raccolta di poesie ” 13° premio diana” – 2014

Liceo Classico Statale
“Adolfo Pansini”
Napoli
Associazione “Amici del Pansini”
PREMIO DIANA
Raccolta delle poesie della 13a Edizione
maggio 2014
1
INDICE
PAG.
Io e il mare
Francesca Hasson
VD
3
Il valore della vita
Mariapia Cariota
IV F
4
Così
Chiara Del Giudice
III E
5
Il mio percorso
Gaetano Salemme
IB
6
Solitudine al neon
Giovanni Pezzella
IC
7
IB
8
Condizioni di un presunto artista Mattia De Vincenzo
Onda
Giulia Sodano
VH
9
La primavera in cammino
Marzia Cianflone
IV G
10
Pansineide
Lorenza Miano
III A
11
In questo stesso istante…….
Francesco Ruggiero
II G
13
Perché
Mario Biglietto
II G
14
Prigioniero all’aperto
Mario De Rosa
VB
15
Noi
Caterina Perugino
IV E
17
Impara a vivere
Lorenzo Perrotta
VH
18
Speranza
Caterina D'Ambra
VH
19
Lui
Lorena Liparoti
IG
20
Attanaglia il petto
Isabelle Van Der Vijver
II D
21
La Vita
Marco Sica
IA
22
Tempo di poesia
Eva Luna Tarallo
IF
23
Sospesi
Gianmarco Landi
IA
24
Numeri gemelli
Arianna Cesario
IA
25
La ballata del disoccupato
Francesco Nardo
II E
26
Storia di un Amore eterno
Mariaelena Trombone
III E
27
Il rogo
Corrado Del Gaudio
IV E
28
Titoli di coda
Alessia Muzzico
IG
29
Il lungo viaggio
Roberta Minopoli
IV I
30
Ho vinto un Oscar!
Claudio Varriale
IV F
31
Viaggio nella Notte
Valerio Tuzzi
II C
32
Al di là dello specchio
Giorgia Esposito
VF
33
Un arcobaleno di sentimenti
Giorgio Polverino
IV I
34
Tutto rinasce
Valeria Guerin
VF
35
Il mio comodo letto
Alberto Maria Romani
IV I
36
E’ stato il vento
Viviana Ferrero
VF
37
Ci amammo
Pierluigi D'Amato
III B
38
Domenica mattina
Antonia De Vivo
III B
39
Gioventù
Eleonora Iannone
VF
40
Notturno
Anna Rita Cassiano
IC
41
La determinazione, per me!
Ilaria Esposito
III B
42
In un attimo
Valeria Tranchini
III E
43
Ali bagnate
Sara Valentino
IV F
44
2
Io e il mare
Un mantello blu si è posato,
su di me si è adagiato.
Inaspettato ha avvolto
il mio corpo incantato
Ti ho visto.
Ti ho ammirato.
Ti ho sognato
come un dannato sogna la libertà.
Ti ho desiderato
come un re desidera la sua corona.
Ti ho visto, mi hai intimidita.
Mi hai presa, mi hai trascinata,
ci sono caduta e l’oscurità ho visto.
Nessuna luce, nessun respiro…
Solo un grido e il nuotar oltre l’eterno orizzonte.
FRANCESCA HASSON – V ginnasiale D
3
Il valore della vita
La tua vita diventa speciale
se comincia in una famiglia normale
che ti insegna quei grandi “valori”
che hanno sede soltanto nei cuori.
Alcune famiglie ci provano con successo,
altre pensano che sia solo un eccesso
e i ragazzi, spesso viziati,
non risultano mai motivati,
conoscono il vuoto e la noia
senza mai assaporare la gioia!
Nella droga e nell’alcool ricercano il piacere
pensando che non hanno più nulla da temere.
Piacevoli sensazioni, prati verdi e aiuole fiorite
sono solo le “illusioni” per poco garantite.
Presto le preoccupazioni gigantesche riaffioreranno
e nell’angoscia di colpo ti sprofonderanno.
Era solo una flebile utopia
ed ora solo mosche porterai via!
Ci sono mille desideri da poter realizzare
se il bello della vita vorrai assaporare:
sforzati, inventati e continua a cercare,
guarda in te stesso e prova a cambiare.
E’ dentro di te la forza di affrontare la salita
di questa difficile, ma affascinante, splendida vita!
MARIAPIA CARIOTA – IV ginnasiale F
4
Così
Ami di lei ancora il sorriso,
non hai mai smesso di scoprirlo.
Ami di lei ancora gli occhi fuggitivi,
non hai mai smesso di rincorrerli.
Ami di lei ancora le carezze, non hai mai fermato le sue mani.
La cerchi, ma ha scelto altro da te.
Vuole altri occhi, altre mani, il profumo di un’altra pelle.
Vuole altri baci, altre parole, forse altri silenzi.
La sua bellezza coinvolgerà lo sguardo
poco attento di un distratto.
La sua dolcezza colmerà il vuoto di un’anima sola.
La sua delicatezza sfiorerà la vita di un incompreso.
Così, ami di lei anche che sia sollievo per i distratti,
i soli, gli incompresi.
Così, ami di lei anche questa scelta che ti vanificherà.
Così, ami di lei anche la breve memoria
che ha già ha fatto di te momento.
CHIARA DEL GIUDICE – III liceale E
5
Il mio percorso
Da tempo navigo nel mare dei perché
temendo di approdare nell’isola che non c’è
e tengo stretto il remo ma non so più dove andare,
mentre mi accorgo che non smetto di remare …
L’acqua del mio mare un tempo era calma e piatta,
oggi si contorce come matta.
Sembra un’anima in pena che mi gira intorno
e il suo vortice non mi permette il ritorno …
Allora cerco una logica, una via di uscita
sperando che l’alta marea non mi complichi la vita.
E se il canto delle sirene mi tenterà
memore di Ulisse non mi sorprenderà.
Il guerriero valoroso che sento nascere in me
non soccomberà sotto il peso dei perché.
E troverò le ricercate risposte
là, ove tutte le mie energie son state riposte ….
Nell’impegno che impiego per diventare un uomo,
non temendo più né fulmine né tuono.
Cercherò di imparare dagli antichi le astuzie.
Dai filosofi tutte le arguzie.
Dai fisici e matematici la logica delle cose.
Dai poemi epici le gesta valorose.
Dalle scienze la fonte di vita.
Dall’arte la bellezza infinita.
Dai greci e dai latini la forza della parola.
Dalla lingua straniera che la cultura non è una sola.
E se adesso non mi stanco ancora di remare
è perché ho una certa educazione fisica
che mi insegna a non mollare.
Mentre il senso religioso mi sostiene
quando sento così angosciose le mie pene …
Allora mi dirigo verso la mia isola sicura,
quella che dipinge di speranza la mia via più scura
e passo dopo passo mi affido ciecamente
a quello che è il mio percorso di studente!
GAETANO SALEMME - I liceale B
6
Solitudine al neon
Vita mia sola, come questa stanza.
Pace non è quest’assenza di guerra,
campo non è dove la via si sterra.
Uomo non può esser libero solo
o colomba vuota prendere il volo.
Danza una penna ed insegue se stessa
lungo una strada di carta non spessa.
Danza la vita mia su questo foglio,
danza Amarezza che catturar voglio.
Son solo e non basterà questa traccia
per ridar Sincerità alla mia faccia.
Si spegne la voce in questa preghiera
a un cielo oscuro di Sabato sera.
Farei anche a pugni contro tutti gli dei,
ma in Rancore affogano i muscoli miei.
Mi basterebbe anche una mano amica,
quella che allontanai io stesso in vita.
Son libero perché le mie catene
io le forgiai, ché mai furono aliene.
Schiavo ipocrita di qualche sorriso,
che ogni Fiducia ha da me reciso.
Pazzo, da solo in una stanza bianca,
ove cuore non batte e fiato manca.
Soli non s’è se in assenza di luce,
ma se e quando questa in candor suo tace
e brilla apatica ed indifferente
tal quale agli occhi di un uomo che mente.
Persi sia Dio, che Amor, che Tristezza
rido e compiango mia limitatezza.
Vita mia sola, ritorna a Speranza.
GIOVANNI PEZZELLA – I liceale C
7
Condizioni di un presunto artista
Arranco nel guardare le persone,
divertite dal cambiamento,
la condizione per la quale si crede di sfuggire al passato..
Mi rinchiudo nel mio mondo subalterno
circondato da un'aria stantia,
piena di nulla, e il tutto formato dalla sua pienezza,
che mi culla su una leggera melodia abbagliante..
All'esterno è coperta da una dura membrana,
questa non serve a coprire la sua vera identità
bensì a simulare una nuova entità all'esterno,
senza far trapelare il nulla dato dall'interiorità altrui.
Mi sento un pittore, ho due colori,
bianco e nero,
le persone si rifiutano di darmi le altre tonalità
ma mi impegno, mi astengo dai contorni.. continuo.
Fuori dal bordo, fuori dal foglio, fuori dalla linea della vita,
fino a quando sarò soddisfatto..
Guardando questa come un vecchio in punto di morte.
MATTIA DE VINCENZO – I liceale B
8
Onda
Come un' onda, si ritrae.
Abbassa lo sguardo chiaro, per paura che qualcuno possa leggerci dentro.
Come un'onda, si ritrae,
stringendo le labbra, per paura delle parole che potrebbero scappare via.
Come un'onda, si ritrae,
cercando di sorridere e di avere un atteggiamento rilassato
Come un'onda, si ritrae,
lasciando solo un'ombra di se stessa.
GIULIA SODANO – V ginnasiale H
9
La primavera in cammino
Il grigio avvolge i palazzi,
il vento agita gli alberi lontani
e le piante vicine,
le nuvole oscurano il sorriso delle persone,
la spensieratezza fa posto ai dubbi
ed alla nostalgia.
Piccole gocce di pioggia
lasciano il segno sulla finestra,
ultima tappa del loro lungo viaggio.
Un viaggio tortuoso, ricco di ostacoli,
con un principio ed una fine
ma una fine non troppo definitiva.
Il vetro si appanna,
respiri lenti e pensierosi di un animo incerto
si dissolvono nel silenzio della stanza.
I passerotti sulla terrazza con il loro cinguettio muto,
al di là della finestra chiusa,
trasmettono pace nel cuore.
Ecco che prendono il volo
e volteggiano nell'aria senza pensieri
come se la primavera fosse già arrivata.
Danzano allegramente verso il mare
e su quel blu si nota un frammento di sole farsi forza
e sovrastare la tristezza.
Una brezza leggera, quasi quanto un sospiro,
travolge ogni cosa.
Il mare brilla
così come brillano i cuori di tutti.
La primavera è in cammino
e con essa la gioia di vivere!
MARZIA CIANFLONE - IV ginnasiale G
10
Pansineide
Il gran giorno è ormai arrivato. Dopo l’ansia e l’afflizione,
io farò l’esam di stato, e con questa commissione.
Ecco in fila i commissari, tutti dietro al tavolone:
cosa son, lupi mannari? Un ploton d’esecuzione?
Ah, mi treman le ginocchia, e più niente mi ricordo.
Son ridotta a una marmocchia e le labbra ora mi mordo.
“Signorina, si rilassi, tiriam fuori i contenuti.
Raccomando la sintassi, e non facciamo anacoluti”.
La mia mente si è svuotata, è oramai tabula rasa.
La coscienza si accommiata, dalla nebbia sono invasa.
Poi emerge dal passato (con in meno qualche chilo),
era ormai dimenticato, il primo giorno dell’asilo.
Con il grembiulino bianco, nelle trecce dei nastrini,
la mia mamma era al mio fianco, cinguettavano i bambini.
Fu un periodo assai giocondo, con l’inchiostro fra le mani,
giocavamo a girotondo, a Biancaneve e i sette nani .
Poi passai alle elementari, e la vita fu più dura.
Son spietati gli scolari, ci fu qualche acciaccatura.
Sono tante le vicende che potrei qui raccontare:
ci rubavan le merende, poi cercavan di copiare.
E ci tiravano i capelli, ci toglievano le sedie.
Ah no, questi erano quelli, i compagni delle medie.
Con le penne-cerbottane ci sputavano palline
e facevano mattane come mosche cavalline.
Ecco qua, dopo otto anni, tra le medie e le primarie
senza mai un attaccapanni, tra insegnanti assai bonarie,
approdammo, ormai stanchi, come un branco di pulcini
e sedemmo lì fra i banchi, nelle aule del Pansini.
Cinque anni sembran tanti, visti in prima ginnasiale.
Son passati in pochi istanti, come un lampo, un temporale.
Tra verifiche, versioni, intervalli, temi in classe,
e risate, le equazioni, canti e balli, e le biomasse.
11
Ore e giorni, mesi e anni, sbadigliando ogni mattina,
(qualche volta poi ti affanni coi vapori di creolina),
confortati, sostenuti, incitati e infine spinti
da insegnanti risoluti, e tenaci e assai convinti.
“Signorina, adesso sveglia!, cominciamo con l’esame:
si ricorda i Malavoglia? Me ne può svelar le trame?”
La mia nebbia si è dissolta. Ora parlo, ora carburo.
Questo esame è una svolta che proietta nel futuro.
LORENZA MIANO – III liceale A
12
In questo stesso istante…….
Scura e fredda notte,
mentre scrivo una donna viene riempita di botte
e, piangente e sofferente,
risulta essere più attraente
per l’uomo che solo con la violenza
alla sua sicurezza dà più grandezza.
Colei che soddisfa i piaceri del bruto
giace sul pavimento piangendo,
divincolandosi dall’essere la cui collera sta esplodendo.
Oh tu, Notte, che porti consiglio,
fa sì che tutto questo possa finire con un battere di ciglio.
Eh sì, proprio in questo stesso istante
in cui il maschio si sente un gigante,
in cui la donna ferita
non ha via d’uscita.
Fa’ sì che questa rabbia incontrollata
possa essere finalmente scacciata.
Fa’ che di fronte agli abusi,
possa avere gli occhi socchiusi
per sperare che tutto questo possa finalmente cambiare!
FRANCESCO RUGGIERO - II liceale G
13
Perché
A volte cerco un senso alla mia vita,
Ma non lo trovo e mi struggo.
O intelletto, vienimi in aiuto!
Rio è il mio avvenire?
Esiste un destino?
In questo cosmo
Non mi riconosco, ma
Giammai rinuncerò a cercare una risposta.
Io chi sono?
Un macroscopico granello che
Se non fosse pensante
Talvolta non servirebbe a nulla.
O Psiche, dammi una risposta:
i s ten
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u
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n
o
i
m
c
o
… bah! Non ci è dato saperlo.
MARIO BIGLIETTO - II liceale G
14
Prigioniero all’aperto
Vedo un uomo prigioniero
legato a questa vita
nelle mani le ceneri del suo cuore
lo sguardo verso il cielo con l’animo sereno
Veste catene sporche e pesanti
fragili come il silenzio
una catena di diamante
potrebbe spezzarsi in un singolo istante
Le gambe incatenate al muro
un passo in avanti è un passo in un baratro
ma a cosa serve rimanere fermi o tornare indietro?
Andando avanti i frammenti dei sogni
diventeranno una porta
la chiave sono io.
Catene stringono i ricordi
un viaggio al passato
davanti allo specchio un vecchio amico
gli sorride e volta le spalle
Altre lo legano a questo letto
in una sala operatoria
il chirurgo strappa via il cuore
al suo posto lascia ferri arrugginiti
Altre ancora incatenano ad una clessidra
sprechiamo il nostro tempo
cercando di ingannare il tempo
siamo tutti schiavi del tempo…
granelli di polvere in questa clessidra
Infine catene attorno al cuore
sono amare ma anche dolci
impediscono a volte di sognare
ma i sogni non svaniranno mai
15
Fuoco freddo gela dentro
l’inchiostro anima quello che sento
La vita è una prigione di zucchero
così dolce che non vuoi evadere
MARIO DE ROSA - V ginnasiale B
16
Noi
Io sono la tua luna
e tu sei il mio cielo,
al di fuori di noi tutto cambia,
al di fuori di noi
il sole emana un calore gelido,
al di fuori di noi
il ghiaccio brucia la pelle,
ma non l’anima e i sogni,
perché sei tu a custodire la mia anima,
perché tu sai dove vanno i sogni
e sai sognare.
CATERINA PERUGINO – 4 ginnasiale E
17
Impara a vivere
Le amicizie, gli errori, i rimpianti, gli odi
ingiustificati, poiché essi compongono l’essenza
di te stesso e sono al contempo
concetti cosi astratti e pur cosi concreti.
Vivi e non essere vissuto, dato che tutto
ritorna al principio: di me, di te,di noi tutti rimarrà
tra gioia e sofferenza, lacrime e sorrisi solamente
l’indelebile ed il quesito più importante rimane però
“cosa vuoi che di te rimanga tra le ombre
come la fiaccola più accesa?”
LORENZO PERROTTA – V ginnasiale H
18
Speranza
Persa
portata via dalla corrente.
Brilla nel buio
quando tutto sembra perso.
Torna sempre
come un fiore in mezzo alla neve.
CATERINA D’AMBRA – V ginnasiale H
19
Lui
E’ tornato.
Come pioggia in inverno,
caldo d’estate.
E’ andato col sole,
è tornato con la pioggia:
una tempesta
che tutto
porta via,
ma che disseta
un campo in siccità.
Mia tempesta,
mai
mi farai del bene;
distruggerai ogni mio fiore,
mi ridurrai a nulla;
sarai arcobaleno
per me.
Effimera, ma
arcobaleno sarai.
Effimera, ma
t’amerò. E ora
io sono
Uragano.
LORENA LIPAROTI – I liceale G
20
Attanaglia il petto
Attanaglia il petto
Massacra il respiro
Fredda la schietta esuberanza di chi è
Indicibilmente vivo.
Sola,
Ad ammortizzare il cupo tormento della malinconia.
Scoprirsi energia nella vuota armatura arrugginita
Scorgere la chimera di un martirio riscattato
Scambierei il flusso avventizio delle mie occasioni già perse
Pur di avere quella di morire riarsa tra vampate di candida gioia
Nel sapere te, forte di me
Nostalgia di un momento dalle fuggevoli vanità,
Senza prima esser colto sfuma secco,
Già rimpianto
Amore, benedico le furiose passioni mute
Per l'accattivante ingenuità della propria persuasione
Benedico le languide attese
Il cui ritardatario epilogo non osa porre sfida alla pazienza
che mi scopre
Benedico la devastante sosta mia concessa nei pensieri tuoi
Che con coraggio mi combattono
Armati dei sogni solo tuoi, modi solo tuoi, sguardi e tocchi
Che soavemente vessano la mia stabilità
Che dentro me esistono in un modo che mi annulla.
Ormai patetica nel riscoprire un lineamento
Inciso nel gesto astratto di un dito
Ecco forse perché tutto ha lo stesso sapore, o forse non ce l'ha,
Tutto ha lo stesso odore, o forse non ce l'ha,
Tutto al tatto è della medesima consistenza, nulla.
Beatitudine estatica nell'aspra consapevolezza che
Insopportabilmente troppo per me, tutto è te
ISABELLE VAN DER VIJVER - II liceale D
21
La Vita
Poniti degli obiettivi, raggiungili,
poi alza la posta in palio:
non ci sono limiti, tutto è migliorabile,
tutto può essere tuo.
Sii ambizioso, portati al massimo,
non farti abbattere:
se qualcosa ti vince, alzati, sorridi,
migliora te stesso, finché non la distruggi.
Punta in alto. E sorridi sempre, questa è la vera forza:
guarda negli occhi chi ti sta a cuore,
troverai subito un motivo per andare avanti.
Punta in alto, e, se ci riesci, arrivaci.
MARCO SICA – I liceale A
22
Tempo di poesia
Su nell'aria fluttuano parole,
troppo disordinate per avere un senso,
come nella mia mente, desiderosa di poesia.
Nessuna voce mi guida, la poesia mi abbandona.
Attraverso, ingenua, un mondo
troppo conosciuto di piccoli tormenti.
Aspettando che l'ultimo granello
di una faticosa clessidra cada.
Sperando che la poesia,
che invano cerco,
eviti che essa si ribalti.
In fondo a quel tempo, mentre cado all'indietro,
scorgo infine alle mie spalle la poesia,
diritta, in un mondo ora al rovescio.
Forza per la mia mente
è in segreto sempre stata.
Non è altro che il mio riflesso
sul vetro della clessidra.
EVA LUNA TARALLO – I liceale F
23
Sospesi
dove ti vorrei baciare
il tempo è passato
smarrito nel mare
e senza significato
ove si è liberi di stare
dimentichi del mondo
persi nelle poesie più care
nel bello più profondo
dove la tela e il suo colore
il pittore e suo paesaggio
per celebrare amore
confondono il messaggio
dove il legno geme
e il marmo si sgretola
dove la realtà recede
e l'assurdo è regola
dove è silente il suono
e la vista è vaga
dove il contatto è dono
e il cuore appaga
inutile cercare
chiudiamo gli occhi dunque
basta vorticare
questo posto è ovunque
con te.
GIANMARCO LANDI - I liceale A
24
Numeri gemelli
Pare che in un lontano universo
chiunque respiri
abbia tatuato sul polso un numero diverso.
Più di ogni altra cosa a cui si aspiri
ognuno cerca certamente
un gemello che lo stesso miri,
ma impossibile è veramente
imbattersi in esso
senza che lo abbia deciso la mente
dell'universo stesso.
Daniele sin da piccolo sognava
di incontrare il suo gemello come promesso,
eppure inutilmente cercava
con incredibile ardore
e il destino tardava.
Un giorno di afoso calore,
entrato in una libreria,
abbandonatosi ormai al dolore
della solitudine, si rifugiò senza allegria,
coprendo con una mano l'umore nero,
in un angolo non molto lontano da una scrivania.
Dietro questa vide invero,
quando ormai il tempo gli pareva scaduto,
il gemello che portava fiero
lo stesso numero sul suo braccio rinvenuto.
Occhi scuri,
rosse labbra, viso sconosciuto.
Si parlarono insicuri,
pur riconoscendo che i piani
dell'universo, per quanto duri
e apparentemente insani,
non lasciano nulla al caso,
portando briciole di felicità in modi strani.
ARIANNA CESARIO - I liceale A
25
La ballata del disoccupato
La storia che adesso vi vengo a raccontare
è una storia che, ascoltata, col tempo può far male.
È la storia di Jack operaio di paese
che faceva di tutto per arrivare a fine mese.
Aveva una famiglia, moglie, madre e figlia
per cui lui viveva e a cui tutto donava,
per cui lui lavorava dodici ore al giorno
per poi alla sera tardi stremato far ritorno.
“Amore mi dispiace ma me ne devo andare,
il corso alla mia storia non promette il domani;
allora lascio tutto come un vile traditore
che la sua amata Patria ha colpito nell’onore”.
Pensava al suo destino, a ciò che si aspettava.
Ma ormai disoccupato, qual era la sua strada?
Arrivò vicino al fiume con tanto amaro dentro
e provò a rigettarvi tutto il suo tormento.
Ma un Angelo di Dio piombato su dal cielo
provò a dissuaderlo non riuscendo a trattenerlo.
“Amore, mi dispiace se domattina all’alba
troverai dentro il fiume la mia anima che canta.
Canta perché, stanca di questa vile terra,
ha scelto di morire contro questa guerra.
Se forse mi ripensi, capirai perché
me ne vado via non portandoti con me
Ma io sono forse minore di qualcuno
se non ho il coraggio di essere nessuno”.
La storia che adesso vi sto per raccontare,
non lascia spazio a quelli che restano a guardare.
Ma cerca un cuore forte a cui dedicare
una nuova ballata non solo da ballare.
È la storia di un paese in profonda crisi
che ha tolto dai visi la forma dei sorrisi.
È la storia di gente che il tempo vuol cambiare
ma, delusa, si suicida in diretta nazionale.
FRANCESCO NARDO - II liceale E
26
Storia di un Amore eterno
Abbiamo incrociato i nostri sguardi
e non ho desiderato altro
che la mezzaluna splendente sul tuo viso.
Ci siamo sussurrati parole nell’orecchio.
A volte dolci, come il profumo delle rose di Maggio,
altre fredde, come la violenza delle onde d’inverno.
Abbiamo sognato paesaggi lontani e
immaginato cartoline da spedire.
Ci siamo fatti raccontare storie di amori nostalgici
dalle stelle dei cieli più scuri.
Abbiamo concesso alle onde di accarezzarci,
e sigillato il nostro amore col sale.
Il nostro oceano privato non c’è bastato.
Abbiamo peccato di bramosia.
Le nostre anime volevano intrecciarsi,
non gli bastavano più gli abbracci fuggevoli,
necessitavano d’essere unite indissolubilmente.
Ci siamo fatti trasportare dal calore dello Scirocco
e, danzando tra la sabbia dei deserti,
ci siamo giurati amore eterno.
MARIAELENA TROMBONE - III liceale E
27
Il rogo
Tu fiamma che ardi e che divampi,
che con la tua luce e il tuo calore pervadi i miei pensieri
e illumini i miei attimi,
Tu mio struggente cruccio e mia eterna dannazione,
tu mia ossessiva fissazione,
Perché mi lasci ardere in questo rogo di irrefrenabile passione
e di nefasto dubbio?
Perché mi rinchiudi in questa nube così violenta
e ottundente confusione?
Perché non puoi semplicemente amarmi
e porre fine alla mia agonia?
perché non puoi semplicemente essere mia?
CORRADO DEL GAUDIO – IV ginnasiale E
28
Titoli di coda
Sarebbe stato così,
Così ti avrei sempre ricordata,
Accesa, viva.
Non avrei mai più usato condizionali
Mentre il giorno crollava
E non sapevamo che fare
Piccole e goffe
Camminavamo contemporaneamente.
Sarebbe stato così!
Così ti avrei sempre ricordato!
In volo sui tuoi pensieri!
Non avrei mai più voluto tempo da ingannare
Sedute lì,
Soltanto vive
Con le nostre parole inventate
E inconsistenti.
Sarebbe stato così?
Così ti avrei sempre ricordato?
Stonata, Spezzata, Sprezzante?
Non avrei mai più voluto il tuo bene.
Ti ho visto cieca
Lasciare sicuro dietro di te
Una scia di sangue.
Sarebbe stato così.
Così ti avrei sempre ricordata.
Colorata, Curiosa
Non avrei mai più voluto guardarti
Ma dall'alto del mio cielo
Ero io a soffiarti colore.
Non ti facevo nemmeno il solletico.
Fisso negli occhi il ritratto morto,
Seduto nel cuore il nome tagliente,
Stretta fra le mani
La Nebbia.
ALESSIA MUZZICO – I liceale G
29
Il lungo viaggio
E’ sempre presto per il lungo viaggio,
il viaggio infinito,
il viaggio verso l’eternità,
il viaggio verso il nulla,
o forse verso il tutto.
Noi che siamo qui,
non siamo fortunati,
ma solo incoscienti.
Ci manca tanto, poco, non lo si sa,
si sa solo che arriverà.
Proprio come è successo a te,
così all’improvviso,
tra un caffè e un sorriso.
Che tu possa volare con le tue lucide ali,
che tu possa diventare acqua, fuoco, sole, terra, vento.
Che la luce ti avvolga,
che ti stringa con le sue calorose braccia.
Che tu possa fare lunghe passeggiate tra le stelle.
Che tu possa ridere, gioire, essere viva,
viva come non mai.
Perchè tu possa essere viva nella morte.
Che tu possa essere felice...
Quello che io non sono,
durante la tua assenza.
ROBERTA MINOPOLI - IV ginnasiale I
30
Ho vinto un Oscar!
Per Natale un bel regalo mi è arrivato,
una cosa che per tanto tempo ho desiderato
non me lo sarei davvero immaginato:
un bell'Oscar mi è stato consegnato!
No! Cosa avete capito?
Non il trofeo dagli attori tanto ambito
ma un premio da me assai più gradito!
A cosa servirebbe una statuina assai preziosa
se poi per me non è una gran cosa?
Il mio Oscar non è freddo e luccicante
ma tenero e accogliente,
non resta fermo imbalsamato
ma corre di qua e di là a perdifiato!
Il suo sguardo non è fisso e inespressivo
ma dolce, complice ed anche comprensivo...
capisce se son triste, allegro o un po' arrabbiato
ma basta che lo guardi e sono rallegrato!
Scodinzola felice quando son rincasato,
abbaia saltellando il suo “bentornato”!
Non vale un patrimonio,
questo di certo è vero...
ma se lo stringo forte
per me è il mondo intero!
CLAUDIO VARRIALE - IV ginnasiale F
31
Viaggio nella Notte
Strade deserte e giochi di luci dai balconi,
l’aria che si muove cercando la pace,
un vecchio su una panca oppresso dai fantasmi
di una vita spesa a soddisfare donne di cui neanche i nomi
ricorda, ma bene invece i volti dallo sguardo fugace,
cerca di dimenticar le sere passate tra la passione e gli orgasmi.
Un gatto dal pelo d’oro attraversa la strada dimenticata,
senza curarsi del vecchio sulla panchina dall’aria un po’ stanca,
insegue il suo misero destino
tra un vicolo buio ed una piazza illuminata,
ammira in silenzio il paesaggio; una luce di stella che arranca.
Il lampione, tenero fuoco che debole s’illumina e si tronca,
è lo specchio del mio volubile umore in una notte senza stelle,
prima di vorace passione si accende,
poi di dolore mero si affievolisce;
mesti son gli occhi di chi al posto del cuore ha una conca,
da riempire di ricordi d’aperti campi ed opprimenti celle,
l’anima senza amore perde la vita,
come il fiore senza acqua appassisce.
Esitante è la voce dell’uomo che troppo ho visto
ma che troppo poco ha ascoltato, assuefatto dal silenzio funesto:
mai ha assaggiato le dolci pietanze della caotica Notte
di una città morta tra paura ed un incubo misto
alla memoria di un momento di gloria tanto grande quanto lesto;
sapori metallici di violini scordati e di chitarre rotte.
VALERIO TUZZI – II liceale C
32
Al di là dello specchio
La sua immagine mi fa rabbrividire.
La sua figura inconfondibile,
mi suscita tanto timore.
Il suo viso scarno,
consumato dalle lacrime,
e triste,
bianco come le pagine di un libro vuoto.
Tutto di lei mi suscita timore, paura, odio, rabbia.
Eccola lì, al di là dello specchio.
L'ira l'assale,
ma poi si placa.
Si guarda intorno e vede il vuoto, il buio, il nulla.
Sta per cadere,
guarda dietro, ma nessuno la sorregge.
E' caduta.
Lei è forte, si rialza, cammina,
e cade di nuovo, come se ostacoli invisibili le bloccassero il cammino.
Lì, al di là dello specchio,
quella ragazza.
-Sono io! Sono io! – urla.
-Sono qui! Sono qui! – chiama.Nessuno la ascolta.
Nessuno può aiutare quella piccola ragazza al di là dello specchio.
Adesso lei è sola, fragile, piccola.
La ragazza nello specchio,
me.
Adesso sono sola.
Nessuno mi aiuta.
Ci provano, ma nessuno ci riesce.
Nessuno può aiutarmi.
Nessuno può aiutare quella piccola ragazza,
intrappolata, al di là dello specchio.
GIORGIA ESPOSITO – V ginnasiale F
33
Un arcobaleno di sentimenti
Che cosa sarà mai un arcobaleno?
Gli scienziati dicono che
sia un fenomeno ottico e
meteorologico, altri dicono in
parole più povere che è
la mescolanza tra la pioggia e il sole.
Io invece quando guardo l’arcobaleno
penso a cosa possa significare ogni
singolo colore; il rosso simboleggia
il sangue versato dagli uomini nelle guerre e
che tuttora altri versano. L’arancione,
come l’alba, rappresenta la fiducia,
che è un elemento fondamentale nella
vita. Il giallo, come il sole, simboleggia
l’energia di cui ognuno ha bisogno
nei momenti di difficoltà.
Il verde, come i prati, è il simbolo
della speranza di cui tutti
abbiamo bisogno in questo
mondo crudele, dove possiamo
solo sperare in un futuro migliore.
Il blu delle notti stellate e del mare
rappresenta la tranquillità che ci
serve per calmarci nei momenti di
esasperazione, come il poeta Foscolo.
Infine ci sono il bianco e il nero;
il bianco come le cime innevate
simboleggia l’inizio di una vita,
invece il nero, simbolo di morte,
simboleggia appunto la fine.
GIORGIO POLVERINO - IV ginnasiale I
34
Tutto rinasce
Tutto rinasce,
proprio quando sembra che tutto finisca.
Cerco il tuo volto dietro i cancelli,
ma ormai tutto sembra grigio.
Sono sola.
La casa non è più la stessa;
le luci sembrano essere più tetre,
le tende si afflosciano,
come a voler sottolineare la tua mancanza.
Ti ho amato,
quanto ti ho amato.
Ma poi un giorno,
in quella stanza d’ospedale,
quelle parole mi lacerarono il petto.
“Non ce l’ha fatta.”
Ed ora, più che mai,
mi manchi.
Ma ti ritrovo,
nel fondo del cuore, ti ritrovo.
Tutto rinasce,
proprio quando sembra che tutto finisca.
VALERIA GUERIN – V ginnasiale F
35
Il mio comodo letto
Mi sveglio ogni mattina tra le sue morbide lenzuola,
Mi avvolge per far sì che io non vada a scuola.
Se sono stanco e non in giornata
Lui, senza pensarci su due volte, mi pone la testata
E fa sì che la mia testa si svegli riposata.
Insieme ad un morbido materasso
Fa sì che io dorma come un sasso.
Sembra una madre con il proprio figlio
Che con le sue dolci carezze mi avvolge in un’atmosfera fatale
Come se mi volesse far digerire il cenone di Natale.
In questo istante i miei pensieri e le mie preoccupazioni
Si trasformano in sogni e non in incubi o tensioni
Perché nella vita, come mi ha insegnato il mio comodo letto,
Si casca e ci si rialza.
Ecco perché a volte cerca di non farmi alzare,
Solo per evitare di cascare e farmi male.
ALBERTO MARIA ROMANI - IV ginnasiale I
36
E’ stato il vento
Vidi una bambina con il mare intorno
costruire centinaia di castelli di sabbia
con le mani affondate nell’acqua
e gli occhi pieni di sole.
Vidi una bambina con il mare intorno
far nascere tra le sue dita storie di naufraghi,
sirene e canti di pirati
e il vento le raccontava
con le onde ad ascoltare.
Vidi una bambina con il mare intorno
distruggere i suoi piccoli castelli di sabbia.
La vidi correre,
facendo ballare le risate sulle note
dei suoi passi.
Ma le storie c’erano ancora,
e il vento le avrebbe sempre raccontate
con le onde ad ascoltare.
VIVIANA FERRERO – V ginnasiale F
37
Ci amammo
“Ci rivelammo segreti irrivelabili;
dimenticammo dolori indimenticabili.
Nel buio della notte che accarezzava i nostri cuori
sanammo ferite insanabili;
provammo emozioni inspiegabili e toccammo stelle irraggiungibili.
Come un fiore che sboccia nel deserto,
il nostro amore era nato e il tempo ci parve smisurato.
Fu all'inizio della fine che ci amammo; ci amammo come si ama la luce
dopo che si é conosciuto l'eterno buio.
Ci amammo come chi ama la pace durante la guerra.
Ci amammo, e tanto bastò per divenire inguaribili amanti.”
PIERLUIGI D'AMATO - III liceale B
38
Domenica mattina
La mia casa è troppo grande
e silenziosa per me sola.
E’ un faccia a faccia quotidiano
con il mio affanno e i miei passi stanchi.
E la frenesia della vita passata
mi fa il verso nei ricordi.
Sento a un certo punto della mattina
musica allegra che viene dalla strada.
Esco sul balcone.
Il gran sole mi costringe
a coprirmi gli occhi con la mano.
C’è tanta gente per strada.
Una banda di ragazzi
suona a via Scarlatti canzoni allegre.
Chitarra, tromba, tamburello.
I bambini si avvicinano per ballare
davanti a tutti e ridono di cuore.
C’è un gran pubblico che in cerchio
si raduna intorno ai musicisti.
Sembrano tutti felici,
entusiasti senza ragione.
Batto il tempo,
la gente sorride senza scherno
della vecchia signora affacciata.
E anch’io sorrido.
Sorrido alla vita che scorre ancora.
ANTONIA DE VIVO - III liceale B
39
Gioventù
Piangi, ridi, odi ed ami,
cosa resterà di noi domani?
Ti osservo mentre ci accarezza lieve il vento,
ed intanto prego affinché non ci strappi questo nostro momento.
Hai gli occhi luminosi ed il sorriso sicuro
di chi non teme affatto il proprio futuro.
In questo istante ti senti così forte,
che rideresti persino in faccia alla morte!
Ci scambiamo carezze, dolci parole,
minuscoli, sotto questo cielo infinito,
testimone muto del nostro amore.
Piango, rido, odio ed amo,
prima che tutto ciò diventi solo un ricordo lontano.
ELEONORA IANNONE - V ginnasiale F
40
Notturno
Quiete: qui e te
ANNA RITA CASSIANO - I LICEALE C
41
La determinazione, per me!
Nel silenzio di un pomeriggio primaverile,
ti vedo camminare mentre ti sostieni la schiena con una mano.
Sei stanca, ma mai abbastanza:
la bellezza non ti stanca mai e l'amore lo vuoi ancora tutto per te.
La tua età non la conosco,
ma dal tuo viso capisco che ne hai vissute tante di esperienze;
ti ho sentito parlare qualche volta dei giovani,
quasi mai della guerra,
e vorrei chiederti se eri sempre triste
o se qualche volta la felicità l'hai vista pure tu.
Mi soffermo sulle rughe della tua mano
che piano, piano poggio sul mio petto
per farti sentire come mi batte forte il cuore
quando ti sento gioire.
ILARIA ESPOSITO – III liceale B
42
In un attimo
Stazione, treno fermo,
silenzio spaventoso.
Sguardi incerti,
andatura svelta.
Il pensiero vola via,
via, lontano da qui.
Crede di esser libero
e felice
come un bimbo,
come un viaggiatore alle prime armi,
ma invece no.
Il pensiero non va oltre il problema.
Non va oltre
i turbamenti che opprimono,
oltre la tristezza e il tempo
che aumentano.
Dove sei?
Ti cerco in ogni sguardo,
ti cerco al traguardo.
E tu,
dove sei?
Troppa distanza,
ci sei a intermittenza,
ti voglio con frequenza,
proviamo un'altra volta.
VALERIA TRANCHINI - III liceale E
43
Ali bagnate
Piove.
Su di te,
su di me,
su di noi.
Piove.
Sul nostro amore,
sulle nostre promesse,
sulla nostra vita.
Piove sulle nostre anime sgualcite.
Piove.
E la pioggia cancella tutto.
Sento il battito delle tue ali
nonostante lo scrosciare della pioggia,
perché, adesso,
sono io la pioggia.
SARA VALENTINO – IV ginnasiale F
44