Armi e Balistica (05/2014)

ARMI
LUNGHE
ARMIdi Carlo Cattaneo Della Volta
[email protected]
Fucile
d’assalto,
BITI CIVILI
EX
ORDINANZE
COLTELLI
A
La versione
commerciale dell’Heckler & Koch G-36 subì varie modifiche estetiche
NEWS
per ottemperare alle leggi europee e tedesche: venduta
ARIAsui mercati civili come
COMPRESSA
SL8, è una realizzazione di grande livello, degna di una delle tradizioni armiere che
hanno contribuito a scrivere la storia delle armi moderne in Europa
ATTUALITÀ
OTTICHE
SCELTA
PER VOI
COLLEZIONISMO
CRIMINOLOGIA
CURIOSITÀ
48 Armi & Balistica
●
Prima parte
Heckler & Koch SL-8
calibro .223 Rem.
L’
esercito tedesco aveva previsto di sostituire
il fucile G-3, in calibro 7,62 Nato, con il futuristico Heckler & Koch G-11 – che sparava un
altrettanto innovativo munizionamento senza bossolo in calibro 4,7x33 – senza passare per un fucile
in calibro 5,56 Nato.
Purtroppo l’arma fu pronta per essere fornita alla
Bundeswehr contemporaneamente al crollo del
muro di Berlino e alla relativa fine della guerra Fredda. Quindi la sua adozione fu sospesa, perché non
era più necessario avere un’arma così innovativa e
soprattutto costosa, dato che il governo tedesco non
doveva più preoccuparsi dell’invasione dei “cugini”
dell’Est, semmai di accoglierli in una Germania unita.
Anche se il programma G-11 era stato cancellato, bisognava comunque sostituire il vecchio G-3, che cominciava ad avere parecchi anni di onorato servizio
sulle spalle; così alla H&K si misero a progettare un
nuovo fucile che nel 1994 fu adottato dalle FF.AA.
tedesche con la denominazione di G-36, un’arma più
tradizionale rispetto al G-11, sia come funzionamento, sia come calibro (il 5,56 Nato, alias .223 Rem.).
Gli anni ‘90 segnano anche una svolta nella produzione H&K, che fino al quel momento si era contraddistinta per una certa originalità nella progettazione
delle sue armi - dal sistema di chiusura a rulli del G-3
e dell’MP5 fino a quello della pistola P9, dal sistema
a freno di gas dalla pistola P7 per finire con la VP 70,
prima pistola con fusto in polimeri, con chiusura a
massa, scatto solo in doppia azione e che abbinata
al suo calciolo-fondina poteva sparare anche a raffica. Tutti sistemi molto interessanti, però inutilmente
complicati, soprattutto per le pistole, che difatti non
ebbero mai una grandissima diffusione, almeno rispetto alle varie Colt 1911, Sig-Sauer P226 o Beretta 92. Così, con il nuovo corso, la H&K abbandona
“l’inutile originalità” per passare a meccanismi più
tradizionali, come la canna oscillante a corto rinculo
(sistema Browning) per le pistole, la chiusura a massa per la pistola mitragliatrice UMP e la presa di gas
per il fucile d’assalto G-36.
In ogni caso, il G-36/SL-8 ha una peculiarità, perché
è il primo fucile ad avere un castello completamente
in polimero: infatti, tutte le armi “plasticose” progettate in precedenza, come per esempio lo Steyr AUG,
hanno sempre un telaio in metallo, dove si aggancia la
canna e dove scorre l’otturatore, mentre qui la canna
è avvitata a una boccola fusa nel castello polimerico
e anche l’otturatore – che chiude direttamente nella
barrel extension e pertanto non stressa il telaio – si
muove direttamente dentro il castello, dove sul lato
L’arma arriva con una rail Weaver per il montaggio
dell’ottica. Poiché gli attacchi dov’è avvitata sono
uguali al G-36, è possibile sostituirla con la maniglia
della versione militare, che incorpora un punto rosso
e l’ottica 3x
I comandi sono completamente ambidestri: il selettore di tiro è su entrambi i lati, mentre sgancio del caricatore, hold open (il pulsante inox all’interno della
guardia del grilletto) e manetta d’armamento sono in
posizione centrale
49 Maggio 2014
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MILITARI
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ARIA
COMPRESSA
sinistro (quello opposto alla finestra di espulsione) è
semplicemente affogata nella plastica una guida metallica che serve ad irrobustire la struttura e a diminuire gli attriti tra il polimero e il portaotturatore.
I benefici sono di alleggerire l’arma (3,4 kg ad arma
scarica) e soprattutto di ridurre i costi di produzione,
per il sollievo del contribuente germanico ma anche
di quello spagnolo e turco, visto che anche gli eserciti
di questi due paesi sono passati al G-36.
OTTICHE
Ricordiamo infine che, intorno al 2000, le forze armate USA avevano indetto l’ennesimo bando per
sostituire i vecchi, ma sempre validi, M16; il nuovo
fucile, denominato XM 8, avrebbe dovuto avere la
meccanica del G-36, abbinata ad un lanciagranate
e computer balistico – come altri programmi per il
soldato del futuro, si cerca di alleggerire al massimo l’arma da fuoco, per poi caricarla di un sacco di
“diavolerie”, magari utili, ma che rendono il tutto
troppo pesante per il povero fante – in ogni modo,
COLLEZIONISMO
come spesso succede con i programmi americani, il
progetto fu cancellato e le FF.AA. USA si tennero il
loro M16, modificandolo nell’M4 accorciandone la
canna a 14,5”.
ATTUALITÀ
SCELTA
PER VOI
DESCRIZIONE
L’SL-8, che è la versione civile del G-36, viene consegnato in un’anonima scatola di cartone, che oltre
alla carabina contiene un caricatore da 10 colpi, un
pratico attrezzo multiuso (tipo coltello Svizzero) con
sei chiavi a brugola, un cacciavite con punta a taglio e
CURIOSITÀ
uno con punta a croce (Phillips) e il manuale d’istruzione (solo in inglese).
L’arma è completamente ambidestra e il selettore di
tiro con due posizioni – sicura e fuoco – è presente
I meccanismi dello scatto sono contenuti nell’impugnatura e sono in gran parte in plastica; pertanto le
caratteristiche dello scatto non possono essere moCRIMINOLOGIA
dificate. Notare in primo piano l’hold open, seguito
dal cane in plastica con inserto in metallo e sul fondo
l’ammortizzatore di rinculo in plastica bianca
50 Armi & Balistica
●
Heckler & Koch SL-8
calibro .223 Rem.
su entrambi i lati, mentre gli altri comandi sono tutti in posizione centrale: la manetta d’armamento è
posta nella parte superiore, lo sgancio del caricatore
è davanti al ponticello del grilletto, ma a differenza del Kalashnikov – dove il caricatore deve essere
prima fissato frontalmente e poi ruotato fino ad ag-
ganciarlo alla leva di fermo – il caricatore dell’SL-8
s’inserisce con un più istintivo, e quindi più veloce,
movimento rettilineo. Per contro, questo sistema di
blocco rende impossibile la compatibilità con i caricatori Stanag Nato, ma il bocchettone del caricatore
Due caricatori militari a confronto per evidenziare i
perni maschio e femmina che servono ad unirli
Confronto tra il caricatore del G-36 (ridotto a 10 colpi) e quello dell’SL-8. Quello del G-36 “continua” per
altri 20 colpi e ha i due perni per agganciare più caricatori insieme. La plastica semitrasparente permette
di vedere i colpi rimasti all’interno
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ARMI
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è una parte a sé, in modo che se ne possa prevedere
facilmente una versione per i caricatori Nato, senza
dovere modificare altri componenti dell’arma. L’unico particolare non ambidestro è la finestra di espulsione, posta sul lato destro; però, per evitare che i
bossoli possano colpire il volto dei tiratori mancini,
COLTELLI
c’è un
deflettore, simile a quello degli AR-15.
Per finire, anche l’hold open è posto centralmente,
dentro la guardia del grilletto davanti allo stesso, ma
serve solo per bloccare l’otturatore in apertura: per
tenere l’otturatore aperto si arma il fucile, si spinge
verso l’alto la leva hold open e poi si accompagna in
avanti la manetta d’armamento, in modo che il portaotturatore appoggi sulla leva e rimanga aperto.
NEWS
L’otturatore rimane automaticamente aperto anche
a caricatore esaurito, mentre non c’è un pulsante
per mandarlo in chiusura, perciò una volta tolto il
caricatore, ed eventualmente inseritone uno pieno,
bisogna arretrare leggermente la leva d’armamento
e rilasciarla, affinché la molla d’armamento spinga in
chiusura l’otturatore.
L’SL-8 è privo di organi di mira e arriva con una Picatinny
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MILITARI
rail avvitata, tramite viti passanti, agli agganci che
sul G-36 fissano la maniglia portaottiche, anche
se è possibile richiedere una rail più lunga per
montare diottra e mirino. Condividiamo la scelta
di fornire l’arma predisposta per il solo montagEX perché la scina lunga è abbagio dell’ottica, anche
ORDINANZE
stanza antiestetica.
Da segnalare che la Picatinny rail lascia poco spazio
per manovrare la manetta d’armamento – che comunque rimane facilmente raggiungibile – ma d’altronde è una scelta obbligata se si vuole mantenere
l’ottica il più vicino possibile all’asse della canna.
La differenza maggiore rispetto al suo fratello in divisa è nella parte posteriore, con il calcio fisso rispetto
a quello pieghevole con impugnatura a pistola del
G-36. Se proprio
si volesse ripristinare il look militaARIA
re,COMPRESSA
andando sul sito www.sl-8.de è possibile comprare, per ben 577,00 euro, una versione del calcio che
s’installa al posto dell’originale e riprende la forma
di quello militare. Però attenzione: bisogna “spostare” tutto il gruppo di scatto da un calcio all’altro, e lo
scatto dell’SL-8 non è proprio banale da smontare...
L’autore durante una gara organizzata dai Riservisti
Tedeschi con un G-36 “vero”
ATTUALITÀ
SCELTA
PER VOI
Il gruppo otturatore montato e smontato: si può notare la forma prismatica del portaotturatore, il braccio superiore che termina con la manetta d’armamento e la pista a camme per svincolare l’otturatore.
La testina dell’otturatore è un classico per i fucili miCRIMINOLOGIA
litari occidentali e riprende l’archetipo dell’M16 con
sei tenoni che chiudono direttamente nella barrel
extension
OTTICHE
COLLEZIONISMO
CURIOSITÀ
Heckler & Koch SL-8
calibro .223 Rem.
Il motivo di questa forzata differenza tra SL-8 e
G-36 è dovuto a una poco razionale – ovvero idiota – legge tedesca dell’epoca che imponeva che le
armi derivate da quelle militari non avessero una
“forma” militare! Tant’è vero che i primi SL-8 importati in Italia erano di un orrendo colore grigio
chiaro (oltre alla famiglia dei black rifle, con l’SL-8
era nata anche quella dei white rifle!). Comunque,
dopo il primo lotto, arrivarono di colore nero accompagnati da una lettera di Bignami che segnalava
che a causa del colore nero si potevano avere dei
problemi se riportati in Germania (anche se raro,
non è impossibile che uno lo voglia portare all’estero per una battuta). Insomma, sono la forma e il colore che sono pericolosi, non il calibro … Forse uno
muore di paura perché vede che gli sparano con un
fucile nero, mentre se si viene colpiti da un .30-06,
ma sparato da un più “classico” BAR Browning, non
succede nulla: qualcuno ci deve spiegare la logica di
questa norma, perché noi non ci arriviamo!
In ogni caso, per “digerire” questo calcio, si può considerare che anche il G-3 ha una versione per il tiro di
precisione nel PSG, così l’SL-8 potrebbe essere considerato la versione da tiratore scelto del G-36 – in
effetti c’è anche un prototipo denominato SL-9 con
silenziatore incorporato, che spara una munizione
subsonica in calibro 7,62x37 – così, nonostante le
assurdità legislative, ha un senso il calcio fisso con
Primo piano del gruppo presa gas; da notare il forellino frontale per la fuoriuscita dei gas in eccesso
thumb hole, con la possibilità di regolare, tramite
spessori, la distanza del calciolo e del poggiaguancia. Anche la bella canna bull barrel, lunga 50 cm, con
diametro in volata di 20 mm, cromata internamente e
con 6 righe aventi il passo di un giro in 7”, contribuisce
a dare un aspetto e soprattutto la sostanza di un fu-
stesso, tanto che i due pistoni sono interConfronto tra un SL-8 e un MR 223 (in basso): il sistema di recupero è lo
Notare che anche la presa dei gas è posta
curata.
più
e
cambiabili, mentre l’asta d’armamento dell’MR 223 è diversa
ente più avanzata
leggerm
e
posizion
in
per entrambe le armi a circa metà canna, mentre sull’M16 è
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ARMI
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MILITARI
La manetta d’armamento è ambidestra e può essere
ruotata sia a destra, sia a sinistra; inoltre può essere
bloccata su di un lato per spingere in avanti l’otturatore e fungere da forward assist
EX
ORDINANZE
COLTELLI
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ARIA
COMPRESSA
cile di precisione al nostro SL-8.
Se mai, un difetto si può trovarlo nel diametro del
foro praticato per fare passare il pollice, che va bene
per chi ha mani nella media, però mani extra large o
“cicciotte” potrebbero non raggiungere agevolmente la sicura con il pollice.
All’interno del calcio è posto il meccanismo di scatto che, essendo in gran parte in materiale plastico
(molle
escluse), non può essere modificato o allegATTUALITÀ
gerito; comunque lo scatto del nostro esemplare
è piuttosto buono, con una precorsa leggerissima
di circa 5 mm, un secondo tempo nettamente più
duro, dove si scarica quasi integralmente il peso di
circa 1.950 g per il rilascio del cane, e un leggero
collasso di retroscatto di alcuni millimetri. Il reset
è cortissimo e volendo si possono sparare i colpi
successivi al primo evitando la precorsa e con una
corsa del grilletto inferiore ai 5 mm.
Per la cronaca, segnaliamo che altri possessori di SL-8
si sono lamentati di uno scatto particolarmente pesante, perciò non possiamo assicurare che le nostre
impressioni siano valide anche per altri fucili, magari
provenienti da
lotti diversi (per dare un riferimento,
OTTICHE
l’arma in oggetto è stata acquistata nel 2000).
Il caricatore del G-36 tiene 30 cartucce, è in plastica
traslucida in modo da vedere i colpi rimasti, e come
già detto, ha l’aggancio posteriore e perciò non è
compatibile con quelli Stanag. Sui fianchi ci sono dei
SCELTA
PER VOI
COLLEZIONISMO
CRIMINOLOGIA
CURIOSITÀ
o inutile lo sportellino. Inoltre, a differenIl portaotturatore chiude perfettamente la finestra di espulsione, rendend
il vantaggio dell’affidabilità dell’arma.
con
,
za dello sportellino, la finestra si chiude anche durante il funzionamento
Infine notare il deflettore dei bossoli dietro la finestra d’espulsione
54 Armi & Balistica
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Heckler & Koch SL-8
calibro .223 Rem.
perni per unire più caricatori, affiancandoli gli uni
agli altri – idea probabilmente copiata da quelli in
dotazione al SIG 550 svizzero.
Poiché l’SL-8 è stato catalogato come arma comune
con caricatore da 10 colpi, questo è sempre nello
stesso materiale semitrasparente, ma accorciato per
contenere i colpi previsti e una volta inserito sparisce
completamente nel bocchettone – cosa utile quando si spara dal bancone perché quello da 30 è molto
sporgente.
Infine, proseguendo verso la parte anteriore, troviamo l’astina: questa è fissata solo nella parte posteriore tramite un perno e un incastro e non tocca mai la
canna, che di conseguenza risulta flottante; su ogni
lato ci sono sei feritoie di raffreddamento, più altre
nella parte inferiore, che tra l’altro è piatta per un
miglior appoggio su un eventuale rest. Al termine c’è
un perno che serve a bloccare il bipiede e che ha un
anello per il moschettone della cinghia di trasporto.
FUNZIONAMENTO
Nonostante esternamente l’SL-8 non ricalchi perfettamente il G-36, internamente il meccanismo è
identico, scatto a parte, che naturalmente è privo
della raffica. Lo abbiamo constatato personalmente
smontando un G-36 durante una gara militare organizzata dalla Riserva dell’Esercito tedesco.
Il funzionamento è a recupero di gas con pistone a
corsa corta: ovvero a circa metà canna, grazie ad un
forellino, parte dei gas viene spillata, entra nel cilindro di espansione e spinge indietro il pistone cromato, al quale è collegata un’asta d’armamento, che a
sua volta spinge indietro il portaotturatore. Mentre il
pistone e l’asta d’armamento ritornano in posizione
grazie ad una propria molla, il portaotturatore continua ad arretrare per inerzia e dopo circa 6 mm, a
causa della pista a camme, comincia a far ruotare
l’otturatore svincolandolo dalla canna. A questo punto otturatore e portaotturatore arretrano assieme,
estraggono ed espellono il bossolo spento, armano
il cane e arrivano a fondo corsa, dove un ammortizzatore di rinculo in polimero bianco limita l’urto sul
castello a beneficio della stabilità e durata dell’arma.
La molla compressa nella fase di rinculo si distende e
riporta in avanti portaotturatore e otturatore, il quale preleva una nuova cartuccia e, arrivato a fondo
corsa, sempre grazie alla camma, ruota e si blocca
nella barrel extension.
Da segnalare che il pistone è autoregolante, perché
nella parte frontale della camera di espansione c’è
un forellino che fa uscire i gas in eccesso: ad arma
molto sporca sia il forellino della canna, sia quello
della camera di espansione si ridurranno a causa dei
residui carboniosi, ma l’equilibrio per far riarmare il
fucile rimane invariato, perché meno saranno i gas
spillati dalla canna, ma anche meno saranno quelli
che usciranno dal forellino di sfogo della camera di
espansione.
Il sistema a pistone a corsa corta ha il grosso vantaggio che i gas spillati per riarmare l’arma rimangono
“confinati” alla camera di espansione, per poi venire
espulsi frontalmente; in questo modo non entrano
nel portaotturatore e nel castello del fucile – come
succede con il sistema Stoner dell’M-16 – e l’arma
rimane più pulita, con benefici su manutenzione, durata e affidabilità.
A questo proposito, H&K produce anche il modello
416 (del quale l’MR 223 è la versione civile) che è un
mix tra un fucile tipo M16 con il sistema del pistone
a corsa corta del G-36: arma che ha avuto un grande successo, tanto da aver in parte cannibalizzato il
mercato del G-36 anche in casa propria, visto che i
marksmen dell’esercito tedesco hanno adottato il
G-28 che è una versione accuratizzata del 417 in 7,62
Nato (MR 308 per i civili).
Il portaotturatore dell’SL-8 è grosso modo un prisma
di acciaio con, partendo dal basso, il foro per accogliere l’otturatore e dietro a sinistra la fresatura della camma per farlo ruotare, sopra c’è un altro foro
passante dov’è alloggiata la molla di recupero – che
è vincolata alla sua asta in modo da non perderla o
vederla schizzare via durante lo smontaggio. In cima
il portaotturatore si allunga con un braccio che termina con la manetta d’armamento, che può essere
ruotata sia a destra, sia a sinistra. La manetta, dopo
la rotazione sul lato desiderato, può anche essere
bloccata spingendola all’interno, in modo da usarla
come “forward assist” per chiudere un otturatore
non andato completamente in chiusura, ma soprattutto per aprirlo con forza se bloccato dallo sporco o
da una cartuccia difettosa – cosa che con armi della
famiglia M16 risulta particolarmente ostica a causa
della manetta posteriore sulla quale non si riesce ad
imprimere una grande forza.
Sempre sul fronte affidabilità, il portaotturatore prismatico ha il vantaggio di chiudere perfettamente la
finestra d’espulsione, evitando così l’ingresso di corpi estranei e rendendo inutile lo sportellino di chiusura tipo M16, che tra l’altro rimane aperto appena
si arma l’otturatore. Idea ripresa anche dal nuovo
ACR Remington/Bushmaster (ex Masada) che ha un
portaotturatore molto simile a quello dell’SL-8/G-36.
55 Maggio 2014
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Continua...