locandina concerto di primavera 2015 - 26 marzo

ROBERTO NALD1 , RESPONSABILE EUROPA DI EURNEKIAN SVELA 1 PIANI
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Aeroportí, uíuca societa entro ranno
Corporacion America: noi vogliamo sia Firenze sia Pisa e basta rivalità
Il responsabile di Corporacion
America Roberto Naldi svela
piani e retroscena sull'operazione che sta sconvolgendo
l'assetto del sistema aeroportuale toscano. Conferma che
l'obiettivo della società del ma-
gnate Eurnekian è conquistare
la maggioranza azionaria nei
due aeroporti e creare un'unica società entro l'anno. Naldi
rassicura che si metterà fine a
qualsiasi rivalità in quanto
l'obiettivo è far crescere en-
trambi gli scali e non travasare
viaggiatori dall'uno all'altro.
«Quello toscano dovrà essere
il terzo in Italia e intanto Pisa
può arrivare presto a sei milioni di passeggeri l'anno».
ì,i• :WAS 'NN/////////////////Da
Roberto Naldi , responsabile Europa di Eurnekian
TOCCAFONDIAPAGINA3
di Paolo Toccafondi
1 PISA
A passo di carica e senza indu-
gi verso la conquista della maggioranza degli aeroporti di Firenze e Pisa per farne un'unica
società con un'unica testa. E
con un impegno assoluto: non
mettere i due scali in concorrenza tra loro. Hanno le idee
chiare i nuovi padroni dei cieli
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per travasar..,.
in Toscana. Roberto Naldi, re-
sponsabile per l'Europa di Corporacion America, la multinazionale del magnate argentino
Eduardo Eurnekian, è a Pisa
per cominciare a lavorare, insieme all'ad di Sat Gina Giani,
su l futuro d e l G alil e i . C osì racconta le prossime mosse e i
retroscena di un'operazione
che ha rivoluzionato in pochi
giorni lo scenario del sistema
aeroportuale toscano, gonfio
di polemiche.
Contenti fin qui dell ' affare
Firenze-Pisa?
«Siamo molto soddisfatti».
Pisa vede l'allungamento
della pista fiorentina come
una dichiarazione di guerra
al Galilei. Con voi cambierà
qualcosa?
«E ovvio. Investiamo per valorizzare i due aeroporti in un
sistema integrato, quindi non
ci sarà alcuna crescita a discapito di uno dei due aeroporti.
Non siamo qui per travasare
passeggeri da un aeroporto ali'
altro. Dobbiamo crescere insieme. L'obiettivo da raggiungere sono 10-11 milioni di passeggeri. Pisa ha una sua potenzialità di 7,5-8 milioni indicata
nel masterplan e a quella punteremo. Intanto può arrivare a
6 milioni, nei prossimi cinque
anni. Poi bisogna far crescere
Firenze. Partiamo per essere il
4' polo aeroportuale d'Italia e
vogliamo diventare ila'».
Per far crescere Firenze,
serve la nuova pista? Di 2.000
0 2.400 metri?
«Che sia necessaria una nuova pista, non ci sono dubbi.
Ma non c'è fretta, né bisogno
di polemiche. Vedremo se sarà
di 2.000 o di 2.400 metri. Occorre stemperare i toni, non
servono le guerre di campanile. Tra l'altro a Firenze l'intervento è nell'ordine dei 200 milioni e gran parte della cifra riguarda opere ambientali che
non possono essere chieste al
privato. Serviranno investimenti pubblici consistenti».
A chi contenderete i passeggeri?
«Dobbiamo sottrarre traffico a Roma e soprattutto a Bologna, utilizzando anche i colle-
do Ark
asceggeri
Pisa e Firenze cresra oinsieme
Entro fine anno la fusione tra i due scali
gamenti ferroviari. Che vanno
intesi Bologna-Firenze, non Firenze-Bologna...».
gio si potranno tirare le reti».
Su Pisa vi fermerete al 51 %®
«Puntiamo al 51%, ma po-
Come procederete nell'integrazione? Che tempi vi siete
dati?
«Vogliamo integrare i due aeroporti entro il 2014, con una
società unica e un solo amministratore delegato. Puntiamo
al controllo di entrambi perché avere la maggioranza serve
a qualificare la presenza del socio industriale. Solo così potremo garantire ai due gruppi di
soci pubblici che faremo crescere il sistema senza cannibalizzazioni reciproche. Con un
tremmo anche superarlo».
I soci pubblici chiedono un
ruolo di garanzia. Ne avete
parlato?
«Abbiamo incontrato il patto di sindacato e abbiamo illustrato i nostri programmi. Per
La pista
di Firenze
di 2400 metri?
Non c'è fretta
Ma sarebbe un'opera
da 200 milioni,
servirebbero fondi
pubblici consistenti
unico ad e un cda si possono
stabilire le vocazioni dei due
scali».
Il prossimo passo?
«Nei prossimi giorni daremo il via allo studio del piano
di integrazione tra i due aeroporti che ancora mancava e
che sarà affidato agli ad di Adf
e Sat. Finora ognuno seguiva il
suo masterplan. Poi tra 15-20
giorni presenteremo alla Consob l'Offerta pubblica di acquisto per Firenze e Pisa».
Quando sarà chiusa l'Opa?
«La Consob ha i suoi tempi.
Pensiamo che entro fine mag-
legge i soci pubblici dovranno
mantenere almeno il 20%. Noi
siamo aperti alla discussione e
alla collaborazione».
Come vi muoverete su Pisa?
«Qui ci sono programmi già
avviati e che condividiamo: il
potenziamento della pista, il
people mover, l'ampliamento
dell'aerostazione. Daremo il
nostro supporto tecnico e la
nostra consulenza. Poi c'è il
progetto della cittadella aero-
Abbiamo
incontrato
sia Renzi
che Letta ed entrambi
ci hanno dato l'ok
Se ci sono resistenze
vengono dai bar
delle due città...
portuale che riteniamo un asset molto importante. Siamo
abituati a fare investimenti vicino agli aeroporti di tipo immobiliare e alberghiero e in
questo caso siamo interessati
anche come possibili investitori».
Pensate di intervenire sull'
aerostazione di Firenze?
«Il terminal di Peretola non
è bello. E' il risultato di una superfetazione di edifici e certo
non è degno di Firenze, città
d'arte e della moda. Vale la pena pensare a un terminal di
qualità. A noi piace realizzare
aeroporti belli chiamando architetti famosi a progettarli».
Il Galilei svilupperà i voli
internazionali?
«Pisa ha la struttura per farlo
e noi l'aiuteremo. Bisognerà
investire sulla Cina e sull'Estremo Oriente in generale. E poi
gli Usa, la Russia, i Paesi Arabi
e anche il Sudamerica, dove
possiamo stabilire contatti
con i nostri aeroporti. Gli studi
ci dicono che in futuro si viaggerà sempre di più per turismo. Il marchio da vendere è
la Toscana. Pisa e Firenze insieme sono la porta d'ingresso
alla Toscana».
Un passo indietro. Come
siete arrivati a Pisa?
«Contattati dai soci privati
che volevano vendere. Ma un
pensiero su Pisa l'avevamo già
fatto. E fu il governatore Rossi
a spingerci a buttare gli occhi
anche su Firenze. E' stato un
po' più complesso trattare con
F2i di Gamberale che aveva
avuto un anno a disposizione
per promuovere l'integrazione trai due aeroporti, sollecitato appunto da Rossi. In realtà
Gamberale non voleva o non
poteva realizzare il sistema toscano. Diciamola tutta: se non
fossimo intervenuti noi, c'era
all'orizzonte un'alleanza Firenze-Bologna che sarebbe
stata, quella sì, dannosa per Pisa. E alla lunga anche per Firenze. Perché sarebbe stata
Bologna a proporsi come porta d'ingresso alla Toscana».
Un nuovo premier: dal pisano Letta al fiorentino Renzi. E cambiato qualcosa per il
vostro progetto?
«No. Ho sentito lo stesso tipo di attenzione sia da Letta
che da Renzi. Abbiano incontrato Renzi e ci ha detto: benvenuti a realizzare il sistema
toscano. La stessa cosa ci aveva detto Letta. Le resistenze
vengono semmai dai bar di Pisa e di Firenze...».
Potrebbe essere Aeroporti
di Toscana il nome della nuova società che unisce Pisa e Firenze?
«Suona bene...» .
Roherto i`äafdí ieri a Pisa: è il responsahüe Eurr pa €1i Eaarsbekian (t. Muzzí)
Nei prossimi giorni
gli arnmiastratorí delegati
degli scali di Firenze e di Pisa
saranno incaricati di redigere
un progetto diintegraaione
tra i due scali
Subito dopo Eurnekian
presenterà alla Consob
la richiesta perle due Opa
su Adf e Sat
Entro fine maggio è prevista
la chiusura dell'offerta
pubblica di acquisto.
Entro fine anno Sat e Adf
saranno fuse in un'unica
società che si chiamerà
"Aeroporti di Toscana"
0
Fanti, Giani e il progetto dell'interazione, Poi la pisana al vertice della nuova società
Le prossime mosse dei nuovi soci
privati degli aeroporti di Firenze e
Pisa sono già segnate nell 'agenda di
molti personaggi. La prima
scadenzaè imminente ed è la
nomina del nuovo amministratore
delegato di Adf, destinato a
prendere il posto di Mauro Pollio.
Le voci indicano con insistenza il
nome di Vittorio Fanti, ex dirigente
Alitalia di lunga esperienza, attuale
amministratore delegato di
Airgest, la società che gestisce
l'aeroporto di Trapani, l'unico scalo
italiano nelle mani del gruppo
argentino di Eurnekian . Scelta
prevedibile, quindi . Al nuovo ad di
Adf e all 'ad di Sat, Gina Giani,
toccherà subito il compito di stilare
insieme il piano di integrazione tra i
due aeroporti che superi i rispettivi
masterplan.
Ma tra una decina di giorni si
parlerà di nomine anche a Pisa.
Nella prossima riunione del cda,
infatti , dovranno essere riempite le
quattro poltrone rimaste vuote
dopo l 'uscita di scena dei soci
privati che hanno venduto a
Eurnekian . Anche in questo caso
toccherà al gruppo argentino
indicare i quattro consiglieri.
Una volta raggiunta la maggioranza
delle quote sia a Firenze che a Pisa,
la Corporacion America potrà
procedere a integrare i due
aeroporti in un'unica società. A
quel punto ci sarà da decidere a chi
assegnare le due poltrone più
ambite: per quella di ad c'è al
momento un solo nome in pista,
quello della stessa Giani perla
quale Eurnekian e Naldi hanno
sempre avuto parole di elogio.
Salvo sorprese potrebbe essere lei
la guida della nuova società unica,
una scelta all'insegna della
continuità. La presidenza potrebbe
andare invece a un personaggio di
nomina politica, espressione di
garanzia dei soci pubblici.