CURRICULUM VITAE Prof. Paolo Boccotti Ordinario di Costruzioni

PARLA L ' EX PRES I DENTE
CONS I GLIO
i CULTURAL I E PAESAGGIST I C I
SETTIS: «NON ESISTONO DISASTRI
IMPREVEDIBILI, MA GOVERNI MIOPI»
«In Liguria serve un piano di prevenzione per il rischio idrogeologico»
.ALESSANDRA
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . COSTANTE
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NON ESISTONO disastri imprevedibili e non esistono le "bombe d'acqua".
I segni premonitori sono nel paesaggio
deturpato, nella mancanza di piani di
recupero ambientale, nel braccio di
ferro di istituzioni che cercano di scaricare le proprie responsabilità per la
gestione del territorio. «Deplorevole»,
dice Salvatore Settis, archeologo, ex direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, docente di Storia dell'Arte e
di archeologia classica, ex presidente
del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici presso il ministero dei Beni Culturali, incarico dal quale
si dimise in aperta polemica con l'allora ministro Bondi.
La Liguria passa da un disastro
idrogeologico all'altro. Era possibile prevedere che si verificassero?
«Era ed è prevedibile. Le bombe
d'acqua non c'entrano. Tra il 1985 e il
2011 ci sono stati 970 morti per catastrofi ambientali; non ho cifre più aggiornate, ma penso che ormai siamo oltre il migliaio di vite umane. In Italia ci
sono mezzo milione di frane in continuo movimento e il 7% del territorio è a
rischio. Sarebbe stata necessaria una
mappatura del rischio e un piano di
manutenzione del territorio, ma nulla
di questo è stato fatto. L'Associazione
nazionale costruttori ha calcolato che
per mettere in sicurezza l'Italia ci vorrebbero 1 miliardo e 200 milioni all'anno per 20 anni, azione che oltretutto
porterebbe molti posti di lavoro. Invece lo Sblocca Italia ha messo a bilancio
110 milioni di euro per il dissesto ambientale e 3,9 miliardi per le nuove
grandi opere che peggioreranno una
situazione già compromessa».
Dunque c'è anche responsabilità
del governo?
«Tutti i governi che si sono succeduti
sono stati miopie questo non è diverso.
Tra le opere previste dallo Sblocca Ita-
lia, ad esempio, c'è anche l'inutile autostrada Orte-Mestre. Le imprese che la
costruiranno avranno un beneficio fiscale di 2 miliardi di euro. Ora chiedo:
perché non farle pagare e destinare
quei soldi alla manutenzione del territorio? Questo è un caso molto evidente
di come ragionano i governi in Italia, di
qual'è la gerarchia delle priorità di questo governo che non si discosta da quelli di centrodestra: prima vengono le
aziende che costruiscono e ottengono
benefici fiscali».
In Liguria l'alluvione ha portato
le polemiche. La Regione dice che
questa è una catastrofe che va trattata come un terremoto , mentre la
protezione civile replica che la Regione deve ripensare alla gestione
degli ultimi 30 anni. Chi ha ragione?
«Penso che ilbraccio di ferro tra Stato e Regione altro non sia che un effetto
PRIORITÀ
SBAGLIATE
Per questo esecutivo,
come per quelli
di centrodestra, prima
di tutto vengono
le grandi opere
SALVATORE SETTIS
docente della Scuola Normale di Pisa
dei continui tagli ai trasferimenti e dello Stato di emergenza provocato dal
patto di stabilità che impedisce di investire sul territorio. È deplorevole che i
poteri pubblici cerchino di scaricare le
proprie responsabilità invece di collaborare».
Mettere in sicurezza il territorio
costa molta, le Regioni da sole non
riescono.
«Le opere di prevenzione una parte
sono a carico loro, ma ad un'altra parte
certamente deve provvedere lo Stato.
Come si fa a dire che mettere in sicurezza il bacino del Magra o il lago di
Garda tocchi solo alle Regioni? Fino a
prova contraria esiste ancora uno Stato
che deve anche avere potere di raccordo. Mi consta che l'Italia esista ancora,
no? D'altro canto le Regioni sono nate
male, tardi e crescendo non si stano occupando bene del loro territorio. Le
manchevolezze esistono da entrambe
le parti e ciò che continua a mancare è
una regia sulla prevenzione».
Che consiglio si sente di dare alla
Regione Liguria perché si possa
correre ai ripari?
«Una regione come la Liguria, fortemente indiziata per il rischio che corre
ogni volta che piove, dovrebbe avere
un piano di salvaguardia e di recupero
delle zone a rischio idrogeologico».
La prevenzione costa, lo ha detto
lei, e i soldi non ci sono.
«Predisporre un piano di questo tipo
non significa avere i soldi per realizzare
le opere necessarie. Ma con un piano di
prevenzione si può formare l'opinione
pubblica e cominciare a fare pressione.
E unpo' come perla salute personale: al
primo raffreddore andiamo dal medico. Per l'ambiente è la stessa cosa: prevenire è meglio che curare. Lagnarsi a
tragedia accaduta non serve a molto».
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