien.
Riposa in pace carissima
Ivana.
Presenza- 1 giugno 2015
9
Memoria 2014: Società Italiana di
Beneficenza Valparaiso
En el año 2014 el directorio de nuestra instituciòn quedò
constituìdo por las siguientes personas:
Presidente
Vicepresidente
Tesorero
Protesorera
Secretaria
Prosecretaria
Directores
Presidente Honorario
Yolanda Boero Valle
Rosa Minetti Vilches
Miguel Canales Lòpez
Marìa C. Santibàñez Maldonado
Fresia Guerra Herrera
Rina Andreani Catalàn
Albino Misseroni Dalla Serra
Silvia Bruzzo Retamales
Luigi Follegati Monteverde
Franca Raggi Rotelli
Gilda Rivara Bardi
Renata Stingo Tealdo
Mario Consigliere Capurro
Su historia:
La necesidad de mutua ayuda, sobre todo en caso de
enfermedad y muerte, empujó a los inmigrados italianos a
fundar en el lejano año de 1856 la Società di Beneficenza,
en 1870 se trasformó en “Societá di Mutuo Soccorso Unione
Italiana, hoy conocida como “Societá Italiana di Beneficenza
di Valparaiso”.
En 1886 edificaron el primer mausoleo italiano en el Cerro
Cárcel de Valparaìso. En el Cementerio de Playa Ancha se
construyeron otros mausoleos: Uno en 1942 proyectado por
el arquitecto Arnoldo Barison, otro en 1958 con el arquitecto
Italo Sasso y el ingeniero Teresio Mezzano y el tercero en
1975 por Juan Canepa.
Los Societá di Beneficenza de Valparaiso y los estatutos
que la rigen fueron reconocidos legalmente con un Decreto
del Gobierno de Chile el 24 de diciembre de 1880.
Durante el 2014 nuestra sociedad continuò atendiendo a
sus beneficiarios y recibiendo
nuevas solicitudes de ayuda,
por lo que el nùmero de asistidos subiò a 77 personas:
otorgando pensiones mensuales y ayuda para cancelar
arriendos de piezas, para la
adquisiciòn de bonos mèdicos,
compra de medicamentos,
pago de casas de reposo.
Al Hogar de Ancianos de
las “Hermanitas de los Pobres” de Viña del Mar se le
entregò mensualmente 80
mil pesos debido a que brindan atenciòn a miembros de
nuestra Comunidad Italiana
que se encuentran internos en
dicha Instituciòn.
La atenciòn y ayuda a estas
77 personas significò un costo
mensual de $3.530.000.- como
promedio, sin considerar gastos
extras por situaciones puntuales de emergencia, tales como
gastos de medicinas de 100 mil
pesos para una beneficiaria,
100 mil pesos para pago de
odontòlogo, 134 mil pesos para
pago de tìtulo universitario y
180 mil pesos para terapia post
trasplante de riñòn.
Debido al gran incendio de
abril del 2014 en Valparaiso,
cinco de nuestros beneficiarios se vieron afectados por
esta catàstrofe, a 4 de ellos
se le dio una ayuda extra de
100 mil pesos y al quinto se
le ayudò con la orientaciòn
profesional de nuestro consejero Sr. Luigi Follegati, arquitecto, en la reconstrucciòn
de su vivienda, ademàs se le
otorgò la cantidad de 200 mil
pesos para la compra de los
materiales necesarios.
Durante el año se completò
totalmente el estudio y revisiòn de las situaciones de
nuestros atendidos, incluyen-
do los nuevos beneficiarios.
Todos fueron controlados con
Informes Sociales emitidos
por la Asistente Social, Srta
Nelly Carrazola.
En el curso del año 2014
se contò con el aporte anual
Ministerial de la Embajada
de Italia en Chile, que ascendiò a la suma de $ 2 millones
980 mil pesos.
En el mes de mayo 2014,
nuestro Tesorero enviò un informe sobre los antecedentes
de la Società di Beneficenza
di Valparaiso, atendiendo la
peticiòn de la Embajada.
A principios de año, una
comisiòn integrada por los
consejeros Sra. Gilda Rivara
y por el Arquitecto Sr. Luigi
Follegati, visitò y revisò la
situaciòn de nuestros Mausoleos que se encuentran en el
Cementerio de Playa Ancha,
concluyendo que en general se
encuentran en buenas condi-
ciones, salvo algunos daños
en la pintura provocados
por la humedad. En cuanto
al orden y aseo de ellos, este
es bueno.
En una sesiòn del Consejo,
y a pedido de la Presidenta,
se acordò revisar el ordenamiento de los nichos asignados y ver la posibilidad de
efectuar la reducciòn de uno
dedicado a personas fallecidas sin medios econòmicos
para dar cabida a nuevas
necesidades.
Se solicitò al Sr. Follegati
que efectuara ese estudio,
posteriormente presentò los
planos del Mausoleo nº1. Actualmente se està terminando
de corroborar la asignaciòn
de algunos nichos que no tienen identificaciòn ni làpida.
En junio, durante la conmemoraciòn del Dìa de Italia, se ofreciò una once con
torta y un regalito a todos
los residentes del Hogar de
Viña del Mar de las Hermanitas de los Pobres. En dicha
ocaciòn, algunos consejeros
compartieron gratamente con
los ancianos.
Para la fiesta de Navidad
se confeccionaron 70 paquetes navideños, conteniendo
diversos vìveres, golosinas
y Pan de Pascua, y otras 7
bolsas con ùtiles de aseo,
colonias y Pan de Pascua
para nuestros beneficiarios
que se encuentran en casas
de reposo.
Al finalizar el resumen de
nuestras actividades del año
2014, quiero hacer llegar mis
agradecimientos a nuestros
consejeros, que como siempre,
han demostrado su participaciòn y compromiso durante
las sesiones mensuales efectuadas durante el año.
Igualmente quiero agradecer la fidelidad y adhesiòn
de nuestros socios a nuestro
objetivo de asistir en la mejor
forma posible a los necesitados de nuestra colectividad.
Despuès de haber cumplido 8 años presidiendo esta
Instituciòn he presentado mi
renuncia al Consejo, deseo
aprovechar esta oportunidad
para hacer un reconocimiento a nuestros benefactores
durante este tiempo transcurrido, me refiero a la Sra.
Italia Cambria de Zembo
( Q:E:P:D) y a la Srta. Rosa
Rossi Rossi (Q:E:P:D) como
tambièn, a la colaboraciòn y
ayuda constante de nuestro
socio Sr. Manuel Lagomarsino.
Yolanda Boero
Presidente
10
Presenza- 1 giugno 2015
COLLETTIVITÁ
Tarea cumplida: "Solidaridad con el Norte
El día 30 de marzo, a poco
de producido el aluvión que
devastó parte importante del
norte de Chile, dimos inicio
a la campaña por la solidaridad con nuestros hermanos
damnificados por los rigores
de la naturaleza.
En Santiago se dispuso la
cuenta corriente de la Parroquia italiana para recibir la
ayuda.
Los depósitos en la cuenta
hasta su cierre el día 5 de
mayo alcanzaron la suma de
$ 3.140.002. (tres millones
ciento cuarenta mil dos pesos). Contemporáneamente,
la comunidad Trentina de
La Serena dio inicio, por su
parte, a la recolección de
ayuda con el mismo destino.
Al cierre de la campaña, la
comunidad Trentina reunió
la suma de $ 4.705.000,
(cuatro millones setecientos
cinco mil pesos).
Las dos campañas reunieron la suma de $ 7.845.002
equivalente a Eu 11.370.
Las asociaciones Trentinas
de la Serena y el Cónsul de
Copiapó don Paolo Albasini
identificaron a las familias
italianas afectadas por el
aluvión que por su condición
económicas debían ser ayudadas por la comunidad.
La identificación recayó en
siete familias las que fueron
objeto de sendos Informes
sociales elaborados por las
asistentes sociales de la I.
Municipalidad de Copiapó,
doña Claudia Marín Aguirre y Romina Pardo Lazo.
El 13 de mayo se reunió
en La Serena el Comité de
Solidaridad local, integrado
por Señora Caterina Pezzani
de Callegari, Presidenta de
la Fundación Scuola Italiana “Alcides De Gasperi”,
don Carlos Slomp, rector
de la scuola italiana, don
Tullio Albasini, y Stefano
Rizzoli, ambos del Circolo
Trentino de La Serena, señor
Giovanni Bonani, director
de la fundación Scuola A.
De Gasperi y don Franco
Olivier, Presidente de la
sociedad Italo- Trentina .
A la unanimidad, luego de
estudiar los informes y las
recomendaciones de las asistentes sociales adoptaron el
siguiente acuerdo:
1.- A cada familia se le
asignó un porcentaje de la
ayuda recaudada según la
evaluación de cada caso.
2.- Se resolvió solicitar
al Cónsul de Copiapó don
Paolo Albasini y a la señora
Gina Saltori presidente del
Circolo Trentino de Copiapó
proceder a la entrega de la
ayuda en los montos establecidos a cada jefe de hogar de
las familias damnificadas.
3.- Se decide, además, que
la presente acta y acuerdos
sean puestos en conocimiento de Don Paolo Castellani,
* Despacho exacto de Recetas de Médicos Oculistas
*Gran surtido de Armazones y Cristales de las mejores marcas
coordinador del Comité de
Solidaridad constituido en
Santiago para que dicho Comité decida lo pertinente.
4.- El Comité renueva el
compromiso de continuar
sensibilizando a las autoridades chilenas, italianas
y de nuestra comunidad
residente para incrementar
la ayuda que no satisface
totalmente las necesidades
evidenciadas.
Se acordó, en fin, remitir la
presente acta a las autoridades diplomáticas en Chile, a
las instituciones Trentinas
de La Serena y Copiapó, al
Consultor de la Provincia
autónoma de Trento y al
Comites de Chile.
El coordinador de Santiago, Don Paolo Castellani por
la via electrónica consultó a
don José Odone, don Pio Borzone y a don Primo Siena, los
que aceptaron la propuesta
de compartir el destino y la
forma que se materializará la
ayuda acordada por las asociaciones Trentina de La Serena,
haciendo propias sus decisiones
y sumando ambas ayudas.
El día lunes 18 se efectuó el
depósito de $ 3.140.002 a la
cuenta corriente de Copiapó
para que con la máxima celeridad y prontitud las familias
gravemente afectadas puedan
recibir esta colaboración de los
italianos residentes en el país
que no fueron afectados por el
aluvión.
En nombre propio y de
los miembros del Comité
expresamos nuestros sinceros agradecimientos a todos
los que hicieron su aporte,
a las visitadoras sociales de
Copiapó que evacuaron los
Informes Sociales y a las
voluntarias del Patronato
Acli de Santiago, gracias
por su trabajo y dedicación,
las familias receptoras de la
ayuda se lo agradecerán.
Paolo Castellani
Padre Pio ti
aspetta sempre
Tutti i primi martedì del
mese, P. Pio, il nostro Santo,
ti aspetta per il Rosario e poi
la S. Messa alle ore 19,00 in
Parrocchia. P. Pio non lascia
mai soli i suoi devoti.
Conferenza Professionisti di Origine Italiana
Nella festa d'Italia, evviva la Pompa Italia
Con l’ultimo mercoledì del mese di giugno i Professionisti di
Origine Italiana hanno
offerto alla cinquantina di amici fedeli presenti nella sede dello
Stadio un interessante
squarcio di italianità
nella nostra comunità:
la presenza dei “Vigili del fuoco” che dal
1914 portano il nome
di Pompa Italia, la gloriosa Undicesima.
Ha aperto la sessione il Vicepresidente
Roberto Fenzo (il Presidente Romolo Trebbi
sarebbe arrivato poco
dopo per motivi di lavoro).
Una simpatica
sorpresa nella interpretazione degli Inni Patri
con proiezione di immagini
del Paese corrispondente:
il cileno con due strofe ci
ha permesso una visione
completa dal nord al sud con
le maestose Torri del Paine.
Poi l’Inno italiano nella composizione delle tre strofe:
Mameli sarà stato contento
di ascoltarle!
Quindi il tradizionale brindisi.
Il dott. Italo Braghetto ha
portato il saluto del Comites
di cui è vicepresidente.
Ritorna la parola a Roberto Fenzo che ha ricordato la
recente festa veneta di San
marco ed anche la futura celebrazione del 69º anniversario della festa patria d’Italia
che celebra la costituzione
della Repubblica dopo anni
di Monarchia sabauda.
Consumato il pranzo, al
caffé il giovane Giancarlo
Benedetto (integrante della
Pompa Italia, nella foto)
ha trattato il tema della
presenza della prestigiosa
vocazione dei pompieri italiani in Cile.
Cinque Compagnie onorano il nome dell’Italia in terra
cilena: La Pompa Italia, (Undicesima fondata nel 1914)
della capitale; la Ausonia di
Iquique del 1873; la Cristoforo Colombo, (la Sesta del
1858); la IV Compagnia Umberto I del 1901 e la Seconda
Compagnia Pompa Italia di
Copiapó.
Queste Compagnie di Pompieri fanno parte di una confederazione che ha il fine di
scambiarsi esperienze, ma-
teriali informativi vari
e, da buone sorelle nel
servizio volontario, aiutarsi ed appoggiarsi in
casi di necessità benché
ogni Compagnia debba
essere autosufficiente
ed indipendente.
Quindi ha presentato
le tre figure eroiche di
Martiri della Undicesima: Antonio Secchi,
deceduto in servizio il
14 novembre del 1933;
Claudio Cattoni che
perse la vita il 20 dicembre del 1990 , quando una cornice gli si è
franata addosso improvvisamente; e Carlo
Giaverini che ha reso
lo spirito ai suoi ideali
di servizio il 7 giugno
del 1991.
Giancarlo era appena tornato da una meravigliosa
esperienza con i Vigili del
Fuoco italiani, titolo già
esistente al tempo di Roma:
Bella la esperienza dei Vigili
del Fuoco di Venezia che
ricorrono la città lagunare
su dei barconi attrezzati per
il lancio dell'acqua; altre
imbarcazioni più svelte per
emergenze che non siano
del fuoco. Ricordiamo che
i Vigili del Fuoco in Italia
hanno un campo di servizio
molto vasto.
Le macchine in dotazione
sono fondalmentalmente due:
una una B-11 del 2007 ed una
BX-11 del 1996. Senza dimenticare il gioiello in museo: la
Pompa del 1893 (Lyon-Francia) prima arma di combattimento contro il fuoco
Rimembranze
Associazione Reduci della Gran Guerra Lo scopo principale di questa Associazione,
fondata a Santiago il 14 Novembre 1919, fu favorire e proteggere gli ex-combattenti
emigrati in Cile, dopo questa grande conflagrazione, e preoccuparsi per le pensioni
conferite dal governo italiano.
I fondatori furono soldati italiani sopravissuti della “Prima Guerra Mondiale”, tutti
degni dei più grandi onori, giacché gli associati rappresentano il valore, l’eroismo e
l’amor patrio. Nel 1925 i soci erano centotrenta, il loro Presidente Onorario era il
signor Conte Alberto Martín Francklin, Ambasciatore d’Italia in Cile.
Il suo Consiglio Direttivo era gestito da personaggi di spicco della Comunità Italiana
di Santiago di quegli anni.
Presidente, Cavaliere Endemiro Chiari, (seduto nel centro della fotografia); VicePresidente, Ingegnere Nicola Almanza; Segretario, Mario Ferri; Tesoriere, Guido
Ripamonti.
Consiglieri i signori: Silvio Barra; Brughiero Colombo; Ingegnere Italo Biondo;
Dottor Aldo Contrucci; Ingegnere Sirio Contrucci; Carlo Cariola e Michele Moletto.
Questa associazione è ormai scomparsa perché non ci sono più ex - combattenti.
Nell’Umanitaria, a Santiago, dove c’è ancora la sua sede, le porte sono chiuse: tutti i
cimeli, documenti che sono entro questa stanza chiusa sono solo ricordi.
Claudio Massone Stagno
STADIO ITALIANO
Presenza- 1 giugno 2015
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Presenza- 1 giugno 2015
CAMERA DI COMMERCIO
PAGINA RELIGIOSA
Mariella, salvadoregna per Oscar Romero
“Non sono salvadoregna di
nascita. È stato Monseñor a
farmi appartenere a questo
popolo in cui scorre la sua
memoria. E la sua fede nel
Dio della vita”.
Mariella Tapella non ha
conosciuto Óscar Arnulfo
Romero, arcivescovo martire
di San Salvador. Alla fine
degli anni Settanta - mentre
il pastore scuoteva El Salvador e il mondo con le sue
profetiche omelie -, Mariella
insegnava matematica agli
adolescenti di Turbigo, in
provincia di Varese.
Al lavoro, la professoressa
sommava un impegno attivo
in Pax Christi Internazionale, esperienza che l’ha portata a collaborare prima con
monsignor Luigi Bettazzi
e, poi, con don Tonino Bello. “Proprio attraverso Pax
Christi avevo molto sentito
parlare di monsignor Romero. Lo ammiravo”, racconta
Mariella.
A cambiare la vita di que-
st’ultima, però, è stato il
martirio sull’altare dell’arcivescovo, il 24 marzo 1980.
“Mi sono sentita interpellata
come credente.
La Messa di Monseñor
(come i salvadoregni chiamano Romero) era stata interrotta. A tutti i cristiani del
mondo, sacerdoti, consacrati,
laici, veniva simbolicamente
lasciato il compito di contribuire a terminarla. Con le
nostre vite”.
Dopo un periodo di discernimento e preparazione,
così, Mariella è diventata
missionaria laica e, il 24
luglio 1986, è atterrata a
San Salvador, come rappresentante di Pax Christi
Internazionale.
La guerra civile, scoppiata
dopo l’assassinio dell’arcivescovo, sarebbe durata altri
sei anni.
Mariella si è dovuta fingere studiosa di archeologia
perché il regime, che all’epoca opprimeva il Paese, le
In 260mila alla Messa
La festa a San Salvador per
Romero beato
Un mare di ombrelli colorati. Non per ripararsi dalla
pioggia, bensì dal sole accecante che ha illuminato la grande
festa della fede a San Salvador. Un bagno di folla, le stime
parlano di 260mila persone, ha partecipato alla Messa di
Beatificazione di Óscar Arnulfo Romero, celebrata da cinque
porporati e 1.500 sacerdoti. A presiederla, il cardinale Angelo
Amato, Prefetto della Congregazione per la causa dei Santi
e delegato del Papa.
E’ stato quest’ultimo, come da tradizione, a leggere la lettera
apostolica di Francesco: “Óscar Arnulfo Romero, arcivescovo, martire, che, sostenuto da Cristo, pietra angolare, donò
la vita per la costruzione del Regno, d’ora in avanti sarà
chiamato Beato”. Pochi istanti dopo, il telo azzurro è stato
rimosso, scoprendo il ritratto del nuovo Beato. A quel punto
l’entusiasmo della gente è esploso in un tripudio di applausi,
mentre il coro intonava “Il tuo Regno è vita”.
Romero, ucciso il 24 marzo 1980 dagli scagnozzi di un
regime repressivo per aver predicato il Regno di Dio, ora
trascende i confini del Paese più piccolo dell’America Latina
per entrare nel numero dei Beati della Chiesa universale.
“E’ luce delle nazioni e sale della terra. Se i suoi persecutori
sono spariti nell’ombra dell’oblio e della morte, la memoria
di Romero continua ad essere viva e a dare conforto a tutti i
derelitti e gli emarginati della terra”, ha detto il Prefetto per
la Congregazione della causa dei Santi nell’omelia, più volte
interrotta dalle grida di gioia della folla mescolate a canti
spontanei tratti dalla Messa popolare salvadoregna.
L’arcidiocesi di San Salvador ha riservato oltre 1.400
posti per la celebrazione ai più poveri, i preferiti di Dio e di
Monseñor, come i salvadoregni chiamano Romero. Le lacrime
spontanee di questi ultimi - che hanno scandito buona parte
della Messa – esprimono nel linguaggio inequivocabile degli
ultimi che cosa l’arcivescovo martire abbia rappresentato
e tuttora rappresenti per El Salvador. “E’ stato il primo a
dirci che avevamo dei diritti perché figli di Dio”, racconta
Macia.
Davvero Romero ha avuto in dono dal Signore “la capacità
di vedere e ascoltare la sofferenza del suo popolo” e di orientarlo con cuore sensibile, come ha sottolineato papa Francesco
nella lettera indirizzata all’attuale arcivescovo di San Salvador, José Luis Escobar Alas. Per questo, le sue parole sono il
faro a cui El Salvador guarda per emanciparsi dalle catene
di un passato violento e costruirsi un futuro di pace.
consentisse di entrare.
Il conflitto, l’ex insegnante
l’ha vissuto in prima linea.
“Lavoravo nella baraccopoli
di La Chacra.
Non era facile. Vivevamo
nel terrore della repressione:
ho dovuto cambiare cinque
indirizzi per sfuggire agli
squadroni della morte. Ho
visto le bombe cadere dal
cielo e ho imparato a dormire
sotto il letto”, racconta.
Dopo gli accordi di pace,
nel 1992, ha creato, insieme
a padre Rutilio Sánchez,
Sercoba, organizzazione che
lavora con e nelle comunità
rurali per diffondere la Bibbia. E aiutare i contadini a
leggere la realtà alla luce
della Scrittura, sull’esempio
di Monseñor.
“In realtà, sono loro a
insegnarmi, con la loro testimonianza quotidiana di fede
testarda nel Dio della vita.
La gente è la mia scuola. Da
29 anni, da docente, mi sono
trasformata in alunna...”
Sentinelle in piedi, 100
piazze per il sì alla famiglia
Cento piazze in altrettante città italiane, da Roma a
Milano, da Trieste a Catania, da Torino a Messina,
passando per Cagliari e Firenze: le Sentinelle in piedi
hanno organizzato sabato e
domenica una "invasione"
pacifica per dire no alle
"unioni civili", così come si
stanno prospettando nel disegno di legge in discussione
in Parlamento.
Nessun cartellone, nessuno slogan, nessuna protesta
manifesta: un semplice stare
in piedi, leggendo in libro,
senza infastidire nessuno.
"Siamo in piazza per dire
sì alla famiglia, cellula fondante della nostra società, sì
al diritto di ogni bambino a
crescere con il suo papà e la
sua mamma.
In piazza testimoniamo
che non c'è menzogna che
possa cambiare la realtà", si
legge in un comunicato.
La manifestazione silenziosa ha avuto però molti
momenti difficili: a Sassari
la piazza regolarmente occupata dalle Sentinelle è
stata invasa da un gruppo
di contestatori che hanno
insultato e offeso, a Rovereto
la veglia è stata vietata dopo
una iniziale autorizzazione,
per timore di proteste e scontri, a Torino si sono radunati
150 antagonisti, trattenuti
dalla polizia.
In due anni sono state realizzate 273 veglie, portando
40mila persone in piazza. «È
arrivato il momento in cui
non è più possibile stare a
guardare: quando la famiglia
viene minacciata, quando
il matrimonio è attaccato
nella sua sostanza, quando
i bambini diventano oggetto
di diritto, occorre fare qualcosa.
Arriva il momento in cui
ciascuno è chiamato a fare la
propria parte per non essere
complice dell'altra. Quel momento è adesso», conclude il
comunicato.
Il Papa: «Stop a
persecuzione cristiani»
«Pregate per la pace fra i
popoli e per i cristiani perseguitati». È l’esortazione
rivolta da Papa Francesco
ad un gruppo di religiose carmelitane e Suore del Rosario,
giunte a Roma da Betlemme
e dal Medio Oriente per la
Canonizzazione di Miriam di
Gesù Crocifisso e Alfonsina
Danil Ghattas, avvenuta
domenica.
Un incontro breve, ma significativo, all’insegna della
preghiera per la pace di
cui è così assetata la Terra
Santa.
All’indomani della canonizzazione di quattro consacrate, tra cui due suore
palestinesi, il Papa ha voluto
ringraziare le religiose convenute dal Medio Oriente
per l’evento. Quindi ha affi-
dato loro una missione: “Pregare le due nuove sante per
la pace nella vostra terra,
perché finisca questa guerra
interminabile e ci sia la pace
fra i popoli.
E pregare per i cristiani
perseguitati, cacciati via dalle case, dalla terra e anche
della ‘persecuzione con guanti bianchi’, la persecuzione e
il ‘terrorismo bianco’, anche
il ‘terrorismo in guanti bianchi’. È nascosta, ma si fa!”
Francesco, che ha voluto
pregare l’Ave Maria assieme alle suore per la pace
in Terra Santa, ha anche
avuto modo di scherzare sull’entusiasmo delle religiose:
“Io sono molto contento di
questo pellegrinaggio delle
suore per la canonizzazione
delle nuove sante.
Presenza- 1 giugno 2015
13
Pier Giorgio Frassati,
laico non clericale
Il discorso con il
quale il Papa ha auspicato una rinnovata
responsabilità dei laici
è stato pronunciato a
una manciata di ore di
distanza dal venticinquesimo anniversario
della beatificazione di
Pier Giorgio Frassati,
avvenuta il 20 maggio
1990.
Fu Giovanni Paolo
II a celebrarla, dopo
averla desiderata: da
arcivescovo di Cracovia
Wojtyla era rimasto
affascinato dalla figura
di quel giovane pieno di
vita e amante della montagna, che donava ai poveri i soldi
che aveva. E ne riconosceva la forza e l’attualità.
Già nel marzo 1977, un anno e mezzo prima di essere eletto
Papa, l’allora cardinale Wojtyla, inaugurando una mostra su
Frassati dai domenicani a Cracovia, aveva detto ai giovani
presenti: «Osservate bene queste fotografie, come appariva
l’uomo delle otto beatitudini, che reca con sé la grazia del
Vangelo, della Buona Novella, la gioia della salvezza offertaci
da Cristo, in se stesso per tutti i giorni, come ognuno di voi;
come un vero giovane uomo, studente, ragazzo, vostro coetaneo per queste tre generazioni. Andate, e osservate come era
l’uomo delle otto beatitudini...
Nato all’inizio di questo secolo, è morto giovane come
spesso muoiono i santi». Quasi una beatificazione anticipata.
«Anch’io nella mia giovinezza, ho sentito il benefico influsso
del suo esempio e, da studente, sono rimasto impressionato
dalla forza della sua testimonianza cristiana - confesserà
Giovanni Paolo II nel 1989, venendo a pregare sulla tomba
di Pier Giorgio al cimitero di Pollone - Egli ha offerto a tutti
una proposta che anche oggi non ha perso nulla della sua
forza trascinatrice».
Per la prossima Giornata mondiale della Gioventù di
Cracovia, Francesco ha scelto come tema le beatitudini. Il
cardinale Stanislao Dziwisz ha richiesto la presenza delle
reliquie del corpo di Frassati durante la Gmg, come già era
accaduto nel 2008, per la Giornata di Sidney. «Il motto della
giornata è beati i misericordiosi perché troveranno misericordia - ha detto Dziwisz - Il Santo Padre Giovanni Paolo
II ha chiamato Pier Giorgio “Uomo delle 8 Beatitudini” già
come cardinale di Cracovia. Per questo motivo, mi sembra
che la presenza delle sue reliquie sia una iniziativa pastorale
particolarmente preziosa».
Pier Giorgio Frassati è amato e venerato in tutto il mondo:
dalla Patagonia dove si erge una delle più difficili cime da
scalare, il «Cerro Pier Giorgio», alla Polonia dove la ricorrenza del 25° anniversario viene festeggiata a Rybnik con
tre giorni di preghiera per la pace da oltre 500 giovani «Tipi
loschi» (il nome che il beato volle dare alla «compagnia» da
lui fondata) che seguono il suo esempio e la pastorale universitaria di Lublino e di Poznan sono sotto il suo patronato.
Dalle Filippine a Parigi dove i «Types Louches» si prodigano
nell’aiuto ai più emarginati; dagli Usa dove la conferenza
Episcopale degli Stati Uniti ultimamente ha nominato il
beato Pier Giorgio protettore delle Gmg, dove nei seminari
piani interi sono dedicati a lui e dove molti giovani scegliendo
l’ordine domenicano, prendono il nome di frà Pier Giorgio.
È venerato in Australia, dove l’arcivescovo di Melbourne ai
giovani della sua diocesi rivolge un messaggio tutto basato
su Pier Giorgio compreso un bellissimo video con una preghiera a lui rivolta; perché i giovani, e non solo i laici ma
anche seminaristi e sacerdoti si possono identificare in lui
e in lui trovare la forza e il coraggio di chi ha saputo, pur
conducendo una vita normale di uno studente, amare Cristo
e amarlo nei poveri e sofferenti fino in fondo, vivere il suo
cristianesimo con una spontaneità «da fare quasi paura»
come scriveva Karl Rahner.
Ma nello stesso tempo considerarlo un amico che all’amicizia dava un’importanza particolare.
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14
SPORT
Presenza- 1 giugno 2015
La Juve delle riserve funziona come quella dei titolari
Juve-Napoli 3-1
Se qualcuno aveva ancora
dei dubbi, è arrivata la conferma: la Juve delle riserve
funziona come quella dei
titolari. Dopo l’Inter, cade
anche il Napoli e a segno
vanno tutte seconde linee:
Pereyra, Sturaro e alla fine
pure Pepe, il cui ultimo gol
risaliva al 2012.
Sintomo di una squadra
che ha ancora motivazioni a
mille in vista della finale di
Champions.
Il Napoli invece spreca
l’occasione di agganciare la
Lazio: ora ha un piede fuori
dalla Champions e deve
sperare nella vittoria della
Roma nel derby per avere
ancora una chance.
Genoa-Inter 3-2
Ciao Europa.
L’Inter a Marassi fa l’ennesimo harakiri, ma questa
volta è quello (quasi) definitivo. Al termine di una
gara folle, il Genoa dell’ex (e
avvelenato) Gasperini vince
3-2 con le reti di Icardi, Pavoletti, Palacio, Lestienne e
Kucka. I rossoblù in Europa
andrebbero con merito, ma
non hanno la licenza Uefa
e quindi la festa rimane a
metà.
Empoli-Sampdoria 1-1
Aggrappata a Eto’o, ai
problemi (licenza Uefa del
Genoa) e alle cadute delle
altre (Inter).
A dispetto della classifica attuale la Samp resta
in corsa per l’ultimo posto
buono per andare in Europa
League, ma la gara di oggi ha
confermato che la formazione di Mihajlovic è arrivata al
rush finale con il fiato grosso,
anche se paradossalmente il
pareggio è arrivato in rimonta e con gli ultimi venti minuti giocati mettendo bene o
male l’Empoli, che ha tirato
un po’ i remi in barca, con le
spalle al muro.
Decisivi i cambi di Mihajlovic, che ha sconfessato le sue
scelte per riaggiustare la
partita: bene Correa trequartista al posto di Soriano,
meglio Soriano nel suo ruolo
“originale”, ovvero interno di
centrocampo, e decisivo Eto’,
entrato al posto dello spento
Djordjevic.
Cesena-Cagliari 0-1
Tutto l’orgoglio di Sau. E’
la sua conclusione vincente,
nei titoli di coda del match,
a decidere la sfida tra le retrocesse della Serie A.
Il Cagliari vince al Manuzzi in pieno recupero e
alimenta i suoi rimpianti, il
Cesena si arrende all’ennesimo errore difensivo (nell’occasione Lucchini) e si
congeda dal suo pubblico nel
modo più triste.
Finisce così l’anticipo di
B: con un’invasione pacifica
dei tifosi e un arrivederci al
massimo campionato.
Chievo-Atalanta 0-1
La differenza tra avere
motivazioni e avere tutta
la serenità di questo mondo
si sono viste al Bentegodi.
Chievo e Atalanta (alla fine
1-1) hanno messo in scena
uno spettacolo non di primissimo piano, un po’ per le
stanchezze fisiche un po’ per
l’appagamento di una stagione che comunque ha portato
il frutto sperato, la salvezza. Per questo il pareggio
finale rispecchia fedelmente
l’andamento del match. Un
tempo per parte, davvero,
senza luoghi comuni.
I gol sono arrivati nella
ripresa (Gomez e Pellissier),
ma la sostanza è che la squadra di Reja avrebbe potuto
- e dovuto - affondare di più
all’inizio e che quasi alla fine
il collega Maran ribaltava
tutto.
Palermo-Fiorentina 2-3
Partita piacevole e a tratti
anche divertente, ravvivata
da una cinquina di gol. La
Fiorentina del resto gioca
per un posto in Europa League, il Palermo per chiudere
bene una stagione positiva e
soprattutto per dare l’addio a
Dybala (che andrà alla Juve),
premiato prima della gara
dal presidente Zamparini.
Due volte in vantaggio,
due volte raggiunta la formazione di Montella risolve
ad un quarto d’ora dalla fine
prendendosi la certezza aritmetica di un posto in Europa
League: il quarto posto del
Napoli è a soli 2 punti, e nell’ultima giornata c’è la gara
in casa contro il Chievo.
A metà del tempo apre
le marcature Ilicic con una
gran sventola da una trentina di metri: lo sloveno,
ex rosanero, che fino a quel
momento era stato ingenerosamente fischiato, non solo
non esulta dopo il gol, per
altro, bellissimo, ma alza
le mani in segno di scuse ai
suoi vecchi tifosi.
Da questo momento Ilicic
non verrà più fischiato e anzi
al momento della sostituzione sarà anche applaudito.
Parma-Verona 2-2
Il Parma saluta il Tardini e
la serie A con la partita dell’orgoglio, giocata bene nel
primo e sofferta nel secondo.
Il Verona, che da tempo non
ha problemi di classifica, si
sveglia in tempo e trascina
Toni al comando della classifica cannonieri. Uno degli
obiettivi di fine stagione.
Udinese-Sassuolo 0-1
Il Sassuolo sbanca il campo dell’Udinese con il primo
gol in Serie A del suo uomo
simbolo, Francesco Magnanelli, uno che veste il neroverde dai tempi dell’allora
C2. Basta un suo gol per
l’amara ultima di Stramaccioni in casa.
Milan-Torino 3-0
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I rossoneri travolgono i
granata e ne spengono le residue speranze di centrare il
settimo posto: doppietta del
Faraone al rientro da titolare
dopo 4 mesi, il centravanti
segna su rigore la centesima
rete in A. Espulsi Zaccardo e
Molinaro sull'1-0
L'ultima notte a San Siro
è una festa che sa almeno
di consolazione, soprattutto
per i due principali protagonisti: il Milan batte 3-0 il
Torino, El Shaarawy segna
una doppietta al rientro da
titolare dopo 4 mesi, Pazzini
firma il gol numero 100 in A
della sua carriera.
Ovviamente non c'è molto
da celebrare: i rossoneri
trascinano anche i granata fuori dall'Europa visto
che l'aritmetica ora toglie a
Ventura anche la possibilità
di centrare il settimo posto,
che potrebbe valere l'Europa
League se l'Uefa dovesse
confermare la mancata assegnazione della licenza al
Genoa.
Lazio-Roma 1-2
Il biscotto lo mangia la
Roma, per la Lazio la Champions non passa dal derby.
Altro che pareggio annunciato: a cinque minuti dalla fine
un colpo di testa di Mapou
Yanga-Mbiwa spedisce la
Roma in paradiso, pardon
in Champions League, senza
passare dai preliminari. Il
difensore segna, la Lazio si
dispera e ora fa i conti con
la classifica. Perché il Napoli
resta a meno tre e l’ultima
giornata al San Paolo sarà
sfida vera perché se vincono
gli azzurri andranno loro ai
preliminari.
Juventus
Roma
Lazio
Napoli
Fiorentina
Genoa
Sampdoria
Inter
Torino
Milan
Palermo
Sassuolo
Verona
Chievo
Empoli
Udinese
Atalanta
Cagliari
Cesena
Parma
86
70
66
63
61
59
55
52
51
49
46
46
45
43
42
41
37
31
24
18
Serie B
Brescia - Avellino
Bologna - Lanciano
Crotone - V. Entella
Ternana - Varese
Trapani - Pro Vercelli
Cittadella - Perugia
Latina - Modena
Pescara - Livorno
Carpi - Catania
Spezia - Bari
Vicenza - Frosinone
3-2
1-0
0-0
2-0
2-1
0-2
1-1
3-0
0-0
1-0
2-1
Classifica finale
Carpi
Frosinone
Vicenza
Bologna
Spezia
Perugia
Pescara
Avellino
Livorno
Bari
Trapani
Ternana
Latina
Lanciano
Catania
Pro Vercelli
Crotone
Modena
Virtus Entella
Cittadella
Brescia(-6)
Varese(-4)
80
71
68
68
67
66
61
59
59
54
53
51
50
50
49
49
48
47
47
44
42
35
Coppa Italia,
la Juve fa il bis
L’appetito vien mangiando. E dopo lo scudetto arriva anche
la Coppa Italia per la Juventus che batte la Lazio 2-1 dopo
i supplementari. Terza doppietta per la società bianconera,
ottava volta nella storia del calcio italiano. Prima Coppa
Italia per Allegri. E come Lippi nel 1995 doppietta al primo
anno sulla panchina bianconera. È la decima coppa Italia per
la Juve e siccome l’appetito vien mangiando l’appuntamento
è al 6 giugno per la sfida contro il Barcellona.
Lazio in vantaggio con Radu, poi il pari di Chiellini ed
il gol partita di Matri nel primo tempo supplementare per
una coppa che mancava da vent’anni. Sa di beffa il doppio
palo di Djordjevic che poteva meritare miglior fortuna.
Dopo un minuto il gol di Matri, da flop stagionale a eroe
bianconero, che ha risolto il match. “Il calcio è questo: loro
hanno preso un doppio palo e noi abbiamo fatto gol. Sono
contento, però, perché vincere la Coppa, dopo il campionato,
non era facile”. Parola di Allegri. “La finale di Berlino è
ancora lontana, lasciateci godere questa coppa” il pensiero
di capitan Chiellini.
Una finale degna di questo nome con una gran bella
scenografia sotto gli occhi del Presidente della Repubblica
Mattarella. Alle spalle gli incidenti dello scorso anno con la
morte del povero Ciro Esposito. Una finale per riscattarsi
anche dal Calcioscommesse: “Perché gli italiani vogliono che
il calcio sia pulito” ha detto il Presidente. È stata una festa
di sport in cui si è confermato il tabù Juve per Pioli: dieci
confronti diretti sette sconfitte tre pareggi. “Per vincere ci
vuole un pizzico di fortuna. Noi non l’abbiamo avuta” chiosa
il tecnico biancazzurro.
Scherma:
Boscarelli, spada d'oro a Rio,
Francesca Boscarelli sceglie Rio de Janeiro per farsi un regalo di compleanno molto speciale: il primo
trionfo in Coppa del mondo.
La spadista di Benevento,
che compirà 33 anni martedì
prossimo, si è aggiudicata
il Grand Prix Fie di spada
femminile svoltosi nella città
brasiliana, ultima tappa del
circuito mondiale di Coppa
del mondo. È il primo successo in carriera giunto grazie
a una prestazione eccellente
"vissuta - commenterà a
freddo - con tanta naturalezza". L'atleta azzurra
– medaglia d'oro a squadre
agli Europei di Gand del
2007 e bronzo a squadre
agli Europei di Kiev del
2008, oltre che campionessa
italiana assoluta individuale
a Napoli nel 2007 e ad Acireale nel 2014 – classe 1982,
in forza al Centro Sportivo
dell'Esercito, ha superato
nella finalissima la francese
Caroline Vitalis col netto
punteggio di 15-9.
LA CAVALCATA — Francesca Boscarelli aveva iniziato il suo percorso nel
tabellone principale aggiudicandosi il derby azzurro
contro Camilla Batini per
15-11 e proseguendo poi con
la vittoria per 15-14 contro
l'estone Erika Kirpu e, nel
tabellone dei 16, contro la
russa Violetta Kolobova per
15-9. Ai quarti ha poi avuto
ragione della romena Loredana Dinu per 14-10
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SPORT
Un pit stop ferma Hamilton.Vince Rosberg, 2°è Vettel
Semplicemente assurdo!
Lewis Hamilton regala il GP
di Monaco a Nico Rosberg
per una scellerata decisione
del muretto dei box di richiamarlo in pit line con la Safety Car uscita per il botto di
Verstappen - tamponamento
a Grosjean - alla prima curva: una decisione assurda,
incomprensibile considerato
che Lewis, al comando per 65
giri, stava dominando e la
macchina non manifestava
alcun problema. Semmai
una sosta in più per montare
gomme fresche l’avrebbero
dovuta prendere gli inseguitori, approfittando del
ricompattamento del gruppo
per provare a scalzarlo dal
vertice.
Lewis si è subito accorto
dell’errore (ma allora perché
non prevenirlo, restando in
pista?) “Ragazzi abbiamo
perso la corsa, non dovevamo
farlo” e nel giro di rientro si
è fermato al Portier.
TRIS DI NICO - Ripartita
la gara, Hamilton ha provato vanamente a restare
Atletica in lutto:
è morta Annarita Sidoti
Gravissimo lutto per
l’atletica italiana. Stamattina è morta a 45
anni Anna Rita Sidoti,
campionessa mondiale
ed europea nel ‘97 e ‘98
di marcia, che è stata
per anni uno dei simboli
del nostro movimento. Si
è conclusa tragicamente quindi la sua lunga
battaglia con un tumore
al cervello contro cui la piccola atleta siciliana di Gioiosa
Marea (Messina) combatteva dal 2009, poco dopo il ritiro
agonistico.
La Sidoti, che anche per la sua statura era diventata un
simbolo di coraggio e volontà, era stata anche assessore allo
sport della sua comunità, era impegnata in politica e si era
distinta per essere diventata un punto di riferimento per le
atlete della sua generazione che spesso ospitava a casa sua. Le
era mancato il risultato olimpico, ma nelle altre competizioni
raramente aveva mancato il podio nelle grandi competizioni.
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ORO MONDIALE - La marciatrice siciliana, madre di
tre bambini, ha lottato come una leonessa per tutto questo
tempo, sempre con il sorriso, aggrappata alla vita in nome
dei suoi figli, trovando anche la forza di raccontare pubblicamente la sua vicenda. La Sidoti è stata una delle più grandi
campionesse dell’atletica italiana, una delle più vincenti
in assoluto: Campionessa europea a Spalato 1990, quando
aveva solo 21 anni, centrò il bis continentale otto anni dopo,
a Budapest 1998, non prima però di essere riuscita a vincere
anche l’oro mondiale, sulla pista di Atene, nel 1997. E’ stata
una colonna della marcia in Italia (47 presenze in azzurro,
tre partecipazioni olimpiche, sei mondiali), probabilmente
penalizzata dall’allungarsi delle distanze dai 10 km originari
fino agli attuali 20 km, distanza sulla quale firmò comunque
un prestigioso 1h28’38”. Con le compagne d’allenamento e di
nazionale Elisabetta Perrone ed Erika Alfridi (ma poi anche
con una giovanissima Elisa Rigaudo) compose un gruppo di
valore fantastico, in quello che con ogni probabilità è stato
il momento di maggior competitività della marcia italiana
al femminile.
incollato a Vettel, che per
tutta la corsa è rimasto vicino a Rosberg, ma invano.
A Montecarlo non si passa:
per il mondiale non cambia
moltissimo, ma per il morale
di Lewis e i suoi rapporti con
la Mercedes tantissimo.
La Ferrari, dopo aver subito un pesante distacco in
qualifica, esce da Monaco
rinfrancata: il gap è stato
limitato, ma la goia è tutta
di Rosberg al terzo successo
consecutivo qui a Monaco,
roba da grandissimi come
Sport vari
Fioretto donne
Di Francisca show a Shanghai Non la ferma più nessuno. Elisa Di Francisca ha
messo la quinta e viaggia
spedita verso Rio 2016 a
suon di risultati. Dopo i successi di L’Avana e Tauber, la
fiorettista jesina ha conquistato anche la tappa di coppa
del Mondo a Shanghai, in
una giornata preziosa per
i colori azzurri, grazie al
terzo posto di Alice Volpi.
PUNTI OLIMPICI - La
campionessa olimpica ha
conquistato altri punti importanti nella corsa alla
qualificazione ai Giochi
Olimpici dell’anno prossimo. A decretare il successo
finale è stato il match tra
l’azzurra e la russa Inna
Deriglazova, in un remake
della finalissima della tappa
di Cuba. Anche in questo
caso a vincere è stata Elisa
Di Francisca, col punteggio
di 15-11. Ma, come detto, è da
applausi anche Alice Volpi,
che si è dovuta fermare in
semifinale, dove ha ceduto
proprio alla Deriglazova col
beffardo risultato di 15-14.
Nell’altra semifinale la Di
Francisca ha avuto la meglio sul bronzo iridato 2015,
la tunisina Ines Boubakri,
per 15-7.
ALTRE AZZURRE - Ai
quarti la Di Francisca aveva eliminato l’altra azzurra
Martina Batini per 15-11,
mentre in semifinale ha
avuto la meglio sul bronzo
Tennis, Norimberga: festa Knapp, battuta
la Vinci nel derby in finale
Karin Knapp, 27 anni, secondo torneo vinto in carriera. Getty Domani l’inizio del
Roland Garros, oggi l’Italia
fa festa con Karin Knapp e
Roberta Vinci, che si sono
sfidate in finale a Norimberga. Vittoria per Karin, al
secondo torneo conquistato
in carriera, dopo un match
durato due ore e 7 minuti:
Una battaglia che alla fine
ha visto calare Roberta, arresasi 7-6 (5) 4-6 6-1.
Era il decimo derby azzurro nella storia delle finali
Wta, il primo da Palermo
2013 quando Roberta Vinci
superò l’allora compagna
di doppio Sara Errani in
tre set. L’elenco delle finali
tutte italiane inizia a Barcellona nel 1985 con Sandra
Cecchini che ha la meglio su
Raffaella Reggi. Poi Estoril
1990 (Federica Bonsignori e
Laura Garrone), San Marino
1991 (Katia Piccolini e Silvia
Farina), Casablanca 2003
(Rita Grande e Antonella
erano già affrontate 5 volte: erano 3 le vittorie della
Knapp; nel 2007 a Palermo
e nel 2012 a Roma in 3 set
e poche settimane fa a Marrakech con un 6-2 al terzo.
Alla fine la sfida è stata vinta
grazie al fisico e alla potenza
muscolare della Knapp, che
ha avuto la meglio sul tocco,
l’astuzia, la varietà e l’esperienza di Roberta Vinci.
Serra Zanetti), Bogotà 2007
(Roberta Vinci e Tathiana
Garbin), Palermo 2009 (Flavia Pennetta e Sara Errani),
Barcellona 2010 (Francesca
Schiavone e Roberta Vinci),
Acapulco 2012 (Sara Errani
e Flavia Pennetta), Palermo 2013 e ora Norimberga
2015.
I PRECEDENTI - Le due,
che tra l’altro a Parigi giocheranno il doppio insieme
dopo il debutto a Roma, si
Senna, Prost e Graham
Hill.
IL RESTO DEL PODIO
- Ai piedi del podio Kyvat
a cui Riccardo nel finale ha
restituito la posizione. Sesto
Raikkonen che ha subito una
speronata nel finale dall’australiano: Kimi prima della
Safety era a ridosso del russo
della Red Bull. Da segnalare
anche i primi punti iridati di
McLaren Honda (non succedeva dall’Australia ‘92 con il
successo di Berger), con l’8°
posto di Button.
iridato 2015, la tunisina
Ines Boubakri per 15-7.
Alice Volpi, dal canto suo, ha
eliminato ai quarti Arianna
Errigo per 15-11. Si è invece
arrestata nel turno delle
16 l’avanzata di Valentina
Vezzali. La plurimedagliata
azzurra, dopo aver sconfitto
la venezuelana Van Erven
Garcia per 15-9 e la cinese
Bingbing Chen per 15-10, è
stata superata col punteggio di 15-12 dalla francese
Astrid Guyart, concludendo
al nono posto in classifica
finale.
Presenza- 1 giugno 2015
15
13 maggio 1950 la F1 comincia
sotto il segno dell’Alfa Romeo
Il 13 maggio del
1950, ossia 65 anni
fa, non fu un giorno normale. A Silverstone sulla pista ricavata da un
vecchio aeroporto
militare della Royal
Air Force cominciò
infatti con il Gran
premio d’Europa il
Mondiale di Formula 1. Un inizio
con il botto perché a
tagliare per primo
il traguardo quel
giorno furono un’auto e un pilota italiano: Nino Farina e
l’Alfa Romeo che poi vinsero anche il primo campionato del
mondo di Formula 1.
Nino Farina
E’ significativo che l’Alfa Romeo abbia deciso di festeggiare
quel giorno con una bella pagina pubblicitaria il cui claim
è quello che rende orgogliosa la casa del biscione: il futuro
è di chi ha un grande passato. L’Alfa si sta preparando al
grande giorno di giugno (il 24) in cui svelerà al mondo l’auto
della riscossa,m quella che per ora viene identificata come la
nuova Giulia, ma di cui Marchionne non ha ancora svelato
il vero nome.
Il 24 si sono festeggiati i 110 anni dalla fondazione. Oggi
si festeggia la prima vittoria in Formula 1 tra l’altro in un
anno in cui il logo Alfa Romeo è tornato in pista sulla pancia
delle Ferrari dove ha preso il posto di quello Fiat. A Silversone quel giorno scesero in pista quattro monoposto “158”.
Giuseppe “Nino” Farina fece piazza pulita conquistando pole
position, vittoria e giro più veloce.
L’Alfetta 158 è un a delle vetture più prestigiose del Museo
Storico Alfa Romeo che sta per riaprire i battenti. Le quattro
Alfetta in pista a Silverstone erano guidate da Nino Farina,
Luigi Fagioli, Juan Manuel Fangio (campione poi nel ‘51
sempre con l’Alfetta) e da Reg Parnell, pilota britannico scelto
in onore del Paese ospitante la prima gara di Campionato.
Ma quel giorno l’Alfa Romeo non vinse, stravinse. Dietro a
Farina sul podio salirono anche Fagioli e Parnell in un tris
tutto rosso. Tutto italiano.
In attesa della Ferrari che debuttò nel campionato soltanto nella gara successiva a Montecarlo. Dopo la bandiera
a scacchi, sventolata tra la Abbey e la Woodcote, Re Giorgio
VI si congratulò personalmente con tutti i piloti a Alfa per il
dominio: pole position (Farina), vittoria (Farina) e gli altri
due posti del podio, giro più veloce (Farina) e la testa della
classifica occupata per tutto il gran premio da una vettura
del Biscione.
MotoGP, Lorenzo vince a Le Mans
davanti a Rossi
Jorge Lorenzo vince il Gp
di Francia di MotoGp sul
circuito di Le Mans. Il pilota
spagnolo della Yamaha ha
preceduto sul traguardo il
compagno di team, Valentino
Rossi, partito dalla settima
posizione, e il pilota della
Ducati, Andrea Dovizioso.
Solo quarto il campione del
mondo in carica, Marc Marquez con la sua Honda, dopo
una lotta serrata nei giri
finali con il pilota dell’altra
Ducati, Andrea Iannone.
ROSSI, 201 PODI IN
CARRIERA
«Quello di oggi è un buon
risultato per il campionato»,
dice Valentino Rossi. «Avevamo un grande vantaggio sulle due Ducati, quando sono
arrivato dietro a Lorenzo
ci ho provato ma era troppo
veloce -prosegue il campione
di Tavullia al podio 201 in
carriera-. Abbiamo sofferto
parecchio nelle prove, non
riuscivo a guidare la moto
al limite, come era successo
a Jerez, ma questa volta
abbiamo rischiato di più e in
gara abbiamo fatto qualcosa
di diverso trovandoci bene.
Ho avuto bisogno di tre giri
per capirlo ma poi ho avuto un buon passo, credo di
aver fatto il giro più veloce,
e questo significa che sono
competitivo».
DOVIZIOSO: “AVEVO
SPINTO DURO PER STARE CON LORENZO” Soddisfatto Dovizioso per il terzo
posto: «Ho faticato un po’, ho
dovuto spingere ma non avevo margine da guadagnare in
frenata. Alla fine non avevo il
passo di Lorenzo e per me è
stato difficile tenere il passo
di Valentino quando mi ha
superato, avevo spinto duro
per stare con Lorenzo ma tornare sul podio è importante
per il campionato».
16
Presenza- 1 giugno 2015
Il vento euroscettico
l’eurozona, mentre i tagli di
bilancio non hanno impedito
a Cameron di stravincere.
Nel Sud (Spagna, Grecia
ma anche Italia), il più flagellato dalla crisi, oggetto
della protesta sono piuttosto
le politiche di austerity e più
in generale l’ideologia ultraliberista che da anni domina
Bruxelles mentre si allarga
la forbice tra ricchi e poveri
- i partiti tradizionali vengono visti come ‘esecutori’ di
queste politiche.
Il partito Syriza del premier greco Alexis Tsipras, o
lo spagnolo Podemos puntano dritti contro capisaldi
della politica economica Ue,
come le privatizzazioni dei
beni e servizi pubblici, la
riduzione delle imposte ma
anche, di conseguenza, dei
servizi sociali, dei sussidi,
delle pensioni in nome del
rigore finanziario.
Basti dire che le due donne
che probabilmente saranno
sindaci di Madrid (Manuela
Carmena) e Barcellona (Ada
Colau) - elette da coalizioni
di cui fa parte Podemos
- promettono, come Syriza,
lo stop agli espropri dalla
prima casa di chi non riesce
a pagare il mutuo, il sostegno ai bassi redditi, il blocco
delle privatizzazioni di beni
e servizi pubblici.
A votarli sono i tantissimi,
giovani in testa, che della ripresa spagnola sbandierata
a Bruxelles come ‘prova’ che
‘l’austerity funziona’ hanno
visto poco o niente, come
dimostra la disoccupazione
inchiodata a livelli record.
Bruxelles trema alla prospettiva di un’avanzata di
Podemos, dopo la vittoria di
Syriza, che rafforzerebbe il
fronte dei Paesi dell’eurozona sempre più insofferenti
alla disciplina di bilancio
Ue in salsa tedesca. In gioco
c’è l’euro, anche per la probabile contro-reazione delle
opinioni pubbliche di paesi
come Germania, Austria,
Finlandia. Diverso il caso
della Polonia (fuori dall’Eurozona). Il vincitore Andrzej
Duda e il suo partito ‘Legge e
Giustizia’ sono nazionalisti,
euroscettici e tradizionalisti sul piano sociale. Verso
la Ue sono sulla linea dei
Conservatori britannici, con
cui siedono nello stesso gruppo al Parlamento europeo.
Duda ha fatto campagna
elettorale inveendo contro
lo strapotere degli ‘stranieri’
nel sistema bancario polacco
e ha rivendicato più poteri
per la nazione polacca, promettendo alleanze regionali
con le Repubblica Baltiche
e l’Ucraina. Vuole più Nato
e meno Ue, più voce grossa
con Mosca e più sostegno
a Kiev.
E però anche in Polonia tra i pochi Paesi non toccati
dalla crisi - è vasto il numero
degli esclusi dalla crescita, e
infatti Duda ha fatto breccia
anche con promesse come
riabbassare l’età pensionabile, imposte salate su banche
e grandi catene, più sussidi
alle fasce deboli.
«L’Europa - avverte il presidente del gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo
Gianni Pittella - è vittima
di anni di cieca austerità
e di un cronico nanismo in
politica estera. Oggi ne vediamo i frutti avvelenati».
La risposta dovrà arrivare
prestissimo, in termine di
crescita, occupazione, visioni. A rischio è il futuro stesso
della Ue.
L'Italia ricorda
Falcone
portata, ma, per raggiungere
questo traguardo, è necessario un salto in avanti che
dobbiamo compiere come
collettività».
Ai giovani Grasso ha detto
che non vanno considerati
come eroi ma come magistrati che hanno fatto il loro
dovere: «Per noi erano dei
fuoriclasse: ci hanno insegnato un metodo per affermare la legalità. Si sappia
sempre che con la legalità
si vince».
2 giugno, la festa
nazionale
se millenario, siamo invece in
presenza della espressione
piú saggia e intelligente del
popolo italiano che vuole evidenziare la adesione irrevocabile alla repubblica e alla
democrazia. Una festa che
ben vale una Santa Messa di
ringraziamento offerta come
é tradizione dalla comunitá
domenica 7 giugno alle ore
11 nella parrocchia italiana.
(Paolo Castellani)
L'Italia approva
l'agenda
struzione delle strutture che
consento il contrabbando,
nelle acque libiche, all’ancora, attraccate o a terra». Si va
a fare la guerra in Libia? Per
nulla. Triton e la missione
Cmc saranno coordinate e
parte della stessa strategia.
«Non ci saranno “boots on
the ground”», precisa l’alto
rappresentante agli esteri,
Federica Mogherini. Saranno operazioni mirate, basate
sull’’intelligence che i governi dovranno condividere il
più possibile.
LONDRA SI CHIAMA
FUORI
C’è stata qualche discussione, ma nulla di più, stamane
in Commissione. È passata
la linea del presidente Juncker. «La peggiore cosa che
possiamo fare e restare fermi», ha ammonito il suo vice,
Frans Timmermans.
L’Europa dimostra così
solidarietà, sebbene monca.
Regno Unito, Irlanda e Danimarca hanno la possibilità di
non far nulla per contribuire
a risolvere il dramma dei
migranti. A momento sono
intenzionati a chiamarsi
fuori.
Il documento invita il summit dei leader di giugno a
decidere sulle quote obbligatorie (l’idea è di 20mila
posti che però non saranno
quantificati subito) su base
temporanea (nel 2015) e
sull’invio di mezzi per consolidare la missione Triton,
per la quale si attende anche
la moltiplicazione per tre dei
fondi (100 milioni l’anno). Si
auspica poi un sistema pilota
di accoglienza per i rifugiati
(20 mila anime anche qui)
in base a quote prestabilite:
all’Italia spetta poco meno
del 10 per cento del totale.
Di fronte a «un’emergenza
drammatica» l’Europa ha
«finalmente capito l’urgenza» e «ha compiuto passi da
gigante», ha detto Federica
Mogherini.
COMANDO ITALIANO
Nelle intenzioni della Commissione la parte straordinaria dell’agenda per l’Immigrazione dovrebbe diven-
FINALI
tare operativa da luglio. È
il medesimo obiettivo che si
pongono i guardiani della
difesa Ue. «Siamo pronti ad
accendere i moti il giorno
dopo il Consiglio europeo»,
assicurano.
Il Cmc sarà lo strumento
al servizio della operazione
che vuole andare a colpire al
cuore i trafficanti. Si hanno
conferme di quanto anticipato su queste pagine, e cioè che
il comando sarà italiano. Si
fa il nome dell’ammiraglio di
divisione Enrico Credendino.
Il suo compito è scritto nelle
30 pagine della decisione che
verrà presa in giornata.
Il testo dà risalto all’esigenza «di un cambio di marcia» nell’affrontare i tragici
flussi di migranti, «per ragioni umanitarie e anche per
le implicazioni di sicurezza
e stabilità nella regione». E
ricorda la previsione italiana
di febbraio secondo cui «200
mila rifugiati e migranti
sono pronti a lasciare la Libia alla volta dell’Europa».
DAL MARE E DAL CIELO
Di qui l’auspicio di «interrompere il modello di
business dei trafficanti,
con sforzi sistematici per
identifi care, catturare/sequestrare, e distruggere le
barche e le strutture usate»
dai contrabbandieri di essere umani». La missione
avrà pertanto «un mandato
esecutivo» e «potrebbe essere militare e congiunta (navale e aerea)». Si evidenzia
che in assenza di accordo
dei libici, la sorveglianze
e l’azione delle acque non
internazionali può avvenire
solo con una risoluzione
Onu «Capitolo VII», cosa
che si va discutendo in
queste ore.
Rual Giordano Villella Olave
(7 de Julio de 1952 - 14 de Mayo del 2015)
Estimados:
Lamento comunicar el
sensible fallecimiento de
Rual Giordano Villella
Olave, uno de los mejores
jugadores del básquetbol
chileno, emblemática figura
de la Sportiva Italiana de
Valparaíso, equipo donde
nació como jugador.
Destacado desde las divisiones menores por su
estatura y fundamentos, su
padre Giordano vivía literalmente al lado de la sede
de la Sportiva Italiana,
por lo que comenzó a jugar
básquetbol para tener una
actividad que hacer con
sus amigos. Renato Raggio
lo llama al poco tiempo
al primer equipo, pero él
desiste, pues “sólo quería
jugar con sus amigos”, pero
Raggio habló con sus papás
y le pidió que jugara con
los adultos, pues lo necesitaba.
Al poco tiempo, en 1971, fue vital en el
título de Campeón de Clubs Campeones
de Chile en Punta Arenas en 1971. En el
segundo tiempo, Raggio lo hace ingresar
y con sólo 17 años anuló al experimentado
Luis “Caco” Suarez, seleccionado chileno en
aquel entonces. Ese mismo año fue parte
del plantel vicecampeón de Clubs Campeones de América en Arequipa, Perú, junto
a jugadores como Daniel Aste y Rodolfo
“Sapito” Arrué.
En 1972 fue parte de la selección chilena
que, encabezada por Dan Peterson, viaja a
una histórica gira por EE.UU. donde jugaron
40 partidos en 40 días. De los 16 jugadores,
6 eran de Valparaíso (Fornoni, Pando, Valenzuela, Ferrari, Verdejo y Villella). Dan
Peterson lo recuerda desde Milan, como “un
excelente jugador, un trabajador, joven pero
sabía que podía contar con él. En 1973, Chile
venció a Uruguay en las cuatro oportunida-
Visco, la ripresa c'è
pagine della Relazione, di cose da fare ce ne sono molte.
Scuola e pubblica amministrazione sono indietro rispetto
agli altri paesi europei, per esempio, e vanno ammodernare,
mentre l’innovazione è scarsa e qui la responsabilità cade
direttamente sulle imprese.
«Il ritardo, particolarmente ampio rispetto alla Germania
- sottolinea il governatore di Bankitalia - è accentuato nei
settori industriali a più elevato contenuto tecnologico». A
questo, poi, si aggiunge il fatto che corruzione e criminalità
pesano sullo sviluppo.
Il numero uno di Via Nazionale raccomanda poi a conclusione del suo intervento di operare prima bene in casa
propria al fine di essere meglio ascoltati nel contesto europeo.
Nella Commissione, osserva, convivono «un’anima tecnica» e
l’embrione di un governo politicamente responsabile: quindi
«va trovata una sintesi» per lo sviluppo economico del Vecchio
Continente, così come un equilibrio, più che un compromesso,
è da trovare per governare il mercato e la finanza perché
se è vero che «per legge non si produce ricchezza e non si
crea lavoro» «si può, anzi si deve intervenire dove il mercato
incontra i suoi limiti».
Nel settore finanziario, i fallimenti di queste regole non
sono rari: «vi sono certamente comportamenti scorretti e
azioni predatorie», riconosce senza mezzi termini Visco,
per cui il «governo dell’economia richiede di accompagnare
l’evoluzione del mercato senza imbrigliarne la forza».
All’esecutivo Renzi il governatore riconosce di aver agito
in modo «appropriato» per coniugare la spinta alla ripresa
con il rigore dei conti pubblici «in un contesto ancora difficile»; ricorda che il debito pubblico è aumentato di oltre
il 32% dall’inizio della crisi ma con la ripresa si dovrebbe
intraprendere una strada più virtuosa anche grazie alla
riforma delle pensioni (meritoria per aver ancorato i conti
pubblici nel momento più difficile della crisi) e del lavoro.
Il giudizio sugli effetti del Jobs Act è ancora «prematuro»,
spiega Visco, ma è positivo l’aumento delle assunzioni a
tempo indeterminato nei primi mesi del 2015 favorito anche
dai consistenti sgravi fiscali. C’è il rischio però che la ripresa economica non basti, soprattutto al Sud, a far crescere
l’occupazione come è avvenuto in passato all’uscita di fasi
congiunturali sfavorevoli.
Un’uscita dal tunnel per la quale serve anche l’impegno
di imprese e banche. Le prime attraverso l’innovazione, le
seconde garantendo l’accesso al credito, sperando in una
soluzione positiva «e rapida» con la Ue per la creazione della
bad bank. L’erogazione di nuovi prestiti, afferma Bankitalia,
può avvenire infatti soltanto gestendo i quasi 200 miliardi
di sofferenze, il 10% del complesso dei crediti (era pari al
6% l’incidenza totale delle partite deteriorate nel 2008).
des que se enfrentaron aquel
año, y Villella fue fundamental.” Ese año 1973 también
destaca su participación en
el “World Games” de Iquitos
(Perú).
Luego emigró a equipos
como Camuvi de Viña del
Mar, Unión Española de
Santiago y Famae, para
volver a Sportiva, donde se
tituló campeón de Dimayor
en 1980 y 1982.
En 1979, el Círculo de Periodistas Deportivos lo elige
como el mejor basquetbolista
del año, entregándole el
“Cóndor de Bronce”.
Fue seleccionado chileno
adulto de la selección chilena durante 15 años. Fue
parte de los cuartos lugares
sudamericanos de Chile en
Bahía Blanca (Argentina,
1979) y Montevideo (Uruguay, 1981) con Renato Raggio a la cabeza. Esos logros
siguen siendo los más altos de Chile en un
sudamericano adulto a la fecha.
Vivió una de las mejores épocas del básquetbol chileno. Con Sportiva vivió la gran
época de fines del 60’ con Aste, Arrué, Aveggio, Pietrantoni, Fornoni entre otros, y la
de comienzos de los 80’ con Valdés, Verdejo,
Hernandez, y Antonucci, entre otros. También
con Unión Española de Santiago, con Schulz,
Ferrari, Arismendi y Bute, y en Famae con
Herrera y Pardo. Y en la selección chilena,
con la mayoría de los nombrados anteriormente.
El año pasado, para un proyecto en que
la Universidad de Valparaíso recupera el
patrimonio del club, la profesora a cargo me
hizo citar al que yo consideraba el jugador
más emblemático del club... y yo lo elegí a
él, justamente por lo mencionado arriba, por
su descendencia italiana, entre muchas otras
cualidades y logros. La Sportiva era el patio
de su casa.
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