Sintesi relazione G Brundu - Area marina protetta di Tavolara

Sintesi relazione G Brundu (Dipartimento di Agraria, UNISS)
Il quadro normativo internazionale in materia di specie esotiche (invasive) è recentemente
mutato in seguito all’emanazione del Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire
l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive (Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea, 04 novembre 2014, L317, pagina 35 e segg.) che entrerà in vigore dal primo gennaio
2015.
Ad ogni modo, la gestione delle problematiche legate alla presenza di specie esotiche invasive
(sia piante che animali) non può essere affrontata esclusivamente con norme obbligatorie, in
quanto sono necessari anche interventi di educazione ambientale, il coinvolgimento delle
comunità locali e dei portatori di interesse (stakeholders), l’applicazione di buone pratiche.
Con riferimento a questo ultimo aspetto, uno dei principali riferimenti è rappresentato dalla
versione italiana del “Code of conduct on horticulture and invasive alien plants” (Heywood
& Brunel 2011, Council of Europe Publishing, www.coe.in/Biodiversity). Tale traduzione
Italiana è stata realizzata nel 2013 grazie al finanziamento del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del Mare (Direzione per la Protezione della Natura e del Mare). La
traduzione integrale del codice ha costituito l’avvio del processo nazionale di applicazione
delle norme di comportamento che possono mitigare i rischi legati alla presenza in ambienti
naturali di specie ornamentali con caratteri di invasività sfuggite alla coltivazione
(EPPO/Council of Europe Recommendation on the drafting and implementation of
national Codes of conduct on horticulture and invasive alien plants) od introdotte in
ambienti non adeguati. L’importanza del codice è stata sottolineata dalla Raccomandazione
n. 134 (2008) del comitato permanente della convezione di Berna e dalla pubblicazione dello
standard fitosanitario EPPO PM 3/74 [EPPO guidelines on the development of a Code of
conduct on horticulture and invasive alien plants - EPPO Bulletin 39(3), pp 263–266, 2009].
da questo punto di vista il codice rappresenta, quindi, anche uno strumento di soft law in
considerazione delle ratifiche da parte dell’Italia delle convezioni di Berna, EPPO, IPPC
(International Plant Protection Convention) che ben si integra come misura volontaria con le
obbligazioni che deriveranno dall’applicazione del Reg. EU n. 1143/2014. Altro importante
riferimento è il codice “European Code of Conduct for Botanic Gardens on Invasive Alien
Species” (Heywood & Sharrock 2013) che seppure riferito agli Orti Botanici, contiene una
serie di buone pratiche volontarie che sarebbe auspicabile fossero applicate anche ai giardini
di proprietà privata e, in particolare, all’interno delle aree protette. L’importanza di questo
secondo codice è stata sottolineata dalla Raccomandazione n. 160 (2012) del comitato
permanente della convezione di Berna. Tali codici sono comunque, fondamentalmente,
strumenti volontari indirizzati a tutti coloro che hanno a che fare con il “verde ornamentale”,
sia nel settore pubblico che privato. Sono anche strumenti di sensibilizzazione che
accrescono la conoscenza sul problema delle invasioni biologiche e sui possibili rischi.