A Tavola con le Venezie 2015

Luigi Costa
A tavola con
Le Venezie
2015
La Guida ai 100
migliori Ristoranti
vini, prodotti tipici
e itinerari enogastronomici
alla scoperta dei sapori
di Trentino, Alto Adige, Veneto,
Friuli Venezia Giulia,
Istria e Slovenia
A tavola con
Le Venezie
2015
La Guida ai 100
migliori Ristoranti
Introduzione
A Tavola con le Venezie 2015
Le Venezie:
terra di sapori
e profumi
4
“Per un’insegna di ristorante che si spegne, almeno altri due
neon si accendono. Sono quelli dei nuovi luoghi del mangiare.
A conferma del fatto che in crisi non è questo o quel ristorante,
bensì è la ristorazione che cambia connotati e contenuti”. Lo ha
certificato Enzo Vizzari nell’edizione 2015 della guida “I Ristoranti
d’Italia de l’Espresso”. È così anche per le Venezie? Cerchiamo di
scoprirlo con questa guida, arrivata alla quarta edizione.
Ci siamo chiesti l’anno scorso dove stesse andando la cucina
(e la ristorazione) della nostra terra. Possiamo ribadire che la “nostra” cucina
volava e continua a volare alto. La ristorazione, invece, era ed è nella morsa
della crisi che attanaglia tutto lo Stivale. Ma questa è una terra speciale, saprà
resistere e soprattutto non passa e non passerà di moda.
Ripercorrendo il nostro percorso ideale - da Bolzano a Udine passando per
Verona, Vicenza e Padova, fino a Trieste e oltre confine - (ri)troviamo ben sei
ristoranti che sono nell’Olimpo della ristorazione italica (tre cappelli).
Il drappello dei Magnifici Chef è guidato da Massimiliano Alajmo delle
Calandre di Sarmeola di Rubano, seguito da Norbert Niederkofler del Rosa
Alpina-St. Hubertus di San Cassiano e da Nicola Portinari della Peca di Lonigo,
appaiati. Subito dietro ecco un formidabile terzetto formato da Giancarlo
Perbellini di Isola Rizza, Emanuele Scarello del ristorante Agli Amici di Udine
e Fabrizia Meroi del Laite di Sappada, unica donna che ha saputo farsi largo
tra cotanti cuochi. E sono una settantina i ristoranti che hanno conquistato la
fascia alta delle graduatorie (1 o 2 cappelli).
Sono pronti a spiccare il volo soprattutto quelli guidati dai giovani Alessandro
Dal Degan, Lorenzo Cogo e Antonia Klugmann, e da altri che come loro sanno
investire e soffrire dietro ai fornelli. Impossibile nominarli tutti, ma li troverete
tutti (o quasi) in queste pagine. Citiamo qui solo i triveneti innalzati agli altari
per il 2015 da Enzo Vizzari: Cera (il miglior ristorante di pesce) e Laite
(il sommelier dell’anno).
La ristorazione, come abbiamo detto, continua a soffrire. Qualche ristorante
chiude: è impossibile che tutti possano resistere per sei anni ai morsi della
crisi. Se a questa piaga che non cessa aggiungiamo il cambiamento delle
abitudini alimentari - più o meno indotte - e la concorrenza globalizzata dei
nuovi luoghi del mangiare, anche la ristorazione non poteva che soffrire
pesantemente. Ma si continua ad andare avanti.
È (ri)comparsa l’atavica capacità di soffrire delle nostre genti. Si continua
a (ri)scoprire tradizioni antiche, vecchi sapori e prodotti dimenticati che
vengono esibiti in vetrina senza le timidezze di un tempo. Usando tecniche
più moderne e riprendendo la valigia per scoprire il mondo e conquistarlo.
Prendendolo per la gola.
Le osterie e le trattorie - che sono state lo zoccolo duro della tradizione - sono
oggi insidiate da quanti fanno cucina finta, servendo ai tavoli piatti che escono
dal congelatore per entrare nel microonde. Ma torneranno, spremendo nuova
linfa dalle proprie radici. Anche se non riusciamo ancora a fare sistema
e a saldare la filiera dei prodotti made in Italy, cucina e turismo. Una leva
economica potente che il Bel Paese deve imparare ad usare sempre di più.
E ora le novità e i numeri.
La novità è che, in questa edizione 2015, il numero dei premi istituiti nel 2014
dalla nostra Guida è cresciuto. Premi che troverete elencati qui di seguito
e che riguardano la qualità dei piatti, della cantina, oltre che la piacevolezza
complessiva o l’uso dei prodotti del territorio. Ribadiamo che i premi hanno
un valore più morale che economico: ma sicuramente sono stati di stimolo
per alzare la qualità della cucina e dell’accoglienza, l’unica vera arma che
permetterà di vincere la sfida di questi anni terribili.
I nuovi numeri sono questi: abbiamo allargato la nostra mappa ideale del
gusto selezionando 100 ristoranti, 20 etichette (bottiglie) prestigiose e 10
prodotti alimentari, esplorando l’Alto Adige, il Trentino, il Veneto, il Friuli, la
Venezia Giulia, e varcandone anche il confine per capire che cosa succede in
Istria e nella fascia della Slovenia più prossima all’Italia. Alcuni ristoranti sono
stati riconfermati, altri hanno lasciato il posto ai nuovi. Non per demerito, ma
per un’inevitabile rotazione.
Siamo in possesso di un tesoro immenso che per essere riscoperto necessita
di utilizzare bene tempo, spazio, pazienza e onestà. È proprio quello che
abbiamo fatto fin qui e che continueremo a fare con il vostro prezioso aiuto.
Luigi Costa
Ristoranti
Vini
Prodotti
Province
33
137
159
171
Una selezione
ragionata
dei ristoranti
A tavola con le Venezie 2015
Uno sguardo
su vini
e cantine
Alla ricerca
dei prodotti
tipici
Le eccellenze
provincia
per provincia
5
Tra i Vigneti di Dante
nel lontano  pietro alighieri, figlio di dante, che
aveva seguito il padre in esilio a Verona, ove rimase anche dopo la
morte del grande poeta, acquistò la Possessione Casal dei Ronchi in
Gargagnago, nel cuore della Valpolicella.
Si trattava di una vasta tenuta coltivata a vigneti. Da allora la famiglia
Alighieri, divenuta in seguito dei Conti Serego Alighieri, produce vino
da vigne collocate negli originari possedimenti. Un fatto più unico che
raro in Italia, e che fa capire su quali antiche radici affondi la tradizione
vitivinicola di questa famiglia e di queste terre.
Dal 1973 l’azienda Masi, di proprietà della famiglia Boscaini, affianca
nella produzione di vini di alta qualità i Serego Alighieri, la cui XX
generazione è rappresentata dal Conte Pieralvise e la XXI dalla sua
giovane figlia Massimilla, da poco entrata a lavorare in azienda.
veduta aerea del complesso di villa serego alighieri a gargagnago
La proprietà è una delle più ampie in Valpolicella classica e consta di
120 ettari coltivati a vite.
Tra le diverse etichette della gamma proposta, la più prestigiosa è
sicuramente quella del Vaio Armaron, un grande Amarone Classico
della Valpolicella dallo stile tradizionale, ottenuto da uve Corvina e
dal clone Serego Alighieri di uva Molinara, sapientemente appassite
prima di essere vinificate. Accanto ad esso vanno ricordati il Recioto
della Valpolicella Casal dei Ronchi, il Valpolicella Classico Superiore
MontePiazzo Anniversario, vino con cui la famiglia ha voluto celebrare
i 650 anni di presenza in Valpolicella, e i due vini ad IGT Possessioni
Bianco e Possessioni Rosso.
granai per l’appassimento
vaio armaron amarone classico
Completano l’offerta un ottimo olio extravergine d’oliva, l’aceto
balsamico ottenuto da mosto di uve appassite e la marmellata di ciliegie,
il frutto tradizionalmente amato e coltivato dai Serego Alighieri,
tanto che alcune delle botti utilizzate per i vini rossi sono realizzate
da secoli proprio in legno di ciliegio. L’azienda offre anche una vivace
attività legata all’ospitalità e alla didattica. Nei rustici della villa
veneta, attentamente recuperati con stile signorile di campagna, sono
disponibili otto appartamenti, sale convegni e una cucina professionale.
Si tengono corsi d’assaggio e di cucina sia per amatori che per addetti ai
lavori. È presente una suggestiva rivendita, dove sono disponibili anche
vecchie annate di vini Masi e Serego Alighieri. Infine, sempre affiancati
da Masi, i Serego Alighieri hanno realizzato l’affascinante progetto che
ha unito l’esperienza vitivinicola al ritorno simbolico della famiglia in
Toscana, attraverso l’acquisizione e il reimpianto viticolo della tenuta
Poderi del Bello Ovile a Cinigiano, ai confini col Montalcino, condotta
con i metodi dell’agricoltura biologica. Il vino che vi si produce,
l’intenso rosso di Toscana Poderi del Bello Ovile a breve potrà fregiarsi
del marchio biologico. Il suo nome si rifà a un verso dantesco, in cui
il poeta esule sognava di ritornare alla sua terra natia, il “bello ovile”
appunto.
Possessioni di Serego Alighieri
Gargagnago di Valpolicella - Verona
Telefono +   - www.seregoalighieri.it
Mappa
A Tavola con le Venezie 2015
Molini/
Falzes
Campo di Trens
Ristoranti
Vini
Castelbello Val Sarentino
Tesimo
Corvara San Cassiano
in Badia in Badia
Goashf
David’s
Bolzano/Bozen
8
Prodotti
Ortisei
Cortina
d’Ampezzo
Ritterhof
Ora
Rotari
Giovo
Trento
9
Colle S. Lucia
San Michele
Appiano
Ferruccio
Carlotto
Sappada
Moena
Monograno
Felicetti
Cavalese
Vigo di Fassa
Formaggio Piave
Spretz Tzaorì
Calavino
Madonna
di Campiglio
Rigoni
Belluno
Gallio
Miane
Firmino
Cogollo
del Cengio
San Vito di
Leguzzano
Bellaguardia
Loison
Eleva
Masi
Altissimo
Bolla
Costermano
S. Ambrogio Birra
in Valpolicella Benaco70
Morlongo
Verona
Arcole
Grancona
Schio
Marano
Vicentino
Montecchio
Precalcino
Caldogno
Arzignano
Godia
Montelvini
Bassano
del Grappa
Montalbano
Sernaglia
della Battaglia
Maculan
Grana Padano
San Quirino
Russolo Rino
Asiago
Ferrari
Cavaion
Veronese
Puos d’Alpago
Civezzano
Ravina
Malcesine
Caporetto
Pieve d’Alpago
Castelfranco
Veneto
Dolegna
del Collio
Pordenone
Udine
Bonotto
delle Tezze
Skok
Pasiano
Rivignano
Salgareda
Cormons
Gorizia
Zemono
Oderzo
Treviso
Monastier
Sorbo dell’uccellatore
Santa Margherita
Benjamin
Zidarich
Scorzè
Trieste
Borgoricco
Padova
Vicenza
Venezia
Gambellara
Altavilla Vicentina
Sansonina
Sarmeola
di Rubano
Arcugnano
Barbarano Vicentino
Alfonso Soranzo
Pontelongo
Selvazzano
Dentro
Livade
Verteneglio
Campagna
Lupia
Sovignacco
Cittanova
Venissa
Lonigo
Porto Tolle
Prosciutto
di Montagnana
Valle
Rovigno
Pola
Rovigo
A tavola con le Venezie 2015
Province
Indice
A Tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
10
Alto Adige/Südtitol
Bolzano, Laurin
34
Appiano-San Michele (BZ), Zur Rose 35
Badia-San Cassiano (BZ), La Siriola
36
Badia-San Cassiano (BZ), St. Hubertus 37
Campo di Trens-Mules (BZ), Stafler
38
Castelbello (BZ), Kuppelrain
39
Corvara in Badia (BZ), La stua de Michil 40
Falzes (BZ), Schöneck
41
Ortisei (BZ), Anna Stuben
42
Prati-Auen (BZ), Auener Hof
43
Tesimo (BZ), Zum Löwen
44
Val Sarentino (BZ), Bad Schörgau 45
Trentino
Trento, Locanda Margon 46
Calavino (TN), Castel Toblino
47
Cavalese (TN), El Molin 48
Civezzano (TN), Maso Cantanghel49
Giovo (TN), Maso Franch50
Madonna di Campiglio (TN), Il Gallo Cedrone51
Madonna di Campiglio (TN), Hotel Dolomieu52
Moena (TN), Malga Panna
53
Vigo di Fassa (TN), L Chimpl
54
Veneto
Verona, Perbellini55
Verona, Arche 56
Verona, Il Desco 57
Arcole (VR), Arcole 58
Cavaion Veronese (VR), Oseleta59
Costermano (VR), La Casa degli Spiriti60
Malcesine (VR), Vecchia Malcesine61
Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR) Dalla Rosa Alda62
Vicenza, Caffè Garibaldi63
Altavilla Vicentina (VI), L’Altro Penacio
64
Altissimo (VI), Casin del Gamba
65
Arcugnano (VI), Zamboni
66
Arzignano (VI), Damini
67
Asiago (VI), La Tana
68
Asiago (VI), Hotel Europa
69
Barbarano Vicentino (VI), Aqua Crua
70
Bassano del Grappa (VI), Al Ponte71
Caldogno (VI), Al Molin Vecio72
Cogollo del Cengio (VI), Trattoria all’Isola73
Gallio (VI), Appaloosa74
Gambellara (VI), Al Castello75
Grancona (VI), 3Quarti76
Lonigo (VI), La Peca77
Marano Vicentino (VI), El Coq78
Montecchio Precalcino (VI), Locanda di Piero79
San Vito di Leguzzano (VI), Due Mori80
Schio (VI), Da Beppino81
Schio (VI), Spinechile
82
Padova, Ai Navigli83
Borgoricco (PD), Storie d’Amore84
Vini
Pontelongo (PD), Lazzaro85
Sarmeola di Rubano (PD), Le Calandre86
Sarmeola di Rubano (PD), Lavit87
Selvazzano Dentro (PD), La Montecchia88
Porto Tolle (RO), Arcadia89
Venezia, Caffè Quadri90
Venezia, Harry’s Bar91
Venezia, Hotel Monaco & Grand Canal92
Venezia, Il Ridotto93
Venezia, Venissa94
Venezia, Da Fiore95
Campagnia Lupia (VE), Antica Osteria Cera96
Cavallino-Treporti (VE), Osteria ai Do Campanili97
Scorzè (VE), San Martino98
Treviso, Il Basilisco99
Castelfranco Veneto (TV), La Feva100
Miane (TV), Gigetto101
Monastier (TV), Menegaldo102
Oderzo (TV), Gellius103
Salgareda (TV), Le Marcandole104
Sernaglia d. Battaglia (TV), Dalla Libera105
Colle S. Lucia (BL), Da Aurelio106
Cortina d’Ampezzo (BL), Tivoli107
Pieve d’Alpago (BL), Dolada108
Puos d’Alpago (BL), Locanda San Lorenzo109
Sappada (BL), Laite
110
Ritterhof138
Alto Adige Pinot Nero
139
Trento Extra Brut Riserva Lunelli 2006
140
Rotari AlpeRegis
141
Costasera - Amarone Classico 2009 - Masi Agricola spa
142
Fra Libri - Valpolicella Classico DOC 2013 - Eleva Società Agricola srl
143
Le Origini - Amarone DOC - Riserva 2009
144
Vigna Morlongo - Vardolino Classico DOC - Villabella
145
Sansonina Rosso 2011 - Merlot Veronese I.G.T.
146
Palazzotto Cabernet Sauvignon 2010
147
Pedevendo - vino bianco frizzante - Azienda Agricola Firmino
148
Romeo il Durello del Castello - Metodo Classico 149
Monteforche Cabernet Franc 2011 - Monteforche di Alfonso Soranzo
150
Pinot Grigio Impronta del Fondatore - Alto Adige DOC
151
Rosso Venissa 2011 - Terre di Venezia
152
Malanotte del Piave 2010 DOCG - Tenuta Bonotto delle Tezze
153
Terre del canova - Asolo Prosecco Superiore Millesimato DOCG - Extra Dry
154
Doi Raps 2012 - Azienda Agricola Russolo Rino
155
Vitovska 2011 - IGT Venezia Giulia 156
Skok - Collio Sauvignon 2012
157
Friuli Venezia Giulia
Pasiano (PN), Il Cecchini 111
San Quirino (PN), La Primula112
Godia (UD), Agli Amici113
Colloredo di Montalbano (UD), La Taverna114
Rivignano (UD), Al Ferarut115
Ruda (UD), Altran116
Cormons (GO), La Subida117
Dolegna del Collio (GO), Aquila d’Oro118
Trieste, Al Bagatto 119
Trieste, Harry’s Grill 120
Trieste, La Bottega di Trimalcione 121
Trieste, Menarosti122
Goashf David’s, Laion (BZ)160
Pasta Felicetti, Predazzo (TN)161
Spretz Tzaorì, Predazzo (TN)162
Birra Benaco70, Affi (VR)163
Nocciolata Rigoni di Asiago, Asiago (VI) 164
Panettoni Loison, Costabissara (VI)
165
Sorbo dell’uccellatore, Rosà (VI)166
Istria/Croazia
Bagnole/Bagnolje, Batelina123
Cittanova/Novigrad, Damir e Ornela 124
Cittanova/Novigrad, Cok 125
Cittanova/Novigrad, Marina 126
Livade/Levade, Zigante127
Rovigno/Rovinj, Monte128
Sovignacco/Sovinjsko, Gostiona Toklarija 129
Valle/Bale, Villa Meneghetti130
Verteneglio/Brtonigla, Hotel San Rocco 131
Province
Slovenia
Caporetto/Koparid, Hisa Franko
132
Zemono/Vipava, Pri Lojzetu133
Prodotti
Alto Adige/Südtirol172
Bolzano172
Trentino178
Trento178
Veneto182
Venezia182
Padova182
Treviso183
Belluno183
Prosciutto di Montagnana, Montagnana (PD)167
Formaggio Piave, Busche (BL)
168
Grana Padano Riserva,
Dal Piemonte al Veneto
169
Vicenza183
Verona184
Rovigo184
Friuli Venezia Giulia185
Udine185
Pordenone186
Gorizia186
Trieste187
Istria / Slovenia189
Indice
11
I premi sono forniti da
Piave D.O.P.
“La Cucina che onora il Territorio delle Venezie”
Locanda S. Lorenzo - Puos D’Alpago (BL)
Distilleria Roner
“La Donna di Spirito delle Venezie”
Auener Hof - Sarentino (BZ)
Zenato
“Il Ristorante Emergente delle Venezie”
Stube Gourmet dell’Hotel Europa - Asiago (VI)
Grana Padano
“Il Ristorante dell’anno delle Venezie”
Locanda Margon - Trento
Kettmeir
“Il Sommelier delle Venezie”
Ristorante Perbe - Casa Perbellini (VR)
Bolla
“La cantina delle Venezie”
Ristorante Gellius - Oderzo (TV)
Rigoni di Asiago
“Gusto dolce delle Venezie”
Ristorante La Peca - Lonigo (VR)
Grappa Segnana
“La Selezione dei Distillati”
Ristorante La Tana - Asiago (VI)
Smalvic
“La ricerca e l’innovazione in cucina”
Ristorante Agli Amici - Udine
Comune di Gorizia
“Gusti di Frontiera”
Ristorante Pri Loizetu - Zemono (Slovenia)
Premio
Piave D.O.P.
dalle Dolomiti
La Cucina che
onora il Territorio
delle Venezie
unico nel gusto!
Già nel nome questo
locale ha racchiuso
tutta l’idea del Veneto,
regione dalla cultura
millenaria, che onora
con la sua cucina e
il suo stile caldo ed
elegante
Locanda S. Lorenzo
Puos D’Alpago (BL)
Renzo Dal Farra
Premio
Roner
La Donna di Spirito
delle Venezie
Lo spirito è una qualità
della mente, non
solo delle bottiglie,
e lei è la donna della
ristorazione che ha
dimostrato uno spirito
unico
Auener Hof
Sarentino (BZ)
Distillati Roner:
Dalla tavolozza della Natura
Capolavori di Gusto
www.roner.com
Gisela Scheiner
Premio
Zenato
Il Ristorante
emergente delle
Venezie
Al giovane talento
ricco di promesse,
come esempio di un
cuoco che ha struttura,
sguardo all’orizzonte e
profondità di ricerca
Stube Gourmet
dell’Hotel Europa
Asiago (VI)
Alessio Longhini
Premio
Grana
Padano
Il Ristorante
dell’Anno delle
Venezie
Al cuoco che nella sua
carriera ha rinnovato
la capacità di stupire,
mantenendo sempre
fedeltà a sé stesso e
gusto di approfondire
Locanda Margon
Trento
Alfio Ghezzi
studioideemateria - ph. Fotoimmaginae
Premio
Kettmeir
Il Sommelier
delle Venezie
Il servizio può essere
davvero vincente, non
solo a tennis, e questo
ristorante si segnala per
accuratezza, passione e
cordialità nel lavoro
Ristorante Perbe
Casa Perbellini (VR)
Metodo Classico Brut Rosè Athesis
La perla
dell’Alto Adige
Giancarlo Perbellini
Il Metodo Classico Brut Rosè Athesis è la massima
espressione dello spumante Alto Adige. Dal colore
rosa tenue e riflessi pesca, il perlage fine e persistente,
dona note fruttate di lampone con sentori piacevoli
w w w. k e t t m e i r . c o m
di lievito. Al gusto è secco, pieno, armonico.
Premio
Bolla
La Cantina
delle Venezie
Originalità e ricchezza
della cantina sono sue
prerogative, abbinate
anche ad un valore
aggiunto costituito
dall’attenzione ai
dettagli, che fanno lo
stile del vino
Ristorante Gellius
Oderzo (TV)
Da un territorio unico
nel cuore della Valpolicella,
dal 1883
la qualità è Bolla.
Adriano Fumis
Premio
Rigoni
di Asiago
Gusto dolce
delle Venezie
Il dolce è il primo gusto
che avvertiamo nella
vita. La Peca riesce a
trasformare questa
sensazione in un
variegato viaggio nella
memoria
Ristorante La Peca
Lonigo (VR)
Luigi Portinari
Premio
Grappa
Segnana
La Selezione
dei Distillati
La distillazione è
un’arte complessa
che racchiude in sé
qualcosa di magico:
capirne i segreti per
condividerli richiede
una tecnica raffinata
Ristorante La Tana
Asiago (VI)
Enrico Maglio
Premio
Smalvic
La ricerca e
l’innovazione
in cucina
Saper trasmettere i valori
fondanti attraverso un
messaggio nuovo: è
questa l’innovazione che
ha reso grande la “nuova
cucina italiana”
Ristorante Agli Amici
Udine
Emanuele Scarello
Premio
Gusti di
Frontiera
Gusti di Frontiera
La “nuova frontiera” della
gastronomia è mantenere
vivo il patrimonio della
memoria attraverso
un’opera di custodia
intelligente che diventa
condivisione
Ristorante
Pri Lojzetu
Zemono (Slovenia)
Flavia e Tomaž Kavčič
A Tavola con le Venezie 2015
i Ristoranti
Una selezione ragionata dei ristoranti
Località Sansonina - 37019 Peschiera d. g.
Verona - Italia
Telefono e Fax 045 7551905
[email protected] - www.sansonina.it
Alto Adige/Südtirol
Bolzano
Laurin
Appiano - SAN Michele (BZ)
Zur Rose
La cucina tende a sposare
felicemente i rigorosi prodotti
della montagna a quelli più
scoppiettanti del Mediterraneo
in un’esplosione di colori
e sapori tutta da gustare,
spesso impreziositi da aromi
provenienti dal commercio
equosolidale
36
Manuel Astuto ha saputo viziare e
conquistare il palato dei clienti cittadini
ma anche dei viandanti e dei gourmet.
È noto che tra queste mura l’ospitalità è
di casa e la famiglia Staffler è sinonimo
di ospitalità altoatesina. Ne è stata
artefice fin dal 1816 quando acquistò
l’Hotel Greif che affondava le sue radici
nel Medioevo e che ora,
splendidamente ristrutturato, oltre a
garantire una squisita ospitalità,
organizza anche divertenti cocktail al
Grifoncino Bar. Il Laurin ha mantenuto
l’antico fascino dell’autentico Liberty e
nelle sue sale e nel secolare parco si
incontrano uomini d’affari, massimi
esponenti dell’intellighenzia cittadina,
ma anche molti giovani che vogliono
ascoltare la buona musica con concerti
e appuntamenti musicali durante tutto
l’anno. E alle melodie dei concerti si
affiancano quelle meno gastronomiche
ma più golose del giovane cuoco. La
cucina supporta sempre l’iniziativa “Fair
Cooking” che tende a sposare i rigorosi
prodotti della montagna a quelli più
Alto Adige/Südtirol
scoppiettanti del Mediterraneo in
un’esplosione di colori e sapori tutta da
gustare spesso impreziositi da aromi
provenienti dal commercio equosolidale
come il cardamomo, lo zucchero di
canna, il mascobado, la quinoa e altri.
Ecco allora la tartara di manzo, senape e
pane nero, il filateddu con crema di
sarde, finocchietto e melanzane e il
succulento maialino con puntarelle e
pecorino. Tutti i sapori del mare e del
sole nel sandwich di sgombro con
polpo e parmigiana di melanzane. Nella
cantina, perfettamente governata come
la sala da Davide Ungaro, sono
giustamente in prima fila i vini dell’Alto
Adige per spaziare poi in tutta Italia
valicando anche le Alpi. Conto di circa
70 euro; metà per il menu del giorno.
Herbert Hintner: storico
protagonista e fondatore della
nuova gastronomia altoatesina.
Fantasia, creatività e attenzione
verso il nuovo con poche
concessioni alle mode
Come quei vini che migliorano col
tempo, Herbert Hintner sa come
invecchiare bene. Sono già trascorsi
quasi 30 anni da quando il giovane
cuoco di belle speranze sceso dalla Val
Casies aprì con la moglie Margot la sua
locanda ad Appiano. A quei tempi
Appiano e dintorni offrivano ben poco ai
palati raffinati; erano una specie di
enclave caratterizzata solo dalle tipiche
ed economiche trattorie adatte ai turisti
d’oltralpe, e poco altro. Da allora “le
belle speranze” si sono trasformate in
buona e solida realtà. E, in prima fila, a
tracciare la direzione del cambiamento,
ieri (ma anche oggi) è stato Herbert
Hintner con il suo Zur Rose. Le prime
guide dei ristoranti registravano, assieme
alle trattorie, la comparsa dei pionieri
dell’alta cucina. Oggi assistiamo alle
continue riscoperte delle tradizioni
territoriali, alla timida valorizzazione dei
prodotti agroalimentari tradizionali,
spesso dimenticati, e alla (ri)nascita di
una feconda rete di contadini e
allevatori che garantiscono verdure rare,
agnelli e manzi buoni e sani. E oggi
come allora la vera differenza è il
solidissimo mestiere con cui il nostro
37
cuoco reinventa costantemente il suo
mestiere senza tradirne le origini.
Fantasia, creatività e attenzione verso il
nuovo con poche concessioni alle
mode. Piatti come i “kloatznaravioli”,
ravioli di farina di pere asciugate nel
forno del pane e ripieni di graukäse,
sono creazioni che esaltano i veri gioielli
della tradizione contadina altoatesina.
C’è poi l’ottima millefoglie di patate e
frattaglie di agnello o il risotto spolverato
di granella fresca di graukäse, a
conferma di come Hintner valorizzi al
meglio in cucina questo specialissimo
formaggio. E non possiamo
assolutamente dimenticare la zuppa di
pesce “a modo mio” e il petto di
faraona con tartufo e sedano rapa,
veramente notevole. Finale dolce con lo
“schmarren”, l’omelette strapazzata al
quark e rabarbaro con gelato di vaniglia.
Anche se lo strudel…
La cantina sempre all’altezza con la
scelta fra oltre 600 etichette presentate
e consigliate dall’instancabile e brava
Margot. Alla carta conto di circa 75 euro.
LAURIN del Park Hotel Laurin
Via Laurin 4 – Bolzano (BZ)
Tel. 0471311000 - www.laurin.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica a pranzo - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
ZUR ROSE
Via Hinnerhofer - Località S. Michele Appiano (BZ)
Tel. 0471662249 - www.zur-rose.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica, lunedì a pranzo - Ferie: variabili
Carte di credito: tutte tranne Diners Club - Jeunes Restaurateurs d’Europe  
Come arrivare
Percorrendo l’Autobrennero in direzione Nord, uscire a Bolzano Sud, seguire
l’indicazione per il centro e si arriva direttamente al comodo parcheggio sotterraneo di
Piazza Walter o a quello di fronte proprio al Laurin (lasciando la stazione alla vostra
destra).
Come arrivare
Da Bolzano Sud seguite le indicazioni verso Merano - Passo della Mendola, dopo qualche
chilometro prendete la deviazione per Appiano. Salite leggermente in mezzo ai vigneti fino al
borgo di San Michele. Parcheggiate nella piccola piazzetta e percorsi pochi metri nella zona
pedonale vi troverete davanti al ristorante.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
Alto Adige/Südtirol
badia - San Cassiano (BZ)
La Siriola
badia - San Cassiano (BZ)
St. Hubertus
Il menu è ricco,
complesso, articolato,
spazia dalle Dolomiti
fino al Mediterraneo,
parte dalla tradizione
per poi rinnovarsi con
misurata fantasia e
approdare in proposte
sempre equilibrate e
immediate al palato
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Questo è uno di quei luoghi ameni, e
sono pochi, dove ci si sente bene da
subito. La sua eleganza, la raffinata
semplicità, la sobrietà dell’ambiente si
percepiscono ancor prima d’entrare e,
fortunatamente, anche la cucina e
l’ospitalità pari sono. Servizio
ineccepibile, carta dei vini e distillati
difficilmente eguagliabile per pregio,
rarità, qualità e numero delle selezioni e,
infine, la grande sorpresa di una filosofia
di cucina giovane e moderna ma
decisamente carica di valori, antichi e
nuovi. I diversi avvicendamenti degli
ultimi anni non hanno mai scosso la
storica immagine del locale, da sempre
ai vertici della ristorazione regionale e
non solo. Anzi, ora ne abbiamo piena
conferma. Il giovane Matteo Metullio,
non ci ha messo molto a interpretare
bene il suo nuovo ruolo che l’ha visto
bruciare le tappe scalando difficoltà e
sacrifici che i fornelli impongono, fino a
diventarne il governatore assoluto ed
entrando velocemente in sintonia con lo
spirito di cucina che Stefan Wieser vuole
per il suo locale. Il menu è ricco,
complesso, articolato, spazia dalle
Dolomiti fino al Mediterraneo, parte
dalla tradizione per poi rinnovarsi con
misurata fantasia e approdare in
proposte sempre equilibrate e
immediate al palato. Complessa e ricca
di sapori la variazione di foie gras con
terrina in crosta di pistacchio, tartara di
gambero rosso e balsamico; saporiti e
tradizionali i gustosi ravioli con
Graukäse, crumble di pucia, aria di
cumino, cipolla e ragù e petto d’anatra.
Secondi altrettanto avvincenti e
convincenti come la quaglia in due
maniere, il petto cotto rosa su mousse
di fegatelli d’anatra, polvere e crumble
di liquirizia, le cosce su polenta al latte
di capra e fegato grasso o il saporito
maialino iberico, ma anche tanto mare
dall’astice blu ai gustosi filetti di
branzino. Bene, c’è proprio di che
divertirsi potendo scegliere tra quattro
menu degustazione tutti proposti a 98
euro o, alla carta, volendo pescare e
saltare qua e là tra mare e terra, sui 95
euro.
LA SIRIOLA - Hotel Ciasa Salares
Strada Prè de Vi 31 - Località San Cassiano – Badia (BZ)
Tel. 0471849445 - www.ciasasalares.it - [email protected] - Aperto: solo la sera
Turno di chiusura: lunedì - Ferie: da metà aprile a metà giugno; da metà
settembre ai primi di dicembre - Carte di credito: tutte
Come arrivare
La Val Badia si può raggiungere da tante strade, tutte di gran fascino. Se arrivate dall’Autobrennero
conviene uscire al casello di Bressanone, percorrete la Val Pusteria fino all’ingresso di Brunico (30
chilometri circa), a San Lorenzo girate a destra e in una quarantina di minuti sarete a San Cassiano.
La Siriola si trova a due km fuori dal paese sulla strada per Cortina.
A tavola con le Venezie 2015
Alto Adige/Südtirol
Tutti i prodotti sono certificati
anche da un “patto d’onore”
con i produttori (soprattutto)
locali; gli abbinamenti, ricercati
ma privi di effetti speciali,
non confondono il palato ma
esaltano i rispettivi profumi e
sapori
“Chi segue la natura non ha bisogno di
ricette”. Basta semplicemente tradurre la
natura nel piatto, possiamo aggiungere
noi, assaporando l’orzotto con mele e
sedano verde, animelle di vitello,
gamberi di fiume e crema di cavolfiore.
Al suo Alto Adige ha dedicato “Cook the
Mountains” un progetto semplice e
ambizioso, e ora anche sempre più
concreto, che mira a trasmettere
“ereditariamente” la cura secolare del
territorio e dei suoi prodotti. Norbert
Niederkofler, eclettico e geniale, è
profondamente legato alla tradizione e
ai prodotti del territorio, ma ha sempre
rivolto lo sguardo verso il mondo, che
ha esplorato e continua ad esplorare,
arricchendo il suo patrimonio tecnicoculturale. La sua filosofia è precisa:
qualità assoluta dei prodotti, siano essi
ortaggi, fiori, pesci d’acqua dolce o carni
valligiane; pulizia dei sapori esaltati dalla
intuizione assoluta; grande bontà che
nasce da una tecnica che sottrae più
che aggiungere. Le lumache nell’orto,
gel di prezzemolo, rafano e profumo di
terra confermano che si può esprimere
la tradizione con grande delicatezza.
39
Tutti i prodotti sono certificati anche da
un “patto d’onore” con i produttori
(soprattutto) locali; gli abbinamenti,
ricercati ma privi di effetti speciali, non
confondono il palato ma esaltano i
rispettivi profumi e sapori sia che si tratti
del pollo dei Colli Berici superbamente
servito in due portate che non si
dimenticano, sia che si tratti del filetto di
bue di malga cotto nel fieno dei prati
della Badia. Il pesce, solo di acqua
dolce, è ben presente con trota e il suo
caviale o con il saporito luccio perca
leggermente affumicato. Semplicità e
grandeur anche nei dolci (pera “Bella
Helene”). Cantina importante e sempre
magistralmente governata da Christian
Rainer, prezioso e discreto suggeritore.
Raffinata accoglienza, atmosfera
romantica e servizio impeccabile. Menu
della tradizione montana (sei portate,
dove spicca la trippa “St. Hubertus”) a
140 euro; alla carta conto sui 150 euro.
Per i pranzi veloci (e buoni) dai 40 ai
60 euro al Wine and Grill.
ST. HUBERTUS – Hotel Rosa Alpina
Strada Micurá de Rü 20 - San Cassiano in Badia (BZ)
Tel. 0471849 500 - [email protected]
Aperto: solo alla sera - Turno di chiusura: martedì
Ferie: da dopo Pasqua a metà giugno; dai primi di ottobre ai primi di dicembre
Carte di credito: tutte
Come arrivare
La Val Badia si può raggiungere da tante strade, tutte bellissime. Se arrivate dall’ Autobrennero,
uscite al casello di Bressanone e percorrete la Val Pusteria fino all’ingresso di Brunico (30
chilometri circa). A San Lorenzo girate a sinistra e in 40 minuti sarete a San Cassiano.
Ristoranti
Alto Adige/Südtirol
Campo di Trens - MULES (BZ)
Stafler
CASTELBELLO (BZ)
Kuppelrain
Ad officiare i riti dell’alta
gastronomia è stato
chiamato un giovane,
dinamico, appassionato e
creativo cuoco, Peter Girtler
che, con bravura, tecnica
e fantasia, ha saputo
conquistare la fiducia degli
amanti di una cucina
buona e coraggiosa
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Siamo in uno degli antichi santuari
dell’ospitalità e dell’accoglienza. Fin dal
1200 i viandanti usi a transitare da e
verso il Passo del Brennero, trovano fra
queste storiche mura riposo e conforto
per lo spirito e per la gola. Quella che fu
un’efficiente stazione di posta, poco a
poco, si è trasformata in un affascinante
Romantik Hotel dove si respira un’aria
da Belle Epoque ma circondati da tutti i
confort più moderni. Per conquistare i
palati più raffinati la famiglia Stafler ha
voluto affiancare alla tipica gasthofstube,
un affascinante angolo goloso che ha
chiamato gourmetstube “Einhorn”
(Unicorno). Ad officiare i riti dell’alta
gastronomia è stato chiamato un
giovane, dinamico, appassionato e
creativo cuoco, Peter Girtler che, con
bravura, tecnica e fantasia, ha saputo
conquistare la fiducia degli amanti di
una cucina buona e coraggiosa. I piatti
sono un divertimento tanto per il palato
quanto per gli occhi. C’è tanto colore e
creatività ma anche tanta sostanza e
non manca il coraggio nell’abbinare i
sapori più diversi con combinazioni che
possono sembrare azzardate ma che
seducono molte gole. La scelta dei
prodotti è sempre molto rigorosa e
rispettosa del territorio: le carni e gli
ortaggi provengono dal podere di casa.
Al vertice della carta c’è il Petit Chef
Menu a 131 euro per 8 portate più
saluti iniziali e finali della cucina: un
percorso virtuoso che contempla
sempre il fegato d’oca “edition Stafler
2012” (sfera di fegato d’oca, gelato di
fegato d’oca, gelatina di melograno e
popcorn al miele) ma anche i gamberi
selvatici e la sella di cervo in fondo di
spezie. Nel menu Unicorno (da 80 a 99
euro) spicca la capra nostrana con
relativo formaggio e fichi al vino rosso e
dal menu Vitale, sempre da 80 a 99
euro secondo il numero delle portate,
scegliete il “merluzzo & infuso d’erbe”. Il
finale è sempre golosamente
peccaminoso con il “cinque volte
cioccolato” e la grande e piccola
pasticceria. La carta dei vini è orientata
all’Alto Adige anche se pesca qualche
buona etichetta nelle altre regioni
italiane più vocate. Servizio premuroso e
professionale. Alla carta, nella tipica
gasthofstube si può gustare un’ottima
cucina del territorio (costoletta d’agnello
alla lavanda) a circa 50 euro.
STAFLER - Hotel Romantik
Località Mules - Campo di Trens (BZ)
Tel. 0472771136 - www.stafler.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì
Ferie: tre settimane tra giugno e luglio; da metà novembre a S. Ambrogio
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dall’Autobrennero uscite al casello di Bressanone. Imboccate la statale verso il
Brennero e dopo 18 chilometri troverete il Romantik Hotel alla vostra destra.
A tavola con le Venezie 2015
Alto Adige/Südtirol
Si dice che una buona cucina
sia diretta espressione del
territorio che la esprime. Questo
è sicuramente vero per Jörg
Trafoier e per la sua famiglia.
Sicuramente la sua cucina
è profondamente legata alla
sua terra ma è anche curiosa,
coraggiosa e affascinante
La Val Venosta è una delle tante stelle
preziose che illuminano l’Alto Adige. Per
godere appieno delle sue bellezze
naturali, lasciate l’automobile nel
parcheggio della stazione di Merano,
salite nel comodo e suggestivo trenino
che vi farà scoprire questa valle
punteggiata da castelli, masi, frutteti e
vigne. Scendete nella minuscola stazione
di Castelbello, attraversate un piccolo
giardino e sarete subito conquistati dalla
simpatia e dall’ospitalità della famiglia
Trafoier. Tutti sono impegnati per farvi
star bene perché, oltre a Sonya (regina
della sala e della cantina) e a Jörg
(governatore dei fornelli), anche i due
figli, dopo le indispensabili esperienze
“fuori casa”, sono ora entrati a pieno
titolo (e merito) in prima squadra. Un
albergo con una lunga tradizione
all’ospitalità, una luminosa sala liberty, un
giardino-terrazza che sembra un affresco:
è proprio vero che questo è un rifugio
per l’anima oltre che un godimento per il
palato. La cucina di Jörg è
profondamente legata alla sua terra ma è
anche curiosa, coraggiosa e affascinante.
Prodotti stagionali e territoriali di alta
qualità e una tecnica raffinata che ne
cattura i sapori e profumi per abbinarli
con leggiadria ad essenze che ricordano
terre lontane. Dalla tradizione venostana
ecco i voluttuosi tortelli con carne di
pollo biologico e scaglie di formaggi
d’alpeggio o la raffinata tartara di manzo
valligiano mentre, dal connubio virtuoso
con la cultura più mediterranea, spicca il
gateau di fegato d’oca con pesche e
Gewürztraminer e l’ottimo rombo
selvatico su purea di cavolfiore. Il
ristorante gourmet apre solo di sera e su
prenotazione ma dalle 12 alle 16 Kevin,
figlio d’arte, vi sedurrà con i piatti
altrettanto buoni e curiosi del bistro
(aperto dalle 10 alle 17 per altre
curiosità gastronomiche) come
l’insuperabile crema di lenticchie con la
salsiccia dei masi. I dolci di Nathalie sono
davvero golosi e buoni. In cantina molte
bottiglie (700 etichette) scelte con
grande competenza e intelligenza che
possono accompagnare i piatti più
complessi. Senza tante autolimitazioni
perché, alla fine, potrete scegliere se
riposare in una delle linde camere o
risalire sul romantico trenino che vi
riporterà a valle. Alla sera il conto è di
circa 90 euro; il lunch menu è a 35 euro.
KUPPELRAIN
Via Stazione 16, Castelbello (BZ)
Tel. 0473624103 - [email protected] - www.kuppelrain.com
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica e lunedì
Ferie: febbraio; prima settimana di marzo
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Da Bolzano conviene percorrere la superstrada che collega il capoluogo con Merano,
imboccare l’uscita per la Val Venosta e risalire la valle fino a Castelbello. Conviene
parcheggiare vicino alla stazione. Una piccola scala vi porterà nel giardino-terrazza
del ristorante.
Ristoranti
41
Alto Adige/Südtirol
Corvara in badia (BZ)
FALZES (BZ)
La Stüa de Michil
Schöneck
La filosofia della casa è tanto
limpida quanto ferrea: prodotti
bio di stagione (80%), molto
territorio e molta tradizione
senza che questa scelta abbia
mai limitato il genio, la
creatività e la tecnica della
brigata di cucina
42
“Su roccia dolomitica abbiamo scritto il
Vostro nome” questo il bellissimo
benvenuto che l’Hotel Perla di Corvara
dedica ai suoi ospiti. La famiglia Costa ha
come “mission” il benessere fisico e
mentale di quanti varcano la romantica
soglia dello storico albergo del quale
Michil è mente e cuore. Eleganza e
raffinatezza che parte dal ricevimento,
passa per i corridoi, attraversa le
romantiche camere e Les Stües
racchiuse in legni antichi e impreziosite
da cristalli, porcellane e fiori, dove si gode
della cucina vegetariana e vegana. Ma lo
scrigno più prezioso è La Stüa de Michil:
una preziosa stube del 1800, tutta in
legno di cirmolo, 12 raffinati tavoli
distribuiti in tre piccole sale, calore e
confort ai massimi livelli. La filosofia della
casa è tanto limpida quanto ferrea:
prodotti bio di stagione (80%), molto
territorio e molta tradizione. Dai mari del
nord abbiamo notato il baccalà e da
oltreoceano solo prodotti provenienti dal
commercio equosolidale (zucchero,
cioccolata, caffè). Ma questa scelta non
ha mai limitato il genio, la creatività e la
tecnica della brigata di cucina (ora
guidata da Nicola Laera, appena sbarcato
in Badia) che sa creare piatti emozionanti
oltre che raffinati quali la tartara di cervo,
crostata di carrube e mirtillo rosso o il
risotto con castagne e tartufo nero. Poi la
danza delle carni con la terrina di pecora,
quest’anno ingentilita dall’arancia, o la
voluttuosa sella di camoscio e ortaggi
invernali. L’impressionante cantina (1800
etichette da tutto il mondo) e la sala
sono il regno di Manuel Dellago, ospite
tanto efficiente quanto discreto. Conto da
90 euro in su. Molto meno, al bar-bistro,
cucina di tradizione italica e aperto anche
a mezzogiorno. E per gli amanti della
pura tradizione ladina ora, dietro
all’osteria L’Murin, si è aggiunta anche la
storica locanda alpina Ladinia.
Alto Adige/Südtirol
Una sperimentazione elegante
e soffice che non stanca,
soddisfacendo anche i palati
più esigenti, spaziando con
abbondanza dalla Valle del Sole
fino al Mare Mediterraneo
La luminosa veranda vi consente di
rallegrarvi per il bosco innevato e
l’acqua argentina che scorre nel
suggestivo rio sottostante canta la
primavera. All’ingresso del bell’edificio di
un’eleganza seriosa con l’insegna
Schöneck ripetutamente tracciata in
bassorilievo, ai golosi e ai viandanti non
potranno sfuggire le insegne dei Giovani
Ristoratori e delle Soste che marcano la
qualità della cucina e l’ospitalità del
locale. All’interno due romantiche
stuben dai preziosi legni antichi e
comode panche con eleganti cuscini,
tavoli ben distanziati e sempre abbelliti
da fiori freschi e candele. L’ampia sala
del caminetto con l’imponente bancone
bar è il tempio della degustazione di vini
e distillati. La passione dei fratelli
Baumgartner per la ricerca dei prodotti è
nota quanto la loro capacità di
trasformarli in piatti golosi secondo il
mutare delle stagioni. Karl governa la
cucina con mano sempre più esperta
sposando i sapori del territorio con
quelli del mare a partire dall’insolita
trippa in umido in guazzetto di crostacei
con polenta di Storo. Una
sperimentazione elegante e soffice che
non stanca soddisfacendo anche i palati
più esigenti spaziando con abbondanza
dalla Valle del Sole fino al Mare
Mediterraneo. Dal menu, ricco e
composito, si possono pescare sia i
delicati salmerini della Val Passiria al
vapore sia la ricca variazione di triglia
ripiena di gamberi gratinati e rotolino di
seppia ripieno di riso venere e fave. Alla
Val Pusteria è dedicato, tra gli altri piatti,
il dolce capretto valligiano arrostito con
olio d’oliva, lardo ed erbette. Preziosa la
selezione dei formaggi affinati da Hansi,
il terzo dei Baumgartner. Siegfried, che
vi accoglierà con cortesia, governa la
sala con professionalità e vi sarà vicino
con consigli preziosi per una bella
esperienza enogastronomica. La carta
dei vini raccoglie ben 600 etichette.
Conto medio per 4 portate intorno ai 70
euro.
LA STÜA DE MICHIL - Hotel La Perla
Strada Col Alt 105 - Corvara in Badia (BZ)
Tel. 0471831000 - www.hotel-laperla.it - info@hotel-la perla.it - Aperto: solo
alla sera - Turno di chiusura: in inverno la domenica; in estate chiuso anche
mercoledì e giovedì; in agosto aperto tutti i giorni - Ferie: da Pasqua a metà
giugno; da fine settembre ai primi di dicembre - Carte di credito: tutte
SCHÖNECK
Via Castello Schöneck 11 - Località Molini - Falzes (BZ)
Tel. 0474565550 - www.schoeneck.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì e martedì (in alta stagione solo lunedì)
Ferie: variabili
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Alla fine della A27 (Mestre-Belluno) girate in direzione di Arabba. Valicato il passo di Campolongo sarete a Corvara.
Invece, risalendo l’Autobrennero, uscite a Bressanone, percorrete la Val Pusteria fino all’ingresso di Brunico dove
girerete a sinistra. In 45 minuti sarete a destinazione.
Come arrivare
Autobrennero. Uscire al casello di Bressanone, imboccare la Val Pusteria e a Bressanone girare a sinistra per la Valle
del Sole. Dopo circa 6 chilometri, dopo l’abitato di Issengo, lo troverete alla vostra sinistra.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
43
Alto Adige/Südtirol
Ortisei (BZ)
Anna Stuben
PRATI/AUEN - Val Sarentino (BZ)
L’Hotel Gardena, uno dei più affascinanti
Relais Chateaux dell’Alto Adige e l’Alpina
Dolomiti Lodge, che dall’Alpe di Siusi
sembra toccare il cielo, rappresentano
due raffinati esempi dell’ospitalità
altoatesina, pensati e voluti da Cinzia e
Ugo Bernardi. Nelle intime e belle
stuben dell’Hotel Gardena la classe e
raffinatezza sono connaturate (sette
tavoli e prenotazione quasi obbligatoria)
e l’atmosfera è piacevolmente
rassicurante. Non poteva quindi
mancare una cucina per esigenti
gourmet che il giovane ma esperto
cuoco Raimund Brunner garantisce con
grande sicurezza e acquisita maturità. Di
mano abile non ama elaborazioni
complicate o cervellotiche spesso
utilizzate più per stupire che per
convincere; usa con grande padronanza
le più moderne tecniche di cottura
senza eccedere nei virtuosismi inutili,
Premio
“La Donna
di Spirito
delle Venezie”
2015
Auener Hof
I due fratelli
Heinrich e Gisela Schneider
hanno (ri)costruito una enclave
per buongustai all’interno di un
piccolo e raffinatissimo resort per
gli ospiti in cerca di pace, serenità
e buon vivere. Il ristorante si
chiama semplicemente “Terra”
perché Heinrich sa raccontare il
territorio come pochi ma con uno
stile che guarda oltre le Alpi
Nelle intime e belle stuben
dell’Hotel Gardena la classe e
raffinatezza sono connaturate
e l’atmosfera è piacevolmente
rassicurante. Non poteva quindi
mancare una cucina per esigenti
gourmet
44
Alto Adige/Südtirol
cura con caparbietà la qualità e la
stagionalità dei prodotti, in primis quelli
del territorio, ed è attento ai sapori e alle
consistenze. Compare discretamente,
con leggerezza e pulizia, anche qualche
piatto mediterraneo mentre gli effetti
cromatici si alterneranno a evidenziare
l’ottima materia prima come nella
fregola sarda, polpo croccante con erbe
croccanti e olive taggiasche. Il territorio
offre le soffici animelle di vitello
rosolate, ravioli, patate e pioppini o il
fragrante agnello Brillenschaf della Val di
Funes; mentre dai mari freddi del Nord
arriva il tenero merluzzo nero con
cavolo rapa, olio ai fiori di sambuco e
crema di mandorle. Il pane e i dolci
escono fragranti dal forno dello staff
diretto con classe e discrezione
invidiabile da Franz Lageder, che
governa anche la cantina che conta
centinaia di pregiate etichette; è
professionale e gentile e vi farà star
bene. Menu degustazione a partire da
75 euro; delle “tradizioni rivisitate” a 82
euro; alla carta circa 90 euro.
1.622 metri sopra il mare: un bellissimo
locale d’alta quota dove sembra che il
mondo finisca e cominci il Paradiso. Ma
non è una meta adatta solo agli
appassionati della montagna. Anzi. È
soprattutto un piccolo tempio della
gastronomia altoatesina dove si può
arrivare sempre. Anche d’inverno
quando la neve stende il copioso manto
bianco. L’Auener Hof si trova alla fine di
una stradina che risale a mezzacosta i
boschi fitti dell’omonima vallata
sfiorando masi dove si pratica ancora
l’autentica agricoltura di montagna, prati
verdi e pascoli rigogliosi. Qui i due
fratelli Heinrich e Gisela Schneider
hanno (ri)costruito una enclave per
buongustai all’interno di un piccolo e
raffinatissimo resort per gli ospiti in
cerca di pace e serenità e buon vivere. Il
ristorante si chiama semplicemente
“Terra” perché Heinrich sa raccontare il
territorio come pochi ma con uno stile
che guarda oltre le Alpi. Oltre
all’esperienza francese egli possiede
tecnica, testa e cuore. Nel baccalà fresco
agli aromi del bosco con sarcodon
imbricatus è un incrocio geniale tra i
sapori “local” e quelli dei mari del Nord
mentre nell’uovo di gallina brada con
morchelle e caviale di lavarello si
consuma un bel matrimonio tra terra e
acqua dolce. L’asperula e l’achillea
esaltano gli spaghetti al lievito mentre le
carni spaziano dal petto di piccione alla
sella di capriolo con i fiori della
primavera. I dolci rappresentano un
percorso soave tra creme speziate,
granite e gelati agli aromi montani. La
gentile Gisela controlla anche la cantina
ben fornita di ottime etichette
selezionate personalmente e
sapientemente consigliate. Menu da 69
a 129 euro; alla carta circa 70 euro. Se
vorrete sceglierete il servizio di elicottero
organizzato dal ristorante, vi sembrerà
davvero di aver fatto un salto in
paradiso. Che, è noto, può donare solo
felicità.
ANNA STUBEN - Hotel Gardena
Via Vidalong 3 - Ortisei (BZ)
Tel. 0471796315 - www.gardena.it - [email protected]
Aperto: solo alla sera - Turno di chiusura: domenica
Ferie: da dopo Pasqua a fine maggio; da metà ottobre ai primi di
dicembre - Carte di credito: tutte
AUENER HOF
Località Prati/Auen 21 - Val Sarentino (BZ)
Tel. 0471623055 – www.auenerhof.it - [email protected]
Aperto: solo alla sera - Turno di chiusura: domenica
Ferie: variabili in marzo e novembre.
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Percorrete l’Autobrennero in direzione nord e uscite al casello di Chiusa (va bene
anche quello di Bolzano Nord), quindi seguite le indicazioni per la Val Gardena. Arrivati
a Ortisei, osservate a destra: attraversate il ponticello e l’hotel sarà di fronte a voi.
Come arrivare
Dal centro di Bolzano salite l’altopiano fino a Sarentino. Dal centro del paese, a sinistra,
parte una strada di montagna che vi porterà dove finisce il mondo e comincia il paradiso.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
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Alto Adige/Südtirol
TESIMO (BZ)
Zum Löwen
VAL SARENTINO (BZ)
Bad Schörgau
La lunga marcia di Anna e
Alois Matscher, incominciata
da un quarto di secolo dopo
aver rilevato l’antica locanda
di famiglia, prosegue con passo
sicuro verso i sentieri della
genuinità e della bontà
46
Il Leone ruggisce, nella terra dei castelli,
fin dal 1400 e nel 2013 il ruggito è più
forte essendosi aggiudicato il premio
per “ Il Sommelier delle Venezie”.
L’antico maso è stato completamente
rinnovato già da oltre un lustro (Pasqua
2008) ma sembra portare con sé
ancora i profumi di quella primavera. La
lunga marcia di Anna e Alois Matscher,
incominciata da un quarto di secolo
dopo aver rilevato l’antica locanda di
famiglia, prosegue con passo sicuro
verso i sentieri della genuinità e della
bontà. L’abile recupero ha coinvolto
anche il vecchio cortile, tra l’antica
locanda e l’ex stalla, dove le pareti di
sasso a vista illuminate da ampie vetrate
sono un chiaro esempio di semplicità
ed eleganza abbinate. Come la cucina,
buona e gentile. Prima che la neve
cambi scenario vi sembrerà sempre di
essere immersi dentro un giardino
incantato popolato da fiori, erbe, funghi,
castagne e vigneti. Qui convivono la
passione per la tradizione, la curiosità
per i mondi diversi e la capacità di
condividerli e intrecciarli. Prodotti del
territorio, pesci di mare ed essenze
mediterranee convivono in una
comunione ideale senza confusione o
prevaricazioni. A partire dalla carbonara
di asparagi bianchi, seppie e croccante
di speck. Il menu regionale spazia dal
raviolo ripieno di uovo al peccaminoso
petto di piccione ripieno di fegato
grasso; dalle squisite frattaglie di
capretto alla zuppina di erbe aromatiche
e sorbetto alla fragola. Cantina fornita di
300 valide etichette, anche d’oltralpe.
Menu: vegetariano a 65 euro; del
territorio 75 euro; creativo 85 euro. Alla
carta circa 70 euro.
ZUM LÖWEN
Località Centro, 72 – 39010 Tesimo (BZ)
Tel. 0473920927 – www.zumloewen.it – [email protected]
Turno di chiusura: lunedì e martedì – Ferie: variabili in gennaio e in giugno
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Dal Casello di Bolzano Sud imboccare la superstrada in direzione di Merano, uscire a
Vilpiano e attraversare Nalles e Prissiano. Arrivati a Tesimo potrete comodamente
parcheggiare gratuitamente e al coperto, vicino al Municipio, a 150 metri dal ristorante.
A tavola con le Venezie 2015
Alto Adige/Südtirol
Le acque della salute
e i piaceri della gola
47
Lasciate alle spalle le forre porfiriche, la
valle si apre offrendo un paesaggio
bucolico dove pascolano numerosi
greggi di pecore la cui lana è destinata
alla confezione delle tipiche maglie
locali, mentre le carni compaiono
spesso nei menu dei ristoranti della
zona. Sarentino è ricco di acque salubri
e proprio vicino ad una antica fonte
troverete questo fascinoso hotel dove,
in estate, potrete pranzare all’aperto
godendo dei profumi silvani e degli
aromi del vicino orto ricco di erbe che
spesso impreziosiscono i piatti della
cucina. La famiglia Wenter conosce
bene l’arte dell’accoglienza e la seconda
generazione è proiettata con
entusiasmo a gratificare non solo la gola
ma anche a rigenerare tutte le energie
degli ospiti facendo loro conoscere la
centenaria cultura del bagno
“contadino”. Sarà Gregor ad accogliervi
con spontanea cordialità e
accompagnarvi poi nel virtuoso percorso
gastronomico consigliandovi il miglior
abbinamento con i vini custoditi nella
generosa cantina. La cucina, invece, è il
regno esclusivo di Egon. Da i suoi
fornelli arrivano piatti affascinanti e
soprattutto buoni, a partire dalla serie
dei mini-antipasti, speck e salamini del
maso Unterkronzer; tartara nel cornetto;
Graukse in cenere; uovo di quaglia e
altre golosità, tutte presentate in cestini
di fieno, scatolette di legni odorosi e
altre mise en place che non sono fine a
sé stesse ma servono a capire il
profondo senso della tradizione. Poi si
spazia dal salmerino alpino con cetriolo,
mela e sambuco al vitello valligiano; dal
pino mugo sarentinese (risotto) al
mosaico d’anatra (fegato; coscia e
petto; albicocca), dai formaggi
d’alpeggio all’originale tiramisù. Una
galleria piacevolissima di colori, profumi
e sapori magistralmente allestita dalle
creative mani del bravo cuoco. Oltre
seicento le etichette preziose della
cantina. Alla carta conto di circa 80
euro. Nella bellissima veranda, aperta
anche a mezzogiorno, circa 50 euro.
HOTEL BAD SCHÖRGAU/ALPES GOURMET
Località Bad Schörgau – Val Sarentino (BZ)
Tel. 0471623048 – www.bad-schoergau.com – [email protected]
Apertura: alla sera – Turno di chiusura: lunedì e martedì - Ferie: marzo;
variabili in aprile
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dal centro di Bolzano salite l’altopiano fino a Sarentino. Dal centro del paese, a sinistra,
parte una strada di montagna che vi porterà dove finisce il mondo.
E comincia il paradiso.
Ristoranti
Trentino
TRENTO
CALAVINO (TN)
Locanda Margon
48
Un vero concentrato d’eccellenze
questa “Locanda Margon”. È qui, in
questa bella residenza immersa tra i
vigneti collinari in posizione dominante
Trento e non distante dalla storica “Villa
Margon” che la famiglia Lunelli ha eletto
la propria “ambasciata”. Qui è
condensato il meglio della ristorazione e
dell’enogastronomia trentina. Raffinata
eleganza, ineccepibili l’accoglienza e il
servizio, indiscutibile, a livello
internazionale, l’eccellenza degli
spumanti di casa Ferrari e la consolidata
eccellenza della cucina: difficile trovare
tanto in un solo posto. Le riserve più
rare e il meglio della produzione Ferrari
sono in carta per unirsi, in felice
matrimonio con la cucina affidata alle
abili mani di Alfio Ghezzi, un alfiere
indiscusso della ristorazione trentina. Le
sue proposte allargano i confini della
regione, li spingono fino al mare,
invadono altre regioni, altri territori e
altre nazioni, fondono abilmente, con
grande tecnica e giusta fantasia, la
tradizione con il nuovo, il mare con la
Premio
“Ristorante
dell’anno
delle Venezie”
2015
Trentino
Castel Toblino
Le riserve più rare e il
meglio della produzione
Ferrari sono in carta
per unirsi in felice
matrimonio con la cucina
affidata alle abili mani
di Alfio Ghezzi, un
alfiere indiscusso della
ristorazione trentina
Le sale dall’eleganza spartana
conservano un’atmosfera
romantica e un po’ misteriosa,
come si addice a una dimora
d’altri tempi. In cucina e in sala
un giovane gruppo affiatato,
guidato da Stefano Bertoni,
lavora con passione, cuore e
professionalità
montagna come nella triglia con carciofi,
prezzemolo e salsa di crostacei o come
negli emozionanti gamberi e lattuga
scottati con olive e brodo di “chiappetta”
(prosciuttino di maialino orvietano).
Ravvivano la tradizione come nel
capriolo e cioccolato con broccolo e
fortunella, spolverano la memoria come
nella trippa e cipolle in terza classe.
Tanto altro ancora e tante altre proposte
nate per un perfetto connubio con i vini
di casa Ferrari come il classico riso e
bollicine: risotto mantecato con
erborinato di capra e Ferrari Perlé Rosé.
Ottimi i dolci a partire dalla lunga teoria
di mousse al cioccolato per finire
all’ottimo bavarese di mais. Carta dei
vini e distillati vasta e di grande
spessore. Tre i menu degustazione dal
ricco “Suggestione e bollicine” a 130
euro per finire al più semplice “La
suggestione Terroir” (60 euro) passando
per “ Il pollo ruspante Locanda Margon”
a 80 euro. Alla carta sui 70 euro; a
pranzo, con la proposta lavoro, solo 34
euro.
Tipica Trentina” sono le stagioni a dettare i
piatti ricchi di prodotti autoctoni. Dal Garda
arrivano gli spiedini di luccio in crosta di
riso venere con agrodolce di pomodoro o
i delicati filetti di lavarello cotto su
corteccia e marmellata di limone.
Connubio di sapori limpidi nella tartara di
manzo con crema di patate all’olio, tuorlo
d’uovo e caviale d’aringa mentre sono
sempre succulenti gli storici ravioli con
ripieno d’anatra e tartufo della Valle dei
Laghi e il piccione cotto nell’argilla con i
suoi fegatini. Saporiti formaggi dell’arco
alpino e, per chiudere, un buon affogato
al caffè rivisitato. La cantina conta oltre
200 buone etichette con ricarichi modesti.
Menu Tradizione Trentina a 35 euro;
menu della Terra o del Lago a 60 euro;
alla carta circa 70 euro.
Chissà se nelle notti senza luna lo spirito
di Claudia Particella, amante di Carlo
Emanuele Madruzzo, Principe Vescovo di
Trento, vaga ancora solitaria per le acque
del lago. Quali che siano le leggende e
quali che fossero, in passato, le funzioni
militari di questo castello, già fortezza
Retica, non vanno a scalfire l’attuale
scenario fiabesco che vi comparirà una
volta varcate le austere mura dell’antico
maniero che sembra sorgere direttamente
dal lago. Le sale dall’eleganza spartana
conservano un’atmosfera romantica e un
po’ misteriosa, come si addice a una
dimora d’altri tempi. In cucina e in sala un
giovane gruppo affiatato, guidato da
Stefano Bertoni, lavora con passione,
cuore e professionalità. La filosofia della
cucina è ricca di fantasia e creatività ma
l’attenzione al territorio e alle tradizioni si
fa ogni anno più forte valorizzando
sempre di più i prodotti della terra, dei
laghi e dei fiumi valligiani. Per una “Osteria
LOCANDA MARGON
Via Margone 15 - Località Ravina (TN)
Tel. 0461349401 - www.locandamargon.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera; martedì
Ferie: due settimane in gennaio; due in agosto - Carte di credito: tutte
CASTEL TOBLINO
Località Castel Toblino - Calavino (TN)
Tel. 0461864036 - www.casteltoblino.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: martedì - Ferie: da Natale a metà marzo
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dal casello di Trento Nord imboccate la tangenziale in direzione Verona. Troverete il
cartello che indica la località Ravina; girate a destra e seguite le indicazioni salendo in
mezzo alle vigne.
Come arrivare
Dall’ Autobrennero uscire a Trento Sud, prendere la tangenziale verso nord in
direzione di Madonna di Campiglio e dopo 15 chilometri avrete raggiunto la
fantastica zona dei laghi.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
49
Trentino
Cavalese (TN)
CIVEZZANO (TN)
El Molin
Maso Cantanghel
Una cucina nata dalla
fusione della tecnica,
dell’immaginazione e della
libertà di espressione, ma che
non ha mai perso le proprie
radici dando anche largo
spazio ai prodotti valligiani.
Alessandro gira per i suoi
boschi e le sue montagne,
sempre in cerca delle “sue”
radici e dei sapori nascosti
che trasforma per voi in
emozioni sensoriali
50
L’antico mulino appoggiato sul Rio
Gamis, che assicurò la vita al paese con
la farina che contribuiva a sfamare la Val
di Fiemme, continua a raccontare la sua
storia agli appassionati viaggiatori.
Perfettamente recuperato è diventato,
tra passerelle, soppalchi e macine, una
location straordinaria e altamente
suggestiva che emoziona i commensali
ancor prima delle creazioni della cucina.
Sotto le Dolomitiche, patrimonio
universale dell’Umanità, troverete qui le
vette gastronomiche di Alessandro
Gilmozzi. Figlio d’arte, la famiglia si
occupa di ospitalità da più di oltre
mezzo secolo, prima si fa le ossa, o
meglio le mani, nell’albergo di casa e in
giro per il mondo. Poi un quarto di
secolo fa, ancora giovanissimo, realizza i
suoi sogni aprendo El Molin. Una cucina
dallo spirito sempre giovane che
magistralmente celebra con un perfetto
stile moderno i sapori ancestrali del
territorio. Nata dalla fusione della
tecnica, dell’immaginazione e della
libertà di espressione, ma che non ha
mai perso le proprie radici dando anche
largo spazio ai prodotti valligiani: dai
formaggi alla birra artigianale di Fiemme.
Nella bassa stagione Alessandro gira per
i suoi boschi e le sue montagne,
sempre in cerca delle “sue” radici e dei
sapori nascosti che trasforma in
emozioni sensoriali. Il menu offre tre
percorsi che gratificano ogni aspettativa
gastronomica. «I Classici Storici» (70
euro): un vero omaggio tradizionale al
territorio raffigurato nei tagliolini
affumicati, Fontal di Cavalese e tartufo
nero dei Lessini. Con «I Classici
Moderni» (80 euro) si incontrano le
golose contaminazioni fra la montagna
e il mare come nella crema di zucca,
ostriche al vapore, aceto di birra e
ginepro. Ma sarà solo esplorando il
menu «Essenze» (110 euro) che
proverete l’ebbrezza della conquista
della vetta. I licheni, la resina, le gemme
di pino cembro e quanto il bosco può
offrire impreziosiscono i piatti dal nome
di fiaba come “sotto la chioma
dell’albero” (il cervo e la lepre
d’inverno). Preziosi i dolci e la carta dei
vini (800 referenze) e dei distillati. Il
servizio è efficiente, premuroso e
simpatico. Alla carta mediamente 85
euro. Nell’adiacente e accogliente Wine
Bar si può essere felici anche solo con
20/25 euro.
EL MOLIN
Piazza Cesare Battisti 11 – Cavalese (TN)
Tel. 0462340074 – www.elmolin.info - [email protected]
Aperto: solo alla sera; sabato e domenica anche a pranzo – Turno di
chiusura: martedì - Ferie: da metà aprile a metà giugno; da fine settembre
ai primi di dicembre - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dal casello di Ora (Autobrennero) seguire le indicazioni per la Val di Fiemme-Cavalese. In circa
mezzora (26 chilometri) sarete a Cavalese. Il Molin è proprio nel centro del paese.
A tavola con le Venezie 2015
Trentino
Una passione ormai introvabile
e un cuore grande, da oltre 50
anni fanno stare Lucia ai fornelli
come fosse il primo giorno. Una
fiaba che si ripete di anno in
anno. Ogni giorno sapori diversi
ma un solo menu: unica regola
non trattabile
In questo maso non si può che trovare
qualità, a 360 gradi. Dell’antica casa vi
colpirà subito la bellezza declinata in
varie forme e un fascino che non si
appanna. Non ti aspetti né il luogo, né il
locale e men che meno l’accoglienza. Il
segreto c’è: Lucia Gius, la proprietaria, in
un ristorante c’è nata. Quello del padre
che gestiva una storica trattoria sotto
Torre Aquila-Castello del Buonconsiglio
a Trento. Già in tenera età, ha
familiarizzato con la buona cucina,
l’accoglienza familiare, i sapori genuini:
la cucina sana e buona è nel suo DNA.
Una passione ormai introvabile e un
cuore grande, da oltre 50 anni, fanno
stare Lucia ai fornelli come fosse il
primo giorno. Una fiaba che si ripete di
anno in anno. Ogni giorno sapori diversi
ma un solo menu: unica regola non
trattabile. Ma sarete felici, l’ospite è il
principe da servire, con dovuta etichetta,
giusta cortesia, accurata ma non invasiva
attenzione. Sei portate di genuinità
dettate dalle stagioni, dall’avvicendarsi
dei prodotti nell’orto, del maso e dal
meglio che offre il mercato giorno per
giorno. Dalla primavera all’inverno si
rincorrono i sapori più diversi, golosi e
marcati. Potrete trovare il delicato
timballo di zucchine piuttosto che
asparagi di montagna e nel tempo
giusto il cotechino con purea di sedano
rapa e cavolo cappuccio. La polenta di
Storo, di volta in volta, può
accompagnare il coniglio con le patate
stufate o il maialino arrosto. I formaggi
di malga con funghi sono un altro must.
Il gelato alla nocciola è praticamente e
giustamente inamovibile. Cantina fornita
e ben impostata: ai posti d’onore
un’ottima selezione di vini regionali. Il
conto stupisce sempre: 36 euro
(bevande escluse). Invece la pace e il
cielo stellato, che qui sono d’obbligo,
sono compresi nel prezzo.
MASO CANTANGHEL
Via Madonnina 33 - Civezzano (TN)
Tel. 0461858714 - Aperto: sempre - Turno di chiusura: sabato e domenica Ferie: una settimana a Natale ed una a Ferragosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
All’uscita dell’autostrada, imboccare la SS47 della Valsugana direzione Padova, prima
della galleria girare a destra per Cognola, proseguire diritto per Civezzano, il vecchio
forte apparirà in modo chiaro a tre chilometri circa dal paese di Cognola.
Ristoranti
51
Trentino
MADONNA DI CAMPIGLIO (TN)
Giovo (TN)
Maso Franch
Il Gallo Cedrone
Troverete un cucina effervescente
ed emozionante, legata
solidamente alle origini e al
territorio ma consapevolmente
creativa, aperta e recettiva verso
il mondo che cambia. Pertanto
esperienza prestigiosa, capacità,
coraggio, ambizione e modernità
sono doti che in questo elegante
(ex) maso non mancano
52
Ora, Diego Rigotti, 29 anni e molti
maestri importanti per la sua formazione
come Alfio Ghezzi, Ettore Bocchia,
Gualtiero Marchesi, e altri fino Marc
Veyrat (Alta Savoia), è diventato anche il
prestigioso ambasciatore della HCS
(Haute Cousine Service). In questo
catalogo a cinque stelle si contano, oltre
al Maso Franch, anche Castel Rimberg a
Caldaro, il G Ristorante Italiano di Torino
e i due Boscolo Luxury Hotels di Venezia
e Bari. Dalla terra che profuma di Müller
Thurgau, il nuovo alfiere della cucina
trentina, porta la sua oramai consolidata
sapienza gastronomica in tutto lo stivale
italico e anche oltralpe, avendo
rappresentato, proprio quest’anno,
l’Italia alla finale dell’European Bocuse
D’Or. Al Maso Franch troverete un
cucina effervescente ed emozionante,
legata solidamente alle origini e al
territorio ma consapevolmente creativa,
aperta e recettiva verso il mondo che
cambia. Pertanto esperienza prestigiosa,
capacità, coraggio, ambizione e
modernità sono doti che in questo
Trentino
elegante (ex) maso non mancano.
Potrete piacevolmente verificarlo sia nei
piatti strettamente legati alla tradizione
come la carne “salada al brasato” con
praline ai formaggi di malga, capperi e
tuberi o nei succulenti tortelli di pasta al
grano saraceno farciti al capriolo
nostrano. Pirotecnico ma buono “l’uovo
e la gallina”, brodo e schiuma di latte
- un percorso gustativo moderno
attraverso i sapori ancestrali. Accanto
alla morbida coppa di maiale iberico al
miele di eucalipto, mele caramellate e
carote al cumino, anche qualche
indovinata escursione mediterranea con
il trancio di branzino alla plancia. Dolci
altrettanto stimolanti a partire dalla
meringa bruciata e sorbetto al pino
mugo. Cantina ricca. Menu sapori del
territorio a 60 euro (6 portate); menu
degustazione a 90 euro (10 portate);
alla carta circa 70 euro. Nei giorni feriali
pranzo leggero a 22 euro.
Nella preziosa taverna, tutta
legni e atmosfera montanara,
potrete sperimentare una cucina
ancorata alle materie prime del
territorio (soprattutto) ma che
sa spaziare fuori di esso, con
maestria e grande tecnica sul
fronte delle cotture e dei giochi di
consistenze e temperature
Le fascinose Dolomiti del Brenta sono
tornate a brillare anche nel firmamento
gastronomico. Madonna di Campiglio,
da qualche anno, si è svegliata dal
torpore con la scossa impressa dal Gallo
Cedrone. Come il mitico urogallo che
scuote la quiete del bosco allo sbattere
delle ali così ha fatto Vinicio Tenni
segnando di fatto una discontinuità con
la sonnolenta ristorazione del territorio.
La squadra completa è quella di sempre
con Marco Masè il patron e in sala
Giuseppe Greco, il sommelier. Dopo un
lustro e mezzo dall’apertura possiamo
tranquillamente affermare che la cucina
ha raggiunto alti livelli di affidabilità e
bontà sia nel declinare i piatti che si
richiamano alla tradizione, sia nelle
proposte di “rottura”, profondamente
innovative, dove i diversi sapori sono in
perfetto equilibrio. Nella preziosa
taverna, tutta legni e atmosfera
montanara, potrete sperimentare una
cucina ancorata alle materie prime del
territorio (soprattutto) ma che sa
spaziare fuori di esso, con maestria e
grande tecnica sul fronte delle cotture e
dei giochi di consistenze e temperature.
Tutti piatti assai ben presentati, dai
profumi netti e decisi cui vengono
proposti vini al bicchiere a grandi
bottiglie. Raffinati gli antipasti che oltre
ad essere molto accattivanti non
finiscono nel conto come pure i petits
fours e il coperto. La carta cambia ogni
settimana con piatti sempre curiosi,
sontuosi e creativi come la vellutata di
zucca, gambero rosso e raviolini verdi
all’olio o la finissima di capriolo con
caviale e marmellata di corniole.
Centinaia di vini in carta e ventimila
bottiglie in cantina (Depositaires della
Dom Perignon). Dall’antipasto al dolce
si spendono 75 euro, vino e bevande
escluse.
MASO FRANCH
Località Pian di Castello - Giovo (TN)
Tel. 0461245533 - www.masofranch.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: martedì - Ferie: due settimane dopo
l’Epifania; due settimane dopo il ponte dei Santi
Carte di credito: tutte
IL GALLO CEDRONE dell’Hotel Bertelli
Via Cima Tosa 80 - Madonna di Campiglio (TN)
Tel. 0465441013 - www.ilgallocedrone.it - [email protected]
Aperto: solo alla sera - Turno di chiusura: lunedì - Ferie: da dopo Pasqua a
metà giugno; da fine settembre ai primi di dicembre
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dall’Autobrennero uscire al casello di Trento Nord; prendere la statale per Bolzano e
dopo il centro di Lavis, seguire le indicazione per la Val di Cembra. Qualche chilometro,
qualche dolce tornante e ve lo troverete alla vostra destra.
Come arrivare
Arrivando da Pinzolo - Val Rendena, al termine del tunnel uscire a Campiglio Nord.
L’Hotel Bertelli è il primo che incontrate.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
53
Trentino
MADONNA DI CAMPIGLIO (TN)
Hotel Dolomieu
Moena (TN)
Malga Panna
E proprio la cucina di
Enrico Croatti ne è un
esempio cristallino: il vaso
di fiori d’avvio con la
terra fatta di cioccolato
e fegatini introduce ad
uno stile dai sapori netti,
giocati con creatività per
essere gustati con tutti i
cinque sensi
54
È una bella storia quella da raccontare
dell’incontro di un imprenditore
illuminato con un cuoco al rientro in
Italia dopo alcuni anni negli Stati Uniti.
Nessuno dei due pensava a quanto
sarebbe successo di lì a poco, avendo
programmi assolutamente divergenti.
Elisabetta e Tiziano Zambotti che
avevano già ingaggiato un cuoco di
livello per il loro boutique hotel in
apertura, Enrico Croatti, felicemente
romagnolo nel midollo, che mangiando
una pizza a Madonna di Campiglio mai
avrebbe immaginato di stabilirsi proprio
lì. Galeotta fu una lunghissima
telefonata con Elisabetta e quindi l’invito
a fare una prova di cucina a casa loro.
Ed ecco che scocca la scintilla. Il fato
però finisce qui la sua parte: tutto il
resto è frutto di pensiero, dedizione e
convinzione, proprietà come il cuoco
orientate a innovare continuamente per
stupire sempre più i fortunati avventori.
La sfida del Dolomieu si inserisce in un
macro movimento che ha portato
Madonna di Campiglio ad essere il
Trentino
comune dolomitico tra i più stellati
d’Italia. E proprio la cucina di Enrico
Croatti ne è un esempio cristallino: il
vaso di fiori d’avvio con la terra fatta di
cioccolato e fegatini introduce ad uno
stile dai sapori netti, giocati con
creatività per essere gustati con tutti i
cinque sensi. Il “diversamente goulash”
reinterpreta in chiave contemporanea
un piatto che sembrava non poter
essere cambiato e il tiramisù non è
quello che ti aspetti. A ricordarci che
siamo in alta montagna è la stube,
l’ambiente caldo per antonomasia dove
farsi coccolare e sorprendere da una
storia ancora tutta da raccontare. Si beve
bene con il giusto e si spendono
almeno 70 euro, tutti guadagnati.
Nella stube che profuma
di legno, luci soffuse e
atmosfera serena; dai
tavoli all’aperto si gode
di uno scenario naturale
irripetibile, condizioni
atmosferiche permettendo
La vecchia malga costruita
faticosamente in questa terrazza
naturale, in mezzo ai prati e ai campi di
patate, di rape e d’orzo, da tempo ha
ceduto il passo ad uno chalet di
montagna, con il tetto di scandole caldo,
accogliente, raffinato ed elegante. Prima
un rifugio sicuro per escursionisti e oggi,
più di 60 anni dopo, un rifugio prezioso
per appassionati gastronomi. Nella
stube che profuma di legno, luci soffuse
e atmosfera serena; dai tavoli all’aperto
si gode di uno scenario naturale
irripetibile, condizioni atmosferiche
permettendo. Paolo Donei, esplorato il
mondo, è tornato da tempo nei luoghi
della memoria con un prezioso bagaglio
di tecnica, di esperienza e di nuovi
sapori che ha sapientemente incrociato
con la tradizione fassana e i prodotti del
territorio. Ecco allora, in apertura, le
singolari code di gamberi arrosto,
schiuma di burrata, musetto di vitello e
salicornia piuttosto che il riso, arachidi,
ostrica e limone. Decisamente
territoriali, fumanti e gustosi, i canederli
al Puzzone di Moena con crema al
burro bianco d’alpeggio. Decisamente
avvincente il filetto di temolo, emulsione
d’uovo, asparagi verdi e polenta
croccante mentre, tra le carni, spicca
l’agnello laccato e cime di rapa
ingentilito dal gel di pompelmo rosa. Il
carrello dei formaggi è sempre ricco di
formaggi vari dell’arco alpino e di
composte della casa. In chiusura il
bosco di cioccolato rappresenta una
grandissima tentazione. Michele Grossi,
navigato ed esperto sommelier, oltre
che perfetto maitre di sala, saprà
proporvi i migliori abbinamenti con i vini
custoditi in una cantina costruita con
generosità, bravura e passione. Il
servizio di vino al bicchiere è
sicuramente da segnalazione. Menu: Un
viaggio nei sapori di Malga Panna (10
portate) a 96 euro; A tavola con la fata
delle Dolomiti (8 portate) a 60 euro;
alla carta circa 80euro.
HOTEL CHALET DOLCE VITA DOLOMIEU
Via Castelletto Inferiore10 - Madonna di Campiglio (TN)
Tel. 0465443191 - www.chaletdolcevita.it - [email protected]
Aperto: sera; a pranzo su prenotazione – Turno di chiusura: martedì; mai in
alta stagione - Ferie: da dopo Pasqua a metà giugno; da fine settembre ai
primi di dicembre - Carte di credito: tutte
MALGA PANNA
Strada de Sort 64 -  Moena (TN)  
Tel. 0462573489 - [email protected] - www.malgapanna.it
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì; mai in luglio e agosto e a Natale
- Ferie: da dopo Pasqua a metà giugno; da ottobre a S. Ambrogio - Carte di
credito: solo circuito Visa - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Venendo da Trento via Pinzolo seguite le indicazioni per Madonna di Campiglio Sud;
dopo 500m, alla prima rotonda svoltate a destra, proseguite per 200m e girate ancora
a destra imboccando via Castelletto Inferiore. Pochi metri e lo vedrete davanti a voi.
Come arrivare
Dal casello di Ora (Autobrennero) seguite le indicazioni verso la Val di Fiemme e la Val
di Fassa. Dal centro di Moena i cartelli vi guideranno fino a questo splendido balcone
alle pendici del Latemar. Con le strade innevate funziona un servizio di navetta.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
55
Trentino
Vigo di fassa (TN)
VERONA
L Chimpl
Perbellini
Una bella e nota località dolomitica,
ricca di turismo invernale ed estivo ma,
da sempre, arida di meritevole
ristorazione forse penalizzata, e non
solo lei, da un’offerta alberghiera a tutto
tondo, quella per capirci del “tutto
compreso” (mezza pensione o
pensione completa) che ha scoraggiato
l’apertura di ristoranti “gourmet”.
Finalmente, ormai da qualche anno,
ecco che nell’Hotel Gran Mugon di
Tamion, una frazione poco sopra Vigo di
Fassa, Katia Weiss e Stefano Ghetta,
armati di molto coraggio, buone
capacità e pazienza, aprono il loro
piccolo angolo goloso. Piccolo angolo
che è in fase di ampliamento per
accogliere, meglio e più comodamente,
la loro clientela che cresce di anno in
anno. Bene prepariamoci, allora, a
essere accolti in questa nuova sala che,
siamo certi, sarà accogliente e luminosa,
elegante e moderna quanto basta,
senza dimenticare i tratti caratteristici
della tradizione valligiana, specchio
fedele della proposta di cucina:
moderna, fantasiosa a volte ardita ma,
sempre, saldamente ancorata al
territorio e alle sue tradizioni. Sarete
accolti con garbo e cordialità da Katia
che, con entusiasmo, v’illustrerà quanto
di buono Stefano, in cucina, preparerà
per voi. Il menu si adatta al mercato e
alle stagioni proposte, quindi sempre
diverse ma, sempre, invitanti e
interessanti come: l’uovo soffice di
Tamion con spinaci, formaggio fassano,
patata e tartufo o la più classica zuppa
di polenta con Casolet, funghi e
crocchette di coniglio. Ricco e
coinvolgente il risotto con radicchio,
Stilton, vino Merlino e larice ma, poi,
ottime carni come il Germano reale o il
filetto di capriolo e anche buon pesce.
Dolci tutti attraenti e golosi come la
mousse di cioccolato fondente,
cremoso al caramello, biscotto salato e
gelato alla vaniglia. Carta dei vini e
distillati non vasta ma dalle ottime e
pregiate selezioni e conto che si attesta
tra i 60 e i 70 euro.
Premio
“Il Sommelier
delle Venezie”
2015
Il “capannone”
era il regno di Giancarlo
Perbellini che ora è andato
alla conquista di Verona, con
(quasi) tutta la sua brigata,
partendo dal cuore di S. Zeno,
rione tra i più famosi del
centro storico. La sua cucina
continua a coniugare solidità e
profonda cultura gastronomica
con dinamismo e modernità
Sarete accolti nella nuova
sala accogliente e luminosa,
elegante e moderna quanto
basta, senza dimenticare i tratti
caratteristici della tradizione
valligiana, specchio fedele della
proposta di cucina: moderna,
fantasiosa a volte ardita ma,
sempre, saldamente ancorata al
territorio e alle sue tradizioni
56
Veneto
La storia del “capannone” è ormai
acqua passata. Chi si avventurava per la
prima volta da quelle parti restava
inevitabilmente sorpreso: uno dei più
celebrati santuari della cucina italiana
era situato all’interno di un capannone
nella zona industriale di Isola Rizza,
minuscolo paesino che ha conosciuto
un notevole sviluppo economico grazie
alla posizione strategica lungo la Strada
Statale Transpolesana. L’ingresso nel
ristorante traslava il cliente in una
dimensione opposta: lusso e
raffinatezze ovunque, dai tappeti agli
specchi, dagli stucchi ai mobili antichi,
dalle confortevoli poltrone alla mise en
place impeccabile. Era il regno di
Giancarlo Perbellini che ora è andato
alla conquista di Verona, con (quasi)
tutta la sua brigata, partendo dal cuore
di S. Zeno, rione tra i più famosi del
centro storico. La sua cucina continua a
coniugare solidità e profonda cultura
gastronomica con dinamismo e
modernità spaziando dalle
interpretazioni di grandi classici
internazionali come la sogliola alla
mugnaia, qui cotta allo spiedo, a piatti
più territoriali, come il risotto mantecato
alla rucola, parmigiano, bresaola e aceto
balsamico, ad intermezzi in cui
dominano creatività e tecnica, come la
tartina di foie gras affumicato e sorbetto
al melone o il pan di spagna al
prezzemolo, cocco e fragole disidratate.
Lo zenith si raggiunge con i dolci: anche
qui classici ineguagliabili come il
millefoglie “strachin” affiancano
preparazioni moderne come il morbido
al cioccolato con panna cotta alla menta
e ciliegie. Il servizio è attento e
giustamente formale, pur facendo
sentire il cliente a proprio agio. La
cantina, gestita con competenza dal
giovane Fabrizio Franzoi, è davvero
importante per la scelta dei vini e dei
distillati. Menu degustazione a 65 euro
(solo a pranzo) 110 e 150 euro. Alla
carta sui 130 euro.
L CHIMPL
Località Tamion - Vigo di Fassa (TN)
Tel. 0462769108 - www.lchimpl.com - [email protected]
Aperto: solo la sera; su prenotazione, anche a mezzogiorno - Turno di
chiusura: domenica (mai in stagione) - Ferie: da Pasqua a metà giugno; da
metà settembre ai primi di dicembre
Carte di credito: solo circuito Visa
PERBE – Casa Perbellini
Piazza San Zeno 13 – Verona (VR)
Tel. 0458780860 - www.giancarloperbellini.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera e lunedì; luglio e agosto la
domenica e lunedì
Ferie: variabili; due settimane a febbraio e una settimana a ferragosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dall’Autobrennero uscire al casello di Ora, salire verso la Val di Fiemme e proseguire per la Val di
Fassa. Giunti alla frazione di S. Giovanni girare a sinistra verso Vigo di Fassa; dopo il paese girare
ancora a sinistra verso la frazione di Tamion. Pochi minuti e sarete arrivati.
Come arrivare
Parcheggiate in Piazza Cittadella. Attraversate a piedi la vecchia città verso S. Zeno: è
una gratificazione per lo spirito.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
57
Veneto
VERONA
VERONA
Arche
Il Desco
E nel cuore del centro storico
della città Scaligera, Giancarlo
Gioco ha “portato” anche mare
perché qui, a farla da padrone
è il pesce. Grande esperienza,
mano sicura, scelte coraggiose
e tecnica perfetta, tutte doti
completamente trasmesse alla
figlia Silvia
58
Tra le mura di questo ristorante sono
passati otto secoli di storia di Verona.
Come parlano i documenti, Giuseppe
Gioco, bisnonno di Giancarlo, avviò
l’era della famiglia Gioco fin dall’ottobre
del 1879 ma il locale era già attivo
fin dal 1420 come locanda-stazione
di posta. Storia che si fonde con la
leggenda: il balcone di Giulietta è dietro
l’angolo, la casa di Romeo è adiacente
e la tomba di Cangrande della Scala
è a due passi. E nel cuore del centro
storico della città Scaligera, Giancarlo
Gioco ha “portato” anche mare perché
qui, a farla da padrone è il pesce.
Grande esperienza, mano sicura, scelte
coraggiose e tecnica perfetta, tutte doti
completamente trasmesse alla figlia
Silvia. Locale di semplice eleganza, con
le pareti in legno, tavoli ben separati,
musica lieve e un servizio professionale.
Le vecchie ricette dei pescatori vengono
da sempre riscoperte e reinterpretate
con una visione moderna ma con
delicata creatività per non alterarne
profumi e sapori antichi che troverete,
per forza di cose, nelle sarde in “saor”
(ricetta veneziana del XIV secolo) ma
anche nella tartara di ricciola con i frutti
del cappero. Omaggio al territorio e
Adriatico negli gnocchi di patata con
scampi e peperone dolce mentre i
sapori veneziani si fondono con quelli
mediterranei nel filetto di sanpietro alla
maniera dei pescatori della Serenissima
con pomodorini di Sicilia. Gli amanti
della carne possono rifarsi con la
tagliata di filetto di bisonte marinato.
Interessante selezione di formaggi di
capra e dolci opulenti. Cantina ben
fornita, anche di ottimi vini rossi, con
un puntuale servizio al bicchiere.
Mediamente il conto è di 70 euro, un
po’ di più con le golosità di Silvia.
ARCHE
Via Arche Scaligere 6 - Verona (VR)
Tel. 0458007415 - www.ristorantearche.com – [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mai - Ferie: variabili in gennaio
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dall’autostrada Serenissima uscite al casello di Verona Sud, direzione centro.
Parcheggiate l’auto prima di Piazza Bra e passeggiate verso Piazza delle Erbe: il
ristorante si trova proprio vicino alla tomba di Cangrande della Scala e alla casa di
Giulietta.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Qui governano i cultori e
cantori della cucina veronese
che poco concedono agli artifici
volti a stupire; ma i piatti,
pur ispirandosi alla tradizione
più classica, sono realizzati
e presentati con una tecnica
rigorosamente moderna e
creativa
Approdo felice e rassicurante il Desco.
Ambiente intimo e pieno di luce, stile
ed eleganza di un arredamento in cui
elementi antichi si fondono con
ingredienti moderni. Così come la
cucina, che rimane fedele a se stessa,
sempre legata alla tradizione veneta ma
ricca di ispirazioni creative. A pochi passi
dalle vie affollate del cuore storico di
Verona, il Desco si trova all’interno di un
bel palazzo patrizio del ’400 in un
angolo tranquillo e appartato poco
distante dal lungadige. L’ambiente è
sempre molto elegante nel suo austero
fascino datato e ingentilito dal tocco di
colore delle opere d’arte moderna alle
pareti. Inappuntabili l’accoglienza e il
servizio svolti con estrema
professionalità e gentilezza. Elia e
Matteo Rizzo in cucina si esprimono con
la certificata abilità, la prudenza dei
saggi e con assoluta trasparenza. Cultori
e cantori della cucina veronese
concedono poco agli artifici volti a
stupire ma i piatti, pur ispirandosi alla
tradizione più classica, sono realizzati e
presentati con una tecnica
rigorosamente moderna e creativa. Lo
dimostra la classica tartara di
piemontese con patata schiacciata,
asparagi e salsa di alici. Fantasia
controllata negli gnocchi di patate al
sugo di trippa di baccalà e olive nere
mentre i risotti che riportano i sapori
delle stagioni restano un vero must. Il
mare e la terra si incontrano nobilmente
nel connubio tra il succulento fegato
d’oca con i dolci scampi dell’Adriatico;
anche se il maialino da latte è sempre
una golosa tentazione. I dolci sono
freschi e tentatori. La cantina è molto
ben fornita di grandi vini in linea con il
blasone del locale; valido anche il
servizio al bicchiere. Menu: “I Classici” a
95 euro; “Degustazione” a 135 euro;
alla carta circa 130 euro dall’antipasto al
dolce. “Creazioni Vegetariane” a 25 euro
(a piatto).
IL DESCO
Via Dietro S. Sebastiano 7 – Verona (VR)
Tel. 045595358 - www.ildesco.com – [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica e lunedì; solo la domenica
in luglio, agosto, dicembre - Ferie: dal 25 dicembre al 15 gennaio
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Uscite a Verona Sud (A4) e puntate verso il centro. Parcheggiate in Piazza Cittadella
e godetevi la passeggiata nel centro storico tra famosi siti che identificano Verona
come l’Arena, Piazza Erbe, la Casa di Giulietta e Romeo e lo stesso fiume Adige.
Ristoranti
59
Veneto
ARCOLE (VR)
CAVAiON VERONESE (VR)
Degusto
Oseleta
Un ambiente agreste dove
acqua, aria, luci e sfondi
hanno un valore intrinseco
e particolare. Se poi tutto
si fonde con una grande
attenzione per la ricerca
della materia prima, la
padronanza della tecnica e
la giusta creatività, non si
può che mangiare bene
Anni 24, scuola alberghiera
assolta ma, soprattutto, 5 anni
con la valigia dell’emigrante
trascorsi tra Shanghai, Kuwait
e India per confrontare quanto
imparato a scuola con la
cultura gastronomica dei paesi
orientali
60
Matteo Grandi, vicentino di nascita,
veronese di adozione, cuoco per
vocazione, fa parte di quella piccola
pattuglia dei “giovani capitani
coraggiosi” – così mi piace definirli
– che nonostante la crisi che morde
hanno trovato il coraggio e la voglia di
mettersi in gioco. È successo e succede
nel Veneto ma potrebbe essere un
segnale della ripresa. Anni 24, scuola
alberghiera assolta ma, soprattutto,
5 anni con la valigia dell’emigrante
trascorsi tra Shanghai, Kuwait e India
per confrontare quanto imparato a
scuola con la cultura gastronomica
dei paesi orientali. Cervello e mani
di ritorno, quindi. Con i suoi modesti
risparmi ed il ricco bagaglio tecnico
ha aperto, nella campagna tra Verona
e Vicenza, un moderno e vivace
locale nella piazza del paese che si
apre verso Villa Pellegrini. Ai fornelli
di casa ha riscoperto la tradizione e
i prodotti del territorio che seleziona
puntigliosamente e che lavora con
tecnica sopraffina. Le influenze orientali
si sentono nelle consistenze e nei
colori dei piatti proposti dove la pulizia
dei sapori è nitida e gli abbinamenti
indovinati. Pesce e carni con onori
condivisi che potrete verificare nel
calamaro croccante, nella cappasanta
e “bisi emulsionà”, nella finissima
battuta di fassona con uova di quaglia e
fonduta di Grana Padano, senza contare
la nobile cremosità del tourchon del
foie gras. Profumate zuppe secondo
stagione e, tra le paste, spiccano in
bontà le fettuccine con salmì d’anatra.
Poi potrete pescare le delicate triglie
di scoglio alle erbe o farvi tentare dal
goloso agnello di razza Brogna. Tra i
dolci, oltre ai sorbetti, il perfetto cheese
cake. La carta dei vini è equilibrata nelle
scelte e nei ricarichi. Alla carta circa 45
euro; per i pranzi più leggeri e veloci,
il piatto o la focaccia “Degusto” a 12
euro.
DEGUSTO
Piazza Poggi 5 - Arcole (VR)
Tel. 00393281824572 - www.ristorantedegusto.it
[email protected]
Turno di riposo: martedì - Ferie: variabili
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Percorrendo l’Autostrada A4 Milano-Venezia uscite al casello di Soave e prendete la
direzione verso Legnago. In 15 minuti sarete davanti al ristorante.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Quella che fu la ‘barchessa’ della villa
settecentesca ora è un elegante e stellato
ristorante che accoglie non solo gli ospiti
del sontuoso Wine Relais (Villa Cordevigo)
circondato da piante secolari e vignetigiardino. A ridosso del Lago di Garda è
sbocciata una cucina di marchio
mediterraneo ma ben attenta a quanto di
buono offre il territorio, senza chiusure
preconcette. Non poteva essere
diversamente visto che il cuoco Giuseppe
D’Aquino, figlio delle generose terre
meridionali dello stivale italico, ha
consolidato il suo sapere tra Parigi-LondraLos Angeles e Dubai prima di assumere il
comando dell’Oseleta (vitigno o
uccellino?). Un ambiente agreste dove
acqua, aria, luci e sfondi hanno un valore
intrinseco e particolare. Se poi tutto si
fonde con una grande attenzione per la
ricerca della materia prima, la padronanza
della tecnica e la giusta creatività non si
può che mangiare bene. Il menu è
generoso e articolato, i sapori si
mescolano e si combinano senza
confondersi come nella ricciola con
caprino e sorbetto al sedano o nel
coraggioso battuto di lumache, coscia di
rana, anguilla e crema di mais verde. Poi,
spiccano i paccheri di Gragnano con
calamaretti a spillo, cime di rapa e vongole
veraci troverete sempre anche ‘l’elogio al
pomodoro’ espresso con perfezione dagli
spaghetti al pomodoro del piennolo e
burrata. Il pesce raggiunge la massima
espressione con la spigola all’acqua pazza
e schiuma di alghe; bene il capretto, il
maialino o la faraona ma la coda di vitello
e fegato grasso è proprio succulenta. Dolci
golosi e impegnativi. Buona la carta dei
vini con in bella evidenza i nobili vini della
casa (Villabella).
Menu degustazione “Dell’accoglienza” a
70 euro; “A modo mio” a 90 euro e alla
carta circa 80 euro.
OSELETA di Villa Cordevigo
Località Cordevigo - Cavaion Veronese (VR)
Tel. 0457235287 - www.ristornateoseleta.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì
Ferie: dal 5 gennaio al 19 marzo
Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
Percorrendo la A22 uscite al casello di Affi. Seguite le indicazioni prima per Cavaion
Veronese e poi per Piovezzano e la SP29 verso Cordevigo.
Ristoranti
61
Veneto
COSTERMANO (VR)
MALCESINE (VR)
La Casa degli Spiriti
Vecchia Malcesine
Le stesse caratteristiche che si
ritrovano in piatti gioiosi in
cui la creatività non sovrasta
mai una elegante concretezza.
Leandro Luppi, anima, cuoco
e patron, insieme con tutta la
brigata, sarà garbatamente
prodigo di informazioni e
consigli per capire al meglio una
carta che cela piatti veramente
prelibati
“La Casa degli Spiriti”
oggi non fa più paura
a nessuno. Anzi,
distribuisce gioia di
vivere. La sua cantina,
per la cura e la varietà,
ha ricevuto il premio da
questa guida come “La
migliore Cantina delle
Venezie
62
Lo spettacolo inizia fuori dal ristorante,
che domina dai suoi 450 metri d’altezza
tutto il lago di Garda. Lo sguardo spazia
quasi a 360 gradi dalla riva bresciana a
quella veronese, spingendosi a sud fino
a Sirmione. All’interno, grande
raffinatezza nei due livelli di questa villa
settecentesca restaurata con cura, che
ospita un ristorante gourmet, il bistro
sulla terrazza e il wine bar. Era un’antica
dimora abbandonata, che nel tempo
– date le sue condizioni – è apparsa agli
abitanti della zona come un luogo
misterioso che ha alimentato leggende
sui propri inquilini. Federico Chigonola e
sua moglie Sara, da poco meno di
vent’anni hanno riscoperto la bellezza di
questo luogo, hanno restaurato l’edificio
riportandone alla luce il suo fascino,
aggiungendovi l’ironia di giocare sul
nome. Così “La Casa degli Spiriti” oggi
non fa più paura a nessuno. Anzi,
distribuisce gioia di vivere. La sua
cantina, per la cura e la varietà, ha
ricevuto il Premio Venezie Post l’anno
scorso da questa guida come “La
migliore Cantina delle Venezie”. La
cucina è dedicata in larga parte al pesce,
che Paolo Cappuccio interpreta con
creatività, cercando nuovi abbinamenti
di ingredienti e inconsueti percorsi del
gusto. Interessante il pacchero di grano
bio con aragostelle, pomodori piccanti;
oppure la giostra di tonno pinna gialla; il
“raviolando” di pesci e crostacei, la
ricciola affumicata sono alcuni esempi
delle molte idee (mai scontate) che
suscitano interesse nel menu. Anche la
tradizione non è tralasciata, a iniziare dal
crudo: provate le tredici interpretazioni
di pesci d’altura e crostacei crudi e ve
ne convincerete. Per chi ama la frittura,
da segnalare il croccante di crostacei:
“astice, granchio, scampo, gambero,
moeche” con salsa Thai, wasabi, e
verdure in tempura. Oltre al pesce, per
fare un esempio, c’è spazio anche per la
costoletta di vitello e il piccione
marchigiano. Due menu degustazione,
uno per il territorio l’altro dedicato al
Mediterraneo, rispettivamente a 95 e
135 euro. Servizio premuroso. Cantina,
appunto, di alto livello. Sui 90 euro.
Veneto
C’è una vera perla gastronomica che
continua a brillare nella suggestiva
sponda veneta del Lago di Garda così
avara di ristoranti che vogliano compiere
quel salto di qualità che li dissoci da una
(non più) facile linea popolar-turistica.
Le capacità ci sono tutte ma la volontà e
il passo continuano a mancare. Tra le
poche vere eccezioni gourmet spicca,
appunto, la Vecchia Malcesine, un
piccolo ristorante arroccato in zona
strategica con una stupenda vista sul
Benaco tra giardini di ulivi. L’ambiente è
moderno, colorato e curato nei dettagli,
le stesse caratteristiche che si ritrovano
in piatti gioiosi in cui la creatività non
sovrasta mai una elegante concretezza.
Leandro Luppi, anima, cuoco e patron,
insieme con tutta la brigata, sarà
garbatamente prodigo di informazioni e
consigli per capire al meglio una carta
che cela piatti veramente prelibati. Dalla
cucina potranno arrivare pesci di lago o
di mare che si intrecciano con i prodotti
della terra e del vicino Monte Baldo,
materie prime accomunate da
un’adeguata selezione. Lumache al
verde, finferli e spuma di crescione ma
anche il “tonno (carpa) del Garda” con
misticanza e mimosa d’uovo a celebrare
un territorio lacustre ai piedi della
montagna. E poi il matrimonio felice
terra e acqua con gli spaghetti di patate
al saor, bottarga di trota e lavarello fritto.
Dal mare arriva il succulento scorfano
accompagnato dalle melanzane alla
carbonella e l’agnello nel bosco è tenero
e fragrante. I freschi dessert lasciano
largo spazio alla frutta a partire dal
cardamomo, mango e sorbetto. La
cantina conta 250 etichette ben
pensate, con ricarichi corretti e la
possibilità di bere bene al calice. Servizio
professionale, attento e schiettamente
cortese. Menu: Territorio a 55 euro; I
classici a 70; Assaggi a 100 euro per 7
portate. Alla carta dall’antipasto al dolce
si spendono circa 90 euro.
LA CASA DEGLI SPIRITI
Via Monte Baldo 28 - Costermano (VR)
Tel. 0456200766 - www.casadeglispiriti.it - [email protected]
Aperto: sempre da marzo a ottobre - Turno di chiusura: mercoledì da
novembre a marzo - Ferie: 3 settimane a gennaio - Carte di credito: tutte
VECCHIA MALCESINE
Via Pisort 6 - Malcesine (VR) - Tel. 0457400469 - www.vecchiamalcesine.com
[email protected] - Aperto: da aprile a ottobre a mezzogiorno e
sera; da novembre a marzo solo la sera; la domenica anche a mezzogiorno
Turno di chiusura: mercoledì - Ferie: variabili - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Il ristorante si raggiunge facilmente dall’autostrada A22 del Brennero (uscita Affi - Lago di
Garda Sud), prendendo la direzione di Costermano e quindi per San Zeno di Montagna
(10 minuti circa); oppure A4 Serenissima uscita Peschiera del Garda direzione Verona sulla
SS11 alla rotonda direzione Affi e quindi Costermano - S. Zeno di Montagna.
Come arrivare
Per chi non vuole costeggiare il bellissimo Lago di Garda il percorso più veloce resta l’autostrada.
Dalla A4 Milano-Venezia deviare verso l’Autobrennero. Uscire al casello di Rovereto Sud, piegare a
sinistra verso Mori e scendere a Malcesine. Il ristorante è nel cuore del borgo.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
63
Veneto
SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA (VR)
Dalla Rosa Alda
VICENZA
Caffè Garibaldi
Pescando qua e là si assaporano
le cappesante con asparagi di
mare, cocco e lime piuttosto
che l’ottimo trancio di rombo
con porcini in tempura o la
profumata entrecote di manzo
(Rubia Gallega). E nelle corde
di un cuoco veronese non può
mancare la melodia del riso che
sale argentina…
Una pieve romanica, una
trattoria-enoteca dai sapori
antichi. Nei piatti i profumi del
territorio e la storia della gente
del posto
64
Dalla sommità del borgo, lo sguardo
corre sulla luminosa Valpolicella, ancora
affascinante nonostante qualche ingiuria
urbanistica. E scoprirete anche una pieve
antica già citata nel 1145 nei documenti
vaticani. La chiesa, in stile romanico puro,
è del 1200 ed è stata costruita sulle resti
di un tempio pagano. A pochi passi una
ospitale locanda con 10 belle camere e
una bella terrazza con pergola dove
gustare nella bella stagione, una cucina
legata fortemente alla storia della gente
del posto. Un “terroir” tanto generoso da
far invidia ai francesi; i grandi vini come il
Valpolicella, l’Amarone e il Recioto
nascono proprio in queste colline. Nella
cantina scavata nella roccia scoprirete,
gelosamente custodite, annate ormai
introvabili. Anno dopo anno la certezza
dei sapori rassicuranti: il menu non
subisce grandi variazioni essendo la
filosofia della cucina fortemente legata
alle stagioni e ai prodotti del territorio con
ricette che si tramandano di generazione
in generazione. In primavera è sempre
da riscoprire il”Menu delle Marogne”
ispirato alle ciliegie della Valpolicella. E
nella luminosa ma ombreggiata terrazza
estiva che sovrasta i vigneti-giardino
potrete abbandonarvi ai golosi piatti che
omaggiano il territorio e che variano di
mese in mese: asparagi, funghi e tartufi
della Lessinia (ottimi i tagliolini) e la
soppressa con polenta abbrustolita. Le
erbe e fiori di montagna, raccolti dalla
famiglia, impreziosiscono i piatti di
semplice struttura ma dai sapori nitidi e
marcati come i risotti (al tartufo o
all’Amarone) o i cannelloni ripieni. Tra le
carni la faraona di cortile e la famosa
“pastisada de caval”. Profumati formaggi
Monte Veronese e buoni gelati con
fragole o marasche. Simpatia, sorrisi e
conto intorno ai 40 euro.
Veneto
Nella piazza-salotto tra le più belle
d’Italia è tornato all’antico splendore lo
storico caffè (lode a manuela Cunico)
ed è (ri)fiorita una cucina tanto garbata
quanto buona. Con la Basilica Palladiana
sullo sfondo e la statua di Andrea
Palladio che occhieggia dalla sua
piazzetta, la filosofia del locale non
poteva che essere tutta profondamente
ispirata allo stile classico. La brigata di
cucina, giovane e appassionata, è
comandata da Francesco Fedrighi di
Cologna Veneta che dopo l’insostituibile
scuola alberghiera e una esperienza alle
Antille, si è formato sotto la preziosa
scuola di Elia Rizzo del Desco di Verona
e poi, di Giovanni Ciresa del Bauer di
Venezia. Con loro ha imparato i
fondamentali di una cucina solida ma
elegante, senza svolazzi o fuochi
d’artificio, che rispetta sapori e profumi.
Ha imparato il coraggio di abbinare
prodotti diversi senza fonderne i gusti,
l’importanza della materia prima e le
tecniche di cottura rigorose che non
disperdono o confondono l’integrità dei
sapori. Dall’inizio dell’autunno il menu si
è diviso equamente tra territorio e
innovazione, senza contare i piatti
(economici) del Bistro che dall’ elegante
sala si allarga con la luminosa terrazza
fino a quel salotto che è Piazza dei
Signori. Pescando qua e là si
assaporano le cappesante con asparagi
di mare, cocco e lime piuttosto che
l’ottimo trancio di rombo con porcini in
tempura o la profumata entrecote di
manzo (Rubia Gallega). E nelle corde di
un cuoco veronese non può mancare la
melodia del riso che sale argentina con
il risotto mantecato con cipolla candita,
lime e nocciole. Il baccalà è insostituibile
ma si trova anche un goloso coniglio in
“tecia”. Cantina che spazia in tutto lo
stivale con 250 etichette con ricarichi
più che equi. Servizio professionale.
Due i menu degustazione, per tutto il
tavolo ma a prezzi veramente
economici: Territorio (5 portate) a 35
euro; Gourmet (6 portate) a 50 euro.
Vista compresa.
Trattoria DALLA ROSA ALDA
Strada Garibaldi 4 - Località S. Giorgio - Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
Tel. 0457701018 - www.dallarosalda.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera e lunedì (mai in estate)
Ferie: gennaio e febbraio - Carte di credito: tutte
Caffè Ristorante GARIBALDI
Piazza dei Signori 1 - Vicenza (VI)
Tel. 0444544491 - www.caffegaribaldivicenza.com
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì - Ferie: variabili; una settimana ad
agosto - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dall’autostrada A4 deviate sulla Autobrennero e uscite a Verona Nord. Percorrete tutta
la tangenziale fino alla deviazione per la Valpolicella quindi seguite le indicazioni per
San Giorgio. Prima della pieve romanica il ristorante-albergo sarà alla vostra sinistra ma
dovrete parcheggiare in cima al paese.
Come arrivare
Il ristorante si trova in pieno centro storico, nella Piazza dei Signori, il Salotto della città.
Lasciate l’auto in uno dei tanti parcheggi che circondano il centro cittadino e godetevi la città
del Palladio.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
65
Veneto
ALTAVILLA VICENTINA (VI)
ALTISSIMO (VI)
Casin del Gamba
L’Altro Penacio
Nella bella stagione è una
esplosione di colori, in autunno
sopravviene l’atmosfera
romantica, e in inverno,
la bianca coltre di neve vi
proietterà in una atmosfera da
grande Nord. Le stagioni, con
i loro frutti, “marcano” tutti i
piatti che escono dalla cucina
perché tutta la famiglia è
appassionatamente impegnata
nella raccolta di erbe
spontanee, di funghi, di frutti
selvatici e anche di fiori
La sua famiglia ha costruito un
pezzo di storia della gastronomia
vicentina, prima con lo storico
Penacio a Soghe di Arcugnano,
poi con La Favellina a San
Tomio di Malo e buon ultimo e
arrivato Dimitri (un discendente
di terza generazione) ad
Altavilla
66
Enzo Gianello, figlio d’arte, ha il merito
di aver innescato il risveglio della cucina
berica, un quarto di secolo fa. Non a
caso è stato un allievo di Gianfranco
Vissani, con il quale è cresciuto in
qualità e cultura gastronomica e che gli
ha fornito le basi per rinnovare la cucina
del territorio e per reggere anche in
questi anni terribili per la ristorazione.
Con la sua famiglia ha costruito un
pezzo di storia della gastronomia
vicentina, prima con lo storico Penacio a
Soghe di Arcugnano, poi con La
Favellina a San Tomio di Malo e buon
ultimo e arrivato Dimitri (un discendente
di terza generazione) ad Altavilla. L’Altro
Penacio, in pianura, alle porte di
Vicenza, lo ha creato per dare spazio al
suo desiderio di approfondire la ricerca
e rafforzare il suo spirito creativo. Cuoco
di formazione tradizionale, Enzo detto
“Penacio” ha saputo affinare le sue doti
con costanza, e oggi spazia con
sicurezza dai piatti più legati al territorio
a quelli più innovativi. Il pesce occupa la
vetrina più affascinante sia con l’offerta
Veneto
del crudo e del cotto, secondo mercato,
o con l’orata all’acqua pazza. Due ottimi
motivi per visitare il locale, che si trova
al piano terra dell’albergo “Tre Torri”. Ma
c’è sempre anche il baccalà mantecato,
una leccornia che rende invidiosa
perfino Venezia. Per gli amanti dei
sapori classici della tradizione, c’è da
divertirsi golosamente con l’altra metà
del menu. Dalle carni alle erbe fino al
tartufo nero, si interpretano fino in
fondo le tradizioni (stagionali) dei Colli
Berici come nelle fettuccine di pasta
all’uovo e funghi misti di bosco. E la
tagliata di sorana gira sempre
lentamente nello spiedo. Generosa la
carta dei vini che onora quelli del
territorio ma che presenta una ricca
offerta ad ampio raggio, bollicine
comprese. Conto sui 45 euro.
Lassù, a 800 metri sul livello del mare,
oltre l’ultima vecchia contrada vi
apparirà all’improvviso, in uno slargo del
bosco, un grazioso chalet di montagna.
Fu, in un recente passato, un “casino di
caccia” ove si consumavano i riti cruenti
e le passioni della nobile arte; ora è una
casa nel bosco graziosa e coccola come
è istintivo immaginarla. I soffitti in legno
e lo scoppiettante caminetto la rendono
calda e accogliente, le tendine
all’uncinetto alle finestre e i fiori freschi
nei tavoli bellamente apparecchiati la
ingentiliscono. Tutto intorno la natura è
padrona. Nella bella stagione è una
esplosione di colori, in autunno
sopravviene l’atmosfera romantica, e in
inverno, la bianca coltre di neve vi
proietterà in una atmosfera da grande
nord. Le stagioni, con i loro frutti,
“marcano” tutti i piatti che escono dalla
cucina perché tutta la famiglia è
appassionatamente impegnata nella
raccolta di erbe spontanee, di funghi, di
frutti selvatici e anche di fiori; sì proprio
di fiori da cui vengono estratti soavi
sciroppi destinati ad impreziosire delicati
dessert. La filosofia di base di Antonio
Dal Lago si ispira alla tradizione
gastronomica locale ma governando
magistralmente i suoi fornelli ha saputo
creare senza voler stupire, ha saputo
accostare prodotti diversissimi senza
confonderne i sapori, ha saputo dare
una leggerezza rara a ricette e piatti di
solida struttura. In sala la moglie Daria e
il figlio Luca vi aiuteranno, con grande
cortesia e semplicità, a orientarvi tra
erbe ed essenze consigliandovi il
corretto abbinamento con i vini. Tra i
sapori della primavera: i tortelli ripieni di
rosole con crema di fagioli cannellini,
caviale di coregone e pomodori canditi
piuttosto che le lumache dormienti in
crema alle erbe. Nei primi piatti avrete
l’imbarazzo della scelta tra le sontuose
farfalle con ragù di piccione, carote e
foie gras o la più autunnale zuppa di
trombette nere e patate di montagna.
Quindi la sfilata gloriosa delle carni con
il capretto al timo o la coscia d’anatra al
forno con arancia. In estate trionfano
porcini, in autunno e in inverno tocca
alla selvaggina dove spicca il capriolo
con bacche, erbe aromatiche e sorbo
dell’uccellatore. L’ottimo baccalà alla
vicentina è sempre presente in carta. Il
carrello dei formaggi italiani è tentatore
ma la torta di nocciole al rosolio con
mousse di gianduia vi farà felici. La carta
dei vini è impostata con grande
saggezza, anche nei prezzi. Alla carta il
conto è di circa 80 euro.
L’ALTRO PENACIO
Via Tavernelle 3 - Altavilla Vicentina (VI)
Tel. 0444371391 - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica; lunedì a pranzo - Ferie: i
primi dieci giorni di gennaio, 10 giorni in agosto - Carte di credito: tutte
CASIN DEL GAMBA
Località Roccolo Pizzati 1 – Altissimo (VI) - Tel. 0444687709 – 3277776288
www.casindelgamba.eu – [email protected]
Chiuso: lunedì e martedì a mezzogiorno (si esegue su prenotazione)
Ferie: variabili in gennaio e in agosto - Carte di credito: tutte
Come arrivare
È a 8 chilometri da Vicenza lungo la statale che collega il capoluogo Berico a Verona.
Per chi arriva da Venezia il casello consigliato è quello di Vicenza Ovest; per chi arriva
da Verona quello di Alte Montecchio.
Come arrivare
Sia percorrendo la statale che collega Vicenza a Verona sia percorrendo la A4 arrivati a
Montecchio girare in direzione di Valdagno. Alle porte della cittadina tessile tenere la
sinistra verso Castelvecchio e salire per circa 8 chilometri. I cartelli segnaletici vi
guideranno.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
67
Veneto
ArCUGNANO (VI)
ARZIGNANO (VI)
Zamboni
Damini
Si entra quindi dal negozio
per fare acquisti e si finisce
per accomodarsi a uno dei
pochi tavoli in un ambiente
piacevolmente moderno e
improntato ad una cordiale
informalità. In cucina si muove
Giorgio, cuoco di lunga e
variegata esperienza, capace di
realizzare piatti buoni e sani
Sono le stagioni, oltre
alla tradizione, a ispirare
periodicamente il menu. Cucina
di sostanza, fatta con materie
prime selezionate con cura, molte
delle quali sono patrimonio
del territorio. Come il tartufo
scorzone dei Berici o il broccolo
“fiolaro”
68
Nel mezzo dei Colli Berici, con vista sul
verde riposante e sul lago di Fimon
sottostante, l’Antica Trattoria Zamboni a
Lapio di Arcugnano è uno dei migliori
locali del Vicentino per qualità di cucina
a un prezzo accessibile. È l’esempio di
una cucina saggia, che non cede alle
mode effimere né vive con la testa
voltata all’indietro. L’insegna del locale è
stata disegnata dal grande Vico Calabrò
ed è un inno alla gioia del mangiar
bene: un corteo festoso si dirige in
trattoria con in testa il cuoco
trombettiere. Una “marcia trionfale”
della gastronomia, così invitante che
l’originale della litografia, un tempo
esposto all’entrata del locale, qualcuno
ha pensato bene di portarselo via. La
cifra stilistica della cucina è rimasta
quella del “maestro” Severino Trentin, il
cui insegnamento è seguito dai fratelli
(e cugini di Severino) Lucia, Oreste,
Giuseppe e Giorgio Zamboni che
gestiscono il locale.
Sono le stagioni, oltre alla tradizione, a
ispirare periodicamente il menu. Cucina
di sostanza, fatta con materie prime
selezionate con cura, molte delle quali
sono patrimonio del territorio. Come il
tartufo scorzone dei Berici o il broccolo
Veneto
“fiolaro” della vicina Creazzo. È stato
proprio Severino Trentin a riscoprire
questo ortaggio, magari abbinato in
passata ai gamberi, e farlo diventare un
segno distintivo della cucina vicentina.
Fra gli antipasti non mancano mai il
buon prosciutto crudo di Montagnana
con 18 mesi di stagionatura. Proposto
da solo, con melone o con la
stracciatella di burrata. Non manca
nemmeno la sopressa berica con la
polentina o il tortino di finferli (d’estate).
In primavera da non perdere la
tagliatelle con i piselli di Lumignano. Fra
i secondi spiccano il baccalà alla
vicentina, il luccio in crosta di erbe e le
cotolette di agnello alla brace. Ottima
anche la sella di cervo; del resto la
trattoria è specializzata anche in grigliate
e spiedi. Notevole la proposta dei dolci
fatti in casa. Ricca la proposta di vini,
molti dei quali del territorio. Onesti i
ricarichi. Molte le etichette proposte
anche al calice. Una nota di merito per il
servizio, sempre cordiale e attento.
L’accoglienza è sempre sottolineata da
un sorriso sincero. Menu della tradizione
(4 portate) sui 30 euro. Conto alla carta
sui 40 euro.
La prima periferia di Arzignano ospita
questo locale poliedrico che il patron
Gianpietro Damini, comunicatore di
razza, con la sua contagiosa passione ha
saputo rendere noto ben oltre i confini
della provincia berica e anche della
regione. Bottega di delizie
gastronomiche, macelleria sopraffina,
formaggeria e piccolo ristorante: ci si
muove intorno al cibo a 360 gradi, ma
non bisogna dimenticare l’eccellente
selezione di etichette enologiche che
sfiora quota mille, disponibile anche al
calice. Peccato che le bottiglie non
vengano raccontate anche da una carta.
Si entra quindi dal negozio per fare
acquisti e si finisce per accomodarsi a
uno dei pochi tavoli in un ambiente
piacevolmente moderno e improntato
all’informalità. L’accoglienza è cordiale e
l’ambiente moderno e arredato con
gusto. In cucina si muove l’altro fratello
Giorgio, cuoco di lunga e variegata
esperienza, capace di realizzare piatti
buoni e sani. Mai troppo elaborati ma
con una rigorosissima attenzione alla
qualità e alla stagionalità dei prodotti.
Non si può iniziare senza una
degustazione di salumi di alto lignaggio
e almeno un paio di bocconi della
squisita battuta di manzo Limousine al
coltello, servita sia al naturale con olio e
tre tipi di sale sia in una versione più
ricca. Quasi ogni giorno cambiano i
primi piatti di un menu recitato (per
ora) solo a voce, tra i quali si possono
gustare delle ottime lasagne e dei buoni
risotti. L’ormai celeberrimo “Damburger”,
tenero e succosissimo, è una vera pietra
miliare del gusto che lascia sempre
soddisfatti. Comunque sia, il bollito che
impera d’inverno è da oscar. Non
manca quasi mai la millefoglie ‘strachin’
di perbelliniana ispirazione ma sono
molto godibili anche le altre proposte al
cucchiaio. Il conto è in linea con la
qualità delle materie utilizzate: si
spendono dai 40 euro in su.
ZAMBONI
Via Santa Croce 73 - Località Lapio di Arcugnano - Strada per il lago di
Fimon (VI) - Tel. 0444273079 - www.trattoriazamboni.it
[email protected] - Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì;
martedì - Ferie: variabili - Carte di credito: tutte
DAMINI Macelleria & affini
Via Generale Cadorna 31 - Arzignano (VI)
Tel. 0444452914 - www.daminieaffini.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera e lunedì - Ferie: le due
settimane centrali di agosto - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Percorrendo la Riviera Berica verso sud, al primo semaforo girare a destra verso Arcugnano e
seguire l’indicazione Lapio. Troverete il ristorante alla vostra sinistra prima della chiesa. Provenendo
dalla A4 uscire al casello di Vicenza Est (o Vicenza Ovest secondo provenienza), seguire la
tangenziale che unisce i due caselli ed imboccare l’uscita per la Riviera Berica.
Come arrivare
Percorrendo la statale che collega Vicenza a Verona, poco dopo Alte Ceccato in comune
di Montecchio Maggiore, alla prima grande rotatoria girate a sinistra per Arzignano. In
zona industriale percorrete fino alla fine Viale dell’Industria, girate a destra in Via Duca
d’Aosta, ancora la prima a destra e sarete arrivati.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
69
Veneto
Asiago (VI)
La Tana
ASiago (VI)
Premio
“La Selezione
dei Distillati
delle Venezie”
2015
Hotel Europa
Il bosco e i prati al centro dei
piatti: un modo per onorare
il territorio. L’utilizzo di fieno,
legni, resine, muschi, licheni,
gemme, radici, aghi, foglie e
cortecce rappresenta uno stimolo
all’evoluzione e un percorso di
riscoperta di quelli che erano gli
ingredienti che componevano i
pasti degli antichi abitanti
70
Evoca immagini poetiche l’ingrediente
che connota il menu degustazione che
abbiamo trovato a La Tana di Asiago.
Profuma di semplicità e di natura.
Parliamo del bosco. Un tema che
avrebbe affascinato anche il grande
Mario Rigoni Stern, appassionato
cantore dell’Altopiano, poiché è di
queste terre anche il cuoco che ha
riscoperto i sapori perduti del bosco.
Quelli più intimi, quelli delle resine di
pino, delle bacche di ginepro, dei dolci
e aspri frutti del sottobosco, dei teneri
germogli, dei funghi rari di montagna e
del brodo d’abete. Il cuoco è Alessandro
Dal Degan premiato come “Giovane
dell’anno 2014” dalla guida
dell’Espresso (e non solo) e questa è la
sua filosofia: “il bosco e i prati al centro
dei piatti: un modo per onorare il
territorio. L’utilizzo di fieno, legni, resine,
muschi, licheni, gemme, radici, aghi,
foglie e cortecce rappresenta uno
stimolo all’evoluzione e un percorso di
riscoperta di quelli che erano gli
ingredienti che componevano i pasti
degli antichi abitanti che con questi
elementi anche si curavano. Frammenti
di una cultura che non deve andare in
disuso”. Nel suo menu a tema sui sapori
del bosco possiamo trovare: meringa di
porcino, funghi e germogli; sella di
capriolo alla resina di pino mugo con
stufato di lichene islandico (cresce
anche nei boschi dell’Altopiano) e
maionese di cavolo viola; tortelli di
polenta in brodo affumicato di abete.
Tutti piatti originali, equilibrati e
gradevoli. Le stagioni ispirano anche
l’alternanza dei menu e Romeo Covolo
(il “grande vecchio” della famiglia) è il
(discreto) profeta delle erbe spontanee,
dei fiori e delle preziose essenze.
Squadra giovane e dinamica diretta in
sala da Enrico Maglio che governa con
passione una generosa cantina. Un
posto dove si sta bene. Alla sera conto
dai 45 ai 80 euro. A pranzo, con il
menu del territorio, conto di circa 30
euro.
LA TANA
Piazzetta G. B. Pertile 4 - ASIAGO (VI) - Tel. 0424462 521 – 3474057130
www.latanaristorante.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno chiusura: lunedì; mai in stagione
Ferie: variabili a maggio e tra ottobre e novembre
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Percorrendo la strada del Costo, dopo essere usciti al casello di Piovene dell’ austrada Valdastico,
sarete nell’Altopiano dei Sette Comuni. Attraversate Asiago e al bivio per Gallio girate a destra;
200 metri e trovete un comodo parcheggio.
Attraversate (a piedi) il ponticello di legno sul Ghelpack e sarete davanti al ristorante.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Premio
“Ristorante
emergente
delle Venezie”
2015
Uno dopo l’altro emergono chef
tanto giovani quanto ricchi di
idee ed esperienza. È il caso
di Alessio Longhini, allievo di
grandi cuochi del calibro di
Norbert Niederkofler e Corrado
Fasolato: i Mosele l’hanno
voluto alle redini della cucina
Diventa sempre più interessante il
panorama gastronomico dell’Altopiano
di Asiago e questo albergo resta sempre
un sicuro punto di riferimento per
l’eterogenea ed esigente clientela che
frequenta le montagne cantate da Mario
Rigoni Stern. Uno dopo l’altro emergono
chef tanto giovani quanto ricchi di idee
ed esperienza. È il caso di Alessio
Longhini, allievo di grandi cuochi del
calibro di Norbert Niederkofler e
Corrado Fasolato: i Mosele l’hanno
voluto alle redini della cucina, in
particolare di questa piccola stube
gioiello incastonato nell’elegante albergo
di famiglia. Uno stile di sintesi tra i due
maestri, ma già definito e personale,
fatto di concretezza e intelligenza,
leggero e ben bilanciato. Si possono
trovare piatti di carne e di pesce, tutti
improntati a una creatività gestita con
mano sicura. Ecco quindi una bella
partenza con la ghiotta scaloppa di foie
gras d’anatra con pistacchi di Bronte,
pere e gelato alla Nocciolata “Rigoni di
Asiago”. Non da meno l’incontro tra terra
e mare con i paccheri ripieni di ricotta di
montagna e maggiorana con carpaccio
di capasanta e salsa alla curcuma.
Interessante la nobile materia prima
nella coppa di maialino iberico alla
piastra, cavoli cinesi, arancia e polenta di
Mais Marano, in cui si incontrano
territorio e sapori di luoghi lontani. Bella
classe anche nei dolci, tra i quali una
riuscita mousse al cioccolato bianco e
fava tonka con zuppetta di albicocche,
ananas e salvia. Buona la carta dei vini,
sempre più in evoluzione virtuosa,
curata con perizia da Jgor Tessari e
molto efficiente e garbato il servizio.
Due menu degustazione a 55 e 70
euro, se ne spendono sui 65 alla carta.
All’Hostaria e nella Terrazza, aperti
anche a mezzogiorno, piatti legati alla
tradizione e conto più leggero.
STUBE GOURMET dell’Hotel Europa
Via IV Novembre 65/67 - Asiago (VI) - Tel. 0424 462659
www.hoteleuroparesidence.it – [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mai - Ferie: variabili in maggio e ottobre
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Attraversate tutto il paese: al bivio girate a destra, ancora 200 metri e troverete un
grande parcheggio. A piedi, attraversate il piccolo ponte di legno sul Ghelpack; il
ristorante si affaccia sulla piazzetta.
Ristoranti
71
Veneto
BARBARANO VICENTINO (VI)
Aqua Crua
BASSANO DEL GRAPPA (VI)
Al Ponte
Un locale elegante, sulla destra
Brenta, con ampie vetrate sul
paesaggio; le rive del fiume, lo
skyline di Bassano, il castello
degli Ezzelini e, proprio davanti,
il ponte degli Alpini. Location
stupenda e cucina curiosa e
golosa
È un “ristorante trasparente”
il suo, non solo nel nome e
non solo perché la cucina è
a vista, in mezzo alla sala (e
non si sente una parola). Sono
trasparenti i gusti puliti dei suoi
piatti, la linearità delle proposte,
la profondità della ricerca
72
È uno dei protagonisti della nuova
cucina a livello nazionale. Non lo
pensiamo solo noi, ma anche un suo
collega titolato come Andrea Berton e
l’autorevole Enzo Vizzari, che l’ha
indicato assieme ad altri undici giovani
colleghi come uno dei talenti emergenti
in Italia. Giuliano Baldessari ha 36 anni,
è trentino della Valsugana, di Roncegno
Terme, vicino a Levico, e da febbraio è
al timone del ristorante Aqua Crua di
Barbarano, locale nato grazie alla
passione gastronomica dell´imprenditore
Francesco Dal Toso. Dalla sua ha la
solidità dell’alpino (corpo in cui ha
svolto il servizio militare) e lo spirito di
avventura del motociclista, la tenuta del
fondista e l’irrequietezza di chi vuol
conoscere. Il locale ha una ventina di
coperti (ma si può allargare anche nella
spaziosa Cantina) dal gusto minimalista,
elegante ma senza eccessi. Baldessari è
stato per dieci anni “secondo” di
Massimiliano Alajmo alle “Calandre” di
Rubano. A Barbarano, però, Giuliano s’è
lasciato alle spalle ogni tentazione di
imitarlo. Lo ricorda all’inizio del menu,
ha assorbito senz’altro la sua lezione,
specie nella semplicità, ma la
rielaborazione è tutta personale: adesso
Giuliano Baldessari esprime la sua idea
di cucina con autorevolezza e
personalità. È un “ristorante trasparente”
il suo, non solo nel nome e non solo
perché la cucina è a vista, in mezzo alla
sala (e non si sente una parola). Sono
trasparenti i gusti puliti dei suoi piatti, la
linearità delle proposte, la profondità
della ricerca. Alcuni suoi piatti: raviolo di
burrata, doppio ristretto di brodo di
gallina, salmerino e mela gialla; “sembra
pasta” alla carbonara (invece è un
cavolo rapa con ragù di manzo e caffè);
calamaro scottato, crudo d’astice, crema
di pinoli, cipolla di Tropea e radice di
liquirizia; un’incredibile capasanta
avvolta nel guanciale e presentata con la
battuta di fassona. Menu degustazione:
sei portate a 60 euro, con i vini abbinati
85 euro. Il locale dispone anche di
quattro camere e una suite.
AQUA CRUA
Piazza Calcalusso 11 - Barbarano Vicentino (VI)
Tel. 0444776096 - 3496853427 - www.aquacrua.it - [email protected]
Aperto: sera; anche a pranzo sabato e domenica; Turno di chiusura: martedì
Ferie: una settimana a gennaio; agosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Scendete lungo la bella riviera berica che da Vicenza porta a Noventa Vicentina fino a
Ponte di Barbarano, girate a destra e in pochi minuti sarete in centro paese. Il ristorante è
dotato di parcheggio. Per chi arriva dall’autostrada, imboccare la A31 in direzione sud e
uscire al casello di Longare.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
È come un dipinto, bello e immutabile
di Jacopo da Ponte detto anche Jacopo
Bassano: un locale elegante, sulla destra
Brenta, con ampie vetrate sul paesaggio;
le rive del fiume, lo skyline di Bassano, il
castello degli Ezzelini e, proprio davanti,
il ponte degli Alpini. Location stupenda
e cucina curiosa e golosa. Ai contrasti in
cucina Flavio, il cuoco, è abituato da
sempre. Quarantacinquenne, maître
chocolatier formatosi in Belgio, riprende
i temi della tradizione e rivolge
un’attenzione ai prodotti locali che
ripensa in maniera inconsueta. Il
ristorante è gestito dai fratelli Flavio e
Antonio con relative consorti e la
giovane Isabella in sala. Il menu è
ampio e offre soluzioni per ogni goloso
desiderio sia con i piatti della tradizione
sia con quelli che incrociano i sapori
mediterranei. Ecco alcuni virtuosi
esempi, tra gli antipasti, partendo dalla
trota del Brenta con le sue uova e
maionese al limone o il carpaccio di
manzo marinato al Torcolato. Dall’ampio
e goloso ventaglio dei primi ecco i bigoli
all’anitra o le più mediterranee
orecchiette della casa con pomodoro
naturale e pecorino. In primavera gli
asparagi alla bassanese sono una scelta
obbligata ma il pollo selvatico con confit
di fegato grasso d’anatra e radicchio di
Treviso è una vera leccornia. Il torresano
al forno e il baccalà alla vicentina sono
limpidi esempi tra la scelta dei piatti
tipici. Non perdetevi lo zabaione freddo
al Torcolato e la straordinaria selezione
di cioccolatini che sono la vera specialità
della casa con il giusto tributo alla
Grappa Nardini. D’estate si può pranzare
nel delizioso giardino accarezzati dalle
brezze montane. Carta dei vini costruita
con saggezza, anche nei prezzi. E prima
di uscire da questo dipinto visitate lo
scrigno dei sapori della casa che,
cioccolatini a parte, racchiude molte
golosità come la mostarda di mele
cotogne, i “duroni” (ciliegie) di Marostica
o la pasta di peperoncino. Conto sui 50
euro.
AL PONTE
Via Volpato 60 - Bassano del Grappa (VI) - Tel. 0424219274
www.alpontedibassano.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì; martedì a pranzo
Ferie: 15 giorni in novembre - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Non entrate in centro storico e seguite le indicazioni per il Ponte degli Alpini; circa 100
metri prima dello stesso imboccate uno stretto vicolo discendente verso il Brenta.
Noterete quasi subito un ampio giardino alberato alla vostra sinistra. Sarete arrivati. Il
parcheggio non è molto agevole ma si trova sempre. I meno pigri godranno di una
affascinante passeggiata attraverso il centro storico.
Ristoranti
73
Veneto
CALDOGNO (VI)
COGOLLO DEL CENGIO (VI)
Al Molin Vecio
Trattoria all’Isola
Nella bella stagione si può
mangiare in veranda ascoltando
l’allegra cantilena dell’acqua che
scorre sotto l’antica e massiccia
ruota che faceva girare le
macine; mentre le sale di rustica
eleganza, tra stufe e caminetti,
rendono l’atmosfera davvero
rilassante
74
Il luogo è di quelli che rimangono
dentro, una sorta di Arcadia. Un piccolo
mondo immerso nel verde e sospeso
fra le acque purissime della campagna
vicentina. Il Molin Vecio è un ristorante
che sorge in un posto davvero
suggestivo, dove la natura sembra
parlare all’uomo, chiedendo di essere
rispettata. L’impostazione del locale è in
sintonia con l’ambiente circostante, visto
che in cucina vengono utilizzati molti
ingredienti provenienti dal frutteto e
dall’orto di erbe officinali coltivati da
Sergio Boschetto e dalla sua famiglia, i
gestori del ristorante. Il molino risale a
cinque secoli fa ed è una sorta di
museo. L’arredamento delle sale
valorizza questa sua peculiarità. Tante
sale e tanti angoli molto intimi e
accoglienti. Nella bella stagione si può
mangiare in veranda ascoltando l’allegra
cantilena dell’acqua che scorre sotto
l’antica e massiccia ruota che faceva
girare le macine; mentre le sale di
rustica eleganza, tra stufe e caminetti,
rendono l’atmosfera davvero rilassante.
La cucina è schietta e guarda con
passione alla tradizione vicentina. Nel
senso che cerca di recuperare molti
piatti della memoria, alcuni dei quali fatti
anche con ingredienti molto semplici e
umili. Una parte importante la recitano
anche i pesci di acqua dolce, quelli che
un tempo la gente di campagna
catturava nei fossi. Fra i piatti da
segnalare il fritto di verdure alle prime
erbe con i prodotti dell’orto. Originale il
“fish and chips delle risorgive” con
avannotti, trota e chips di patate). Ottimi
gli intramontabili bigoli con la “sardea” o
con il ragù d’anitra e le girelle di pasta al
tarassaco. Fra i secondi la suprema di
faraona alle salvie o la profumata
millefoglie di manzo grigliato al ginepro.
Golosa la proposta di formaggi del
territorio e dolci della tradizione più
classica. Menu degustazione per tutti i
gusti, compresi in una fascia di prezzo
che va dai 25 ai 35 euro. Alla carta circa
45 euro e magari è anche compresa
una bella litografia di Galliano Rosset
che racconta in modo magistrale la
civiltà contadina.
AL MOLIN VECIO
Via Giaroni 116 - Caldogno (VI)
Tel. 0444585168 - www.molinvecio.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: martedì - Ferie: seconda settimana di
gennaio - Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
Uscendo ai caselli autostradali di Vicenza, imboccare la circonvallazione esterna
est-ovest e prendere la strada che porta all’aeroporto Dal Molin. Dopo qualche
chilometro, incontrerete un semaforo che dovrete superare, fino ad arrivare allo stop
successivo. Quindi girate a sinistra e dopo 300 metri circa vedrete Al Molin Vecio tra
gli alberi alla vostra sinistra.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Classe, tecnica e creatività erano
stampate nel DNA e ai primi
segnali di risveglio generale ecco
ricomparire, accanto ai solidi piatti
della tradizione, anche quelli più
guarniti di sapori, di colori che
sanno regalare emozioni inconsuete
Un cuneo che sembra penetrare tra
l’Altopiano di Tonezza e quello dei Sette
Comuni, toccando a nord quello di
Folgaria, in Trentino: è la selvaggia e
incontaminata Valle dell’Astico. Il fiume
omonimo, un tempo, era ricco di trote e
marsoni. La speranza è che ritornino
copiosi. Risalendo la vallata troverete una
piccola trattoria come si deve in cui
fermarsi senza indugio, prima di
affrontare la ridda di tornanti che porta
all’incantevole Altopiano di Asiago o
verso gli altopiani trentini e il Passo della
Fricca. Christian Zana, complice la crisi
che aveva aggredito pesantemente
anche la ristorazione, si era stabilizzato su
una linea di cucina più quieta ma chiara
e inequivocabile, fatta di immediata
semplicità e ricerca della migliore qualità
per le materie prime utilizzate. Ma classe,
tecnica e creatività erano stampate nel
DNA e ai primi segnali di risveglio
generale ecco ricomparire, accanto ai
solidi piatti della tradizione, anche quelli
più guarniti di sapori, di colori che sanno
regalare emozioni inconsuete (lumache
alla bourghignonne piuttosto che le
linguine di scampi con porro e burrata). Il
locale, sempre accogliente, ha
mantenuto la sua sobrietà con le linde
tovaglie e il servizio premuroso, tutte
premesse per una gradevole sosta. Allo
stesso modo la mano del cuoco,
navigato professionista, lavora agile e
senza rischi su proposte genuine a
partire dall’ottima tartara di manzo che
tra gli antipasti non conosce oblio. Si
possono gustare, secondo stagione,
anche la buona pasta e fagioli alla veneta
e il goloso stinco di maiale al forno. I
dolci sono della casa a partire dal
tiramisù fino al tortino al cioccolato caldo
con salsa inglese. Cantina fornita di
buona bottiglie e la possibilità di bere
anche al calice. Si spendono
mediamente 30 euro con il menu del
giorno, da 50 euro in su con la linea
gourmet; tutto con soddisfazione.
TRATTORIA ALL’ISOLA
Via Schiro 14 - 36010 Cogollo del Cengio (VI)
Tel. 0445880341 - www.trattoriaallisola.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica; lunedì a pranzo;
mercoledì sera - Ferie: dal 31 dicembre al 6 gennaio e tre settimane in agosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Autostrada Valdastico uscita Piovene Rocchette. Imboccare la SS350 per Trento e, dopo 7
chilometri dall’uscita dell’autostrada, appena sorpassato Cogollo del Cengio, troverete il
locale lungo la statale, in uno slargo (piazzetta) prima di Arsiero.
Ristoranti
75
Veneto
GALLIO (VI)
GAMBELLARA (VI)
Al Castello
Appaloosa
Un’atmosfera in grado di
risvegliare l’amore per la natura,
la necessità di provare i prodotti
genuini, frutto del lavoro delle
malghe o della generosità di
boschi e prati. Frutti del bosco,
funghi, erbe spontanee e la
ricotta di malga arricchiscono i
piatti di Francesca e i soavi dolci
di Maddalena
76
Il bosco della Valle dei Nos che sfiora le
contrade alte nasconde alla vista questo
piccolo-grande scrigno gastronomico
ma il vessillo di una cucina dei sapori
oramai introvabili sventola sempre alto
in località Appalosa. A chi ama la cucina
dei veri e autentici sapori, Francesca
continua a regalare emozioni
gastronomiche e suggestioni ancestrali.
Un locale di montagna, semplice ma
curato nei dettagli, capace di regalare
quella particolare atmosfera, avvolgente
e familiare, che ben conosce chi
frequenta da sempre l’Altopiano cantato
da Mario Rigoni Stern. Un’atmosfera in
grado di risvegliare l’amore per la
natura, la necessità di provare i prodotti
genuini, frutto del lavoro delle malghe o
della generosità di boschi e prati. Frutti
del bosco, funghi, erbe spontanee e la
ricotta di malga arricchiscono i piatti di
Francesca e i soavi dolci di Maddalena.
Tutto con tocco leggero ma rispettando
i gusti e le consuetudini alimentari della
gente di montagna. Appaloosa è un
presidio del gusto, un piccolo e intimo
tempio, dove si va per scorrere il menu,
ma anche per assistere al crepitare del
fuoco nel caminetto e per scambiare
qualche parola in libertà con il vulcanico
Pippo. Sapori genuini che si
accompagnano ad una profonda cultura
del territorio: due emozioni che insieme
rendono la sosta gastronomica
particolarmente piacevole dove la
sobria ma limpida arte montanara si
nota anche nella composizione
cromatica dei piatti. Secondo stagione
in carta potrete trovare la delicata
quanto saporita testina di vitello
gratinata su tortino di patate e olio al
sedano piuttosto che i voluttosi tortelli
d’oca con rapatura di arancio, crema di
foie gras e tartufo nero. Ritroverete il
territorio nella zuppa di verdura alla
“cimbra” cotta nel latte con speck
croccante. Carni golose a partire dall’oca
di San Martino con foie gras, castagne e
porcini fino al nobile arrosto di agnellino
da latte dei Pirenei. Tra i dolci spiccano
il tortino di ricotta e nocciole e l’ottima
variazione dei sorbetti. Carta dei vini
semplicemente concreta. Menu di baita
a 40 euro; alla carta circa 50 euro.
LOCANDA APPALOOSA DA PIPPO
Località Maneggio Appaloosa 2 - Gallio (VI)
Tel. 0424658280 - www.appaloosagallio.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì e martedì (mai in stagione)
Ferie: Variabili in bassa stagione - Carte di credito: solo circuito Visa
Come arrivare
Percorrere la A21 e uscire al casello di Piovene Rocchette. Imboccare la strada del
Costo, seguire le indicazioni per Asiago e poi verso Gallio. Arrivati alla rotonda posta
all’ingresso del paese, effettuare quasi una inversione di marcia, prendere l’ultima
uscita a destra girare e salire per circa 1 chilometro tenendo la sinistra; vedrete
subito il cartello d’ingresso al viale (tempo di percorrenza: 40/45 minuti dal casello
autostradale).
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Quella che fu una vecchia
trattoria, sulla strada del
Recioto costellata da vignetigiardino, è da tempo diventata
un ambiente di semplice e
raffinata eleganza dove sarete
accolti con garbo e creatività
da Paola, Valter e Stefano. In
cucina si intersecano i piatti
della tradizione autentica
Il nome ricorda il castello di Sorio
costruito nell’XI secolo a salvaguardia
della vallata e distrutto nell’ottobre del
1263 da Ezzelino da Romano e non più
ricostruito. Del vecchio rudere, il Castello
di Gambellara, ci si ricorda ancora per le
volte, rifugio durante la Seconda Guerra
Mondiale. Quella che fu una vecchia
trattoria, sulla strada del Recioto
costellata da vigneti-giardino, è da
tempo diventato un ambiente di
semplice e raffinata eleganza dove
sarete accolti con garbo e creatività da
Paola, Valter e Stefano. In cucina si
intersecano i piatti della tradizione
autentica, sempre rivisitati con gusto e
leggerezza, con le nuove proposte
gastronomiche di bella concezione e
grande piacevolezza. Così alla crema di
broccolo per amuse-gueule (ma sarete
ancor di più colpiti dalle stupende croste
di parmigiano sulla piastra, ricordo di
sapori della casa mai dimenticati)
potrete abbinare la crema di zucca con
ricotta di bufala ed olive nere. Verdure
dell’ orto di casa sono la materia prima
di minestre che seguono il rito delle
stagioni. Tra le carni spicca il succulento
maialino da latte allo spiedo ed il
coniglio in casseruola con erbette di
campo. Emozioni anche dal pesce con il
cartoccio alla veneziana (croccante fritto
di piccoli calamari e verdure dell’orto e
dal polpo del Mar Ligure in “pizza”).
Originali le creazioni dolci. La carta dei
vini è ottimamente costruita e curiosa.
Conto intorno ai 50 euro.
AL CASTELLO
Via Castello 23 - Località Sorio 36053 - Gambellara (VI)
Tel. 0444444085 - www.anticaosteriaalcastello.com
[email protected]
Turno di chiusura: sabato a pranzo; domenica - Ferie: dal 10 al 30 agosto;
dal 26 dicembre all’Epifania
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Dall’autostrada A4 uscire a Montebello e seguire la direzione Gambellara.
Procedere sulla SP22 per circa 2 chilometri. All’entrata del paese imboccare via
Castello, alla vostra sinistra.
Ristoranti
77
Veneto
GRANCONA (VI)
LONIGO (VI)
3Quarti
La Peca
La mano in cucina è sempre più
in forma, pulita ed essenziale,
concepita per un gusto che fa
della leggerezza la sua arma
vincente. Tanta tecnica, quindi,
affinata giorno per giorno con
ricerca e metodo, fusa con
grande cuore e molto attenta
alle esigenze particolari della
clientela (molti i piatti glutine e
lattosio free)
Alberto Basso e Stefano
Leonardi hanno riscoperto
le antiche tradizioni, senza
rinchiudersi entro la cinta dei
colli, per poter guardare verso
l’orizzonte e interpretare il
mondo che cambia. La cucina è
curiosa e spumeggiante, creativa
ma rassicurante
78
La lunga marcia dei giovani continua
sicura. La crisi che ancora morde
impone sacrificio e dedizione ma mai
come in questi tempi la riscoperta delle
tradizioni ha conosciuto tanta passione
e ostinazione. Anche da parte dei
giovani che sentono il bisogno di
ritrovare le radici e il ricordo dei sapori
ancestrali conservati nel DNA. Ed è così
che la “Nuova Cucina Italiana” (by Enzo
Vizzari) ha trovato nuovo spessore e
grande fama. Era necessario riguardare
ai costumi (gastronomici) e ai prodotti
(poveri) del passato con nuova
consapevolezza e senza pudori perché lì
si celavano i nostri piccoli tesori. E la
sfida è stata vinta su più fronti. Come al
3Quarti, un angolo gourmet nel cuore
dei Berici, minimal nell’eleganza ma
autentico nei sapori. Qui Alberto Basso
e Stefano Leonardi hanno riscoperto le
antiche tradizioni, senza rinchiudersi
entro la cinta dei colli, per poter
guardare verso l’orizzonte e interpretare
il mondo che cambia. La cucina è
curiosa e spumeggiante, creativa ma
rassicurante, pulita nei sapori e nelle
consistenze. Piena conferma la troverete
sia nel calamaro con ricotta e bieta
stufata sia nelle animelle di vitello, erbe
spontanee e topinambur fritto. Gli
spaghettoni leggermente piccanti con
scampi crudi e lime costano qualche
minuto di pazienza ma il palato sarà
abbondantemente ripagato. Il branzino
d’altura in guazzetto contende la palma
del vincitore al manzo in 4 assaggi
(tartara fritta; filetto in olio cottura;
diaframma a bassa temperatura e coda
tiepida). Gelati e sorbetti ma anche una
grande crème brulée con castagne e
marmellata di pere. Christian Danese
governa con maestria la sala e una
cantina ampia e ben costruita; i ricarichi
sono più che corretti e il servizio al
bicchiere è puntuale e oculato. Menu di
terra o di mare a 55 euro; alla carta
intorno ai 65 euro.
3QUARTI
Piazza del Donatore ¾ - Spiazzo di Grancona (VI)
Tel. 0444889674 - www.3quarti.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di riposo: domenica sera e lunedì (si apre solo su
prenotazione la domenica a mezzogiorno) - Ferie: variabili
Carte di credito: tutte tranne Amex
Come arrivare
Dalla A4 uscire al casello di Montecchi Maggiore, prendere la direzione per Brendola e
seguire le indicazioni per Grancona. Dopo 20 minuti sarete a destinazione.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
È ormai da più di venticinque anni che i
fratelli Portinari accudiscono con
dedizione la loro creatura. Nicola, lo
chef, rifugge dai riflettori mediatici tanto
di moda di questi tempi: strada
decisamente più complessa e lunga da
percorrere, ma non priva di grandi
soddisfazioni. La brillante squadra,
coadiuvata da un giovanissimo quanto
efficiente equipaggio di staff, oltre a lui è
composta da Pierluigi (suo il comparto
dolci e la supervisione generale) e dalla
moglie Cinzia, artefice di una sala
elegante e ben coordinata. La mano in
cucina è sempre più in forma, pulita ed
essenziale, concepita per un gusto che
fa della leggerezza la sua arma vincente.
Tanta tecnica, quindi, affinata giorno per
giorno con ricerca e metodo, fusa con
grande cuore e molto attenta alle
esigenze particolari della clientela (molti
i piatti glutine e lattosio free). Si può
iniziare con la strepitosa freschezza del
gelo di acqua tonica, lime e profumo di
gin con tartare di scampi, gamberi rossi
e canocchie, in cui consistenze e
temperature si rincorrono in grande
armonia. Ancora tra gli antipasti la
ghiotta focaccia di alghe e germinati con
palamita, asparagi verdi e guacamole o
il classico, opulento crescendo di fegato
grasso d’anatra. Sapore pieno di
primavera per gli spaghettoni Cavalieri
con piselli, prosciutto e clorofilla. I
passatelli di Pecorino di Mossano al
timo su ristretto di agnello con pancetta
e fegato grasso tostati sono un ideale
inno alla gola. Da non perdere tra i
secondi il succulento piccione in doppia
cottura con piselli allo zenzero e
spugnole ripiene ai fegatelli. Il capitolo
dolci è altrettanto interessante:
meravigliosi la zuppa inglese 2013 e il
grande classico nocciola delle Langhe
con i suoi cremino, mousse, semifreddo
e tortino caldo. La carta dei vini è
davvero bella e importante. Si spendono
sui 120 euro alla carta, ma si trovano
diversi menu degustazione da 80 a 120
euro (a 40 euro il pranzo veloce con tre
portate e caffè).
LA PECA
Via Giovanelli 2 - Lonigo (VI)
Tel. 0444830214 - www.lapeca.it - info@lapeca
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera; lunedì (in luglio anche
domenica a pranzo) - Ferie: due settimane in gennaio e due in agosto
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Dalla A4 uscire al casello di Montebello e seguire le indicazioni per Lonigo. In pochi
minuti si arriva alla periferia del paese. Aggirandolo verso sinistra si incontrano le
segnalazioni per il ristorante.
Ristoranti
79
Veneto
MARANO VICENTINO (VI)
El Coq
MONTECCHIO PRECALCINO (VI)
Locanda di Piero
È aperto anche a mezzogiorno
ma soltanto alla sera Lorenzo
Cogo declina le sue solide
esperienze internazionali
affrontando un mondo
complicato come la provincia
veneta, gastronomicamente
abituata ad altri contesti, con
piglio personale e idee piuttosto
chiare
80
Non ancora trentenne ha saputo
comunque far parlare di sé come uno
tra i cuochi emergenti e
coraggiosamente impertinenti sui quali
gravava l’arduo compito di tener alta la
bandiera della cucina italiana. Ora
Lorenzo Cogo fa parlare di sé non più
come emergente ma come promessa
mantenuta. Il suo El Coq è aperto anche
a mezzogiorno ma soltanto alla sera
declina le sue solide esperienze
internazionali affrontando un mondo
complicato come la provincia veneta,
gastronomicamente abituata ad altri
contesti, con piglio personale e idee
piuttosto chiare. Il locale è improntato a
una modernità non abituale, in cui il
bianco e l’essenzialità dominano la
scena. La personalità e l’anima però non
mancano, a partire da un’accoglienza
fatta di sorriso e professionalità. Il menu
degustazione è declinato in 5 o in 8
portate in cui l’alto grado di creatività si
coniuga con la ricerca spasmodica della
miglior materia, da ovunque essa possa
provenire. Si parte con due antipasti
Veneto
costruiti su registri delicati: l’insalata di
sgombro affumicato con acqua di
pomodoro e rafano e la ricciola cruda
con tapioca, yogurt di capra, mela verde
e cetriolo, per poi accelerare con i bigoli,
agretti e grana, primo piatto che punta a
ricreare l’ambiente di una cantina di
campagna, e la pluma di maiale iberico,
purea di rucola selvatica, scalogno e
finferli, secondo che coniuga alla
perfezione complessità e godibilità. Non
mancano mai la costata di vacca
galiziana “Rubia Gallega” e i grandi
crostacei sardi a dimostrare un utilizzo
magistrale della brace e dei toni
affumicati che ne derivano. Tra i dolci,
anch’essi di estrema originalità, resta
impresso il gelato al polline, granita alla
camomilla e cous cous al miele. La carta
dei vini, pur non profondissima, è ben
strutturata e riserva un occhio di
riguardo per i vini “naturali”. Menu a 70
euro per 5 portate (con i vini 105 euro)
e 100 euro per 8 portate (con i vini
145 euro). A pranzo tutto più leggero:
24 euro per due piatti.
Conosce in profondità
ingredienti e
tradizioni, ma
sa declinarli con
equilibrata creatività
secondo i gusti del
Terzo Millennio: così
i sapori si incrociano
e si moltiplicano con
sfumature inaspettate
Siete pronti a condividere con animi
affini un’atmosfera ricca di emozioni
piacevoli e avvolgenti? Alla Locanda di
Piero ogni assaggio, ogni piccolo sorso
di vino imprime e fa riaffiorare nella
memoria ricordi di sapori e profumi che
emozionano il palato e i sensi. È questo
il biglietto da visita del locale, che è
diventato un punto di riferimento nella
ristorazione (non solo) vicentina.
Davvero il legno della sala e i grandi
tappeti conferiscono un’impagabile
atmosfera a questo cottage che si
affaccia, con una grande veranda, sulla
campagna verde. Eleganza e cura sono
le cifre stilistiche del locale che si
ritrovano anche nei piatti di Renato
Rizzardi, una “forza tranquilla” della
cucina vicentina. Lui conosce in
profondità ingredienti e tradizioni, ma sa
declinarli con equilibrata creatività
secondo i gusti del Terzo Millennio: così
i sapori si incrociano e si moltiplicano
con sfumature inaspettate. Come nel
caso del radicchio di campo: diventa
molto più che un semplice tortello
grazie alla pancetta e al pesto di
bruscandoli. Da provare i gamberoni
con l’uovo di quaglia, oppure il pesce
san Pietro dorato (non impanato)
assieme alla crema di piselli, un “must”
del locale. La sua è una cucina del nord
tradizionale, caratterizzata da gusti decisi
e ben marcati che ben rispecchino la
personalità del cuoco, che ha una storia
assai ricca alle spalle. Decisiva, negli
anni Ottanta, la sua esperienza a San
Francisco che l’ha portato a essere
Master chef in California. Ma il suo
sogno era di aprire un locale “a casa” e
il 1° gennaio 1992 prende in gestione
la Locanda. Nel 1995 arriva anche
Sergio Olivetti, che anche oggi in sala è
impeccabile, come la lista dei vini del
locale. Intelligente la scelta di proporre
anche “piccole porzioni” dei piatti. Menu
degustazione (di terra e di mare) a 50
euro, alla carta 70 euro.
EL COQ
Via Canè 2/C - Marano Vicentino (VI)
Tel. 04451886367 - www.elcoq.com - [email protected]
Aperto: sempre; Turno di chiusura: domenica e lunedì a pranzo
Ferie: due settimane in agosto
Carte di credito: tutte tranne Diners Club
LA LOCANDA DI PIERO
Via Roma 34 - Montecchio Precalcino (VI)
Tel. 0445864827 - www.lalocandadipiero.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: sabato a pranzo; domenica;
lunedì a pranzo - Ferie: I primi dieci giorni di gennaio; due settimane in agosto
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Dalla A4 deviare per la Valdastico e uscire al casello di Thiene. Seguire le indicazioni
per Marano e in pochi minuti sarete in centro paese.
Come arrivare
Percorrendo la statale Vicenza-Bassano del Grappa, raggiunta Povolaro piegare verso
Montecchio Precalcino o, arrivando sull’Autostrada Vicenza-Piovene Rocchette, uscita a Dueville
e proseguire per Montecchio Precalcino.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
81
Veneto
SAN VITO DI LEGUZZANO (VI)
Due Mori
SCHIO (VI)
Da Beppino
Cucina sana, piacevole,
rispettosa delle stagioni e dei
prodotti, con alcuni abbinamenti
di grande intuizione e mano.
L’orto di casa fornisce primizie e
verdure biologiche. E, quando il
tempo chiama, non rinunciate
82
I monti verso Schio fanno da chiostra a
questa cittadina che, in una tranquilla
via del centro, riunisce ristorante e
locanda dentro un palazzo del ‘600 (ex
stazione di posta) piacevolmente
recuperato. L’entrata è già accattivante:
sempre acceso il camino per carni alla
griglia o, d’inverno, per spiedi succulenti
che anni di esperienza rendono ormai
irraggiungibili.
La rustica saletta offre l’atmosfera di un
tempo che fu; l’ampia ed elegante sala
offre confort e un grande tavolo che
schiera una lunga fila di antipasti a
buffet, di terra e di mare, freddi e caldi,
per iniziare in modo goloso un pranzo
che potrebbe già finire lì… Cucina sana,
piacevole, rispettosa delle stagioni e dei
prodotti, con alcuni abbinamenti di
grande intuizione e mano. L’orto di casa
fornisce primizie e verdure biologiche. E,
quando il tempo chiama, non rinunciate
all’orzotto mantecato con zucca e finferli
o la fagianella al farro con salsa al
tartufo. Tra i primi, difficile è resistere
alla maestosità del risotto nel “cuore”
del Parmigiano, servito in una forma di
26 mesi con una mantecatura perfetta
o, fra i secondi, allo scenografico
“patibolo”, una sontuosa varietà di carni
cotte alla griglia, servite e fiammeggiate
al tavolo su uno spiedo verticale. Onore
al merito dello spiedista. Di ottima
fattura anche il baccalà alla vicentina e
non perdetevi, per finire in dolcezza, lo
zabaione o il sorbetto alla mela verde
con Calvados. In sala solo personale
femminile sempre sorridente e spigliato
e sempre con il tipico costume. Carta
dei vini che appaga senza violentare il
portafoglio. Anzi. Conto che si attesta sui
35 euro.
ANTICA TRATTORIA DUE MORI
Via Rigobello 41 - 36030 San Vito di Leguzzano (VI)
Tel. 0445671635 - www.trattoriaduemori.it - [email protected]
Turno di chiusura: lunedì a pranzo - Ferie: le prime tre settimane di
agosto - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Percorrendo la statale che collega Vicenza a Schio, poco dopo l’abitato di Malo,
troverete, alla vostra sinistra, l’indicazione per S. Vito di Leguzzano. Puntate al centro
del paese e ci arriverete facilmente. L’entrata per il parcheggio-garage è di fianco alla
storica facciata.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Una cucina che sa parlare
a tutti e per tutte le tasche;
seduce i gourmet, i frettolosi e le
famiglie, senza mai rinunciare
alla qualità
Una cucina che sa parlare a tutti e per
tutte le tasche; seduce i gourmet, i
frettolosi e le famiglie, senza mai
rinunciare alla qualità. Solo quattro anni
fa, nel 2011, il grande salto e la
realizzazione di un sogno. Non più i
capannoni ma un’oasi verde ai piedi
(quasi) del Summano. Una fascinosa ed
elegante villa del XVIII secolo, giardino e
grandi aerei spazi per la brigata di
cucina ma, soprattutto per viandanti,
appassionati di cucina e famiglie. Per
tanti anni (quasi mezzo secolo) era
stata comunque un’oasi. Non in mezzo
al deserto ma in mezzo ai capannoni e
uffici dell’industrioso Alto Vicentino.
Andare al ristorante da Beppino era
come staccare la spina e sottrarsi ai ritmi
imperiosi della vita moderna per godere
delle buone cose che uscivano dai
fornelli, in assoluta serenità. Qui tra prati,
spazi luminosi e in una cucina
supertecnologica, Claudio Ballardin può
finalmente dedicarsi alla riscoperta di
ricette e tradizioni che rischiavano di
venire confinati solo nella memoria.
Grande attenzione al territorio, alle
stagioni e ai prodotti agroalimentari che
sfocia in una cucina sana, buona e
golosa. Una cucina che sa parlare a tutti
e per tutte le tasche; seduce i gourmet,
i frettolosi e le famiglie, senza mai
rinunciare alla qualità. Gli antipasti
vanno dalla trota marinata dell’Astico,
fino al foie gras senza dimenticare la
sopressa con il mais Marano. Le paste
condite secondo i sapori della stagione
sono tutte buone (bigoli con il sugo
d’anatra o gli spaghetti di Gragnano con
carbonara alle asparagine selvatiche) ed
è nel nostro cuore la ribollita a
chilometri zero che profuma dell’orto di
casa. Poi il trionfo delle carni con il
peccaminoso spiedo o il mitico carrello
dei bolliti. Il baccalà alla vicentina non
manca e nemmeno il pesce di mare
con una generosa offerta di piatti
secondo il pescato del giorno (schie
con polenta o grigliata di pesci nobili).
Tutte le torte tradizionali ma la zuppa
inglese è sempre molto gettonata. La
carta dei vini conta oltre duecento
etichette che privilegiano i vini del
territorio, con un buon servizio al
bicchiere. Servizio garbato e
professionale. Conto intorno ai 45 euro.
DA BEPPINO - Ristorante alla Palazzina
Località Ceresara 1, 36015 Schio (VI)
Tel. 0445670139 - www.ristorantedabeppino.com
[email protected]
Turno di chiusura: domenica sera e lunedì - Ferie: la prima settimana di
gennaio e una in agosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Percorrendo la vecchia strada che unisce Thiene–Marano-Schio lo troverete sulla
destra, prima di entrare il gran Viale dell’Industria che attraversa tutta la zona industriale
di Schio.
Ristoranti
83
Veneto
SCHIO (VI)
PADOVA
Spinechile
Ai Navigli
Così, verso una cucina sempre
creativa ma anche sempre più
legata al territorio, con lo stile
che contraddistingue una mano
felice e tecnicamente ineccepibile,
il cuoco mescola con grande
sapienza ingredienti eterogenei
e legati da un fondamentale
fattore comune: la ricerca della
qualità assoluta
84
Nelle giornate limpide si intravvede la
fascinosa Laguna e nell’immaginario
anche il Met ultima gloriosa tappa prima
della resurrezione. É un percorso che ha
dell’avventuroso quello che porta allo
spigolo della montagna (spinechile,
appunto, in dialetto cimbro) che
Corrado Fasolato ha scelto come meta
ultima della sua brillante carriera di
cuoco. Un ritorno alle sue origini, con
Paola e i figli Veronica (in sala) ed
Edoardo (in cucina), dopo 30 anni di
importanti esperienze. Così, verso una
cucina sempre creativa ma anche
sempre più legata al territorio, con lo
stile che contraddistingue una mano
felice e tecnicamente ineccepibile, il
cuoco mescola con grande sapienza
ingredienti eterogenei e legati da un
fondamentale fattore comune: la ricerca
della qualità assoluta. Nella vecchia casa
ora elegante rifugio tutto legno, sasso e
vetro, i suoi piatti sono frutto di una
orchestra affiatata fatta di temperature,
consistenze, colori e sapori. Si può
iniziare con i brillanti contrasti dei bigoli
Veneto
con l’ostrica e melanzana e continuare
un percorso virtuoso con la rana
pescatrice, fegato e caffè per proseguire
con i soffici tortelli di cappon di mare e
terra. Dalla seducente millefoglie di
fegato grasso si può passare
all’alternanza dei sapori del capriolo
nell’orto. “Sensazioni di rum e tabacco”
è l’intrigante proposta che apre la lista
dei dessert (la variazione di cioccolati è
di una bontà straordinaria). Una
medaglia di prima classe va infine ai
pani, tutti di un livello di bontà che può
diventare molto pericolosa se non
resistete alle tentazioni. L’intelligente
carta dei vini è gestita con maestria da
Paola che vi potrà consigliare i migliori
abbinamenti. Onore al merito anche per
la spesa: non oltre i 50 euro
dall’antipasto al dolce alla carta (vini
esclusi), con un menu degustazione di
8 portate a 60 euro.
Una boutique del buon gusto
che soddisfa i palati più
esigenti nell’avaro centro storico
patavino
Elena Bernardi e Massimo Biale: dalla
mitica Riviera del Brenta al centro
storico di Padova. Non è ancora passato
un lustro e la missione è compiuta: la
giovane coppia ha costruito mattone su
mattone la fama del locale, puntando
soprattutto su una cucina di alta qualità.
Basata su materie prime (in prevalenza
pesce) ben selezionate. Massimo vanta
una notevole esperienza, maturata in un
popolare locale di Dolo dove si gustava
l’autentica e vera cucina lagunare
vincendo anche un argento agli
Internazionali d’Italia 2011 con un
branzino in confit su vellutata al curry
con tortino di riso Carnaroli al mango e
gamberi rossi. Seguendo l’arte che gli ha
tramandato la nonna Fanny, cuoca della
famiglia Bertoglio in alberghi di lusso, ha
voluto mettersi in gioco nel centro
patavino in un locale elegante e un po’
Belle Epoque. C’è anche un tavolo che
sembra sospeso nell’aria, avvolto in un
velo ma che in realtà poggia su un
soppalco di cristallo creato dal
progettista-designer Riccardo Tognazzo
per rendere ancora più glamour il locale
di Riviera Tiso da Camposampiero. Ma
non per questo è diventato il locale dei
vip o dei gourmet appassionati. Qui,
all’ombra della famosa Specola da cui
Galileo studiava la volta celeste, il cuoco
ha coronato il suo sogno di creare un
ristorante di classe, dove potersi
sbizzarrire nella creazione di piatti
d’autore. Oltre alla ricca selezione di
crudi misti, sempre freschi di mercato,
potrete trovare i paccheri di Gragnano
con una carbonara di mare che non ha
niente da invidiare alle blasonate
carbonare del Mezzogiorno d’Italia. Oltre
a tutto il pesce nobile, sono sempre in
carta perché reclamati a gran voce la
regale catalana di crostacei e il fragrante
fritto misto dell’Adriatico. E fatto
inconsueto, per un ristorante tutto
dedicato al pesce, un creativo menu
vegan a 30 euro. La carta dei vini è
contenuta ma ben impostata da Elena.
Menu degustazione a 40 euro; alla carta
circa 60 euro.
SPINECHILE RESORT & AGRICOLA LE PACCHE
Contrà Pacche 1 - Tretto di Schio (VI) - Tel. 04451690107
www.spinechileresort.com - [email protected]
Aperto: solo alla sera; sabato e domenica anche a mezzogiorno - Turno
di chiusura: lunedì - Ferie: variabili - Carte di Credito: tutte tranne Amex
AI NAVIGLI
Riviera Tiso da Camposampiero 11 - Padova
Tel. 0498364060 - www.ainavigli.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
Come arrivare
La strada più semplice è: usciti dal casello dell’autostrada Thiene- Schio, alla rotonda,
seguire per Santorso passando davanti al nuovo ospedale, proseguire per Schio, al
secondo semaforo prendere per S. Ulderico. A Contrà Nogare, girare a sinistra per
Contrà Pacche.
Come arrivare
Il locale si trova nel cuore del centro storico; ci si arriva vicinissimo anche in auto ma
conviene parcheggiare nei pressi e godersi la città antica.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
85
Veneto
BORGORICCO (PD)
PONTELONGO (PD)
Storie d’Amore
86
La passione e l’energia di Massimo
Foffani e Davide Filipetto continuano ad
alimentare felicemente le storie d’amore
che i buongustai vivono sedendosi a
tavola in questo bel ristorante di
Borgoricco. Solo a pochi chilometri da
Padova, in una piccola frazione, si è
sempre più consolidata una realtà di
prim’ordine nel panorama gastronomico
locale. Le storie d’amore nel nome si
rivelano fin dall’ambiente: luminoso,
accogliente e con quell’eleganza rilassata
che mette a proprio agio. Una cucina
mai ferma e piatti costruiti con cura
meticolosa, così come non si ferma la
ricerca di buone bottiglie da proporre al
calice negli interessanti percorsi di
degustazione, sono garanzia di una
sosta di grande soddisfazione. La linea,
fatta di proposte sia di terra sia di mare,
è improntata a una modernità gestita
con garbo, mano esperta e uno spiccato
senso estetico. Si può partire con
l’opulenza ghiotta e mai greve della
scaloppa di foie gras con pesche
arrostite, gelatina di Moscato Fior
Veneto
Lazzaro
Una cucina mai ferma e piatti
costruiti con cura meticolosa,
così come non si ferma la ricerca
di buone bottiglie da proporre
al calice negli interessanti
percorsi di degustazione, sono
garanzia di una sosta di grande
soddisfazione
Piergiorgio Siviero è un cuoco
ancora giovane ma già maturo,
con una forte propensione
all’azzardo e altrettanta
sicurezza nel proporre i suoi
piatti caleidoscopici che alla
fine, alla prova dell’assaggio,
convincono
d’Arancio, latte di mandorle, biscotto
soffice al cacao e bon bon di fegato al
cioccolato, inno alla dolcezza bilanciata.
Tra i primi vanno assaggiati gli eleganti
risi e bisi con basilico e limone, battuta
di gamberi rossi e gelato ai ricci di mare.
Eccellente materia prima per uno
sfidante omaggio alla classicità con i
quattro filetti di manzo, serviti alla
Rossini, al pepe verde, ai ferri con salsa
olandese e alla Tartara. Ottimo tra i dolci
il cioccolato al latte e tè nero Earl Grey,
cremoso al mascarpone, datteri e noci di
Pecan. Si spendono volentieri sui 70
euro alla carta, mentre i menu
degustazione vanno da 55 a 100 euro.
A pranzo non mancano proposte veloci
a prezzi molto alleggeriti.
cappelli con parmigiano liquido latteria
del monte Cimone, prosciutto “maison”
d’oca di corte e riduzione di tenuta San
Guido. Forte e curioso l’impatto
dell’after eight di stoccafisso (baccalà)
cotto a vapore con menta e cacao,
gelato caldo di mandorle al profumo
d’aglio e bon bon liquido delle sue
trippe. Dolci molto interessanti, come il
cioccolato Chuao 70% con cremoso al
mandarino, mascarpone e nocciole e
sorbetto al mandarino e zenzero. La
carta dei vini, seguita come l’elegante
sala dalla sorella dello chef Daniela, è di
buon livello e con ricarichi corretti (da
ricordare la possibilità, non usuale, di
portarsi a casa la bottiglia non terminata
con la “wine bag”). Di buon livello
anche il servizio al calice. Si spendono
circa 55 euro alla carta, mentre il
corposo menu degustazione è offerto a
70 euro.
Un paesino tranquillo e fuori dai tipici
itinerari regionali veneti è sede del
piccolo, storico albergo che ospita
questo bel ristorante. Una famiglia e
una bella storia che dura ormai da quasi
un secolo: si tratta dei Siviero con la loro
passione per l’accoglienza, un piccolo
albergo e una trattoria che si è
trasformata in ristorante di pregio.
Piergiorgio Siviero è un cuoco ancora
giovane ma già maturo, con una forte
propensione all’azzardo e altrettanta
sicurezza nel proporre i suoi piatti
caleidoscopici che alla fine, alla prova
dell’assaggio, convincono. A partire dal
fresco impatto della seppia battuta in
acqua e sale con insalatina croccante,
albicocche, latte cagliato alla camomilla
e pizza di patate, per proseguire tra i
primi con la grassezza bilanciata dei
STORIE D’AMORE
Via Desman 4/8 - Borgoricco (PD) - [email protected]
Tel. 0499336523 - www.storiedamorerestaurant.it
Aperto: sempre - Turno di chiusura: giovedì - Ferie: variabili
Carte di credito: tutte
LAZZARO 1915 - Albergo Trieste
Via Roma 351 - Pontelongo (PD) - [email protected]
Tel. 0499775072 - www.lazzaro1915.com
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì sera e martedì - Ferie: variabili
Carte di credito: tutte tranne Dinars - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Dal centro di Padova o dal casello di Padova Est (A4) prendere in direzione di
Castelfranco. Dopo Campodarsego troverete subito Borgoricco. Dal casello
dell’autostrada sono 15 chilometri.
Come arrivare
Da Padova città (o dal casello Z.I. della A4) prendere la direzione verso Piove di
Sacco, attraversare il paese e continuare verso Pontelongo. Troverete il ristorante in
riva al fiume Bacchiglione. A circa 30 chilometri dalla città del Santo.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
87
Veneto
SARMEOLA DI RUBANO (PD)
Le Calandre
SARMEOLA DI RUBANO (PD)
Lavit
Tre elementi concorrono a fornire
l’esperienza gastronomica:
acqua, natura e memoria.
Rappresentano tre diversi modi
di ripescare le nostre origini
88
Lo ha battezzato “risotto sulla pietra
all’acqua”. Ci sono pepe verde di
Sichuan, curry e crostacei, ma il risotto è
servito su una pietra anziché sul piatto;
intanto ascoltate il rumore della pioggia
(registrata e diffusa nella sala…) che
piano piano cala d’intensità. Tre
elementi concorrono a fornire
l’esperienza gastronomica: acqua, natura
e memoria. Tre diversi modi di ripescare
le nostre origini andando ad afferrare i
ricordi dell’inconscio, ma sono anche le
tre direttrici di Massimiliano Alajmo nella
sua ricerca del senso della cucina.
Spesso, infatti, i suoi piatti coinvolgono
assai più che i cinque sensi, ma sono
ben lontani dall’essere dei furbi
escamotage per attirare l’attenzione. Al
contrario, Massimiliano sta allargando il
significato di gastronomia, in una
concezione essenziale e fluida del
concetto di tempo. Lui esplora l’archivio
sensoriale di cui non abbiamo
consapevolezza, ma che di fatto
alimenta la nostra ricerca di piacere. I
suoi piatti, in altre parole, sconfinano
nella terra della “memoria implicita”. E
siccome l’acqua è una “costante
Veneto
timbrica” perché qualsiasi ingrediente
che la tocca, reidratandosi, subisce una
metamorfosi, la cifra stilistica della sua
cucina diventa davvero la “fluidità”,
anticamera dell’intimità con la materia.
Per questo i suoi piatti puntano
all’essenzialità: dal nudo e crudo di
carne e pesce agli spaghetti aglio, olio,
peperoncino, erbette e Bloody Mary
serviti però su uno scoglio, perché la
forchetta che gratta sulla pietra è parte
integrante del gusto che si fa esperienza
totalizzante. Il dessert è “Chocolat sur
l’herb”: erba distesa sul tavolo (che è
secolare quercia di Normandia, senza
tovaglia: adesso anche Alain Ducasse
spiega che è giusto apparecchiare così,
ma gli Alajmo lo stanno facendo da
cinque anni) sulla quale scorrono i
“giochi al cioccolato”. Gioco e gusto non
hanno solo l’iniziale in comune. In sala,
Raffaele trasforma in governo operativo
la genialità del fratello. L’ironia e una
strepitosa cantina amplificano lo stile del
locale. Conto sui 160 euro.
Le belle e buone contaminazioni
89
Il Lavit dell’Hotel Vittoria non ama la
rendita di posizione. Il locale di Rubano da
quando è nato ha sempre cavalcato le
novità, rispecchiando il gusto per la ricerca
del suo proprietario (e da un paio d’anni
anche chef) Elian Layousse, un cristianopalestinese che ha vissuto anche a New
York e che ha una visione cosmpolita della
cucina. Non a caso crede nelle
contaminazioni culturali e nelle aperture
alla cucina etnica. Il suo più recente
successo è un menu tutto mediorientale,
dove propone diverse specialità palestinesi
e dei paesi vicini, a cominciare dagli
antipasti (i mezè) che sono in gran parte
fatti con prodotti vegetali: dalla crema di
ceci e salsa di sesamo (Hommos), al
Babaganush: purea di melanzane
affumicate; al Falafel: polpettine fritte di
ceci e fave; alla salata Turki: peperone in
agrodolce, salsa di pomodoro e cipolla.
Poi il Lebane: formaggio di yogurt e zatar;
il Fattush: insalata, formaggio salato, pane
fritto e Sommako. Il Lavit propone questo
menu completo (una decina di portate) a
38 euro, ma nello spazio enoteca
presenta una versione ridotta (sei portate)
a 20 euro.
Anche i piatti più vicini alle nostre abitudini
presentano qualche tocco etnico, come le
cappesante su letto di cous cous, acqua di
mare, curcuma e pinoli tostati; il risotto al
cardamomo con cremoso di baccalà e
caffè; l’agnello alle spezie di Galilea. Ampia
la scelta di dolci e ancora di più quella dei
vini. Alla carta circa 45 euro.
LE CALANDRE
Via Liguria 1 - Località Sarmeola, Rubano (PD)
Tel. 049630303 - www.calandre.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì; domenica - Ferie: una settimana
a gennaio; prime tre settimane di agosto - Carte di credito: tutte
LAVIT dell’Hotel Vittoria
Via della Provvidenza 4 - Località Sarmeola, Rubano (PD)
Tel. 049630464 - www.lavit.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica - Ferie: dall’1 al 25 agosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Padova centro prendere per Cavalcavia Chiesanuova in direzione Rubano e
proseguire sempre dritti sulla statale SR11. Dall’autostrada A4 prendere l’uscita in
direzione della SR47 e poi svoltare sulla SR11 in direzione Brentelle di Sopra.
Come arrivare
Da Padova centro prendere per Cavalcavia Chiesanuova in direzione Rubano e proseguire
sempre dritti sulla statale SR11. Dall’autostrada A4, uscire al casello di PD Ovest, prendere
la circonvallazione in direzione dell’autostrada di Bologna e seguire poi le indicazioni per
Vicenza (SR11). Il ristorante è proprio di fronte al centro commerciale “Le Brentelle”.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
Veneto
SELVAZZANO DENTRO (PD)
La Montecchia
PORTO TOLLE (RO)
Arcadia
Ma la Montecchia oggi è
soprattutto alta ristorazione.
Ristorazione di classe. Il locale
della famiglia Alajmo, con
cucina impostata da Max e
direzione del locale affidata
a papà Erminio e a Mauro
Meneghetti, è sinonimo di buon
gusto. In tutti i sensi
90
Un tempo tra quelle mura all’ombra del
castello dei conti Emo Capodilista si
essiccava il tabacco. Un restauro sapiente
ha saputo conservare la memoria di
quell’attività, ma la Montecchia oggi è
soprattutto alta ristorazione. Ristorazione
di classe. Il locale della famiglia Alajmo,
con cucina impostata da Max e direzione
del locale affidata a papà Erminio e a
Mauro Meneghetti, è sinonimo di buon
gusto. In tutti i sensi. Dalla cucina,
all’accoglienza. La Montecchia, che ospita
anche la Club House del Golf Montecchia
e da un paio d’anni si divide fra l’attività
del ristorante e quella dell’Abc Montecchia
(dove la cucina è più “snella” e stile
bistrot, proponendo anche la “pjzza” di
Max Alajmo), trova il suo tratto distintivo
nella qualità. Significa materie prime
selezionate e talento creativo. Alcuni
prodotti provengono dal territorio, anzi
sono stati rilanciati grazie all’impegno del
ristorante in questa direzione. Ad esempio
l’oca. Cucina sempre attenta al nuovo, ma
che poggia i suoi fondamenti nella
tradizione. E questo è molto apprezzato
da tutta la clientela, soprattutto anche
quella straniera. Fra i piatti vanno segnalati
il carpaccio di vacchetta con cavolfiori
crudi, ristretto d’arancio e salsa al curry,
ma anche gli spaghetti con tartufi di mare,
fasolari e cicoria. Imperdibile il dolce
millefoglie, preparato al tavolo. Una buona
sintesi si trova nei menu degustazioni, “La
Corte Padovana” e “I Classici”,
rispettivamente 70 e 85 euro. Mauro
Meneghetti gestisce un patrimonio
internazionale di etichette di vino, da lui
selezionate con grande passione e
competenza. Alla carta circa 80 euro.
LA MONTECCHIA
Via Montecchia 12 - Selvazzano Dentro (PD)
Tel. 0498055323 - [email protected] - www.alajmo.it
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì; martedì - Ferie: dal 26 dicembre
al 6 gennaio; due settimane ad agosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Sulla A4 imboccate l’uscita di Padova Ovest e seguite in direzione Abano Terme.
Proseguite per qualche chilometro fino a raggiungere Selvazzano Dentro, dove non vi
sarà difficile trovare il locale.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
L’osteria Arcadia è famosa per
proporre, tra maggio e giugno, la
cozzeria, un’incredibile carrellata
di piatti a base di cozze
Una qualità decisamente superiore e un
sapore molto delicato. La cozza di
Scardovari si distingue per queste
caratteristiche uniche, strettamente
legate all’ambiente in cui vive e si
sviluppa: quello delle lagune del Delta
del Po veneto, in particolare nella Sacca
degli Scardovari, in provincia di Rovigo.
Fattori climatici, idrodinamici e fattori
biotici contribuiscono a conferire al
mitilo una qualità superiore ed un
sapore particolarmente delicato. Il locale
preferito dai gourmet per la cucina di
cozze è l’osteria Arcadia di Santa Giulia,
minuscolo paesino di pescatori
raggiungibile anche attraverso i ponti di
barche sul Po. Ottima atmosfera da
classica trattoria di paese con stile
moderno ma cucina tipica. Qui si
mangiano le cozze a chilometri zero,
cotte in vari modi da Arcadia e Pamela,
e raccolte dai loro uomini appena al
mattino. L’osteria Arcadia è famosa per
proporre, tra maggio e giugno, la
cozzeria, un’incredibile carrellata di piatti
a base di cozze. Dall’antipasto polesano
(cozze fredde con cipolla di Tropea,
insalata di cozze, cozze al salto con porri
e zafferano), ai primi: risotto di cozze
con riso IGP del Delta, spaghetti con
ragù di cozze, caserecce nere con
sughetto di cozze, pasticcio di cozze la
cui pasta è tirata a mattarello, vellutata
di piselli con cozze saltate in padella,
cozze in “tecia”su polentina bianca
morbida, cozze gratinate al melone, al
formaggio, con salsa di peperoni, cozze
al salto al peperoncino, zuppa di cozze
al pomodoro con crostoni di pane sale
e olio e molto altro! Tre piatti: la zuppa
di cozze piccanti e cozze fritte (2011), il
pasticcio di cozze (2013) e polenta,
fagioli e cozze (2014) hanno portato
l’osteria Arcadia a vincere il prestigioso
premio Vergani-Ballotta, assegnato dalla
giuria popolare.
OSTERIA ARCADIA
Via Luigi Longo 29 - Porto Tolle (RO)
Tel. 0426388334 - www.osteria-arcadia.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì; da novembre a febbraio
aperto solo venerdì-sabato-domenica - Ferie: 10 giorni in luglio
Carte di credito: BM, EC, MasterCard
Come arrivare
Osteria Arcadia si trova nel delta del fiume Po, in provincia di Rovigo, all’estremo del ramo
del Po di Gnocca. Santa Giulia è una delle frazioni del comune di Porto Tolle, la più
estrema verso sud-est.
Ristoranti
91
Veneto
VENEZIA
VENEZIA
Caffè Quadri
Harry’s Bar
Vi può accadere di gustare un
“risotto di gò” e avere a pochi
metri Sting che suona. Può
cadervi dalla mano la forchetta
mentre Ennio Morricone intona
le sue colonne sonore da brividi
nella schiena con un’orchestra
da duecento elementi
92
L’atmosfera del locale è elegante e al
contempo rilassata, perché lascia agli
ospiti il piacere di assaporare con calma
il fascino intramontabile di questo
storico locale, che la famiglia Alajmo ha
reinventato da pochi anni nella piazza
più famosa al mondo. Seduti ai tavolini
di fronte al campanile di San Marco o
affacciandovi alla finestra del piano
nobile vi può capitare di tutto:
assaggiare un croccante “scartosso de
pesse alla venexiana” e assistere al volo
della colombina che dà il via al
carnevale più celebre del pianeta. Vi
può accadere di gustare un “risotto di
gò” e avere a pochi metri Sting che
suona. Può cadervi dalla mano la
forchetta mentre Ennio Morricone
intona le sue colonne sonore da brividi
nella schiena con un’orchestra da
duecento elementi, e voi state
affondando il cucchiaio nel cappuccino
di gamberetti di laguna e vongole al
curry. Insomma, più che essere l’unico
ristorante in piazza San Marco, il Quadri
è una macchina del tempo: la sala al
primo piano trasporta nella Venezia del
passato con arazzi, cristalli e mobili che
trasmettono l’atmosfera sontuosa della
Repubblica quando era davvero
Serenissima, di commerci e feste. Ma
non c’è gravità, tutto è leggerezza,
intesa nel senso di Italo Calvino, che la
indicava trent’anni fa come “una delle
sei parole del nuovo millennio” nelle
sue “Lezioni americane”: leggerezza
significa trasmettere la profondità con
semplicità. E questa è la classe della
famiglia Alajmo, che sa coniugare il
lusso con l’informalità, e i grandi piatti
con la semplicità. È il segreto di
Massimiliano Alajmo, che sovrintende la
cucina, affidata a Silvio Giavedoni e
Denis Mattiuzzi. La tradizione veneta è
impreziosita dai tocchi inarrivabili del
genio, che riesce a immaginare perfino
una “cassata veneziana”. Oltre alla carta,
due percorsi di degustazione e quattro
menu (da 175 a 220 euro). A piano
terra piatti più semplici, ma sempre di
grande efficacia.
Grancaffè & Ristorante QUADRI
Piazza San Marco 121 - Venezia (VE)
Tel. 0415222105 - www.alajmo.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Arrivando a Piazzale Roma o alla stazione S. Lucia tutte le strade portano in Piazza
S. Marco. In vaporetto circa 25 minuti.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
All’Harry’s sono stati “inventati”
il Carpaccio e il Bellini e la
cucina veneziana non ha più
avuto confini. Una cucina
(carne e pesce) fatta di sapori
puliti, classici, quasi immutabili
e non ci stanchiamo di ripeterlo
e tanto meno di verificarlo
“Stupd o l’arte di rialzarzi da terra” è
l’ultima fatica letteraria di Arrigo Cipriani.
Uno “stupidario” geniale e colto che si
manda giù come un Bellini. E in questa
definizione c’è tutta la sottile ironia del
Gran Maestro Arrigo. E l’Harry’s Bar è
proprio immune all’usura del tempo,
come il fascino di Venezia. Se Arturo
Toscanini, Orson Welles, Truman Capote,
Guglielmo Marconi, Charlie Chaplin e altri
famosi hanno lasciato la loro firma nel
guest book dell’Harry’s si può ben dire
che «La Stanza», come affettuosamente
lo ha definito l’autore nel secondo dei
libri che comprendono il trittico,
racchiude il mito di Venezia che ha
conquistato il mondo in più di 80 anni di
storia raccontata con gusto e divertente
da leggere. Giuseppe, il fondatore, aveva
visto giusto quando prese la decisione di
trasformare la vecchia corderia. All’Harry’s
sono stati “inventati” il Carpaccio e il
Bellini e la cucina veneziana non ha più
avuto confini. Una cucina (carne e pesce)
fatta di sapori puliti, classici, quasi
immutabili e non ci stanchiamo di
ripeterlo e tanto meno di verificarlo. E qui
si trovano anche le emozioni che
possono dare solo i templi antichi. Non a
caso, oltre ai molti gastronomi educati, in
Calle Vallaresso arrivano i grandi della
terra, teste coronate comprese. “Il cliente
importante è quello che torna” ama
ripetere spesso il Gran Maestro Arrigo
che può continuare a guardare tutte le
guide gastronomiche con sereno
distacco. Non è pensabile che il carpaccio
alla Cipriani non sia delicatissimo e
saporito e che il fegato alla veneziana
non sia perfetto. Il riso pilaf alla
valenziana e gli scampi alla Carlina non
risentono minimamente dell’usura del
tempo. E oltre i confini della laguna
spiccano i golosi rognoncini di vitello con
risotto alla milanese. E dall’Harry’s Dolci
arrivano le buone torte del giorno. I vini
sono attentamente selezionati, senza
strafare, e il servizio è simpatico,
professionale e velocissimo. Alla carta si
spendono almeno 100 euro ma a pranzo
solo 42 euro per alcune felici
combinazioni di tre portate.
HARRY’S BAR
Calle Vallaresso 1323 - Piazza San Marco - Venezia (VE)
Tel. 0415285777 - www.harrysbarvenezia.com - [email protected]
Aperto: dalle 10.30 alle 23 - Turno di chiusura: mai - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Ferrovia con una passeggiata sempre irripetibile. In vaporetto
con destinazione San Marco. Calle Vallaresso si trova appena fuori del colonnato.
Ristoranti
93
Veneto
Venezia
VENEZIA
Hotel Monaco & Grand Canal
Il Ridotto
Si passa, con eleganza e freschezza,
dai gamberi rossi scottati su
spuma di patate affumicate allo
sformatino di cipolle primaverili
con salsa di piselli, mentre i primi
piatti si ispirano con controllata
creatività alla tradizione venetalagunare saltando con disinvoltura
tra la pasta e fagioli alla veneta
e la piccola bouillabaisse “Grand
Canal”
94
Nel XVII secolo il sontuoso palazzo dei
Dandolo fu luogo d’incontro e di
relazioni sociali della nobiltà veneziana.
Era molto amato da Giacomo Casanova
e tra queste mura continua ad aleggiare
molta della magia di quei secoli e di
questa incredibile città. Fuori dal tempo,
differente da qualunque altra meta,
Venezia sprigiona il suo incanto eterno
a dispetto delle orde di turisti all’assalto
e dell’italica endemica incuria per le
città d’arte. Varcando la soglia di questo
fascinoso albergo si lascia alle spalle il
brusio incessante per passare attraverso
un’atmosfera di eleganza ovattata, fino
a raggiungere - quando la stagione lo
consente – la meravigliosa terrazza del
ristorante sul Canal Grande con la sua
vista sulla Basilica della Salute e l’isola
di San Giorgio. Camerieri tanto
inappuntabili quanto agili e pronti a
rispondere in tutte le lingue a clienti di
tutto il mondo e la solida cucina di
Sandro Traini, per forza di cose non
troppo spinta verso l’originalità e che
cambia solo con l’avvicendarsi delle
stagioni, basata su una tecnica
consolidata e materie prime di ottimo
livello convincono non solo la clientela
internazionale ma anche i più smaliziati
gastronomi di Venezia e terraferma. Si
passa, con eleganza e freschezza, dai
gamberi rossi scottati su spuma di
patate affumicate allo sformatino di
cipolle primaverili con salsa di piselli,
mentre i primi piatti si ispirano con
controllata creatività alla tradizione
veneta-lagunare saltando con
disinvoltura tra la pasta e fagioli alla
veneta e la piccola bouillabaisse “Grand
Canal”. Che si tratti dei dolci scampi alla
busara o della coda di rospo in brodetto
l’emozione dei sapori lagunari è sempre
garantita. Il fegato alla veneziana non
può mancare ma spicca anche l’anatra
glassata al forno all’aroma di
maggiorana. I dolci si combinano con i
frutti di stagione ma il savarin al rhum
bianco non cede al passare del tempo.
Carta dei vini molto selettiva e con
ricarichi importanti. Intorno ai 90 euro.
Veneto
L’eleganza basata sui contrasti
(i tavoli di design sono collocati
accanto ai muri di mattoni
a faccia a vista) promette di
affascinare secondo percorsi
inconsueti
È uno dei più interessanti locali di
Venezia. Prima di tutto per la qualità delle
proposte, che spaziano su ampi orizzonti
offrendo sempre interpretazioni
personalizzate e mai banali. In secondo
luogo anche per il rapporto con il prezzo,
che in una città come Venezia, irta di
sorprese non piacevoli e di costi spesso
stratosferici e spenna-turisti, è un doppio
vantaggio. Nulla è banale in questo
locale, che di ridotto (nei secoli passati
era il nome assegnato ai locali di
intrattenimento dei teatri, deputati anche
al gioco d’azzardo, altrove vietato) ha
soltanto gli spazi contenuti. Ma già
dall’eleganza basata sui contrasti (i tavoli
di design sono collocati accanto ai muri
di mattoni a faccia a vista) promette di
affascinare secondo percorsi inconsueti.
Gianni Bonaccorsi che l’ha fondato e
seguito per anni, e che continua a curare
la sala, mentre la cucina è affidata a un
professionista di provate capacità come
Ivano Mestriner, ha messo a punto una
linea di piatti di intelligente e misurata
creatività. La carta, quindi, apre orizzonti
non legati necessariamente alla tradizione
del luogo. Vi capiterà, quindi, di
assaggiare orecchiette, asparagi verdi e
vongole; oppure un branzino con
cipollotto novello e salsa all’aglio. Gli
spaghetti neri con ricci di mare, peperone
candito al miele e agretti si rivelano
eccellenti. Perfino i classici veneziani
“bigoli in salsa” acquistano un’altra
dimensione serviti con broccoli e agretto.
Anche i dessert hanno un tocco di
originalità. Carta dei vini di livello, con
ampio servizio a calice. Servizio di gran
cortesia. A pranzo menu da 28 euro;
menu degustazione a 70 euro. Alla carta
80 euro.
HOTEL MONACO & GRAN CANAL Restaurant
San Marco 1332 - Calle Vallaresso - Venezia (VE)
Tel. 0415200211 - www.hotelmonaco.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mai - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
IL RIDOTTO
Castello 4509 - Venezia (VE)
Tel. 0415208280 - www.ilridotto.com - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì; giovedì a pranzo
Ferie: variabili - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Piazzale Roma o dalla Ferrovia comodamente in vaporetto, linea 1 o 2.
Dall’aeroporto Marco Polo circa 30 minuti in taxi.
Come arrivare
Con il vaporetto raggiungere San Marco; con una breve quanto bella passeggiata sarete
sul posto.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
95
Veneto
VENEZIA
VENEZIA
Venissa
Da Fiore
La venezianità di questo
locale è purissima. Per la
zona, prima di tutto: il
Sestier San Polo, fuori dai
circuiti turistici e per questo
ancor più affascinante. Per
l’ambiente e gli arredi con il
banco da bacaro all’ingresso,
97
i bassi soffitti in legno che
rendono calde e accoglienti le
due salette e i tavoli piccoli
e vicini
La proposta di Antonia colpisce
l’olfatto ancor prima che il
gusto, mediante un sapiente
utilizzo delle erbe aromatiche,
come nello spinacio selvaggio e
piantaggine di Venissa con rosa,
carcadè, pimpinella e liquirizia
oppure negli intensi spaghettoni
camomilla gelsomino e calendula
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L’isola di Mazzorbo è un fazzoletto di
terra verdeggiante collegato da un ponte
pedonale in legno alla più grande e
coloratissima Burano, famosa nel
mondo per i merletti. Qui la famiglia
Bisol ha fatto negli anni un importante
investimento prima rilevando e poi
ristrutturando una piccola tenuta agricola
con annessi ristorante e ostello. Dopo
un periodo di transizione la cucina è
stata affidata stabilmente ad Antonia
Klugmann che troviamo ai fornelli in
quest’angolo di laguna nella stagione di
apertura del ristorante e all’Argine di
Vencò, la sua nuova creatura, in quel di
Dolegna del Collio, nel periodo
invernale. La proposta di Antonia
colpisce l’olfatto ancor prima che il
gusto, mediante un sapiente utilizzo
delle erbe aromatiche, come nello
spinacio selvaggio e piantaggine di
Venissa con rosa, carcadè, pimpinella e
liquirizia oppure negli intensi spaghettoni
camomilla gelsomino e calendula. E
mediante una mano felice nelle
affumicature, come nelle alici di lampara
con latte alla salvia e latte all’aringa
affumicata e nel cervo affumicato,
proveniente dalla Slovenia e cotto in
modo eccellente. In linea i dolci, tra i
quali spicca il semifreddo all’ortica e
cioccolato. La carta dei vini è costruita
con intelligenza e senza esagerare nei
ricarichi; resta però il legittimo stupore
per i prezzi astronomici a cui viene
proposto il vino prodotto nella tenuta di
proprietà. Ma è risaputo che i vini da
collezione non hanno prezzo. Il servizio
è cortese e professionale, senza
eccedere nelle formalità. Menu
degustazione a 85 e 95 euro. Alla carta
sui 90 euro. In inverno il ristorante è
chiuso ma, anche a supporto delle
camere, è aperta la nuova Vinoteca Via
della Vigna.
VENISSA
Fondameta Santa Caterina 3 - Isola di Mazzorbo - Venezia (VE)
Tel. 0415272281 - www.venissa.it - [email protected] - Aperto: sempre - Turno
di chiusura: martedì - Ferie: da novembre a marzo - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Venezia, Fondamenta Nuove - imbarcadero A - prendere la LN (laguna nord) fino a
Burano che è collegata con Mazzorbo con un ponte: tempo 45 minuti; da Treporti sempre
la LN fino a Mazzorbo (seconda fermata): tempo 25 minuti; da Ca’ Noghera, parcheggio
sorvegliato e servizio taxi tutto gratuito ma disponibile solo per 9 persone, contro i 20
coperti del locale.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
L’insegna è antica di oltre un secolo e si
riferisce a Fiore, gestore di un’osteria
dove si mescevano “ombre”. Negli ultimi
trent’anni la famiglia Martin ne ha fatto
un modello di “osteria di lusso”, fino ad
ottenere riconoscimenti e fama a livello
nazionale ed internazionale. La
venezianità di questo locale è purissima.
Per la zona, prima di tutto: il Sestier San
Polo, fuori dai circuiti turistici e per
questo ancor più affascinante. Per
l’ambiente e gli arredi con il banco da
bacaro all’ingresso, i bassi soffitti in
legno che rendono calde e accoglienti le
due salette e i tavoli piccoli e vicini. Per
il servizio rapido e cordiale, aduso ai
ritmi incalzanti che spesso Venezia
impone e capace di trattare con la
stessa ospitalità il cliente abituale come
quello occasionale. Ed infine per la
cucina, che di territoriale ha quasi tutto:
le materie prime provenienti
dall’Adriatico, dalla laguna e dagli orti
dell’entroterra e i modi di prepararle,
sempre legati alla tradizione. Ecco allora
la grancevola con salsa al corallo, i bigoli
in salsa alla veneziana, i tagliolini
gratinati con scampi e radicchio rosso di
Chioggia. Tra i secondi particolare il
bisato di laguna (anguilla) sull’ara, un
forno che si narra venisse usato per
fabbricare il vetro. Rassicuranti nelle loro
esecuzioni perfette la frittura di pesce o,
se la stagione lo consente, le moleche
fritte. Ottimi gli scampi alle sette spezie
che richiamano i tempi in cui Venezia
era Repubblica Marinara. I dolci sono di
tutto rispetto: da non perdere l’
“alzamisu” di amaretti. La carta dei vini è
ampia e ben assortita. Menu
degustazione a 120 e 140 euro; alla
carta sui 100 euro.
DA FIORE
Calle del Scaleter 2202 - Venezia (VE)
Tel. 041721308 - www.dafiore.net - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica; lunedì - Ferie: due settimane
in gennaio e le ultime tre di agosto
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Rialto addentratevi nelle suggestive calli attraverso San Polo fino ad arrivare presso il
Rio de S. Antonio; l’Osteria è a due passi.
Ristoranti
Veneto
CAMPAGNA LUPIA (VE)
cavallino-TREPORTI (VE)
Antica Osteria Cera
Osteria ai Do Campanili
Eleganza minimalista
tratteggiata da tendaggi
bianchi, mattoni e
sfumature di rosa antico
e quindi lo sbarco in
perfetto stile nell’olimpo
della grande cucina
fino diventare uno tra
i migliori ristoranti di
pesce dell’italico stivale
98
C’era, negli anni 60, una vecchia osteria
in quel di Campagna Lupia. Con la
buona cucina del pesce e con
l’atmosfera che ricordava i casoni della
laguna veneta, catturava, oltre alla gente
del posto, amanti del pesce, esigenti
buongustai e viandanti occasionali. I
piatti erano semplici e straordinari
insieme: una prova ineccepibile della
conoscenza profonda del pesce, delle
tecniche di cottura e degli abbinamenti.
Poi il trasferimento a Lughetto, eleganza
minimalista tratteggiata da tendaggi
bianchi, mattoni e sfumature di rosa
antico e contemporaneamente lo
sbarco, in perfetto stile, nell’olimpo della
grande cucina fino a diventare uno tra i
migliori ristoranti di pesce dell’italico
stivale. Lionello, Daniele, Lorena e
Simonetta, un team affiatato che non
conosce la parola banalità. Si fa presto a
dire e proporre, in modo indiscriminato,
pesce crudo. Solamente qui con “i colori
del mare”, piatto datato ma inamovibile
perché sempre fresco e fragrante, si
può capire appieno cosa vuol dire il
crudo declinato in una scaletta di 8+2
sapori. “La semplicità, il concetto più
difficile da interpretare...” è il pensiero
che apre il menu della casa. Infatti
l’offerta è ricca ma anche gli
accostamenti che possono sembrare
complessi sono limpidi sia alla vista che
al palato vedi il risotto di cannocchie e
curcuma fresca con burrata e guazzetto
di lucerna, vongole e scorfano. Dallo
scrigno delle golosità che escono dai
fornelli emergono una soave zuppa di
erbe ed alghe, la sontuosità degli
scampi dorati con melanzane e salsa di
ricotta fino alla semplice “tecia” di
vongole e alici di antica memoria. Dolci
di suadente freschezza mentre la
cantina è ricca dei migliori spumanti
italiani e francesi. Il servizio è raffinato,
felpato ed essenziale. Due menu
degustazione: “azzurro…” a 140 euro;
“oppure…” a 150 euro. Conto a partire
da 100 euro ma il pranzo d’affari
scende a 39 euro, solo a mezzogiorno.
Veneto
La carta, che varia ad ogni
stagione, spazia da una
sorprendente tartare di salmone
norvegese con cipolle di Tropea
marinata alla varietà dei leggeri
e fragranti cotti fino al foie gras
con carpaccio di fichi, limone
candito e biscotto al cacao
A ridosso della nevralgica piazza del
paese, un piccolo rustico seicentesco
elegantemente restaurato, con una sala
al secondo piano (al primo “ci stanno”
l’ingresso e la cucina) e qualche coperto
nel tranquillo dehor estivo. Martino
Scarpa (in cucina) e Nicola Bacciolo (in
sala) hanno trovato la dimensione dove
esprimere una cucina di originale
concretezza ed un’accoglienza fatta di
dettagli significativi e nessuna invadenza.
La mise en place è molto attenta, anche
a non esagerare con la formalità: ci
pensa un servizio puntualissimo a
cambiare bicchieri, tovaglioli e quanto
occorre al momento giusto, senza
affollare il tavolo di orpelli.
Si può cominciare (ma anche finire,
stante la vastità dell’offerta) con l’offerta
di crudi in diverse soluzioni, oppure
scegliere il ricco menu degustazione:
cinque pietanze a base di pesce lontane
da ogni routine e un dessert per 60
euro. La carta, che varia ad ogni stagione,
spazia da una sorprendente tartare di
salmone norvegese con cipolle di Tropea
marinata alla varietà dei leggeri e fragranti
cotti fino al foie gras con carpaccio di
fichi, limone candito e biscotto al cacao.
Si può proseguire con tonici gnocchetti di
patate e fiori di zucca con polpa di
granchio, oppure con i calamari scottati
con patate fondenti e falde di pomodoro
confit, e concludere con una mousse al
cioccolato con olive taggiasche, pesche
sciroppate e biscotto soffiato al
pistacchio. Il tutto introdotto da gustosi
“benvenuti della cucina” e generosi
“pre-dessert”, che dimostrano non solo
attenzione verso l’ospite. Con i vini, che
Nicola consiglia con il piglio e la cultura di
chi li conosce da vicino, ci si può
sbizzarrire parecchio, tanto per la vastità
della carta, quanto per l’onestà dei
ricarichi. Dai 60 ai 70 euro, vini esclusi,
per un sosta che gratifica corpo e spirito.
ANTICA OSTERIA CERA
Via Marghera 24 - Lughetto di Campagna Lupia (VE)
Tel. 0415185009 - www.osteriacera.it – [email protected]
Chiuso: domenica sera e lunedì - Ferie: le due settimane centrali di
gennaio - Carte di credito: tutte - Jeunnes Restaurateurs d’Europe - Le
Soste
OSTERIA AI DO CAMPANILI
Piazza SS. Trinità, 30013 - località Cavallino - Treporti (VE)
Tel. 0415301716 - www.aidocampanili.it - [email protected]
Aperto: sempre ma si consiglia la prenotazione - Turno di chiusura:
mercoledì - Ferie: variabili - Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
Autostrada A4: uscire al casello di Mestre e prendere la direzione per Ravenna
Chioggia percorrendo la SS309 Romea per circa 12 chilometri. Al ponte con
indicazione Camponogara svoltare a destra, si entra così in Lughetto.
Come arrivare
Ci si allontana dall’affollata Jesolo attraverso strade di campagna, oppure ci si imbarca
a Venezia per approdare poco distante. E ci si ritrova in un’affascinante e tranquilla
penisola che divide la Laguna Veneta dal Mare Adriatico, in uno scenario d’antan
punteggiato da case basse, campi coltivati, prati e alberi.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
99
Veneto
SCORZè (VE)
TREVISO
San Martino
Il Basilisco
Una sala luminosa ed elegante,
condotta con sapienza e passione
di Michela, rende giustizia alla
cucina di Raffaele improntata
alla modernità ma rispettosa
delle stagionalità e delle materie
prime
100
Quattro generazioni alle spalle e una
storia legata profondamente ad un
territorio di grande socialità e di
tradizioni consolidate che si tramandano
dagli inizi del 1900
con immutata passione. E Raffaele Ros,
anno dopo anno, consolida la meritata
fama di questo confortevole ed
elegante locale nella piccola Rio San
Martino. Una sala luminosa ed elegante,
condotta con sapienza e passione dalla
moglie Michela, rende giustizia a una
cucina di impronta moderna, rispettosa
delle stagionalità e delle materie prime.
Si tratti di carne o di pesce, qui gli
elementi sono trattati con mano esperta
e una fantasia che si ritrova nel
caleidoscopio dei colori che le vivande
disegnano nei piatti. È il caso dei cubi di
bollito di vitello croccante con funghi
cotti e crudi e crema di mandorle, piatto
insieme goloso e suadente. Tra i primi è
bella l’intensità quasi piccante dei Tortelli
con cinque formaggi (Vezzena vecchio e
stravecchio di Malga, formaj del nono,
caciotta rustica, ricotta) degli Altopiani di
Lavarone e Vezzena con burro di Malga.
Nobile succulenza invece per l’astice
blu: in carpaccio, la coda tostata nel
burro al rosmarino e la chela in
tempura. Tra i dolci è notevole la
freschezza della mela all’olio di oliva con
crema di zafferano e mela ghiacciata.
Una menzione particolare va alla carta
dei vini, curata con grande originalità,
una giusta attenzione ai vini “naturali” e
ben fornita di etichette italiane e
francesi con la possibilità di bere molto
bene anche al calice. Si spendono
volentieri sui 60 euro alla carta con due
ricchi menu degustazione a 57 e 70
euro; disponibile anche un menu più
leggero per una sosta rapida a pranzo
nei giorni feriali.
SAN MARTINO
Piazza Cappelletto 1 - Località Rio San Martino – Scorzè (VE)
Tel. 0415840648 - www.ristorantesanmartino.info
[email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera e lunedì
Ferie: variabili
Carte di credito: tutte tranne Amex e Diners Club
Come arrivare
Da Padova via Noale; da Treviso puntare direttamente verso Scorzè.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
La cucina è moderna,
improntata a una corretta
dose di creatività che non si
spinge mai oltre il giusto limite,
rispettosa di materie prime e
stagioni
È una gran bella cittadina Treviso: storia,
eleganza e tradizione in un piccolo
scrigno prezioso. Unica vera nota
stonata un panorama gastronomico di
locali non particolarmente interessanti
sotto il profilo della qualità, fatte salve le
dovute eccezioni come questo
ristorantino di periferia che prende il
nome da una leggenda popolare. Il
Basilisco offre un ambiente accogliente,
con il suo variopinto arredamento di
design giocato sui toni pastello e le luci
soffuse. La cucina è moderna,
improntata a una corretta dose di
creatività che non si spinge mai oltre il
giusto limite, rispettosa di materie prime
e stagioni. Si può iniziare con i morbidi
‘folpetti’ di Caorle caldi con purea di
fagioli Lamon, in cui le due provincie
confinanti di Venezia e Belluno
s’incontrano nel piatto. Buoni anche i
nervetti di vitello con crema di sedano
rapa e salsa verde. Tra i primi
convincono i maccheroncini con trippa
di coniglio e verdure e sono ben fatti
anche gli spaghetti con fasolari di Grado,
broccoli e peperoncino. Piacevole il
101
delicato tortino di alici nostrane diliscate
con cicoria e salsa di pomodorini secchi.
Buone carne e consistenza nel fegato di
vitello ai due pepi con patate e cipolle
alla Lyonnaise. Dolci di casa, tutti di
ottima fattura come la torta di pane con
mandorle e uvetta o quella di ricotta
con anice e canditi. La carta dei vini
offre spunti molto interessanti a prezzi
decisamente encomiabili e si può bere
discretamente anche al calice. Il servizio
è rapido e sorridente e la spesa è
contenuta tra i 35 e i 40 euro.
IL BASILISCO
Via Bison 34 - Treviso (TV)
Tel. 0422541822 - www.ristorantebasilisco.com
Turno di chiusura: domenica; lunedì a pranzo - Ferie: 15 giorni in agosto
Carte di credito: CartaSì - Visa - Mastercard - PagoBancomat
Come arrivare
Il locale si trova nella periferia est di Treviso, quartiere Fiera. Il casello autostradale più
vicino è Treviso Sud.
Ristoranti
Veneto
CASTELFRANCO VENETO (TV)
La Feva
MIANE (TV)
Gigetto
La vera passione della
famiglia è il territorio in
cui vive e opera: quelle
colline trevigiane che
ispirano i piatti anche
quando esulano (con
cautela) dalla pura
tradizione. In questo
approdo sicuro per tanti
gourmet, non si può
sbagliare
La Feva di Nicola
Dinato è una delle realtà
più convincenti e in
continua evoluzione. La
cucina è fatta di tecnica,
innovazione e gioco che
supportano in modo
intelligente il gusto senza
mai perderlo di vista
102
Davvero pochi i dubbi: nel novero
piuttosto statico dei ristoranti della
Marca Trevigiana, la Feva di Nicola
Dinato è una delle realtà più convincenti
e in continua evoluzione. La cucina è
fatta di tecnica, innovazione e gioco che
supportano in modo intelligente il gusto
senza mai perderlo di vista. Dopo un
benvenuto di classe come i mini panini
al vapore, ripieni di salame e abbinati a
un succo di mela tiepido, si può iniziare
con la “patata di montagna” al cui
interno si fondono ghiotti un cuore di
Morlacco di malga insieme a tartufo ed
erbe aromatiche. Sapidità iodata e
dolcezza si rincorrono nei paccheri alla
carbonara con canestrelli, ricci di mare e
pesto di santoreggia. Un omaggio alla
tradizione con un tocco orientale si
ritrova nei tortelli di cappone in brodo
con una delicata salsa di miso da dosare
a piacere e verdure crude. C’è spazio
per gli amanti della succulenza con la
lepre “in letargo diurno” in crema di
patate con chips di polenta, piatto dalla
golosissima suadenza. Tra i dolci
“Cioccoliamo” propone un tema classico
Veneto
su tre differenti mousse abbinate a un
gelato alla fava tonka. La sala è condotta
con sorridente garbo da Elodie, la
moglie del cuoco. La carta dei vini, pur
sufficiente, meriterebbe un maggior
approfondimento per essere all’altezza
innovativa della cucina. Si spendono 50
euro alla carta, con la disponibilità di tre
bei menu degustazione da 25 a 65
euro.
Miane non è propriamente sulle rotte
turistiche e ci si deve proprio andare
apposta. Ma, da qualche decennio, è
una di quelle rotte sicure per chi ama la
cucina tradizionale, l’eleganza senza
fronzoli e il sapore della sincera
accoglienza. Una piccola diventata prima
un ristorante e poi due (con l’annesso
Brolo, riservato agli eventi), senza
perdere mai il piacere di ristorare i suoi
ospiti, in tutti i sensi. Come non l’ha
perso Luigi (Gigetto) Bortolin - che ha
lasciato da qualche anno i fornelli al
figlio Marco che gestisce con onore la
preziosa eredità – e che ora si dedica
soprattutto all’accoglienza degli ospiti,
facendoli sentire sempre un po’ amici.
Chiedete a lui (o al preziosissimo
sommelier Roberto) quali vini abbinare
o quali scoprire. E chiedetegli anche di
accompagnarvi in cantina, dove la
suggestione del luogo interrato gareggia
in esclusività con l’ampiezza dell’offerta
di etichette internazionali. Ma la vera
passione della famiglia è il territorio in
cui vive e opera: quelle colline
trevigiane che ispirano i piatti anche
quando esulano (con cautela) dalla
pura tradizione. In questo approdo
sicuro per tanti gourmet, non si può
sbagliare. Non avrete che l’imbarazzo
della scelta tra i sapori consolidati delle
“lumache alla Gigetto” e della “Sopa
coada” o i moderatamente “moderni”
abbinamenti del savarin di zucca con
finferli e crema di anacardi. Ma se
vorrete “osare” con la certezza di non
compiere scelte avventate, ecco gli
accostamenti inediti del guanciale di
sorana profumato all’anice, birra e
cannella con finferli, mele allo zenzero e
crostone di polenta, oppure la
“variazione di vitello”, con una tartare e
uno stracotto tutto nello stesso piatto.
Qualche incursione nella cucina di
mare, una buona selezione di formaggi
italiani e un’articolata carta dei dolci
corredano l’offerta, che si completa con
tanta amenità e cordiale simpatia. Conto
intorno ai 40 euro.
FEVA RISTORANTE
Borgo Treviso 62 - Castelfranco Veneto (TV)
Tel. 0423197565 - [email protected] - www.fevaristorante.it
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì - Ferie: variabili in agosto
Carte di credito: tutte
DA GIGETTO
Via Alcide De Gasperi 5 - Miane (TV)
Tel. 0438960020 - www.ristorantedagigetto.it - [email protected]
Turno di chiusura: lunedì sera; martedì - Ferie: 15 giorni dopo l’Epifania;
15 giorni in agosto
Come arrivare
Il ristorante è a due passi dal centro. Godetevi Piazza Giorgione e fate una bella
passeggiata verso Borgo Treviso. Ci arriverete in pochi minuti.
Come arrivare
A nord di Treviso, troverete il locale nel cuore della zona del Prosecco, ai piedi delle colline che
vanno da Valdobbiadene a Conegliano. Il casello autostradale più vicino è Vittorio Veneto Nord
(A27). Al casello prendete la direzione per Valdobbiadene: dopo 15 chilometri sarete arrivati. In
alternativa: percorrete la Strada Feltrina fino a Cornuda, seguite la Strada del Prosecco in
direzione di Follina, poco dopo troverete Miane. Il parcheggio è comodo.
A tavola con le Venezie 2015
103
Ristoranti
Veneto
MONASTIER (TV)
ODERZO (TV)
Menegaldo
Gellius
Ci sono locali che, nel tempo, diventano
veri e propri templi di un certo tipo di
gastronomia. Tra questi la famiglia
Menegaldo (padre, madre e figlie) vuol
dire “vera cucina di pesce da oltre
ottant’anni”. Lo troverete sulla strada che
da Treviso porta al mare, in piena
campagna, con un grande e comodo
parcheggio. Locale volutamente un
poco datato è meta di tavolate
piacevolmente festanti, per un rito che è
espressione del modo veneto di
cucinare il pesce. La freschezza è
assicurata dalla costante presenza di
Franco all’asta muta di Caorle dove i
soci della cooperativa, ogni mattina,
vendono il pescato della notte. In cucina
mamma e una figlia: semplicità nella
cottura, pochissime commistioni con
verdure con il fine di lasciare il sapore
primario nella propria pienezza in
ossequio ad una tradizione marinara
che non stanca mai. Oltre al crudo da
manuale troverete il piatto dei bolliti, e
poi cappesante, grancevole,
cappelunghe, primi di brodetti, risotti
dalla cottura puntuale o la pasta “alla
busara” di istriana memoria. Poi forno,
griglia, padella per scampi e calamari
che la pluridecennale consuetudine ha
reso di croccante bontà. Si termina con
il carrello dei dolci, fatti in casa come si
usava nel tempo che fu. In sala il paron
si muove con consumata esperienza e
siccome buon sangue non mente, la
figlia governa un servizio perfetto e tutto
al femminile. Bella carta dei vini con
qualche raffinatezza che il paron offre
con orgoglio, sempre attento che i
prezzi restino contenuti. Bella
esperienza che induce a ritornare. Il
tutto per circa 50 euro.
Premio
“La cantina
delle Venezie”
2015
Condotto
a quattro mani da
Alessandro Breda e
Adriano Fumis, è un
locale che appaga i
cinque sensi. Piatti
ad alto coefficiente
tecnico ma anche di
grande comprensibilità,
concepiti per una
clientela che pretende
concretezza ed eleganza
La freschezza è assicurata
dalla costante presenza di
Franco all’asta muta di
Caorle. In cucina semplicità
nella cottura, pochissime
commistioni con verdure con
il fine di lasciare il sapore
primario nella propria
pienezza in ossequio ad una
tradizione marinara che non
stanca mai
104
Veneto
Mettete assieme archeologia romana,
architettura moderna e alta cucina e
avrete soddisfatto anima, gola e palato.
Tutto questo succede nello splendido
centro storico di Oderzo, bella cittadina
della Marca Gioiosa. Il Gellius, condotto
a quattro mani da Alessandro Breda e
Adriano Fumis, è un locale che appaga i
cinque sensi. Piatti ad alto coefficiente
tecnico ma anche di grande
comprensibilità, concepiti per una
clientela che pretende concretezza ed
eleganza e non transige sull’eccellenza
delle materie prime. Prima di
addentrarci nel generoso menu
crediamo che, almeno una volta e se
siete in due, valga la pena di ordinare la
succulenta anatra al torchio, la cui
preparazione termina al tavolo con una
gestualità che denota grande maestria.
L’affascinante percorso gastronomico
può essere aperto con l’ottimo e
intrigante uovo cremoso con culatello
croccante per continuare con il fresco
risotto con pesto di olive nere, carpaccio
di gamberi e melassa al
limone. La tentatrice anguilla
del Livenza vi aspetta al
varco oppure scegliete i
giochi voluttuosi della costoletta di
vitello lardellata con guanciale al
marsala. Anche se la piccola pasticceria
è strepitosa per varietà e qualità, non si
può perdere il palet di cioccolato
fondente “Maragda” e al latte “Orizaba”.
La carta dei vini è di alto livello (700
etichette), con ricarichi nella norma e
una buona offerta per bere al calice. I
menu degustazione vanno dai 50 euro
del menu della tradizione ai 60 euro del
Gellius mercato (5 portate che saranno
rivelate al momento); rispettivamente
70 e 90 euro con i vini. Alla carta si
spendono circa 75 euro. Al piano di
sotto, tra i reperti romanici, il Nyu è un
degno ‘fratello’ minore in veste di
bistrot, che serve anche la terrazza, con
un’offerta di alta qualità, più semplice
ma non meno buona, e un conto che
varia dai 10 ai 35 euro.
MENEGALDO
Via Pralongo 216 - Monastier (TV)
Tel. 0422798025 - www.trattoriamenegaldo.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: martedì sera, mercoledì
Ferie: una settimana in febbraio; agosto
Carte di credito: tutte
GELLIUS
Calle Pretoria 6 - Oderzo (TV)
Tel.0422.713577 - www.ristorantegellius.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera e lunedì - Ferie: 15 giorni
tra gennaio e febbraio: 15 giorni tra giugno e luglio
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Se percorrete l’autostrada Mestre-Trieste uscite al casello di San Donà di Piave.
Dopo qualche chilometro troverete la minuscola frazione di Pralongo.
Come arrivare
Per chi transita nella Gioiosa Marca è facile raggiungere Oderzo: il ristorante è
praticamente appoggiato del centro storico. Per coloro che sfrecciano per le autostrade
del Veneto si consiglia di imboccare la A27 e uscire a Treviso Sud.
A tavola con le Venezie 2015
105
Ristoranti
Veneto
SALGAREDA (TV)
SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA (TV)
Le Marcandole
Dalla Libera
Un cuoco dinamico e creativo
che sa ancora di poter
crescere, che vuole ancora
imparare e sperimentare,
nella sua grande cucina
senza troppa tecnologia, dove
la mattina presto accende
il fuoco prima di impastare
pane, pasta e dolci, e di
andare a fare la spesa nelle
botteghe artigianali della
pedemontana trevigiana, da
sempre serbatoio genuino per
il ristorante
Pesce sempre fresco e
accostamenti accorti sono gli
ingredienti fondamentali che
esaltano sia i piatti classici sia
le elaborazioni più creative,
sempre eseguite con tecnica
sapiente e mano delicata, gli
amanti del sapore di mare più
autentico potranno immergersi
nel fastoso assortimentodegustazione dei crudi
106
Nome antico per un locale antico:
sicuramente una meta storica nella
marca trevigiana per gli appassionati di
pesce. La vecchia osteria nacque nel
1931 per dare ristoro ai viandanti con
quanto offriva il grande fiume (solo
marcandole ?) e da oltre ottant’anni
rappresenta un punto di riferimento
irrinunciabile per chi ama i sapori del
mare e del fiume. L’eleganza d’altri
tempi della sala grande, l’intimità delle
stanze più raccolte e l’ampia finestra
incorniciata sulla modernissima cucina,
parlano di accurata semplicità
intrecciata a un’anima disinvoltamente
moderna. Tutto merito di Roberta e
Alessandro Rorato, anfitrioni di grande
esperienza, che sanno rendere la sosta
ancor più piacevole. A partire dalla
scelta di una bottiglia tra il notevole
numero di etichette disponibile nella
carta dei vini che offre anche una
buona scelta al calice. Pesce sempre
fresco e accostamenti accorti sono gli
ingredienti fondamentali che esaltano
sia i piatti classici sia le elaborazioni più
creative, sempre eseguite con tecnica
sapiente e mano delicata. Dopo aver
degustato l’immancabile e ghiotto
saluto della cucina, gli amanti del
sapore di mare più autentico potranno
immergersi nel fastoso assortimentodegustazione dei crudi, che da solo può
costituire un intero pranzo. Ma come
rinunciare ai primi piatti di pasta condita
con inedite combinazioni di pesce
come i tagliolini con ragù di triglie,
gamberi rossi, zucchine e pistilli di
zafferano o i classici spaghetti aglio, olio
e… “seppie sporche”. I fritti (anche di
pesce azzurro) sono impagabili e il
pesce nobile è trattato con tutti gli
onori, vedi l’orata con patata schiacciata,
timo e verdure essicate. Sarebbe un
peccato fuggire dalle tentazioni della
carta dei dolci che a dispetto
dell’opulenza visiva sono spesso
sorprendentemente leggeri. Ampia e
ben impostata la carta dei vini, con
ricarichi equi. Conto da 60 euro in su,
secondo gola (od ostriche). Ma dal
lunedì al sabato, a pausa pranzo, c’è
anche la possibilità assaggiare qualche
piatto esclusivo (antipasto più primo) a
25 euro.
MARCANDOLE
Via Argine Piave 7 - Salgareda (TV)
Tel. 0422807881 - www.marcandole.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì sera, giovedì Ferie: variabili - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Percorrendo la Mestre-Trieste uscire al casello di S. Donà di Piave e seguire le
indicazioni per Ponte di Piave, lungo l’argine del fiume sacro alla patria. Una grande
insegna, alla vostra destra, vi indicherà la meta.
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
Razza Piave: Andrea Stella si conferma
un cuoco che ha la fantasia, la
caparbietà e la meticolosità di un
fuoriclasse. E l’umiltà di un uomo
maturo che sa ancora di poter crescere,
che vuole ancora imparare e
sperimentare, nella sua grande cucina
senza troppa tecnologia, dove la mattina
presto accende il fuoco prima di
impastare pane, pasta e dolci, e di
andare a fare la spesa nelle botteghe
artigianali della pedemontana trevigiana,
da sempre serbatoio genuino per il
ristorante aperto, da quasi mezzo
secolo, dalla zia Libera. L’ampia sala del
ristorante (recentemente rinnovata) con
la sua eleganza minimalista rispecchia
tutto lo stile di un uomo discreto,
impegnato più nella ricerca della
sostanza che della forma. Nel luminoso
locale, circondato da un autentico orto
di erbe aromatiche d’ogni genere, cullati
dai sorrisi di un gradevole servizio tutto
femminile, potrete assaporare i fausti
esiti della sua mano sapiente e leggera,
che cura ogni sfumatura di sapore e
arricchisce con appassionanti intuizioni
l’oculata scelta di prodotti e
107
procedimenti, sempre scevri di banalità
o di effetti spettacolari. Il menu è
variabilissimo perché i prodotti devono
essere rigorosamente freschi secondo
mercato, ma alcuni “must” sono
ricorrenti, soprattutto tra i primi piatti.
Dopo una delicata insalata di tarassaco
bianco, uova in camicia e pancetta e la
voluttuosa zuppa di patate con lombo e
frattaglie di coniglio, potrete deliziarvi
con una succulenta “verticale” di pasta
così costruita: raviolo di pratolina e
bardana; panzerotto di patate con
mascarpone e parmigiano; raviolo di
latte cagliato con acciughe di Cetara e
prezzemolo e, infine, gli gnocchi di
polenta bianca con ragù di alzavola. E se
la gola ancora reclama c’è anche il petto
di colombaccio in due cotture.
Menzione a parte per i dolci: buoni e
spesso poveri di grassi per favorirne la
degustazione anche dopo un lauto
pasto. Nella suggestiva cantina
(visitabile), oltre ottocento le etichette,
con un oculato servizio al bicchiere. Per
un lauto pasto non si spendono più di
40 euro.
DALLA LIBERA
Via Farra 24/a - Sernaglia della Battaglia (TV)
Tel. 0438966295 - www.trattoriadallalibera.it
Aperto: tutti i giorni a pranzo; venerdì e sabato aperto anche alla sera;
negli altri giorni solo su prenotazione - Turno di chiusura: lunedì - Ferie:
variabili
Carte di credito: BM - CartaSì - EC - VISA
Come arrivare
Dall’autostrada A4 imboccare l’autostrada A27. Uscire al casello di Treviso Nord e
seguire la direzione Spresiano-Conegliano. Seguire la SS13 verso Pieve di Soligo e in
pochi chilometri sarete a destinazione.
Ristoranti
Veneto
COLLE S. LUCIA (BL)
Cortina D’Ampezzo (BL)
Da Aurelio
Tivoli
Un contesto perfetto per la cucina
di Graziano Prest, nella quale
si alternano piatti di origine
internazionale e territoriale
eseguiti con tecnica moderna.
Si può iniziare con antipasti
di grande freschezza come la
millefoglie croccante di astice con
maionese all’arancia e cavolfiore
o l’ormai storico pentapiatto di
pesce crudo e cotto
Legni chiari e tavoli curati nelle
salette interne e una terrazza
tra le più belle del comprensorio
dolomitico, predispongono
all’esperienza gastronomica creata
da Luigi, selezionando con cura
le materie prime e interpretando
con estro e personalità piatti di
territorio
108
Passo Giau: 2.170 metri di altitudine e
un panorama che toglie il respiro sulle
splendide vette del Pelmo, del Civetta e
della Marmolada. Qui Aurelio Dariz negli
anni Settanta ha creato il rifugio Piezza,
tappa sicura per escursionisti e amanti
delle dolomiti. Oggi, per merito di Luigi,
figlio di Aurelio, il “rifugio” ha cambiato
natura pur mantenendo la fedeltà ai
temi di montagna nell’ambiente come
nella cucina. Legni chiari e tavoli curati
nelle salette interne e una terrazza tra le
più belle del comprensorio dolomitico,
predispongono all’esperienza
gastronomica creata da Luigi,
selezionando con cura le materie prime
e interpretando con estro e personalità
piatti del territorio, come per esempio la
testina di vitello all’aceto e cren, il
doppio raviolone di raparossa e caprino
ispirato agli ampezzani “casunziei”,
l’hamburger di “piemontese” nostrana
con patate e finferli. Non mancano
brillanti contaminazioni, come la ricotta
tiepida di colle Santa Lucia con olive
taggiasche e pomodori datterino, la
Veneto
crema di cavolfiore vanigliato con
baccalà all’olio, oppure l’insalata di
carciofi con tonno scottato e “pucia”
(tipico pane delle valli ladine e della
vicina Cortina). Notevole la proposta dei
dolci rigorosamente fatti in casa tra i
quali spicca uno strudel di mele
indimenticabile. Il servizio, di grande
gentilezza, mantiene il sorriso anche nei
giorni di maggiore afflusso turistico.
Completano il quadro una carta dei vini
consistente e onesta nei ricarichi e due
accoglienti camere a disposizione degli
ospiti. Menu degustazione a 48 euro,
alla carta sui 45 euro per godere di una
delle migliori tavole d’alta quota d’Italia.
Il Tivoli gode di una posizione tra le più
belle di Cortina: pochi chilometri dal
centro (in direzione passo Falzarego), le
piste delle Tofane a due passi e una
vista superba sul Faloria. Il locale,
piccolo ed elegante, gira come un
orologio: mise en place di alto livello,
servizio egualmente efficace nei
tranquilli periodi di bassa stagione come
in quelli affollati di Natale e Ferragosto,
carta dei vini opportunamente dotata di
tutte le grandi etichette italiane e
straniere cui si aggiungono anche scelte
meno scontate, sapientemente
proposte in mescita dal sommelier
Kristian Casanova. Il contesto perfetto
per la cucina di Graziano Prest, nella
quale si alternano piatti di origine
internazionale e territoriale eseguiti con
tecnica moderna. Si può iniziare con
antipasti di grande freschezza come la
millefoglie croccante di astice con
maionese all’arancia e cavolfiore o
l’ormai storico pentapiatto di pesce
crudo e cotto, vera e propria
celebrazione del mare a più di 1200
metri di altitudine. Tra i primi si può
restare sulla stessa linea con gli
spaghetti freddi con tartare di pesci
nobili, o cambiare rotta con il ricco (e
invernale) risotto al pecorino e pepe
con spugnole e foie gras. Sapori decisi
nei secondi di carne, come il piccione
confit al rosmarino con ananas e
canederlo di frattaglie e il filetto di cervo,
purea di sedano rapa, radicchio di
treviso in agrodolce e riduzione allo
zenzero. Chiusura di alto livello con una
competente selezione di formaggi o con
uno degli ottimi e originali dolci. Tre
menu degustazione a 88, 90 e 115
euro. Alla carta si spende intorno ai 90
euro.
DA AURELIO
Passo Giau 5 - 32020 Colle S. Lucia (BL)
Tel. 0437720118 - www.da-aurelio.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì (in estate mai)
Ferie: da dopo Pasqua a fine giugno; da metà settembre ai primi di
dicembre - Carte di credito: tutte tranne Diners Club
TIVOLI
Via Lacedel 34 - Cortina d’Ampezzo (BL)
Tel. 0436866400 - www.ristorantetivoli.it – [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì (in alta stagione chiuso solo a pranzo)
Ferie: da dopo Pasqua a metà giugno; da metà settembre a fine novembre
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Cortina prendete la direzione verso Forno di Zoldo e dopo 16 chilometri sarete a
destinazione. Alleghe dista 19 chilometri e Corvara 40 chilometri.
Come arrivare
Da Cortina salite verso il Passo Falzarego; dopo un paio di chilometri lo troverete alla
vostra destra.
A tavola con le Venezie 2015
109
Ristoranti
Veneto
PIEVE D’Alpago (BL)
PUOS D’Alpago (BL)
Dolada
Locanda San Lorenzo
Impossibile resistere (almeno
una fetta) al meraviglioso
salame prodotto e affinato
direttamente dal decano
Enzo; allo stesso modo va
gustato il riuscito connubio
tra acqua e terra espresso
nell’uovo croccante, su crema
di papavero selvatico e
tarassaco, asparagi e caviale
di salmone “alpagotto”
110
La strada si inerpica verso l’omonimo
monte mentre la lunga storia della
famiglia si dipana da quattro
generazioni. I De Pra che hanno fatto di
ristorazione e accoglienza la loro
missione continuano, di anno in anno, a
deliziare i loro ospiti. L’atmosfera
rinnovata (alcuni tavoli in legno grezzo a
sottolineare un ritorno a piatti d’istinto
come i crudi di mare serviti su ceppi di
nocciolo e roverella), le sette
confortevoli camere e una cucina
sempre all’altezza sono i punti forti di
questo splendido locale con vista
sull’Alpago e il lago di Santa Croce. In
sala regna sovrana Rossana, mentre
Riccardo studia con sempre maggior
profitto le grandi materie del territorio,
senza rinunciare a qualche excursus in
Adriatico. In partenza impossibile
resistere (almeno una fetta) al
meraviglioso salame prodotto e affinato
direttamente dal decano Enzo; allo
stesso modo va esplorato il riuscito
connubio tra acqua e terra espresso
nell’uovo croccante, su crema di
papavero selvatico e tarassaco, asparagi
e caviale di salmone “alpagotto”.
Saporito e incisivo anche il raviolo
liquido di formaggio Dolada e burro al
fieno. Tra le carni fascino e modernità,
non solo per il nome, nel kebab di
agnello “regina Corsaro” (il menù recita
“un piatto con più di 500 anni di storia”
a riprova della continua ricerca). Il
“golosessi party” di dolci rivela ancora
una volta la felice creatività del cuoco.
La cantina è da sempre a livelli di
eccellenza e si può bere con
soddisfazione anche al calice. Si
spendono 65 euro per il menu Grandi
Classici; 78 euro per il menu
degustazione di otto portate; alla carta
per quattro piatti una media di 80 euro.
In una saletta dello stesso edificio, più
informale ma non meno calda, l’osteria
Doladino: piatti semplici e di buon
livello e una spesa non superiore ai 25
euro.
Veneto
Premio
“La Cucina che
onora il Territorio
delle Venezie”
2015
Renzo ha saputo sviluppare
una cucina solida, concreta e
allo stesso tempo moderna nelle
tecniche e negli abbinamenti.
Senza mai allontanarsi da
un caposaldo: la maniacale
selezione della materia prima
Vi troverete a pochi chilometri da una
delle più belle e misteriose foreste
italiane (il Cansiglio con i suoi Cimbri) e
ai piedi delle prime Dolomiti: un
contesto incantevole per un locale di
solida tradizione familiare in continua
evoluzione. La “Locanda” nel senso più
autentico del termine: ci sono le
camere, poche e curate; c’è il vecchio
bancone per la mescita con a fianco
alcuni tavoli dedicati alla clientela locale
o che cerca un pranzo veloce; infine c’è
il ristorante, fiore all’occhiello del patron
Renzo Dal Farra. Ben coadiuvato da una
famiglia numerosa e dedita all’ospitalità
(la moglie Mara, la sorella Sandra e la
nipote Angela, vi accoglieranno
sorridenti in sala da pranzo), Renzo ha
saputo sviluppare una cucina solida,
concreta e allo stesso tempo moderna
nelle tecniche e negli abbinamenti.
Senza mai allontanarsi da un caposaldo:
la maniacale selezione della materia
prima, peraltro favorita dalla posizione
privilegiata a cavallo tra due territori
ricchi di prelibatezze come l’Alpago e il
Cansiglio. Si inizia con le lumache,
immancabili da queste parti, in versione
croccante con salsa ai due agli. Si può
continuare sulla strada del territorio
assaggiando i paccheri con ragù di
coniglio nostrano, fegato grasso e
finferli, o svoltare verso il mare con
l’equilibratissimo risotto alle ostriche,
porcini e salsa al lemongrass. Tra i
secondi è difficile rinunciare all’ormai
celebre degustazione di agnello
d’Alpago: una sequenza di otto diverse
preparazioni che spaziano dal crudo al
cotto, dall’arrosto al fritto, dai tagli nobili
al quinto quarto. Si chiude all’altezza
con la mousse al cioccolato Guanaja e
nocciola con sorbetto al lampone. La
carta dei vini ricca, profonda e con
ricarichi contenuti, il servizio amichevole
e il conto decisamente onesto
(degustazione a 66 e 70 euro, alla carta
sui 65 euro) contribuiscono a farne una
tappa irrinunciabile.
DOLADA
Via Dolada 21 - Località Plois - Pieve d’Alpago (BL)
Tel. 0437479141 - www.dolada.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera e lunedì - Ferie: variabili
in gennaio - Carte di credito: tutte
LOCANDA SAN LORENZO
Via Generale Cantore 2 - Puos D’Alpago (BL)
Tel. 0437454048 - www.locandasanlorenzo.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì – Ferie: due settimane tra
fra gennaio e febbraio - Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
Percorrendo l’autostrada A4 imboccate, a Venezia, la viazione per la A27. Uscite al casello di
Belluno, piegate verso destra fino a incrociare la SS51. In 9 chilometri sarete a destinazione
seguendo le indicazioni per Pieve d’Alpago.
Come arrivare
Percorrendo da Mestre a Belluno l’autostrada d’Alemagna (A27) uscite al casello di
Fadalto. Girate subito a destra, costeggiate il lago di S.Croce e a Farra d’Alpago
seguite le indicazioni per Puos. Sono 8 chilometri dal casello.
A tavola con le Venezie 2015
111
Ristoranti
Veneto
SAPPADA (BL)
PASIANO (PN)
Laite
Il Cecchini
I profumi e i sapori del
mare vi tenteranno con
voluttuosa eleganza
sia che si tratti della
classica grancevola alla
veneziana o della nobile
tartara di gamberi viola
e caviale
Nella romantica saletta con
pochi tavoli ancora oggi il
territorio e le stagioni qui sono
i padroni della scena. Lo si
nota chiaramente assaggiando
i cannelloni di pomodoro,
saurnshotte, polenta di semola
112
Gli habitué di Sappada e qualche
girovago gourmet hanno avuto la
fortuna di incontrare Fabrizia Meroi e
Roberto Brovedani già nei primi anni 90,
quando in altra sede (ristorante Keisn)
intraprendevano il loro folgorante
percorso gastronomico. La cucina di
Fabrizia era già fortemente
rappresentativa di queste terre di
confine tra il Veneto e il Friuli. E così è
rimasta: nella romantica saletta con
pochi tavoli ancora oggi il territorio e le
stagioni qui sono i padroni della scena.
Lo si nota chiaramente assaggiando i
cannelloni di pomodoro, saurnshotte,
polenta di semola: la “saurnshotte” è
una ricotta acida eredità della tradizione
culinaria sappadina. L’ideale
continuazione è il bacello di piselli,
ricotta di capra e pecora, vellutata di
piselli e guanciale croccante le cui
intense note vegetali vengono
stemperate dai delicati sentori animali
della ricotta. Lo zenith però si tocca con i
secondi di selvaggina: il cervo aromatico
all’olio di germogli di abete, flan di
saraceno e toppic di mirtillo rosso
somma le note ferrose della carne a
quelle balsamiche dell’abete in un
connubio perfetto. Un capitolo a parte lo
merita la tartara di capriolo con caviale,
piatto ormai celebre e capace di ben
figurare in apertura come in chiusura del
pasto, forte di un perfetto equilibrio
giocato sul filo di lana. Tra i dessert non
si può non assaggiare il “prato”: biscotto
al cioccolato, yogurt, composta ai frutti di
bosco, zabaione di tabacco, fiori e
germogli. La sala e la splendida cantina
sono nelle mani di Roberto, sempre
disponibile a creare un menu
degustazione su misura e, se il
commensale lo desidera, ad abbinare al
menu una vera e propria degustazione
di calici di alto livello. Sorpresa al
momento del conto: difficilmente si
superano i 70 euro, per un valore
decisamente superiore.
LAITE
Borgata Hoffe 10 - Sappada (BL)
Tel. 0435469070 - www.ristorantelaite.com - [email protected]
Turno di chiusura: mercoledì; giovedì a pranzo; mai in alta stagione
Ferie: tre settimane in giugno; tre in ottobre
Come arrivare
Percorrete la A4 fino alla tangenziale di Mestre, deviate verso la A27 in direzione di
Belluno. Percorrete l’autostrada fino alla fine e poi seguite le indicazioni Cadore/
Dolomiti per circa 70 chilometri. La borgata Hoffe dista 800 metri dal centro paese.
A tavola con le Venezie 2015
Friuli Venezia Giulia
Un raffinato e competente restauro ha
trasformato, in un seducente hotel
immerso nella campagna friulana, la
storica Hosteria Vecchia Cecchini. Le
storiche mura della casa colonica del
1700 hanno conservato un fascino
antico che appaga pienamente spirito e
gola. Trenta confortevoli camere, due
deliziose salette e la bella veranda
esterna sono sempre pronte per
accogliervi. La cucina è raffinata, seria e
piacevolmente creativa. Il mare occupa
praticamente tutto lo scenario utile:
dalla grande parata del crudo al pesce
al forno; dai golosi abbinamenti con
pasta, riso e verdure ai piatti classici e
rivisitati. Un divertimento per gli occhi,
prima che per il palato, a iniziare dal
“Salvagente” (grande degustazione del
miglior pesce del giorno per 55 euro).
Ci si potrebbe fermare anche qui ma i
profumi e i sapori del mare vi
tenteranno con voluttuosa eleganza sia
che si tratti della classica grancevola alla
veneziana o della nobile tartara di
gamberi viola e caviale. Risotti a parte la
113
gola viene lusingata e appagata dai
tagliolini alla carbonara di calamaretti,
fagiolini e pecorino. Il fritto misto
dell’Adriatico è inamovibile come una
bandiera che svetta leggiadra ma la
delicatezza del branzino al vapore di
spezie rende ardua la scelta. La
collezione di Dom Pérignon apre la
ricca parata delle bollicine italiane che
poi si allarga anche ai bianchi del
mondo e ai rossi importanti. Il menu
“Trenta+uno” ricorda la data di nascita
del locale (1983) costa 65 euro per
cinque portate più il benvenuto mentre
“Il Teatro della cucina del Mare” diventa
un brillantissimo spettacolo per gli occhi
e un piacere per il palato (155 euro,
champagne Roederer compreso). Alla
carta si spendono circa 100 euro. Il
Privé Dom Pérignon (12 posti) è
destinato ai momenti più esclusivi e
solo prenotando. Nell’adiacente bistro,
elegante e informale, 1.000 peccati di
gola a circa di 40 euro.
IL CECCHINI
Via Sant’Antonio 9 - Località Cecchini - 33087 Pasiano (PN)
Tel. 0434610668 - www.ilcecchini.it – [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: sabato a pranzo; domenica
Ferie: in agosto
Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
A28 uscita Pordenone Fiera. Proseguite per la Pordenone-Oderzo sulla SP35 e
dopo 10 chilometri avrete raggiunto Pasiano.
Ristoranti
Friuli Venezia Giulia
SAN QUIRINO (PN)
La Primula
UDINE
Agli Amici
I piatti sono di
concezione moderna,
mai però oltre una
sensata rivisitazione
o un’interpretazione
originale: i gusti
rimangono nitidi e
facilmente identificabili
114
La primula di San Quirino, un fiore in
perenne fioritura. Sarà merito dei
Magredi, i prati sassosi di questo
territorio, che una volta raccolte sementi
valide le difendono e le conservano nel
tempo. San Quirino, la terra dei
templari, recita il cartello stradale che
accoglie i viaggiatori in questa piccola
graziosa cittadina del pordenonese. Il
locale di Andrea Canton e della sua
famiglia è un baluardo ormai storico di
questa zona, non particolarmente
generosa con la ristorazione di alto
livello. Una tecnica solida, sviluppata in
anni di esperienze anche importanti in
Italia e all’estero, consente al cuoco di
maneggiare con maestria le migliori
materie prime, sia provengano dal
vicino Adriatico, sia arrivino dal territorio.
I piatti sono di concezione moderna,
mai però oltre una sensata rivisitazione
o un’interpretazione originale: i gusti
rimangono nitidi e facilmente
identificabili. Tra i piatti d’apertura
ingolosiscono la saporita tartara di
branzino con crema d’asparagi all’aceto
Sirk e le gustose lumache scottate con
pancetta dorata in zuppetta d’aglio
orsino. Buoni i paccheri con grancevola,
crema di pisellini e curry verde ma
ancor più riusciti i tortelli alla menta e
pecorino con calamari sauté. Una
piacevole quaglia ripiena al fegato
grasso d’oca e bruscandoli completa un
percorso degustativo decisamente
interessante. I dolci non sono da meno,
come per esempio il biscotto al
cioccolato e mandorle con caffè e
gelato alla mandorla amara. L’importante
carta dei vini, divisa in tre tomi dedicati
rispettivamente all’enologia regionale,
italiana e internazionale, non manca di
soddisfare l’esperto più esigente. Allo
stesso modo il servizio è tanto cordiale
quanto solerte. Un menu degustazione
dedicato a “tradizione e creatività”
proposto a 70 euro e un conto, alla
carta, di circa 60 euro.
LA PRIMULA
Via San Rocco 47 - San Quirino (PN)
Tel. 043491005 – www.ristoranteprimula.it – [email protected]
Aperto: solo la sera; a pranzo solo domenica e festivi – Turno di chiusura:
domenica sera e lunedì – Ferie: variabili in gennaio e luglio
Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
Percorrendo la A27 prendere la direzione Conegliano/Portogruaro e subito girare a destra verso
Portogruaro. Al casello di Godega uscire in direzione di Porcia e quindi girare a destra verso
Pordenone. Attraversata la città continuare sulla SS13 e quindi percorrere la SP31 sino a S. Quirino.
A tavola con le Venezie 2015
Friuli Venezia Giulia
Premio
“La ricerca
e l’innovazione
in cucina”
2015
Una straordinaria sicurezza che
conferma una tecnica completa
e l’uso di prodotti e primizie di
altissimo livello. Le rivisitazioni
dei piatti sono il frutto di
una lunga esperienza che si
accompagna alla fantasia ma
anche al rigore
La targa è sempre al suo posto per
ricordare a friulani e viandanti un pezzo
di storia della cucina buona e sana di
queste terre. “A Udine dal 1887”: quasi
128 anni portati benissimo. Tanti sono
gli anni che la famiglia Scarello ha
dedicato all’ospitalità con una cucina
che affonda le profonde radici nella
tradizione ma sempre sensibile verso un
mondo in continua evoluzione. Infatti,
Emanuele già past presidente dei JRE,
continua ad esplorare le nuove frontiere
del gusto e della ricerca senza mai
dimenticare la tradizione più pura. Una
filosofia che si innesta sul territorio ricca
però di una creatività indiscussa e una
curiosità innata. Tutto all’insegna di una
straordinaria sicurezza che conferma
una tecnica completa e l’uso di prodotti
e primizie di altissimo livello. Le
rivisitazioni dei piatti sono il frutto di una
lunga esperienza che si accompagna
alla fantasia ma anche al rigore. Niente
effetti speciali ma concretezza; sostanza
senza rinunciare alle vere emozioni. Una
cucina di una terra ferma di confine che
sa governare con assoluta padronanza
115
anche i prodotti del mare sempre
secondo stagione. Come quando gli
gnocchi di Godia vengono grigliati con il
polpo e il suo ristretto. Al profumo di
mare che sprigionano le triglie pur
marinate all’aceto si contrappone
l’opulenza del foie gras d’oca cotto nel
torcione. Ed è difficile rinunciare agli
agnolotti (fatti in casa) alle cinquanta
erbe e ricotta affumicata prima di
confrontarsi con il sanpietro avvolto in
un velo di lardo e fave di cacao. E dalla
terra ecco una vera ghiottoneria: la
quaglia alla brace con salsa alla liquerizia
e zabaione caldo. In sala tanta simpatia
e professionalità che si esprime
perfettamente anche nell’abbinare piatti
e vini: tutto merito della sorella Michela.
La potente armata dei vini friulani apre
la carta dei vini che però lascia spazio
ad una oculata selezione di etichette
catalogate non per regione o vitigno ma
per tipologia e affinità elettive. Due
menu degustazione a 75 euro (storia e
cuore) e a 85 euro (nuovo e
indimenticabile); alla carta circa 90
euro.
AGLI AMICI TRATTORIA DAL 1887
Via Liguria 252 - Godia (UD) - Tel. 0432565411 - www.agliamici.it
[email protected] - Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica (solo la
sera in inverno), lunedì, martedì a pranzo - Ferie: una settimana a fine
febbraio; tre settimane tra luglio e agosto; una settimana tra ottobre e
novembre - Carte di credito: tutte tranne Diners Club - Jeunes Restaurateurs
d’Europe
Come arrivare
Dall’Autostrada A23 uscire al casello di Udine Nord e seguire le indicazioni per Tarvisio e Tricesimo,
quindi Povoletto e Cividale. Alla fine della tangenziale c’è una rotonda, seguire le indicazioni per
Godia. La trattoria è nella piazza del paese di fronte al campanile.
Ristoranti
Friuli Venezia Giulia
COLLOREDO DI MONTALBANO (UD)
La Taverna
RIVIGNANO (UD)
Al Ferarut
E nella “loro” taverna Matilde
e Piero, da ben 7 lustri,
ricercano e difendono, con
passione e tenacia, le tradizioni
gastronomiche del Friuli Venezia
Giulia senza chiudersi dentro
le mura
116
Nemmeno il terribile terremoto del
1976 è riuscito a piegare il vecchio
maniero dove Ippolito Nievo scrisse le
Confessioni di un Italiano. Sono risorti
castello e ristorante con tutto il loro
corredo di emozioni e sapori. Le mura
trecentesche del Castello dove vissero
ed espressero la propria creatività il
poeta seicentesco Ermes da Colloredo,
il grande scrittore ottocentesco Ippolito
Nievo, l’autore e viaggiatore Stanislao
Nievo, allungano la loro ombra carica di
storia fin su La Taverna. E nella “loro”
taverna Matilde e Piero, da ben 7 lustri,
ricercano e difendono, con passione e
tenacia, le tradizioni gastronomiche del
Friuli Venezia Giulia senza chiudersi
dentro le mura. Perché, nelle giornate
limpide, da Colloredo si vede il mare.
Trentacinque anni celebrati da un
piccolo storico ricettario che raccoglie
35 ricette che, anno dopo anno, hanno
marcato la storia gastronomica. Un
cuoco eclettico propone con la stessa
maestria i prodotti del territorio e i pesci
dell’Adriatico. In apertura non può
Friuli Venezia Giulia
mancare il classico di San Daniele ma
anche il gambero cotto all’olio
affumicato, zucchine, ricotta e bottarga
di baccalà spande il suoi aromi tra i
tavoli eleganti. In inverno i tradizionali
cjarsòns dolci saltati con cannella, burro
fuso e ricotta affumicata riscrivono il
capitolo primo della tradizione (1979);
mentre in primavera sbocciano dal
piatto i garganelli con i crostacei
dell’Istria. Poi le buone carni con il carré
d’agnello estivo con caponatina
dell’orto. Per il finale una bella selezione
di formaggi italiani e francesi o il
timballo di cioccolato dal cuore
morbido. La cantina non può che essere
bella e ricca (conta oltre 1000 etichette)
con rarità provenienti da tutto il mondo.
Bella accoglienza e conto intorno ai 70
euro.
La filosofia della cucina
attinge autenticamente e
abbondantemente dalla
memoria, dai frutti della terra
arrivando fino al mare. Stagioni
e qualità dei prodotti ne sono i
punti cardine
Qui la terra della bassa pianura friulana
fa da ideale cuscinetto fra la montagna
e il mare, dove gli elementi della natura
convivono in una pace serena. Il Parco
dello Stella, i grandi alberi e i generosi
corsi d’acqua fanno da sfondo a un
paesaggio agreste. Territorio, tradizioni,
sapori ancestrali sono il bagaglio
culturale di Alberto Tonizzo, già allievo di
Igles Corelli. Ora che questi presupposti
hanno reso famosa la cucina italiana nel
mondo risulta perfino facile abusarne.
Non qui, dove la filosofia della cucina
attinge autenticamente e
abbondantemente dalla memoria, dai
frutti della terra arrivando fino al mare.
Stagioni e qualità dei prodotti ne sono i
punti cardine. L’atmosfera è calda e
rassicurante, merito della simpatia della
famiglia, dell’accoglienza schietta e dei
fiori freschi che sempre ingentiliscono le
sale. Il cuoco interpreta anche i piatti più
classici con tecnica precisa e con
abbinamenti curiosi e golosi come
potrete verificare con la composizione
nel piatto della barriera corallina. Nella
saletta che racchiude il tipico fogolar
friulano o nella sala più grande ed
elegante sarete gratificati sia dai freschi
sapori del mare che da quelli sapidi e
decisi della terra ferma magari insieme
come negli gnocchi soffici di fichi e alici
di lampara marinate o come nel
calamaro cacciatorino (caprino, zuppa
affumicata, pancetta). E accanto al
(selvaggio) pesce bianco anche la coda
di bue sablé (introvabile) con gazpacho
all’amarena. Mille e una mela guida la
carta dei dolci. Nel caveau della ricca
cantina (con taverna) sono allineate
oltre 600 etichette famose per nome
ed età. Il servizio al bicchiere è ottimo. Il
conto si aggira sui 65 euro. Il Tinel,
osteria tipica a ridosso del ristorante,
propone la salumeria di mare e piatti
unici di stagione a 10/14 euro.
LA TAVERNA
Piazza Castello 2 - 33010 Colloredo di Montalbano (UD)
Tel. 0433889045 - www.ristorantelataverna.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì - domenica sera
Ferie: variabili durante l’inverno
Carte di credito: tutte
AL FERARUT
Via Cavour 34 - Rivignano (UD)
Tel. 0432775039 - www.ristoranteferarut.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì - Ferie: variabili, una
settimana in febbraio; una in ottobre
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Uscire al casello autostradale di Udine Sud (A23); svoltare a destra e imboccare la tangenziale nord di
Udine. Quindi proseguire per la SP 49 (direzione Pagnacco/Osoppo) e seguire le indicazione per
Colloredo di Montalbano (dal casello 10 chilometri, da Udine 14 chilometri)
Come arrivare
Percorrendo la A4 da Venezia a Trieste uscite al casello di Latisana e seguite le
indicazioni per Rivignano (SP57). In 13 chilometri sarete a destinazione.
A tavola con le Venezie 2015
117
Ristoranti
Friuli Venezia Giulia
RUDA (UD)
Altran
CORMONS (GO)
La Subida
Sul finire dell’autunno
quando “nell’aria c’è
il profumo di muschi
e resine” come recita
il menu di stagione,
troverete i ‘Mlinci’
(pasta fresca) con
fagiano arrosto e
verdure invernali. Poi
godrete degli aromi dei
bruscandoli…
Già il grande focolare vi
mette in pace con voi stessi. Al
resto contribuiscono dei tavoli
“discreti”, separati, che lasciano
spazio per la conversazione e,
soprattutto, un menu che non è
facile da trovare
118
Definirlo trattoria di campagna non è
sbagliato. Dovete, in effetti, uscire
dall’autostrada e lanciarvi nel
microcosmo dei paesotti della Bassa
friulana per raggiungere questa location.
Ma lo sforzo sarà valso la pena. Perché,
una volta abbandonata la trafficatissima
A4 scoprirete una dimensione fatta di
piccoli borghi, silenzio, rottura netta con
la società tecnologica. Magari il
telefonino non funzionerà ma, in questa
nuova dimensione, è quasi una gioia.
Perché Altran nasce come dimora
contadina, seppur affidata a un restauro
conservativo che ne ha preservato le
caratteristiche migliori.
Già il grande focolare vi mette in pace
con voi stessi. Al resto contribuiscono
dei tavoli “discreti”, separati, che lasciano
spazio per la conversazione e,
soprattutto, un menu che non è facile
da trovare. Perché qui si coniugano in
maniera assolutamente omogenea sia il
pesce che la carne. E assolutamente
non in maniera banale. Non è di tutti i
giorni, per dire, un certo assortimento di
selvaggina e volatili da cortile.
Ma anche nei piatti più classici, i primi,
ad esempio, Altran marca la differenza
proponendo delikatessen come i
“Cinque tortelli, cinque sapori e cinque
salse” che spiegano in partenza dove
vanno a parare. E non stupitevi neanche
se vi atterra nel piatto un sapido
medaglione di cervo o un’anguilla
caramellata: fa parte del gioco, così
come una selezione di dolci,
rigorosamente casalinga o una lista dei
vini che sorprende e può anche far
lievitare il vostro conto di qualche
decina di euro, divisa com’è tra
“gemme” del territorio, nazionali e
persino internazionali. Menu
degustazione di carne a 65 euro; di
pesce 75 euro. Alla carta circa 60/70
euro.
ALTRAN
Località Cortona 19 - Ruda (UD)
Tel. 0431969402 - [email protected].
Aperto: sera; sabato e domenica; nei festivi anche a pranzo
Turno di chiusura: lunedì e martedì - Ferie: variabili; dieci giorni a luglio,
novembre e febbraio - Carte di credito: tutte tranne Diners Club
Come arrivare
Percorrendo la A4 Milano-Trieste il casello più comodo è quello di Palmanova.
Puntate verso Cervignano del Friuli e quindi verso Villa Vicentina. Ruda è quasi
attaccata.
A tavola con le Venezie 2015
Friuli Venezia Giulia
Il cuore del Collio non può che essere
un autentico incrocio di sapori di
tradizioni e di popoli: dal Monte Quarin,
dove la vista spazia a 360°, si segnalava
l’arrivo di nuove genti e nuovi costumi.
Anche la cucina, quindi, si è
continuamente arricchita di
“contaminazioni” con accostamenti di
sapori sempre nuovi, cotture antiche
alternate a tecniche innovative. Il locale
dista poche centinaia di metri dal
confine con la Slovenia e, per chi arriva
da più lontano, c’è anche la possibilità
di alloggiare nelle splendide stanze delle
case rurali bellamente recuperate. La
padronanza tecnica del cuoco denota
una grande professionalità, cultura,
amore e ricerca dei prodotti e
l’intelligente originalità nell’interpretare
una cucina che affonda le radici nella
tradizione. Questa guida vede la luce sul
finire dell’autunno quando “nell’aria c’è
il profumo di muschi e resine” come
recita il menu dedicato alla stagione
fredda. Ed ecco allora i ‘Mlinci’ (pasta
fresca) con fagiano arrosto e verdure
invernali. Poi, scorrendo le stagioni,
godrete degli aromi dei bruscandoli e
119
della cicoria selvatica o della sella di
coniglio al dragoncello. Soavi le
sfogliatine di pasta secca in crema di
latte. L’ambiente è di rustica eleganza,
con pizzi e arredi ben disposti;
l’atmosfera assomiglia più a quella
familiare piuttosto che un ristorante.
Una grande cura viene riservata dal
“patron” Josko Sirk alla carta dei vini
dove, in prima fila, trovano posto le
etichette più pregiate della produzione
regionale. Accanto ai produttori più
famosi, anche molte etichette meno
note ma validissime, di qua e di là del
confine geografico. Decisamente
interessanti le proposte a bicchiere. Una
sosta gastronomica serena e appagante
che non costa più di 50 euro.
LA SUBIDA
Via Subida 52 - Cormons (GO)
Tel. 048160531 - www.lasubida.it - [email protected]
Aperto: sabato e domenica sempre; lunedì, giovedì, venerdì solo
alla sera - Turno di chiusura: martedì; mercoledì - Ferie: variabili; le
ultime due settimane di febbraio - Carte di credito: tutte tranne
Amex e DinersClub
Come arrivare
Dall’autostrada Venezia-Trieste uscire al casello di Villesse-Gorizia e puntare su
Gradisca d’Isonzo e quindi Cormons (una ventina di chilometri dal casello).
Ristoranti
Friuli Venezia Giulia
DOLEGNA DEL COLLIO (GO)
Aquila d’Oro
Trieste
Al Bagatto
Da una quarantina d’anni, la
famiglia Tuti governa uno dei
migliori ristoranti della regione:
eleganza dentro e fuori, arredi di
pregio, tovaglie di lino, cristalli
e posate d’argento ed il servizio
è così discreto e cortese da poter
sembrare lezioso a chi ha ormai
perso il ricordo delle buone
maniere
120
Una breve salita attraverso i vigneti, porta
al Castello di Trussio, imponente
maniero già esistente nel XIII secolo, più
volte distrutto e ricostruito. Sotto, nella
pianura, scorre il fiume Judrio, un tempo
confine fra Italia e Austria; più in là i Colli
Orientali del Friuli. Un locale affascinante,
con ambienti discreti e raffinati dove, da
una quarantina d’anni, la famiglia Tuti
governa uno dei migliori ristoranti della
regione. Eleganza dentro e fuori, arredi di
pregio, tovaglie di lino, cristalli e posate
d’argento ed il servizio è così discreto e
cortese da poter sembrare lezioso a chi
ha ormai perso il ricordo delle buone
maniere. L’atmosfera però rimane calda
e affettuosa, quasi familiare. I piatti
proposti si rifanno con moderazione alla
tradizione locale e ai prodotti del
territorio, ma l’estro e la fantasia delle
cuoche li portano a interpretazioni
eccezionali. A partire dalla scaloppa di
foie gras d’anitra con la confettura di
prugne fino ai risotti – che non trovano
eguali - con verdure e fasolari o altre
leccornie secondo stagione. Molti piatti
hanno scritto la storia del locale
mantenendo con gli anni sapori e fascino
intatti ma i filetti di quaglia con polvere di
cacao venezuelano sono una vera e
propria primizia. Ed ancora i cannoli di
bue di Carrù farciti con formaggio
caprino d’alpeggio. Qualche raffinato
piatto di pesce e i formaggi sono di
elevata qualità, come la piccola bavarese
al fondente con lo zabaione al Marsala di
60 anni. Un discorso a parte merita la
cantina: la carta dei vini è lunghissima
(oltre 20.000 bottiglie di grande qualità),
costruita con scelte molto ben mirate e
con una lodevole selezione di vini al
bicchiere. Menu degustazione a 70 euro;
alla carta dai 60 ai 75 euro. La
prenotazione è assolutamente
consigliata.
Friuli Venezia Giulia
Il mercato del mare detta
i piatti ma troverete i
classicissimi “sardoni
barcolani” con polpette
di alici, pinoli, pane e
piselli ma anche la tartara
121
di scampi, succo d’uva,
lattuga e pistacchi di
Bronte
Le rive e il mare sono a pochi passi ma
in questo angolo discreto si respira l’aria
del centro storico, di Piazza Unità d’Italia
e della Trieste autentica. Le sue vecchie
mura possono raccontare quasi mezzo
secolo di storia gastronomica della città
e magari custodiscono piccoli e grandi
segreti dell’intellighenzia politica che un
tempo era di casa. E vi aleggia sempre,
o così pare a noi avventori di vecchia
memoria un po’ dell’antica atmosfera.
Molta acqua è passata sotto i ponti vicini
e il giovane Roberto Marussi, che
raccolto il testimone del padre Giovanni,
continua con rinnovata passione e
molto cuore ad interpretare la cucina
del mare partendo dalle radici ma
guardando oltre l’orizzonte, al di là del
golfo. La presentazione dei piatti è
curata e in linea con il nuovo volto del
locale che però ha conservato la sua
calda simpatia e la sua automatica
spontaneità. Il mercato del mare detta i
piatti ma troverete (quasi) sempre i
classicissimi “sardoni barcolani” con
polpette di alici, pinoli, pane e piselli ma
anche la tartara di scampi, succo d’uva,
lattuga e pistacchi di Bronte. Una golosa
scoperta è stata il risotto alla birra (Petra
barrique) con mazzancolle, porro e
basilico. Accanto al soave fritto o alla
ricciola al forno ora compare sempre nel
menu anche della buona carne, sia
come tartara con spuma di capperi sia
come piatto opulento come l’agnello
con crema di melanzane affumicate. I
dolci sono sempre una tentazione a
partire dalla creme brulée alle mandorle
e caffè. La carta dei vini è ben curata e
conta circa 350 buone etichette, servite
anche al bicchiere. Due i menu
degustazione: “storia e tradizione” e
“ricerca e innovazione” entrambi a 65
euro (con i vini 85 euro - per tutto il
tavolo). Alla carta intorno ai 70 euro.
AQUILA D’ORO
Castello di Trussio - Località Ruttars 13 - Dolegna del Collio (GO)
Tel. 048161255
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica e lunedì
Ferie: variabili
Carte di credito: tutte
AL BAGATTO
Via Luigi Cadorna 7 - (Ang. Via Felice Veneziani) - Trieste (TS)
Tel. 040301771- www.albagatto.it - [email protected]
Aperto: solo alla sera - Turno di chiusura: domenica
Ferie: due settimane in gennaio; variabili nel periodo pasquale; a Natale
e S. Stefano - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Da Cormons seguire a nord sulla SS356 verso località Brazzano. Svoltare a destra in
via Collio procedendo per circa 3 chilometri, quindi svoltare a destra in direzione
frazione Ruttars e continuare per circa 2 chilometri.
Come arrivare
Quando sarete sulle famose Rive, dopo Piazza Unità d’Italia, parcheggiate e
attraversate la strada. Troverete il locale in pochi minuti.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
Friuli Venezia Giulia
Trieste
Harry’s Grill
TRIESTE
La Bottega di Trimalcione
Antipasti freddi (tutto il pesce fresco
del mercato) e antipasti caldi in
gran numero; da provare il gratinato
di canestrelli adriatici. Gli spaghetti
con le vongole, basilico e pomodoro
sono da manuale ma alcuni piatti
come le profumate trofiette con pesce
123
spada, pomodorino e lenticchie,
hanno conquistato la ribalta e le
troverete sempre in menu
L’Harry’s Grill, dell’Hotel
“Duchi d’Aosta”, è uno
splendido gioiello incastonato
nella piazza dell’Unità d’Italia.
Dalla sala grande si può vedere
il golfo mentre la sala interna,
ben arredata, è adatta per
pranzi d’affari
122
E’ l’unico ristorante che gode del
privilegio di una terrazza affacciata alla
più grande piazza d’Europa aperta al
mare. Lo spettacolo per i vostri occhi è
assicurato a prescindere, come pure
l’elegante e raffinata ospitalità. L’Harry’s
Grill, dell’Hotel “Duchi d’Aosta”, è uno
splendido gioiello incastonato nella
piazza dell’Unità d’Italia. Dalla sala
grande si può vedere il golfo mentre la
sala interna, ben arredata, è adatta per
pranzi d’affari. D’estate come d’inverno
il Grand Hotel Duchi d’Aosta presenta
una cornice invidiabile, di rarissimo
fascino al quale concorrono i lampadari
con i vetri di murano e l’argenteria nei
tavoli. Con questa cornice la cucina non
può deludere; non a caso la fama dell’
Harry’s Grill è stata certificata dal
“grande vecchio” Arrigo Cipriani nel
1972. Ora i fornelli sono affidati al
giovane ma navigato Federico Sestan,
un triestino di dinamica verve, che in un
paio d’anni ha saputo riconquistare la
fiducia dei triestini oltre che soddisfare
pienamente una clientela internazionale
Friuli Venezia Giulia
eclettica ed esigente. Tra gli antipasti è
sempre ricca l’ offerta di pesce crudo
ma la cucina sa combinare in modo
raffinato i sapori del carso con quelli
marinari seguendo il corso delle
stagioni, come per le capesante
lardellate accompagnate da consommé
di funghi e tartufo. La pasta viene
arricchita, di volta in volta, dai sapori del
mare o della terra; tra i secondi, ampio
spazio dedicato al pescato del giorno
ma non manca un’interessante scelta di
carni tra cui il filetto di vitello in crosta di
pane alle erbe, dalla cottura
impeccabile. Due i menu degustazione
proposti, uno dedicato al pesce e un
altro alla carne, rispettivamente a 90 e a
65 euro. La carta dei vini è in corso di
aggiornamento ma l’impostazione che il
locale intende seguire è di dare la prima
fila alle ottime etichette regionali, che di
certo in questa terra non mancano.
Servizio ineccepibile. Alla carta il conto si
aggira sui 75 euro.
Una cucina fresca, sana e buona, senza
svenarsi. Si consolida lo stile e la
filosofia di Walter Zecchini, ora profeta in
patria. La piccola “bottega” si trova al
rione di San Giacomo, la piccola Pigalle
triestina, dove il cuoco patron, dopo
aver acquisito variegate esperienze, ha
aperto questo accogliente locale da
oltre tre lustri. Una cinquantina di posti,
compreso il piccolo giardino coperto,
dove si cucina prevalentemente il
pesce, ma dove alla solida tradizione e
alla qualità del pescato si uniscono
fantasia e desiderio di provare anche
accostamenti inconsueti ma semplici e
soprattutto mai banali. Antipasti freddi
(tutto il pesce fresco del mercato) e
antipasti caldi in gran numero; da
provare il gratinato di canestrelli adriatici.
Gli spaghetti con i caperozzoli nostrani,
basilico e pomodoro sono da manuale
ma alcuni piatti come le profumate
trofiette con pesce spada, pomodorino
e lenticchie, hanno conquistato la ribalta
e le troverete (quasi) sempre in menu.
Tra i secondi ottima l’orata nostrana ai
profumi dell’orto anche se il piatto del
cuore “I Sardoni del Paron”, alici
impanate e fritte resiste a tutte le mode;
da non dimenticare anche la lucerna
cotta “al vetro” che mantiene tutti i
profumi del mare. La carne? Solo a
tema in serate prefissate. Fatti i casa
anche i dolci, sorbetti profumati
compresi. Dinamica e originale anche
l’ampia carta dei vini che rispetta il
territorio con etichette di grande qualità
ma che spazia saggiamente in tutta la
penisola e oltre confine. Ottima anche
la scelta dei distillati. L’accoglienza è
sempre molto simpatica e generosa ma
il consiglio è sempre quello di
prenotare. Vari menu degustazione da
26 euro (Le cruditès di Trimalcione” per
cinque portate di crudo) a 36 euro per
“Il Grande Zodiaco”. Alla carta sui 45
euro per un pranzo classico antipastodolce, vino della casa compreso.
HARRY’S GRILL – Grand Hotel Duchi D’Aosta
Piazza Unità d’Italia 2 - Trieste (TS)
Tel. 040660606 - www.duchi.eu - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mai - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
LA BOTTEGA DI TRIMALCIONE
Via della Guardia 15/b - Trieste (TS)
Tel. 3478874242 - www.trimalcione.ts.it - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica - Ferie: varabili
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Parcheggiate sulle affascinanti Rive, attraversate la strada ed in fondo alla bellissima
piazza dedicata all’unità d’Italia troverete l’affascinante Hotel Duchi d’Aosta.
Come arrivare
A Trieste, seguite le indicazioni per la cattedrale di San Giusto, a 500 metri dal santuario,
nel quartiere di San Giacomo ad un passo dalla piazza Garibaldi.
A tavola con le Venezie 2015
Ristoranti
Friuli Venezia Giulia
TRIESTE
Menarosti
Bagnole/Bagnolje – Pola
Batelina
L’ambiente è familiare ed
accogliente e vi regna la
cucina tradizionale, lontana
da esperimenti e novità
modaiole: niente stravaganze
quindi nei piatti proposti,
nei quali la scelta molto
accurata della materia prima
e l’impeccabile realizzazione
hanno un ruolo fondamentale
124
Nel centro della città, a due passi da
Piazza Goldoni e da Viale XX settembre
(il “Viale” per antonomasia dei triestini),
troverete una delle migliori cucine di
pesce della regione. L’ambiente è
familiare ed accogliente e vi regna la
cucina tradizionale, lontana da
esperimenti e novità modaiole: niente
stravaganze quindi nei piatti proposti,
nei quali la scelta molto accurata della
materia prima e l’impeccabile
realizzazione hanno un ruolo
fondamentale. In stagione provate
l’insuperabile “granzievola” (grancevola),
servita freschissima e non in striminzite
porzioni, come troppo spesso vien fatto
altrove: vale da sola la visita. Continuate
poi con i risotti (un’altra specialità della
casa), le paste (con le vongole, gli
scampi, le seppie), le leggere e delicate
fritture, le gustose preparazioni al forno
- il tutto a seconda del pescato del
giorno - e non dimenticate gli ottimi
dolci fatti in casa. Il ristorante è aperto
fin dai primi anni del secolo scorso;
Fabio Benussi, che ne è il patron dal
Istria/Croazia
1976, abbandonati i fornelli, sovrintende
con autoritaria bonomia alla brigata di
cucina; la moglie Lilia gestisce la sala
con affabilità e cortesia. Per il vino fatevi
consigliare dal figlio Fulvio, esperto
conoscitore: potrete scegliere in una
carta ampia e ben differenziata, che ha
comunque un occhio di riguardo per i
magnifici bianchi regionali. In linea con
un’eccellente abitudine sempre più
diffusa, troverete un’ampia disponibilità
di vini serviti al bicchiere. Non ultimo
pregio del locale, i prezzi, contenuti
rispetto alla qualità dell’offerta. Vista la
numerosa ed affezionata clientela, è
consigliabile la prenotazione. Conto di
circa 40 euro.
Il pesce vi sarà servito sotto
forma di creazioni gastronomiche
che sanno di magico. Un menu
che per fortuna viene replicato
anno dopo anno come la soave
triglia marinata; i sapidi sardoni
in saor…
Il timoniere c’è ma non si vede, è
nascosto in cucina. Anzi è nascosta
perché si tratta di mamma Alda,
indistruttibile governatrice dei fornelli. Gli
Skoko, padre e figlio, sono la coppia più
carismatica della ricca scena
gastronomica istriana. Pescatori di razza
sempre e cuochi sopraffini solo alla
sera, altrimenti manca il tempo per
pescare. Batelina va contro corrente:
anche in piena stagione, quando i turisti
affollano le spiagge, apre i battenti alle
17, perché per fare buona cucina c’è
bisogno di buon pesce, di calma e di
ritmi sereni. Che non coincidono con
quelli della domanda turistica. Qui
l’atmosfera è inimitabile, come il pesce.
L’immagine emblematica di questa
trattoria-culto a conduzione familiare e
quella di Davide Skoko, con in mano un
affilato coltello, che affronta un grande
vassoio di pesci appena scaricati. Niente
sorprese spettacolari solo pesce che vi
emozionerà per freschezza e sapori
introvabili. Tutto il pescato esce dalle reti
del padre di David ed entra
direttamente in cucina. Poi vi sarà
servito sotto forma di creazioni
gastronomiche che sanno di magico. Un
menu che per fortuna viene replicato
anno dopo anno come la soave triglia
marinata; i sapidi sardoni in saor; il
delicato palamito in carpaccio (proposto
anche mantecato o sott’olio) o il
saporito paté di fegato di grongo con
marmellata di cipolle. Tutti sapori che
rischiano l’oblio. Senza dimenticare il
leggendario brodetto di seppia e
grancevola o i dolci calamari “julien”
scottati su piastra. E dopo i pesci,
bianchi o azzurri che siano,
perfettamente scolpiti da lunghi e affilati
coltelli affidatevi alla golosa crema di
mascarpone con fichi al vino rosso.
L’ambiente è tanto spartano quanto
carismatico. Vini sinceri. Malvasia
soprattutto, e conto intorno ai 50 euro;
solo in contanti. E ricordatevi di
prenotare, soprattutto in stagione.
MENAROSTI
Via del Toro 12 - Trieste (TS)
Tel. 040661077 - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: domenica sera; lunedì - Ferie: dal 20
luglio al 20 agosto; una settimana a gennaio - Carte di credito: tutte
BATELINA
Via Cimulje 5 – Bagnole/Bagnolje – Pola
Tel. 00385(0)52573767 - Aperto: solo alla sera - Turno di chiusura: domenica
Ferie: 20 giorni variabili in gennaio e agosto
Carte di credito: nessuna - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Potete parcheggiare sulle affascinanti Rive e godervi Trieste a piedi risalendo Corso
Italia fino a Piazza Goldoni e sarete praticamente arrivati.
Ruttars e continuare per circa 2 chilometri.
Come arrivare
Da Trieste seguire per Capodistria attraverso il confine di “Rabuiese”. A Capodistria,
seguire le indicazioni per Pola (Croazia), autostrada A9. Arrivati al casello di Pola
proseguire per Medulin in direzione Premantura, fino all’uscita per Banjole.
A tavola con le Venezie 2015
125
Ristoranti
Istria/Croazia
CITTANOVA - NOVIGRAD
126
Dal mare al piatto: promessa mantenuta
e non solo un’accattivante dichiarazione
d’intenti. È il motto dei moschettieri dei
fornelli di Cittanova. Prima due ora
quattro perchè a Damir e Ornela, da
qualche anno, si sono aggiunti figlia e
genero. I tavoli sono sempre sei
ordinatamente apparecchiati nel piccolo
locale nascosto tra le viuzze storiche di
Cittanova d’Istria o Novigrad, a 40 metri
dal mare. Già conosciuta prima come
piccolo borgo di pescatori e quindi
come antica sede vescovile, la cittadina
è ora diventata anche meta di
gastronomi, oltre che di viaggiatori, per
la diversità e la qualità di raffinati
ristoranti e veraci taverne istriane dove
gustare il miglior pesce dell’Alto
Adriatico. Potrete scegliere un pesce
ancora guizzante che Damir, con abilità
pari alla teatralità, sfiletterà davanti ai
vostri occhi trasformandolo in un
raffinato piatto d’apertura. La cucina dai
gusti puliti è di sorprendente freschezza;
la selezione della materia prima è quasi
maniacale, la preparazione e le cotture
Istria/Croazia
Damir e Ornela
Cok
La cucina dai gusti puliti è
di sorprendente freschezza;
la selezione della materia
prima è quasi maniacale,
la preparazione e le cotture
sono sapienti ed equilibrate
e lasciano in bocca tutta
l’armonia del mare fatta di
sapidità, mineralità e anche
dolcezza: senza mai un
cedimento
Ci pensano i pescatori amici di
Sergio a rifornire la cucina e i
piatti parlano di sapori puliti e
buoni. L’ esecuzione è classica
perché a parlare deve essere
soprattutto la materia prima
servita con identica maestria, sia
cruda che cotta
sono sapienti ed equilibrate e lasciano
in bocca tutta l’armonia del mare fatta di
sapidità, mineralità e anche dolcezza:
senza mai un cedimento. Il menu
dipende dal pescato quotidiano: scampi,
cappesante, canestrelli, astici, sogliole,
orate e branzini. Si parte con una lunga
e golosa lista di antipasti crudi o
appenna toccati dal fuoco, poi i tagliolini
con scampi e tartufo bianco o il risotto
alla moda del Quarnaro. L’ottimo pesce
al forno (dentice !!!) anticipa gli
splendidi dessert preparati dalla (dolce)
figlia Mattea. In autunno, per fare
compagnia al pesce, compare alla
grande anche il tartufo d’Istria declinato.
Malvasia Istriana in prima fila negli
scaffali della cantina che custodisce
anche alcune buone etichette di
Champagne e qualche rarità.
L’accoglienza è semplice e simpatica e
l’atmosfera assolutamente confortevole.
Circa 65 euro e prenotazione
consigliata.
DAMIR E ORNELA
Zidine 5 - Novigrad/Cittanova
Tel. 00385(0)52758134 - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: lunedì - Ferie: gennaio, maggio, ottobre
(primi 20 giorni)
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Uscita autostradale Trieste, barriera di Lisert, si prosegue per il valico di Rabuiese,
direzione Capodistria, quindi si entra in Croazia in direzione Buie, infine si prosegue
in direzione Cittanova. Ottima segnaletica. Da Trieste circa 47 chilometri.
A tavola con le Venezie 2015
CITTANOVA - NOVIGRAD
Nelle vecchie città di mare vivono i
vecchi lupi di mare. Il patron di questo
accogliente locale, Sergio Jugovac, può
essere definito un capitano di lungo
corso della ristorazione per aver
lavorato, da sempre, nei migliori alberghi
della costa istriana prima di mettersi in
prima fila. La sua lunga esperienza lo ha
convinto, tra i primi, a credere
fermamente nel futuro della ristorazione
istriana e ha deciso di tracciare la sua
rotta creando un’altra piccola perla che
arricchisce l’affascinante cittadina di
Novigrad. Lo conferma giorno per
giorno con tenacia, coraggio e passione:
basta accomodarsi nella linda saletta o
nella veranda che nella bella stagione
allunga i pochi coperti. Rassicurante ed
efficiente la conduzione familiare:
Sergio, Vilma e figlio Vili non deludono
mai. Per questo e per l’accurata ricerca
dei prodotti (è scontato dire che il
pesce fresco è in prima linea) è
diventato un approdo ambito. Ci
pensano i pescatori amici di Sergio a
127
rifornire la cucina e i piatti parlano di
sapori puliti e buoni. L’esecuzione è
classica perché a parlare deve essere
soprattutto la materia prima servita con
identica maestria, sia cruda che cotta.
Nel generoso menu, che vi tenterà
anche con il sapido prosciutto, non
possono mancare (mare permettendo)
i dolci scampi crudi del Quarnaro; le
fragranti cappesante e canestrelli; le
canocchie bollite e la tartara di pesce
blu dell’alto Adriatico. Tra le paste golose
spiccano i tagliolini con la grancevola e i
ravioli farciti di scampi e tartufo nero. Il
fritto di calamari è una vera delizia
mentre, secondo stagione, tartufi asparagi selvatici - funghi e il
finocchietto selvatico accompagnano i
pesci nobili. Grande il branzino selvatico
istriano ai tre oli delle terre istriane
(bianchera, leccino, istarka, ecc). Buone
bottiglie di Malvasia e servizio simpatico;
il mare non si vede ma si sente: è a due
passi. Conto intorno ai 45 euro.
COK
Sv. Antona 2 - Novigrad/Cittanova
Tel. 00385(0)52757643 - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: mercoledì - Ferie: gennaio
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Uscita autostradale Trieste, barriera di Lisert, si prosegue per il valico di Rabuiese, direzione
Capodistria, quindi si entra in Istria/Croazia prima in direzione Buie e poi si prosegue in
direzione Cittanova e parcheggiate appena prima di entrare nel centro storico. Da Trieste
circa 47 chilometri.
Ristoranti
Istria/Croazia
CITTANOVA/NOVIGRAD
Marina
LiVADE/LeVADE
Zigante
Marina e Davor vi
accoglieranno con simpatia
e calore: due giovani bravi e
appassionati del loro lavoro.
Lei a governare i fornelli con
tecnica, passione e cuore come
testimoniano i suoi piatti; lui
che governa la sala e la cantina
con competenza, signorilità e
giustificato orgoglio
128
L’ampio viale si ferma all’entrata del centro
storico. Appena girate a destra non fatevi
ingannare dal contesto, un po’ anonimo,
che troverete davanti alla marina che in
stagione trabocca di barche e velieri.
Sarete a pochi metri dal blu del mare e dal
verde della pineta. Al primo piano di un
fabbricato giallo intenso troverete una
luminosa sala, sobria ed elegante, dove
Marina e Davor vi accoglieranno con
simpatia e calore: due giovani bravi e
appassionati del loro lavoro. Lei a
governare i fornelli con tecnica, passione e
cuore come testimoniano i suoi piatti; lui
che governa la sala e la cantina con
competenza, signorilità e giustificato
orgoglio. Manca il menu scritto perché la
cucina serve quello che il mare propone,
giorno per giorno, attraverso la flotta di
piccoli pescherecci che attraccano nel
mandracchio della effervescente cittadina.
Affidatevi con tranquillità a Davor che vi
consiglierà con perizia. La sogliola cruda su
letto di riso venere e cavolo rosso con i
profumi del fior di sale alla lavanda è una
delizia per il palato, come anche il
Istria/Croazia
carpaccio di branzino (o polipo)
affumicato. Cotture perfette nella saporita
zuppa di pesce ma anche nelle bavette
con canestrelli e molliche di pane
aromatizzato che avvolgono il palato di
freschi effluvi marini. Il branzino alla
Malvasia su crema di patata dolce è un
inno alla bontà. In primavera ad affiancare
il pesce ci sono gli asparagi selvatici
mentre, in autunno, sono i tartufi a
profumare i piatti pensati dalla cucina. Ma
la creatività e il buon gusto di Marina
marcano anche i dolci: il choco tart con
emulsione di olio e limone appaga e
diverte. Oli e vini (Malvasia in prima fila)
scelti con cura dal meglio del territorio
della verde Istria. Conto intorno ai 50 euro.
L’accoglienza è cortese e
professionale e i cuochi seguaci
della filosofia del “tout truffe”,
sanno come viziare l’ospite
elaborando diversi menu
degustazione abbinati al tartufo
di stagione. A fine settembre si
parte alla grande con il Tuber
Magnatum Pico
Nel cuore delle terre vocate al Tuber
Magnatum Pico, il tartufo bianco
dell’Istria, viene spontaneo dedicarsi alla
preparazione di sontuosi piatti dove il
protagonista principale e assoluto è il
prezioso tubero al quale molti associano
particolari poteri afrodisiaci.
L’anno zero è il 1999, quando Giancarlo
Zigante trovò un tartufo di 1,313 kg che
trovò subito spazio nel Guinness dei
primati mondiali. Il fuoco della passione
divampò subito: prima l’apertura
dell’omonimo ristorante, poi le tre suite
favolose per chi volesse passare un bel
weekend romantico. Il commercio dei
tartufi; la produzione di un ottimo vino e
dell’olio d’oliva extra vergine istriano,
segnalato dalla guida Flos Olei tra i
migliori extravergine del mondo, hanno
completato l’offerta del vulcanico
Giancarlo. L’accoglienza è cortese e
professionale e i cuochi seguaci della
filosofia del “tout truffe”, sanno come
viziare l’ospite elaborando diversi menu
degustazione abbinati al tartufo di
stagione. A fine settembre si parte alla
grande con il Tuber Magnatum Pico
(bianco pregiato); si prosegue a cavallo
dell’anno con il Tuber Melanosporum
(nero pregiato), poi con il Tuber
Brumale, per finire in bellezza con il
Tuber Aestivium. Ogni piatto che esce
dalla cucina è perfettamente il linea con
i profumi e sapori delle stagioni che
offrono anche i famosi asparagi selvatici
dell’Istria e i funghi. Da provare le
capesante marinate nella crema di
tartufo; la gustosa zuppa di pollo
ruspante con uovo e tartufo bianco
piuttosto che la terrina di foie gras con
tartara di funghi. La delicatezza viene
espressa dai filetti di pesce selvaggio
dell’Adriatico cotti al vapore con julien di
verdure. Tra le carni trionfa la guancia di
manzo Boskarin all’istriana. Il vino della
casa occupa i primi scaffali ma si
contano anche altre buone etichette.
Conto a partire da 60 euro; molto di più
se il tartufo bianco sarà l’unico
protagonista.
MARINA
Sv. Antona 38 - Cittanova/Novigrad
Tel. 00385(0)998121267 - [email protected]
Aperto: sempre - Turno di chiusura: martedì (mai in luglio e agosto)
Ferie: da metà gennaio a metà febbraio - Carte di credito: tutte
ZIGANTE
Livade/Levade 7 - 52427 Livade - Istria/Croazia
Tel. 00385(0)52664302 - www.zigantetartufi.com - restaurantzigante@
livadetartufi.com Aperto: sempre - Turno di chiusura: mai - Ferie: mai
Carte di credito: tutte
Come arrivare
Uscita autostradale Trieste, barriera di Lisert, si prosegue per il valico di Rabuiese, direzione
Capodistria, quindi si entra in Istria/Croazia prima in direzione Buie e poi si prosegue in
direzione Cittanova. Ottima segnaletica. All’ingresso della cittadina girate a destra. È proprio
di fronte al porto. Da Trieste circa 47 chilometri.
Come arrivare
Uscita autostradale Trieste, barriera di Lisert, si prosegue per il valico di Rabuiese, direzione
Capodistria, quindi si entra in Croazia in direzione Buie, si prosegue verso l’interno in
direzione Rijeka/Fiume lungo il fiume Mirna/Quieto e di fronte Montona troverete Livade/
Levade. Ottima segnaletica. Da Trieste 55 chilometri.
A tavola con le Venezie 2015
129
Ristoranti
Istria/Croazia
ROVIGNO/ROVINJ
Monte
SOVIGNACCO/SOVINJSKO
Gostiona Toklarija
Monte è il tempio dei migliori
prodotti del mercato cittadino
che vengono abbinati con
coraggio e creatività nell’assoluto
rispetto dei sapori e profumi
originali
130
Un romantico ristorante, quasi
appoggiato all’imponente basilica di S.
Eufemia, patrona di Rovigno, che fiera
domina il panorama di questa perla
dell’Adriatico dall’alto dell’antico borgo di
una delle città più fotografate del
Mediterraneo: praticamente una collina
che sorge dal mare collegata alla
terraferma da un istmo. Sembra essere
sospesi tra mare e terra; con vie strette,
case alte, e piccole romantiche piazze. E
perdersi tra negozi, wine bar e mercatini
è una esperienza affascinante. Monte è
il tempio profano della gola dove
transitano i migliori prodotti del mercato
cittadino che vengono abbinati con
coraggio e creatività nell’ assoluto
rispetto dei sapori e profumi originali.
Condotto con bravura e passione dai
coniugi Tijske e Danijel Đekić esprime
una cucina dinamica sempre in perenne
evoluzione: raffinata, fantasiosa, con forti
legami alla tradizione istriana. Il cuoco
seleziona dal mare e raccoglie dai campi
i migliori prodotti tipici. Il menu si
rinnova spesso con grande creatività:
pesci e carni seguono percorsi separati
lasciando solo alle primizie dell’orto il
compito di incrociare i vari sapori. Come
nei tentacoli di polpo con variazione di
carciofi e insalata di lenticchie o nella
tartara di manzo con uova e crema di
funghi di bosco. L’offerta dei primi piatti
è originale e succulenta; brodetto a
parte, basta assaggiare i cannelloni ai
crostacei, cappasanta, melanzane e
caviale per deliziare il palato con
accostamenti veraci e inusuali. Il mare e
la terra si contendono la lista dei
secondi a partire dal pesce cappone al
vapore, conchiglie di S. Giacomo
gamberetti, alghe e blanquette di
cavolfiore fino alle quaglie con
barbabietole, mirtillo e polvere di fegato
d’oca. Dolci di grande appeal (gelato al
finocchio con pan di Spagna al cacao) e
cantina con poche etichette ma ben
selezionate. Il servizio è gentile,
efficiente come si addice ad una
clientela eterogenea ed esigente. Due
menu degustazione a 80 e 90 euro; alla
carta circa 70 euro.
MONTE
Rovigno/Rovinj - Via Montalbano 75 - Croazia
Tel. 00385(0)52830203 - www.monte.hr - [email protected]
Aperto: sempre; in aprile e maggio solo alla sera - Turno di chiusura: mai
Ferie: da fine ottobre a fine marzo
Carte di credito: tutte - Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Percorrere l’autostrada Serenissima fino a Trieste, dopo il casello si continua per una super
strada dove si troveranno le indicazioni per 3 dogane Ferneti – Rabuiese - Muggia - si consiglia
il confine di Rabuiese, e basterà continuare la superstrada imboccata. Dopo la dogana di
Rabuiese si entra in Slovenia dove si proseguirà in direzione Pola fino alla dogana Croata; dopo
quest’ultima si prosegue in direzione di Pola fino ad incrociare la deviazione per Rovigno (da
Trieste 90 chilometri).
A tavola con le Venezie 2015
Istria/Croazia
Gli amanti dei sapori della
memoria formano una clientela
molto eclettica che arriva
anche d’oltre confine e perfino
d’oltreoceano come testimoniano
le firme nel guest book.
I Celti, i Romani, La Serenissima, l’Austria:
tanta storia ha lasciato tracce indelebili in
quel che fu il castello di Sovinjak
(toponimo celtico). Ora troverete un
paesaggio agreste a solo una quarantina
di chilometri da Trieste, dove il tempo
sembra essersi fermato.
Sovignacco, il piccolo borgo arroccato sul
colle, non arriva a 30 abitanti. Il tratto
finale di strada è angusto, bello e
selvaggio. L’atmosfera bucolica richiama
un’altra epoca e un altro mondo ma
Pinguente/Buzet è a 8 km e il confine
italico a 40 km.
Il frantoio del paesetto era in questa
piccola casa e l’antica pressa, che risale al
1400 e ha funzionato fino agli anni ‘70, è
perfettamente conservata e in bella
mostra. La gestione è familiare e
l’atmosfera è resa un po’ magica dagli
antichi cimeli che testimoniano la cultura
dell’olio e la civiltà contadina. La
prenotazione è praticamente obbligatoria
perchè i coperti sono solo 17 ma ben
distribuiti nelle due salette. Gli amanti dei
sapori della memoria formano una
131
clientela molto eclettica che arriva anche
d’oltre confine e perfino d’oltre oceano
come testimoniano le firme nel guest
book. Nevio Sirotic’ e famiglia preparano,
ogni giorno, un menu fisso ma i sapori
spaziano dalle erbe spontanee a tutte le
varietà dei tartufi, dai formaggi introvabili ai
prosciutti artigianali. La pasta e le zuppe
sono arricchite dai prodotti stagionali
come la minestra istriana (crema di fagioli,
patate, bavette fatte in casa, lardo e
cotenna di maiale) e le carni trionfano
con il manzo dell’Istria, gli agnelli allevati
allo stato brado e le galline di corte. Tutto
sotto l’insegna della leggerezza e dei ritmi
lenti. Il pane fragrante e i dolci della
tradizione escono dal forno di casa. Vini
soprattutto istriani. Ritmi lenti e conto di
50 euro (in contanti) per 6 portate, tartufo
bianco a parte.
GOSTIONA TOKLARIJA
Sovignacco/Sovinjak 11 - Pinguente Buzet - Croazia
Tel. 00385(0)9192667
Aperto: dalle 13 alle 22 - Turno di chiusura: martedì - Ferie: variabili
Carte di credito: nessuna
Come arrivare
La strada più bella e comoda è quella costiera. Da Cittanova si risale la valle del Quieto,
prima di Buzet si trova la deviazione per Sovignacco, sulla destra. In pochi chilometri sarete
in cima al colle.
Ristoranti
Istria/Croazia
VALLE/BALE
Villa Meneghetti
VERTENEGLIO/BRTONIGLA
Hotel San Rocco
Un luogo dove si custodisce
il savoir-vivre e un sano
rapporto con la natura fatto
di ammirazione e rispetto.È
il caso di Villa Meneghetti
un’autentica casa istriana
(stancija) dell’inizio del XX
secolo, costruita in una tenuta
appartata, che si estende per
oltre 120.000 mq, circondata da
macchia mediterranea, oliveti e
vigneti
132
La stancija, una gemma luminosa nella
verde Istria. Stancija è sempre stato un
termine per definire una residenza
esclusiva inserita nel paesaggio morbido e
struggente della campagna istriana: una
parola antica e antesignana della più
moderna “Resort”. Un luogo dove si
custodisce il savoir-vivre e un sano
rapporto con la natura fatto di
ammirazione e rispetto. È il caso di Villa
Meneghetti una autentica casa istriana
(stancija) dell’inizio del XX secolo, costruita
in una tenuta appartata, che si estende
per oltre 120.000 mq, circondata da
macchia mediterranea, oliveti e vigneti,
che producono oli e vini super premiati
(targati Meneghetti), dove trascorrere
indimenticabili momenti di relax e piacere
alloggiando in una delle quattro camere
elegantemente arredate, godendo della
piscina, del giardino e della riposante
veranda. Un vero gioiello anche il
ristorante di raffinata eleganza spartana e
carico di atmosfera. I migliori prodotti del
territorio, prosciutti istriani, formaggi di
capra, tartufi ed erbe, sfileranno sulla
vostra tavola preparati da Danijela e Bojan,
giovani e bravissimi cuochi che coccolano
i loro ospiti con un’attenzione particolare
visti anche i pochi coperti (prenotazione
praticamente obbligatoria Danijela
+385(0)995925911; Bojan
+385(0)992593293). Dall’Istria Blu arriva
il pesce: una vera sfida per tutti i
buongustai. Aromatiche zuppe; stufati;
deliziose e rinfrescanti insalate di granchio
o polpo; acciughe; ricchi risotti e tutti i
pesci alla griglia. Dall’Istria Verde arriva il
manzo, la famosa razza Boškarin, che
solletica la gola in varie maniere: bollito,
allo spiedo, come ragù per condire la
pasta o aromatizzato con erbe spontanee
o con ortaggi della casa. Ma non si
possono dimenticare i ravioli verdi ripieni
di ricotta e salsa di formaggio semi
stagionato e serviti con lingua di manzo al
finocchio o l’orzotto con asparagi su
cagliata fresca di mucca. Il pregiato olio
della casa è un raffinato protagonista
anche nel gelato con crema di cioccolato. I
buonissimi vini della casa
accompagneranno tutti i piatti. Il servizio è
premuroso e il conto si aggira sui 60/70
euro.
VILLA MENEGHETTI
Stancija Meneghetti 1, 52211 Bale - Croazia
Tel. 00385912431600 - www.meneghetti.info - [email protected]
Aperto: sempre (prenotazione obbligatoria) - Turno di riposo: lunedì - Ferie:
mai - Carte di credito: tutte
Come arrivare
Percorrere l’autostrada Serenissima fino a Trieste, dopo il casello si continua per una superstrada dove si
troveranno le indicazioni per tre dogane Ferneti - Rabuiese - Muggia - si consiglia il confine di Rabuiese, e
basterà continuare la superstrada imboccata. Dopo la dogana di Rabuiese si entra in Slovenia dove si
proseguirà in direzione Pola fino alla dogana Croata; dopo quest’ultima si prosegue in direzione di Pola
fino a Valle (Bale). Superata Valle seguire le indicazioni per il campeggio San Polo. Circa 50 m. prima della
rampa di accesso al campeggio girare a sinistra e seguire le indicazioni per Stancija Meneghetti. Procedere
per un paio di chilometri lungo la strada bianca fino a destinazione.
A tavola con le Venezie 2015
Istria/Croazia
Ma la bellezza dell’Istria qui è
tutta serenamente rappresentata
come in un luminoso affresco
un po’ discosto dalle strade
turistiche più affollate. La
cucina raffinata e fantasiosa
esalta gli aromi e sapori dei
prodotti del territorio
La famiglia Fernetich ha il merito di aver
fatto da apripista alla rinascita della
buona cucina istriana e ha avuto il
coraggio di credere nei valori di questo
piccolo borgo a vocazione agricola, dove
il mare c’è ma non si vede. Quella che
era la vecchia casa contadina è
diventata una dimora colma di charme
e meta obbligata per i gastronomi
appassionati, curiosi e amanti del buon
vivere. Verteneglio è conosciuto
soprattutto per la produzione del vino,
dell’olio d’oliva extravergine ma qui, la
bellezza dell’Istria è tutta serenamente
rappresentata in un luminoso affresco
che orgogliosamente si stacca dalle
mete turistiche più affollate. Tullio e Rita
assieme ai figli Teo e Luana, depositari
di una antica civiltà, governano con
sapienza questa bellissima struttura
dove trascorrere giorni sereni e golosi.
La cucina raffinata e fantasiosa esalta gli
aromi e sapori dei prodotti del territorio:
dall’olio d’oliva extravergine (della casa)
alle erbe aromatiche coltivate nell’orto
esaltando la leggerezza e genuinità della
133
materia prima. In quella che fu la
cantina che custodiva le botti della
Malvasia o nella bella terrazza che
guarda al parco incontrerete una
completa rappresentazione della cucina
istriana raccontata secondo stagione. La
schiuma della spigola di mare e i dolci
scampi del Quarnaro riportano
fedelmente i profumi più genuini
dell’Adriatico mentre il nuovo brodetto
istriano è un vero ponte gastronomico
che avvicina gli antichi sapori ancestrali
ai gusti e alle consistenze più moderni.
In primavera è impensabile perdere gli
asparagi selvatici istriani e in autunno la
frittata con tartufo bianco rimane tra i
punti fermi. Tra le golosità della carne: la
pancetta di maiale in crosta di pistacchi
e la tagliata di Boskarin con primizie di
stagione. La cantina conta oltre 200
etichette, molte di Malvasia istriana, ma
anche ottimi vini italiani e francesi. Da
60 a 90 euro, secondo il menu scelto e
secondo il colore del tartufo.
HOTEL SAN ROCCO
Srednja Ulica 2 - 52474 Verteneglio/Brtonigla - Croazia
Tel. 00385(0)52725000 - www.san-rocco.hr - [email protected]
Aperto: tutti i giorni dalle 13 alle 22
Carte di credito: Visa, Amex, Diners Club, Mastercard, Maestro
Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Dalla superstrada che aggira Trieste passate per il valico di Rabuiese e a Capodistria
seguite le indicazioni per Pola. O vi godete la splendida costa o imboccate la direttissima
fino al bivio per Brtonigla Verteneglio. Qualche chilometro ancora e troverete l’Hotel San
Rocco all’entrata del paese, sulla destra. (da Trieste 40 chilometri)
Ristoranti
Slovenia
Caporetto/Koparid 
ZEMONO/Vipava
Hisa Francko
Pri Lojzetu
Per fortuna, Ana Roš
ha scelto la via della
cucina, oggi imboccata
su una creatività
che getta nuova luce
sulle grandi materie
prime che nuotano o
germogliano tra fiumi
e boschi attorno a
Caporetto e all’ombra
del Monte Nero
134
Un paesaggio da fiaba, che ritroverete
nel piatto, costruito e assemblato
secondo tecniche complesse e con
qualche eco asiatica, frutto dei frequenti
viaggi di Ana Roš. Una bella e buona
cucina fortemente marcata da una
tecnica sopraffina, da una passione
formidabile e da un grande cuore. La
Slovenia è un paese dagli orizzonti
gastronomici ancora tutti da esplorare
ma questo ameno locale in un borgo
delizioso ad appena mezzora da Udine,
è già una solida certezza e la nostra
cuoca occupa la prima fila della
gastronomia nazionale. Parla 7 lingue,
un poliglottismo che noi non siamo in
grado di mettere alla prova, frutto di una
curiosità innata, che qualche tempo fa
quasi sfociò in una laurea in scienze
diplomatiche a Trieste. Per fortuna, Ana
Roš ha scelto la via della cucina, oggi
imboccata su una creatività che oggi
getta nuova luce sulle grandi materie
prime che nuotano o germogliano tra
fiumi e boschi attorno a Caporetto e
all’ombra del Monte Nero che la
medicina della pace e del tempo ha
guarito dalle tragiche ferite. Una tappa
fondamentale della memoria e dello
spirito in occasione del centenario della
Grande Guerra. Invece, tornando alla
gola, uno dei piatti simbolo è la trota
che “sguazza nel suo brodo” sempre in
modo diverso e secondo stagione. Altra
passione della cucina è la pasta ripiena;
straordinaria quella ripiena di ricotta
salata di pecora in brodo di lingua di
manzo aromatizzato al fieno. Ghiotte
anche le specialità di terra, dalla quaglia
al rabarbaro al capriolo con le ciliegie
passando per l’agnello alla lavanda. E
anche i dolci, suadenti e golosi, riflettono
i sapori delle stagioni e del territorio.
Piatti ricchi di ingredienti che
arricchiscono senza confondere. Walter
Kramar, governatore della cantina, vi
consiglierà i migliori abbinamenti con i
buoni vini sloveni in continua ascesa.
Menu degustazione da 42 a 80 euro ( 9
portate9; alla carta circa 60 eur).
HISA FRANKO
Staro selo 1 – 52222 Caporetto/Koparid – Slovenia
Tel. 00386(5)3894120 - www.hisafranko.com - info@hisafranko,com
Aperto: sempre; dai primi di novembre ai primi di dicembre il venerdì,
sabato e domenica – Turno di chiusura: lunedì (anche martedì in bassa
stagione) - Ferie: dal 20 gennaio al 20 febbraio - Carte di credito: tutte Jeunes Restaurateurs d’Europe
Come arrivare
Da Udine imboccare la SS.54 in direzione di Cividale. Proseguire oltre e dopo aver
attraversato Stupizza entrerete in territorio sloveno; in meno di 10 chilometri sarete a
destinazione (da Udine sono 42 chilometri).
A tavola con le Venezie 2015
Slovenia
Premio
“Gusti
di Frontiera”
2015
Nella terrazza-giardino che guarda
alla valle o nelle austere sale dalle
volte in pietra, il geniale folletto
di Zemono vi farà esplorare con
emozione gli scrigni gastronomici di
terra, di mare o d’acqua dolce. E,
orso a parte, ogni piatto racconta
una storia.
Tomaž Kavcic (Presidente onorario dei
Giovani Ristoratori della Slovenia) è il
cuore e l’anima del piccolo castello di
Zemono ed è stato sicuramente il primo
ambasciatore della gastronomia slovena.
Ed è anche l’alfiere dell’ultima
generazione di valenti cuochi fioriti, negli
ultimi anni, nella bella Slovenia. C’era una
volta, più di un secolo fa, in un piccolo
paesino della valle del Vipacco, la
Gostilna Pri Lojzetu dove una famiglia
aveva fatto dell’ospitalità la sua missione
e dove la grande passione per il buon
cibo faceva felici i commensali e i
viandanti. Tomaž ha ereditato tutta
l’antica sapienza gastronomica della
famiglia anche se, dietro ai fornelli,
sembra che giochi. Ma è solo il risultato
della sua padronanza assoluta delle
tecniche moderne sostenuta da una
creatività senza pari. Alla sua fantasia
senza limiti si piegano anche i nomi dei
piatti, a volte difficili da interpretare, ma
che si rivelano al palato con grazia
deliziosa, rispettosi dei sapori di un
tempo che si innestano in maniera
virtuosa con il nuovo che avanza. Nella
terrazza-giardino che guarda alla valle o
nelle austere sale dalle volte in pietra, il
135
geniale folletto di Zemono vi farà
esplorare con emozione gli scrigni
gastronomici di terra, di mare o d’acqua
dolce. E, orso a parte, ogni piatto
racconta una storia. Come il “Benvenuto”
un viaggio dalla Valle del Vipacco al
mare: uova di trota che galleggiano in
acqua di mare accanto a bocconi di
dentice servito in un bicchiere con un
bon bon di verdure e formaggio. Oppure
la “Misticanza”, una composizione con
formaggi del Nanos, verdure fresche e
verdure disidratate accompagnata da
gamberi al vapore. Dolci golosi; grande
cantina e generosa con i migliori vini
sloveni serviti magistralmente anche al
bicchiere e con ricarichi onesti. Il servizio
preciso, cordiale e allegro. Efficaci
proposte per pranzi veloci; un menu
domenicale per famiglie e un bel menu
degustazione intorno ai 60 euro vini
compresi; alla carta circa 50 euro.
PRI LOIZETU
Dvorec Zemono/Vipava - Slovenia
Tel. 00386(0)53687007 – 00386(0)40 777 726 - www.prilojzetu.com
[email protected] - Aperto: dalle 12 alle 22 - Turno di chiusura: lunedì;
martedì - Ferie: una settimana in gennaio; due settimane in agosto
Carte di credito: tutte - Le Soste, Jeunes Restaurateurs d’Europe.
Come arrivare
Percorrendo l’autostrada Venezia Trieste, uscire al Casello di Villesse; seguire la direzione
verso l’ex valico di Vrtojba – Sant’Andrea e continuare verso Vipava-Vipacco e quindi verso
Aidussina. Due chilometri dopo il paese girate a destra verso la collina di Zemono.
Ristoranti
Grana Padano DOP
136
Focus
Grana Padano:
buon gusto
made in Italy
che dal nord est
ha conquistato
il mondo
137
Per comprendere quanto Grana Padano sia apprezzato a livello internazionale
è utile tenere ben presente un dato che lo caratterizza ormai da moltissimi
anni, ovvero quello di essere il formaggio Dop più consumato del mondo.
Una storia millenaria quella del Grana Padano che, dal 1135 ad oggi, si
presenta a tavola come un prodotto unico, contraddistinto da peculiarità che
il Consorzio garantisce e tutela, promuove e valorizza in Italia e all’estero
salvaguardando la Dop da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni e
uso improprio del marchio i consumatori e il mercato.
Numerosi sono gli apprezzamenti ottenuti a livello
internazionale per la qualità del prodotto e l’appeal che
può offrire in ogni momento della giornata sfruttando le tre
stagionature con cui viene commercializzato: Grana Padano
stagionato da 9 a 16 mesi, indicato per un consumo da
pasto con un gusto delicato che ricorda il latte. Grana Padano
stagionato oltre 16 mesi, un gusto saporito, mai piccante,
versatile nell’uso, è comunque particolarmente adatto alla
grattugia ma anche per un consumo da pasto. Grana Padano
“Riserva”, stagionato per almeno 20 mesi, un sapore più ricco
e pieno senza risultare aggressivo è il protagonista assoluto
della tavola, ideale per abbinamenti a fine pasto con miele,
marmellate e frutta secca.
Ecco le tre tipologie: Grana Padano stagionato da 9 a 16 mesi,
indicato per un consumo da pasto con un gusto nel complesso
delicato e versatile. Grana Padano stagionato oltre 16 mesi, un
gusto saporito, mai piccante, con un profumo e un aroma che
ricordano la frutta secca e il fieno, particolarmente adatto alla
grattugia ma anche a un consumo da pasto. Grana Padano
“Riserva”, stagionato per almeno 20 mesi, un sapore più ricco
e pieno senza risultare aggressivo è il protagonista assoluto
della tavola, ideale per abbinamenti a fine pasto con miele e
marmellate.
A tavola con le Venezie 2015
Anche dal punto di vista nutrizionale Grana Padano Dop in tutto il mondo è riconosciuto
quale alimento sano e genuino, ottimo per contribuire ad un’alimentazione equilibrata.
Basti pensare che 100 grammi contengono le sostanze nutritive di un litro e mezzo di
latte, oltre a essere ricco di sali minerali e di vitamine.
Per questo complesso di caratteristiche, Grana Padano è protagonista nel panorama
agroalimentare internazionale dove la Germania si conferma Paese leader seguito da
Stati Uniti, Svizzera, Francia e Inghilterra. In tutto il mondo, in sintesi, Grana Padano
è sinonimo di italianità e genuinità rappresentando uno dei migliori biglietti da visita
con cui presentarsi. Un made in Italy prodotto in 13 province italiane, dal Piemonte al
Veneto e dalla provincia di Trento a quella di Piacenza. In particolar modo, dalla Pianura
Padana questo prodotto eccellente è partito da tempo alla conquista del mondo e,
sempre più, acquisisce consensi che onorano e gratificano l’impegno e la serietà di un
intero sistema che riunisce oltre 40 mila soggetti e si sviluppa su un territorio ricco di
storia e tradizione, del quale il nord est costituisce motore pulsante.
A Tavola con le Venezie 2015
Vino al vino
Uno sguardo su vini e cantine
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Alto Adige/Südtirol
140
Alto Adige/Südtirol
La solare
eleganza del lago
di Caldaro
Filari di Mazzon:
la piccola
Borgogna d’Italia
“Crescendo”: nomina sunt consequetia rerum. Questa citazione
si adatta perfettamente a questo solare Gewürztraminer prodotto nelle vigne che la famiglia Roner possiede intorno al lago di
Caldaro. A Ronchi presso Termeno si combinano tutti gli elementi favorevoli perché queste uve possano esprimere il massimo della loro aromaticità e dei loro profumi. I vigneti sono allocati ad una altitudine che oscilla fra i 300 e i 400 metri sul
livello del mare dove i terreni sono prevalentemente argillosi o
sabbiosi. La vendemmia, che si conclude verso metà ottobre, è
manuale e di tipo selettivo: solo i grappoli migliori sono scelti
per una prima macerazione a freddo prima della normale pressatura che precede la fermentazione controllata. Le note di questo seducente vino parlano di un colore giallo dorato, molto tipico e tendente al brillante. Il naso è accarezzato da un bouquet
intenso dove prevale nettamente la rosa e che sprigiona anche
le classiche note di cannella e garofano. Il palato viene gratificato da una struttura densa e ricca che nulla toglie alla sua spiccata fragranza. Domina come aperitivo ma si sposa bene con i cibi
sontuosi come il foie gras, il granchio, l’aragosta e anche con i
piatti di ispirazione orientale. Prosit.
Ferruccio Carlotto coltiva le sue viti nel cru più vocato d’Italia
per la produzione del Pinot Nero Mazzon a pochi chilometri
sopra Egna in provincia di Bolzano. È un piccolo altopiano
circondato da boschi dove il vitigno della Borgogna trova il
luogo ideale dove vivere. I Carlotto dapprima collaborano con
l’azienda Schloβhof presso Castel Caldif ma nel 2000, aiutato
dalla figlia Michela, (la chiesetta di Mazzon è dedicata a San
Michele) Ferruccio inizia a vinificare in proprio nel pieno rispetto
del luogo e di quella vigna particolare. Ne ricavano un vino di
grande fascino che al naso richiama subito il più blasonato
cugino francese. Il suo colore rosso rubino intenso dichiara
chiaramente l’identità fine ed elegante del Pinot Nero con note
di delicata fruttuosità e sentori balsamici di menta piperita e
salvia e tracce floreali di violetta. Al palato è soffice e delicato
ritornano le note dei piccoli frutti rossi accompagnati da una
bella presenza sapida ed un’acidità delicata e continua. Un vino
equilibrato ed elegante anche se dimostra senza finzioni il suo
carattere deciso con un finale ben modulato. Difficile rimanere
insensibile di fronte a questo vino che sa conquistare senza
essere ammiccante e ruffiano. A tavola è preferibile evitare gli
abbinamenti con piatti troppo complessi. È ottimo con la
classica merenda tirolese a base di salumi affumicati, lo speck,
il graukäse e il pane nero, ma può accompagnare
tranquillamente la selvaggina come il filetto di cervo con mirtilli,
ma anche, provocatoriamente ma non troppo, la tagliata di
tonno alla brace. Prosit.
Da:
Da:
Alto Adige Gewürztraminer Crescendo 2013
Cantina Ritterhof, Strada del vino 1, 39052 Caldaro
0471963298 – www.ritterhof.it
In vendita presso l’enoteca della cantina a circa 17 euro
RITTERHOF
Alto Adige Gewürztraminer Crescendo 2013 – Cantina Ritterhof, Strada
del vino 1, 39052 Caldaro – Tel. 0471963298 – www.ritterhof.it
A tavola con le Venezie 2015
141
Bibe Market - Stradella delle Barche 17 - VI - Tel. 0444.325048
Enoteca la Moscheta 58 Padova - Tel. 049660946
Enoteca Battisti - Via dell Oro 7, Caldaro sulla Strada del Vino (BZ) Tel. 0471963299
In vendita a circa 20 euro
Alto Adige Pinot Nero
Filari di Mazzon 2012 – Az. Agricola Ferruccio Carlotto
Via Clauser 19 – Ora/Auer (BZ) – Tel. 0471810407
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Trentino, Trento
Trentino, Mezzacorona (TN)
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143
Riserva Lunelli
2006
AlpeRegis, dalla dinastia
del Re longobardo
Sempre più “Vino d’eccellenza” come recitano spesso le guide, Vini
d’Italia dell’Espresso in testa che lo ha collocato – per tre anni
consecutivi - al vertice dei TRENTO DOC, con 19 punti su 20.
Impossibile dissentire visto che fin dalla prima annata messa in
commercio il 2002, già incominciava a insidiare la gloria della
Riserva del Fondatore (primo comunque nel 2013 e nel 2015).
Solo uve Chardonnay raccolte manualmente nei vigneti che
circondano Villa Margon, tempio eno-gastronomico affidato alle abili
mani di Alfio Ghezzi che può abbinarlo alle sue creazioni come il riso
mantecato al Trentingrana, mele e timo. Dopo quasi otto anni sui
lieviti selezionati da Rubens Larentis, lo storico “chef de cave”,
esplode dalla bottiglia con il suo tipico colore giallo carico e con tutta
la sua potenza olfattiva permeata di profumi floreali complessi oltre
che avvolgenti. Le botti di rovere austriaco, dove avviene la
lavorazione, aggiungono originalità e personalità precisa e
riconoscibile. Elegante, floreale, finissimo perlage è un metodo
classico di grande equilibrio. In bocca chiude con note agrumate e
fresche. Di forte carattere che regge tutti i piatti compresi quelli tosti
del territorio come la trippa e cipolla in terza classe o il piccione
arrosto. Conservato con cura, come si addice a un vino di grande
nobiltà, può tenerci piacevole compagnia per molti anni.
Coppia di assi quella calata recentemente dal Gruppo Mezzacorona:
il Caveau Rotari, prezioso scrigno dove sono raccolti i migliori
Trentodoc (6.000 bottiglie dal 1993 in poi) della storia della Cantina
Rotari nata nel 1975, e l’AlpeRegis, l’ultimo nato della gloriosa
dinastia che si richiama al grande re longobardo. La filosofia
dell’azienda ha concentrato sempre più la propria attenzione nella
ricerca di una identità precisa legata fortemente al territorio e ai suoi
vignerons creando uno stile che esaltasse l’eleganza e la pulizia dei
propri prodotti. L’AlpeRegis riassume in pieno questi comandamenti.
Nasce da uve Chardonnay coltivate nei vigneti più soleggiati degli alti
pendii dove si incrocia il clima alpino con un terreno ricco di minerali.
Un Trentodoc che rispetta rigorosamente il disciplinare, che fermenta
quasi esclusivamente in acciaio e che forma il suo carattere
maturando 48 mesi sui lieviti. Un extra brut che esprime tutta la
potenza del vitigno d’origine e del territorio. L’eleganza del perlage è
scontata, il colore, molto delicato, rivela un giallo tenue con
sfumature paglierine. Le note della frutta matura, della mela e
dell’ananas accarezzano il naso e la fragranza del vino di montagna
conquista il palato lasciando in bocca sentori di frutta secca e
nocciole. Un vino complesso che si accompagna felicemente ai
prodotti del mare, crudi od opulenti, ma anche ai risotti aromatizzati
alle erbe e alle carni, meglio se bianche.
Da: Da: Gruppo Mezzacorona - Mezzacorona (TN)
www.mezzacorona.it
In vendita a circa 22 euro
Enoteca Grado 12 - Largo Carducci 12 - 38122 Trento
Enoteche Piave - Via Roma 37 - 30038 Spinea (VE)
Enoteca De Giacomi - Via Mentana 1 - 36015 Schio (VI)
In vendita a circa 40 euro
Trento Extra brut Riserva Lunelli 2006
Ferrari - Via Ponte di Ravina 15 - Trento - Tel. 0461972311
www.cantineferrari.it - [email protected]
A tavola con le Venezie 2015
Rotari AlpeRegis - Trento Doc 2007
Cantina Rotari - Via Del Reroldego 1 - 38016 Mezzacorona (TN)
www.rotari.it - [email protected]
Vini
Vino al Vino
Veneto, Gargagnano di Valpolicella (VR)
Vino al Vino
Veneto, Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
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145
Costasera 2009:
un amarone
(sempre) da premio
L’eleganza classica
della Valpolicella
Andrea Bocelli, Svetlana Alexievich, Umberto Contarello, Mario Isnenghi e
l’Associazione Ville Venete, nella persona del presidente Alberto Passi, sono stati
i vincitori del Premio Masi 2014 che ha tagliato il traguardo della sua 33^
edizione. Come ogni anno nuovi prestigiosi personaggi della cultura, della
scienza e dell’imprenditoria sono stati insigniti, nella prestigiosa cornice che
ospita la Fondazione Masi, con i sempre prestigiosi riconoscimenti. A noi spetta
di celebrare l’Amarone, il vino che ha spirato il premio. Le coste rivolte al
tramonto, in Valpolicella Classica, sono le migliori per un Amarone di razza.
Questo vino unico per origine, varietà e metodo di produzione esprime in
Costasera 2009 particolare maestosità e complessità. Le uve Corvina,Rondinella,
Molinara sono poste in appassimento, a cavallo tra settembre e ottobre fino a
fine gennaio, sui tradizionali graticci di bambù, per ricavarne la massima
concentrazione zuccherina. Dopo la delicata pigiatura, il vino riposerà per circa
tre mesi in grandi botti di rovere di Slavonia e poi completerà la sua maturazione
diviso in botti più piccole, per altri 24 mesi. Alla fine del percorso troveremo un
vino importante di un rosso rubino molto intenso con i profumi che virano dalla
frutta cotta, prugna e ciliegia. Al palato evidenzia un grande equilibrio tra sentori
fruttati, note di caffè e cacao. Va servito a 18-20 gradi. Il “Gigante Gentile” della
Valpolicella, una compagnia che, anno dopo anno, (fino a trenta) diventa
sempre più piacevole.
Felice conferma (IV annata) per il Valpolicella dell’azienda
agricola Eleva, un tempo conosciuta come La Pala dal nome del
borgo dove insistono i vigneti. Già famosa per il suo Amarone di
grande struttura e ora anche per il Tenzone-Ripasso, di cui sono
in commercio rispettivamente le annate 2007 e 2010, questo
Valpolicella classico viene prodotto con uve Corvina e Corvinone,
Rondinella e Teroldego provenienti dai vigneti aziendali terrazzati
situati nella zona classica. Di carattere deciso e asciutto questa
vendemmia si fa sempre apprezzare per la sua freschezza, i suoi
profumi e perfino per la sua versatilità che lo rendono adatto ad
ogni tipo di abbinamento. Alla vista appare limpido e di un colore
rosso rubino con riflessi nettamente violacei. Abbastanza
persistente all’olfatto, i sentori di frutta fresca (dove spicca la
ciliegia) si sovrappongono a quelli speziati di pepe bianco e di
mandorla. In bocca si manifesta con una buona persistenza al
gusto, con una corretta acidità tipica del vino fresco ed equilibrato.
L’imbottigliamento si esegue l’anno successivo alla vendemmia e
si affinerà in bottiglia per 9/12 mesi. Oltre ai piatti classici è stato
pensato per accompagnare i piatti generosi del pesce di lago.
Da:
Da: Enoteca Dalla Rosa Alda - Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
o in cantina su appuntamento
In vendita a circa 15 euro
Enoteca Bar La Suite - Cortina d’Ampezzo (BL) - Tel. 0436860563
La Foresteria Serego Alighieri - Gargagnago (VR) - Tel. 0457703622
Enoteca Schiavi - Venezia - Tel. 0415230034
In vendita a 32 euro circa
Costasera - Amarone Classico 2009 - Masi Agricola Spa
Gargagnano di Valpolicella (VR)
Tel. 0456832535 - www.masi.it - [email protected]
A tavola con le Venezie 2015
FRA LIBRI - Valpolicella Classico Doc 2013 - Eleva Società Agricola Srl
Via Ghetto 1 - Frazione di Gargagnago - Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)
Tel./Fax 0456837282 - Cell. 3346205339 - www.vinieleva.it
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Veneto, San Pietro in Carano (VR)
Veneto, Calmasino di Bardolino (VR)
146
147
Le Origini 2009:
un Amarone ricco
e cremoso
125 anni di storia sono tanti, anche per una cantina. Le origini
dell’Amarone si perdono nella leggenda. Si narra che nel 1950 i
nipoti del fondatore delle Cantine Bolla avessero imbottigliato il vino
preferito dal nonno, in occasione del suo ottantesimo compleanno.
Cosi cominciò la storia, non solo commerciale, di questo vino ora
famoso in tutto il mondo. La storica cantina è entrata a far parte del
Gruppo Italiano Vini ed è tornata alle antiche glorie con una gamma
di etichette di ottimo livello di cui, questo Amarone, è la stella più
luminosa. La sua missione è già nel nome, “Le Origini”. Un ritorno
all’autenticità del passato per riscoprire e rilanciare le origini di questo
nobile vino. Nasce dalle classiche uve Corvina e Corvinone (75%) e
Rondinella (25%) raccolte in piena maturazione e pigiate dopo il
periodo dell’appassimento. Poi riposa un anno in tonneaux nuovi,
per altri 36 mesi nelle grandi botti e ancora 9 mesi di affinamento in
bottiglia. L’annata 2009 si presenta alla vista con un bel granato
carico con riflessi violacei mentre al naso irrompono i profumi delle
ciliegie selvatiche e della frutta matura e cremosa. La struttura è
robusta ma al palato si presenta morbido lasciando in bocca sentori
di cacao e note speziate; i tannini sono ben marcati. Si sposa
felicemente con i formaggi stagionati, le carni rosse alla griglia, la
selvaggina e, naturalmente, con la “pastisada de caval”.
Da: Antico Caffè Torinese - Corso Italia 2 - Trieste (TS)
Enoteca Santa Anastasia - Via Abramo Massalongo 3 - Verona (VR)
Vino terre e sapori - Via Cesare Parenzo 24 - Rovigo (RO)
In vendita a circa 40 euro
Le Origini - Amarone DOC - Riserva 2009
Cantine Bolla - Via Alberto Bolla 3 - S. Pietro in Cariano
Frazione di Pedemonte (VR) - Tel. 0456836555 - www.bolla.it
A tavola con le Venezie 2015
Villabella: fragranza
e profumi del lago
“Nomina sunt consequentia rerum”, antico detto che si adatta
perfettamente a Villabella, cantina stellata che ha sede nel cuore del
Bardolino Classico, sulle colline che si affacciano sul Lago di Garda.
I suoi vini sono tutti di buon livello e rappresentano brillantemente
tutte le tipologie del comprensorio del Garda e della direttrice
Valpolicella-Soave. Vigna Morlongo interpreta per eccellenza la
tipologia del Bardolino Classico; le uve (Corvina, Rondinella e
Corvinone) con cui viene prodotto maturano nei vigneti di proprietà,
proprio al centro della zona storica, dove le colline moreniche sono
ricche di quel terreno argilloso-calcareo particolarmente vocato alla
tipologia. Dopo la vinificazione, secondo la tradizione più classica,
viene affinato per oltre un anno, prima in piccoli contenitori di
acciaio e poi in bottiglia, per conservarne tutta la naturale fragranza.
Si presenta con un colore rosso rubino brillante con profumi
fragranti e note di ciliegia, marasca, fragola, lampone, ribes e
accenni di spezie. In bocca è asciutto, morbido, caratterizzato dalle
medesime sensazioni di frutta rossa croccante e di piccolo frutto
percepite all’olfatto; leggermente speziato, dotato di equilibrio,
freschezza e considerevole bevibilità. Essendo estremamente
versatile, si sposa a tutto pasto con il tipico menu all’italiana: dagli
antipasti misti alla pasta al sugo, dalle carni bianche fino al pesce in
guazzetto o con polenta e baccalà. Da bere preferibilmente giovane
e magari fresco di temperatura.
Da:
BOTTIGLIERIA SEGNA - Via Porta Lion 9 - Lazise (VR)
CASA DEL BERE - Via Orzinuovi 35 - Brescia
FERRO DISTRIBUZIONE - Via Borgo Padova 101/A - Castelfranco Veneto (TV)
In vendita a circa 7 euro
VIGNA MORLONGO - Bardolino Classico DOC - Villabella
Località Canova, 2 - 37011 Calmasino - Verona
Tel. 0457236448 - www.vignetivillabella.com - [email protected]
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Veneto, Peschiera del Garda (VR)
Veneto, Breganze (VI)
148
149
Un grande rosso
nella terra dei bianchi
Palazzotto: un premier cru
a Breganze
1997: l’anno della provocazione. O meglio, quello della sfida tutta al
femminile che Carla e Nadia, rispettivamente moglie e figlia del compianto
Sergio Zenato, hanno lanciato nella terra vocata al Lugana per produrre un
merlot in purezza. Ma la sfida non sta solo nel progetto di coltivare un vino
internazionale in un territorio di vini autoctoni, da una famiglia che ha
sempre creduto in questi. Sta anche nel nome La Sansonina, versione al
femminile della forte figura biblica del popolo d’Israele.
E ci può anche stare la leggenda che racconta che questo fosse il
soprannome dato ad una donna energica e decisa che governava un
grande cascina settecentesca nei pressi di Peschiera. Anche nel vino che
porta questo nome, Sansonina, si ritrova il dualismo maschio-femmina
proposta dalla storia del luogo. Sarà che la terra dei bianchi è stata generosa
anche con un vitigno considerato “eretico” per la zona, saranno state le
motivazioni, sarà stata la bravura della famiglia Zenato ma ora quella che
sembrava soltanto una provocazione è diventata una solida (e buona)
realtà. Dal vecchio vigneto che insiste su terreni morenici storicamente
vocati al Lugana, vino femminile per definizione, viene raccolta l’uva che
viene prima raffreddata e poi sofficemente pigiata. Dopo una lenta
fermentazione il vino è raccolto in piccole botti di rovere per un periodo di
affinamento che dura 18 mesi, per poi essere assemblato in botte per un
altro mese prima dell’imbottigliamento. Prima di arrivare sulle tavole
riposerà in bottiglia, che volutamente richiama una piccola botte, per
almeno 6 mesi. Si presenta con un colore rosso rubino granato; i profumi
ricordano la frutta matura con sentori di mirtillo, ciliegia e prugna. In bocca
si rivela morbido, rotondo, con tannini molto equilibrati. È un grande
compagno per gli arrosti, la selvaggina e i formaggi come l’Asiago
stravecchio.
La famiglia Maculan incomincia a far vino appena finita la guerra
ma la svolta epocale avviene negli anni ’70 con l’ingresso di Fausto.
In pochi anni la cantina diventa una delle più importanti del Veneto
e dell’Italia e trascina al successo anche tutta Breganze puntando
su un vitigno autoctono: la Vespaiola. Lui non ha certo inventato il
Torcolato ma ha intuito come tracciarne una strada gloriosa. Ora,
per continuare la sua opera sotto il suo sapere, sono entrate nella
conduzione aziendale anche le figlie Angela e Maria Vittoria. Grazie
a una vasta superficie vitata, realizzata con sistemi di moderna
concezione per fittezza e potatura, nascono vini assai strutturati
come il Palazzotto. Le uve, Cabernet Sauvignon al 100%,
provengono da un vigneto piantato in un terreno ghiaioso in
località Palazzotto, nella frazione di Mirabella in quel di Breganze.
Praticamente un bel cru, anche per bontà. La produzione viene
dimezzata con la vendemmia verde per aumentarne la struttura e
la potenza; dopo un’accurata selezione delle uve più sane, il vino
maturerà 12 mesi in barriques e poi altri 12 mesi in bottiglia. Ne
uscirà con un colore rosso rubino brillante e accarezzerà il naso
con eleganza spandendo sentori vanigliati di frutta rossa, nera e
liquirizia. In bocca colpirà per l’equilibrio dei tannini e per la bella
struttura asciutta e senza cedimenti. Il 2010 accompagnerà, con
autorevolezza e per ben due lustri, arrosti, brasati e grigliate. Prosit.
Da: Da:
Casa del Vino – Merano (BZ) – Via Roma 76 – Tel. 0473012130
Baessato - Padova (PD) - Largo Europa 14 – Tel. 0498763958
Damini - Arzignano (VI) - Via Cadorna 56 – Tel. 0444452914
In vendita a circa 30 euro
Enoteca Severino – Via del Santo 44 – Padova (PD) – Tel. 049650697
In vendita a circa 12 euro
Enogastronomie Montevecchio - Bassano del Grappa (VI)
Tel. 0424522157
Vinum Enoteca - Bolzano - Tel. 0471981666
Bibe Market - Vicenza - Tel. 0444325048
In vendita a circa 18 euro
Sansonina Rosso 2011 - Merlot veronese I.G.T
Palazzotto Cabernet Sauvignon 2010
Az. Agricola La Sansonina - Località Sansonina - Peschiera del Garda (VR)
Tel. 0457551905 - [email protected]
Cantine Maculan, Via Castelletto 3, 36042 Breganze (VI)
Tel. 0445873733 - [email protected]
A tavola con le Venezie 2015
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Veneto, Breganze (VI)
Veneto, Montecchio Maggiore (VI)
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Pedevendo:
“ber di paradiso”
Romeo: il Durello
del Castello
Firmino, vigneron d’antan, cantato da Virgilio Scapin sta sempre fra le sue
colline, quasi ad ispirare le sue vigne. Firmino nei Magnasoete (Bertani
1976) non è un personaggio d’invenzione, spesso lo Scapin scrittore è il
Firmino narratore e quelli che conoscono questo vignaiuolo sentono
risuonare il suo accento nelle frasi del libro. I suoi insegnamenti e la sua
passione sono stati ereditati anche dalla figlia Franca che continua a
difendere le varietà autoctone (Gruajo, Groppello, Pedevendo, Sampagna)
altrimenti destinate all’oblio. Anche se la cantina è nota anche per i vini
rossi e l’ottimo Torcolato il Pedevendo, che ha (ri)conquistato molti
ammiratori, proviene dal Colle di Santa Lucia, una delle varie colline
vulcaniche, ed è prodotto, al 100%, con la Pedevenda un’ uva rarissima del
vicentino che la famiglia Miotti coltiva da quasi più di un secolo. È un vitigno
di buona vigoria vegetativa e produzione costante. Il grappolo è medio e la
buccia è di colore verde-giallo. Matura tardi e ama i terreni collinari argillosocalcarei, resiste bene ai freddi e alle malattie e ha, anche nelle annate più
calde, una buona acidità fissa. In una interessante pubblicazione del 1754
scritta da Aureliano Acanti (pseudonimo di Valerio Canati), il Pedevendo vi
appare più volte come “grato Pedevendo…egli è un ber di paradiso”. Alla
vista si presenta paglierino con riflessi verdolini, con piccole bollicine di
lunga persistenza. Al naso si alternano profumi di frutta fresca e note
agrumate, mentre in bocca la buona acidità sostenuta dalla leggera gasatura
lo rende piacevole, vivace, ideale in ogni occasione e ottimo compagno per
le fritture di pesce. È leggero (11,5% di grado alcolico), di grande bevibilità
e, completando la fermentazione “sur lie” direttamente in bottiglia, si
consiglia la decantazione in caraffa. Va servito a 8° C e va consumato
giovane. Prosit.
Arroccati di fronte l’uno all’altro sul colle di Montecchio Maggiore, sulle
prime propaggini dei Lessini, si trovano i due castelli di Bella Guardia e della
Villa detti anche di Giulietta e Romeo. I vigneti di Bellaguardia prolificano su
suoli che si sono evoluti su rocce carbonatiche con depositi argillosi. Hanno
una tessitura media ma con pietrosità elevata e un buon drenaggio delle
acque meteoriche. Nella fase vegetativa, si alternano giornate calde e notti
fresche che beneficiano dell’aria fresca che scende dalle Piccole Dolomiti:
il clima è ideale per la vite. Romeo, il Durello del Castello si affianca allo
Zero, un nettare di assoluta libertà espressiva, al Bellaguardia Riserva di
Mario, spumante di grande qualità, affascinante, suggestivo ed emozionante;
al Bellaguardia Capuleti Rosé, elegante e raffinato; e al Bellaguardia Extra
Brut, sintesi di stile eleganza e freschezza. Il tempo è sempre prezioso per
le bollicine, ecco perché questo nostro metodo classico prima riposa 50
mesi sui lieviti e poi si affina in bottiglia per almeno altri otto mesi. Tutto
avviene nel contesto ideale delle Priare, le grotte sotto il castello di Giulietta.
Si tratta di un prodotto in purezza, perché solo un 10% di pinot nero ne
arrotonda delicatamente i tratti, e a dosaggio zero: né zuccheri né solfiti
vengono infatti aggiunti nella sboccatura. Così le caratteristiche peculiari
dell’uva emergono in tutta la loro forza pura con un richiamo netto e
inconfondibile al territorio. Sbocca nei calici con un colore giallo paglierino,
con note intense di crosta di pane, miele d’acacia e sentori di ginestra. Il
corpo complesso e morbido e ricorda la confettura di mela cotogna. Si
accompagna a piatti di carattere, pesce azzurro, pesci grassi, baccalà alla
vicentina e formaggi stagionati. Prosit
Da: Da:
Montevecchio Enogastronomia - Via Menarola 17 - Bassano del Grappa (VI)
Eenoteca Bacco - via Mirabello 3 - Torreglia (PD)
Vineria Parolin - Via G.Vico 1 - Vicenza (VI)
La Visea – Contrà S. Paolo 13 - Vicenza (VI)
In vendita a circa 7 euro PEDEVENDO - vino bianco frizzante
Azienda Agricola Firmino Miotti - Via Brogliati Contro 53 - Breganze (VI)
Tel. 0445873006 - [email protected]
A tavola con le Venezie 2015
Enoteca Il Ceppo – Corso Palladio 196 – Vicenza (VI)
Enoteca Centrale - Via IV Novembre 59 - Mestrino (PD)
Vini da Gigio – Canareggio 3628 – Venezia (VE)
In vendita indicativamente a 24 euro
Romeo il Durello del Castello - Metodo Classico
Bellaguardia Soc. Agricola s.s - Via Ziggiotti - 36045 Montecchio Maggiore (VI)
Tel. 3476800188 – 3271308787 www.bellaguardia.it - [email protected]
Vini
Vino al Vino
Veneto, Zovon di Vo’ (PD)
Vino al Vino
Veneto, Fossalta di Portogruaro (VE)
152
153
Un Monteforche
schietto e sincero
Alfonso Soranzo è un viticoltore di cui ci si può fidare. Basta incontrarlo una
volta per capire che è una persona che non nasconde nulla e che non ha
nulla da nascondere. Il suo vigneto a Zovon di Vo’ sui colli Euganei
rappresenta il vero stile dell’agricoltura tradizionale dei colli. Gli ettari vitati
sono 4,5 e sono 15 le bottiglie prodotte ogni anno. Un cantina dotata solo
di vasche di affinamento in cemento dove Alfonso produce vini come da
sempre si fa da queste parti. È rispettoso della terra, dove coltiva i suoi
vigneti, e della tradizione, per questo evita ogni forma di chimica in
campagna e in cantina (da oltre 10 anni solo prodotti omeopatici e
agricoltura biologica). Il vino è ottenuto da fermentazioni spontanee in un
luogo incontaminato, con un terreno misto sedimentario e vulcanico.
Soranzo non ha una linea privilegiata ma noi abbiamo scelto questo
Cabernet Franc perché interpreta al meglio questo terroir padovano
particolarmente vocato. Un Cabernet Franc profondo ed elegante che sa
tradurre forza e freschezza. Il naso si presenta lentamente passando da una
fase inizialmente al limite della riduzione per poi aprirsi nella direzione dei
frutti rossi, di prugna secca e mirtillo macerato. Anche l’inevitabile
sensazione vegetale con note di erba fresca, tipica del Cabernet Franc è
sfumata e delicatissima. Al palato è pieno e gustoso supportato da una
presenza sapida che ne esalta il gusto. Si ritrovano gli aromi della frutta
rossa e leggere note speziate con un asciutto finale di bocca. La bella
freschezza ne facilita la beva. È il vino della carne a lunga cottura, del
brasato o del goulasch. Accompagna bene anche un formaggio di media
stagionatura. Prosit.
1960-2010: la nuova
era del Pinot Grigio
Si può senz’altro affermare che quella prima vendemmia, datata 1960,
marcò la nascita del Pinot Grigio moderno o, se vogliamo, del Pinot Grigio
tout court. La grande vocazione dell’Alto Adige per i vini bianchi e la
lungimiranza degli uomini di Portogruaro hanno portato questo vino a
conquistare il mondo segnando profondamente il destino economico, oltre
che enologico, delle Cantine Santa Margherita. Dopo 50 anni, un’altra
vendemmia e un’altra svolta importante: nasce “l’Impronta del Fondatore”
(giusto omaggio al Conte Gaetano Marzotto), una riserva speciale destinata
solo alla ristorazione. Si presenta con un colore giallo paglierino, brillante
alla vista e si propone al naso con un profumo intenso e pulito con classiche
note di pera e di mela affiancate da eleganti sentori floreali leggermente
agrumati. Il palato è accarezzato da una rinfrescante sapidità; l’impatto
gustativo asciutto e la struttura piena ne fanno un vino di grande personalità
e versatilità. Un vino versatile: brillante come aperitivo e come eccellente
partner per il pesce (meglio crudo o bollito), per i primi piatti particolarmente
elaborati (zuppe e intingoli) piuttosto che per le carni bianche. Prosit.
Carretta S.R.L - Strada dei Vegri 8 - Spresiano (TV) – Tel. 39042292148
La Caneva – Via Macchiavelli 3 – Mogliano (VE) – Tel. 0415901568
Enoteca Severino – Via del Santo 44 – Padova (PD) – Tel. 049650697
In vendita a circa 12 euro
Da: Gastronomia Zanini - Via Matteotti 27 - Montagnana (PD) - Tel.042981465
De Giacomi Vini e Liquori – Via Mentana 1 - Schio (VI) - Tel. 0445672560
Enoteca Drogheria Mascari - Rialto (Mercato Ittico) - Venezia (VE) - Tel. 041522967
In vendita a circa 9 euro
Monteforche Cabernet Franc 2011 - Monteforche di Alfonso Soranzo
Via Rovarolla, 2005 - 35030 - Zovon di Vo’ (PD)
Tel. 3332376035 - [email protected]
Pinot Grigio Impronta del Fondatore – Alto Adige DOC
Cantine Santa Margherita - Fossalta di Portogruaro (VE)
Tel. 042124611 - www.santamargherita.com
Da: A tavola con le Venezie 2015
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Veneto, Mazzorbo (VE)
Veneto, Tezze (TV)
154
155
Il rosso di Venissa
Malanotte 2010:
carattere “Razza Piave”
Venissa raddoppia. I 10 anni di ricerche e di impegno in vigneto e in
cantina hanno maturato un nuovo prezioso frutto che sarà una delle
novità importanti del panorama enologico nazionale, forte com’è di una
storia unica e di un legame speciale con Venezia. Gianluca e Desiderio
Bisol con Roberto Cipresso confortati dal successo conquistato con il
grande bianco prodotto direttamente a Mazzorbo, hanno voluto dar vita
anche al Rosso Venissa 2011 (Merlot 82% e Carmenère 18). Questo
vino, dal carattere intenso e dalla struttura importante, nasce da una vigna
di quasi tre ettari di oltre 40 anni piantata dagli Armeni . La preziosa vigna
è collocata in un’isola nel cuore di Venezia Nativa, arcipelago che
rappresenta storicamente e culturalmente la prima Venezia dove un
tempo sorgevano le popolate isole di Costanziaca e Ammiana.
Sicuramente la parte più affascinante e misteriosa della laguna dove solo
pochissime persone riescono ad arrivare. Ancora una volta Venissa
omaggia le forti tradizioni di Venezia e come per il vino dei Dogi anche la
consueta etichetta cede il passo a una preziosa foglia di rame battuta
dall’attuale discendente dell’antica famiglia Berta Battiloro che viene
applicata a mano. Il vino, di colore rosso intenso con sfumature tendenti
al viola, offre note olfattive di fiori di barena, affiancate da sensazioni
fruttate che richiamano frutti a bacca nera - come la mora e il mirtillo - e
da espressioni più complesse di tabacco con note salmastre. Al tatto, la
percezione retro-nasale è balsamica e salina. Torna poi il frutto nero,
associato a note di liquirizia e di Cioccolato fondente. In chiusura si
presenta morbido e cremoso, con una lunga persistenza. Rosso Venissa
2011 si affianca così alla seconda annata di Venissa 2011 (in esaurimento)
formando una accoppiata vincente che gratifica palati raffinati e
collezionisti. Disponibile da dicembre 2014 in 4.476bottiglie da mezzo
litro, 188 magnum, 88 jeroboam, 36 imperiali.
Cremoso e felpato come la notte. Come la notte misteriosa che dette il
nome di Malanotte al piccolo borgo qualche secolo fa. Ma 70 anni di
vendemmie oculate e faticose sono un bel viatico per capire tutti i segreti
e le potenzialità di questo vitigno autoctono dal carattere deciso da poter
essere definito “Razza Piave”. La famiglia Bonotto è legata a Tezze e ai suoi
vigneti da circa 500 anni tanto che la cantina viene sicuramente riconosciuta
come uno degli indirizzi più attendibili della zona Piave e del Veneto. Le uve
vengono raccolte nel tardo autunno da vigneti piantati su un terreno
profondo, riscaldato dai sassi che si vedono affiorare e che fanno scorrer via
veloce l’acqua piovana garantendo la salute dei grappoli. Una parte dell’uva
viene messa ad appassire tra le travi del vecchio granaio fino alla fine
dell’inverno. Dopo la pigiatura il vino riposa per ventiquattro mesi in botti di
legno per un affinamento paziente e rispettoso. Al naso esprime profumi di
marasca, di viola passita e ribes nero con note balsamiche e speziate che
ricordano la liquirizia e il cacao. In bocca è cremoso e felpato pur
mantenendo la connaturata freschezza erbacea. Esprime tutta la sua
potenza in un calice ampio e alla temperatura di 18°C e sorseggiato
lentamente sarà un viaggio tra le emozioni che può suscitare il fiume sacro
alla patria. Accompagna felicemente carni rosse e selvaggina. Prosit.
Da:
Da:
Venissa, Ristorante - Ostello all’Isola di Mazzorbo (VE)
Fondamenta S. Caterina 3 - Tel. 0415272281 - [email protected]
In vendita a 120,00 euro - bottiglia da 0,5 l in cassetta di legno
ROSSO VENISSA 2011 - Terre di Venezia
Mazzorbo (VE) - www.venissa.it
A tavola con le Venezie 2015
Enoteca Cortina – Cortina d’Ampezzo (BL) – Tel. 0436862040
Mario Rossi - Enoteca Trevigiana – Treviso (TV) – Tel. 0422412674
Veniceat Ca’ Foscari – Venezia (VE) – Tel. 3347881517
In vendita a circa 28 euro
Malanotte del Piave 2010 DOCG - Tenuta Bonotto delle Tezze
Via Duca d’Aosta 16 – Frazione di Tezze - 31020 Vazzola (TV)
Tel. 0438488323 - Fax.0438488891 - [email protected]
Vini
Vino al Vino
Veneto, Venegazzù (TV)
Vino al Vino
Friuli Venezia Giulia, San Quirino (PN)
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Il Prosecco
di Antonio Canova
Doi Raps:
due grappoli di bontà
La Montelvini ha creato un vino per rendere omaggio al grande pittore e
scultore Antonio Canova, padre del neoclassicismo. Si chiama Terre del
Canova, è un Prosecco Superiore Asolo DOCG. L’iniziativa è partita dalla
Fondazione Museo Canova di Possagno, che custodisce gran parte degli
originali in gesso da cui l’artista, vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, ha
ricavato le proprie opere oggi sparse nei musei di tutto il mondo. Terre del
Canova riporta in etichetta l’immagine de Le Tre Grazie, probabilmente la
più famosa opera del grande scultore. Un vino che celebra il bicentenerario
non può che essere di alta qualità; le uve (Glera) provengono dai vitigni
migliori delle colline del Montello e dei Colli Asolani. La vendemmia si è
conclusa alla fine di settembre e dopo una soffice pressatura, lieviti
selezionati hanno innestato una lenta fermentazione terminata direttamente
in autoclave per la presa di spuma. Il vino si presenta di colore giallo
paglierino con sfumature verdi e riflessi dorati. Ha un profumo fresco e
fruttato che ricorda i fiori d’acacia, il glicine, la mela golden. È il perfetto
aperitivo Italiano: la finissima bollicina che sale nel bicchiere genera
istintivamente allegria e la buona struttura, insolita per un Prosecco,
soddisfa anche i palati più esigenti. Allo stesso tempo l’eleganza di profumi
e la sua morbidezza lo rendono un vino accattivante per tutti gli amanti del
vino. È disponibile direttamente allo shop del Museo di Possagno e
distribuito nelle enoteche. (www.montelvini.it)
La storia dell’azienda Russolo risale fin dalla fine dell’’800 con
una viticultura di territorio come nella tradizione friulana. Negli
anni ‘70 l’azienda prende una nuova fisionomia per poi arrivare
nel 2000 al nuovo assetto aziendale. Oggi l’azienda agricola
Russolo ha una nuova cantina dove, Iginio con la moglie Sonia
con Antonella e Rino producono a San Quirino di Pordenone vini
dal profilo molto elegante. Ogni vino prodotto è frutto del Cru da
cui proviene, la vite piantata dipende dalla vocazione del terreno.
Il risultato è diretto con vini da un profilo aromatico ben distinto e
caratterizzati da una bella bevibilità.
Il Doi Raps è uno dei vini più rappresentativi ed intriganti della
proposta Russolo. Un uvaggio di Pinot Bianco, Pinot Grigio e
Sauvignon con una fermentazione a contatto con le buccie per
18 ore, quanto basta per estrarre il patrimonio aromatico del
frutto. La massa in seguito affina per circa 12 mesi in contenitori
di Inox mentre circa il 15% in botti di rovere. È facile immaginare
il risultato con un vino di pienezza gustativa ma nello stesso
tempo dotato di estrema freschezza e tensione in stile quasi
francese. Lo spettro aromatico è ben definito con note di frutta
matura, frutta esotica oltre che sentori agrumati di pompelmo
rosa. Al palato è pieno e gustoso supportato da una bella
freschezza che ne facilita la beva. Struttura ed eleganza si
abbracciano in questo interessantissimo prodotto friulano.
È un aperitivo importante ma sa accompagnare bene i piatti a
base di crostacei o paste con verdure o la zuppa di pesce.
Da: Da: Salumi e formaggi CIMa - Via XXIV Maggio, 62 - Conegliano (TV)
SIGNORVINO Wine Store - Via S. Pieretto 15 - Affi (VR)
In vendita a circa 14 euro
Antica Offelleria Bernardi - Piazza Marconi, 19 - Montebelluna (TV)
Albergo al Sole - Via Collegio, 33 - Asolo (TV)
Shop Museo Canova - Via Antonio Canova 74 - Possagno (TV)
In vendita a 7,90 euro
Terre del Canova – Asolo Prosecco Superiore
Millesimato Docg – Extra Dry
Montelvini S.p.A. - Via Cal Trevigiana 51 - Venegazzù (TV)
Tel. 04238777 - [email protected]
A tavola con le Venezie 2015
Doi Raps 2012 - Azienda Agricola Russolo Rino
Via a San Rocco 58/a - San Quirino (PN)
Tel. 0434919577 - www.russolo.it - [email protected]
Vini
Vino al Vino
Vino al Vino
Friuli Venezia Giulia, Vitovska (UD)
Friuli Venezia Giulia, San Floriano al Collio (GO)
158
159
I profumi
della Vitovska
di Zidarich
Sauvignon Skok
tutta la potenza
del Collio
Benjamin Zidarich è un grande interprete del Carso. I suoi vini
colpiscono per finezza ed espressività. Convinto produttore
naturale, evita la chimica sia in vigna che in cantina dove lavora
con il massimo rispetto della materia prima. La sua Vitovska è un
vino ottenuto da fermentazione spontanea con i lieviti indigeni,
con una macerazione sulle bucce prolungata senza però che il
vino perda la sua finezza. È un vino puro, diretto, non subisce
filtrazioni e stabilizzazioni esogene, eppure rimane in un perfetto
equilibrio. Zidarich nella sua splendida cantina di Prepotto,
interamente scavata nella roccia, si dedica anima e cuore ad
un’interpretazione eccelsa della viticoltura di una terra di confine
figlia del vento, del sole e della roccia. Al naso questa Vitovska è
delicatamente fruttata, con sentori di frutta matura e fa
sottintendere una sensazione lievemente iodata e salata. Al
palato entra senza difficoltà senza incontrare ostacoli come se
venisse naturalmente accolto. È sapido e fresco, l’acidità gioca un
ruolo fondamentale nell’equilibrio di questo vino di mare. Un
vino capace di evolvere nel bicchiere che dopo qualche minuto
deborda di profumi e sensazioni. È persistente e soffice, molto
fine, con l’affinamento in bottiglia migliora evidenziando le note
più minerali. È il grande vino da pesce crudo o carni bianche.
La tenuta Skok si trova a Giasbana nel cuore del Collio, nel
comune di San Floriano sul confine sloveno. Una terra ricca di
minerali, a tratti violenta dove il vento arriva senza mediazioni,
dove il sole si frange su una terra incontaminata. Sono luoghi
unici che fanno intendere come chi lavori queste terre lo possa
fare con estrema passione. Questo Sauvignon è didascalico,
riesce ad infondere nel degustatore tutte le sensazioni varietali
legate al vitigno. Un vino ottenuto con cura maniacale fin dalla
raccolta dell’uva che subisce una selezione accuratissima. La
pressatura è soffice per evitare traumi o spaccature violente
all’acino preservandolo fino in fondo per ottenere dal mosto
fiore la massima qualità. Il vino ottenuto rimane a contatto con
le fecce fini più a lungo possibile per estrarre maggiore qualità e
complessità. Un vino di potenza, dai tratti aromatici ben definiti,
corpo generoso ed elegante nella beva grazie ad una mineralità
ben articolata supportata da freschezza e raffinatezza. Al naso
esprime sentori intensi di fiori bianchi e d’erbe officinali, è
cangiante e persistente. Al palato fa sentire tutta la sua presenza
glicerica e potenza di calore è gustoso e persistente. Un calice di
questo tipo richiede piatti a base di crostacei con preparazioni
succulente o piatti elaborati con verdure. Sicuramente con il
formaggio di media stagionatura può avere un buon risultato, di
sicuro si tratta di un bicchiere capace di lasciare un bel ricordo.
È consigliata la degustazione attorno ai 12 gradi.
Da: Invino di F.lli Poggiana Srl Quartiere Cremona 63 - Rosà (VI)
Tel. 0424858304
Bere Bene di Lucio Bassanese - Viale dell’ Ippodromo, 2, Trieste Tel.040390965
La Caneva di Muraro D. & C. s.n.c. - via Machiavelli, 331021 Mogliano Veneto (TV) - Tel 041901568
In vendita a circa 25 euro
Vitovska 2011 - IGT Venezia Giulia
Az. Agr. Benjamin Zidaric - Località Prepotto 23
Duino Aurisina - Trieste - Tel./Fax. 040201223 - [email protected]
A tavola con le Venezie 2015
Da:
Invino - Rosa (VI) - Tel. 0424858304 - www.invino.mobi
Enoteca Frasca di Citta - Corte Giacomelli, 4 - Udine
Rino Bonato - Lignano Sabbiadoro (Ud) - Tel. 043171838
In vendita a circa 12 euro
SKOK - Collio Sauvignon 2012
Azienda Vinicola Skok - Località Giasbana, 15 - San Floriano del Collio (Go)
[email protected] - Cell. 3474423283 - 34080340
Vini
A Tavola con le Venezie 2015
Vedere
Sentire
Mangiare
160
ASSAPORA IL GUSTO
DELL’ INCONTRO.
Quello tra l’energia e il relax di una pausa in
compagnia di Manuel Caffè. Perché dentro
un
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un gusto
In questo
localeManuel
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Caffè: un concerto
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in un’atmosfera di straordinario calore ed energia.
con prodotti sempre eccellenti e originali.
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A tavola con le Venezie 2015
Alla ricerca dei prodotti tipici
Vedere Sentire Mangiare
Vedere Sentire Mangiare
Alto Adige, Laion (BZ)
Goashf David’s
ovvero i formaggi
di capra
Trentino, Predazzo (TN)
Pàche Monograno
Felicetti, ovvero i
paccheri delle Dolomiti
162
163
4 anni fa, David Perathoner, colpito sulla Via di Damasco, o meglio sulla via
delle capre, smette la divisa e decide di mettere in piedi una piccola azienda
agricola. L’obiettivo era produrre yogurt, dessert e qualche formaggio di alta
qualità bio puntando da subito al gradino più alto: il BIOLAND. I segreti del
successo? Un latte di altissima qualità prodotto da capre sane alimentate con il
foraggio biologico di montagna tutto raccolto in casa tanto da fargli vincere il
concorso nazionale per il miglior yogurt di fattoria, già nel primo anno. Attualmente
70 capre adulte consentono l’attuale produzione e già 30 caprette (sempre
allevate in casa) sono pronte a subentrare per continuare a garantire la qualità
di questi buonissimi prodotti. Il primo sale è un formaggio fresco di giornata
dal sapore delicatissimo e che profuma di latte e fiori. Consumato entro massimo
7-8 giorni conserva tutte le sfumature dei pascoli alpini; dopo diventa una saporita
caciotta che non essendo trattata con il sorbato di potassio si può consumare
fino alla crostina esterna. Il formaggio spalmabile è l’altra leccornia. Si ispira alla
transalpina ”Creme de Cheve”. E’ prodotto con latte intero di capra biologico
pastorizzato, sale, caglio, fermenti. La lavorazione è molto complessa e laboriosa
ma il risultato è semplicemente straordinario. E questo succede quando uomo e
natura si fondono e si completano.
Diametro di 25 millimetri, spessore 1,40, lunghezza 35-40, grano duro, specie
mono varietale Matt, trafilatura al bronzo ed essiccazione controllata in maniera
ineccepibile: questa la carta d’identità delle Pàche Monograno Felicetti. L’obiettivo
dei maestri Pastai era quello di creare un formato tradizionale ma importante mantenendo anche tutte le caratteristiche organolettiche degli altri formati Monograno.
Un percorso delicato e lungo 18 mesi (di prove) per garantire l’umidità costante
dell’impasto e la migliore essicazione della pasta. Senza contare che alcune fasi
della lavorazione vengono eseguite manualmente per evitare l’antipatica rottura dei
paccheri durante la cottura.
Il Pastificio Felicetti nasce nel 1908 a Predazzo dal tenace e orgoglioso ingegno
trentino e dal cuore della splendida cornice dolomitica della Val di Fiemme ha
continuato incessantemente a produrre tante varietà di pasta fino raggiunge le
odierne dimensioni (circa 5000 mq). Le quattro linee a ciclo continuo sfornano
complessivamente circa 60 tonnellate di pasta al giorno, suddivise in un centinaio
di formati nei differenti impasti: grano duro, all’uovo, biologica, anche integrale. Leader di mercato nella produzione di pasta biologica di alta qualità fonda questa sua
peculiarità sui dieci lustri e più di intima relazione con i mugnai e gli agricoltori, attori
protagonisti divenuti ormai inalienabili partner del Pastificio. «Impastiamo la farina
con il cielo»: da quattro generazioni questo è il bellissimo motto dei Felicetti. Anche
in montagna ci sono i molini.
www.felicetti.it
A tavola con le Venezie 2015
Prodotti
Vedere Sentire Mangiare
Vedere Sentire Mangiare
Trentino, Predazzo (TN)
Spretz Tzaorì:
il sapore delle Dolomiti
Veneto, Affi (VR)
La birra Benaco70:
qualità e bontà
164
165
Conservare i cibi per i tempi di vacche magre. Ogni territorio possiede delle storie da
raccontare e, soprattutto, dei prodotti che per fortuna sono arrivati fino a noi. Questa
è anche la storia del famoso formaggio di Moena che così è per l’intuzione (o necessità) dei contadini che lo stagionavano bagnando la crosta con acqua salata
proteggendolo dagli attacchi esterni e favorendo al contempo le apprezzate fermentazioni anaerobiche. È prodotto nelle valli di Fiemme e di Fassa; i prati e i pascoli
vanno da un’altezza minima di 1000 metri, fino ai 2.000 metri delle malghe per
l’alpeggio; il latte proviene prevalentemente da mucche di razza Grigio Alpina o
Bruna alimentate con materie prime “nobili e di buona qualità”. È un formaggio
molto caratteristico, riconoscibile per la crosta umida, ricoperta da una patina untuosa, per il particolare odore acuto e per il sapore inconfondibile. Al taglio si presenta
con una pasta piena di colore bianco o paglierino con un’occhiatura sparsa.
Si ottiene dal latte crudo e viene stagionato minimo 90 giorni fino ad un massimo
di 8-10 mesi. È un formaggio gustoso che incontra il favore dei consumatori che
apprezzano i sapori decisi delle cose di un tempo. Il nome “Puzzone” definisce
chiaramente le caratteristiche del prodotto; il termine “Spretz Tzaorì” ne è la traduzione in lingua ladina.
La produzione avviene esclusivamente nel Caseificio di Predazzo e Moena, che
provvede anche la stagionatura che avviene solo ed esclusivamente nei magazzini
di proprietà. Qui tutte le 13.000 forme di Puzzone, seguendo la tradizione ed i valori di un tempo, grazie anche ai mille “segreti” della lavorazione manuale giornaliera, alle assi di abete della Val di Fiemme, alle novanta giornate di premure e attenzioni da parte degli addetti ed al “saper aspettare” il momento giusto seguendo i
ritmi della natura non quelli del mercato, si “trasformano” in quel formaggio che
potete apprezzare sulle vostre tavole tutti i giorni, dal Puzzone Fresco, al Puzzone
Stagionato fino a quello Stravecchio.
Il birrificio artigianale d’eccellenza che ha preso il nome del Grande Lago è una solida realtà proprio nel momento in cui la birra artigianale sta conoscendo un nuovo
rinascimento. Ed è proprio al “pane liquido”, così veniva definita la birra un tempo,
che qui si sono ispirati per produrre una birra saporita, nutriente e soprattutto viva.
La fermentazione non si ferma con l’imbottigliamento e fino a quando non sarà
consumata continuerà ad evolversi nel gusto e nelle proprietà organolettiche, proprio come il vino. Solo che per apprezzarla in pieno va consumata nei primi mesi di
vita. Sono già sei i tipi di birra fino ad ora in vendita e degustazione comprese le tre
birre storiche che hanno dato corpo e anima alla piccola azienda artigianale. La
Kölsch, una birra chiara ad alta fermentazione: secca, fresca e delicatamente amara
con profumi erbacei e floreali che ricordano i fiori d’acacia. La Strong Bitter prodotta
con malto d’orzo e lieviti ad alta fermentazione: è secca, corposa ma ben equilibrata dove prevale l’aroma del malto. La Blanche invece è la più leggiadra della famiglia:
fresca, leggera e poco luppolata. E nell’ultimo anno altre tre birre sono arrivate per
completare la gamma, ultima nata compresa: la Honey Hale. Una birra speciale
impreziosita dal miele della Rigoni di Asiago. Di colore ambrato bronzeo, alta fermentazione in stile Belgian Strong Ale e caratterizzata, appunto, dall’aggiunta di
miele di castagno che lascia in bocca sentori inconfondibili. In bocca è ricca, calda,
avvolgente e morbida, con note di miele e frutta secca. Ciò che stupisce piacevolmente è il finale amaro che rinfresca e invoglia ad altri assaggi. Si abbina ottimamente con formaggi sia freschi che stagionati, pasticceria secca, dolci natalizi. Una compagna ideale nelle serate invernali.
www.puzzonedimoena.com
www.benaco70.it
A tavola con le Venezie 2015
Prodotti
Vedere Sentire Mangiare
Vedere Sentire Mangiare
Veneto, Asiago (VI)
La Nocciolata
Rigoni di Asiago:
bontà da spalmare
Veneto, Costabissara (VI)
Loison: dolci fragranze
e stile inconfondibile
166
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«Rigoni di Asiago ha la natura nel cuore», così recita semplicemente lo spot.
Una forma di modestia tipica dei cuori di montagna perché nel caso della Nocciolata (e anche degli altri prodotti) la natura c’è e si sente.
Morbida, profumata, con tutto il sapore delle nocciole italiane, la Nocciolata è un
peccato di gola che si fa ampiamente perdonare perché il cacao, le nocciole e
tutti gli altri ingredienti provengono dall’agricoltura biologica. La ricetta è antica,
esclusiva ed è gelosamente custodita dalla famiglia Rigoni e viene prodotta nella
loro unità produttiva nel cuore dell’Altipiano dei Sette Comuni. La lavorazione è
lenta e tradizionale, gli ingredienti che la compongono sono tutti di prima qualità
e, naturalmente, biologici, tratti marcatamente distintivi di tutti i prodotti della Rigoni di Asiago. Cacao delle Antille, Nocciola Tonda Romana (a basso contenuto di
grassi), zucchero di canna bio, non raffinato, latte scremato da allevamenti all’aperto, burro di cacao, vaniglia naturale del Madagascar, crema di pasticceria artigianale, con la totale assenza di grassi idrogenati, olio di palma e di glutine e aromi
artificiali. È buona e golosa al palato, delicatamente profumata di cacao al naso ed
è di grande digeribilità; vuoi per gli ingredienti, vuoi per la sua preparazione, mai
frettolosa nel rispetto degli antichi canoni della tradizione. Aggiunge dolcezza raffinata a torte, crepes, crostate e biscotti ma soprattutto arricchisce in delizia, bontà
e genuinità le colazioni e le merendine degli italiani piccoli e grandi. Spalmate e
mangiate felici e contenti
www.rigonidiasiago.com
A tavola con le Venezie 2015
Il Natale 2014 di Loison, oltre ad addolcire il mondo con fragranze e profumi ha rivestito le preziosi collezioni con un packaging virtuoso ed elegante dedicato agli artisti che
hanno dato lustro alla terra vicentina per presentare al mondo il patrimonio artistico
marcato Palladio, Canova e Zelotti. Dal Forno di Loison escono panettoni
per tutti i palati senza mai rinunciare alla qualità. Partendo dalla materia prima di base
fino agli ingredienti esclusivi che arricchiscono il tipico dolce natalizio. Nella Linea Top
confluiscono aromi che abbracciano tutto lo stivale italico dal Chinotto di Savona, il
Mandarino Tardivo di Ciaculli, il Fico Cosentino, il Pistacchio di Bronte fino alla valorizzazione della tipicità veneta con l’impiego del Prosecco, delle amarene di collina e delle
spezie “veneziane”. Barocco, Rococo, Excellenze Stile, Palladio: un vero e ricco catalogo
di sapori rivestito con uno stile elegantemente inconfondibile. I panettoni allietano il
palato mentre le eleganti vesti (cartone o latta decorati) e le oselle forate del Doge
usate come ferma nastro continuano ad arricchire il vostro scrigno. Tutte le collezioni si
presentano con il panettone classico che fa da apripista e, ogni pacco, è così raffinato da
trasportarsi in punta di piedi per non violare la magica armonia natalizia. È la ricerca
dell’equilibrio perfetto: 750 grammi di bontà che rappresentano il top nell’impiego degli
ingredienti lavorati e amalgamati in modo accurato e sapiente. C’è anche il formato da
10 kg ma siccome il Natale è la festa dei bimbi, la speciale linea “Mignon” è nata per
loro. 100 grammi di dolcezza contenuti nei pupazzetti a forma di renna o di orsacchiotto o in mini cappelliere, tutti riutilizzabili come contenitori. Loison , pasticceri dal 1938;
Sonia e Dario passioni e tradizioni che non sfioriscono.
www.loison.com
Prodotti
Vedere Sentire Mangiare
Vedere Sentire Mangiare
Veneto, Rosà (VI)
Il sorbo dell’uccellatore
Veneto, Busche (BL)
Formaggio Piave:
l’oro bianco
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“Vittorio Capovilla, nessuno come lui”. Ne era profondamente convinto Gino
Veronelli che lo ha sempre spronato affinché continuasse nella sua opera a catturare i profumi e i sapori che la natura nasconde nella frutta selvatica e anche in
quella ‘coltivata’ senza la violenza e le mutazioni indotte dalla chimica. Lo scaffale
è ricco e affascinante e va dai distillati di uva fino al rhum passando per quelli di
frutta selvatica fino alle grappe, raffinate e invecchiate. Nomi fascinosi come l’uva
Isabella, le mele cotogne, le nespole, le ciliegie selvatiche e la grappa tabacco. Dal
prezioso scrigno di Capovilla abbiamo scelto il distillato che colpisce l’immaginario
collettivo, stimola emozioni e sensazioni dimenticate, racchiude quei profumi
e quei sapori indimenticabili di cui la natura è ricca se non viene manipolata: il
sorbo dell’uccellatore. Questa specie rappresenta un importante albero da frutto
per le regioni di montagna per le proprietà nutritive delle bacche. 100 grammi di
polpa contengono circa 80 mg di vitamina C, senza contare i caroteni, i tannini
e gli acidi organici. Il sorbitolo viene impiegato anche come succedaneo dello
zucchero. Questo distillato è ricavato dal doppio passaggio a bagnomaria della
distillazione del fermentato di Sorbus Aucuparia) o Sorbo dell’Uccellatore. Oltre
che per la bontà è prezioso proprio per la difficoltà di produzione visto che sono
necessari 60 kg. di bacche di sorbo per ottenere 1 litro di alcool. È un distillato
“difficile” anche durante la fase di fermentazione in quanto è avaro di zuccheri e
ricco di acido sorbico noto componente antifermentativo. Si distingue dal distillato
di Sorbus Domestica e dal distillato di Sorbus Torminalis, anche questi presenti
nello scaffale per il più marcato aroma di mandorla verde.
Frutta straordinaria (spontanea o coltivata), l’acqua pura di una sorgente del
Monte Grappa per ingentilirne la gradazione alcolica, la passione e la tecnica di un
uomo non comune: la qualità vincente di una piccola, grande distilleria.
Sicuramente il fiume sacro alla Patria ha contribuito alla notorietà internazionale
di questo prelibato formaggio della montagna bellunese. Infatti già
nel 2003 è stato selezionato dalla prestigiosa rivista statunitense «Saveur» tra
i cento migliori prodotti al mondo e finalmente, da poco meno di un anno, le
antiche regole dell’arte casearia bellunese hanno conquistato per il formaggio
Piave la Denominazione d’Origine Protetta.
Ma a conquistare i palati di tutto il mondo è il suo sapore: dolce fin quasi lattico
nella tipologia Fresco (da 20 a 60 giorni), sapido e corposo senza mai essere
aggressivo nella elezione Oro (oltre 12 mesi) o nella Riserva (oltre 18 mesi). Il
Mezzano (fino a 180 giorni) riassume i profumi del formaggio fresco e i sentori
di quello che diventerà. È prodotto solamente con il latte vaccino prodotto
nella provincia di Belluno e arricchito con un “lattoinnesto” e un “sieroinnesto”
sempre prodotti in loco e contenenti fermenti appartenenti a ceppi autoctoni,
fondamentali per conferire al prodotto le specifiche proprietà organolettiche
e gustative tanto apprezzate dai buongustai.
Il massimo dei sapori e dei profumi si tocca evidentemente durante la stagione
dell’alpeggio. Allo scopo di tutelare i consumatori, il nome del prodotto
(Piave) è marchiato su tutto lo scalzo in senso verticale e con il verso della
scritta alternato e viene inoltre personalizzato con una etichetta in cartaseta
con l’indicazione della stagionatura, applicata sul piatto per facilitarne
la riconoscibilità al momento dell’acquisto.
www.capovilladistillatiit
www.lattebusche.it
A tavola con le Venezie 2015
Prodotti
Vedere Sentire Mangiare
Vedere Sentire Mangiare
Veneto, Montagnana (PD)
Il dolce prosciutto
della città murata
Dal Piemonte al Veneto
Grana Padano D.O.P.
3 stagionature,
3 grandi sapori
Qualità della materia prima e rispetto della tradizione ispirano la lavorazione di ogni
forma di Grana Padano DOP. A fare la differenza è il tempo, che evolve gusti e
profumi. Tre le principali stagionature, che il consumatore può scegliere grazie ai
marchi di garanzia
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Grana Padano stagionato da 9 a 16 mesi
A nove mesi di stagionatura, le forme di Grana Padano vengono sottoposte a rigidi
controlli dal Consorzio di Tutela. Stagionato dai 9 ai 16 mesi, è un formaggio particolarmente indicato per un consumo da pasto con un gusto nel complesso delicato,
che ricorda il latte e una consistenza della pasta ancora non molto accentuata.
Questa stagionatura rende Grana Padano sufficientemente versatile; è infatti ideale
per il gratin e le salse, grattugiato o a scaglie su carpacci e insalate.
Si abbina perfettamente a vini bianchi giovani, freschi e fruttati.
Ufficialmente il prosciutto di Montagnana viene indicato con il marchio Dop “Prosciutto veneto - Euganeo Berico”, ma da sempre il consumatore lo riconosce come
prosciutto “dolce” della celebre città murata. Dolce perché la salatura è ridotta al
minimo per valorizzare al meglio la qualità delle cosce prescelte, tutte di suino
pesante padano. Una sapiente e lunga stagionatura fa il resto. Il gusto è impreziosito
da una perfetta marezzatura. Il prosciutto di Montagnana è consigliatissimo a chi
vuole mangiare leggero, senza rinunciare alla bontà.
Oggi i produttori artigianali di prosciutto di Montagnana si contano sulle dita di
una mano. Le famiglie Soranzo e Fontana (nella foto la sala di stagionatura) sono
quelle che da più decenni si battono per affermare la qualità sopraffina di questo
prodotto di nicchia. Montagnana è così fiera di questo prodotto che in maggio gli
dedica una grande festa di piazza che richiama nella splendida cittadina murata
oltre diecimila visitatori.
www.prosciuttomontagnana.it
A tavola con le Venezie 2015
Grana Padano stagionato oltre 16 mesi
Dal color paglierino leggermente più intenso, il Grana Padano stagionato oltre 16
mesi presenta già particolarmente evidenti la tipica struttura granulosa della pasta e
la frattura a scaglia. Ha un gusto saporito e pronunciato, ma mai piccante, con un
profumo e un aroma che ricordano la frutta secca e il fieno. Risulta particolarmente
adatto alla grattugia ma anche a un consumo da pasto, nella preparazione di carne,
verdure e frittate. Si abbina molto bene con vini rossi dalla moderata intensità e
corposità, ancora giovani e freschi.
Grana Padano “Riserva”
Stagionato per almeno 20 mesi, il Grana Padano Riserva presenta una pasta a
“grana” decisamente evidente, con una chiara struttura a scaglia e un colore paglierino intenso e omogeneo. Il Grana Padano Riserva può arrivare a stagionature di
oltre 24 mesi, che gli donano un sapore sempre più ricco e pieno, senza tuttavia
risultare mai aggressivo. Con aromi allo stadio più evoluto che ricordano oltre al
burro e il fieno anche la frutta secca, il Grana Padano Riserva lascia al palato dei
sapori che si stemperano lentamente.
Protagonista assoluto della tavola, sia
grattugiato che come formaggio da pasto, è perfetto anche servito con noci,
frutta e mostarde. E’ ideale abbinato a
vini rossi morbidi, ma tannici, con un
forte contenuto di alcool. Perfetto l’abbinamento anche con vini dolci da dessert.
www.granapadano.it
Prodotti
A Tavola con le Venezie 2015
Le Province
Le eccellenze provincia per provincia
Alto Adige/Südtirol
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Bolzano
Una terra dove
s’incontrano
due mondi
gastronomici
Tra una tappa e l’altra di itinerari
naturali e artistici affascinanti come
in poche altre zone d’Europa - sui
monti, nelle valli, tra i paesini di
perfetto disegno architettonico, nelle
città storiche d’impronta tedesca - la
gastronomia di Bolzano sposa la
tradizione del Nord germanico con
quella più ricca di
colori e di ingredienti
del versante Sud
delle Alpi. Vini
eccellenti, cibo
autentico, grandi
chef, moderne
interpretazioni delle
ricette tradizionali
Bolzano
Alto Adige/Südtirol
primavera imbandiscono il Festival del Gusto (nel 2013 tra il 24 e
il 26 maggio) in scena nel centro storico di Bolzano e nei ristoranti
dove rinomati cuochi stellati e di fama internazionale preparano
deliziose pietanze.
Tra birra e vino un fiume di buone tradizioni
C’è la birra, naturalmente, a segnare il filo degli usi popolari che si
dipanano da una valle all’altra: la tradizione del mondo tedesco non
si discute. Ma anche il buon vino marca la storia dell’Alto Adige a
tavola: i vigneti sudtirolesi sono i primi nella storia dell’enologia di
area germanica e restano tra i più apprezzati, mentre il novello celebra ogni autunno il Törggelen, il rito della castagnata nelle Buschenschanke rurali, versione locale delle “frasche” trivenete.
In un vaso di terracotta riportato alla luce a Stufles, presso Bressanone, e datato 500 a.C., i più antichi vinaccioli “archeologici” della
Val d’Isarco testimoniano l’ultra-bimillenaria vicenda vitivinicola della
regione, incrementata dall’introduzione di nuove varietà d’uva portate dai Romani al tempo dell’imperatore Augusto.
Poi nel Medioevo fu soprattutto il clero che curò la viticoltura, per
ottenerne vino da messa genuino e per offrirlo nei simposi che
ospitavano visitatori illustri. E gli imperatori germanici - da Carlo IV di
Boemia a Maria Teresa d’Austria - furono per secoli attenti alla qualità
produttiva (e ai risvolti fiscali) dell’enologia locale. Questa si è alla fine
175
E così la cucina mediterranea che risale dallo Stivale lungo la via del
Brennero si mescola con quella montana in un cocktail di invidiato
equilibrio, basato anche sull’utilizzo dei prodotti locali - dal pane al
miele, dalla grappa al latte ai latticini - tutelati e garantiti dal marchio
di qualità Südtirol/Alto Adige.
L’ha voluto la Provincia autonoma fin dal 1976 ed è stato nuovamente regolamentato e rilanciato dal 2005 come completamento
delle garanzie offerte dalle produzioni IGP (mele e speck) e DOC
(vini). Fa da richiamo e garanzia delle occasioni ghiotte che ogni
A tavola con le Venezie 2015
Province
Alto Adige/Südtirol
Bolzano
Bolzano
Alto Adige/Südtirol
evoluta nell’attuale forma che vede l’importante ruolo delle cantine
cooperative affiancarsi a quello dei produttori privati. Risultato: successi in bottiglia a livello internazionale.
176
Di valle in valle, di vino in vino
L’assortimento enologico è molteplice come il paesaggio altoatesino. Tre varietà vitivinicole trovano qui la loro origine: la Schiava, il
tipico vino rosso più diffuso in Alto Adige, il Traminer aromatico e il
Lagrein rosso prelibato di fama internazionale.
Si coltivano però anche altri vitigni classici importanti, come Pinot
nero, Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot grigio, Pinot bianco, Chardonnay, Silvaner, Müller Thurgau, Sauvignon, Riesling e Kerner.
Completano la gamma i delicati vini da dessert Moscato giallo e
Moscato rosa.
La Bassa Atesina rappresenta circa un terzo
della superficie vitata complessiva: Salorno,
Termeno e Cortaccia sono i comuni viticoli
più grandi, con coltivazioni adattate alla
diversità dei suoli e delle quote.
Anche la zona dell’Oltradige offre zone con
caratteristiche differenziate: i vitigni bianchi
di Appiano crescono sia su terreni profondi,
areati e calcarei, sia su terreni sassosi di
detriti morenici; mentre i terreni fertili, sabbiosi, limosi e marnosi sono adatti all’uva
Schiava.
I vigneti della Val d’Isarco si trovano sui pendii esposti a meridione,
con un sottosuolo formato da sabbia e ghiaia: i loro vini bianchi sono
apprezzati per caratteristiche minerali e corposità. La Val d’Adige compresa fra Bolzano e Merano è celebre per i bianchi.
Nell’ampia conca di Bolzano dominano però due varietà autoctone
“in rosso”: Schiava e Lagrein. Sui terreni morenici arieggiati e facilmente riscaldabili di pietra porfirica e dolomitica, invece, crescono
vitigni conosciuti già nel Medioevo come Botzner Weine, Bozenäre
o Poczner. La Val Venosta, infine, presenta zone che richiedono un
lungo periodo di maturazione, ma dove è possibile ottenere vini
fruttati (Pinot nero, Kerner, Traminer aromatico e Riesling) grazie
all’elevata escursione termica fra il giorno e la notte. Sono perfetti
per la Weinsuppe, uno dei piatti più tipici del territorio.
A tavola con le Venezie 2015
177
Speck, un campione in salumeria
Lo speck e il pane croccante di segale si accompagnano ai formaggi
di malga nelle merende lungo i sentieri, mentre i menu allineano
le proposte sapienti che caratterizzano la Provincia autonoma bolzanina: dai canederli agli Schlutzkrapfen, dalla zuppa d’orzo alla
Gulaschsuppe, dalla trota in blu alla trippa con panna acida, dalla
selvaggina da pelo alle carni salmistrate e affumicate di maiale,
con l’onnipresente patata a fare da contorno in cento modi diversi
(imbattibile la versione Gröstel).
Lo speck Alto Adige IGP è l’orgoglio della Provincia autonoma.
Trae origine dall’inventiva secolare dei contadini di montagna, che
idearono un sistema per conservare la carne in tempi in cui non esistevano ancora i frigoriferi. Fu così sviluppato un metodo basato su
aromatizzazione, salmistratura, leggera affumicatura e stagionatura
all’aria di mezzi maiali interi (mezzet) grazie al quale si otteneva un
prodotto dal sapore equilibrato. I primi riferimenti scritti sulla tradizione dello speck risalgono al 1289, anche se le sue origini sono ben
più lontane. La produzione artigianale, ancora molto diffusa, si basa
su procedimenti tramandati
di padre in figlio, con miscele
di aromi particolari e segrete.
I formaggi dei pascoli
in quota
D’estate i pascoli in fiore,
d’inverno i pendii innevati:
una natura incontaminata, di
cui si respira a pieni polmoni
l’equilibrio perfetto. Questo
Province
Alto Adige/Südtirol
178
Bolzano
Bolzano
Alto Adige/Südtirol
è l’ambiente in cui si sviluppa l’industria lattiero-casearia dell’Alto
Adige.
Yogurt e burro saporito hanno il marchio di qualità Südtirol/Alto
Adige, come tutti i principali formaggi: Stelvio (Stilfser), Alta Badia,
Dolomitenkönig, Pusteria (Pustertaler Bergkäse).
Malghe, caseifici paesani e piccoli produttori accompagnano ai tipi
classici tutta una serie di specialità (erborinate “al blu”, all’aglio ursino o con altre erbe alpine, lo Ziegenkäse caprino, l’Oro del Sarentino/Sarner Gold, il Grigio/Graukäse diventato pusterese scendendo
dalla Valle Aurina), la più nota delle quali è il formaggio al Lagrein
maturato col vino rosso e le spezie, caratterizzato dalla crosta nera.
I pani e i dolci: una mappa di luoghi e sapori
Speck e formaggi richiedono il pane locale tipico. Anzi: i pani.
Vengono trasmesse di generazione in generazione le ricette per
infornare la Vinschger Paarl (coppia di pagnottine venostane), la
Pusterer Breatl (pagnotta pusterese), la Vorschlag (pagnotta di farine
miste), le diverse varietà di pane di segale (Roggenbrot), il Weißer
Weggen (filoncino bianco) o il Früchtebrot (pane nero con frutta
secca). Più caratteristico di tutti è lo Schüttelbrot, disco croccante
il cui nome significa “pane scosso”. Infatti ha origine dal particolare
metodo di lavorazione: a tre quarti della lievitazione i pani - in cui
vengono impastati semi di finocchio, anice o cumino - sono battuti
e appiattiti con un’assicella di legno rotonda, fino a che raggiungono
lo spessore di un centimetro, quello che serve prima dell’infornata.
Quanto ai dolci, lo strudel di mele è perfino troppo noto per essere
raccontato. E d’altronde sarebbe irraccontabile la varietà del prepararlo, diversa da panificio a panificio, da pasticceria a pasticceria, da
massaia a massaia. Da ricordare che nella sfoglia dello strudel si
arrotola anche un’impasto
dolce di ricotta (Topfenstrudel). Piuttosto vanno citati
e raccomandati ai golosi
i tipicissimi Zelten (dolci
natalizi a base di tanta ma
tanta frutta secca) anche
nella variante Bauernzelten “del contadino”; la corposa Schwarzplententorte
(torta di grano saraceno); i
A tavola con le Venezie 2015
179
Knödeln di albicocche con dentro la “sorpresa”; i Krapfen con ripieno di semi di papavero e i Tirt’ln (tortelli con impasto di papavero o
di nocciole) fritti nelle feste popolari.
Mele altoatesine, il gusto ringrazia il clima
Infine, la frutta. Vi sono meli a perdita d’occhio da Salorno lungo la
Val d’Adige per decine e decine di chilometri fino a Sluderno in Val
Venosta. Le superfici coltivate si trovano ad altitudini comprese fra i
220 m nella Bassa Atesina e i 1100 m dei campi venostani. Protetti
dai freddi venti provenienti dal Nord grazie alle montagne e aperti
invece verso sud, i pendii e i fondovalle vantano le condizioni ideali
per la frutticoltura. Il clima mite, con più di 300 giornate di sole
all’anno e con notti autunnali fresche, è benefico in particolare per
l’aroma e la qualità delle mele altoatesine.
La maggior parte della commercializzazione delle mele IGP
avviene tramite cooperative, per il 60% associate al Consorzio delle
cooperative ortofrutticole dell’Alto Adige e per il 35% all’Associazione della Val Venosta, attraverso i marchi Marlene e Vinschgau.
Per saperne di più:
www.suedtirol.info/it - www.hk-cciaa.bz.it - www.festivaldelgusto.it
www.prodottitipicialtoadige.com - www.lattealtoadige.com
www.vinialtoadige.com - www.melaaltoadige.com - www.speck.it
Province
Trentino
180
Trento
Una ricchezza
enogastronomica
con il marchio
della natura
Il Trentino prima di tutto è natura: l’incanto di un
paesaggio di campagne, boschi e pendici verdi, con
300 laghi incastonati tra le Dolomiti, a loro volta
incantevole ricchezza ambientale inserita nella lista
Unesco del Patrimonio dell’Umanità. Il Trentino è
prima di tutto montagna: la montagna è il simbolo
stesso della “trentinità”, maestra di vita che insegna
il concetto di limite e di rispetto delle regole.
Trento
Trentino
Formaggi, una tradizione che nasce in malga
Gli aromi e i profumi dei formaggi del Trentino sono quelli delle sue
valli, dei prati e delle stalle dove il latte non è il semplice risultato
della mungitura, ma il frutto di una vera e propria collaborazione tra
flora e fauna sotto l’intelligente indirizzo dell’allevatore. L’arte casearia ne ricava formaggi saporiti, semistagionati, delicati e gustosi, a
volte molto diversi tra loro nella stessa zona o con lo stesso nome,
ma uniti sempre da un’unica Musa ispiratrice: la malga, il luogo dove
anno dopo anno prende vita l’alpeggio, dove il latte appena munto
viene lavorato con passione ed estrema attenzione.
Sfilano così sul palco delle specialità casearie il Casolét della Val di
Sole, il piccolo grande cacio di montagna; il fragrante e pungente
Puzzone di Moena, esempio di come dall’intuizione
di un casaro possa nascere
un formaggio dalla personalità decisa; la Spressa delle Giudicarie, uno
dei più antichi formaggi
dell’arco alpino, che può
fregiarsi dell’iscrizione nel
Registro delle Denominazioni di Origine protetta; il
Vezzena, formaggio a latte crudo che si presta in maniera mirabile
alla stagionatura. Dulcis in fundo nella sfilata casearia, sua maestà
il Trentingrana: un formaggio in tutto e per tutto trentino. Nasce dal
latte di montagna e dal rispetto di un rigoroso disciplinare che ne
garantisce la qualità superiore.
181
Clima e suoli: gli ingredienti dei grandi DOC
Se dall’alto si potesse guardare il Trentino e scrutarlo come lo vedono le aquile e i falchi, scopriremmo come tra una località e l’altra, da
un capo all’altro del territorio marcato da 70 castelli, vi sia un’infinità
di campi e di coltivazioni, dove - a mano a mano che cambiano i terreni e le quote - i frutteti armonicamente si combinano con le vigne.
Sono anch’esse un marchio tipico, perché il Trentino e la vite sono
un binomio inscindibile, in una provincia in cui oltre il 90% della
superficie vitata è coltivata per grandi vini a Denominazione di Origine Controllata. Si tratta di una delle percentuali più alte d’Italia, su
un’estensione e con una diversità di colture che stupisce.
A tavola con le Venezie 2015
Province
Trentino
Trento
182
A dare identità ai vigneti trentini sono la varietà delle situazioni climatiche, la notevole escursione termica e la variegata composizione
chimica dei terreni. Poi c’è il lavoro agricolo, molto rispettoso della
tradizione e delle regole.
Nel ventaglio delle produzioni DOC sono da selezionare per primi
i più rappresentativi e conosciuti: il Trentodoc metodo classico; il
Vino Santo, il passito dei passiti ricavato dall’omonima uva; il Müller
Thurgau, vitigno a bacca bianca che in altissima collina ha trovato la
sua patria d’elezione; il Nosiola, bianco autoctono di grande tipicità;
il rosso Marzemino, anch’esso autoctono della Vallagarina, vino
cantato come “eccellente” da Mozart nell’opera “Don Giovanni”; e il
Teroldego Rotaliano, rosso importante che viene coltivato esclusivamente nella Piana Rotaliana.
Bollicine con la luce delle Dolomiti
I contrasti fra la dolcezza delle colline trentine e le alte guglie dolomitiche sono racchiusi in un calice di Trentodoc, così come la sua
luce, la sua freschezza ed eleganza fanno pensare al magico risveglio in una baita d’estate.
I vigneti che lo producono sono posti in altitudine, in zone che bene
sfruttano la varietà climatica attraverso la quale le uve Chardonnay
e Pinot Nero si esprimono al meglio, restituendo dopo la rifermentazione in bottiglia tutte le caratteristiche esclusive di un prodotto di
alta qualità: sapidità, acidità e profumi tradotti in bollicine capaci di
fare la differenza.
Trentodoc, con i suoi 34 produttori, è ambasciatore della cultura
trentina nel mondo, ma soprattutto ambasciatore del buon appetito. Sì, perché le bollicine sono insuperabili se degustate a tutto
pasto, abbinabili come sono con quasi tutte le pietanze: provare
per credere.
A tavola con le Venezie 2015
Trento
Trentino
Mostre ed eventi nel palazzo dei sapori
A due passi da Piazza Duomo, nel centro storico di Trento, si apre la
Casa dei Prodotti Trentini. Lo splendido Palazzo Roccabruna ospita
una sede di importanti attività per la promozione del territorio e delle
sue specificità più rappresentative, e per il confronto tra i gusti e i
sapori trentini e quelli di altri territori d’Italia e del mondo.
Al suo interno, fra stucchi e complessi apparati decorativi, è aperta
l’Enoteca provinciale del Trentino, con oltre 100 etichette di vini
trentini, ogni settimana sempre diversi, e con tanti appuntamenti dagli eventi enogastronomici con prodotti tipici alle mostre d’arte,
dai seminari e convegni alle esposizioni etnografiche - per scoprire
durante l’anno un patrimonio enologico locale che testimonia la
qualità dell’ambiente e la passione di viticoltori ed enologi.
183
Per saperne di più:
www.visittrentino.it - www.trentodoc.com
www.enotecadeltrentino.it - www.palazzoroccabruna.it  
Province
Veneto
Il Veneto gustoso
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Non è arbitrario né ingiustificato il vanto dei veneti
quando parlano della loro regione come di un
compendio unico dell’italica varietà dei paesaggi
enogastronomici. Più che altrove, infatti, ha un
senso parlare di molteplicità di ricchezze del
territorio.
Venezia: la cucina che fu al centro del mondo
Nessuna città d’Italia e d’Europa ebbe a godere, nei secoli a cavallo tra il Medioevo e l’età moderna, di occasioni d’incontro con le diversità del mondo, allora
praticato, quante ne trovò Venezia. Inevitabile che in una cucina così potenzialmente “universale” si rintraccino anche oggi particolarità che la fanno preziosa
per i moderni gastronomi. L’elenco sarebbe lungo: bastino i riferimenti principali,
serviti in un gustoso menu alla rinfusa che sa di antico come pochi… Il tocco di
dolce, dunque, che le abbondanti cipolle danno al fegato alla veneziana. L’uso
dell’agrodolce nelle preparazioni “in saòr” con pinoli e uvetta sultanina dove cui
marinano le sarde fritte ma anche la “suca” marina degli orti lagunari passata al
forno. L’uso dell’olio d’oliva, un tempo in arrivo dalla Puglia e dalle isole greche,
rimasto alternativo all’abbondare del burro o dello strutto nelle ricette di tutto il
Settentrione. L’uso abituale di pepe, cannella, noce moscata e chiodi di garofano,
che sui moli veneziani e nelle botteghe intorno a Rialto arrivavano dalle Indie
Orientali.
Padova l’elegante gallina
col ciuffo venuta dal nord
Gallina padovana: basta il nome per
quello che, in àmbito veneto almeno,
è il pennuto da cortile storicamente più
noto e più tipico. Nera, bianca, dorata,
argentata o color camoscio, la Padovana
è parente stretta, estetica e genetica, della bianca o nera gallina di Polverara.
L’una e l’altra sono destinate alla lenta preparazione “in umido” previa marinatura in vino e odori, oppure a comporre il bollito misto alla padovana con
“capèl del prete, coeghìn e lengoa” o ancora alla solitaria bollitura, meglio
se nella versione a la canevera, cioè cotta dentro un vescica di maiale (oggi
sostituita con un appropriato sacchetto da cottura) con sfiato tramite un pezzo
di bambù per conservare tutti i sapori. Non manca come accompagnarla: con
una buona bottiglia della varia e ricca produzione di vini DOC Colli Euganei,
A tavola con le Venezie 2015
Veneto
la cui sequenza comprende tutti i nomi classici dell’enologia centroveneta più
un meno frequente Moscato e tre particolarità: l’autoctono Pinello, il Serprino
che ben si presta a diventare frizzante e il Fior d’Arancio da dessert.
Treviso: terra di radicchio e Prosecco
Coltivato nella fascia di pianura fino al Piave, centrata su Treviso e Castelfranco e percorsa dalle acque di Sile, Zero e Muson (con propaggini topografiche
nel Padovano e nel Veneziano), il radicchio rosso - la cicoria dalla costa bianca
e croccante che allarga la sua foglia nel rosso intenso, diventata bandiera
delle tipicità della Marca - è stato tra i primi ortaggi ad ottenere il riconoscimento europeo IGP. E nei bicchieri trevigiani? Il Prosecco: e basta la parola.
L’ha imparata mezzo mondo e la zona di produzione si è estesa tra Veneto e
Friuli. Ma il sovrano delle bottiglie nordestine è nato qui. Cioè precisamente
tra Valdobbiàdene e Conegliano, la città in cui nacquero nel 1876 la prima
scuola enologica d’Italia e nel 1923 il primo istituto sperimentale per la
viticoltura. Ed è qui che le versione “superiore” dal 2010 si è aggiunta la “g”
della qualità garantita con la quale sfida lo Champagne nei calici dei cinque
continenti. Lontani i tempi della sua indèbita inflazione, il Valdobbiadene Prosecco superiore di Cartizze resta il top dei top nella sua limitata estensione
vitata, appena 106 ettari.
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Belluno: il profumo dei pascoli dei Monti Pallidi
I sapori dei formaggi di malga o di “casèl” del Bellunese fanno corona all’assestata qualità del Piave, prodotto in vari caseifici e in particolare nel più
grande e capillarmente rifornito complesso della zona, quello marchiato Latte
Busche. La collana delle delizie casearie è tale da veder tracciata attraverso
la provincia una Strada dei Formaggi delle Dolomiti Bellunesi che allinea Montasio e Malga Bellunese, Contrìn e Nevegàl, Cesio e Fodòm, Renàz, Casèl e Zumelle; e che
intorno al Grappa fa gustare il Morlacco di vacca burlina e la sua variante
stagionale, il Bastardo. Nelle malghe ladine di Livinallongo la parentela alpina
con le valli altoatesine faceva produrre nel passato il piccolo Zigher bianco e
leggero nelle sue forme a conetto. A Feltre regna lo Schiz, denominato così
dagli schizzi di cagliatura recuperati intorno alle caldiere, perfetto oggi per il
passaggio in padella con un po’ di rosolatura nel burro.
Vicenza: il baccalà e i formaggi di malghe e risorgive
Citiamo subito il “bacalà” alla vicentina, scritto con una C sola come si usa qui;
ricordiamolo arrivato dall’estremo nord europeo, portato dai mercanti veneziani. E ricordiamolo “pipare” in casseruola per ore, tra olio d’oliva e latte intero dopo essere stato appena infarinato, con la cipolla ben affettata e soffritta,
con le sarde sottosale, con il prezzemolo e un po’ di grana. Oltre al baccalà,
sono i formaggi a marcare le tipicità della provincia. Se indiscutibilmente il re
Province
Veneto
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è l’Asiago delle malghe altopianesi, le DeCo sono andate in cerca di produzioni locali di qualità che possono fare da alternativa o almeno da complemento.
E così ecco trovati il formaggio Verlata della latteria Sant’Antonio di Villaverla,
versione dei pressati d’Asiago nobilitata nel nome e nella cura casearia, anche
“imbriagàbile” nella maturazione tra le vinacce di uva “clinto”; il Castelgrotta
che le Latterie Vicentine hanno imparato ad affinare nelle viscere del colle del
Castello di Schio e i caprini di grotta che gli fanno compagnia; il formaggio
di Altissimo, prodotto nel caseificio sociale approvvigionato dagli allevamenti
delle alte valli del Chiampo e dell’Agno.
Verona: l’Amarone sovrano dell’enologia veneta
ll Garda, luogo aureo del paesaggio veronese e calamita del turismo: lungo le
sue rive sopravvive, nei ristoranti migliori, la tradizione del pesce d’acqua dolce,
dal memorabile e raro carpione alle più frequenti trote lacustri che arrivano ai 10
chili, alle piccole àole che sarebbero alborelle ma vuoi mettere chiamarle col loro
nome vernacolare. Sopra la costa del lago, dove i terreni s’increspano sovrastati
dalla mole del monte Baldo - in stagione punteggiato dal verde vivo dei boschi
di castagno che danno i marroni migliori - ecco il vasto bacino dell’ulivo che si
spinge poi fin dentro la provincia, fino a congiungersi ai terreni della Valpolicella,
l’altra importante area dell’olio DOP veronese.
Detto Valpolicella, si deve ovviamente dire vino. Se sul lago e nei suoi dintorni
hanno riempito i bicchieri il bianco Lugana, il Rosso del Garda e il Bardolino - e se
verso nord, sud e ovest campeggiano i Valdadige, il Bianco di Custoza e gli Arcole,
a dipingere la fama delle aziende vitivinicole veronesi sono il Soave in bianco e il
Valpolicella in rosso. Ma il re dell’enologia provinciale è l’Amarone.
Rovigo: la bòndola di maiale al color di vino rosso
La “cultura del maiale” scrive nel rodigino alcune delle sue pagine migliori. Da
cercare tra Adige e Po sono i buoni salami stagionati e soprattutto la “bòndola”,
che nel Polèsine arrotonda le sue forme e si fa “da sugo”. Dalle memorie delle
grandi aie di un tempo arrivano invece le ricette con l’oca: al forno, “in umido”
o eccezionalmente allo spiedo. Ma è l’oca in onto a fare da particolarità assoluta per i tempi odierni, che nulla più sanno dei modi e dei ritmi della cucina
di una volta, quando il ricco pennuto macellato a San Martino (vero e proprio
“maiale dei poveri”) finiva in vaso dentro il suo grasso, conservabile per i mesi
in cui le carni fresche non c’erano più. Bisogna però arrivare tra i rami del Po per
trovare il “magasso”, ricercatissima anitra del Po. Con i fagioli vanno in umido
anche le “fòlaghe”.
A tavola con le Venezie 2015
Friuli Venezia Giulia
I sapori decisi
della frontiera
Il mix enogastronomico del Friuli e della Venezia
Giulia è tra i più vari e complessi in Italia. C’è
una duplice grande cucina di terra: da un lato
quella delle tradizioni padan, dall’altro quella che
incrocia lecampagne slovene con la tradizione
mitteleuropea .E c’è la grande cucina del mare, che
ha una storia bimillenaria di pesca e pescatori. A
benedire il tutto nei bicchieri, ci sono le meraviglie
enologiche prodotte nell’arco collinare che dal
pordenonese arriva al Collio e al Carso.
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Udine: la variegata tipicità di salumi e formaggi
Due tradizioni segnano l’arte norcina udinese in due aree di rinomata qualità: in Carnia e a San Daniele. In altre preparazioni, si può cercare il “crafùt”,
salsicciotto per il quale ad Artegna e Buia si utilizza il fegato del maiale con
l’aggiunta di pane grattugiato, uvetta, mele, scorza di limone e arancia; il “linguâl”, cotechino insaccato con in mezzo la lingua intera del maiale; il “salàm”
di queste confezionato con la carne e il grasso delle costine; o la schulta
“fumât”, spalla disossata e affumicata, parente stretta dello speck, tipica della
valle del But. È il San Daniele che rappresenta il massimo della produzione
friulana. Poi, il morbido prosciutto carnico di Sauris, che si distingue per l’affumicatura che richiede l’uso del solo legno di faggio. Fu Pietro Schneider, un
secolo fa, a iniziare una modesta produzione artigianale di prosciutti, speck
e altri salumi tipici della zona. Un nipote, Giuseppe, nel 1962 fece nascere a
Sauris il prosciuttificio artigianale Wolf, che affianca al prosciutto altre specialità suinicole. Sale ben equilibrato, tempo ben utilizzato e condizioni microclimatiche della montagna sono anche alla base del prosciutto dolce di Carnia,
dove di padre in figlio si tramandano le tecniche norcine del “purcitar”, del
“far su il maiale”. Dal maiale al latte. Il ventaglio dei formaggi udinesi è ampio
e comprende il diffuso Montasio, perfetto per il frico, la preparazione più.
caratteristica del Friuli. Il “formadi frant” rinnova l’antica necessità di riutilizzare
forme mal riuscite per farne un impasto pepato e saporitissimo. Il trattamento
“sot la trape” in Carnia, Val Canale e Canal del Ferro manda formaggi freschi
e caciotte in vasche riempite con mosti d’uva non fermentati, meglio se con
acini rossi a colorare il tutto. Il “cuincìr” carnico viene ricavato dalla ricotta
“conciata” e diventa una crema bianca dall’odore pungente.
Province
Friuli Venezia Giulia
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Pordenone: lugàneghe e marcundele, musét e saùc
La sfilata delle meraviglie ricavate da Re Maiale passa per i paesi di pianura
e per le valli del Pordenonese. Salami e lugàneghe ben si insaccano come
dappertutto, ma poi è un rincorrersi di coppe, lardi insaporiti, pancette stese,
arrotolate e coppate, marcundele che recuperano polmone e frattaglie varie.
Con in aggiunta una specialità nobile, il “filòn de purcel”, e due cibi poveri per
eccellenza, il “musét e il saùc”.
Da cercare - e trovarle non è facile - sono tre leccornie dei tempi andati che
ancora spuntano felicemente sotto i monti pordenonesi. Una è la “brusàula”,
fatta di strisce di carne (ideale di camoscio ma va bene anche di maiale e
manzo) ben conciata e salata prima di essere seccata all’aria di montagna.
L’altra è la pitina - in alcune aree friulane conosciuta anche come “peta o
petùcia” - un insaccato fine che poteva essere di cacciagione e oggi è di
pecora e montone con aggiunta di manzo e lardo, fatto con carni macinate
più volte e conciate in particolare con il finocchio selvatico, prima dell’affumicatura con faggio e ginepro. La terza sono i “pìndulis”, mini-filetti di buona
carne di capra o di pecora, ben sgrassata, ben conciata di sapori e affumicata
con i legni della Val Canale e con rametti di ginepro, rosmarino e alloro.
D’obbligo con i salumi bolliti, e in particolare con il “musét”, è il contorno di
brovada, tipica di tutta la regione fino a sconfinare nelle terre austriache e
slovene. La si prepara in autunno a partire dalle rape bianche a colletto viola
messe in infusione in mastelli di vinacce di uve rosse lasciate inacidire, con
scarti di mosto e acqua a coprire, e con un po’ di aceto se l’acidità vacilla:
uno strato dopo l’altro, vinacce su rape, con con poco sale a completare, e
in un mese e mezzo o due, a seconda della temperatura dell’ambiente, la
fermentazione lattica si completa aggiungendosi a quella acetica della lavorazione dell’uva. La brovada è pronta per essere grattugiata in filamenti grossi
e carnosi, da servire cotti o crudi a contorno delle preparazioni di maiale o da
utilizzare per dare uno spunto in più alle minestre di fagioli e patate.
Gorizia: un menu di confine con finale ai sapori d’Asburgo
Nel Goriziano le preparazioni comuni a tutta l’area giuliana e isontina molto
risentono della gastro-nomia oltreconfinaria. Si servono le corpose minestre
di orzo e di patate; la jota di crauti, fagioli e pancetta; gli gnocchi di pane con il
ripieno di susina o gli zlikrofi modellati a cappelluccio e ripieni di patata e pancetta; i blecs impastati col grano saraceno e conditi con la ricotta affumicata.
Poi ven-gono il gulasch e il prosciutto cotto al forno servito caldo con il cren
(la grattugiata di rafano che ha preso qui il nome slavo diffuso in tutto il Nordest) e delle altre cotture del maiale, spesso conciato e affumicato. Il finale
a base di dolci tipici è decisamente ai sapori della vecchio impero asburgico.
C’è, venuta dalla valle del Natisone e da Cividale del Friuli, la gubana, in cui
l’abbondante pasta lievitata si gonfia a chiudere la spirale della chiocciola
ripiena; c’è la pinza pasquale, impastata secondo la tradizione delle focacce
messe a lievitare nel tempo delle molte uova in pollaio. Ci sono i dolci robusti
A tavola con le Venezie 2015
Friuli Venezia Giulia
con ricco ripieno di frutta secca; gli strucchi di pasta lievitata; il prèstnitz e la
putizza di pasta sfoglia, arrotolati a chiocciolona e spennellati d’uovo prima di
passare al forno. La zona è buona anche per vini dal forte carattere: sparse
tra le doline carsiche, interessanti aziende vitivinicole della DOC più piccola
della Regione producono belle sorprese rappresentate dal Terrano color rubino e, tra i bianchi, dalla Vitovska dal nome sloveno e dall’antica discendenza
autoctona e dalla Malvasia istriana.
Trieste: la cucina “barcolana” e le memorie mitteleuropee
Erede delle cotture “alla barcolana”, quella triestina del pesce è cucina tipicamente leggera: il branzino guarnito viene messo al forno condito con un pesto
di gamberetti, vongole e cozze; il baccalà al sugo è preparato pure al forno con
pomodoro, acciughe e abbondante prezzemolo; le canocie in bùsara tingono
di salsa di pomodoro le cicale di mare con pangrattato, pepe e vino bianco.Da
cercare a Trieste anche la “mòrmora de Miramare”, pescata lungo le scogliere e
il promontorio sovrastati dal castello, e la “pàssera co’ i ovi” che i pescatori cercano d’inverno, quando è ben gonfia di uova. Robusta e rustica è la gastronomia
di terra della provincia triestina. A cominciare dalla sua minestra più tipica: la
jota. Per cuocerla servono crauti, pancetta, fagioli e patate, ma è bene metterci
pure una bracioletta o qualche costina di maiale e magari una salsiccia: tanto
per non risparmiare sull’uso di prodotti tipica-mente centroeuropei. I quali sono
presenti anche nella minestra de bòbici (chicchi di mais cotti con fagioli borlotti,
patate e prosciutto affumicato), nella minestra de bisi spacài fatta cremosa dai
piselli secchi spezzati e nella minestra di orzo e fagioli. Decisamente col timbro
Mitteleuropa vanno in ta-vola anche gli “gnochi de pan” e gli “gnochi de susini”,
questi ultimi buoni come primo e come dessert, con il loro frutto nascosto dentro. Miscela perfetta di tradizioni di terra e di mare è la rara calandraca: la ricetta
antica la vuole fatta con la carne salata, prima bollita e poi passata “in tecia”
come un gulasch ungherese. Tutto continentale è anche l’utilizzo dei “capuzi”,
i crauti consumati in versione particolarmente agra.affumicato), nella minestra
de bisi spacài fatta cremosa dai piselli secchi spezzati e nella minestra di
orzo e fagioli.
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Province
Istria e Slovenia
Le prelibatezze
a scavalco degli
antichi confini
Il Cafè de la Sposa ,
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arriva a casa tua!
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Un alone di mistero circonda l’ideazione
dell’ormai mitico Cafè de la Sposa ....
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Ninetta, forse una bella nobildonna veneziana,
sta per sposarsi: la mattina del matrimonio
si sente svenire. “Niente paura” le dice
la mamma “ieri sono andata da Camillo,
il tostatore di Venezia, e mi ha dato una
miscela di caffè fatta apposta per te”.
La ragazza assaggiando il caffè si sente rinata.
La sposa ha preso la forza del caffè e
il caffè ha preso la dolcezza della sposa.
Ecco il motivo per cui si chiama
Il Cafè de la Sposa
é una miscela di 8 qualità
delle migliori arabiche prodotte al mondo.
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Di là dalle linee di separazione degli Stati - che non sono mai state veramente tali nella storia degli scambi di prelibatezze da imbandire nei piatti e nei
bicchieri - le terre oggi amministrate da Lubiana e da Zagabria condividono
un ben rintracciabile passato (e un eloquente presente) di vicinanza ai
fornelli con le terre giuliane di Gorizia e Trieste, oltre che con il Veneto della
Serenissima Repubblica di Venezia, l’antica Dominante dei porti alto-adriatici.
È perciò facile, seduti a una bella tavola d’oltreconfine, rintracciare analogie e
somiglianze italo-slave che invogliano a provare e riprovare le molte prelibatezze a scavalco dei confini; e a valorizzare con i buoni vini - diventati ottimi
con i recenti affinamenti della tecnica enologica - che sono parenti strettissimi
di quelli delle colline intorno all’Isonzo udinese e goriziano.
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Carso sloveno e Istria croata: lo star bene a tavola transnazionale
Le terre di Slovenia, dalle Alpi Giulie al Carso e quelle della Croazia istrianodalmata, proiettate sull’Adriatico, sono dunque punti di confluenza delle
tradizioni culinarie slave del sud e delle innovazioni arrivate dalla Mitteleuropa
che un secolo fa ballava al ritmo dei walzer viennesi, e - in qualche caso
particolarmente ghiotto, il gulasch in primis - anche delle suggestioni dell’Ungheria, porzione magiara dell’Impero asburgico che ebbe Fiume come suo
porto. Ma naturalmente le coste bi-nazionali dell’Istria sono pure il luogo
di incontro con la tradizione ittico-culinaria - non solo veneta ma di tutto il
Centro-Nord italiano - che unifica le sponde dell’Adriatico. Le tipicità del territorio che guarda verso i monti boscosi della Slovenia e quelle dell’entroterra
scabro e del verde litorale dell’Istria croata sono un test che perfettamente
dimostra la transnazionalità e la similarità dello stare bene a tavola, quando si
hanno a disposizione gli stessi buoni ingredienti.Fuori dalle contemporanee
interpretazioni eleganti e raffinate che si stanno sempre più affermando con
successo - con interessanti esiti nei menù dei migliori cuochi sloveni e croati - ci sono quindi da cercare, per guardare alla tradizione storica, le zuppe
belle dense e arricchite con carni affumicate, la grande cacciagione, le patate
in mille maniere e le torte elaborate anche quando popolari. Oppure i pesci
appena pescati e messi in “brodeto” o passati alla griglia e i crostacei dal
perfetto sapore accompagnati dalle verdure degli orti con vista-mare.
Province
Istria e Slovenia
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Un menù bilingue per riconoscere le contaminazioni positive
Strazade col sugo de galo, cioè maltagliati di pasta al ragù di pollastro. Sopa
de pantalene dove le patelle cuocevano per il magro pasto dei pescatori,
che il meglio del mare lo vendevano nei mercati. Risotto pilao arrivato per
le vie dei commerci dal quasi omonimo pilaw turco. Sarma coi capuzi che
involtolano nella verza il maiale macinato e gli aromi arrivati dai Balcani,
mantenendo un nome che - passando da una lingua all’altra - arriva quasi
uguale fino in Romania e Bulgaria, attraversa l’Anatolia turca e si ritrova fino
al Caucaso. Polenta nera di buona carne suina, sangue raccolto alla macellazione e interiora. Ghibanizza farcita di meraviglie dolci, la stessa leccornia che
si chiama prekmurska gibanica delle pasticcerie slovene.
Ecco appena pochi nomi dai menù popolari veneto-istriani: bastano per
confermare l’effetto-crocevia della penisola posta tra il Golfo di Trieste e le
prime isole della Dalmazia (ma lo stesso si potrebbe dire per le vicine zone
confinarie del Carso o per la fascia italo-slovena lungo le Alpi Giulie) dove le
ricette confondono la loro identità etnica e dove i dialetti italici si mescolavano con le lingue slave tra i profumi delle cucine. E dove per secoli le portate
hanno avuto una dizione bilingue reciprocamente suggerita: gnochi-njoki e
parsuto-pršut (quello carsolino è il migliore prosciutto di confine) oppure
potica-putizza e struklji-strucoli (ossia gli strudel - perché nel farsi dei nomi
c’entra anche il tedesco - bolliti dentro un canovaccio, salati oppure dolci).
Le sorprese nei bicchieri: vitigni autoctoni e nobiltà francese
Mentre verso i confini del Collio sono i bianchi corposi a contare (Riesling,
Pinot bianco e grigio), nella parte di Slovenia più prossima al mare, il Primorje, tra i rossi primeggia il Terrano, prodotto con uve Refosco provenienti
da vitigni dell’altipiano carsico. Per il fine pasto, poi, ecco i due bianchi nei cui
nomi ritorna il “bilinguismo”: il Pikolìt dalla produzione assai ridotta, come in
Friuli, e la Rebula cugina della Ribolla bianca. Nei bicchieri la Malvasia Istriana
è il bianco autoctono più apprezzato nella zona settentrionale del litorale e
nell’Istria, dove la vite arrivò, secondo tradizione, portata dai coloni mandati
dall’imperatore Marco Aurelio nel II secolo; mentre il Pinot grigio - erede e
interprete dei grandi vitigni francesi che hanno fatto grande l’enologia europea - è diventato il vino più popolare di tutta la Croazia. Tra i rossi - insieme
con la Hrvatica che ha di per sé un nome geografico Doc che significa
Croata - è il Terrano a marcare la tipicità enologica della zona, già citato in
documenti di seicento anni fa. Ma l’Istria ha anche un suo Refosco autoctono e un Borgonja, anch’esso dall’evidente provenienza francese ma fattosi
vitigno locale. Per i dessert si stappano il Moscato di Momiano, anch’esso
autoctono, oppure il Moscato rosso di Parenzo.
A tavola con le Venezie 2015
Istria e Slovenia
Le osmizze slovene che ricordano l’Impero
Una curiosità dell’enogastronomia slovena sono le osmizze che aprono sul
Carso, gemelle di quelle triestine e goriziane. Si tratta delle aziende agricole
che proseguono l’antica tradizione della libera vendita del vino di loro produzione, un tempo concessa una volta per stagione vinicola, da domenica
a domenica, dall’Imperial-Regio governo d’Austria-Ungheria. Il loro nome
deriva da “osem” che in sloveno significa “otto”: fu nel 1784 che l’imperatore
Giuseppe II consentì ai contadini viticoltori di aprire la mescita, per appunto
otto giorni consecutivi all’anno, sotto il segno della frasca, accompagnando i
bianchi e i rossi con i formaggi ovini e caprini, con i salumi e con il pregiato
prosciutto del Carso. Quattro Strade del Vino percorrono le altrettante zone
vinicole dell’area slovena più prossima all’Italia, quelle dei monti Brda (Goriška
Brda), della Valle della Vipava (Vipavska Dolina), del Carso sloveno (Kras) e
di Capodistria (Koper).
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L’uso della pasta, particolarità istriana
A conferma della vicinanza gastronomico-culturale al Nord Est italiano, una
della più evidenti caratteristiche della cucina istriana è l’uso della pasta.
La si può gustare in vari modi e sempre con varie salse. Si usano preparare i
ravioli, le posùtice (alquanto spesse e di forma romboidale, meglio se impastate con gli spinaci o le erbe di campo), i fusi ed i maccheroni conditi con
ragù di carne o selvaggina, con verdure stagionali o funghi oppure anche con
un battuto di lumache in tegame. La pasta viene calata anche nelle saporite
e nutrienti zuppe di campagna, spesso rinforzate con carne affumicata nelle
versioni variabili da paese a paese. Per tutte è d’obbligo il condimento con
un pesto di pancetta, aglio, rosmarino e prezzemolo. Tra gli ingredienti che le
caratterizzano, oltre agli scontati fagioli e alle verze: il mais fresco, il finocchio
selvatico, i ceci.
Province
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DIRETTORE
“A TAVOLA
CON LE VENEZIE 2015”
Luigi Costa
Hanno collaborato
alle recensioni
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Antonio Di Lorenzo
Gianpaolo Giacobbo
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ai testi
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GRAFICA A CURA DI
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