Una sentenza storica che rimedia a un danno

LA CORTE UE APRE ALLA BREVETTABILITÀ DEGLI OVULI
Una sentenza storica
cherimediaa un danno
di Gilberto Corbellini
quindi di ciò che può essere
derivato daesse.harimediato
a decisione della Corte di al danno che rischiava di creagiustizia Uè, che autoriz- re all'Europa una precedente
za la brevettabilità di cellule sentenza della stessa Corte.
uovo umane non fecondate e
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L
PRO. Le vie della ricerca
Sentenza
storica
che rimedia
a un danno
di Gilberto Corbellini
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N
el mese di o t t o b r e del
2011, infatti, fu negata la
possibilità di brevettare
embrioni umani, quindi
anche l'uso commerciale dei prodotti derivati da ricerche su embrioni umani, includendo però nella definizione di «embrione umano» anche le cellule uovo stimolate
a svilupparsi senza fecondazione
(cioè partenogeneticamente).
Va r i c o r d a t o che in biologia,
quindi da un punto di vista scientifico, per embrione umano s'intende il p r o d o t t o della fecondazione della cellula uovo con lo
spermatozoo.
O v v e r o , un e m b r i o n e u m a n o
per essere tale deve essere in grado di formare un organismo completo, che nasce e diventa una persona autonoma: in teoria, dopo la
n a s c i t a di Dolly, un e m b r i o n e
umano con queste caratteristiche
si p o t r e b b e ottenere anche senza
fecondazione, come avviene
quando appunto si fa un trasferimento nucleare o clonazione.
Ma una cellula uovo indotta a dividersi con stimoli artificiali non è
in grado di produrre un organismo
umano completo e vitale. Per cui
nella sentenza del 2011 vi erano evidenti difetti nel riferimento al quadro di processi biologici che si andava a normare.
Con la conseguenza di penalizzare le ricerche innovative e di potenziale valore commerciale in Europa, rispetto al resto del mondo,
nella misura in cui queste ricerche
avessero come è prevedibile prodotto ricadute in chiave di strumenti di interesse terapeutico, o
più in generale economicamente
sfruttabili.
La sentenza della Corte è stata
costruita a partire da un rinvio dell'Alta Corte di Giustizia di Inghilterra e Galles, a fronte di un contenzioso tra l'International Stem
Celi Corporation (ISCO) e l'Ufficio Brevetti del Regno Unito suitema della brevettabilità di processi
relativi all'uso di cellule uovo umane attivate partenogeneticamente.
Da queste cellule uovo si possono ottenere cellule staminali embrionali umane, che p o t r e b b e r o
presto o tardi avere un formidabile
potenziale terapeutico.
La corte anglosassone chiedeva
in pratica se i derivati embrionali
umani ottenuti senza fecondazione dalle cellule uovo, che non pos-
sono diventare individui umani
completi, andassero trattati come
gli embrioni umani ottenuti per fecondazione, che si sviluppano come individui completi.
La decisione è inequivocabile
Soltanto un embrione umano che
ha u n ' i n t r i n s e c a capacità di svilupparsi in un essere umano, ricade sotto i divieti della sentenza
del 2011. E il mero fatto che una
cellula uovo umana sia stata attivata p a r t e n o g e n e t i c a m e n t e (senza fertilizzazione) a svilupparsi
ovvero a dividersi dando luogo a
staminali embrionali, non ne faun
embrione u m a n o .
Perché non può svilupparsi in un
embrione umano. In pratica, la corte anglosassone deve a questo punto soltanto stabilire che l'oggetto
per il quale l'International Stem
Celi Corporation chiede la protezione brevettuale all'ufficio brevetti britannico, non possa svilupparsi in un organismo umano.
Si t r a t t a di una sentenza storica, che avvicina la legislazione
e u r o p e a a quella dei paesi scient i f i c a m e n t e più a v a n z a t i e che
c o n s e n t i r à alla r i c e r c a scientifica nel vecchio c o n t i n e n t e di tornare c o m p e t i t i v a e di i n t e r e s s e
anche in t e r m i n i di i n v e s t i m e n t i
industriali.
Senza dimenticare che consentirà agli enti regolatori europei,
come TEMA (European Medicines
Agency, ndr) e per l'Italia l'AIFA
(Angenzia italiana del farmaco,
ndr), di sedere ai tavoli internazionali che stanno m e t t e n d o a
punto i criteri migliori per valutare la sicurezza e l'efficace delle terapie rigenerative, per malattie
gravi come Parkinson o diabete,
che presto o tardi arriveranno ai
letti dei malati.
•e. FMF-RinliiJZiiINE R L E R v A U